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Il primo incontro con i legali degli eredi di Doughty

Più tardi pubblicherò un breve commento alla mesta partita di martedì, dopo aver guardato gli extended highlights, anche se, più o meno, so già quello che dirò, soprattutto sul nostro allenatore; intanto, un breve aggiornamento sulla vicenda dell’eredità di Nigel Doughty: sul sito ufficiale della squadra, il NFFC ha pubblicato un comunicato stampa con il quale dà conto del primo incontro tra i rappresentanti del Club e gli eredi dello scomparso proprietario.

Il comunicato dice, testualmente:

Dirigenti di alto livello del Nottingham Forest Football Club hanno avuto il loro primo incontro con i rappresentanti dell’asse ereditario del proprietario del Club, Nigel Doughty, spirato recentemente.

Le discussioni sono a uno stadio preliminare, e il NFFC darà conto in modo più dettagliato delle trattative solo dopo ulteriori incontri, già pianificati nei prossimi quindici giorni.

La pazienza che vorranno mostrare tutti coloro che sono coinvolti nel Club, o che ne hanno a cuore le sorti, sarà molto apprezzata nel corso di questo difficile periodo.

Quindi, abbiamo pazienza. Certo, ne andasse bene una, voglio dire, uno pazienterebbe anche più volentieri.

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Archiviato in NFFC: la cronaca

Le ultime volontà.

stock photo : Envelope with Last Will and Testament and Reading Glasses

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Ora, io mai mi sarei aspettato in vita mia di poter essere in ansia per l’apertura del testamento di un ricco finanziere, e, nel caso in cui, avrei sperato, magari, di poterlo essere per quello del proverbiale zio d’America di cui i miei non mi avevano mai detto niente perché si vergognavano del modo ambiguo in cui era venuto in possesso della sua straboccante ricchezza.

Invece no.

Mercoledì non si giocherà, ma sarà un giorno importantissimo per il futuro del Forest. Come ho già avuto modo di dire, Nigel Doughty ha versato nelle casse del Forest oltre 100 milioni di sterline, di cui circa 75 sotto la forma di prestito. Quindi, il Forest deve ai suoi eredi 75 milioni di sterline. Ora, è chiaro che il Forest non solo non ha 75 milioni di sterline in cassa, ma penso che quando la squadra va in trasferta il tesoriere del club passi ai bagni del City Ground, svuoti le macchinette dei distributori di preservativi e dia a Cotterill 60 o 70 sterline in monetine per il fish and chips; penso che gli chieda anche di riportare lo scontrino e il resto, e credo anche che gli dica che se i giocatori vogliono pure il purè di piselli se lo devono comprare da soli.

Mercoledì, dunque, si aprirà il testamento di Nigel Doughty, il nostro fu presidente e proprietario. La speranza di tutti, compreso Cotterill, è che Doughty nelle sue ultime volontà abbia vincolato quei soldi al Forest, a causa della sua passione e della sua dedizione, in una specie di fondo di destinazione con possibilità di rientro molto dilazionata; ma se così non fosse, e gli eredi chiedessero il rientro, anche non immediato, di quella cifra, per i Reds sarebbe davvero game over.

Il Forest sarà presente all’apertura della busta con due avvocati di grido; io sono assolutamente convinto che tutto andrà bene, e che l’ultimo gesto di Doughty per il Forest sarà un altro gesto di amore e di generosità, ma giovedì mattina, dopo averlo saputo davvero, mi sentirò un po’ meglio.

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Archiviato in stagione 2011-2012

La ricreazione è finita.

Diciamo brevemente della partita del 1° agosto, l’ultima amichevole prima del campionato, con la sconfitta per 3-2 contro lo Swindon Town, squadra di League One allenata dal nostro vecchio giocatore Danny Wilson (11 presenze per lui nel 1983 in maglia Garibaldi), in un test da un lato non troppo preoccupante, alla luce delle assenze di Paul McKenna, Wes Morgan, Dexter Blackstock, Paul Anderson, Nathan Tyson, Joel Lynch e David McGoldrick, dall’altro inquietante in prospettiva, alla luce del fatto che nessuno di questi giocatori è certo di poter recuperare per l’esordio contro il Burnley dopodomani.

