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Molti errori e un grande spirito: NFFC 2–2 Birmingham City

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Nella presentazione al match che abbiamo riportato anche su questo blog, Garry Birtles auspicava che il Birmingham City potesse trovare un City Ground meno morbido e remissivo rispetto a quello sul quale aveva passeggiato, soprattutto nell’ultimo quarto d’ora, l’anno scorso; ma per tre terribili minuti sabato scorso è sembrato di rivedere lo spettro di quel Forest spento e rassegnato che avevamo imparato a conoscere tra le gestioni di McClaren e il primo Cotterill.

Due reti prese a difesa schierata e immobile parevano doverci, infatti, condannare alla prima sconfitta stagionale in campionato e a un brusco ridimensionamento delle nostre pur non ancora gigantesche aspettative, di fronte alla squadra di gran lunga migliore che abbiamo incontrato fino a adesso, Wigan Athletic escluso. E, certo, l’anno scorso il secondo gol dei Blues avrebbe significato la nostra resa incondizionata.

Ma un anno può cambiare davvero tante cose: invece, il Gaffer ha sistemato la squadra dando più peso alle fasce e più fantasia in attacco, e il Forest è ripartito con grande spirito, mettendo finalmente in campo quel passing game fatto di ripartenze in velocità e di rapidi capovolgimenti di fronte del quale O’ Driscoll è maestro. La rimonta è passata attraverso uno strepitoso gol di Cox in doppio controllo volante, e il primo gol di Harding in Garibaldi Red; ma, al di là del punto, preziosissimo, il dato più confortante è stato la capacità del Manager di cambiare volto alla squadra per fronteggiare meglio l’avversario, e la voglia della squadra stessa di cambiare il volto alla partita, Imprese compiute, anche se resta da analizzare la sconcertante prestazione difensiva e i motivi di due gol così sloppy concessi ai ragazzi dell’altro capo delle Midlands.

La formazione iniziale del Forest ricalca quella schierata contro il Charlton Athletic due settimane prima, con la sola eccezione di Sharp schierato al posto dell’acciaccato Cox, infortunatosi nella partita amichevole dell’Eire contro l’Oman.

Camp

Hutchinson — Ayala — Collins — Halford

Gillett

Guedioura — McGugan — Reid

Sharp — Blackstock

Il primo tempo scorre via abbastanza incolore, tanto che anche gli extended highlights del Forest Player danno conto solo della seconda frazione di gioco. Per quanto riguarda la prima parte, le immagini danno conto solo di una punizione di McGugan battuta benissimo, dalla zona Charlton, ma abilmente alzata in angolo da Butland. Le cronache della partita riportate dal sito ufficiale e dai blogger parlano anche di una mezza occasione capitata a Reid, sciupata scegliendo di servire Sharp in cattiva posizione, e, dall’altra parte, di una palla filtrante di Lita per King, sciupata dal simpatico maniaco sessuale su un Camp in provvida uscita.

Certo, contro una squadra veloce, compatta, organizzata e con un ottimo gioco sulle fasce come il Birmingham City, nel primo tempo i Reds non hanno potuto mettere in scena lo stesso scintillante mostrato contro il Charlton Athletic, ma alla mediocrità della prima frazione hanno contribuito la scarsa vena del trio addetto alla costruzione del gioco; Reid, McGugan e, soprattutto, Guedioura: secondo il parere unanime dei commentatori, l’Algerino ha disputato la peggior partita della sua carriera in Rosso.

L’inizio della ripresa, per il Forest, è piuttosto incoraggiante: subito una bella iniziativa di Reid sulla sinistra, conclusa con un cross molto pericoloso sul quale, però, Sharp non riesce a intervenire. Dopo un’ora di gioco — presto, secondo le sue abitudini — O’ Driscoll toglie un Blackstock un po’ spento per inserire il miracolato Cox, per il quale, in settimana, si era temuta addirittura una frattura.

Ma la musica cambia presto: Burke raccoglie una palla nel cerchio centrale del campo, si porta sulla tre quarti piuttosto indisturbato e la allarga sulla sinistra per King; Hutchinson contrasta efficacemente la punta dei Blues, ma il pallone rimpallato viene raccolto da Mullins in sovrapposizione, che dal vertice scarica un tiro potente ma centrale, ben controllato da Camp.

Lita batte una punizia dalla fascia laterale, all’altezza del limite dell’area di rigore, Blackstock respinge bene di testa e Sharp, nel tentativo di recuperare, sul limite dell’area, subisce un fallo da Murphy che lo fa franare sull’arbitro Halsey, ben poco amato al City Ground: questo gesto strappa per l’attaccante dei Saints i primi applausi davvero convinti da parte del pubblico di fede rossa.

