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Youth FA Cup: mercoledì prossimo NFFC-Chelsea FC al City Ground

Chalobah scores

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Sarà il Chelsea a sfidare il Forest al City Ground nei quarti di finale della Coppa d’Inghilterra giovanile. I Blues, infatti, hanno battuto il West Ham United FC per 5-4 dopo i calci di rigore, dopo il 3-3 alla fine dei tempi supplementari.

Calcio d’inizio alle 7pm ora inglese, otto di sera per noi, ingressi £3 per gli adulti e £1 per gli under 14.

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Archiviato in academy, stagione 2011-2012

Nottingham Forest Academy: i profili dei giocatori.

Anche dopo la partenza di Patrick Bamford, la squadra giovanile del Forest è uno dei fiori all’occhiello della tifoseria True Red, e si è guadagnata un sacco di attenzioni, di recente, e, bisogna dire, non a torto.

Abbiamo già parlato delle bellissime partite contro lo Wigan Athletic e contro il Southampton che hanno portato la squadra fino ai quarti di Youth FA Cup: questo cammino così brillante, insieme alla stagione un po’ escrementale della prima squadra, ha dato, se non altro, un po’ di speranza nel futuro. Speranza, è vero, dissipata un po’ come nebbia d’aprile dalla prontissima partenza di Bamford, ma quanto meno utile per non usare solo delle due tipiche visuali del tifoso del Forest, quelle delle quali è costellato quasi tutto il suo argomentare: il buio davanti a sé e la luce (molto) dietro di sé.

Magari no, ma magari qualcuno dei ragazzi di questa ottima edizione della nostra squadra giovanile diventerà famoso, e, allora, potrete bullarvi con i vostri amici di conoscere già da tempo Kamameno e Lascelles, proprio grazie a questo blog e al suo — modesto — estensore.

Sempre nell’ottica di toglierci la tristezza di dosso, conosciamoli più approfonditamente, allora: riprendo, in parte, sintetizzandola, una guida all’Accademia fatta da Grant Nelson, un brillante blogger che si occupa del Forest e, soprattutto, del suo settore giovanile.

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Dimitar Evtimov (portiere, nato il 7 di settembre del ’93, alla seconda stagione nella squadra U18. Nazionale bulgaro U17 e U9)

Arrivato al Forest nell’estate di due anni fa dall’Accademia Hristo Stoichkov, una scuola per giovani calciatori molto attiva in Bulgaria. Aveva effettuato un provino anche con il Man U qualche anno prima. È un tipico portiere di personalità: mostra molta sicurezza in area, e una grande autorità nel comandare la difesa, un po’ quel tipo di portieri che piace molto a chi scrive, insomma; magari non uno di quei gatti da applausi a scena aperta, ma a casa sua dentro tutto il box e con una presa molto sicura sui tiri che un portiere deve parare. È uno dei giovani più cresciuti, ultimamente: ha avuto brevi periodi in prestito a Gainsborough Trinity e a Ilkeston Town, dove si è distinto con ottime prestazioni.

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Lawrence Gorman (difensore centrale-destro, nato il 26 di gennaio del ’95, al primo anno nella squadra U18. Nazionale inglese U16 e U17)

È uno dei ragazzi di Nottingham, passati direttamente dal bavaglino azzurro con su scritto “Amore di mamma” al bavaglino giallo con su scritto “nffc property”. (Lo so, questa battuta funziona meglio in inglese; bavaglino e pettorina si dicono, infatti, allo stesso modo: “bib”). Nato difensore centrale, quest’anno nell’under ha giocato spesso esterno destro, come in occasione della partita contro il Wigan. È un giocatore forte, con un’ottima capacità di leggere il gioco e le fasi offensive degli avversari e un grande senso del piazzamento. Il suo punto debole è la fase della costruzione, dal momento che non è un grande passatore. Si è parlato di similitudini con Michael Dawson, in questo senso. Ha già un discreto palmares internazionale, dal momento che ha vinto sia la Victory Shield sia il Torneo Montague, in Francia, lo scorso anno, con l’Inghilterra U16. Con le giovanili del Forest è giunto in semifinale della Manchester United Nike Cup, dove il Forest fu sconfitto dal Newcastle United che si sarebbe aggiudicato, poi, il trofeo.