(Nello Swindon ha giocato, e ha vinto il Man Of The Match, un altro ex di lusso, David Prutton, un ottimo centrocampista “box-to-box”, con più di 150 presenze tra i Reds in due periodi tra il 2997 e il 2007).

Si è trattato di una partita in cui il Forest ha denunciato evidenti limiti difensivi, e in cui il rientrante Kelvin Wilson, il cui passaggio al Celtic pare definitivamente sfumato (ipotesi che diverrebbe una certezza se i Bhoys avessero mandato un osservatore a Swindon), ha giocato una gara veramente disastrosa, condita da un grave errore dal quale è nato il primo gol dei Robins, e di una goffa autorete che ha condannato il Forest alla quarta sconfitta in questo non brillantissimo precampionato. Perdere la parte più importante della preparazione, rientrare e giocare a freddo è, comunque sia, difficilissimo: è per questo che pure un rientro frettoloso per la prima di campionato di qualche titolare rimane un’ipotesi cui non guardare con eccessiva speranza.

Un’altra nota negativa riguarda l’impiego di Chris Cohen come terzino sinistro, la soluzione emergenziale preannunciata da Davies anche per la campagna di Championship, nel caso in cui non si fosse risolta la questione dell’esterno difensivo.
Il Gaffer, in un’intervista un po’ piccata, aveva preannunciato l’impiego del centrocampista in difesa, dal momento che aveva dichiarato di non ritenere ancora pronto per la prima squadra Bennett, l’unico terzino sinistro in rosa, reduce da un infortunio di diciotto mesi e destinato a un periodo in prestito nelle serie inferiori per ritrovare il ritmo di gioco.
Ma di ciò poi, nella parte riservata alle buone notizie.
Questo era soprattutto per dire che la prova di Cohen è stata esattamente come ce la si poteva aspettare: buona in fase di spinta, molto mediocre in fase difensiva: ha gravi responsabilità di posizione, infatti, sul primo gol dei Robins, nel corso del quale ha sbagliato nettamente la diagonale difensiva, perdendo completamente il controllo di Pericard in area. Prestiné, fa el tò mesté.

Ottima, invece, la prova di Garath McCleary, autore della doppietta che ha portato il Forest provvisoriamente in vantaggio.

Forest: Camp (Darlow, 78), Gunter (Moloney, 75), Cohen, Chambers, Wilson (Freeman 84), McCleary, Moussi (Gibbons, 78), McGugan (Thornhill, 62), Majewski (Bennett, 71), Earnshaw (Rodney, 65), Adebola (Mullen, 78).
Marcatori: McCleary 21°, 25°.

Swindon: Lucas (Smith, 45), Cuthbert, Rose (Morrison, 69), Douglas (capt), McGovern (Kennedy, 85), Pericard (Timlin, 62), Prutton (O’Brien, 72), Amankwaah, Ball (Bodin, 75), Jean-Francois, Dossevi (Austin, 45).
NE: Thompson, Evans.
Marcatori: Dossevi 8°, 29°, Wilson aut. 67°.

Spettatori: 3,799

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La settimana del Forest è stata, diciamo, movimentata. Billy Davies si è lamentato del mercato, sostenendo l’impossibilità di perseguire obiettivi di promozione senza “da tre a cinque ingaggi stellari”, e lamentando l’esilità della rosa a disposizione; mentre il boss del Forest, Nigel Doughty, immediatamente dopo l’esternazione del Gaffer, ha ribadito la sua fiducia nel tecnico scozzese, confermando il suo sostegno e facendo cenno, anche, all’esistenza di rapporti di amicizia che andrebbero al di là della fredda relazione professionale.

