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“The family guys”: Wolverhampton Wandereres 1-2 Nottingham Forest

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Ormai lo sanno anche i sassi, ma Sean O’Driscoll, nonostante le ovvie origini irlandesi, è nato nella Black Country, e è cresciuto calcisticamente (“born and bred”, ha detto lui al nostro Player) sugli spalti del Molineux Ground, facendo il tifo per i Wolves, squadra per la quale un sacco di suoi parenti sono tuttora abbonati. La vita porta via, in posti differenti, ha dichiarato, ma le cose con le quali sei cresciuto non cambiano mai: per questo, ha detto SOD, guardo sempre il risultato dei Wolves, per prima cosa, non appena posso. Tutti hanno il loro club preferito, e loro sono il mio. Per questo è particolarmente bello essere arrivato qui, a poter competere con loro.

Beh, questa volta il risultato dei Wolves Sean O’Driscoll non ha avuto bisogno di guardarlo sul televideo o su internet, e, romanticismo su romanticismo, grazie a un altro ragazzo per il quale quello di sabato è stato un giorno speciale, uno che al Molineux ha lasciato un bel po’ di ricordi, direi che è un grande risultato: otteniamo due vittorie di fila, il che, per noi, è sempre un’impresa titanica, e vinciamo a Wolverhampton, campo per noi difficilissimo in ogni stagione e in ogni epoca storica. È stata una partita aperta e combattuta, piena di occasioni da una parte e dall’altra, ma la nostra vittoria, fatto il conto delle occasioni e, soprattutto, degli equilibri del gioco, non è affatto demeritata.

Giorno uggioso da Black Country novembrina, bellissimo sempre il Molineux e il suo pubblico, all’inizio del servizio si vede benissimo O’ Driscoll che si gira verso la tribuna, cerca con lo sguardo qualche parente o qualche amico, e lo saluta con il pollice, felice come una pasqua. La squadra, rispetto alla partita precedente contro lo Sheffield Wed, è rivoluzionata, e questa è un po’ una novità, abituati come siamo a un certo conservatorismo. In difesa rientra Harding, che va a sinistra, esordisce il nostro nuovo acquisto, lo scozzese Hutton, che va a occupare la sua fascia destra, mentre in mezzo sono, loro sì, confermati Ward e Collins. A centrocampo giostrano il solito Gillett basso, Guedioura alto, mentre Cohen e Lansbury occupano i vertici laterali del rombo, essendo piuttosto acciaccato Reid. Davanti, inamovibile, la coppia formata da Cox e Sharp.

Camp

Hutton — Ward — Collins — Harding

Gillett

Cohen — Guedioura — Lansbury

Sharp — Blackstock

Gli Old Goldies partono in avanti: su un rilancio dalla linea di metà campo, Ward, una ventina di iarde fuori dall’area, sulla destra del loro schierament, anticipa in elevazione il capitano dei Lupi, Doyle, ma l’arbitro ravvisa un fallo che probabilmente c’è tutto. Batte Sako di interno sinistro verso la porta di Camp, ma chiude troppo il piede, e invece di un passaggio ne viene fuori un tiro che Camp controlla con grande facilità.

Giro palla dei Wolves sulla nostra trequarti, palla a Pennant in posizione centrale, Pennant cerca l’accelerazione verso la nostra area e viene contrastato piuttosto blandamente da Gillett e da Guedioura, che deviano la palla verso la nostra porta. Il più svelto a impossessarsene è Sigurdarson, un paio di iarde dentro il nostro box: non cerca nemmeno il controllo, ma tira di prima di collo destro trovando un diagonale imprendibile per Camp.

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La palla passa attraverso il filtro del nostro centrocampo, nell’occasione organizzato con maglie piuttosto larghe, e arriva a Sigurdarson: facile per l’Islandese, completamente smarcato nella nostra area, battere Camp di prima.

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La nostra reazione, però, è immediata. Ottima difesa di palla nella tre quarti avversaria da parte di Lansbury, Sharp e Guedioura, alla fine la palla arriva all’Algerino che da una quarantina di iarde prova un tiro che viene deviato in fallo di fondo, involontariamente, da Sharp. Guedioura si irrita un po’ con il compagno perché non è stato lesto a togliersi, ma è un rimprovero mosso un po’ alla cazzo, visto che Sharp era vicinissimo e il tiro era veramente violento. Ad ogni modo, consideriamo l’azione come un’ottima prova generale, e passiamo oltre.

