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International Round-up

Vediamo, però, in dettaglio che cosa hanno fatto i nostri ragazzi in giro per il mondo:

  • Adlene Guedioura ha giocato nella partita vittoriosa dell’Algeria contro il Gambia (2-1) a Banjul. È stato l’unico senior a vincere con la propria nazionale.
  • Chris Gunter ha giocato nella partita persa dal Galles contro la Costa Rica (0-1), organizzata per ricordare lo scomparso manager della nazionale del Dragone, Gary Speed.
  • Lee Camp, portiere dell’Irlanda del Nord, ha giocato nella sconfitta patita dai Verdi a Belfast contro la Norvegia, un 3-0 nel quale il nostro portiere non è stato impeccabile.
  • Dex Blackstock ha giocato con Antigua nella sconfitta per 4-0 patita contro un’altra squadra anglo-caraibica, Trinidad e Tobago.
  • Tra i giovani, Jamaal Lascelles ha giocato nella vittoriosa partita dell’Inghilterra U19 contro la Repubblica ceca (2-1 sul campo del Leyton Orient, Brisbane Road). Da notare che la rete della vittoria inglese è stata segnata da Patrick Bamford, il nostro freschissimo ex in forza ora all’Accademia del Chelsea.
  • Kieron Freeman, un nostro loanee che sta giocando attualmente proprio dall’altra parte del Trent, ha giocato nella vittoriosa partita del Galles U21 contro Andorra (4-0).

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Jamaal Lascelles con la maglia della nazionale inglese

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Nottingham Forest Academy: i profili dei giocatori.

Anche dopo la partenza di Patrick Bamford, la squadra giovanile del Forest è uno dei fiori all’occhiello della tifoseria True Red, e si è guadagnata un sacco di attenzioni, di recente, e, bisogna dire, non a torto.

Abbiamo già parlato delle bellissime partite contro lo Wigan Athletic e contro il Southampton che hanno portato la squadra fino ai quarti di Youth FA Cup: questo cammino così brillante, insieme alla stagione un po’ escrementale della prima squadra, ha dato, se non altro, un po’ di speranza nel futuro. Speranza, è vero, dissipata un po’ come nebbia d’aprile dalla prontissima partenza di Bamford, ma quanto meno utile per non usare solo delle due tipiche visuali del tifoso del Forest, quelle delle quali è costellato quasi tutto il suo argomentare: il buio davanti a sé e la luce (molto) dietro di sé.

Magari no, ma magari qualcuno dei ragazzi di questa ottima edizione della nostra squadra giovanile diventerà famoso, e, allora, potrete bullarvi con i vostri amici di conoscere già da tempo Kamameno e Lascelles, proprio grazie a questo blog e al suo — modesto — estensore.

Sempre nell’ottica di toglierci la tristezza di dosso, conosciamoli più approfonditamente, allora: riprendo, in parte, sintetizzandola, una guida all’Accademia fatta da Grant Nelson, un brillante blogger che si occupa del Forest e, soprattutto, del suo settore giovanile.

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Dimitar Evtimov (portiere, nato il 7 di settembre del ’93, alla seconda stagione nella squadra U18. Nazionale bulgaro U17 e U9)

Arrivato al Forest nell’estate di due anni fa dall’Accademia Hristo Stoichkov, una scuola per giovani calciatori molto attiva in Bulgaria. Aveva effettuato un provino anche con il Man U qualche anno prima. È un tipico portiere di personalità: mostra molta sicurezza in area, e una grande autorità nel comandare la difesa, un po’ quel tipo di portieri che piace molto a chi scrive, insomma; magari non uno di quei gatti da applausi a scena aperta, ma a casa sua dentro tutto il box e con una presa molto sicura sui tiri che un portiere deve parare. È uno dei giovani più cresciuti, ultimamente: ha avuto brevi periodi in prestito a Gainsborough Trinity e a Ilkeston Town, dove si è distinto con ottime prestazioni.

