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“Going behind brought us to life”: Barnsley 1-4 Nottingham Forest

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A dire il vero, non sono d’accordissimo con l’analisi di Cox, riportata nel titolo del post: in realtà, avevamo giocato molto bene anche prima e, anzi, forse il nostro peggior momento l’abbiamo avuto proprio appena dopo il gol di Harewood, dal momento che abbiamo rischiato seriamente di prendere un altro gol che magari non sarebbe stato il KO, ma certo un knock down abbastanza duro da rimontare.

Fatto sta che, finalmente, proprio in quella che era stata presentata come “la settimana di fuoco”, abbiamo cominciato a far fruttare la qualità del gioco, convertendo in rete molte più occasioni di quanto non abbiamo fatto fino alla partita di Peterboro. Non che Cox e Sharp non abbiano sbagliato anche sabato i loro bei golletti, beninteso, ma è proprio la pressione complessiva esercitata dall’armonia e dalla fluidità del nostro gioco che sta cominciando a trovare ottimi sfoghi offensivi, anche se le nostre punte continuano a segnare un po’ con il contagocce.

Va detta una cosa, eh: non penso che la nostra squadra vada proprio valutata esclusivamente alla luce della partita di ieri sera. La difesa del Barnsley è stata a dir poco grottesca. Il primo gol di Halford è stato surreale, l’immobilità dei quattro difensori che hanno assistito al put in di Cox in occasione del secondo gol è stata degna di una rappresentazione di teatro dell’assurdo, il tiro di Cohen è stato bellissimo, ma la retroguardia del Barnsley gli ha fatto largo come se fosse uno che chiede i soldi nella metropolitana, e a quel punto la partita è finita. Noi abbiamo preso fiducia, abbiamo giocato benissimo, e loro giocavano con lo stesso entusiasmo di un bambino che va a fare le analisi del sangue.

La nostra formazione ricalca esattamente quella schierata martedì a Blackpool, con l’eccezione dell’inserimento di Moloney al posto dell’infortunato Ayala: il giovane irlandese si piazza sulla fascia destra, mentre Halford si sposta in mezzo. Non so voi, ma quando Halford si sposta in mezzo io sono sempre un po’ nervoso, e le mani corrono spesso a evocare scongiuri.

In panchina esordisce il nuovo arrivato Ward, il prestito da Norwich numero due in difesa. È un buon giocatore, protagonista nella promozione dei Canarini due anni fa, anche lui al rientro da una serie di infortuni che l’hanno tenuto lontano dai campi da gioco per quasi un anno e mezzo. È un’altra scommessa della coppia SOD-Burt (in questi giorni, posterò un articolo su Keith Burt, l’uomo che aiuta O’ Driscoll nella ricerca dei giocatori, perché, secondo me, sta facendo davvero un bel lavoro). Anche il portiere di riserva cambia: con Evtimov infortunato, Darlow è stato richiamato in tutta fretta dal prestito a Walsall e spedito subito in panchina.

Una panchina davvero sontuosa, visto che accanto al portierino di scuola Aston Villa siedono Ward, Jenas, McGugan, Blackstock, Coppinger e Greening. Non credo che questi giocatori (a parte, forse Greening) starebbero in panchina in molte squadre di Championship.

Camp

Moloney — Halford — Collins — Harding

Cohen — Majewski — Gillett — Reid

Sharp — Cox

Dall’altra parte, notevole, naturalmente, la presenza di Marlon Harewood, accolto in maniera festante dalla nostra tifoseria, e visibilmente emozionato (prima del bel gol ha dato un paio di zappate al turf che, probabilmente, nei tifosi ospiti ha fatto decisamente superare la contentezza per averlo ritrovato dalla contentezza per averlo dato via. Giocatore di scuola Forest, esordì con noi nel 1996, giocando sette anni al City Ground, 181 partite per 51 reti, e l’anno scorso tornò con un contratto di quattro mesi, giocando sei volte senza vincere mai e senza segnare mai. Era letale in League One, la categoria che rappresenta, probabilmente, la sua vera dimensione, più che sportiva, esistenziale.

