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@ Barnsley FC preview – 3 marzo 2012 h16

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Visto che pensare pessimista porta fortuna, dirò subito che, per quanto sia migliorato l’umore generale della squadra e dei tifosi, rispetto alla quasi generale rassegnazione a una retrocessione che sembrava, dieci giorni fa, affatto segnata, non credo che il Forest riuscirà a infilare la terza vittoria di fila.

È vero che il Barnsley è una squadra un po’ in crisi (quattro sconfitte nelle ultime cinque partite), e che la partita appare più aperta di quanto non sembrasse potabile, alla vigilia, il viaggio a Birmingham, ma è vero anche che si tratta di una squadra capace di colpi d’ala clamorosi come la vittoria esterna a Leicester City, e, soprattutto, il clamoroso 4-1 interno contro il Leeds Utd di San Silvestro, e che i viaggi dei Reds a Oakwell raramente sono stati fortunati. Il Barnsley è imbattuto contro di noi da 4 partite, e ci hanno strappato 13 degli ultimi 15 punti messi in palio a Oakwell.

L’ultima vittoria del Forest nel South Yorkshire risale al 2000, un 4-3 che costituisce anche l’unica vittoria nello stadio nel quale il Barnsley cominciò a giocare nel 1956.

Inoltre, una vittoria costituirebbe davvero un cambiamento di continuità di rendimento e di solidità quasi incredibile, a guardare il nostro tabellino di marcia precedente alla patria con il Coventry.

Per cui, se qualcuno mi chiedesse la classica firma per il pareggio, farei davvero fatica a rifiutare.

Inoltre, le notizie sulla fitness dei nostri ragazzi non sono buonissime. L’infortunio patito da Danny Higginbotham a Birmingham, che continua a essere di entità indeterminata, priva, comunque sia, quasi certamente (sul sito Cotterill dichiara che la probabilità di impiego è 50-50) la nostra difesa del suo nuovo condottiero, e questa è una notizia piuttosto brutta. Lynch, nell’oretta giocata nelle West Midlands, fece molto bene, e, certamente, la squadra sta aiutando moltissimo la difesa, molto più di quanto non l’abbia fatto fino a un mese fa: ma, certamente, Danny dà un’impressione di maggiore robustezza e solidità, rispetto al nostro ragazzo.

Higginbotham ha dato grande solidità al reparto arretrato. Più che altro, è uno che parla molto, che ha carisma e che è un buon organizzatore, proprio quello di cui aveva bisogno il Forest. È la stessa cosa che diceva Konchelsky l’anno scorso: Morgan, Chambers e Gunter erano troppo taciturni, buoni difensori che facevano fatica a fare reparto, si sfilacciano un po’.

Con Higginbotham e Elokobi anche il rendimento di Guntie e Chambo è molto migliorato.

(Questo conferma un po’ la mia tesi secondo la quale, se è vero che esistono grandi attaccanti e grandi centrocampisti, non esistono grandi difensori, ma, piuttosto, grandi difese: Chiellini e Bonucci in una squadra organizzata sono dei fenomeni, Lucio e Samuel in una squadra allo sbando sembrano due presi a caso nella serie B di qualche Paese sudamericano minore).

Poi: Majewski è in preda a un infortunio cronico che, al Forest, è l’anticamera dell’addio (vedi Wilson). Mi dispiace molto, perché continuo a essere convinto che il polacco abbia una marcia in più, e una classe superiore, ma, in effetti, ora come ora penso che a Cotterill importi più il peso fisico di Guedioura, e che il manager non sia in grado di immaginare un modulo per un centrocampista leggero come Raddi. Sono fuori anche McGoldrick, Derbyshire (altri due sospetti infortuni “politici”), Miller, Harewood e Moloney, oltre al lungodegente Cohen.

Inoltre, quattro nostri ragazzi sono andati via per le nazionali: impegni tutto sommato poco impegnativi quelli di Camp e di Guntie, piuttosto pesanti e accompagnati da un viaggio notevole, invece, quelli di Guedioura, nazionale algerino, e di Blackstock, neo-nazionale antiguano, come abbiamo visto: entrambi sono tornati oggi, e la loro condizione verrà valutata da Cotterill, prima di decidere del loro impiego.

