Archivi tag: Danny Collins

Leoni re nella Foresta. Nottingham Forest 1-4 Millwall

|

“We weren’t good enough”. Non c’è un commento migliore alla lapidaria affermazione che Collins ha scolpito sul servizio di Forest Player alla disastrosa partita di sabato contro i londinesi. Per la prima volta in questa stagione, il Forest è apparso nettamente inadeguato rispetto alla concorrenza. Intendiamoci, la Championship si sta rivelando un campionato sempre più pazzo e inintelligibile, però il Forest, finora, ci aveva abituato a prestazioni tutto sommato equilibrate: magari non brillantissime, magari; qualche sconfitta di troppo, magari; ma mai dando l’impressione di essere nettamente surclassato dagli avversari. l’1-4 avrebbe potuto benissimo essere 1-6 o 1-7, se al Millwall fossero andate bene un paio di occasioni, e se avesse continuato a giocare fino alla fine della partita con la stessa intensità messa in campo fin dall’inizio.

La cosa apparsa più evidente è la mostruosa differenza di concretezza. È tutto l’anno che là davanti manchiamo di “clinicità”, come si dice in Inglese, ma mai come in questo caso il confronto contro una squadra certo non eccezionale (la classifica parla chiaro) ma in grande forma e molto cinica è apparso impietoso. Va detto, però, che la prova ancora una volta poco concreta dell’attacco non può far passare in secondo piano la prova disastrosa della difesa: lo schieramento improvvisato derivante dall’emergenza infortuni è una scusa solo parziale alla prestazione da colabrodo sfondati che il nostro sestetto difensivo (ci metto anche Gillett) ha messo su al City Ground. Qualche piccola recriminazione arbitrale (un mezzo rigore — voglio dire, non ce ne danno uno da 14 mesi, non ci daranno certo un mezzo rigore in una partita giocata ridicolmente — e un mezzo fallo di reazione di Henderson su Collins sul secondo gol del Millwall) non può giustificare in alcun modo una prestazione così scarsa e un punteggio giustamente così netto.

Così come non può essere una scusa soddisfacente il brutto infortunio patito da Raddi dopo un quarto d’ora, a causa di un brutto intervento della difesa del Millwall: certo Majewski, insieme a Cohen, è stato il protagonista del nostro piccolo ciclo positivo insieme a Cohen, ma al suo posto non è entrato Frappampina, è entrato un nazionale algerino come Guedioura.

Insomma, non è stata una partita, è stata una resa senza condizioni, s si esclude una piccola reazione alla fine del primo tempo.

Il Forest all’inizio adotta il rombo messo in campo nella bella trasferta di Barnsley, con una difesa rivoluzionata a causa dell’indisponibilità di Halford e di Ayala, oltre a quella ormai di lungo corso di Hutchinson. Come centrocampista centrale viene scelto ancora Majewski, mentre McGugan, Guedioura e Lansbury si accomodano in una panchina che non ospita nemmeno un difensore di riserva.

Camp

Moloney — Ward — Collins — Harding

Gillett

Cohen — Majewski — Reid

Sharp — Cox

Inizio veemente del Millwall, che impegna subito Camp con un tiro forte e centrale da fuori area di Chris Wood, una vera iradiddio, l’altro pomeriggio, seguente a un’azione concitata a centrocampo nella quale i Londinesi hanno messo subito impeto e veemenza con la stessa intensità con la quale io metto aggettivi in questi commenti.

Subito un brutto fallo di Harding su Smith lanciato sulla fascia dieci iarde dentro la nostra metà campo: ammonizione inevitabile, punizione battuta dallo stesso Smith, palla in area malamente respinta di testa da Gillett, recuperata al limite dell’area da Trotter dopo un blandissimo contrasto di Reid, il forte centrocampista centrale si incunea nel nostro box, si beve Gillett e Moloney come se fossero un bel bicchiere d’acqua fresca in un pomeriggio estivo e batte Camp con un tiro di interno destro a rientrare sul palo lungo (alla Del Piero, tanto per capirsi). Settimo gol stagionale per Trotter.
|

wpid-schermata2012-11-11alle12-42-49-2012-11-4-11-23.png

|
Lions early growling at the City Ground, commenta Fray, e ha ragione.