Come il Blackpool martedì, anche il Barnsley rinforza il la fascia mediana lasciando Marlon da solo in avanti: centrocampo a 5, con Dawson davanti alla difesa, e Cywka, Perkins, Mellis e Done in linea.

Inizio arrembante del Forest oggi in maglia lightblue, ma la prima azione notevole è dei Tykes: Golbourne avanza fino alla trequarti e scambia sulla fascia destra con Done, il terzino cerca di accentrarsi all’altezza del limite della nostra area grande, la da in mezzo a Marlon sul limite dell’area, il nostro ex cerca di accentrarsi cercando la battuta di destro contrastato da Halford che è uscito dalla linea per marcare il centravanti, e, arrivato nella lunetta, calcia il pallone spedendolo dritto sul furgoncino degli hotdog.

Rimessone di Camp prolungato da Cohen che colpisce di testa sulla loro trequarti, Stones colpisce cercando il controllo ma tipo inciampa sulla stringa oppure vede qualcosa di interessante sul prato, fatto sta si ferma abbandonando la sfera a sé stessa; Reid si impadronisce della palla e si precipita verso l’area di rigore; arrivato nel punto preciso dell’incontro tra la lunetta e il vertice dell’area si ferma, fa una veronica e cerca la conclusione di precisione di interno destro a rientrare sul palo lontano, un po’ alla Del Piero, ma viene fuori un tiro debole e centralissimo ben controllato da Alnwick. Peccato perché Reidy si era liberato bene.

Lavoro di Cox con il pallone sulla fascia destra, riesce a liberarsi indietreggiando della marcatura di Golbourne arretrando, si volta e crossa molto in area; Billy Sharp e Foster si gettano a ariete sulla sfera, l’uno o l’altro la sfiorano soltanto e Alnwick se ne può impadronire agevolmente.

Stones avanza fino a metà campo e serve Dowson, di prima per Mellis che lancia Harewood sul centrodestra, Marlon entra in area completamente libero ma poco dentro il vertice destro cerca di colpire non si sa se per tirare in porta o per servire Perkins che si era smarcato in mezzo, fatto sta che colpisce il terreno, la palla ballonzola fuori e un paio di spettatori si precipitano dentro a piantare le patate dentro l’abbondante e invitante aratura.

Punizione per noi da circa trenta metri, posizione centrale, con Halford e Reid sulla palla. Tira Halford che colpisce la barriera, Gillett recupera sulla trequarti, dialogano Reid e Collins sulla sinistra, la palla finisce al nostro centrale che, in posizione da ala sinistra, crossa in mezzo; Foster respinge con la grazia di una balena spiaggiata e il cross si trasforma in un campanile che scende più o meno sul dischetto, dove c’è Cohen che sceglie la battuta a rete di prima: viene rimpallato dal muro umano che era rimasto davanti alla porta di Alnwick, la palla finisce a Reid nella lunetta, tira anche lui di prima ma il tiro è scoordinato, rimbalza davanti all’Irlandese e poi si perde fuori.

Halford avanza fino alla trequarti, la dà sulla sinistra a Reid che crossa di prima benissimo verso Sharp che perfettamente solo, poco oltre la linea dell’area piccola non trova di meglio da fare che spedire fuori.

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“Clamoroso errore di Sharp” sta diventando uno dei commenti più gettonati di Colin Fray.

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Gol sbagliato gol subito: azione tutta in verticale del Barnsley, Foster per Dawson per Mellis poco oltre la metà campo, Mellis vede lo scatto di Harewood e lo serve con un bellissimo lancio verticale: la palla passa in mezzo a Collins e a Halford, arriva a Marlon completamente libero sulla trequarti, Harewood avanza, si beve Camp e deposita nella porta incustodita.

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Come promesso ai suoi ex tifosi, Marlon non esulta dopo il gol.