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Lawrence Gorman (difensore centrale-destro, nato il 26 di gennaio del ’95, al primo anno nella squadra U18. Nazionale inglese U16 e U17)

È uno dei ragazzi di Nottingham, passati direttamente dal bavaglino azzurro con su scritto “Amore di mamma” al bavaglino giallo con su scritto “nffc property”. (Lo so, questa battuta funziona meglio in inglese; bavaglino e pettorina si dicono, infatti, allo stesso modo: “bib”). Nato difensore centrale, quest’anno nell’under ha giocato spesso esterno destro, come in occasione della partita contro il Wigan. È un giocatore forte, con un’ottima capacità di leggere il gioco e le fasi offensive degli avversari e un grande senso del piazzamento. Il suo punto debole è la fase della costruzione, dal momento che non è un grande passatore. Si è parlato di similitudini con Michael Dawson, in questo senso. Ha già un discreto palmares internazionale, dal momento che ha vinto sia la Victory Shield sia il Torneo Montague, in Francia, lo scorso anno, con l’Inghilterra U16. Con le giovanili del Forest è giunto in semifinale della Manchester United Nike Cup, dove il Forest fu sconfitto dal Newcastle United che si sarebbe aggiudicato, poi, il trofeo.

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Jamaal Lascelles (difensore centrale, nato l’11 di novembre del ’93, al secondo anno nella squadra U18. Nazionale inglese U18 e U19)

L’esempio di come il cuore e l’intelligenza possano rimediare un’anagrafica disastrosa: nasce a Derby, ma entra a 8 anni nell’accademia del Forest, individuato subito dagli scout della squadra come un grande talento naturale. Ha tutto il necessario per diventare un ottimo centre-back di tipica scuola britannica: grande forza fisica, ottima elevazione, capacità di colpire di testa con precisione e buona tecnica, una velocità di base più che accettabile, buon controllo di palla e, last but not least, un buon lancio lungo. Debuttò nella difesa dell’U18 a 16 anni, nella stagione in cui la squadra giovanile del Forest raggiunse la finale della FA Academy Premier League. Ha disputato il precampionato con la prima squadra, esordendo contro il Mansfield, e, dopo ottime prestazioni con la U18 del Forest, la U19 inglese e la squadra riserve, da quando Cotterill ha preso in mano la prima squadra si allena con i seniores. Con la cessione di Morgan e la precaria stagione di Chambers, ha esordito nella partita casalinga contro il Barnsley, mostrandosi il migliore della disastrosa retroguardia dei Reds.

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Kieran Fenton (difensore centrale, nato il 25 di novembre del ’94, al primo anno con la squadra U18)

Kieran è un difensore centrale mancino, anche lui proveniente dal Derbyshire. Le sue ottime prestazioni con le giovanili l’hanno reso un titolare fisso della squadra riserve. I suoi punti di forza sono l’uscita dalla fase difensiva palla al piede, dal momento che è dotato di ottimo passo, visione di gioco e controllo di palla, e il tackle, che è in grado di portare in modo preciso e pulito. È alto, e è, dunque, anche in grado di mettere nella fase difensiva anche la sua prepotenza fisica.

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Jack Andrews (difensore centrale-sinistro, nato il 15 di ottobre del ’93, al secondo anno con la squadra U18)

È nato a Mansfield, ma è originario di Selston, e è entrato nell’Accademia all’età di 10 anni. Nato difensore centrale, in questa stagione è passato sulla sinistra dell’estremo schieramento, dal momento che, insieme a buone doti difensive, ha mostrato ottime capacità di avanzamento. L’anno scorso ha subito un grave infortunio nella partita delle riserve contro lo Sheffield United, e è stato fermo per quasi tutta la stagione, ma quest’anno si sta confermando come uno dei più solidi e continui giocatori della giovanile. È stato anche campione di contea di tennis tavolo: quando si dice avere un piano B.