Collins esce sulla sua tre quarti per anticipare di testa Lita su uno spiovente proveniente dalle retrovie, ma è una pessima scelta, perché non ci riesce e serve, invece, King, appostato dentro la nostra lunetta. King vede accorrere il neo-entrato Wade Elliot sul vertice sinistro della nostra area e lo serve, Elliott controlla e la restituisce dentro a King, tutto troppo facile; King tira a botta sicura ma coglie il corpo disperatamente proteso di Harding, Mullins si scaraventa sul rimpallo e dal limite dell’area tira al volo una saracca imprendibile che si infila proprio sotto la nostra traversa.

L’ingresso di Redmond all’ala destra mette ulteriormente in difficoltà la nostra squadra: è notorio che la sorta di rombo con il quale giochiamo, molto efficace in fase di possesso palla, è vulnerabile nei confronti di squadre che lavorano molto, e in velocità, sulle fasce laterali.

Murphy trova King sul vertice sinistro della nostra area di rigore con un passaggio di una trentina di iarde, King si volta, la passa indietro a Elliot che fa qualche passo verso la nostra area e scaglia un cross di interno destro verso la nostra area piccola, Ayala respinge di testa verso la nostra trequarti, Reid raccoglie ma, messo sotto pressione da Mullins, trattiene la palla invece di darla via finché il bravissimo interno Blue non riesce a togliergliela con la collaborazione di Redmond, che poi si invola sulla fascia destra saltando come birilli paralitici prima lo stesso Reid in tentativo di recupero, poi Halford, poi entra nella nostra area, e, mentre Collins lo guarda con blando interesse, si guarda intorno, ordina la cena, telefona alla morosa dicendole di accendere la tele perché sta per fare un passaggio decisivo al City Ground, twitta “look me while assisting against #NFFC” dal suo smartphone, e, infine, la passa al limite dell’area a King, più solo e abbandonato al disinteresse generale di Giovanardi al Gay Pride; King prende la mira e con un preciso e inevitabile colpo di biliardo la mette rasoterra a fil di palo alla sinistra di Campo.

Almeno cinque tra cattive scelte, contrasti molli e errori di piazzamento portano, dunque, i Blues in vantaggio di due reti, realizzate in meno di tre minuti, e con meno di venti minuti da giocare: il fantasma dell’anno scorso, come detto, sembra rimaterializzarsi.

Ma questo Forest è fatto di un’altra pasta. McGugan vince un contrasto sulla nostra tre quarti, la dà via malamente consentendo al Birmingham un rapido recupero, i Blues si riportano in avanti ma McGugie non ci sta, e va nuovamente al contrasto su Lita, poco fuori la nostra area di rigore; il nostro 10 riconquista il pallone, se lo porta avanti con slancio possente lungo l’out destro, arriva poco dopo la linea di metà campo, sbilancia con una finta un paio di avversari, alza la testa, vede Cox e lo lancia con grande precisione, ma sembra un pallone con il quale è difficile fare qualcosa di buono; Coxie si getta all’inseguimento del lancio che spiove all’altezza del dischetto, controlla meravigliosamente lo spiovente con l’esterno destro, al volo, portandosi in avanti il pallone di un paio di iarde, e lo colpisce, sempre al volo, ancora di esterno destro, battendo imparabilmente Butland più o meno dal limite dell’area piccola. Gol davvero meraviglioso, che riaccende di entusiasmo la Trent End; Cox raccoglie il pallone dal sacco e lo porta di tutta fretta verso il centrocampo, mostrando la voglia dei Reds di lottare ancora per il risultato.

Il gol spinge O’ Driscoll a modificare totalmente la squadra alla ricerca del pareggio: esce uno spento Guedioura per Harding, un cambio apparentemente inspiegabile, visto che entra un terzino per un centrocampista, ma che consente di riorganizzare la squadra schierandosi a tre dietro e alzando di molto l’azione dei laterali: questo riassetto garantisce allo stesso tempo più copertura dietro e più spinta sulle fasce:

Camp

Ayala — Collins — Halford

Hutchinson                         —                                 Harding

Gillett

McGugan          —                  Reid

Sharp — Cox

L’azione si sviluppa sulla nostra linea difensiva, da sinistra a destra, palla a Gillett che la restituisce indietro a Collins, che lancia lungo e preciso per Billy Sharp sul vertice sinistro dell’area di rigore; Sharp controlla, pur pressato da due avversari, ma è costretto a allargarsi verso la bandierina. Riesce in qualche modo a girarsi e a darla dietro a Reid, anche lui sotto pressione, Reidy si gira molto bene, retrocede qualche metro e la mette in mezzo, sulla tre quarti, per l’accorrente McGugan, che di volo tira un paio di metri alla sinistra della porta dei Blues; però ci siamo!

Ripartiamo di nuovo dalla nostra metà campo, Halford riceve sulla linea mediana e scende di corsa verso la loro tre quarti, arriva quasi al vertice destro dell’area e crossa morbido in area, Ibañez spizza appena il pallone che, però, arriva sul piede di Harding che con un possente sinistro, appena deviato

dallo stesso difensore spagnolo, si insacca imprendibile alla destra di Butland.

