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“Got out of jail”: Crystal Palace 1–1 NFFC

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Che cosa si deve pensare quando si tira fuori un punto dalla canna del cesso in cui si è trasformata la peggiore partita della stagione, su un campo di una squadra molto in forma e avendo giocato in dieci per mezz’ora? Di solito, si ondeggia tra il sollievo mostrato da O’ Driscoll alla fine della partita (“È come essere usciti di prigione”) e un po’ di disappunto per una squadra che, partita dopo partita, dimostra la sua (inevitabile) imperfezione: una squadra messa su in tutta fretta, mettendo insieme buoni, quando non ottimi, giocatori, e che ha avuto circa tre settimane meno delle altre per preparare una campagna così impegnativa.

Però, se una squadra decisamente da lavori in corso staziona al settimo posto in classifica (mercoledì, infatti, siamo stati scavalcati da Huddersfield corsara a Sheffield nel derby dello Yorkshire, e siamo usciti dalla zona play-off), e con una media inglese disturbata solo dal pareggio interno con il Birmingham, direi che, ancora, non c’è motivo di preoccuparsi. Inoltre, deve ancora debuttare Henri Lansbury, che potrebbe davvero dare alla squadra quello che ancora le manca, soprattutto quando si trova a dover giocare contro squadre che pressano molto e che impediscono il possesso palla prolungato e il passing game rasoterra caro a O’ Driscoll, e ci costringono a molti errori di passaggio (anche, a dire il vero, molti non forzati) e anche a qualche troppo più che occasionali passaggi lunghi e palle filtranti consegnate al deserto della difesa avversaria.

Però siamo una squadra da lavori in corso con personalità, come già rilevato dopo la partita con il Birmingham City: anche considerando che abbiamo giocato contro una squadra che davanti ha sciupato tutto lo sciupabile, un punto in rimonta ottenuto in dieci mostra un miglioramento caratteriale, rispetto alla scorsa stagione, di cui essere fieri e consolati.
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O’ Driscoll sceglie di cominciare la partita con la stessa formazione con la quale aveva chiuso quella interna contro il Birmingham City:

Camp

Halford — Ayala — Collins

Hutchinson                         —                                 Harding

Gillett

McGugan          —                  Reid

Sharp — Cox

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Davanti il Gaffer sceglie Sharp, anche se Dex, quando è entrato, ha mostrato di avere più condizione di Billy, e di avere una migliore intesa con Cox di quella mostrata dall’ex Southampton.

In mezzo manca Guedioura: evidentemente, O’ Driscoll ha individuato nel gioco dell’Algerino le stesse difficoltà e le stesse incertezze che avevamo segnalato nel commento alla scorsa partita.

Praticamente, visto che Saha e Jonathan Williams, gli esterni del Palace, hanno giocato molto bene e molto alti, Hutch e Harding hanno giocato sempre da terzini veri: fino al 40′, quando è entrato Guedioura per Hutchinson ripristinando il 442, abbiamo giocato con un 532 che ha inaridito il gioco offensivo.

Grande colpo d’occhio del Selhurst Park, con quasi 2.000 tifosi viaggianti nella South London. Forest in maglia light blue, subito in sofferenza per la pressione messa immediatamente in atto da parte dei rossoblù, reduci dall’ottima vittoria al The Valley. Corner battuto corto da Garvan per Saha che triangola e mette il trequartista irlandese sul limite dell’area, duro contrasto con Harding e palla allontanata sulla nostra tre quarti, recuperata in anticipo secco su Sharp da parte di Ward che la allarga di nuovo su Saha liberissimo sulla destra, ottimo cross in mezzo e colpo di testa a botta sicura di Murray dal vertice sinistro dell’area piccola, con Camp impotente a sperare in un clamoroso errore dell’avversario che, per fortuna, si verifica: pallone colpito malissimo che va a ballonzolare sul lato lungo, raccolto e spazzato nella touche della zona centrale da Halford.