La prima risposta viene da Majewksi, il quale, dopo uno scambio sulla sinistra con Harding si avvicina al vertice sinistro dell’area di rigore del Millwall e scaglia un bel tiro teso di collo destro che si spegne sul lato esterno della porta difesa da Forde.

Al quarto d’ora, l’infortunio del nostro Polacco volante: Raddi esce in barella, e viene sostituito da Guedioura.

Appena dopo la sostituzione, una bella manovra avvolgente del Millwall nella nostra trequarti porta Taylor al tiro di sinistro dalle trenta iarde: ne viene fuori un bel rasoterra robusto sul quale Camp si tuffa a respingere sulla propria sinistra. Il nostro portiere, però, non trattiene, e con un balzo felino riesce a anticipare di un soffio Henderson, precipitatosi sulla respinta per ribadire in rete il rimpallo.

Collins e Reid dialogano sulla fascia centrale del campo, Reid sale sulla fascia fino alla trequarti del Millwall, palla a Sharp appostato anche lui a pochi passi, sulla fascia sinistra, Sharp si accentra, cerca l’uno-due con Cox che gli restituisce un meraviglioso pallone smarcante sul limite dell’area, Billy entra in area completamente smarcato e batte Forde in uscita con un tocco preciso a fil di palo. Gol meraviglioso, soprattutto per il geniale passaggio smarcante di Cox, un giocatore che si dimostra grandissimo assist-man, per la sua visione di gioco e per la capacità di pensare e agire a velocità davvero straordinarie.

Sulle ali dell’entusiasmo per il bellissimo pareggio, entriamo nel nostro miglior periodo di partita, segnato da una maggiore convinzione e da un maggior numero di palloni recuperati nei contrasti 50-50 a centrocampo: Harding lanciato sulla sinistra da una bella intuizione di Reid, a sua volta lanciato da un bel recupero di testa di Gillett, entra in area, crossa di sinistro dal limite corto dentro la linea di porta, ma una straordinaria estensione di Beevers toglie dalla testa di Sharp un pallone sul quale la nostra punta si stava avventando a colpo sicuro.

|
wpid-schermata2012-11-11alle13-00-10-2012-11-4-11-23.png

Grande anticipo di Beevers su Sharp

|

Sharp lanciato ancora sulla fascia sinistra, trequarti del Millwall, pesca Cohen dall’altra parte, Cohen si accentra, la dà dietro a Gillett, palla in avanti a Reid che cerca ancora l’uno-due con Cox, ancora una volta la nostra punta è bravissimo a smarcare Reid, che entra in area un po’ decentrato e tira non benissimo, proprio tra le accoglienti braccia di Forde.

Prima della pausa, uno degli episodi contestati: Sharp, lanciato brillantemente da un passaggio lungo di Harding, si beve il suo marcatore con un bellissimo sombrero al volo e si dirige in area, Forde esce sulla nostra punta che lo salta facendogli passare il pallone sulla sinistra, e poi casca a terra proprio come se il portiere l’avesse agganciato con una mano. L’arbitro arriva a grandi falcate con la mano tesa, ingannando anche Fray illuso del rigore, ma Mathieson voleva solo indicare la rimessa dal fondo. L’immagine non consente di capire se Forde abbia toccato Sharp o no, per cui non ci resta che fidarci del fischietto, anche perché la caduta di Sharp, un po’ ritardata, desta in effetti qualche sospetto.

Manovra avvolgente del Forest avviata da un bel recupero di Cohen sulla loro tre quarti, la palla arriva sulla sinistra a Harding che la porge a Guedioura tipo dieci iarde dentro la metà campo del Millwall, Adléne si porta in avanti, prende velocità e circa venti iarde fuori dall’area blu scaglia un tiro di collo destro che finisce di poco sopra la traversa.