Subiamo un po’ il colpo, il Barnsley continua a attaccare; Foster in proiezione offensiva porge a Dawson poco fuori area, Dawson allarga sulla destra a Harewood che fa un paio di passi sul lato corto e poi centra un pallone pericolosissimo che percorre tutto il lato dell’area di porta difesa da Camp senza trovare, per fortuna, il piedone di un ragazzo in maglia rossa per la deviazione decisiva: Moloney in ottima diagonale interviene alla fine —quasi sulla linea di porta — a spazzare in out dall’altra parte.

Comincia, però, la nostra reazione: Cohen alla rimessa sulla destra, all’altezza del limite dell’area; palla a Halford che prova l’accentramento, supera Perkins sul vertice destro dell’area grande, prosegue lungo il lato lungo dell’area stessa verso la lunetta, e a metà strada tira un esterno destro un po’ goffo, che, però, incoccia sullo stinco di Wiseman e batte un Alnwick non certo impeccabile, nonostante l’attenuante della deviazione.

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Il tiraccio di Halford: sbatte sullo stinco del 14 del Barnsley (la maglia rossa tra lui e la porta) e si infila, piuttosto imprevedibilmente, viste la modalità del tiro, la posizione di Halford, e lo specchio di porta che aveva a disposizione. Ma tant’è, a caval donato

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Mellis dalla trequarti trova Harewood sul limite dell’area, Reid in pressing difensivo (mai avrei pensato di poter usare questa locuzione) gli strappa la palla come se fosse un bambino di due anni (come se lo fosse Harewood, non Reid) e la serve a Cohen sulla nostra trequarti destra; Cohen la dà di prima a Sharp sulla linea centrale che gli restituisce un bellissimo uno-due. Cohen lanciato la raggiunge poco fuori dal vertice destro della loro area, la stoppa di esterno sinistro e poi, con l’interno dello stesso piede, la offre sul limite dell’area a Sharp che ne aveva seguito l’azione. Sharp tira di prima, Alnwick smanaccia via in qualche modo, arriva Cox mentre i difensori del Barnsley discutono su chi deve guidare di ritorno dal pub e la mette dentro a porta vuota. Come dice Fray, grandissima costruzione dell’azione sull’asse ReidCohenSharp.

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Il tiro di Sharp, con Cox pronto alla ribattuta in rete. La posizione di Simon sembra regolare. L’immobilità dei difensori del Barnsley è commendevole.

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Siamo ormai quasi allo scadere del primo tempo: punizione per i Tykes sulla loro sinistra, appena fuori dal lato corto della nostra area; tira Mellis direttamente in porta, verso l’incrocio del palo vicino, Camp respinge a pugni uniti anticipando Harewood.

Reid riconquista un pallone sulla linea centrale, lo dà indietro a Harding che lo batte lungo di prima intenzione verso Cox in posizione di ala sinistra, Cox lo alza in pallonetto per far proseguire Reid lanciato lungo l’out, Foster cerca di opporsi ma Reid lo supera di forza e punta l’area di rigore, supera anche Stones, entra dal lato corto e cerca di darla corta a Majewski che arriva con un istante di ritardo. Dall’altra parte dell’area, però, è appostato Sharp che fa sua la palla sul limite, la offre indietro all’accorrente Cohen sui venticinque metri, Cohen controlla, si ferma quasi a pensare per un attimo, e poi tira di interno destro una sabongia allucinante nel sette, che si infila nonostante la smanacciata di un non certo irreprensibile Alnwick.

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Secondo tempo: Sharp lavora un bel pallone una decina di metri fuori dall’area, sul centrosinistra, e poi lo offre dentro a Raddi che si inserisce da centrocampo; Majewski viene fermato da Perkins che cerca il rinvio, ma Majewski gli morde le caviglie e gli spora cil calcio, che finisce ancora a Sharp circa sei metri fuori dall’area. Uno-due con Cox, poi Sharp scende lungo il lato corto dell’area di rigore, Perkins lo spinge fuori fin quasi alla bandierina dove subentra Reid che arriva alla bandierina e crossa benissimo, pur pressato. Cox riceve di petto sul lato corto dell’area di porta, se la alza e cerca la rovesciata acrobatica, ma il pallone si alza troppo e passa sopra la traversa di Alnwick.

