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Coventry Home – 18 febbraio 2012

The six point game.

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In situazione molto precaria, visto il black-out della linea adsl, posto una breve presentazione della partita di oggi, digitandola dal telefonino: questo post, dunque, va in onda senza immagini e contributi video, come i Tg quando scioperano.

La prima notizia è che la diretta della partita sarà messa in onda da Sportitalia dalle ore 16; quindi, chiunque voglia soffrire insieme a noi, per una volta tanto potrà farlo con grande agilità.

La seconda notazione, naturalmente, è che, come già detto ad abundantiam, questa è la partita più importante della stagione. Il Coventry divide con noi il terzultimo posto, ma è davanti a noi per differenza reti. Qualsiasi altro risultato rispetto alla vittoria, secondo me, condannerebbe i Reds a una quasi certa retrocessione. Più che altro perché, dopo aver vinto solo una partita delle ultime tredici, se non si vince oggi non vedo proprio quali altre partite si potrebbero vincere, e il baratro tra noi e la zona salvezza è già di sei punti.

Ishmael Miller non sarà dei nostri, a causa dell’infortunio patito nella partita contro il Boro; sarà sostituito dal rientrante Tudgay, che è il più “prolifico” degli attaccanti del Forest, quest’anno.

Si fa per dire, naturalmente. Ah, ah, ah.

In realtà, siamo chiari, sia l’infortunio di Miller, sia il recupero di Tudgay sono due notizie delle quali non importa un caspero scaduto da due mesi nemmeno al più acceso sostenitore dei Reds, perché si tratterà di sostituire un palo della luce che non segna mai con un altro palo della luce che non segna mai, e scusate questa ventata di sereno ottimismo, ma vengo dalla non già divertentissima serata calcistica di ieri sera, e il pomeriggio rischia di esserne non piacevole estensione.

Oltre all’ottimo Miller (call him Ishmael), mancheranno i lungodegenti Cunningham, Moloney e Cohen, quest’ultimo sì che avrebbe potuto essere una risorsa in più, ma mi sa che lo rivedremo l’anno prossimo nell’esordio di Yeovil, se tutto va bene.

I nostri avversari, che quest’anno non hanno mai vinto fuori casa (sono l’unica squadra dell’intera Football League a non aver ancora sbloccato la casella delle away wins, scrat scrat…), avranno assenze altrettanto di peso. No, siamo sinceri, molto più di peso. Sammy Clingan, centrocampista ex Forest, ma, soprattutto, la coppia di difensori centrali titolari, Richard WoodHermann Hreidarsson, per infortuni rispettivamente al ginocchio e alla spalla.

Sono nettamente più in forma di noi, con ben due vittorie nelle ultime cinque partite, contro Leeds United e Middlesbrough, e, soprattutto, la mettono dentro con molta maggiore allegria di quanto non facciamo noi: 8 reti nelle ultime 5 partite contro le nostre 3.

Tra gli “incroci” più significativi tra le due squadre, segnaliamo, insieme al sito del nostro club, quello di Eoin Jess, 18 volte nazionale scozzese, attuale coach della nostra U18, nel passato forte centrocampista di scuola Aberdeen, che ha giocato sia nel Coventry City, dal 1996, per un anno, in PL, prima di tornare tra i Dons, e di tornare in Inghilterra nel 2000, al Bradford, allora in PL e poi al Forest, dal 2002 al 2005, totalizzando per i Reds 96 presenze costellate da sette reti. Jess, durante il suo primo periodo all’Aberdeen, fu accostato per un certo periodo anche al Parma, allora una delle squadre di punta della Serie A, che si mostrò interessata all’acquisto del centrocampista.

Anche Stuart Pearce, il nostro grande capitano e l’attuale Manager pro tempore della Nazionale inglese, giocò al Coventry dal 1983 al 1985, prima di essere acquistato da Brian Clough.

Un’ultima notizia: il Portsmouth FC è stato penalizzato di 10 punti per essere finito in amministrazione controllata, dopo che gli stipendi di gennaio non sono stati pagati, e, quindi, l’ex squadra di Prince Boateng dovrebbe portarsi allo stesso livello di Forest e Coventry, a 25 punti. Una notizia che sarà buona solo se cominceremo finalmente a fare punti; in caso contrario, si tratterà solo dell’ennesima occasione perduta della stagione.