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Jamaal Lascelles (difensore centrale, nato l’11 di novembre del ’93, al secondo anno nella squadra U18. Nazionale inglese U18 e U19)

L’esempio di come il cuore e l’intelligenza possano rimediare un’anagrafica disastrosa: nasce a Derby, ma entra a 8 anni nell’accademia del Forest, individuato subito dagli scout della squadra come un grande talento naturale. Ha tutto il necessario per diventare un ottimo centre-back di tipica scuola britannica: grande forza fisica, ottima elevazione, capacità di colpire di testa con precisione e buona tecnica, una velocità di base più che accettabile, buon controllo di palla e, last but not least, un buon lancio lungo. Debuttò nella difesa dell’U18 a 16 anni, nella stagione in cui la squadra giovanile del Forest raggiunse la finale della FA Academy Premier League. Ha disputato il precampionato con la prima squadra, esordendo contro il Mansfield, e, dopo ottime prestazioni con la U18 del Forest, la U19 inglese e la squadra riserve, da quando Cotterill ha preso in mano la prima squadra si allena con i seniores. Con la cessione di Morgan e la precaria stagione di Chambers, ha esordito nella partita casalinga contro il Barnsley, mostrandosi il migliore della disastrosa retroguardia dei Reds.

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Kieran Fenton (difensore centrale, nato il 25 di novembre del ’94, al primo anno con la squadra U18)

Kieran è un difensore centrale mancino, anche lui proveniente dal Derbyshire. Le sue ottime prestazioni con le giovanili l’hanno reso un titolare fisso della squadra riserve. I suoi punti di forza sono l’uscita dalla fase difensiva palla al piede, dal momento che è dotato di ottimo passo, visione di gioco e controllo di palla, e il tackle, che è in grado di portare in modo preciso e pulito. È alto, e è, dunque, anche in grado di mettere nella fase difensiva anche la sua prepotenza fisica.

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Jack Andrews (difensore centrale-sinistro, nato il 15 di ottobre del ’93, al secondo anno con la squadra U18)

È nato a Mansfield, ma è originario di Selston, e è entrato nell’Accademia all’età di 10 anni. Nato difensore centrale, in questa stagione è passato sulla sinistra dell’estremo schieramento, dal momento che, insieme a buone doti difensive, ha mostrato ottime capacità di avanzamento. L’anno scorso ha subito un grave infortunio nella partita delle riserve contro lo Sheffield United, e è stato fermo per quasi tutta la stagione, ma quest’anno si sta confermando come uno dei più solidi e continui giocatori della giovanile. È stato anche campione di contea di tennis tavolo: quando si dice avere un piano B.

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Michael Hollingsworth (Centrocampista-terzino destro, nato l’1 di settembre del ’94, al primo anno con la U18)

Originario di Boston, Lincolshire, è uno dei talenti emergenti di centrocampo. Arrivò al Forest a 9 anni, dopo un provino al Forest Development Centre di Grantham. È un classico “giocatore per la squadra”, di quelli che se non rientrano negli spogliatoi al 90° trascinandosi sui gomiti pensano di aver buttato via la giornata. La posizione in cui rende di più è quella del classico centrocampista centrale box-to-box, dal momento che ha un gran tacke e una buona capacità di far ripartire l’azione: è sempre molto utile, dunque, sia che si tratti di sbrogliare una situazione intricata di fronte alla nostra area, sia che si tratti di avanzare (e, non di rado, scrivere il nome sullo score-sheet). Questa stagione, proprio grazie alle sue caratteristiche e alla sua versatilità, ha anche giocato terzino destro, sia nella U18, sia nella U16, e nella partita di coppa contro lo Wigan, nel celebre 9-1, ha giocato ala destra: una prestazione caratterizzata dalla più stretta adesione al credo Cloughiano, “keep it fast, keep it simple”, dal momento che ha spesso velocizzato la manovra e messo in difficoltà la difesa avversaria con precisi passaggi di prima intenzione.