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Il bel tentativo di Cox.

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Halford pesca benissimo Cox con un lancio di cinquanta metri alla Krol. Cox controlla sul vertice destro dell’area di rigore, la dà corta a Majewski che si beve con un tunnel Perkins, entra in aera, ma poi non riesce a concludere, anticipato da Wiseman.

Cohen recupera palla sulla nostra trequarti (preziosissimo il lavoro in copertura dei centrocampisti, oggi), la dà a Reid, Andy vince un contrasto e la dà benissimo di esterno a Majewski nel cerchio centrale del campo, Raddi per l’accorrente Reid, che avanza fino alla trequarti avversaria e la allarga di esterno sinistro a Sharp. Sharp controlla di esterno destro sul limite dell’area, centrosinistra, si volta per cercare l’interno destro a rientare verso la porta, ma perde un contrasto con Perkins. Ottima azione di contropiede!

Harewood punta Collins, penetra in area, arriva sul fondo, poco fuori l’area di porta, cerca il cross, respinta della nostra difesa, recupera Etuhu, poco fuori area, dietro a Stones salito a supporto, cross con Reid che salta davanti a lui e colpisce di mano, punizione netta.

Kennedy batte la punizia, rasoterra di interno sinistro a uscire, e Camp devia in angolo la palla indirizzata proprio a fil di palo. Ancora Kennedy alla battuta del corner, Cohen respinge di testa verso l’out, Kennedy scende a recuperare il pallone, dietro a Wiseman sulla linea centrale, campanile in area, Collins respinge, Mellis batte al volo da fuori area, un paio di metri alla destra della porta difesa da Camp.

Wiseman in avanzamento sulla nostra tre quarti perde palla, Harding recupera il pallone e di prima serve con un passaggio meraviglioso di almeno sessanta metri Sharp sul limite dell’area, centrodestra; la nostra punta avanza e tira ma la conclusione finisce un paio di metri larga. Davvero sublime l’apertura di Harding: anche in questo caso scomodare il paragone con Krol non è una bestemmia.

Corner di Reid dalla destra, Sharp, in precario equilibrio, riesce a colpire verso la porta di Alnwick che respinge.

Collins interrompe un fraseggio del Barnsley sul limite della nostra area e lancia di prima Cox sulla sinsitra della linea di centrocampo. Cox si gira e vede l’inserimento di Jenas, lo serve con un bellissimo passaggio filtrante, Jenas s’invola verso l’area avversaria, entra un paio di metri e batte con un bellissimo pallonetto Alnwick in uscita.

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Un tiro da poco fuori area di Gillett, appena alto, conclude una partita ottimamente giocata dai Garibaldi Reds. Inoltre, quando è entrato Jenas, ha fatto vedere di essere davvero di un’altra classe. La precisione nei passaggi, il senso di calma e di sicurezza che (pure in condizioni assolutamente privilegiate) ha trasmesso alla squadra, tutto condito da un gol bellissimo, hanno fatto capire perché SOD abbia voluto a tutti i costi prenderlo un mese, e perché sia speranzoso di trattenerlo un altro po’ al City Ground. Come che vada, la sua rete è stata il momento più bello della settimana, secondo me.

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Finisce, dunque, un ottimo mese di ottobre (11 punti su 15) che potrebbe forse FORSE dare a SOD il primo Manager of the Month della sua avventura a Nottingham, anche se il lavoro di Dougie Freeman (ormai ex manager delle Aquile) e di Lennie Lawrence al Palace è stato straordinario.

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Momento migliore: secondo me, come ho detto prima, il gol di Jenas, proprio nello stadio in cui ha segnato, in Garibaldi Red, il suo primo gol da professionista. Straordinario, però, nel prepartita, anche il pezzo di Through the season before us nel quale l’Autore dice che il crest del Barnsley gli ha sempre ricordato i Village People. E, guardandolo bene, non ha tutti i torti.