Comincia il secondo tempo, che non rispetta affatto le timide promesse porte dalla fase finale del primo: è un monologo dei Leoni. Subito all’inizio, Collins anticipa Henderson di testa e mette a lato, al limite della nostra area; mentre indietreggia a prendere posizione, Henderson gli tira una gomitata al petto. Collins non fa alcuna scena, ma protesta contro l’arbitro, che fa cenno di proseguire. Certo, Guedioura è stato buttato fuori spesso per molto meno, ma tant’è.

|

wpid-schermata2012-11-11alle13-16-05-2012-11-4-11-23.png

La gomitata di Henderson. Se l’arbitro l’avesse vista, la partita avrebbe potuto cambiare, ma non è obbligatorio subire tre pere dopo un errore dell’arbitro

|

Una punizione di Reid dalle trenta iarde, centrale e piuttosto telefonata, facilmente controllata da Forde, è il nostro biglietto di commiato alla partita.

Su un pallone spiovente dalle retrovie del Millwall, Collins commette un fallo in elevazione su Wood, a circa trentacinque iarde dalla porta difesa da Camp. Lancio di Henry sulla linea dell’area piccola e incornata vincente di Henderson, libero come i costumi di un consigliere regionale.

Timida reazione del Forest, ma con esiti disastrosi: cross dalla destra di Moloney, respinta della difesa del Millwall, Cohen raccoglie sul limite dell’area, tentativo di tiro subito respinto dall’attento Smith, la palla finisce piuttosto fortunosamente a Henry, spostato sulla fascia destra, proprio sulla linea di centrocampo; l’ala londinese salta facilmente Collins e si dirige verso la nostra area, assistito di Wood sulla sinistra. Henry coagula su di sé la difesa del Forest arrivando al limite dell’area, passa a Wood che converge verso la lunetta e tira battendo nuovamente Camp, anche grazie a una deviazione — probabilmente decisiva — di Collins, disperatamente rientrato a protezione della propria porta.

|
wpid-schermata2012-11-11alle14-13-38-2012-11-4-11-23.png

Situazione di vantaggio per il Millwall: Henry e Wood non si fanno sfuggire l’occasione.

|

Nuovo break del Millwall con il solito straordinario Henry che si invola sulla destra e elude con grande facilità l’opposizione di Collins e Guedioura. Arrivato all’altezza della nostra area la passa in mezzo all’accorrente Keogh, entrato da pochi minuti; Keogh prolunga sulla sua sinistra per Taylor, piazzato dentro la lunetta. Taylor tira, Ward respinge, ma Taylor recupera fraseggiando sulla trequarti con Lowry. Taylor, tornato sulla sua fascia di competenza, quella sinistra, si dirige nuovamente verso la nostra area completamente indisturbato, giunto al limite dell’area crossa comodamente verso la nostra area di porta, Moloney cerca la deviazione ma sporca appena il pallone, e Keogh irrompe battendo di piatto alle spalle di Camp.

|

wpid-schermata2012-11-11alle14-22-27-2012-11-4-11-23.png

Taylor si dirige verso la nostra area prima di assistere Keogh per il 4-1: “Prego, si accomodi, vuole anche il numero di telefono di mia sorella?”

|

Il tempo per Wood di buttare nel cesso un’altra clamorosa occasione ispirata da un’altra azione sulla sinistra di TaylorLowry e da un cross del bravo terzino del Millwall, con un tiro da due iarde calciato addosso a Camp, e l’arbitro fischia la fine del peggior pomeriggio della stagione.

* * *

Momento migliore: non è difficile individuarlo, è il gol di Sharp. Anche perché è l’unico buono.

Momento peggiore: l’infortunio di Majewski, il nostro in form player insieme a Cohen. L’infortunio si rivelerà poi molto grave, si parla di qualche mese di stop.

Hero: nessuno.

Zero: Collins, come sineddoche dell’intera difesa, che è sineddoche dell’intera squadra: l’inutile tackle a Smith in occasione del terzo gol, seguito, nella stessa azione, alla deviazione decisiva alle spalle di Camp è il segno del nostro pomeriggio.