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David Morgan (centrocampista centrale, nato il 1° di luglio del ’94, al secondo anno con la U18. Nazionale nord-irlandese U15, U16, U17 e U19)

Nato a Belfast, cresciuto nell’Ards, è stato individuato dagli scout del Forest durante la Milk Cup, e si è unito alla squadra a 15 anni. È il miglior talento del centrocampo, il livewire della squadra: con la partenza di Bamford, le nostre speranze di ulteriormente ben figurare nella Youth FA Cup passano per lo più dai suoi piedi. La sua posizione preferita è davanti alla difesa, ma descriverlo come un semplice mediano sarebbe piuttosto limitativo: per esempio, in nazionale gioca quasi sempre da trequartista. Altra sua caratteristica, oltre, naturalmente, a una ottima capacità di takling, è un tiro da lontano piuttosto preciso.

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Kieran Wallace (centrocampista centrale, nato il 26 di gennaio del ’95, al primo anno con la U18. Nazionale inglese U16 e U17)

Entrato nell’Accademia a 8 anni, dopo aver fatto parte del sistema di avviamento al calcio del Forest localizzato a Bingham. Titolare fisso della squadra U16, è passato la scorsa stagione all’U18, e è il secondo miglior marcatore della squadra dopo Bamford nelle partite di campionato. Al suo debutto con la U18, entrato dalla panchina, ha segnato una tripletta in 13 minuti contro il Leeds United. Kieran ha una grande tecnica e un ottimo sinistro, e ha sempre, di preferenza, proprio alle spalle della punta. Quest’anno, per esigenze tattiche della squadra, ha leggermente arretrato il suo spazio di azione. Le sue caratteristiche migliori sono la visione di gioco, la capacità di servire le punte con passaggi che definirei fragranti e croccanti, e uno straordinario tempismo nell’inserirsi sul palo lungo, caratteristica che li permette di finire spesso sul tabellino dei marcatori. Ha esordito in prima squadra in amichevole, nella partita pre-campionato contro il Northampton. Come Gorman, ha fatto parte della nazionale U16 che ha vinto la Victory Shield e il Torneo Montague in Francia lo scorso anno. Come molti giocatori di calcio inglesi, è un ottimo rugbista e giocatore di cricket.

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Ben Osborn (centrocampista sinistro, nato il 5 di agosto del ’94, al secondo anno con la U18)

Non potremmo giurare che sarà il suo caso, ma Ben appartiene a quella tipologia di giocatori molto piccoli e dotati del solo piede sinistro che hanno scritto grandi pagine della storia del calcio. È anche lui di Derby, e è entrato nell’Accademia a 9 anni. Quello che mamma e natura non gli hanno dato sul piano fisico, gliel’hanno compensato in impegno. L’anno scorso ha giocato titolare nell’U18 come terzino sinistro, ma i suoi limiti fisici hanno consigliato di portarlo in avanti. Dotato di ottimo controllo di palla e buon cross, ha segnato due reti nella goleada contro il Wigan.

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Jack Blake (centrocampista centrale, nato il 22 di settembre del ’94, al primo anno con la U18, nazionale scozzese U19)

Scoperto dal Notts, è venuto al Forest a 10 anni. JayJay (il suo soprannome) in realtà non è scozzese: è di Bingham, ma è eleggibile per la Scozia a causa di un nonno. Possiede una grande tecnica, forse un po’ troppo amore per la palla, come si dice; quest’anno gioca appena dietro alla prima punta. È stato passato alla U18 alla fine della scorsa stagione: ancora under 16, al debutto segnò una doppiola contro il Liverpool nella vittoria del Forest nel campionato di categoria. In particolare, il secondo gol fu un tiro a effetto su punizione nell’angolo alto: tra i migliori prodotti della casa, infatti, ci sono i calci da fermo. È uno dei giocatori che ha più beneficiato degli accordi di scambio stipulati dall’Accademia del Forest con molte altre squadre europee, dal momento che ha trascorso molti periodi di preparazione in giro per l’Europa, tra i quali il più lungo è stato quello passato nelle giovanili del Deportivo La Coruña; senz’alto, queste esperienze gli hanno ampliato di molto l’orizzonte calcistico di riferimento. Ha praticato boxe con discreto successo, e, come molti Inglesi, è molto appassionato di ornitologia. Indubbiamente, un ragazzo complesso.