Su palla strappata in pressing da McGugan sulla nostra tre quarti Hutchison controlla malissimo e consegna il pallone a Jonathan Williams che dal vertice sinistro dell’area impegna Camp in una non comodissima parata in tuffo sulla sua sinistra.

Dentro la nostra lunetta, Gillett sradica il pallone dai piedi di Murray ben servito in profondità da Saha, e riparte palla al piede fino alla nostra tre quarti: senza buone opzioni di passaggio, tenta il lancio lungo per Sharp, agevolmente anticipato da Delaney che respinge di testa e rilancia Williams sulla sinistra. L’ala sinistra delle Aquile arriva in slalom sul vertice sinistro dell’area di rigore e crossa in mezzo un pallone velenoso che, fortunatamente, non trova all’impatto nessun piede rossoblù, e attraversa innocuo tutta la nostra area di porta. Collins raccoglie, e anche lui lancia lungo per Simon Cox, anche lui anticipato di testa dalla difesa avversaria; Ward e Cox combattono per il possesso palla sulla linea mediana, Ward ha la meglio e la dà a Jedinak nel cerchio centrale del campo, l’Aussie allarga a sinistra per Moxley in avanzamento. Fray nota come il Forest stia perdendo nettamente ogni duello individuale in ogni zona del campo, e ha perfettamente ragione. Moxley offre la palla a Williams, che si accentra e la offre sulla destra a Saha, il Francese si accentra, punta Harding sul limite dell’area, lo sbilancia e, proprio dal limite, tira di collo destro un pallone che finisce alto sulla porta di Camp.

Ancora Jonathan Williams sulle venticinque iarde, passa in mezzo a Dikgacoi che controlla e tira di seconda intenzione dalla lunetta, ancora alto sulla porta di Camp. È evidente, a questo punto, che gli esterni del Palace entrano come vogliono nella nostra tre quarti, e che la zona davanti alla nostra retroguardia sia un deserto indifeso nel quale gli avversari possono piazzare indisturbati l’artiglieria pesante.

Hutchinson avanza a ampie falcate sulla nostra tre quarti e ciabatta un pallone in mezzo: la sfera ballonzola per una decina di iarde e cade facile preda di Garvan, facendo sbuffare di disappunto il di solito serafico Fray: Garvan la offre in avanti a Jedinak, che tira di prima dalle trentacinque iarde, stavolta inquadra lo specchio ma trova alla respinta i pugnazzi protesi di Camp.

Davanti continuiamo a non tenere un pallone che sia uno. Sull’ennesima fifty fifty ball persa dai nostri avanti, retrocediamo fino al limite della nostra area di rigore, ma sempre subendo il pressing delle Aquile: Halford a Ayala, che perde palla sul contrasto di Murray, che arriva sul vertice sinistro della nostra area e tira, ma è disturbato dal recupero di Ayala e il tiro viene fuori debole e innocuo, facile preda di Camp.

Unico pericolo del secondo tempo, una palla colpita in scarsa coordinazione da Sharp su punizione dalla tre quarti di Reid, e finita fuori alla sinistra di Speroni.

Il Gaffer, vista la mala parata e, soprattutto, l’inutilità di avere cinque difensori contro una squadra che gioca con una sola punta, toglie Hutchinson, lievemente infortunato, prima del riposo, e mette dentro Guedioura.

Intervallo: il Player del Crystal Palace, a differenza di quello del Forest, fornisce ampia sintesi della maschilista ma non disprezzabile esibizione delle famose Cheer Leaders degli Aquilotti.

Il secondo tempo si apre con un nuovo corner per il Palace: battuta perfetta di Garvan che trova Dikgacoi sul vertice opposto dell’area piccola, classica palombella di testa d’incontro e palla imparabile sul palo lungo alla sinistra di Camp per il quarto gol stagionale del centrocampista sudafricano.