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Michael Hollingsworth (Centrocampista-terzino destro, nato l’1 di settembre del ’94, al primo anno con la U18)

Originario di Boston, Lincolshire, è uno dei talenti emergenti di centrocampo. Arrivò al Forest a 9 anni, dopo un provino al Forest Development Centre di Grantham. È un classico “giocatore per la squadra”, di quelli che se non rientrano negli spogliatoi al 90° trascinandosi sui gomiti pensano di aver buttato via la giornata. La posizione in cui rende di più è quella del classico centrocampista centrale box-to-box, dal momento che ha un gran tacke e una buona capacità di far ripartire l’azione: è sempre molto utile, dunque, sia che si tratti di sbrogliare una situazione intricata di fronte alla nostra area, sia che si tratti di avanzare (e, non di rado, scrivere il nome sullo score-sheet). Questa stagione, proprio grazie alle sue caratteristiche e alla sua versatilità, ha anche giocato terzino destro, sia nella U18, sia nella U16, e nella partita di coppa contro lo Wigan, nel celebre 9-1, ha giocato ala destra: una prestazione caratterizzata dalla più stretta adesione al credo Cloughiano, “keep it fast, keep it simple”, dal momento che ha spesso velocizzato la manovra e messo in difficoltà la difesa avversaria con precisi passaggi di prima intenzione.

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David Morgan (centrocampista centrale, nato il 1° di luglio del ’94, al secondo anno con la U18. Nazionale nord-irlandese U15, U16, U17 e U19)

Nato a Belfast, cresciuto nell’Ards, è stato individuato dagli scout del Forest durante la Milk Cup, e si è unito alla squadra a 15 anni. È il miglior talento del centrocampo, il livewire della squadra: con la partenza di Bamford, le nostre speranze di ulteriormente ben figurare nella Youth FA Cup passano per lo più dai suoi piedi. La sua posizione preferita è davanti alla difesa, ma descriverlo come un semplice mediano sarebbe piuttosto limitativo: per esempio, in nazionale gioca quasi sempre da trequartista. Altra sua caratteristica, oltre, naturalmente, a una ottima capacità di takling, è un tiro da lontano piuttosto preciso.

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Kieran Wallace (centrocampista centrale, nato il 26 di gennaio del ’95, al primo anno con la U18. Nazionale inglese U16 e U17)

Entrato nell’Accademia a 8 anni, dopo aver fatto parte del sistema di avviamento al calcio del Forest localizzato a Bingham. Titolare fisso della squadra U16, è passato la scorsa stagione all’U18, e è il secondo miglior marcatore della squadra dopo Bamford nelle partite di campionato. Al suo debutto con la U18, entrato dalla panchina, ha segnato una tripletta in 13 minuti contro il Leeds United. Kieran ha una grande tecnica e un ottimo sinistro, e ha sempre, di preferenza, proprio alle spalle della punta. Quest’anno, per esigenze tattiche della squadra, ha leggermente arretrato il suo spazio di azione. Le sue caratteristiche migliori sono la visione di gioco, la capacità di servire le punte con passaggi che definirei fragranti e croccanti, e uno straordinario tempismo nell’inserirsi sul palo lungo, caratteristica che li permette di finire spesso sul tabellino dei marcatori. Ha esordito in prima squadra in amichevole, nella partita pre-campionato contro il Northampton. Come Gorman, ha fatto parte della nazionale U16 che ha vinto la Victory Shield e il Torneo Montague in Francia lo scorso anno. Come molti giocatori di calcio inglesi, è un ottimo rugbista e giocatore di cricket.

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Ben Osborn (centrocampista sinistro, nato il 5 di agosto del ’94, al secondo anno con la U18)

Non potremmo giurare che sarà il suo caso, ma Ben appartiene a quella tipologia di giocatori molto piccoli e dotati del solo piede sinistro che hanno scritto grandi pagine della storia del calcio. È anche lui di Derby, e è entrato nell’Accademia a 9 anni. Quello che mamma e natura non gli hanno dato sul piano fisico, gliel’hanno compensato in impegno. L’anno scorso ha giocato titolare nell’U18 come terzino sinistro, ma i suoi limiti fisici hanno consigliato di portarlo in avanti. Dotato di ottimo controllo di palla e buon cross, ha segnato due reti nella goleada contro il Wigan.