Ci sarebbero anche tempo e occasioni per completare il clamoroso come-back, entra Majewski per Gillett e si piazza dietro le punte, dando ancora più peso offensivo alla squadra. Majewski tocca il suo primo pallone lanciato sulla linea di fondo da un bel passaggio di Hutchinson, ma Radi scivola al momento del tocco decisivo in mezzo e consegna una palla innocua a Butland, peccato perché Cox, Sharp e Harding stazionavano, piuttosto liberi, in mezzo all’area di rigore.

Majewski controlla sul vertice sinistro della loro area un bello spiovente dalla destra, si gira, la dà dietro a Reid che crossa di prima un pallone preciso sul quale sale a incornare dalle sei iarde Billy Sharp in mezzo a due avversari, ma non può colpire come desidera e la prende un po’ sotto, alzando la sfera non di molto sopra la traversa Blue. Vedendola al rallentatore, però, in effetti, forse Sharpie avrebbe potuto fare qualcosa di più con quel pallone. Fine, e Forest che riesce a proteggere il record di imbattibilità dall’assalto dei ragazzi delle West Midlands, prima del doppio, difficile trip a Crystal Palace e a Leeds Utd, due campi sui quali l’anno scorso segnammo dieci reti in tutto, ma che, anche per questo, ci aspetteranno sul piede di guerra.

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Due notazioni tattiche:

  • La prima, è l’efficacia con la quale abbiamo giocato da quando siamo passati a tre dietro e abbiamo alzato i due terzini. Potrebbe essere una scelta da praticare più spesso, soprattutto contro squadre abili a giocare sulle fasce come lo è stata il Birmingham City.
  • La seconda è la difficoltà, sempre più evidente, con la quale Guedioura gioca nel centrocampo a tre, spostato sulla centrodestra. Tanto l’algerino era stato efficace l’anno scorso, perno di centrocampo nel 4231 con il quale il Forest aveva chiuso la stagione, e tanto era a suo agio negli spazi aperti da Reid e McCleary, tanto appare meno decisivo come interno destro nel rombo di quest’anno (quello di interno di centrocampo nel rombo è un ruolo difficilissimo, e Reid, più abile a sfruttare gli spazi e a accentrarsi o allargarsi alla bisogna, pare molto più a suo agio di Adlene in questo nuovo compito tattico). Bisogna ricordarsi che dietro a Guedioura ci sono Coppinger e Lansbury che scalpitano, e che potrebbero dimostrarsi più adatti di lui al ruolo di interno; difficilmente, infatti, O’ Driscoll rinuncerà alla doppia punta per tornare al 4231, avendo a disposizione tre attaccanti di ottimo valore. Vedremo come il nostro Gaffer riuscirà a risolvere questo problema tattico, restituendo a Guedioura la sua efficacia e permettendogli di coesistere con l’ormai apparentemente indispensabile Gillett.

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Forest: Camp, Hutchinson, Ayala, Collins(c), Halford, Guedioura (Harding 74′), Gillett (Majewski 81′), McGugan, Reid, Sharp, Blackstock (Cox 60′).

Non entrati: Darlow, Moussi, Moloney, Coppinger.

Ammoniti: Ayala 22′, Hutchinson 54′, Collins 75′, Cox 88′

Marcatori: Cox 73′, Harding 86′

Birmingham: Butland, Murphy, Caldwell(c), Ibanez, Burke (Redmond 70′), Mullins, King, Lovenkrands (Elliott 50′), Spector, Caddis, Lita (Fahey 79′).

Non entrati: Doyle (GK), Davies, Morrison, Zigic.

Marcatori: Mullins 69′, King 71′

Arbitro: Mark Halsey

Spettatori: 22.738 (di cui ospiti: 2.021)

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“Troppe cattive decisioni” e una bella scoperta.

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Un primo tempo un po’ sciupone, un uno-due dei Blues in due minuti, a metà del secondo tempo, che avrebbe steso un toro, e una grande reazione di orgoglio del Forest, con la rimonta propiziata dai panchinari entrati nel secondo tempo, Cox e Harding.

Un ottimo punto, a mio avviso, e una bella notizia: oggi, prima della partita, pensavo che la prova interna con il Birmingham City ci avrebbe potuto dire molte cose sulla nostra squadra, e un paio ce le ha dette davvero: la prima è che il Forest è tutt’altro che una macchina rodata e collaudata, e che è piena di imperfezioni, come ha detto anche il nostro Gaffer alla fine della partita, con la frase riportata nel titolo di questo post.

La seconda è che abbiamo una squadra moralmente e caratterialmente solida, che non si smonta nemmeno con un cacciavite. I due gol subiti in due minuti non ci hanno demoralizzato, ma ci hanno dato più impeto e convinzione.

il gioco e la solidità difensiva a una squadra un bravo allenatore la può dare con il lavoro, e il nostro è davvero un bravo allenatore; lo spirito, il coraggio e la determinazione, invece, sono qualità innate che un allenatore non può infondere se non in minima parte: molto meglio, dunque, aver scoperto di avere una squadra palluta che aver visto di avere una squadra tecnicamente e tatticamente già pronta ma povera di spirito.