Vantaggio sacrosanto, e punteggio tutto sommato ancora lussuoso per il Forest.

Andy Reid contrasta Dikgacoi, l’arbitro concede un forse dubbio fallo poco dentro la nostra metà campo, e, a gioco fermo, Guedioura colpisce con un calcio istintivo Jedinak, che forse gli aveva dato una manata in faccia, proprio sotto gli occhi dell’arbitro, che non può fare altro che cacciare dal campo con un rosso diretto (Adlene era già stato ammonito) l’improvvido centrocampista algerino.

Potrebbe essere la fine della partita, invece si rivela una svolta in positivo: come ha detto O’ Driscoll alla fine della partita, “rimanere in dieci ha reso il Palace più prevedibile, mentre ha fornito a noi la scintilla che ci era mancata per tutta la partita e di cui avevamo bisogno”.

Su un nostro timido tentativo offensivo, il Palace riparte in velocità con Saha, lanciato benissimo sulla destra da un’apertura di Murray, Saha arriva sul lato destro della nostra area di rigore e la mette in mezzo al limite della nostra area di porta. Bolasie, appena entrato per l’ottimo ma stremato Williams, non trova l’impatto diretto, cerca il controllo, cincischia un po’ con il pallone e permette il recupero a Harding, che esce con sicurezza palla al piede.

Cominciamo a guadagnare un po’ di spazio e a pressare con più convinzione, e il Palace offende, soprattutto, in contropiede. Bolasie lanciato sulla sinistra si dirige verso la nostra area di rigore puntando Halford, lo supera con uno scarto a sinistra e conclude verso la porta di Camp da poco dentro la nostra area, ma si era allargato troppo e il tiro si perde piuttosto lontano dai legni.

Ultimi cambi per il Forest, con Blackstock che sostituisce uno Sharp ancora fuori condizione, e Majewski che subentra per McGugan.

Halford prende una gran rincorsa per battere una touche sulla destra della loro trequarti, cercando evidentemente l’area avversaria. La trova, ma la difesa rossoblù anticipa Harding salito al colpo di testa. Gillett recupera sulle quaranta iarde, e la rimette in area con un pallonetto di sinistro, respinto alla viva il parroco da Ramage fino al limite della nostra area; Ayala gestisce male il pallone sulla pressione di Murray, lo allontana sporco e Saha lo raccoglie sulla nostra tre quarti, fa qualche passo, e scarica dal limite della lunetta un rasoterra che si perde alla destra di Camp.

Sulla susseguente rimessa di Campo, Blackstock spizza la palla sulla trequarti, serve Cox al limite dell’area di rigore, e avanza per suggerire il triangolo. Cox si destreggia divinamente fra tre avversari, si gira e di esterno destro serve in verticale, tra un nugolo di maglie rossoblù, l’inserimento di Dex, il quale insegue il pallone e, complice la tardiva uscita di Speroni, batte in anticipo il portiere argentino dal limite dell’area di porta. Ottimo il tempismo di Blackstock, al suo primo gol stagionale, ma è davvero divina l’assistenza di Coxie, sempre più fondamentale nel creare e concretizzare occasioni da gol.

Davvero insperato pareggio, con soli nove minuti da giocare.

Gli ultimi spiccioli di partita vedono una grossa occasione per parte, abilmente sventate dai due portieri: una nuova lunghissima rimessa laterale di Halford dalla tre quarti trova Blackstock che, nel traffico da ora di punta nell’area avversaria, spizza di testa verso il palo lungo: Speroni esegue la parata dell’anno, un allungo davvero quello di Gordon Banks sul colpo di testa di Pelé. Il replay di quest’azione copre, nella sintesi, la replica del Palace, con un’altrettanto bella — secondo la radiocronaca — parata di Campo su colpo di testa di Ramage.