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Jordan Smith (portiere, nato l’8 di dicembre del ’94, al primo anno con la U18)

Portiere piuttosto quotato originario di South Normanton, nel Derbyshire. È piuttosto basso, per essere un classico portiere inglese, ma non è che Lee Camp e Peter Shilton siano dei giganti, a dire il vero, e questo non impedisce loro di essere e essere stati tra i migliori portieri della storia del Forest. Jordan ha debuttato nell’U18 e nella squadra riserve l’anno scorso, quando era ancora U16. All’inizio della stagione ha avuto un periodo in prestito al Blackburn Rovers, dove ha ricoperto il ruolo di secondo portiere.

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Elliot Akroyd (terzino destro-sinistro, nato l’11 di settembre del ’94, al primo anno con la U18)

Giudicato da molti osservatori il miglior talento in assoluto della squadra giovanile del Forest (non per nulla il suo nick è Starboy), purtroppo è maledetto da un fisico fragile, che l’ha condannato, nel corso di questa e della scorsa stagione, a numerosi stop. I suoi problemi sono cominciati nella scorsa stagione, nella seconda partita giocata per la U18, che anch’egli ha disputato da under 16, con un infortunio piuttosto serio alla caviglia, e, sfortunatamente, ha la tendenza a infortunarsi anche quest’anno, anche se in modo meno serio, ogni volta che ricomincia a riprendere il ritmo partita. È un “natural”, come dicono gli Inglesi, palla al piede, e è straordinario quando si sovrappone in attacco partendo da dietro. Gioca prevalentemente da right-back, anche se è un sinistro naturale, perché il Forest U18 non ha un vero e proprio terzino destro di ruolo. L’anno prossimo, con l’uscita di James Andrews dalla squadra, potrà tornare al suo ruolo preferito.

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Aristote Amisi Kamaneno (ala destra-sinistra, nato il 10 novembre del ’94, al primo anno con la U18, nazionale U21 della Repubblica Democratica del Congo)

Acquistato dal Linas Monthlery, una squadra francese, è entrato nell’Accademia del NFFC all’età di 14 anni. È un’ala velocissima, che ama usare il suo passo partendo da lontano, per conquistare la linea del vantaggio, come si dice in gergo rugbystico, delle difese avversarie. È un sinistro naturale, ma, secondo una moda piuttosto invalsa di recente, sulla quale ci sarebbe da fare un post apposito, viene usato più spesso come ala destra che taglia dentro invece di crossare. Non parte quasi mai titolare, ma è una delle opzioni preferite dal coach per cercare di cambiare una partita in corso d’opera.

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Wilfried Gnahore (centrocampista offensivo, nato nel dicembre ’95. Non è ancora inserito nella U18, ma è uno schoolboy. Nazionale della Costa d’Avorio U17)

Willy è stato individuato dai talent scout del Forest in un torneo scolastico a Parigi, e si è unito all’Accademia a 12 anni. È un’altro degli U16 che ha già fatto qualche apparizione con la massima rappresentativa giovanile del NFFC. Il suo ruolo naturale è trequartista a sostegno della prima punta, ma può giocare anche più dietro, da centrocampista centrale, e anche da ala destra. È un altro giocatore non prepotente fisicamente, ma ha un baricentro molto basso, sembra davvero una di quelle bamboline con il fondo tondo e il piombo dentro, e sfrutta questa dote naturale per praticare dribbling molto efficaci, alcuni strabilianti. Dal momento che è un po’ un luogo comune ambulante, lo stereotipo del calciatore piccolo e fortissimo tecnicamente, l’amore eccessivo per la palla un po’ di discontinuità e la mancanza di fondo sono, invece, le sue principali caratteristiche negative. Nondimeno, è il classico giocatore ottimo da avere in panca, perché può portare davvero un cambiamento negli equilibri tattici di una gara. Ha partecipato alla Coppa del Mondo U17 con la Costa d’Avorio, e ha conquistato numerosi riconoscimenti da U16, in particolare il titolo di miglior giocatore in un torneo internazionale U15, giocato a Wolfsburg, nel quale il Forest arrivò terzo. È anche uno dei membri della squadra che ha raggiunto le semifinali del Manchester United Nike Tournament.