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Precedenti

Vittorie del Forest: 44 (42 di lega, 2 di Coppa di Lega)

Vittorie del Coventry: 19 (16 di lega, 2 di Coppa di Lega, 1 di FA Cup)

Pareggi: 28 (27 di lega, 1 di Coppa di Lega)

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Stato di forma

Forest (1 punto nelle ultime 5 partite)

Boro 2-1 Forest

Forest 1-1 Watford

Forest 0-2 Burnley

West Ham 2-1 Forest

Leicester 4-0 Forest (FA Cup Replay)

Forest 0-3 Southampton

* * *

Coventry (6 punti nelle ultime 5 partite)

Coventry 2-1 Leeds Utd

Reading 2-0 Coventry

Coventry 2-3 Ipswich Town

Blackpool 2-1 Coventry

Coventry 3-1 Boro

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Archiviato in stagione 2011-2012

Da Gerd Müller a Thomas Müller, i miei primi quarant’anni di eliminazioni inglesi.

Questo è un sito sulQuesto è un sito sul Forest e su Brian Clough, ma non si può ignorare i Mondiali di calcio, e la prova terribile offerta dalla nazionale di Capello, la peggiore edizione dei Bianchi che abbia visto partecipare a una fase finale di Coppa del Mondo.

Questo è un sito sul Forest e su Brian Clough, ma non si possono ignorare completamente i Mondiali di calcio, e la prova terribile offerta dalla nazionale di Capello, la peggiore edizione dei Bianchi che io abbia mai visto partecipare a una fase finale di Coppa del Mondo.
Per l’occasione, da tifoso acquisito dei Tre Leoni (e quindi, come ogni convertito che si rispetti, particolarmente integralista), vorrei provare a dare un voto alle eliminazioni dell’Inghilterra dai mondiali che ho vissuto, da una a sei stelline, a seconda della minore e o maggiore delusione che ho provato.