Ora ci dirigiamo verso Leeds United per la prima volta dopo il 3-7 dell’anno scorso, senza Guedioura, che avrà un po’ di tempo per recuperare smalto e collocazione tattica che gli consentano di riprendere la forma dell’anno scorso, e con un Lansbury in rampa di lancio che potrebbe non farlo rimpiangere tanto, anche se l’ideale, per allargare il nostro gioco sulla destra, sarebbe il prestito di un giorno di McCleary da Reading.
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Forest: Camp, Halford, Ayala, Collins(c); Hutchinson (Guedioura 40′), McGugan (Majewski 79′), Gillett, Reid, Harding; Cox, Sharp (Blackstock 73′).

NE: Darlow (GK), Moussi, Moloney, Coppinger.

Marcatore: Blackstock 82′

Ammoniti: Halford 29′, Guedioura 55′, Blackstock 75′

Espulso: Guedioura 62′

Crystal Palace: Speroni, Ward, Dikgacoi (Parr 67′), Garvan, Jedinak(c), Zaha, Murray, Williams (Bolasie 56′), Moxey (Moritz 84′), Delaney, Ramage.

NE: Price (GK), Martin, Goodwillie, Wilbraham.

Marcatore: Dikgacoi 50′

Arbitro: Iain Williamson

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“Scarcely deserved”

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Così ha commentato il nostro McGovern il tribolatissimo punto del pareggio marcato da Blackstock su cross di Reid a nove dal termine, quando ormai, sotto di uno e in dieci contro undici (espulso Guedioura), sembrava che la nostra striscia di imbattibilità fosse destinata a fermarsi a Selhurst Park contro un ottimo Palace, nettamente la squadra migliore della serata.

Per il Palace aveva segnato il solito Dikgacoi al 50′, dopo un primo tempo di netto predominio rossoblù.

La squadra si è schierata all’inizio ricalcando lo schieramento finale della partita contro il Birmingham, un 352 con Harding e Hutchinson esterni di centrocampo, ma è tornata al classico rombo poco prima dell’intervallo, con l’ingresso di Guedioura al posto di Hutch: evidentemente il Gaffer era molto scontento della prestazione della squadra.

Rimaniamo sesti, anzi, aumentiamo di un punto il vantaggio sulle inseguitrici, ci confermiamo squadra difficile da battere, ma mettiamo in evidenza i problemi già messi in luce da Birmingham sabato scorso. C’è molto da lavorare, ma il materiale è di ottima qualità.

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The saddest are “it might have been”.

“Di tutte le parole di Uomini e Topi le più tristi sono “avrebbe potuto essere”. Dopo gli ultimi risultati, dopo le prestazioni assolutamente dominanti su campi ostici come Elland Road e Selhurst Park, viene fatto di chiedersi come avrebbe potuto essere la stagione del Forest senza il periodo da incubo di McClaren, con acquisti sbagliati, motivazioni sbagliate, formazioni sbagliate e partite sbagliate, come avrebbe potuto essere non dico con Billy Davies, ma con subito la CotterillO’ Driscoll super blend.

È chiaro, infatti, che il gioco degli ultimi mesi deriva dall’idea di flair and fair football del coach di Wolverhampton, mentre la quadratura della squadra viene dalle acquisizioni intelligenti di quello di Cheltenham: giocatori solidi, motivati e complementari rispetto a quelli già in rosa. Cotterill, va detto, che non è un genio dal punto di vista tattico, è uno di quei cuochi in grado di fare meraviglie con le frattaglie di pollo e il pane del giorno prima: il “miracolo Cheltenham”, di cui fu l’artefice, fu realizzato con budget e salary-cap da fame; e, detto tra noi, la conferma della coppia per l’anno prossimo, quando la situazione finanziaria, probabilmente, non sarà brillantissima, non sarebbe una cattiva idea.