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Derrick Otim (attaccante, ala destra, nato nel marzo del ’96. Non è ancora inserito nella U18, ma è uno schoolboy)

Un altro giocatore dell’U18 che, in realtà, è ancora un under 16. È di origine ugandese, e fu individuato dagli scout del Forest mentre giocava per le giovanili del Gedling Town, una squadra di Arnold, nel Nottinghamshire, per la quale aveva stabilito quasi tutti i record relativi ai gol segnati per le squadre giovanili. Anche lui piccolo di statura, è un attaccante veloce e freddo, con un grande gioco di gambe e un ottimo cambio di passo. Deve lavorare ancora molto sull’aspetto fisico, ma tecnicamente è il miglior attaccante delle giovanili, dopo la partenza di Bamford.

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Eurico Sebastião (centrocampista destro, nato il 24 di ottobre del ’94, al primo anno con la U18)

Capoverdino di Camden, si è unito al Forest all’età di 14 anni, e proviene dalla Pro-Touch Soccer Academy di Londra. Centocampista di grandissima forza e dinamicità, con un grande passo, che è in grado di giocare anche come terzino destro. Uno di quei classici tappabuchi che per ogni squadra, nel corso di una stagione, sono oro colato.

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Josh Thomas (centrocampista sinistro, nato il 25 di gennaio del ’95, al primo anno con la U18)

Nato a Leicester, ma al Forest sin da quando aveva 8 anni. Nel corso di tutta la sua carriera nelle giovanili, ha sempre formato un asse sinistro letale per gli avversari con Elliot Ackroyd. Dotato di ottima tecnica, è un’ala che preferisce lavorare con passaggi veloci e sovrapposizioni piuttosto che andare via sulla fascia in velocità. Ha un piede sinistro brillantissimo, e è dotato di ottimo calcio: i suoi cross con curvatura all’indietro diretti verso l’area sono molto pericolosi. Anche lui, purtroppo, è stato afflitto da qualche infortunio di troppo, in questa stagione. Anche lui uno dei reduci della squadra che raggiunse le semifinali del Manchester United Nike Tournament.

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Jordan Palmer-Samuels (attaccante, nato il 12 di settembre del 1994, al primo anno con la U18)

È l’ultimo arrivato, tra i ragazzi della squadra. Si è unito all’Accademia del Forest l’anno scorso, dopo essere stato rilasciato da quella dell’Arsenal. I nostri scout lo stavano seguendo fin dai tempi in cui frequentava la Pro-Touch Soccer Academy con Eurico Sebastiao, ma l’Arsenal lo fece firmare per prima; una volta che la squadra di Islington l’ha rilasciato, i nostri responsabili si sono rifatti vivi, riuscendo, stravolta, a portarlo sul Trent. La sua qualità migliore è la velocità, il suo difetto principale la scarsa freddezza sotto porta, e quest’anno ha giocato soprattutto entrando dalla panchina. È stato fermo qualche mese anche lui per infortunio, quest’anno, e è rientrato definitivamente — speriamo — solo di recente. Anche lui ha praticato la boxe, e, nonostante il faccino angelico, il suo soprannome è Bad Man.

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L’occhio lungo di Arsène

Nel 2009, Lascelles, Andrews, Osborn, Bamford, Ackroyd, Blake, Hollingsworth e Wallace hanno giocato in un torneo in Grecia riservato ai ’93-’94, con le migliori squadre greche e diverse giovanili di club di punta europei, tra cui l’Arsenal. Il Forest, in quell’occasione, batté lo stesso Arsenal in semifinale, per poi aggiudicarsi il trofeo in finale contro l’Olimpiakos per 2-1, con reti di Hollingsworth e Bamford. Wenger assistette alla partita di semifinale, e fu in quell’occasione che chiese al suo club di fare un’offerta per Lascelles, e che comincò a interessarsi degli altri talenti della nostra Accademia, a partire da Bamford.

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Patrick Bamford e il calcio della neomodernità.