Se aspettate un attimo, controllo dal sito della BBC la situazione infortuni dei nostri avversari: allora, mancheranno David Perkins e Bobby Hassell, e si unirà alla combriccola Stephen Dawson, prestito dal Leyton Orient. Da segnalare anche la probabile presenza, tra i Tykes, del talentino Korey Smith, centrocampista del Norwich arrivato in prestito a gennaio e già utilizzato un paio di volte da Keith Hill.

Giusto contro il Barnsley inaugurammo la campagna di quest’anno: fu uno 0-0 al City Ground che tutti accogliemmo con molta sorpresa, dal momento che eravamo la squadra destinata dai pronostici a contendere al West Ham Utd il titolo di lega, e che, invece, indicava piuttosto bene la nostra reale dimensione di quest’anno.

Quello di domani sarà il 70° incontro di campionato tra le due squadre, e il bilancio è in perfetta parità: 25 vittorie per parte, con 100 reti segnate dal Forest e 99 dai Tykes.

Il Forest, però, è nettamente una squadra viaggiante: nonostante il fatto che abbia giocato 17 partite in casa e 15 fuori, ha ottenuto più vittorie esterne (5) che interne (4).

Tra i giocatori che hanno indossato le due casacche rosse, il più famoso è, indubbiamente, Viv Anderson, il primo giocatore nero che abbia mai vestito la maglia bianca con i tre leoni, che spese nel South Yorkshire i penultimi spiccioli di carriera, nella stagione 1993-94.

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Precedenti

Vittorie del Forest: 26 (25 league; 1 FA Cup)

Vittorie del Barnsley: 26 (25 league; 1 FA Cup)

Pareggi: 20 (19 league; 1 FA Cup)

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Stato di Forma

Forest (7 punti nelle ultime 5 partite)

Birmingham 1-2 Forest

Forest 2-0 Coventry

Boro 2-1 Forest

Forest 1-1 Watford

Forest 0-2 Burnley

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Barnsley (3 punti nelle ultime 5 partite)

Coventry 1-0 Barnsley

Barnsley 1-3 Birmingham

Barnsley 2-0 Portsmouth

Burnley 2-0 Barnsley

Barnsley P-P Birmingham

Watford 2-1 Barnsley

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Infortunio per Higginbotham.

Prima di dar conto della vittoriosa partita di sabato, una breve di cronaca: nel corso dell’incontro, più o meno alla mezz’ora, il valoroso Danny Higginbotham ha riportato un infortunio all’adduttore di entità ancora da verificare, e è stato sostituito dal bravo Lynch.

I primi accertamenti inducono, come si diceva nella prima repubblica, a un cauto ottimismo. Sarebbe bene non perdere l’ottimo centrale, dal momento che, via lui, dovrebbe essere sostituito dal ragazzino Wootton o dal ragazzino Lascelles, nessuna delle quali alternative appare proprio rassicurantissima, visto che il prossimo turno siamo attesi da una trasferta né facile né proibitiva a Barnsley, e non sarebbe male andare a fare qualche altro punticino per l’inverno.

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Welcome at board.

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Higginbotham, Wootton e Guédioura.

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Dopo Adlene Guédioura, sono arrivati anche i rinforzi difensivi che aveva chiesto Cotterill dopo la partenza di Morgan. Si tratta di una vecchia volpe, di un ragazzo nel pieno della maturità sportiva (e della salute, a giudicare dalle foto..), e di un giovane di belle speranze: un mix non male, devo dire, per un mercato frettoloso e riparatorio quale quello del Forest di questa finestra.

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Il giovane di belle speranze è Scott Wootton, difensore centrale, scuola Liverpool e Manchester United, una prima garanzia di qualità; ha vent’anni, e è un ragazzo che sta un po’ girando l’Inghilterra in prestito, ma che Ferguson non ha ancora deciso di vendere, cosa che, tutto sommato, costituisce una seconda solida garanzia di qualità.