Un’altra cosa: chi legge questo blog sa quanto io apprezzi Raddi Majewski, che ho più volte definito come il nostro miglior centrocampista: è sempre stato penalizzato dal fatto che il Forest raramente si è schiodato dal 442, durante il suo periodo a Nottingham, e lui è di gran lunga troppo leggero per sostenere il ruolo di centrale di centrocampo nel classico schema britannico. Ma con due centrocampisti di peso alle spalle, diventa un ragazzo che in Championship può spaccare davvero le partite. Speriamo che tutti se ne siano resi conto, a questo punto. Ora resta da recuperare McGugan, poi, dopo McCleary e Raddi, Cotterill sarà riuscito nella non disprezzabile impresa di ripescare dal sifone del cesso i nostri tre giocatori più forti.

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Fornisco il tabellino della partita e la classifica, in attesa di un commento più articolato del match una volta che usciranno i contributi filmati sull’iPlayer del Forest.

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Nottingham Forest: Camp, Gunter, Chambers (C), Lynch, Cunningham, McCleary (Wootton 81′), Guedioura, Moussi, Reid (Elokobi 89′), Majewski, Blackstock (Tudgay 87′)

Non entrati: Smith(GK), Higginbotham,

Ammoniti: Guedioura 75′, Wootton 85′

Marcatore: Majewski 53′, 72′, 82′

Crystal Palace: Speroni, Clyne, Wright (Martin 62′), Parr, McCarthy (C), Dikgacoi, Garvan, Scannell (Williams 62′), Zaha, Murray (Easter 76′), Moxey

Non entrati: Price, Ambrose,

Ammoniti: Zaha 74′, McCarthy 75′

Arbitro: Oliver Langford, West Midlands

Spettatori: 14.928

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Pos Team Pld Pts GD
1 Southampton 39 78 37
2 Reading 40 76 24
3 West Ham 40 72 21
4 Birmingham 39 63 21
5 Brighton 40 63 8
6 Middlesbrough 40 63 3
7 Cardiff 40 61 7
8 Blackpool 39 60 10
9 Hull 40 58 2
10 Leeds 40 57 0
11 Watford 40 57 -7
12 Leicester 40 56 7
13 Derby 40 56 -8
14 Ipswich 40 55 -5
15 Crystal Palace 40 54 1
16 Burnley 39 53 7
17 Peterborough 40 47 -4
18 Barnsley 40 46 -16
19 Nott’m Forest 40 43 -15
20 Millwall 40 41 -10
21 Coventry 40 38 -15
22 Bristol City 40 37 -29
23 Portsmouth 40 33 -7
24 Doncaster 40 32 -32

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@ Cristal Palace preview – 31 marzo 2012

Dopo il buon punto interno con il Brighton & HA, una partita stradominata contro una delle squadre più in forma della lega, e l’ottimo punto a Leicester City, dove abbiamo in qualche modo cancellato la vergognosa sconfitta di coppa di febbraio, ci dirigiamo verso Selhurst Park con qualche timida — giustificata dal nostro recente miglioramento — fiducia, anche se una fiducia molto condizionata dalla forza dell’avversario: il nostro Doug Freeman (su di lui qualche parola nella solita sezione degli ex di lusso) ha decisamente risollevato le sorti degli Aquilotti fino a far riannusare loro il certo non ancora incombente ma nemmeno insopportabilmente lontano profumo di play-off (profumo, però, reso forse irraggiungibile dal pareggio con il Doncaster nel turno infrasettimanale).

Inoltre, il Palace è decisamente una squadra casalinga, più efficace tra le mura amiche di quanto non lo sia dopo un viaggio in pullman, e dal 21 gennaio, giorno della sconfitta esterna a Blackpool, a oggi, hanno perso solo una partita, la settimana scorsa a Derby.

Inoltre, come apprendo dal sito della BBC, il Crystal Palace non ha mai perso in casa quest’anno contro una squadra peggio piazzata in classifica.

Insomma, impresa molto difficile ma non impossibile.