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Jack Blake (centrocampista centrale, nato il 22 di settembre del ’94, al primo anno con la U18, nazionale scozzese U19)

Scoperto dal Notts, è venuto al Forest a 10 anni. JayJay (il suo soprannome) in realtà non è scozzese: è di Bingham, ma è eleggibile per la Scozia a causa di un nonno. Possiede una grande tecnica, forse un po’ troppo amore per la palla, come si dice; quest’anno gioca appena dietro alla prima punta. È stato passato alla U18 alla fine della scorsa stagione: ancora under 16, al debutto segnò una doppiola contro il Liverpool nella vittoria del Forest nel campionato di categoria. In particolare, il secondo gol fu un tiro a effetto su punizione nell’angolo alto: tra i migliori prodotti della casa, infatti, ci sono i calci da fermo. È uno dei giocatori che ha più beneficiato degli accordi di scambio stipulati dall’Accademia del Forest con molte altre squadre europee, dal momento che ha trascorso molti periodi di preparazione in giro per l’Europa, tra i quali il più lungo è stato quello passato nelle giovanili del Deportivo La Coruña; senz’alto, queste esperienze gli hanno ampliato di molto l’orizzonte calcistico di riferimento. Ha praticato boxe con discreto successo, e, come molti Inglesi, è molto appassionato di ornitologia. Indubbiamente, un ragazzo complesso.

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Jordan Smith (portiere, nato l’8 di dicembre del ’94, al primo anno con la U18)

Portiere piuttosto quotato originario di South Normanton, nel Derbyshire. È piuttosto basso, per essere un classico portiere inglese, ma non è che Lee Camp e Peter Shilton siano dei giganti, a dire il vero, e questo non impedisce loro di essere e essere stati tra i migliori portieri della storia del Forest. Jordan ha debuttato nell’U18 e nella squadra riserve l’anno scorso, quando era ancora U16. All’inizio della stagione ha avuto un periodo in prestito al Blackburn Rovers, dove ha ricoperto il ruolo di secondo portiere.

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Elliot Akroyd (terzino destro-sinistro, nato l’11 di settembre del ’94, al primo anno con la U18)

Giudicato da molti osservatori il miglior talento in assoluto della squadra giovanile del Forest (non per nulla il suo nick è Starboy), purtroppo è maledetto da un fisico fragile, che l’ha condannato, nel corso di questa e della scorsa stagione, a numerosi stop. I suoi problemi sono cominciati nella scorsa stagione, nella seconda partita giocata per la U18, che anch’egli ha disputato da under 16, con un infortunio piuttosto serio alla caviglia, e, sfortunatamente, ha la tendenza a infortunarsi anche quest’anno, anche se in modo meno serio, ogni volta che ricomincia a riprendere il ritmo partita. È un “natural”, come dicono gli Inglesi, palla al piede, e è straordinario quando si sovrappone in attacco partendo da dietro. Gioca prevalentemente da right-back, anche se è un sinistro naturale, perché il Forest U18 non ha un vero e proprio terzino destro di ruolo. L’anno prossimo, con l’uscita di James Andrews dalla squadra, potrà tornare al suo ruolo preferito.

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Aristote Amisi Kamaneno (ala destra-sinistra, nato il 10 novembre del ’94, al primo anno con la U18, nazionale U21 della Repubblica Democratica del Congo)

Acquistato dal Linas Monthlery, una squadra francese, è entrato nell’Accademia del NFFC all’età di 14 anni. È un’ala velocissima, che ama usare il suo passo partendo da lontano, per conquistare la linea del vantaggio, come si dice in gergo rugbystico, delle difese avversarie. È un sinistro naturale, ma, secondo una moda piuttosto invalsa di recente, sulla quale ci sarebbe da fare un post apposito, viene usato più spesso come ala destra che taglia dentro invece di crossare. Non parte quasi mai titolare, ma è una delle opzioni preferite dal coach per cercare di cambiare una partita in corso d’opera.