Momento peggiore: per trovare un “momento peggiore” in una vittoria in trasferta per 4-1 bisogna proprio essere pessimisti come il sottoscritto; vorrei dare di nuovo il premio alla nostra difesa, per la deferenza con la quale Halford e Collins si sono spostati per far passare Harewood, ma, per non essere noioso, potrei anche dire l’errore di testa di Cox. Ma no, va’, scelgo la deferenza di Collins e Halford.

Hero: mi ripeto ancora. Reid. Ogni palla che tocca è oro puro, mette anche la gamba nei contrasti, è veloce nelle ripartenze, si vede che si sta allenando bene perché al settantesimo scatta ancora palla al piede.

Zero: anche al pessimismo c’è un limite; come si fa a dare uno “zero” quando si vince 4-1 fuori casa?

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Forest: Camp, Halford (Ward 78′), Moloney, Collins (c), Harding, Gillett, Cohen, Majewski (Jenas 69′), Reid (Coppinger 80′), Cox, Sharp

NE: Darlow, McGugan, Greening, Blackstock.

Marcatori: Halford 35′, Cox 42′, Cohen 45′, Jenas 77′

Ammonito: Halford 66′

Barnsley: Alnwick, Stones, Foster, Wiseman, Golbourne, Dawson (Dagnall 54′), Perkins, Done (Kennedy 51′), Cywka (Etuhu 51′), Harewood, Mellis

NE: Steele, Hassell, McNulty, Rose

Marcatore: Harewood 24′

Arbitro: Kevin Friend

Spettatori: 10.186 (di cui, ospiti 2.217 (!!))

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Archiviato in stagione 2012-2013

A game of two halves.

Prima della cocentissima delusione di ieri sera, avevamo ottenuto un ottimo punto a Barnsley, un campo che, come detto in sede di presentazione, non ci aveva mai detto buono.

È stata una partita che lo stesso Wootton ha definito “nettamente spaccata in due”: a un primo tempo di marca Forest ha corrisposto un secondo tempo di netto predominio territoriale Barnsley: il pareggio, però, non appare del tutto meritato, soprattutto alla luce del clamoroso errore arbitrale che ha macchiato la fine del primo tempo.

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Tra l’altro, ieri sera ho vissuto la solita esperienza schizofrenica guardando Arsenal-Milan con l’audio abbassato, e ascoltando la telecronaca di McGovern-Fray sul Forest Player: mentre sotto i miei occhi si stava dipanando una delle partite più appassionanti degli ultimi anni, sotto le mie orecchie si stava dipanando una delle partite più brutte e mefitiche della pur non brillantissima storia recente del City Ground. Una mia amica di Nottingham, appassionata e di solito molto generosa nei suoi giudizi per i ragazzi in rosso, mi ha scritto “what a pile of shit”, commentando la partita, e il Governatore e Fray avevano proprio l’aria di chi stia commentando, di malavoglia e una da distanza troppo ravvicinata, il lento smottamento di una gigantesca montagna di merda che probabilmente li sommergerà durante la radiocronaca.

Visto che questa settimana dovrò commentare due partite, mi dedicherò non all’illustrazione degli extended highlights, come faccio di solito, ma a quella della sintesi più breve.

Eravamo saliti nello Yorkshire, dunque, animati da belle speranze e da spirito positivo, anche se acciaccati e privi di un giocatore chiave, nelle recenti buone prestazioni, come Higginbotham.

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Camp

Gunter – Wootton – Lynch – Elokobi

McCleary – Greening – Guerdioura – Reid

Blackstock – Tudgay

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L’altro cambio rispetto alla squadra di Birmingham è l’ingresso di Greening al posto del Moose, anche lui alle prese con un problemino fisico; un ritorno da titolare di un giocatore che nella gara interna contro il Coventry City aveva mostrato grinta leonina, quasi sopra le righe.