* * *

Forest: Camp, Moloney, Collins (c), Ward, Harding, Gillett (McGugan 77′), Cohen, Majewski (Guedioura 15′), Reid (Blackstock 70′), Sharp, Cox.

NE: Darlow, Tudgay, Coppinger, Lansbury.

Marcatore: Sharp 22′

Ammonito: Harding 3′

Millwall: Forde, Shittu (c), Trotter, Henderson (Keogh 81′), Lowry, Henry, Beevers, Taylor, Abdou, Wood, Smith.

NE: Taylor, Wright, Feeney, Smith, Osborne, Malone.

Marcatori: Trotter 4′, Henderson 60′, Wood 76′, Keogh 85′

Ammonito: Abdou 65′

Arbitro: Scott Mathieson

Spettatori: 24,160 (ospiti: 707)

|

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in stagione 2012-2013

Post per impazienti.

|

Se proprio non ce la fate a aspettare il commento a Nottingham Forest-Cardiff City, vi allego il filmato dei gol e un link alla partita integrale.
|

|
Non fraintendetemi, grandissima prova del sestetto difensivo del Forest (tra Camp, Halford, Harding, Collins, Ayala e Gillett io cercherei, infatti, il migliore in campo), ma sant’uomo di Collins, non ti hanno insegnato ai giardinetti che in area sui cross gli avversari non si marcano da dietro ma più da davanti, in leggero anticipo?
|

Lascia un commento

Archiviato in stagione 2012-2013

And Danny Collins is a red too.

|

Il secondo acquisto della gestione O’ Driscoll è il difensore centrale (ma gioca anche terzino sinistro) dello Stoke City e della Nazionale gallese Daniel Lewis “Danny” Collins, ottimo e esperto giocatore di categoria (ha, infatti, ottenuto già due promozioni in Premier League con il Sunderland, la squadra per la quale vanta il maggior numero di presenze: vinse, infatti, il campionato 2004-05, l’anno del suo arrivo allo Stadio della Luce, e nel 2006-07, sotto Roy Keane, che lo stimava moltissimo. Inoltre, ha parzialmente contribuito alla promozione del West Ham nella scorsa stagione, visto che ha giocato in prestito a Londra dal gennaio del 2012.

|

wpid-danny-collins-001-2012-07-26-09-54.jpg

|

La sua carriera da professionista cominciò in Galles, dove si divideva tra la lega calcistica della Cymru Alliance e quella di cricket delle Wales Minor Counties, mentre la sua carriera calcistica inglese cominciò al vecchio Chester City, la squadra della sua città natale, geograficamente gallese ma calcisticamente inglese, nel dicembre del 2001: proprio nel primo anno in cui i Blues avevano lasciato la Football League per la Conference, dopo un periodo passato nell’élite del calcio inglese durato 69 anni. Collins giocò quattro stagioni per i Seals, aiutandoli a riconquistare la quarta divisione nel 2003-04, campionato durante il quale Danny marcò visita solo in una partita.

Durante il suo soggiorno a Chester giocò anche un breve periodo in prestito al Vauxhall Motors, illuminato da una clamorosa eliminazione del QPR (anche se un QPR certo meno in spolvero di quello attuale) dalla FA Cup 2002-03.

Dopo aver giocato le prime partite in quarta divisione con il Chester City, passò al Sunderland, inizialmente come backup per la difesa titolare: nella sua prima stagione con i Gatti neri, infatti, giocò 17 partite in prima squadra, contribuendo, comunque sia, alla promozione dei biancorossi in PL.

Nel suo primo anno di Premier League, all’inizio fu messo ai margini della prima squadra, a causa dei nuovi acquisti operati, anche in difesa, per la campagna nella massima serie, ma riuscì a riconquistarsi, nel prosieguo di un campionato sfortunato, una presenza più costante tra i titolari: accumulò, alla fine, 23 presenze nella disastrosa campagna del Sunderland, conclusa con soli 15 punti all’attivo.

