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31 gennaio 2012: Burnley home.

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Si torna a giocare dopo la sosta dovuta al turno di FA Cup, dopo le voci di partenze (Bamford, di cui si è parlato recentemente: pare che il Chelsea abbia fatto un’offerta irrinunciabile, soprattutto per un ragazzo in scadenza di contratto; non andrebbe comunque via a parametro zero, visto che è un Under 24, ma il suo valore sarebbe individuato da un arbitrato terzo, con tutte le incertezze del caso), dopo le partenze vere (Morgan) e gli arrivi (solo Guedioura, per ora, anche se Cotterill — dopo essersi definito “devasted” per la partenza di Westley, evidentemente decisa contro di lui, ha annunciato che si sta sondando il mercato per trovare rinforzi per l’esiguo e non proprio eccelso reparto difensivo) si torna a giocare contro il Burnley, una squadra di metà classifica, anche se molto più vicina ai play-off che alla zona retrocessione, ottima in trasferta (7 vittorie sulle 12 complessive) e in striscia (7 vittorie nelle ultime 11 partite, comprese due trasferte @Boro e @WHUFC, anche se un po’ in rallentamento), e che all’andata ci ha spazzolato con un 5-1 inatteso ma presago del tipo di stagione che ci saremmo trovati a affrontare.

I Clarets sono, dunque, favoriti, ma è una di quelle partite dalle quali bisogna lo stesso cercare di cavare ossigeno per la nostra classifica asfittica, soprattutto per confermare i timidi progressi di voglia e di spirito mostrati dal Forest all’Upton Park nell’ultima di campionato.

Noi avremo un bel problemino da risolvere in difesa: partito Morgan, fuori Chambers per l’ultimo turno di squalifica dopo le tre giornate rimediate per l’espulsione diretta nella partita interna contro i Saints, ci troviamo con Gunter e Lynch; Cunningham e Moloney sono in dubbio per infortunio (molto più il secondo del primo, che dovrebbe giocare), così come Moussi, uno dei possibili sostituti di Morgan nel ruolo di centrale difensivo, insieme al giovanissimo Lascelles, al quale, però, per quanto sia bravo, consegnerei solo con una pistola alla tempia le chiavi della difesa di una squadra sommersa quattro punti sotto la quota salvezza e con una difesa, fin qui, da far rabbrividire un generale belga della seconda guerra mondiale. Non ho idea di chi potrebbe affiancare Lynch in mezzo alla difesa, se non ci sarà Moussi. Il NEP ipotizza che potrebbe partire centrale difensivo addirittura l’ala Garath McCleary. A questo punto, però, io farei giocare Lascelles. Ma stasera vedremo.

Salvo imprevisti, dovrebbero partire titolari sia Adlene Guedioura sia Ishmael Miller, che aveva già provato il campo nella trasferta di Londra dopo un’assenza di otto settimane.

Pochi problemi, invece, per il Burnley, con il portiere titolare Brian Jensen che dovrebbe tornare in panchina dopo un’assenza che dura da settembre per un problema all’inguine e qualche prova tra le riserve, e i soli Martin Paterson e Junior Stanislas indisponibili.

Tra l’altro, si tratta del centesimo confronto tra le due formazioni. Questo lo score:

Vittorie del Forest: 36 (24 League; 2 League Cup)

Vittorie del Burnley: 38 (35 League; 2 League Cup; 1 FA Cup)

Pareggi: 25 (24 League; 1 FA Cup)

Se il Burnley è una macchina da guerra fuori casa, il Forest ha di gran lunga il peggior record della lega, con tre vittorie su 14 partite, e ben cinque sconfitte consecutive.

Che altro. Vabbè, Cotterill è un ex di lusso, dal momento che ha allenato i Clarets per tre stagioni e mezzo, dal 2004 al 2007, in una delle sue prime esperienze manageriali, in una squadra che annovera, tra i superstiti di quel periodo, il solo Brian Jensen.

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Stato di forma:

Burnley (7 punti nelle ultime 5 partite)

Burnley 0-0 Derby County

Boro 0-2 Burnley

Norwich 4-1 Burnley

Leeds U 2-1 Burnley

Burnley 1-0 Hull

* * *

Forest (4 punti nelle ultime 5 partite)

West Ham 2-1 Forest

Leicester 4-0 Forest (FA Cup Replay)

Forest 0-3 Southampton

Forest 0-0 Leicester (Fa Cup)

Ipswich Town 1-3 Forest

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Archiviato in stagione 2011-2012

La ricreazione è finita.