1970: ✩˜†
Sarò sincero, non mi ricordo nulla della partita tra Germania Ovest e Inghilterra. Tutto quello che so di quella partita l’ho imparato dopo. Avevo cinque anni e mezzo, e cara grazia che i miei mi facevano star su a vedere le partite dell’Italia, che invece mi ricordo abbastanza bene. Furono gli unici mondiali in cui il mio tifo per l’Italia fu totale e incondizionato, anche perché giocavano insieme i miei due giocatori italiani preferiti di tutti i tempi, Boninsegna e Mazzola, e dell’Inghilterra penso non mi importasse nulla.
1974: ˜†˜†
Qui già stavo formando una decisa anglofilia, ma l’eliminazione dell’Inghilterra da parte della Polonia avvenne durante le qualificazioni, che si svolgevano, come tutto allora, in maniera molto soffice, senza alcuna immagine televisiva e, dunque, senza tanta sofferenza. In più, girava la leggenda della superumana partita di Tomaszewski a Wembley, che sembrava avesse parato anche i piselli tirati dai tifosi con la cerbottana, e questa cosa faceva anche quasi simpatia.
1978: ˜†
Fu una grande sofferenza, perché si trattò di uno scontro diretto con l’Italia durante le qualificazioni, e, quindi, la Rai fece vedere tutte le partite dell’Inghilterra o in diretta o in ampia sintesi. La mia classe era divisa tra olandesisti e italianisti, e nella sfida in qualificazione tra Italia e Inghilterra solo un paio di olandesisti di confessione neo-liverpooliana appoggiavano tiepidamente la mia posizione di tifo per i Tre Leoni, ma senza esporsi apertamente. Fummo eliminati per differenza reti, perché il portiere finlandese contro di noi fece i miracoli, e contro l’Italia prese un giorno di vacanza. Di quel girone di qualificazione ricordo benissimo tutto, ma, in particolare, la partita di Keegan a Wembley, quando vidi per l’unica volta in vita mia Tardelli non sapere davvero che pesci prendere per fermarlo, e mi ricordo benissimo anche che l’ultima giornata del girone, il giorno decisivo di Italia-Lussemburgo, che mi misi davanti alla TV con la flebile speranza, naturalmente illusoria, che il Granducato riuscisse a strappare il pareggio-qualificazione. Prima della partita, in una sorta di rito sciamanico propoziatorio, avevo giocato un Italia-Lussemburgo a Subbuteo con un mio amico italianista (io tenevo il Lussemburgo, naturalmente), e avevo vinto agevolmente per 3-0; lo stesso risultato con cui vinse l’Italia, privandoci della qualificazione per l’Argentina.
1982: ˜†
Quella squadra mi piaceva molto. Ero un po’ deluso per lo scarso impiego di giocatori del Forest, ma, oggettivamente, eravamo già in via di smantellamento, Greenwood convocò diversi giocatori dei Reds campioni d’Europa, ma Trevor Francis era già finito al Birmingham, e Tony Woodcock era già al Colonia. Solo Viv Anderson, tra i giocatori ancora al City Ground, giocò titolare. Se mi dovessero chiedere, direi che il 1982 è una vera e propria occasione mancata. Nelle qualificazioni surclassammo la Francia, e nel gironcino dominammo sia con la Germania che con la Spagna, ma, con un Francis come al solito a mezzo servizio per un infortunio al solito tendine, tirammo fuori solo due 0-0 che ci condannarono a un’eliminazione da imbattuti.
1986: ˜†
Avrebbe dovuto essere il nostro mondiale, perché eravamo i più forti. Mano o non mano di Dio, perché cacchio lasciare fuori John Barnes???
1990: 
L’unica volta nella mia storia di tifoso dell’Inghilterra che ero davvero convinto che avremmo potuto farcela, ma sin dall’inizio. Inoltre, avevamo una difesa marcata Forest, con Des Walker e Stuart Psycho Pearce. Girone iniziale rognosissimo vinto contro la Repubblica, l’Olanda e l’Egitto, poi turni a eliminazione in constante crescita, Belgio Camerun e Germania, con una partita bellissima da parte nostra, persa, come tutti sanno, ai rigori, con in più l’amarezza dell’errore di Pearce. Fu la volta che Lineker coniò la mitica definizione “il calcio è un gioco che si gioca in undici e dove alla fine vincono i tedeschi”. In più, perdemmo anche il terzo posto per un gol clamorosamente in fuori-gioco dell’Italia, ma è un ricordo vago e potrei sbagliarmi.
1994: 
Mi ricordavo benissimo che non c’eravamo, ma ho dovuto andare a riguardare su internet il motivo per cui non ci eravamo qualificati per USA 94: fummo eliminati da Norvegia e Olanda. Era un periodo difficile, per me, quello; senz’altro lì per lì ci rimasi male, ma non me lo ricordo proprio, quindi anche qui metto una sola stellina.
1998: 