La stagione 2006-07, di nuovo in Championship, cominciò malissimo per lui: parte della curva cominciò a beccarlo sistematicamente a causa di un suo brutto errore contro il Plymouth Argyle, avvenuto alla terza giornata. Fu, ancora una volta, messo ai margini della squadra; ma con l’arrivo di Roy Keane, il quale, come detto, aveva un debole per il difensore gallese, fu reinserito tra i titolari, marcando 38 presenze nella nuovamente vittoriosa stagione del Sunderland, e fu un regular anche nella successiva stagione nella massima serie.

Anche i suoi rapporti con i tifosi erano tornati a dir poco idilliaci, visto che si aggiudicò il titolo di Giocatore dell’Anno sia per il 2008, sia per il 2009.

All’inizio della stagione 2009-10, dopo aver rinnovato il contratto con il Sunderland, fu ceduto per tre milioni e mezzo di sterline allo Stoke City dietro esplicita richiesta di Pulis, sollevando le ire — che possiamo immaginare funeste — di Roy Keane. Evidentemente, Collins è un giocatore per uomini veri.

Il suo debutto con i Potters, però, non fu dei più fortunati: con lo Stoke City in vantaggio, commise un fallo in area piuttosto sciocco su Ricketts, mandando in fumo la vittoria dei biancorossi. Nel prosieguo della stagione, si alternò con Higginbotham, altra recente conoscenza dei tifosi del City Ground, sia come centrale sia come terzino sinistro, e, nelle prime due stagioni allo Stoke City, fece su una cinquantina di presenze.

Le sue prestazioni — che, evidentemente, non avevano convinto Pulis — e la folta concorrenza nel reparto arretrato dei Potters lo portarono all’esclusione dalla lista dei 25 per la PL del 2011-12, quella appena passata: ebbe, dunque, due periodi in prestito in Championship, il primo con l’Ipswich Town, durante il quale segnò due reti di testa al Forest nella mitica partita giocata al City Ground il 19 novembre scorso; alla fine, i Blues di Portman Road persero per 3-2, grazie alla rimontona causata dai gol di Findley, Lynch e Tudgay che tutti i tifosi Reds che leggeranno queste note immagino ricordino molto bene.

|

wpid-1456498155-2012-07-26-09-54.jpg

Danny Collins festeggia la seconda rete contro il Forest baciando il nome del figlioletto neonato

 

Terminato il prestito di tre mesi all’ITFC, Collins fu girato al West Ham, dove contribuì, con 11 presenze e una rete al Leeds United, alla qualificazione degli Hammers ai play-off, che, però, non poté disputare per fine prestito.

Pare che il nostro Gaffer abbia chiesto approfondite informazioni su Collins a tutti i giocatori nell’intorno del Forest che hanno avuto occasione di giocare con lui: Chris Gunter e Reidy, suoi compagni di Nazionale, e Danny Higginbotham, suo collega-rivale nei Potters, nostro loanee nella seconda parte dello scorso campionato, e pare anche che abbia ricevuto riscontri molto positivi sulla personalità e la capacità di impegno del nostro nuovo acquisto.

O’ Driscoll, commentando l’arrivo di Collins, ha, infatti, dichiarato così al sito della società:
|

Vogliamo giocatori di carattere, e Danny ce l’ha. Vogliamo giocatori che conoscano la Championship, e che siano stati capaci di guadagnarsi la promozione, e Danny lo è stato tre volte.

Sa tutto del viaggio dalla Championship alla Premier League, e questo è importante, ma ha anche tutte le abilità necessarie a compierlo.

Conosco Tony Pulis fin dal mio periodo al Bournemouth, e mi ha dato di Danny referenze splendide. Collins era ansioso di venire qui, e sa che questa, per lui, è una bella sfida.

Quando si sta cercando di mettere insieme una difesa completamente nuova, i due centrali rappresentano come la chiave di volta, e lui ne costituirà certamente un ottimo elemento.

|
Collins arriva con un contratto per tre anni, e direi che, insieme a Adlene, forma una coppia di nuovi arrivi molto soddisfacente.