La coppia centrale è WoottonLynch (molto buona la prestazione del ragazzino del Manchester United nella sua posizione naturale di centrale difensivo), mentre lo zozzone di turno che non la metterà mai in tutta la sua vita scelto per fare coppia offensiva con Blackstock è di nuovo Tudgay, come nella vittoriosa trasferta di Birmingham; e, devo dire, tutto sommato è una cosa che ha senso. Non solo era l’unico arruolabile: se non altro, poi, il buon Marcus sembra vivo, a differenza degli altri suoi compagni di reparto.

L’inizio è di studio, il primo pericolo serio viene dal Forest, per l’occasione in neroverde: una punizia di Reid battuta sul limite di centrodestra della porta del Doncaster viene abilmente bloccata da Steele, a mezza altezza sul suo palo sinistro.

Una cattiva respinta della difesa del Barnsley su un corner viene raccolta da Guedioura al limite dell’area e imbucata con un destro di inaudita potenza direttamente nei cessi della row Z del bellissimo studiolo di Oakwell.

Il gol arriva poco dopo la mezz’ora: Garath McCleary si accentra dalla destra con la sua classica corsa dondolante, e al limite dell’area scocca un fendente a rientrare di sinistro che assume la più classica delle parabole imprendibili dopo aver incocciato sulla caviglia di Jay McEveley, infilandosi a fil di palo, ben oltre la portata del guanto disperatamente proteso di Steele. Festeggiamenti in campo, meritato vantaggio, e non ci sorprenderebbe affatto se dal settore dello stadio destinato ai tifosi ospiti si levasse il caratteristico coro “El segna semper lü”.

Il Barnsley non pare in grado di reagire, in questo primo tempo: si affaccia nei pressi di Camp solo una volta, con un’azione piuttosto confusa nata sulla nostra tre quarti da scambi veloci ma piuttosto casuali del Barnsley, dalla quale riesce a uscire un po’ per caso un po’ per non morire Done, il quale si incunea in percussione nella nostra area fino a arrivare in quella zona dalla quale non si sa mai se crossare o tirare, e, nel dubbio il buon Matt ciabatta di sinistro una ciofeca inguardabile che si perde per la vergogna in touche, per non farsi più rivedere.

Una brutta palla persa da Blackstock al limite dell’area del Barnsley viene sfruttata dai Rossi dello Yorkshire per un buon contropiede, al termine del quale Done, nel tentativo di infilarsi nella nostra area, sbatte contro Elokobi tre o quattro yarde fuori il nostro lato corto sinistro.

Done rimbalza indietro e il nostro terzino si merita un giallo — comminato con faccia irridente dall’insopportabile Deadman — provocato più dall’effetto speciale conferito al fallo dalla sua conformazione cementizia che dall’effettiva cattiveria dell’intervento.

La punizione viene battuta con piedi altrettanto cementizi da uno zozzone a caso del Barnsley, e si perde sul fondo senza spaventare nessuno.

Uno scambio tra McCleary e Guedioura sulla tre quarti del Barnsley lancia la nostra ala sul fondo, e il suo cross molto teso viene controllato in due tempi da Steele.

Verso lo scadere, l’episodio decisivo: un tiro di Greening su ribattuta corta della difesa del Barnsley di un corner di Reid viene respinto in bagher da Davies, l’unica persona al mondo che pensa che non sia rigore, purtroppo, è il solito Deadman, e quindi si va avanti.

La ripresa si apre con un tiro a parabola dalle quaranta iarde di Reid che finisce sulla parte superiore della rete di Steele, ma l’inerzia della partita comincia a mutare.

La pressione del Barnsley, però, è abbastanza innocua, e è ancora McCleary, a venti dalla fine, ben lanciato da Greening un paio di iarde fuori dalla lunetta del Barnsley, dopo un paio di dondolii scocca un tiro di destro che Greene riesce a deviare in angolo.

Il pareggio, che aleggiava da un po’ su Oakwell, arriva da una percussione di Done sulla sinistra, che la accentra su Davies, in posizione centrale sulla nostra tre quarti. Davies punta Reid, lo salta con la facilità con la quale si scarta un boero, e, prima di passare a ritirare gli altri due che ha vinto, approfitta della voragine che il Forest lascia colpevolmente davanti a lui per scoccare un sinistro imprendibile che si infila nello stesso angolino nel quale, nel primo tempo, si era infilato il tiro di McCleary.

