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Morgan: è fatta.

Secondo un lancio di agenzia confermato dalla società, Westley Morgan domattina si sottoporrà alle visite mediche a Leicester, prima di confermare il suo passaggio alle Volpi.

Buona fortuna, Wes, te la meriti.

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Why I’ll never boo at Morgan.

Leggo sul sito del Nottingham Forest che la società sta valutando seriamente la terza offerta del Leicester City per Westley Morgan, il nostro centrale difensivo probabilmente più forte.

Dal canto suo, Wes sta valutando seriamente la possibilità di lasciare l’unica squadra nella quale abbia mai giocato (a parte un brevissimo prestito ai Kidderminster Harriers, nel 2003), dopo essere arrivato alla quasi veneranda età, per un giocatore di calcio, di 27 anni.

Wes fu l’eroe assoluto della promozione dalla League One del 2007, il giocatore grazie al quale, più di ogni altro, il Forest detiene tuttora il record assoluto di clean sheet della Lega, 24, che ha dimostrato di essere più che degno anche della categoria superiore, diventando il perno fondamentale della difesa solidissima del Forest di Billy Davies.

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Quando un giocatore che viene dal vivaio e che non ha lasciato la squadra fino a 27 anni pensa di andar via lasciando la squadra in zona retrocessione, di fronte alla seria prospettiva di tornare in League One e senza un sostituto alla sua altezza (la stagione di Chambers, il suo compagno di linea, è stata davvero disastrosa, finora), verrebbe fatto di usare parole come “traditore” o “mercenario”. Che, però, nel caso di Westley sarebbero davvero ingiuste.

Wes non è un mostro di tecnica, non è mai stato, in nessuna delle versioni del Forest in cui ha giocato, una delle stelle più fulgide, ma è sempre stato, grazie al suo impegno, uno di quei giocatori solidi, affidabili, sempre presenti che costituiscono le fondamenta di pietra sulle quali si deve basare ogni squadra che abbia seppur minime ambizioni di successo.

Wes non ha detto una parola, quest’estate, quando il Forest ha allargato i cordoni della borsa per ingaggiare un branco di inutili zozzoni con stipendi molto superiori al suo, come ho detto nel post precedente, mentre nessuno pensava di proporgli un prolungamento di contratto, visto che il suo scade il prossimo giugno.

Mostrò, in quel caso, una grande fiducia nella squadra, e una grande dedizione al progetto, che allora sembrava vincente, simboleggiato dall’ingaggio come allenatore dell’ex manager della nazionale inglese.

Non sollevò la questione del suo contratto, anche vedendo che i suoi nuovi compagni guadagnavano (immeritatamente) molto più di lui, sperando, probabilmente, di rinegoziarlo partendo, magari, (magari!) dalla prospettiva di una stagione nella massima serie, e ha continuato a lavorare con la sua solita dedizione alla maglia e la sua gigantesca voglia di lavorare e di farsi il culo, anche se i risultati del suo impegno, per varie ragioni — solo ultima delle quali la sua non eccelsa qualità tecnica — sono stati, finora, disastrosi: una delle peggiori stagioni, per la difesa del Forest, degli ultimi 20 anni.

Nei mesi seguenti, con i risultati disastrosi della gestione McClaren, con le dimissioni di manager e chairman, con la disaffezione del pubblico e il calo delle presenze, Wes è rimasto forse l’unico esempio di professionalità e dedizione, eppure, con la prospettiva della promozione sempre più lontana e quella della retrocessione sempre più vicina, nessuno, nel management o nella dirigenza, si è preoccupato del contratto in scadenza di Wes Morgan, e lui, ancora una volta, non ha detto nemmeno una parola.

Però, a un certo punto, si è materializzato l’interesse del Leicester City per il bravo difensore di Nottingham. A questo punto, a mio avviso in modo non sorprendente, Westley ha dichiarato il suo interesse per il trasferimento, e ha chiesto alla squadra di trattare il suo trasferimento, forte, anche, del contratto in scadenza che nessuno ha pensato di rinnovargli.

Che cosa dire. Come dice il bravissimo curatore del più volte citato NFFCblog, un uomo che lavora in un’organizzazione la cui dirigenza ha mostrato di non essere in grado di raggiungere i traguardi per i quali lui avrebbe, invece, la possibilità di competere non può essere biasimato se decide di provare un’altra strada, di guadagnare di più e di lottare per traguardi più prestigiosi, soprattutto se ha mostrato sempre di impegnarsi allo spasimo, se non ha mai discusso il fatto di essere pagato molto meno di giocatori bravi come lui in giro per la lega, e soprattutto se vede attorno a sé giocatori pagati molto più di lui lazzaronare per il campo senza alcuna dedizione, le poche volte che qualcuno si azzarda a farli giocare.