Fatto sta che, in seguito all’esternazione di Davies e della sua denuncia della mancanza di ambizione da parte del board, si è cominciato a vedere qualcosa di concreto: oggi è stato ufficializzato l’arrivo in prestito prolungato del terzino sinistro del Chelsea e della nazionale Under 21 Ryan Bertrand, il “nuovo Ashley Cole” (anche se io sono sempre molto dubbioso nei confronti dei giocatori definiti “il nuovo Tizio e Caio”, Bertrand è forte), a copertura dello strappo più vistoso presente nell’intelaiatura della nostra squadra.
SI tratta di un prestito di sei mesi, proprio come fu quello di Shorey, e speriamo che non se ne ripeta la storia, con il Forest in braghe di tela dopo il mercato di gennaio. Anche se a gennaio dovrebbe rientrare dal prestito un ritemprato Bennett, nutrire dubbi sulla fragilità fisica e sulla capacità dei bravo Julian (uno di quei giocatori che gli inglesi chiamano, felicemente, “no nonsense players”) a occupare stabilmente un posto in rosa a questi livelli non mi pare del tutto insensato.

Bertrand è un acquistone, secondo me, che potrebbe dare alla linea difensiva dei Rossi una qualità complessiva davvero ottima, per la categoria. Gli è stata affidata la maglietta numero 3: speriamo che ne sappia essere degno. Ryan esordirà subito sabato, nella trasferta contro il Burnley.

Inoltre, voci dicono che si stia per chiudere per uno tra Pratley e Whittingham, le eterne volpi della caccia estiva del Forest, se non per tutti e due. Chissà che il “patience game” annunciato dal Forest come tratto distintivo del suo mercato estivo, per strappare prezzi migliori a squadre bisognose di contanti e estenuate dal fallimento di tutte le altre trattative, non porti davvero risultati che fino a qualche giorno fa sembravano irraggiungibili.

Comunque sia, la mia impressione sul fatto che il pessimismo dei tifosi rossi fosse un po’ esagerato, e che il mercato si sarebbe dovuto valutare solo al primo di settembre, comincia a essere forse meno peregrina.

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La partita di sabato sarà durissima. Il “nostro” Brian Laws ha ribadito le ambizioni di promozione del club, confermate da una campagna acquisti di valore (la squadra pare essersi rinforzata, con gli acquisti di Iwelumo dai Wolves, di Lee Grant dallo Wednesday, di Wallace dal Preston e di Marney dallo Hull, mentre, tra i movimenti in uscita rilevanti, è da registrare “solo” quello dell’attaccante Steven Fletcher, lo scozzese di Liverpool, il pezzo pregiato della squadra, partito per i Wolves per una somma “undisclosed”: ma si dice che siano stati parecchi bicci, il record per un giocatore trasferitosi in magia old-goldie), e da un ottimo precampionato, chiusosi sabato scorso con una sconfitta interna per 2-1 contro lo Stoke City.

L’ultima gara tra le due squadre è stato il 5-0 per i Clarets al Turf Moor nel marzo del 2009, nella stagione che portò il Burnley in Premier League, e che vide, soprattutto dopo quella partita, il Forest impegolato mani e piedi nella lotta per non retrocedere: dopo la partita con il Burnley, Davies perse le staffe e, dopo essersi scusato con i tifosi in trasferta e aver definito la sua squadra “disgraceful”, denunciò senza mezzi termini la mancanza di di voglia e di impegno dei suoi, e disse a muso duro quanto fosse inutile lavorare su cose secondarie come schemi e tecnica con dei giocatori del tutto privi dell’elemento fondamentale, la mentalità vincente.
Fu uno dei tanti scossoni del ruvido scozzese che, bisogna riconoscerlo, hanno davvero cambiato la squadra, in un anno e mezzo. Quanto l’abbiano cambiata, ce lo potrà dire solo la partita di sabato.

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Archiviato in mercato estivo 2010, stagione 2010-2011