Un’altra notizia di mercato da poco battuta dalle agenzie: Paul Anderson è andato a titolo gratuito al Bristol City, a partire da oggi. Un in bocca al lupo anche a lui.

5 commenti

Archiviato in stagione 2012-2013, trasferimenti giocatori

Breaking news – 4

|
Abbiamo cominciato a mettere a posto la difesa, che, come ha ricordato il Gaffer stamattina, non è che ci sia bisogno di un grande allenatore per capire che vada rinforzata.

È arrivato, infatti, Danny Collins dallo Stoke City, solido difensore ex Potter, come già si vociferava da ieri e come parzialmente confermato da O’ Driscoll nella conferenza stampa di oggi.

Domani un post su di lui.
|

Lascia un commento

Archiviato in stagione 2012-2013, trasferimenti giocatori

La traduzione della conferenza stampa di Sean O’ Driscoll

|

Oggi, a partire dalle dieci ora britannica, per la prima volta il nuovo allenatore del Nottingham Forest Sean O’Driscoll ha incontrato in una sede ufficiale i giornalisti che si occupano della nostra squadra.

|

Che sorpresa rivederla qui così in fretta!

Davvero. E molto piacevole. E del tutto inaspettata. L’ho detto a tutti quelli che conosco, due club in 27 anni di carriera, e altri due nel giro di due mesi. Da una parte, una bella scossa al mio curriculum, d’altronde l’esperienza che ho vissuto alla fine della scorsa stagione è stata davvero piacevole, e sono felicissimo di essere tornato.

Che cosa ha imparato degli Al Hasawi? Quanto pensa che si impegneranno per la squadra?

Penso che questo sia l’aspetto fondamentale del dibattito intorno a ogni club calcistico, bisogna conoscere bene da un lato qual è la situazione attuale, dall’altro quali sono le risorse che si avranno a disposizione. Gli Al Hasawi sono stati quanto possibile chiari e onesti. Non si può comprare un club di questo livello se non si hanno ambizioni di primo piano, e conoscono benissimo la tradizione di questo club e il posto in cui dovrebbe essere. Sanno bene anche quali sono stati gli errori che hanno fatto altri ricchi proprietari arrivati al calcio inglese, e staranno ben attenti a non ripeterli.

La squadra sembra un po’ scoperta in certi reparti. Avete solo tre giovani difensori, il più vecchio di essi ha 22 anni, avete intenzione di rimpolpare il reparto?

Non c’è bisogno di essere un football manager per vederlo. Certo, non vogliamo nemmeno precipitarci a riempire i vuoti per renderci conto dopo tre mesi di aver compiuto degli errori. Penso che sia cruciale cercare di migliorare la squadra, è un processo importante e è un processo in corso: stiamo parlando con una quantità assurda di persone.

Quanto ha reso più difficile la preparazione della nuova stagione essere stato nominato a estate così inoltrata?

L’aspetto positivo è che conosco già molto bene lo scenario e i giocatori, perché ho passato qui l’ultima parte della scorsa stagione, e questo ha reso tutto un po’ meno difficile. Ma non dobbiamo nasconderci che stiamo combattendo contro il tempo. La stagione comincerà un po’ dopo, e questo ci darà una mano, ma quando si sta cercando di mettere insieme i quattro giocatori del pacchetto difensivo non si tratta solo di trovare dei nomi da mettere sul tabellino, ma di farli funzionare insieme. Siamo perfettamente a conoscenza dal gran numero di aspetti pratici implicati dal metter su una difesa, una volta che si sono presi dei giocatori, e saremmo degli imbecilli se pensassimo di poterlo fare da un giorno all’altro. Mi piace pensare che i giocatori che prenderemo formeranno un gruppo equilibrato, ma non si può mai sapere: certi giocatori giocano meglio con certi altri, fa parte degli aspetti ineliminabili della natura umana. Il primo criterio, quello fondamentale, è di cercare di prendere giocatori fatti di pasta buona. Mentre stiamo guardandoci attorno per cercare giocatori, la prima cosa che dobbiamo chiederci è se sono adatti al nostro tipo di gioco.