Non avevamo fatto in tempo a fare conoscenza con il nostro nuovo talento, che ce l’hanno soffiato via da sotto il naso. Patrick Bamford, il ragazzo prodigio protagonista delle imprese che hanno portato il Nottingham Forest nei quarti di finale della Youth FA Cup, è passato al Chelsea per la cifra non certo straordinaria di un milione e mezzo di sterline, dopo aver rifiutato due offerte di rinnovo di contratto proposte dai Reds.

La notizia ha fatto piuttosto rumore, ne ha parlato anche la BBC in un lunghissimo articolo che vi ripropongo volentieri, nel quale ci si chiede se sia ancora possibile, per un piccolo club come il Forest, costruire qualsiasi cosa, se basta che un ragazzino faccia due partite buone tra le giovanili perché i grandi club comincino a litigarselo e lo portino via in men che non si dica. La mia personalissima risposta, naturalmente, è no.

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Il presidente del Nottingham Forest Frank Clark teme che il fallimento del suo tentativo di difendersi dall’assalto del Chelsea verso l’attaccante Patrick Bamford sia un segnale preoccupante di come sia cambiato il panorama calcistico inglese

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Il teenager di Grantham è entrato nel Nottingham Forest all’età di otto anni; ha giocato solo 12 minuti in prima squadra, ma una serie di buone prestazioni nella Youth FA Cup ha attratto l’attenzione dei giganti della Premier League.

Benché Clarck capisca perfettamente la scelta di Bamford, il vecchio allenatore del Forest si rammarica moltissimo del fatto che l’ambitissimo attaccante vada via prima di aver potuto mettersi in mostra al City Ground come avrebbe potuto.

E, alla luce delle difficoltà che sta attraversando il Forest, con la squadra di Steve Cotterill penultima in Championship a cinque punti dalla salvezza, il momento e le condizioni della cessione non avrebbero potuto essere peggiori, per i tifosi.

“Sono molto deluso per non aver potuto vedere Patrick svilupparsi con la maglia del Nottingham Forest nei prossimi due anni”, ha dichiarato Clark a BBC Radio Nottingham. “Noi, di solito, riusciamo a far giocare i giovani talenti per un paio d’anni in prima squadra prima che le grandi squadre si facciano vive, e parlo di gente come Michael Dawson, Andy Reid , Marlon Harewood, Jermaine Jenas”.

“Ma, ora, i club davvero grossi, quelli che hanno un sacco di soldi sono in grado di pagare fortune per ragazzini di 13, 14, 15 o 16 anni. Non possono più aspettare. Sta diventando sempre più difficile per i club come noi trattenere i giovani molto dotati”.

Bamford ha totalizzato solo due brevi apparizioni in prima squadra: infatti, ha debuttato nell’ultima partita del 2011, contro il Cardiff City. Ma ha segnato quattro reti contro il Southampton nella vittoria per 5-1 del Forest negli ottavi di finale della Youth FA Cup, e cinque nel turno precedente, nella demolizione per 9-1 messa in atto dai giovani Reds ai danni dello Wigan Athletic, e questo è bastato per accendere le brame del Chelsea, che l’ha portato a Stamford Bridge con un contratto quinquennale.

i progressi di Bamford sono ancora più notevoli se si pensa che viene dalla Nottingham High School [la stessa scuola di Lawrence, NDT], dove il calcio comincia a essere praticato solo dalla sesta classe: il capo del dipartimento di Educazione fisica della scuola, Martin Smith, ha dichiarato alla BBC: “Noi siamo una scuola molto più orientata al rugby. Patrick era uno sportivo di talento, quando è entrato qui, ma non era eccezionale, non era uno dei nostri migliori giocatori. Giocava per lo più da estremo, fino all’età di 10 anni, ogni sabato”.

“Stava già frequentando l’accademia del Forest, il sabato pomeriggio e durante la settimana. Parlando con suo padre, convenivamo del fatto che il rugby servisse a irrobustirlo fisicamente, a renderlo più adatto anche al gioco del calcio. A quanto ricordo, non era certo un placcatore eccezionale”.