La cosa migliore, però, è quello che la nostra squadra stessa ha imparato di sé: rimontare così piuò dare grande fiducia nei propri mezzi, e rendere più sicuri i giocatori sulle loro capacità individuali e su quelle dei propri compagni. Nel complesso, direi che si è trattato di una partita ancora una volta positiva.

Il commento più articolato, come al solito, con l’uscita degli highligth sul Forest Player. Intanto, finché i pulotti di Youtube non lo tolgono, guardatevi bene il gol di Cox, pura classe.

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L’ultima del Birmingham City al City Ground fu una svolta epocale.

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Garry Birtles presenta la partita sulle pagine del Nottingham Evening Post ricordando le drammatiche circostanze che seguirono, l’anno scorso, la visita dei Blues sul lungo Trent. Diamo conto delle sue considerazioni, per parlare della partita di questo pomeriggio.

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il lavoro di McClaren come manager del Forest era finito, e Nigel Doughty non solo si era dimesso da presidente, ma aveva anche messo in vendita il club.

Meno di un anno dopo, il ritorno dei Blues a Nottingham non avrebbe potuto trovare uno scenario più diverso.

Ora sono i Blues la squadra la cui situazione finanziaria e la cui proprietà sono in discussione. Mentre il Forest (e anche il Notts County, a proposito, ma ne parleremo dopo) stanno volando alto, sempre più verso la parte giusta della classifica. Non potrei giurare sul fatto che i ragazzi di O’ Driscoll vinceranno, questo pomeriggio, anche se ho il sospetto che lo faranno, visto come hanno giocato per tutta la stagione.

Ma posso dire con assoluta certezza che rappresenteranno per il Birmingham City un test molto più duro di quanto non lo furono nel 2011, perché le cose, ora, sono molto differenti. La scorsa stagione, quando Dexter Blackstock si infortunò, il Forest si trovò senza un attaccante concreto e regolare con il quale sostituirlo; sono sempre stato un grande fan di Marcus Tudgay, per la sua onestà, il suo spirito e il suo impegno, e per il suo essere un solido attaccante da Championship, ma non è e non è mai stato un uomo da 20 reti l’anno.

Ora, il Forest va verso la partita con Cox, nuovo arrivo estivo, reduce da un leggero infortunio subito con l’Irlanda, potrebbe farcela per la panchina, ma, certo, non per la partita. Però, quest’anno, il suo infortunio non costituisce affatto un problema: anche se è un giocatore straordinario, per questo livello, il Forest ne ha un altro altrettanto forte in rampa di lancio, per riempire quello slot. È questa la differenza fondamentale, quest’anno.

O’ Driscoll ha introdotto un gioco fluido, scorrente, divertente, ma anche una squadra con una panchina profonda. Il manager in settimana ha dichiarato che il mercato del Forest è stato fatto tutto in estate, anche se l’apertura del mercato dei prestiti renderebbe possibile qualche altro arrivo. Personalmente, avrei gradito l’arrivo di un centrale di esperienza in più, giusto per avere maggiore copertura dietro. Ma il Forest può sempre provvedere in futuro, nel caso di infortuni o di gravi squalifiche.

Nel frattempo, se Cox non è in grado di giocare, il Forest ha Billy Sharp come rincalzo. Non ci sono molti club in Championship che possono schierare un giocatore di questo calibro in caso di emergenza; inoltre, le sue dichiarazioni di questa settimana mi hanno riempito di ammirazione e di entusiasmo. Se siete miei lettori, sapete quanto poco mi piacciano i giocatori contenti di stare in panca o in tribuna, di non fare nulla in cambio dello stipendio: e Sharp ha detto che ha lasciato Southampton proprio perché non voleva ridursi a questo.

È stato sorpreso di vedere che si Saints sarebbe stato un rincalzo relegato nella periferia della rosa, e questo, a dire il vero, ha sorpreso anche me, alla luce delle sue qualità di attaccante naturale.

Vabbè, Southampton loss, Forest gain, come si dice, con Billy a Nottingham, in prestito, per tutta la stagione: con Cox, Tudgay e Dex Blackstock in squadra, certo la squadra di O’ Driscoll non avrà problemi di penuria in attacco, questa stagione.

Il Birmingham ha cominciato la campagna come una delle squadre favorite per la promozione. Ma, a mio avviso, con gli acquisti fatti durante l’estate, il Forest ha una possibilità migliore di assicurarsi un posto per la Premier League: una cosa che nessuno di noi avrebbe pensato, un anno fa.