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Wilfried Gnahore (centrocampista offensivo, nato nel dicembre ’95. Non è ancora inserito nella U18, ma è uno schoolboy. Nazionale della Costa d’Avorio U17)

Willy è stato individuato dai talent scout del Forest in un torneo scolastico a Parigi, e si è unito all’Accademia a 12 anni. È un’altro degli U16 che ha già fatto qualche apparizione con la massima rappresentativa giovanile del NFFC. Il suo ruolo naturale è trequartista a sostegno della prima punta, ma può giocare anche più dietro, da centrocampista centrale, e anche da ala destra. È un altro giocatore non prepotente fisicamente, ma ha un baricentro molto basso, sembra davvero una di quelle bamboline con il fondo tondo e il piombo dentro, e sfrutta questa dote naturale per praticare dribbling molto efficaci, alcuni strabilianti. Dal momento che è un po’ un luogo comune ambulante, lo stereotipo del calciatore piccolo e fortissimo tecnicamente, l’amore eccessivo per la palla un po’ di discontinuità e la mancanza di fondo sono, invece, le sue principali caratteristiche negative. Nondimeno, è il classico giocatore ottimo da avere in panca, perché può portare davvero un cambiamento negli equilibri tattici di una gara. Ha partecipato alla Coppa del Mondo U17 con la Costa d’Avorio, e ha conquistato numerosi riconoscimenti da U16, in particolare il titolo di miglior giocatore in un torneo internazionale U15, giocato a Wolfsburg, nel quale il Forest arrivò terzo. È anche uno dei membri della squadra che ha raggiunto le semifinali del Manchester United Nike Tournament.

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Derrick Otim (attaccante, ala destra, nato nel marzo del ’96. Non è ancora inserito nella U18, ma è uno schoolboy)

Un altro giocatore dell’U18 che, in realtà, è ancora un under 16. È di origine ugandese, e fu individuato dagli scout del Forest mentre giocava per le giovanili del Gedling Town, una squadra di Arnold, nel Nottinghamshire, per la quale aveva stabilito quasi tutti i record relativi ai gol segnati per le squadre giovanili. Anche lui piccolo di statura, è un attaccante veloce e freddo, con un grande gioco di gambe e un ottimo cambio di passo. Deve lavorare ancora molto sull’aspetto fisico, ma tecnicamente è il miglior attaccante delle giovanili, dopo la partenza di Bamford.

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Eurico Sebastião (centrocampista destro, nato il 24 di ottobre del ’94, al primo anno con la U18)

Capoverdino di Camden, si è unito al Forest all’età di 14 anni, e proviene dalla Pro-Touch Soccer Academy di Londra. Centocampista di grandissima forza e dinamicità, con un grande passo, che è in grado di giocare anche come terzino destro. Uno di quei classici tappabuchi che per ogni squadra, nel corso di una stagione, sono oro colato.

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Josh Thomas (centrocampista sinistro, nato il 25 di gennaio del ’95, al primo anno con la U18)

Nato a Leicester, ma al Forest sin da quando aveva 8 anni. Nel corso di tutta la sua carriera nelle giovanili, ha sempre formato un asse sinistro letale per gli avversari con Elliot Ackroyd. Dotato di ottima tecnica, è un’ala che preferisce lavorare con passaggi veloci e sovrapposizioni piuttosto che andare via sulla fascia in velocità. Ha un piede sinistro brillantissimo, e è dotato di ottimo calcio: i suoi cross con curvatura all’indietro diretti verso l’area sono molto pericolosi. Anche lui, purtroppo, è stato afflitto da qualche infortunio di troppo, in questa stagione. Anche lui uno dei reduci della squadra che raggiunse le semifinali del Manchester United Nike Tournament.