Per quanto riguarda gli infortuni, c’è sempre il dubbio McCleary, infortunatosi nella partita contro il Brighton di un infortunio la cui entità appare ancora piuttosto misteriosa: tanto da rendere la sua presenza in campo oggi ancora un mistero, che sarà sciolto solo dopo un’ultima prova in mattinata.

Ma sentiamo che cosa ne dice il nostro Garry Birtles dalla sua colonna odierna sul Nottingham Evening Post, che mi risparmio anche la fatica di continuare a chiacchierare autonomamente in maniera del tutto insensata:

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Continuo a pensare che ci siano tutte le condizioni perché Garath McCleary sarà pronto per giocare per il Forest contro il Palace questo pomeriggio: perché è una partita importante, e perché è stato il nostro giocatore decisivo, ultimamente, finché non si è infortunato all’adduttore.

Di tutti i giocatori del City Ground, McCleary è il solo la cui presenza è indispensabile se vogliamo evitare la retrocessione.

Ha segnato reti importanti per sollevarci a distanza di sicurezza dalla zona retrocessione: non solo l’ormai famosa quaterna contro il Leeds United all’Elland Road, ma ha anche segnato reti vitali contro Watford e Barnsley. Con otto reti in dieci partite, è certamente il giocatore più in forma, e il Forest ha un terribile bisogno di lui in un momento cruciale della sua campagna.

Abbiamo altri giocatori, certamente.

Dexter Blackstock è tornato dopo un anno da un infortunio al ginocchio che ha messo a rischio la sua carriera, e sta recuperando lentamente tutto il suo potenziale offensivo, e c’è Marcus Tudgay, Ishmael Miller e Marlon Harewood, e il boss Cotterill ha molte alternative in attacco.

Ma il nome di McCleary è l’unico, tra tutti, che il gaffer vorrebbe scrivere senza esitazioni sul suo team-sheet di oggi, perché dopo avergli concesso le possibilità che Billy Davies non gli aveva dato, l’ala ha davvero cominciato a brillare.

Sono sicuro che i fisioterapisti del Forest stanno lavorando fino all’ultimo secondo per metterlo in campo.

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Ci sono un sacco di chiacchiere sul futuro di McCleary, e sul fatto che egli potrebbe cambiare squadra, quest’estate.

Sono sicuro che ci sono club della Premier League che lo stanno osservando, a causa del suo stato di forma, e se qualcuno di loro gli offrirà la possibilità di giocare ai vertici del calcio inglese, sono sicuro che sarà difficile… no, impossibile per lui lasciarsi sfuggire l’occasione.

Ma di questo parleremo alla fine della stagione.

Ora, è un giocatore del Forest, e i Reds hanno sette grandi partite da giocare, a cominciare da Selhurst Park. Penso che con altre due vittorie saremo ragionevolmente al sicuro, ma prima le otterremo, meglio sarà.

Senz’altro, saranno tre delle ultime attuali sei a andare giù: Doncaster, Portsmouth e Coventry City sono il trio di coda, attualmente, e il Forest è ventesimo, a cinque punti dalla zona calda, un posto sopra il Bristol City e un posto sotto il Millwall, davanti a noi solo per differenza reti.

I Reds affronteranno il Bristol City al City Ground il prossimo sabato, e non è possibile sottolineare a sufficienza l’importanza di quell’appuntamento. Ma la partita contro il Palace sarà molto più dura di quella contro i Robins, perché le Aquile, allenate dall’ex Forest Dougie Freeman, prima della sconfitta contro Derby County di sabato scorso venivano da un incredibile record di dieci partite di fila senza sconfitte.

Eppure, il Forest può batterli. Scendono a Londra in un ottimo stato di forma.

Imbattuti da tre partite, sono entrati nella condizione giusta proprio al momento ideale della stagione, quando era importante più di ogni altra cosa farlo, e non sto parlando solo del botto di Leeds.