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L’inerzia conta un sacco, nel football, e, dopo aver mancato un posto nei play-off per un niente l’anno scorso, non sono sorpreso di vedere il Notts County volare alto anche quest’anno. La stagione è lunghissima, ma penso di non sbagliarmi a pensare che le Gazze ci mostreranno di essere in grado di affrontare la sfida per la promozione. Alcuni furono critici nei confronti degli ingaggi fatti da Keith Curle durante l’estate, ma i fatti gli stanno dando ragione.

È bello vedere il Notts proprio in cima alla classifica, prima del loro viaggio a Oldham di oggi; e non facciamoci scoraggiare se oggi la abbandoneranno, perché l’obiettivo di un posto tra le prime sei sarebbe davvero straordinario, e lo stesso potrebbe bastare per dare alla squadra la possibilità di assaggiare il football della Championship. Se continueranno a vincere spesso in casa, e a fare punti fuori, ce la faranno.

Non sarebbe bellissimo un finale di stagione con una doppia promozione a Nottingham? Incrociamo le dita!

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Archiviato in garry birtles column, stagione 2012-2013

Dexter.

Allora, la prudente sfiducia con la quale mi ero accostato alla partita è stata smentita dai fatti. La sfiducia era giustificata, secondo me, dalla partita con il Coventry, davvero convincente solo nella seconda metà del secondo tempo, e modesta in tutto il resto del tempo. E il Coventry è la squadra più debole del campionato, in trasferta! Sabato, invece, si trattava di far visita alla squadra più forte del campionato in casa, e, insomma, il calcio non sarà matematica ma non è nemmeno musica dodecafonica o espressionismo astratto: una sua certa logica interna, nello sviluppo dei risultati, tende a conservarla.

Sabato Cotterill ha deciso di partire con lo stesso schieramento che aveva chiuso la partita contro il Coventry: il 442 classico britannico, senza tanti fronzoli, con destri sulla fascia destra e sinistri sulla fascia sinistra, costruito riportando Gunter sulla linea difensiva e affidando a Macca e a Reid la gestione delle fasce offensive, e con un centrale di centrocampo difensivo e uno addetto alla costruzione del gioco: la sempre più convincente coppia francese, Moussi the ball-winner e “Pep” Guedioura the ball-monger, i nostri personalissimi e più modesti Vieira e Petit, autori di una partita di grande spessore.

Ho molto criticato il nostro allenatore, ultimamente, e non è che io abbia cambiato idea, ma va detto che i nuovi acquisti gli hanno, finalmente, consentito di metter giù quella squadra rocciosa e equilibrata che, evidentemente, costituisce il suo habitat manageriale ideale.

Ma la vera differenza, rispetto alle sterili e inutili tante partite dei mesi scorsi, oltre alla ritrovata fiducia trasmessa dal coast to coast di McCleary di sabato scorso (uno di quegli episodi che davvero possono cambiare la stagione, secondo la misteriosa meccanica che, nel calcio, aggancia l’inizio e la fine dei cicli positivi e negativi a eventi apparentemente marginali, ma che qualsiasi tifoso, a posteriori, è in grado di individuare), l’ha fatta avere uno che la butta dentro con allegria là davanti.

Il sospetto che Blackstock fosse l’unico attaccante degno di questo nome in rosa ce l’avevamo un po’ tutti, e Dex ha tolto ogni dubbio in proposito con la prima grande partita dal suo rientro dopo l’agghiacciante infortunio al ginocchio di un anno fa.

Il suo compagno di reparto, Tudgay, per l’occasione, è stato molto volenteroso e presente fisicamente sulla tre quarti avversaria, ma del tutto innocuo in fase di conclusione. Dico la verità, io proverei questo schieramento con McGugan un po’ dietro Blackstock, giusto per vedere se la ritrovata forma riesce a valorizzare il nostro talento più cristallino, ma va detto che nessuno mai mi pagherebbe per fare il manager di una squadra di calcio, per cui siete naturalmente liberissimi di stampare questa mia opinione e di usarla per incartarci le frattaglie di pollo che date al gatto.

Camp

Gunter – Chambers – Higginbotham – Elokobi

McCleary – Moussi – Guedioura – Reid

Tudgay – Blackstock

Vediamo la lunga sintesi pubblicata sul Forest Player.

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Dopo una lunga fase interlocutoria, durante la quale i Royal Blues cominciano a saggiare senza molta decisione la nostra difesa, noi dimostriamo molta decisione nei contrasti, e la doppia linea messa da Cotterill davanti alla nostra area funziona benissimo in fase di filtro.