“Gli avevamo adattato l’orario e i calendari di allenamento perché potesse allenarsi con il Forest, abbiamo fatto ogni sforzo per favorire il suo sviluppo sportivo. Siamo rimasti molto colpiti, qui alla scuola, quando si è sparsa la notizia del suo trasferimento al Chelsea, e certamente seguiremo la sua carriera con grande interesse”.

Il Preside, Kevin Fear, ha aggiunto: “È molto insolito che un ragazzo che proviene da una Indipendent School [le scuole private, il sistema di educazione di élite, contrapposto a quelle pubbliche, frequentate più che altro dai rampolli della working class] riesca a entrare con successo nel mondo del football. Quando passò in sesta [la prima media], gli abbiamo permesso di allenarsi con il Forest, e di arrivare agli A-levels [gli esami finali delle high school, una sorta di esame di maturità che abilitano all’università]. È stato anche uno studente molto brillante. Ha sostenuto esami in Francese, Storia, Biologia e Scienze umane, e ha ottenuto risultati brillanti agli A-levels. Avrebbe potuto benissimo andare all’università, ma ha preferito concentrarsi sul football. È un ragazzo amabile, e siamo molto fieri di quello che ha ottenuto. Si merita ogni successo. Il mio unico rincrescimento, da tifo dell’Arsenal, è che sia andato al Chelsea”.

Il contratto di Bamford sarebbe scaduto la prossima estate, ma gli è stato offerto il contratto più ricco che sia mai stato offerto dal Forest a un giocatore dell’accademia della sua età.

Clark insiste sul fatto che il club ha fatto tutto quello che poteva per trattenere l’attaccante.

“È stata una decisione molto difficile per noi”, ha aggiunto. “Il club stava trattando con il padre di Patrick e il suo agente sin dall’inizio della stagione”.

“Steve Cotterill lo vide giocare tra le riserve e lo convocò immediatamente a allenarsi con la prima squadra. Io ho incontrato il suo agente e suo padre diverse volte, ma non siamo riusciti a concludere nulla”.

“Non appena ha esordito in prima squadra, gli abbiamo offerto un contratto molto migliorato, il miglior contratto mai offerto a un ragazzo di 18 anni da questo club. Poi, ha disputato due partite straordinarie con l’Unger 18 in Coppa, e noi abbiamo raddoppiato i nostri sforzi per fargli firmare un contratto, senza nessun risultato”.

“E poi è arrivata l’offerta del Chelsea. Patrick e suo padre hanno chiesto di poter andare a parlare con il Chelsea. Abbiamo deciso di concedergli l’opportunità, e di sperare che ci andasse bene, speravamo che non accettasse il trasferimento”.

“Speravamo che Patrick avrebbe rifiutato il Chelsea, e che pensasse ‘no, be’, preferisco stare a Newark con tutti i miei amici, preferisco rimanere al Forest con tutti i miei amici’, ma, naturalmente, a posteriori posso capire la sua scelta”.

“L’affare è fatto, ormai, e i soldi sono già in cassa. L’intera somma è stata pagata in anticipo. Speriamo almeno che serva a Steve quest’estate per rinforzare il club. D’altronde, la vita di una squadra è fatta di questo: acquisti e cessioni”.

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Ecco. È chiaro che il panopticon garantito da un sistema mediatico sempre più efficiente rende sempre più difficile, per i piccoli club come il nostro, trattenere i giocatori anche molto giovani; è davvero grottesco che due partite ben giocate in una coppa giovanile suscitino un’asta immediata, e un’offerta piuttosto consistente, per un giocatore in scadenza di contratto, da parte di grandi squadre che collezionano giocatori come figurine, e li bruciano come fiammiferi, dall’alto di possibilità economiche incomparabili rispetto non solo alle squadre di Championship, ma anche rispetto alle squadre “normali”.

Questo, naturalmente, non impedisce di augurare a Patrick la miglior sorte, ringraziandolo anche per quelle due settimane per le quali abbiamo sperato di poter vedere, per un paio di annetti, un vero fuoriclasse giocare con la maglia di Trevor Francis e Stan Collymore.

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Per finire, una segnalazione di servizio: a causa della fitta nevicata, la società di trasporti della Città di Nottingham ha sospeso il servizio, e la partita di domani è in forte dubbio.

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