Dopo di quello, il Forest ha ottenuto due ottimi pareggi, contro Brighton e Leicester City: il Brighton & HA sta lottando per la promozione, eppure li abbiamo surclassati al City Ground, e avremmo tranquillamente potuto vincere quella partita.

Quella prestazione ha confermato che i giocatori non hanno perso il loro focus, non sono diventati compiacenti e soddisfatti dopo aver distrutto il Leeds United, e quella prestazione è stata confermata dal pareggio a reti bianche contro il Leicester City di martedì.

Un sacco di persone saranno rimaste deluse dal nulla di fatto di Leicester, ma io, invece, sono stato molto contento del clean sheet, soprattutto perché il Leicester City ha uno dei migliori attacchi della Championship, dopo aver speso parecchie milionate per far atterrare al King Power Jermaine Beckford e David Nugent.

Aver lasciato all’asciutto una coppia simile avrà dato grande consapevolezza dei propri mezzi ai difensori del Forest, prima della partita con il Palace.

I nostri difensori sanno che, se sapranno ripetersi oggi, i Reds potranno rubare una vittoria vitale, e fare un passo grandissimo, se non decisivo, verso la salvezza.

E io spero che lo faranno.

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Detto della nostra preoccupazione principale, dal punto di vista degli infortuni, passiamo alle preoccupazioni del Palace: Freedman ha annunciato che Anthony Gardner (caviglia fatta su nella partita con il Doncaster) e Mile Jedinak (inguine strappato a Derby) staranno fuori per tutta la stagione.

* * *

Tra gli incroci tra le due squadre, citiamo soprattutto, appunto, come detto prima, il fatto che l’attuale manager del Derby, Dougie Freedman, sia stato un ottimo giocatore del Forest, dal 1998 (l’anno del nostro ultimo viaggio, sfortunato, in PL) al 2000, con 70 presenze e 18 reti messe a segno in campionato, e 83 partite con 23 reti totali. Alla fine del 2000 fu venduto proprio al Crystal Palace, per il suo secondo periodo tra le Aquile, dopo quello tra il 1995 e il 1997. Nella partita conclusiva del campionato 2000-01, segnò il gol forse più importante della sua carriera, marcando, a tre minuti dalla fine, la rete che salvò il Palace dalla retrocessione in Terza serie. L’anno successivo fu, però, il suo migliore, con 21 reti messe a segno e una convocazione per la Nazionale scozzese. Il Palace è stata, tutto sommato, la squadra della sua vita, e proprio con le Aquile ha cominciato la sua carriera manageriale, allenando le riserve nel 2007, mentre era ancora un giocatore effettivo del club. Diventò assistant manager al Palace nel 2010, con Paul Hart, e rimase assistente anche con George Burley. Quando Burley è stato esonerato, nel capodanno del 2011, assunse il ruolo di “traghettatore”, come direbbe Moratti: un ruolo che sta, però, svolgendo — in maniera egregia — tutt’ora.

Due curiosità: Freedman è il genero di Ray Clemence, del quale ha sposato la figlia; pur avendo giocato solo una stagione al Barnet, all’inizio della sua carriera professionistica, Freedman è stato il più votato dai tifosi come membro della squadra preferita All Time.

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Precedenti

Vittorie del Forest: 26 (22 league, 1 FA Cup, 3 League Cup)

Vittorie del Palace: 18 (13 league, 2 FA Cup, 3 League Cup)

Pareggi: 15 (12 league, 3 FA Cup)

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Stato di forma:

Forest (8 punti nelle ultime 5 partite)

Leicester 0-0 Forest

Forest 1-1 Brighton

Leeds Utd 3-7 Forest

Derby 1-0 Forest

Forest 3-1 Millwall

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Crystal Palace (6 punti nelle ultime 5 partite)

Palace 1-1 Doncaster

Derby 3-2 Palace

Palace 1-0 Barnsley

Palace 0-0 Hull City

Burnley 1-1 Palace

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