Blackstock riesce a recuperare di forza una bella palla dal loro palleggio sulla loro tre quarti, la scarica indietro al Moose, che retrocede ulteriormente l’azione mettendo in azione Gunter sulla fascia destra della nostra tre quarti, Gunter sciabola un lancio lungo che Blackstock smorza di testa dieci yarde fuori dal vertice sinistro del loro box, e la difesa del Birmingham libera in out. Guntie accorre alla battuta, duetta con McCleary che lo lancia in un buco sulla fascia della loro difesa nel quale sarei passato anch’io con una scopa in bocca, il terzino gallese arriva al cross sul quale Tudgay cerca goffamente di intervenire, prima di farsi anticipare dalla difesa blu; la quale, però, si produce in un very bad clearing, e offre la palla a McCleary appena fuori dall’area. La nostra ala strozza un tiro-corss che si perde innocuo alla destra della porta di Myhill, ma sul quale Blackstock, con un po’ più di prontezza, sarebbe potuto intervenire in maniera pericolosissima. La sensazione è che Marcus e Garath avrebbero potuto fare di più dei loro palloni, ma non vorrei cominciare a essere troppo esigente. Bellissimo, soprattutto, lo scambio in velocità tra Guntie e Macca che ha liberato il terzino al cross.

I Blues ricominciano a macinare senza moltissima convinzione, ma il filtro di centrocampo dei True Reds funziona benissimo. Moussi recupera un altro pallone dentro il cerchio centrale e lo trasferisce a Guedioura, Guedi per Reid, Reid per Moussi in avanzamento, tutto di prima. Grande Alce Nero dalle venticinque iarde si fa prendere da un attacco di megalomania e scocca un tiraccio che, però, grazie alla deviazione di un difensore blu diventa piuttosto pericoloso, perché coglie l’estremo difensore avversario già in appoggio sul piede sbagliato: Myhill recupera ma è costretto a smanacciare, perde la palla, ma l’area del Birmingham è più deforestizzata di un parcheggio Esselunga di Quarto Oggiaro, e la difesa dei Blues riesce a recuperare.

Il Birmingham continua a non convincere e a non riuscire a superare la doppia linea a quattro messa da Cotterill a protezione di Camp. Altra palla persa da loro, in confuso fraseggio, sulla nostra tre quarti, Gunter rinvia a occhi chiusi lungo l’out destro, Caldwell cicca clamorosamente l’intervento di chiusura e la palla sfila verso il lanciatissimo Tudgay; il nostro centravantone, sempre un po’ macchinoso, perde il tempo per entrare in area, e scarica dietro verso l’accorrente McCleary; l’ala fa quello che dovrebbero fare le ali: punta il terzino, e trova il tempo e lo spazio giusto per crossare teso al limite dell’area di porta, dove Blackstock anticipa il suo marcatore per infilare a fil di palo il portiere gallese del Birmingham. È la sua prima marcatura dal rientro dall’infortunio. Ottima azione, precisa, pulita, epitome dell’andamento della partita: Forest puntuale e efficace nel recupero e veloce nel contropiede, Birmingham un po’ impacciato davanti e impreciso dietro.

Rinvio di Camp, Tudgay recupera il pallone sulla tre quarti e lo scarica dietro a Guedé, duetto con Moussi, palla a Reid sulla tre quarti blu, dopo tre o quattro passi il nostro tuttosinistro scaglia dalle 25 iarde un tiro a giro sul palo lungo che però esce di un paio di metri sopra e a lato della porta di Myhill.

McGovern sottolinea la ritrovata fiducia in sé della squadra, io l’incredibile facilità con la quale teniamo lontani i Blues dalla porta di Camp.

Ma, naturalmente, il difficile deve ancora venire.

Un nuovo recupero della difesa del Forest lancia McCleary sulla fascia, si beve un paio di giocatori del Birmingham (davvero in forma spaziale Macca in questo periodo), offre la palla a Reid sulle 25 iarde, Andy accenna al tiro, poi scarica dietro a Guedioura che invece scocca senza esitazioni un destro da fermo che si perde di poco a lato del palo destro della porta difesa da Myhill.

Il primo tempo finisce con un risultato insperato e consegnandoci un risultato e, soprattutto, un andamento francamente incredibile alla vigilia.

Il secondo tempo comincia allo stesso modo, con un Forest volitivo e un Birmingham quasi timoroso. Dopo un insistito palleggio a centrocampo, Guedioura percuote la fascia destra dei Blues, vince di forza un paio di contrasti prima di perdere palla all’altezza del limite del box blu, ma Chambers raccoglie la palla quasi come in seconda fase rugbystica, la propone a Gunter che la accentra per Guedioura, bel cross di prima dentro la lunetta, Tudgay riesce a anticipare di petto Spector, si porta la palla dentro, ma Spector in disperato recupero gli toglie la palla dal piede da dietro, prima che Marcus riesca a tirare da ottima posizione.

Il primo vero pericolo per la porta rossa viene da un lancio insensato proveniente dalle retrovie blu, che però nessuno riesce a controllare, e che finisce ballonzolando ben dentro la nostra area, dove il solitario King, appena fuori dall’area di porta, potrebbe farci davvero quello che vuole. Tra tutte le possibilità, sceglie la peggiore: cerca di appoggiare di tocco in rete, ma incoccia nella disperata e brillantissima uscita di Camp, deviazione e palla in corner.