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Jordan Palmer-Samuels (attaccante, nato il 12 di settembre del 1994, al primo anno con la U18)

È l’ultimo arrivato, tra i ragazzi della squadra. Si è unito all’Accademia del Forest l’anno scorso, dopo essere stato rilasciato da quella dell’Arsenal. I nostri scout lo stavano seguendo fin dai tempi in cui frequentava la Pro-Touch Soccer Academy con Eurico Sebastiao, ma l’Arsenal lo fece firmare per prima; una volta che la squadra di Islington l’ha rilasciato, i nostri responsabili si sono rifatti vivi, riuscendo, stravolta, a portarlo sul Trent. La sua qualità migliore è la velocità, il suo difetto principale la scarsa freddezza sotto porta, e quest’anno ha giocato soprattutto entrando dalla panchina. È stato fermo qualche mese anche lui per infortunio, quest’anno, e è rientrato definitivamente — speriamo — solo di recente. Anche lui ha praticato la boxe, e, nonostante il faccino angelico, il suo soprannome è Bad Man.

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L’occhio lungo di Arsène

Nel 2009, Lascelles, Andrews, Osborn, Bamford, Ackroyd, Blake, Hollingsworth e Wallace hanno giocato in un torneo in Grecia riservato ai ’93-’94, con le migliori squadre greche e diverse giovanili di club di punta europei, tra cui l’Arsenal. Il Forest, in quell’occasione, batté lo stesso Arsenal in semifinale, per poi aggiudicarsi il trofeo in finale contro l’Olimpiakos per 2-1, con reti di Hollingsworth e Bamford. Wenger assistette alla partita di semifinale, e fu in quell’occasione che chiese al suo club di fare un’offerta per Lascelles, e che comincò a interessarsi degli altri talenti della nostra Accademia, a partire da Bamford.

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Verdi speranze

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Back row – Jordan Kay, Konstontinos Laifis, Jack Andrews, Neill Byrne, Scott Furlong (GK), Jamaal Lascelles, Patrick Bamford, Ryan Tinsley, Kostakis Artymatas; Front row – David Morgan, David Papworth, Ben Osborn, Danny Meadows, Joe Swindell, Ryan Markey, Dimitris Kyprianou

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È notizia di oggi che Liverpool FC, Chelsea FC e Tottenham Hotspur FC stanno affilando i loro assai ben dorati artigli per tentare di portare nelle loro accademie Patrick Bamford. Secondo loro, e secondo molti osservatori, ne varrà la pena, perché di Patrick Bamford si sentirà parlare, e anche a voce piuttosto alta.

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C’è un’area di attività del Forest che, in quest’ultimo periodo, piuttosto cupo, risolleva lo spirito e consegna ai tifosi un po’ di allegria, di ottimismo e di speranza, quella del Nffc Under 18, la cui partecipazione alla Youth FA Cup sta facendo registrare notevoli sussulti al sismografo degli osservatori, degli analisti e dei giornalisti inglesi.

Copio a caso dal sito della FA (vabbè, non tanto a caso):

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The FA Youth Cup

Forest hit five!

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Insomma, dopo la faticosa vittoria @Sunderland nel terzo turno, un 2-1 propiziato da una doppietta in rimonta proprio del protagonista del nostro lancio, Patrick Bamford, dopo il vantaggio iniziale per i Gatti neri dovuto a un gran tiro del centrocampista George Honeyman, abbiamo potuto assistere a due grandissime partite dei Reds nel quarto e nel quinto turno della Youth FA Cup, la Coppa d’Inghilterra per le squadre Under 18, e al conseguente agevolissimo passaggio al quarto di finale, nel quale i giovani del Forest giocheranno in casa, il 25 di febbraio, un quarto di grande prestigio, contro la vincete dell’ottavo di finale tra il West Ham United e il Chelsea, che si terrà il 15 di febbraio.

Contro il Wigan è stata una vera e propria cavalcata trionfale: i giovani Reds, ospiti per l’occasione del City Ground, hanno seppellito i Latics sotto un’inusuale grandinata, aprendo le marcature grazie a un rigore realizzato da Bamford, dopo un fallo su Osborn lanciato a rete proprio dal giovane talento di Grantham, che, oltre a avere una grande facilità di tiro, ha anche un’ottima visione di gioco. Le marcature sono state chiuse, otto reti dopo, allo scadere, sempre da Bamford, alla sua quinta marcatura personale. In mezzo, anche reti di Ben Osborn (2), Jack Blake e Kieran Wallace.