La sostituzione di Reid con Anderson dà più vigore alla squadra, ma senza esiti decisivi: qualche azione da una parte e dall’altra (delle quali la più pericolosa è una fucilata di Cunningham — entrato il per Blackstock, per consolidare la squadra dal vertice dell’area piccola, lanciato da una bella intuizione di Guedioura, miracolosamente deviata da Steele) porta al fischio finale, e a un pareggio che, se non pare insensato per lo sviluppo del gioco, è senz’altro iniquo per l’evidentissimo rigore cancellato dal tabellino della partita dall’ineffabile Deadman.

* * *

Nottingham Forest: Camp (C), Gunter, Wootton, Lynch, Elokobi, Greening, Guedioura, McCleary (McGugan 90′), Reid (Anderson 82′), Tudgay, Blackstock (Cunningham 87′)

Non entrati: Smith, Lascelles,

Ammoniti: Elokobi 41′, McCleary 69′,

Marcatore: McCleary 33′

Barnsley: Steele, McEveley (Gray 56′), Foster, Wiseman, McNulty, Golbourne, Digby, Done, Smith (Dawson 75′), Tonge (Dagnall 65′), Davies

Non entrati: Preece, Cotterill,

Ammoniti: McEveley 19′, Dawson 85′

Marcatore: Davies 79′

Arbitro: Darren Deadman

Spettatori: 10,550 di cui ospiti: 1,780

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Archiviato in stagione 2011-2012

@ Barnsley FC preview – 3 marzo 2012 h16

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Visto che pensare pessimista porta fortuna, dirò subito che, per quanto sia migliorato l’umore generale della squadra e dei tifosi, rispetto alla quasi generale rassegnazione a una retrocessione che sembrava, dieci giorni fa, affatto segnata, non credo che il Forest riuscirà a infilare la terza vittoria di fila.

È vero che il Barnsley è una squadra un po’ in crisi (quattro sconfitte nelle ultime cinque partite), e che la partita appare più aperta di quanto non sembrasse potabile, alla vigilia, il viaggio a Birmingham, ma è vero anche che si tratta di una squadra capace di colpi d’ala clamorosi come la vittoria esterna a Leicester City, e, soprattutto, il clamoroso 4-1 interno contro il Leeds Utd di San Silvestro, e che i viaggi dei Reds a Oakwell raramente sono stati fortunati. Il Barnsley è imbattuto contro di noi da 4 partite, e ci hanno strappato 13 degli ultimi 15 punti messi in palio a Oakwell.

L’ultima vittoria del Forest nel South Yorkshire risale al 2000, un 4-3 che costituisce anche l’unica vittoria nello stadio nel quale il Barnsley cominciò a giocare nel 1956.

Inoltre, una vittoria costituirebbe davvero un cambiamento di continuità di rendimento e di solidità quasi incredibile, a guardare il nostro tabellino di marcia precedente alla patria con il Coventry.

Per cui, se qualcuno mi chiedesse la classica firma per il pareggio, farei davvero fatica a rifiutare.

Inoltre, le notizie sulla fitness dei nostri ragazzi non sono buonissime. L’infortunio patito da Danny Higginbotham a Birmingham, che continua a essere di entità indeterminata, priva, comunque sia, quasi certamente (sul sito Cotterill dichiara che la probabilità di impiego è 50-50) la nostra difesa del suo nuovo condottiero, e questa è una notizia piuttosto brutta. Lynch, nell’oretta giocata nelle West Midlands, fece molto bene, e, certamente, la squadra sta aiutando moltissimo la difesa, molto più di quanto non l’abbia fatto fino a un mese fa: ma, certamente, Danny dà un’impressione di maggiore robustezza e solidità, rispetto al nostro ragazzo.