Diciamolo chiaro: se Wes va via, va via per ragioni che ogni serio professionista capirebbe; per guadagnare di più, per provare sé stesso nel raggiungimento di obiettivi più ambiziosi, e perché non si fida più nella squadra in cui gioca ora.

È per questo che sono sicuro che, se andrà via (ma la sua partenza sembra a questo punto inevitabile, dal momento che la squadra vorrà certamente monetizzare la cessione del giocatore, per evitare che vada via a parametro zero a giugno), se andrà via, sono certo che i tifosi dei Reds saranno dispiaciutissimi, ma anche che Wes sempre accolto bene al City Ground, quando tornerà da avversario.

You’ll never beat Wes Morgan.

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Del perché the Konch vuole andare su diretto.

Allora, anzitutto diciamo che le notizie sul Konchesky sono migliori del previsto: dovrebbe cavarsela con una settimana di stop, anche se sarà una settimana con due trasferte rognose come quella @Millwall e @Boro. Però, paragonata alle prime voci che lo volevano sulla via del ritorno a Liverpool (dove immaginiamo non sia più molto amato), è davvero una bella notizia.

Questa mattina il Post ha pubblicato un’intervista al nostro left back, che ha parlato un po’ di come ha trovato il Forest e, in particolare, il nostro settore difensivo. E anche del fatto che ha fretta di andare il PL, dal momento che il suo prestito scade proprio alla fine della regular season, e, dunque, non potrebbe essere a disposizione di Billy Davies per il play-off. Devo dire che non potrei essere più d’accordo con un altro essere umano di quanto non lo sia ora con lui.

Guardiamo un po’ di intervista, va’.

Paul Konchesky è focalizzato sul desiderio di aiutare il Nottingham Forest a ottenere la promozione automatica, perché non vuole soffrire l’agonia di guardare le partite decisive dell’anno dagli spalti.

Il prestito del difensore del Liverpool, infatti, scade proprio l’ultima giornata della stagione normale, e le regole della Football League impediscono che il prestito possa essere allungato per l’estensione della stagione, se una squadra si qualifica per i play-off.

E l’ultima cosa che vuole e è star fuori a guardare il Forest combattere nella lotteria degli spareggi senza la possibilità di essere d’aiuto.

“Voglio essere tra coloro che si guadagneranno la promozione”, ha detto Konchesky, che si perderà il viaggio di domani a Millwall per un piccolo infortunio tendineo, ma che dovrebbe essere già pronto la prossima settimana.

“Sarebbe bellissimo per me poter dire di essere venuto qui e di aver aiutato il Forest a ottenere la promozione diretta, ma immagino che sarebbe bellissimo anche per il Forest. Dunque, voglio ottenere la promozione prima che il mio prestito scada. Penso che sia una regola stupida impedire l’estensione del prestito in caso di spareggi.

[Lo penserò anch’io, Konch, che sia una norma del tutto stupida, se non riusciremo a guadagnarci la promozione diretta; ma se ce la faremo e il Cardiff dovrà giocare gli spareggi senza i suoi diciotto giocatori di PL, allora mi sembrerà la norma più saggia e giusta e inappuntabile del mondo, tipo l’undicesimo comandamento, e la stamperò e l’appiccicherò sul calorifero e ogni volta che prenderò un uomo la omaggerò baciando il sigillo della Football League — ndt].

Ma speriamo che non sia un problema: con un po’ di fortuna, potremo raccogliere abbastanza vittorie da qui alla fine per rendere la questione non rilevante.

Questo è il mio obiettivo. Perché sarebbe davvero orribile dover sedere a bordo campo a guardare; perdere l’occasione di aiutare il Forest negli spareggi sarebbe davvero la morte. Ma noi puntiamo alla promozione diretta, e stiamo lottando per questo”.

Luke Chambers ha parlato dell’influenza positiva dell’ex terzino della nazionale inglese sul quartetto difensivo del Forest: scherzando, ha detto che esce dal campo con il mal d’orecchie, per il numero di urlacci che emette Konchesky durante la partita. E Konchesky spera di poter continuare a essere d’aiuto, dall’alto della sua esperienza.

“Spero di poter aiutarli anche parlando un po’, perché è un quartetto difensivo che, in effetti, manca un po’ nella comunicazione reciproca. Per essere onesti, Chambo è abbastanza un chiacchierone, ma Wes Morgan è davvero un tipo taciturno. E se posso di essere d’aiuto parlando, oltre che giocando, ben venga. Più il quartetto difensivo parla e comunica, più la vita diventa facile. Ma, a parte questo, sono rimasto molto impressionato dalla difesa del Forest. Chris Gunter è un giocatore come me, nel senso che entrambi amiamo avanzare, e, modestamente, lo facciamo bene. Si vede che si è formato negli Spurs, ai terzini insegnano a giocare in quel modo.
Anche i due centrali sono giocatori molto buoni. Wes è fortissimo, ma anche Chambo, devo dire. È un piacere giocare al loro fianco”.

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