Mutch alla battuta dell’angolo, head-tennis nell’area rossa e alla fine Chambers, sulla linea della porta incustodita, riesce a deviare in angolo un pallone colpito di testa da King che aveva anticipato Camp, questa volta non impeccabile in uscita.

L’intensità del nostro gioco cala, e non riusciamo più a ripartire come prima. Usciamo da una fase di pressione blu, Guedioura porta la palla verso la metà campo ma si fa recuperare come un bambino di due anni dall’inferocito Davies, che la consegna a Mutch che a sua volta dall’interno del cerchio centrale sventaglia verso la nostra area. Elokobi è in area, in netto anticipo su King, ma invece di controllare lo spiovente di fisico e di accompagnarlo sul fondo, il nostro Colosso si fa prendere il tempo dal nove blu, che dal fondo la rimette dentro per Burke al limite destro della nostra area: Burke si beve Reid — non proprio il giocatore che un tifoso si augura di ritrovare come ultimo baluardo difensivo della sua squadra al novantesimo di una finale di coppa sullo 0-0 — e infila Camp con un bel tiro di sinistro tagliato a rientare sul lato lungo. Pareggio, e l’impressione che davvero Elokobi avrebbe potuto fare molto di più per contrastare King.

La cosa bella è che il Forest non si sfalda. Due settimane fa, dopo il pareggio dei Blues ci saremmo squagliati, invece oggi cerchiamo di reagire immediatamente.

Un traversone di Reid viene respinto fuori dall’area blu, affannosamente, da Murphy, ma Gunter riesce a recuperare il pallone nel traffico della tre quarti del Birmingham, lo offre a McCleary appena fuori dal vertice destro del box avversario, Macca la crossa dentro con l’ineffabile semplicità dei grandi e Blackstock fa davvero un numerillo alla Van Basten, prima mettendo a terra di destro un pallone teso che gli arrivava a altezza spalla, poi infilando di sinistro lo stupefatto Myhill proprio nel sette lungo. Controllo davvero fenomenale, gran tiro, e Forest di nuovo in vantaggio, con mezz’ora da giocare!

Ora però comincia la vera sofferenza.

La palla arriva sul limite dell’area a King, che riesce a girarsi con troppa facilità e a concludere di forza ma centrale; Camp respinge ma non trattiene, Elokobi stavolta pulisce l’area con l’autorità di un’impresa di pulizie zurighese.

Fahey sfugge a Guedioura sulla fascia, centra nella nostra area praticamente dal corner, Davies controlla e la rimette in mezzo dal dal bordo corto opposto del box, King controlla di petto e la offre dietro al rimorchio del neo entrato Redmond, che raccoglie appena fuori dalla lunetta e tira di prima, appena alla sinistra della porta di Camp.

C’è il tempo per una sortita: McCleary e Gunter lavorano un pallone sporco e difficile sulla fascia, il terzino lo offre a Moussi che dalle 25 iarde, spostato sulla destra della porta di Myhill, sfiora il palo e colpisce l’esterno della rete, dando ai tifosi del Forest assiepati dalla parte opposta della porta la netta illusione del gol.

A due minuti dalla fine, palla lavorata da Murphy a centrocampo offerta a Mutch sul loro off sinistro, poi dietro a Caldwell ancora nel cerchio di centrocampo, Caldwell la offre a Spector, che avanza indisturbato fino alla tre quarti della sinistra del nostro schieramento e mette un pallonazzo a occhi chiusi con su scritto a lettere cubitali “porca vacca, ultimo minuto e sto perdendo in casa contro degli zozzoni”, Wootton, appena entrato, lo respinge di testa come può, probabilmente, ma troppo corto, palla arpionata sul limite da Fahey, che evita Blackstock e dal vertice destro dell’area del Forest, la stessa zona da cui ha segnato Burke, tira un analogo pallone a rientrare di interno sinistro che colpisce la parte bassa della traversa di Camp e miracolosamente torna giù dalla parte giusta della linea di porta; Huseklepp raccoglie di testa il rimbalzo e offre di sponda un pallone invitantissimo a Davies, che tira a colpo sicuro di interno sinistro dal dischetto, ma Camp, buttatosi in anticipo rispetto al tiro con quell’istinto non spiegabile e non insegnabile che anima a volte i buoni portieri, riesce a deviare, davvero miracolosamente, fuori.

Ma non è finita: azione insistita sulla fascia destra di Burke, cross in mezzo, deviazione di Mutch sul palo corto e palla che esce beffardamente sull’altro palo.

Stavolta è finita, ma injury time davvero di grande sofferenza per il Forest.

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Elokobi: “Sono 1,75 per 90 chili, ma, giuro, non sono grasso…”

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Le nostre concorrenti dirette hanno fatto registrare risultati altalenanti: Coventry City e Millwall vittoriose, la prima in casa con il Burnley e la seconda fuori con il Barnsley, la nostra prossima avversaria (buona notizia, in fondo, no?); il Bristol City, come già detto, sconfitto in casa dai Tangerines, e Doncaster e Pompey bloccate entrambe in un pareggio interno, da Peterborough e Leeds United. Insomma, se si fanno punti la classifica la si sale in fretta, perché, per quanto sia equilibrata la Championship, non è che dietro in classifica si viaggi proprio in Pendolino.