Diciamo brevemente della partita del 1° agosto, l’ultima amichevole prima del campionato, con la sconfitta per 3-2 contro lo Swindon Town, squadra di League One allenata dal nostro vecchio giocatore Danny Wilson (11 presenze per lui nel 1983 in maglia Garibaldi), in un test da un lato non troppo preoccupante, alla luce delle assenze di Paul McKenna, Wes Morgan, Dexter Blackstock, Paul Anderson, Nathan Tyson, Joel Lynch e David McGoldrick, dall’altro inquietante in prospettiva, alla luce del fatto che nessuno di questi giocatori è certo di poter recuperare per l’esordio contro il Burnley dopodomani.

(Nello Swindon ha giocato, e ha vinto il Man Of The Match, un altro ex di lusso, David Prutton, un ottimo centrocampista “box-to-box”, con più di 150 presenze tra i Reds in due periodi tra il 2997 e il 2007).

Si è trattato di una partita in cui il Forest ha denunciato evidenti limiti difensivi, e in cui il rientrante Kelvin Wilson, il cui passaggio al Celtic pare definitivamente sfumato (ipotesi che diverrebbe una certezza se i Bhoys avessero mandato un osservatore a Swindon), ha giocato una gara veramente disastrosa, condita da un grave errore dal quale è nato il primo gol dei Robins, e di una goffa autorete che ha condannato il Forest alla quarta sconfitta in questo non brillantissimo precampionato. Perdere la parte più importante della preparazione, rientrare e giocare a freddo è, comunque sia, difficilissimo: è per questo che pure un rientro frettoloso per la prima di campionato di qualche titolare rimane un’ipotesi cui non guardare con eccessiva speranza.

Un’altra nota negativa riguarda l’impiego di Chris Cohen come terzino sinistro, la soluzione emergenziale preannunciata da Davies anche per la campagna di Championship, nel caso in cui non si fosse risolta la questione dell’esterno difensivo.
Il Gaffer, in un’intervista un po’ piccata, aveva preannunciato l’impiego del centrocampista in difesa, dal momento che aveva dichiarato di non ritenere ancora pronto per la prima squadra Bennett, l’unico terzino sinistro in rosa, reduce da un infortunio di diciotto mesi e destinato a un periodo in prestito nelle serie inferiori per ritrovare il ritmo di gioco.
Ma di ciò poi, nella parte riservata alle buone notizie.
Questo era soprattutto per dire che la prova di Cohen è stata esattamente come ce la si poteva aspettare: buona in fase di spinta, molto mediocre in fase difensiva: ha gravi responsabilità di posizione, infatti, sul primo gol dei Robins, nel corso del quale ha sbagliato nettamente la diagonale difensiva, perdendo completamente il controllo di Pericard in area. Prestiné, fa el tò mesté.

Ottima, invece, la prova di Garath McCleary, autore della doppietta che ha portato il Forest provvisoriamente in vantaggio.

Forest: Camp (Darlow, 78), Gunter (Moloney, 75), Cohen, Chambers, Wilson (Freeman 84), McCleary, Moussi (Gibbons, 78), McGugan (Thornhill, 62), Majewski (Bennett, 71), Earnshaw (Rodney, 65), Adebola (Mullen, 78).
Marcatori: McCleary 21°, 25°.

Swindon: Lucas (Smith, 45), Cuthbert, Rose (Morrison, 69), Douglas (capt), McGovern (Kennedy, 85), Pericard (Timlin, 62), Prutton (O’Brien, 72), Amankwaah, Ball (Bodin, 75), Jean-Francois, Dossevi (Austin, 45).
NE: Thompson, Evans.
Marcatori: Dossevi 8°, 29°, Wilson aut. 67°.