Cresciuto nel Tranmere Rovers, è passato al Liverpool a 13 anni, ma rifiutò un contratto di scholarship a 16, e accettò l’analoga offerta del Man U. È stato il capitano della U18 nella stagione 2009-10, stagione dopo la quale è passato in pianta stabile alla squadra riserve. Ha giocato, in prestito, al Tranmere Rovers, la sua squadra d’origine, e al Peterborough, la squadra di Ferguson jr (era partito titolare nella partita che i Posh hanno vinto al City Ground per 1-0 nel Boxing day match; aveva giocato in posizione di centrocampista difensivo, una posizione che non gradisce ma nella quale Ferguson lo schierava spesso: è questo il motivo, ha dichiarato, per il quale ha accettato di cambiare squadra in corso d’annata); in queste due esperienze, ha giocato 18 partite di campionato e una manciata di partite di coppa, marcando una rete.

Ha ricevuto diverse convocazioni nelle nazionali giovanili, e vanta una presenza nell’U17.

Nell’intervista che ha rilasciato al NEP, oltre alle dichiarazioni di prammatica, si è detto stupito — dopo aver visto i suoi compagni in allenamento — che una squadra con giocatori così forti sia in lotta per non retrocedere, e si è dichiarato sicuro che una vittoria in una partita di Lega sbloccherà il blocco d’ansia che impedisce al Forest di ottenere i risultati che potrebbe. È quello che speriamo anche noi, Scottie.

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George Elokobi — il ragazzo nel pieno della maturità sportiva — è un possente difensore sinistro camerunese, classe 1986, protagonista di una classica storia di migrazione di successo: lui che rimane orfano di padre in tenera età, la madre che parte per l’Inghilterra per studiare e trovare un lavoro, lui che la segue a 16 anni, studia e gioca a pallone, preferisce il secondo alla scuola, entra in una squadra non-league, il Dulwitch Hamlet, viene notato dal Colchester Utd, al quale passa nel 2004, e, infine, sfonda nel calcio che conta. Nel 2008 passa ai Wolves, con i quali vince subito la Championship, e è titolare nella successiva stagione di PL, prima di cominciare una competizione per il ruolo con Stephen Ward, che, alla fine, l’ha portato a scegliere un meno prestigioso ma più sicuro posto al Nottingham Forest, per combattere una ancor più difficile lotta per non retrocedere.

Una curiosità: ha segnato tre reti per i Wolves, tutte contro il Manchester United. Una in una partita di coppa di lega, il 26 ottobre del 2010, e due in una partita di campionato, il 2-1 per i Lupi del 5 febbraio 2011: la seconda rete, in mischia, fu però reclamata dal suo compagno Kevin Doyle, che stargiurò di aver toccato il pallone con la nuca prima che finisse alle spalle di Van Der Saar.

Giocatore molto serafico (il suo primo tweet che ho letto, dopo che mi sono iscritto al suo account, è stato “The best things in life comes to those who have patience”), ha dichiarato, appena arrivato al City Ground, che “ci sono un sacco di partite da giocare, e per adesso non c’è nulla di cui avere paura”.

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George Elokobi, il mio nuovo idolo assoluto.

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Non so voi, ma se lo dice lui, io ci credo.

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E, infine, la vecchia volpe, Danny Higginbotham, un difensore centrale/sinistro molto tosto e giramondo, classe 1978, di scuola Manchester United, la squadra della sua città, per la quale giocò anche sette partite prima di trasferirsi al Derby County, per tre anni (vinse il fans’ Player of the Year Award nell’anno dell’ultima retrocessione dei Rams in League One), al Southampton, per altri tre anni, poi per una stagione a Stoke City e a Sunderland prima di tornare a Stoke City, squadra per la quale gioca tuttora, diventando un beniamino di Pulis, allenatore con il quale lo accomuna, probabilmente, l’idea di come dev’essere affrontata una partita di calcio.

È stato uno dei protagonisti della FA Cup 2011, nella quale i Potters sono arrivati in finale, che però Danny non disputò a causa di una grave lesione al crociato verificatasi nel corso di una partita di campionato contro il Chelsea. Rientrato lo scorso ottobre, non è più riuscito a ristabilirsi come titolare, e ha chiesto un trasferimento in prestito per ritrovare forma, condizione, e, possibilmente, un posto in prima squadra, anche se le sue ultime dichiarazioni rivelano un certo pessimismo rispetto alla possibilità di tornare da protagonista al Britannia Stadium.

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