Nottingham Forest: Camp, Gunter, Chambers (C), Higginbotham (Lynch 23′), Elokobi, Moussi, Guedioura, McCleary (Anderson 86′), Reid (Wootton 90+1′), Tudgay, Blackstock

Non entrati: Smith (GK), McGugan,

Ammoniti: Chambers 87′

Marcatore: Blackstock 29′, 63′

Birmingham: Myhill, Murphy, Caldwell, Davies, Spector, Townsend (Redmond 82′), Burke, Fahey, Mutch, King, Zigic (Huseklep 68′)

Non entrati: Doyle, Ibanez, Gomis

Marcatore: Burke 55′

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Birmingham City 1-2 Nottingham Forest

Grandissima vittoria sul campo dell’unica squadra imbattuta in casa della Lega.

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@ Birmingham City FC preview – 24 febbraio 2012 h 16

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Il viaggio attraverso le Midlands verso il St Andrews non comincia sotto i migliori auspici, visto che il Forest deve fare i conti con altri infortuni, che si aggiungono a quelli di Moloney, Derbyshire, Harewood, Miller e Cohen: anche Majewski e McGoldrick, nel corso della settimana, hanno dovuto abbandonare il pallone e ripiegare sulla canfora. Sarebbe pronto, invece, Greg Cunningham, ma penso che sia difficile, per lui, anche nelle migliori condizioni, scalzare dalla nostra zona difensiva sinistra il colosso Elokobi.

Il compito, per i Reds, sarà comunque sia arduo. Faccio fatica a immaginare un luogo più difficile del St Andrews per proseguire il nostro problematico rilancio, anche se la combinazione tra la vittoria e l’uscita temporanea dalla zona retrocessione potrebbe aver dato un po’ più di convinzione alle esangui fila rosse: il Birmingham è imbattuto da quindici partite, è imbattuto in casa (unica squadra della lega), non ha mai perso nel 2012 e, smaltita la sbornia europea, ha posto decisamente come obiettivo della propria campagna il ritorno immediato in PL, senza passare per il bizzoso e spesso iniquo tribunale del play-off.

Inoltre, non subisce reti in casa da quattro partite, e al St Andrews ha subito solo sei reti in tutto il campionato. Per una squadra che non la mette certo dentro con allegria, come siamo noi, non sono statistiche incoraggianti.

Il Birmingham accoglierà per la prima volta tra le sue fila il nazionale norvegese Erik Huseklapp, arrivato in prestito dal Pompey in settimana; inoltre, dovrebbe essere quasi al completo, visto il probabilissimo recupero di Nicola Zigic, Guirane N’Daw e Jonathan Spector. Difficile, invece, che Stephen Carr torni a disposizione di Chris Hughton.

La partita dell’andata, quando il Forest fu seppellito nel finale dopo aver condotto per buona parte della gara e aver buttato nella canna del cesso il 2-0 a causa di una sciagurata scelta di Majewski, segnò la fine del breve regno di McClaren: dopo l’1-3 del City Ground, infatti, sia il manager sia il presidente, Nigel Doughty, rassegnarono le dimissioni subito nel dopo-gara.

L’ultimo double del Birmingham contro il Forest risale addirittura al 1959-60, e la tradizione dei Reds al St Andrews non è male, visto che nelle West Midlands, in partite di campionato, abbiamo raccolto, in totale, 17 vittorie, contro 17 sconfitte e 10 pareggi.

Tra gli incroci pericolosi, segnaliamo la presenza tra i Blues di Marlon King, giocatore in buona forma, che giocò per il Forest tra il 2003 e il 2005. Come già ricordato su questo blog, il discutibile zozzone ebbe l’unico merito, quando giocava in rosso, di mettere dentro la rete della vittoria contro il West Ham, nel giorno in cui il City Ground commemorava la morte di Brian Clough, avvenuta nel corso della settimana precedente. Inoltre, il secondo portiere del Birmingham City, Colin Doyle, ebbe un periodo in prestito al City Ground, nel 2004, come secondo di Gerrard, e totalizzò tre presenze.

Altri giocatori a aver vestito entrambe le casacche sono stati il grandissimo Kenny Burns, poi Kenny Withe, decisivo nella vittoriosa campagna europea dell’Aston Villa, e, per venire a conoscenze più recenti, Dele Adebola e Matt Derbyshire.

Precedenti

VIttorie del Forest: 34 (29 League; 3 FA Cup; 2 League Cup)

Vittorie del Birmingham: 38 (34 League; 2 FA Cup; 2 League Cup)

Pareggi: 29 (24 League; 4 FA Cup; 1 League Cup)

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