Spettatori: 3,799

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La settimana del Forest è stata, diciamo, movimentata. Billy Davies si è lamentato del mercato, sostenendo l’impossibilità di perseguire obiettivi di promozione senza “da tre a cinque ingaggi stellari”, e lamentando l’esilità della rosa a disposizione; mentre il boss del Forest, Nigel Doughty, immediatamente dopo l’esternazione del Gaffer, ha ribadito la sua fiducia nel tecnico scozzese, confermando il suo sostegno e facendo cenno, anche, all’esistenza di rapporti di amicizia che andrebbero al di là della fredda relazione professionale.

Fatto sta che, in seguito all’esternazione di Davies e della sua denuncia della mancanza di ambizione da parte del board, si è cominciato a vedere qualcosa di concreto: oggi è stato ufficializzato l’arrivo in prestito prolungato del terzino sinistro del Chelsea e della nazionale Under 21 Ryan Bertrand, il “nuovo Ashley Cole” (anche se io sono sempre molto dubbioso nei confronti dei giocatori definiti “il nuovo Tizio e Caio”, Bertrand è forte), a copertura dello strappo più vistoso presente nell’intelaiatura della nostra squadra.
SI tratta di un prestito di sei mesi, proprio come fu quello di Shorey, e speriamo che non se ne ripeta la storia, con il Forest in braghe di tela dopo il mercato di gennaio. Anche se a gennaio dovrebbe rientrare dal prestito un ritemprato Bennett, nutrire dubbi sulla fragilità fisica e sulla capacità dei bravo Julian (uno di quei giocatori che gli inglesi chiamano, felicemente, “no nonsense players”) a occupare stabilmente un posto in rosa a questi livelli non mi pare del tutto insensato.

Bertrand è un acquistone, secondo me, che potrebbe dare alla linea difensiva dei Rossi una qualità complessiva davvero ottima, per la categoria. Gli è stata affidata la maglietta numero 3: speriamo che ne sappia essere degno. Ryan esordirà subito sabato, nella trasferta contro il Burnley.

Inoltre, voci dicono che si stia per chiudere per uno tra Pratley e Whittingham, le eterne volpi della caccia estiva del Forest, se non per tutti e due. Chissà che il “patience game” annunciato dal Forest come tratto distintivo del suo mercato estivo, per strappare prezzi migliori a squadre bisognose di contanti e estenuate dal fallimento di tutte le altre trattative, non porti davvero risultati che fino a qualche giorno fa sembravano irraggiungibili.

Comunque sia, la mia impressione sul fatto che il pessimismo dei tifosi rossi fosse un po’ esagerato, e che il mercato si sarebbe dovuto valutare solo al primo di settembre, comincia a essere forse meno peregrina.

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La partita di sabato sarà durissima. Il “nostro” Brian Laws ha ribadito le ambizioni di promozione del club, confermate da una campagna acquisti di valore (la squadra pare essersi rinforzata, con gli acquisti di Iwelumo dai Wolves, di Lee Grant dallo Wednesday, di Wallace dal Preston e di Marney dallo Hull, mentre, tra i movimenti in uscita rilevanti, è da registrare “solo” quello dell’attaccante Steven Fletcher, lo scozzese di Liverpool, il pezzo pregiato della squadra, partito per i Wolves per una somma “undisclosed”: ma si dice che siano stati parecchi bicci, il record per un giocatore trasferitosi in magia old-goldie), e da un ottimo precampionato, chiusosi sabato scorso con una sconfitta interna per 2-1 contro lo Stoke City.

L’ultima gara tra le due squadre è stato il 5-0 per i Clarets al Turf Moor nel marzo del 2009, nella stagione che portò il Burnley in Premier League, e che vide, soprattutto dopo quella partita, il Forest impegolato mani e piedi nella lotta per non retrocedere: dopo la partita con il Burnley, Davies perse le staffe e, dopo essersi scusato con i tifosi in trasferta e aver definito la sua squadra “disgraceful”, denunciò senza mezzi termini la mancanza di di voglia e di impegno dei suoi, e disse a muso duro quanto fosse inutile lavorare su cose secondarie come schemi e tecnica con dei giocatori del tutto privi dell’elemento fondamentale, la mentalità vincente.
Fu uno dei tanti scossoni del ruvido scozzese che, bisogna riconoscerlo, hanno davvero cambiato la squadra, in un anno e mezzo. Quanto l’abbiano cambiata, ce lo potrà dire solo la partita di sabato.

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