Quel mondiale non l’avremmo mai potuto vincere in tutta la storia del calcio, perché dopo l’Argentina avremmo dovuto giocare in fila contro l’Olanda, il Brasile e la Francia, ma la partita contro l’albiceleste è stata, a mia memoria, la più bella e appassionante partita dell’Inghilterra in una fase finale dei mondiali, e alla fine ci rimasi davvero molto male (e devo dire che anche quei mondiali, nella mia memoria, sono stati quelli più belli, tecnicamente, dal 1974 in poi).
2002: 
Un altro mondiale buttato nel cesso, ma se perdi così da pirla, un po’ viene da dire “vabbè ma allora te lo meriti”.
2006: 
La vidi al bar; praticamente, quei mondiali li vissi al bar, perché non conoscevo nessuno che aveva Sky, e nella partita contro il Portogallo rivissi il mio isolamento adolescenziale, con tutti gli italioti del bar animati da fieri sentimenti anti-inglesi. Mi ricordo Hargreaves, un po’ in ombra fino a lì, assurgere a dimensione titanica dopo l’espulsione di Rooney (per lui questo è il secondo mondiale a secco, a proposito…) e cercare di battere da solo il Portogallo, sfiorando più volte l’impresa. Uscii dal bar prima dei rigori, per evitare gli sfottò degli italioti anti-inglesi che avevano via via preso a odiarmi, perché tanto ero sicuro che avremmo perso.
2010: ✩1/2
Non l’ho ancora detto, ma io non ho una grande passione per il calcio delle nazionali: mi piacciono i mondiali e gli europei come mi piacevano Giochi senza Frontiere, anche se sono sempre stato convinto che siano, essenzialmente, una baracconata di regime in cui vengono messi in scena con grande precisione i rapporti di potere all’interno della FIFA. Insomma, non ho per le nazionali lo stesso grado di coinvolgimento acritico che nutro per le mie squadre di club preferite. Per appassionarmi, una squadra nazionale deve giocare bene, e questa Inghilterra qui è stata veramente uno schifo. Ho messo una pallina e mezzo, perché l’unica volta che ne ho messa una era quando non ero a conoscenza né dell’Inghilterra né della sua eliminazione, o quando non me la ricordavo proprio, ma, certamente, retrospettivamente mi dispiace molto di più per l’eliminazione del 1970 che per questa.
Io non ho una grande passione per il calcio delle nazionali: mi piacciono i mondiali e gli europei come mi piacevano Giochi senza Frontiere, anche se sono sempre stato convinto che siano, essenzialmente, una baracconata di regime in cui vengono messi in scena con grande precisione i rapporti di potere all’interno della FIFA. Per appassionarmi, una squadra nazionale deve giocare molto bene, e questa Inghilterra qui è stata veramente uno schifo. Ho messo una pallina e mezzo, perché l’unica volta che ne ho messa una era quando non ero a conoscenza né dell’Inghilterra né della sua eliminazione o non me la ricordavo, ma, certamente, retrospettivamente mi dispiace molto di più per l’eliminazione del 1970 che per questa. Forest e su Brian Clough, ma non si può ignorare i Mondiali di calcio, e la prova terribile offerta dalla nazionale di Capello, la peggiore edizione dei Bianchi che abbia visto partecipare a una fase finale di Coppa del Mondo.
Per l’occasione, vorrei provare a dare un voto alle eliminazioni dell’Inghilterra dai mondiali che ho vissuto, da una a sei stelline, a seconda della minore e o maggiore delusione che ho provato.
1970: ☆
Sarò sincero, non mi ricordo nulla della partita tra Germania Ovest e Inghilterra. Tutto quello che so di quella partita l’ho imparato dopo. Avevo cinque anni e mezzo, e cara grazia che i miei mi facevano star su a vedere le partite dell’Italia, che invece mi ricordo abbastanza bene. Furono gli unici mondiali in cui il mio tifo per l’Italia fu totale e incondizionato, anche perché giocavano insieme i miei due giocatori italiani preferiti di tutti i tempi, Boninsegna e Mazzola, e dell’Inghilterra penso non mi importasse nulla.
1974: ☆☆
Qui già stavo formando una decisa anglofilia, ma l’eliminazione dell’Inghilterra da parte della Polonia avvenne durante le qualificazioni, che si svolgevano, come tutto allora, in maniera molto soffice, senza alcuna immagine televisiva e, dunque, senza tanta sofferenza. In più, girava la leggenda della superumana partita di Tomaszewski a Wembley, che sembrava avesse parato anche i piselli tirati dai tifosi con la cerbottana, che faceva anche quasi simpatia.
1978: ☆☆☆☆☆