Con tutti i discorsi fatti sul cosiddetto “iconic manager”, è stato sorpreso di essere stato scelto?

Sono stato molto più sorpreso quando Steve è stato allontanato. Non sono uno molto attento ai media, e non sapevo questa storia dell’iconic manager. Secondo me, non ha senso correr dietro alle icone. Per quanto mi riguarda, tutte le mie icone sono morte. A ben vedere, questo sì che sarebbe stato un colpo di scena, no? Nominare un manager morto. Quello che posso dire è che è una faccenda che non mi preoccupa, e anche che non mi riguarda.

Abbiamo sentito dire che state per avere un colloquio con Danny Collins.

È vero.

A che punto siete?

Stiamo parlando.

Ha già avuto la possibilità di incontrarlo?

No. Stiamo parlando con un sacco di giocatori. È un club attraente, questo, per i giocatori, per venirci a giocare, e Danny Collins ha una fama di buon giocatore. Penso che stia parlando con uno o due altri club, abbiamo solo buttato il nostro cappello dentro il ring [to throw the hat into the ring, espressione che deriva dalle fiere di paese, quando il modo per sfidare il lottatore o il pugile che si esibiva in questi contesti era proprio, appunto, quello di buttare dentro il ring il proprio cappello], vedremo che cosa vien fuori.

Jermaine Jenas: siete interessati a lui?

Ancora, ci interessano tutti i buoni giocatori disponibili. Lo so che è il luogo comune trito e ritrito che sentirete sempre dai manager in questi casi. Non abbiamo avuto contatti con Jermaine: tutto il resto è pura speculazione.

Siete in grado, lei e la famiglia Hasawi, di offrire a questo club stabilità di gestione nel lungo termine?

La durata media di un manager di Championship è 12 mesi. La stabilità, in un club calcistico è molto più un sogno che una realtà praticabile. Quello che posso dire è che cercherò di mettere su dei processi e una struttura che metta il club in una situazione ottimale per il futuro. Chiunque verrà a prendere il mio posto, troverà le cose messe nel posto in cui devono stare in una squadra di calcio. Si viene giudicati per i risultati, questa è una cosa che non si può cambiare. Quando si cerca di ottenere buoni risultati, conta sempre e soprattutto l’attenzione ai minimi dettagli: si gioca bene se ci si allena bene, se si fanno le cose giuste giorno dopo giorno. Se si possono fare queste cose, si può sperare di ottenere sia i risultati, sia la stabilità.

Si sente di condividere l’entusiasmo dei tifosi?

Penso che ci sia stata una tremenda quantità di incertezza intorno alle sorti del club, e che, in una certa misura, ci sia ancora. Siamo un club in transizione, abbiamo perso un sacco di giocatori, senza che nessuno abbia in questo una colpa specifica: il take-over ha richiesto un sacco di tempo, più di quanto non ci si aspettasse, e questa incertezza ha voluto dire che i giocatori in scadenza hanno lasciato, e che i giocatori in prestito che ci sarebbe piaciuto confermare sono andati da qualche altra parte. Così, penso al fatto che la famiglia Al Hasawi sia entrata in scena, abbia raggiunto un accordo e abbia anche fatto il suo primo ingaggio, un ingaggio che Steve avrebbe voluto fare a tutti i costi — Addy [Guedioura] ha fatto benissimo con noi, alla fine della scorsa stagione. Penso che stiano cercando di mettere insieme cose che entusiasmeranno il pubblico, e potete star certi che il Nottingham Forest sarà una squadra competitiva, nella sua divisione.

|

Certo, non si tratta di una intervista vasta e informale come quella che abbiamo pubblicato qualche giorno fa, ma, certamente, conferma lo strano e gradevole mix tra ironia pungente, disincanto, crudo realismo e rigore che caratterizza il modo di fare del nostro nuovo manager.

La registrazione della conferenza stampa è disponibile sul sito della squadra, nella sezione FreePlayer.

Lascia un commento

Archiviato in stagione 2012-2013, trasferimenti giocatori