Va detto che tre delle quattro reti che Bamford non ha segnato portano comunque sia la sua firma in calce, dal momento che sono derivate da sue ottime assistenze.

Al 19′, il gol dei Latics per un provvisorio 2-1, propiziato da una sfortunata autorete di Kieron Fenton.

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Forest: Evtimov, Gorman, Andrews (Ackroyd 76′), Morgan, Lascelles, Fenton, Hollingsworth (Kamaneno 70′), Wallace (Gnahore 60′), Bamford, Blake, Osborn.

Non entrati: Smith, Kamaneno, Otim

Marcatori: Bamford pen 5′, 32′, 46′, 71′, 89′, Wallace 10′, Osborn 51′, 85′, Blake 55′

Wigan: Hare, Gibson, Waters, Christian (Thompson 72′), Astles, Mason, Kerwin, Chow, Bingham, Meadows (Ainscough 48′), Lynch (Johnstone 66′).

Non entrati: Cottrill, Anderson,

Marcatore: Fenton aut. 19′

Arbitro: Simon Bennett

Spettatori: 676

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Mentre mancano contributi filmati per la partita del City Ground contro il Wigan, fortunatamente il Nottingham Forest iPlayer ha diffuso gli highlights della partita giocata al St Mary’s contro il Southampton, con il commento piuttosto depresso di Jason Dodd, il capo allenatore dell’Accademia dei Saints:

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Come si può vedere dalla sintesi, il Forest ha sofferto solo nei primi minuti, quando il Southampton ha avuto un paio di buone occasioni per andare in vantaggio, ma il resto della partita è stato un vero massacro. Bamford sembra un adulto che gioca con i bambini: il livello di gioco generale dei ventidue in campo non è certo alto, ma la sua classe superiore è del tutto evidente.

Bamford ha messo a segno altre quattro reti, Jack Andrews, il terzino sinistro, ha segnato il gol del 2-0, mentre Jake Sinclair ha messo a segno il classico gol della bandiera all’ottantesimo, con la partita strafinita dopo lo 0-5 messo a segno dai Reds al 61′.

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Saints: Mowthorpe, Stephens, Mugabi, Turnbull, Shaw, McQueen (Gape 55), Moore, Ward-Prowse, Chambers, Curtis (Rowe 55), Sinclair. Subs (not used): Johns, Young, Reed.

Forest: Evtimov, Gorman, Andrews, Morgan, Lascelles, Fenton, Hollingsworth, Wallace (Kamaneno 75), Bamford (Otim 90), Blake, Osborn. Subs (not used): Ackroyd, Smith, Gnahore.

Arbitro: Mr. R. Whitton

Spettatori: 814

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I due protagonisti di questa cavalcata per ora leggendaria sono il difensore Jamaal Lascelles, già oggetto, quest’estate, di una offerta multimilionaria da parte dell’Arsenal, cinque milioni di sterline rimandati al mittente con tanti saluti, e Patrick Bamford, sul quale, pare, come detto, si stanno condensando le cupidigie di alcuni dei club più forti d’Inghilterra.

Il presente del Forest è cupo inutile nasconderselo: la squadra, probabilmente, retrocessione o meno, sarà smantellata alla fine della stagione, quando la nuova dirigenza, qualunque sarà, dovrà rientrare dall’ingente debito che la squadra ha nei confronti del presidente Doughty, ma le basi per ricostruire ci sarebbero, affidandoci a un’accademia che in particolare quest’anno offre prospettive molto promettenti.

Gran parte dei tifosi del Forest invoca più presenze in prima squadra delle due stelline della Under: io non credo che due ragazzi di 17 anni possano avere un impatto significativo, in un campionato duro e fisico come la Championship, ma certamente qualche ventina di minuti ogni tanto io li campo e l’atmosfera della prima squadra ai due la farei ansare.
Voglio dire, con tutti i centravanti da sei-sette reti a campionato, forse uno che ne segna nove in due partite, anche se contro i bambini, ce lo possiamo permettere.

In un prossimo post, il profilo di tutti i giocatori dell’accademia che hanno giocato le tre vittoriose partite della Youth FA Cup.

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