Fu una grande sofferenza, perché si trattò di uno scontro diretto con l’Italia durante le qualificazioni, e, quindi, la Rai fece vedere tutte le partite dell’Inghilterra o in diretta o in ampia sintesi. La mia classe era divisa tra olandesisti e italianisti, e nella sfida in qualificazione tra Italia e Inghilterra solo un paio di olandesisti di confessione neo-liverpooliana appoggiavano tiepidamente la mia posizione di tifo per i Tre Leoni, ma senza esporsi apertamente. Fummo eliminati per differenza reti, perché il portiere finlandese contro di noi fece i miracoli, e contro l’Italia prese un giorno di vacanza. Nonostante questo, mi ricordo benissimo che mi misi davanti alla TV il giorno decisivo di Italia-Lussemburgo ancora con la speranza, naturalmente illusoria, che il Granducato riuscisse a strappare il pareggio-qualificazione, dopo aver giocato un Italia-Lussemburgo a Subbuteo con un mio amico italianista (io tenevo il Lussemburgo, naturalmente), e averlo vinto agevolmente per 3-0.
1982: ☆☆☆☆
Quella squadra mi piaceva molto. Ero delusissimo per lo scarso impiego di giocatori del Forest, ma, oggettivamente, eravamo già in calo, Francis era già al Birmingham e Woodcock già al Colonia. Solo Anderson giocò titolare. Se mi dovessero chiedere, direi che il 1982 è una vera e propria occasione mancata. Nelle qualificazioni surclassammo la Francia, e nel gironcino dominammo sia con la Germania che con la Spagna, ma, con un Francis come al solito a mezzo servizio per un infortunio al solito tendine, tirammo fuori solo due 0-0 che ci condannarono a un’eliminazione da imbattuti.
1986: ☆☆☆☆☆
Avrebbe dovuto essere il nostro mondiale, perché eravamo i più forti. Mano o non mano di Dio, perché cacchio lasciare fuori John Barnes???
1990: ☆☆☆☆☆☆
L’unica volta nella mia storia di tifoso dell’Inghilterra che ero davvero convinto che avremmo potuto farcela, ma sin dall’inizio. Inoltre, avevamo una difesa marcata Forest, con Des Walker e Psycho Pearce. Girone iniziale rognosissimo, poi turni a eliminazione in constante crescita, Belgio Camerun e Germania, con una partita bellissima da parte nostra, persa, come tutti sanno, ai rigori, con in più l’amarezza dell’errore di Pearce. Fu la volta che Lineker coniò la mitica definizione “il calcio è un gioco che si gioca in undici e dove alla fine vincono i tedeschi”. In più, perdemmo anche il terzo posto per un gol clamorosamente in fuori-gioco dell’Italia, ma è un ricordo vago e potrei sbagliarmi.
1994: ☆
Mi ricordavo benissimo che non c’eravamo, ma ho dovuto andare a riguardare su internet il motivo per cui non ci eravamo qualificati per USA 94: fummo eliminati da Norvegia e Olanda. Era un periodo difficile, per me, quello; senz’altro lì per lì ci rimasi male, ma non me lo ricordo proprio, quindi anche qui metto una sola stellina.
1998: ☆☆☆☆☆
Quel mondiale non l’avremmo mai potuto vincere in tutta la storia del calcio, perché dopo l’Argentina avremmo dovuto giocare in fila contro l’Olanda, il Brasile e la Francia, ma la partita contro l’albiceleste è stata, a mia memoria, la più bella e appassionante partita dell’Inghilterra in una fase finale dei mondiali, e alla fine ci rimasi davvero molto male (e devo dire che anche quei mondiali, nella mia memoria, sono stati quelli più belli, tecnicamente, dal 1974 in poi).
2002: ☆☆☆
Un altro mondiale buttato nel cesso, ma se perdi così da pirla, un po’ viene da dire “vabbè ma allora te lo meriti”.
2006: ☆☆☆☆
La vidi al bar, praticamente quei mondiali li vissi al bar perché non conoscevo nessuno che aveva Sky, e nella partita contro il Portogallo rivissi il mio isolamento adolescenziale, con tutti gli italioti del bar animati da fieri sentimenti anti-inglesi. Mi ricordo Hargreaves, un po’ in ombra fino a lì, assurgere a dimensione titanica dopo l’espulsione di Rooney (per lui questo è il secondo mondiale a secco, a proposito…) e cercare di battere da solo il Portogallo, sfiorando più volte l’impresa. Uscii dal bar prima dei rigori, per evitare gli sfottò degli italioti anti-inglesi che avevano via via preso a odiarmi, perché tanto ero sicuro che avremmo perso.
2010: ☆½
Io non ho una grande passione per il calcio delle nazionali: mi piacciono i mondiali e gli europei come mi piacevano Giochi senza Frontiere, anche se sono sempre stato convinto che siano, essenzialmente, una baracconata di regime in cui vengono messi in scena con grande precisione i rapporti di potere all’interno della FIFA. Per appassionarmi, una squadra nazionale deve giocare molto bene, e questa Inghilterra qui è stata veramente uno schifo. Ho messo una pallina e mezzo, perché l’unica volta che ne ho messa una era quando non ero a conoscenza né dell’Inghilterra né della sua eliminazione o non me la ricordavo, ma, certamente, retrospettivamente mi dispiace molto di più per l’eliminazione del 1970 che per questa.

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