Higginbotham ha dato grande solidità al reparto arretrato. Più che altro, è uno che parla molto, che ha carisma e che è un buon organizzatore, proprio quello di cui aveva bisogno il Forest. È la stessa cosa che diceva Konchelsky l’anno scorso: Morgan, Chambers e Gunter erano troppo taciturni, buoni difensori che facevano fatica a fare reparto, si sfilacciano un po’.

Con Higginbotham e Elokobi anche il rendimento di Guntie e Chambo è molto migliorato.

(Questo conferma un po’ la mia tesi secondo la quale, se è vero che esistono grandi attaccanti e grandi centrocampisti, non esistono grandi difensori, ma, piuttosto, grandi difese: Chiellini e Bonucci in una squadra organizzata sono dei fenomeni, Lucio e Samuel in una squadra allo sbando sembrano due presi a caso nella serie B di qualche Paese sudamericano minore).

Poi: Majewski è in preda a un infortunio cronico che, al Forest, è l’anticamera dell’addio (vedi Wilson). Mi dispiace molto, perché continuo a essere convinto che il polacco abbia una marcia in più, e una classe superiore, ma, in effetti, ora come ora penso che a Cotterill importi più il peso fisico di Guedioura, e che il manager non sia in grado di immaginare un modulo per un centrocampista leggero come Raddi. Sono fuori anche McGoldrick, Derbyshire (altri due sospetti infortuni “politici”), Miller, Harewood e Moloney, oltre al lungodegente Cohen.

Inoltre, quattro nostri ragazzi sono andati via per le nazionali: impegni tutto sommato poco impegnativi quelli di Camp e di Guntie, piuttosto pesanti e accompagnati da un viaggio notevole, invece, quelli di Guedioura, nazionale algerino, e di Blackstock, neo-nazionale antiguano, come abbiamo visto: entrambi sono tornati oggi, e la loro condizione verrà valutata da Cotterill, prima di decidere del loro impiego.

Se aspettate un attimo, controllo dal sito della BBC la situazione infortuni dei nostri avversari: allora, mancheranno David Perkins e Bobby Hassell, e si unirà alla combriccola Stephen Dawson, prestito dal Leyton Orient. Da segnalare anche la probabile presenza, tra i Tykes, del talentino Korey Smith, centrocampista del Norwich arrivato in prestito a gennaio e già utilizzato un paio di volte da Keith Hill.

Giusto contro il Barnsley inaugurammo la campagna di quest’anno: fu uno 0-0 al City Ground che tutti accogliemmo con molta sorpresa, dal momento che eravamo la squadra destinata dai pronostici a contendere al West Ham Utd il titolo di lega, e che, invece, indicava piuttosto bene la nostra reale dimensione di quest’anno.

Quello di domani sarà il 70° incontro di campionato tra le due squadre, e il bilancio è in perfetta parità: 25 vittorie per parte, con 100 reti segnate dal Forest e 99 dai Tykes.

Il Forest, però, è nettamente una squadra viaggiante: nonostante il fatto che abbia giocato 17 partite in casa e 15 fuori, ha ottenuto più vittorie esterne (5) che interne (4).

Tra i giocatori che hanno indossato le due casacche rosse, il più famoso è, indubbiamente, Viv Anderson, il primo giocatore nero che abbia mai vestito la maglia bianca con i tre leoni, che spese nel South Yorkshire i penultimi spiccioli di carriera, nella stagione 1993-94.

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Precedenti

Vittorie del Forest: 26 (25 league; 1 FA Cup)

Vittorie del Barnsley: 26 (25 league; 1 FA Cup)

Pareggi: 20 (19 league; 1 FA Cup)

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Stato di Forma

Forest (7 punti nelle ultime 5 partite)

Birmingham 1-2 Forest

Forest 2-0 Coventry

Boro 2-1 Forest

Forest 1-1 Watford

Forest 0-2 Burnley

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Barnsley (3 punti nelle ultime 5 partite)

Coventry 1-0 Barnsley

Barnsley 1-3 Birmingham

Barnsley 2-0 Portsmouth

Burnley 2-0 Barnsley

Barnsley P-P Birmingham

Watford 2-1 Barnsley

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Archiviato in stagione 2011-2012