Word stoppa bene un’avanzata di Sako fuori dalla nostra area e rilancia verso la metà campo, Guedioura la dà indietro a Lansbury, spostato sulla destra una trentina di iarde dentro la nostra area: a questo punto, lo spirito di Suarez, di Krol e di Platini messi insieme si impossessano dell’interno ex Arsenal, che, di prima, pennella un passaggio smarcante di sessanta metri per Sharp, prontamente scattato e pescato una ventina di metri fuori dall’area dei Lupi senza nessun avversario davanti: ottimo controllo di esterno destro, arriva fino al limite dell’area, evita il recupero di Johnson e batte in preciso diagonale Ikeme sul lato lungo. Davvero un lancio meraviglioso, di quelli che il calcio moderno, molto più basato sul possesso di palla e sul fraseggio fitto, offre sempre più raramente.

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Lansbury (il giocatore del Forest più vicino alla linea laterale nell’immagine superiore) lancia, e Sharp riceve. A Platini non sarebbe dispiaciuto avere in bacheca un passaggio così.

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Subito dopo, approfittando del colpo al fegato appena inferto, Cox cerca il KO infilandosi nell’area dei Wolves dalla sinistra e cercando il tiro a giro di interno destro sul palo lungo, fuori di un metro.

Abbiamo alzato la nostra pressione, e i Lupi si rendono pericolosi soprattutto in contropiede. impossessatosi di una nostra rimessa laterale vicino alla loro bandierina, il loro Ward, il terzino destro dei Goldies, riparte sulla fascia destra arrivando sulla nostra trequarti, e cerca con un passaggio diagonale l’inserimento di Sako, completamente smarcato dall’altra parte del campo. Sako arriva sul limite della nostra area, Gillett e Hutton cercano di chiudere su di lui; l’ala franco-maliana cerca il controllo di sinistro e tira di destro, un po’ affrettatamente, spedendo la palla alta sulla porta di Camp. Ancora un grave rischio corso dopo aver gettato via una rimessa laterale offensiva, una fase di gioco sulla quale si dovrà lavorare.

Uno-due molto bello tra Cox e Cohen, che lancia la nostra punta verso il vertice destro della loro area di rigore; Cox viene chiuso verso la linea di fondo dalla difesa dei Wolves ma riesce a girarsi benissimo e a girare dietro verso l’accorrente Sharp, che dalle dodici iarde, relativamente libero, arriva troppo sotto al pallone e tira clamorosamente alto.

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Ottima occasione, ma, probabilmente, Sharp non ha avuto lo spazio per coordinare meglio il tiro.

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Guedioura recupera in ottimo palleggio una bella palla sulla nostra trequarti, dopo una respinta di testa del nostro Ward su un cross del loro Ward: palla sulla sinistra per Cohen che cerca a sua volta il lancio da urlo di cinquanta metri per Sharp, lanciatosi verso la porta avversaria. Sharp riesce a controllare, controlla la situazione e da una iarda fuori dalla linea corta dell’area di rigore crossa in mezzo per Cox che trova l’impatto più o meno dal rigore ma spedisce alto anche lui. Come al solito, le nostre punte sono molto più efficaci in costruzione che in conclusione.

Altra azione in contropiede dei Wolves con un altro giro palla sulla trequarti che trova Sako smarcato sulla sinistra. Sako entra in area, salta Hutton sull’esterno e da un paio di iarde dalla linea di fondo crossa in mezzo, Camp smanaccia via in maniera un po’ goffa, proprio sui piedi di Doyle che colpisce a botta sicura da dentro l’area di porta, ma trova un miracoloso tackle di Collins a respingere.

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Il grande tackle di Collins su Doyle.

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È il momento migliore dei Wolves: azione insistita di Pennant sulla destra, cross dal fondo e respinta affannosa in corner di Lansbury in ripiegamento difensivo. Sul corner successivo, batti e ribatti in area, palla a Doyle sul lato corto dell’area opposto a quello di battuta dell’angolo, cross in mezzo, deviazione al volo di Siguradarson e miracoloso intervento di Camp a salvare la nostra porta. L’Islandese tenta di inviare in rete di testa la respinta, ma è scoordinato, la palla è alta, e riesce solo a passarla al nostro estremo. Camp rimane lucido e lancia sulla sinistra Cox, che riceve sulla nostra trequarti e si lancia in contropiede. Dialogo con Cohen sulla sinistra, cross della nostra ala sul limite della loro area e tentativo di Sharp contrastato in tackle efficace da Johnson. Partita davvero bella, un grande spot per il nostro campionato, visto che è trasmessa in diretta da al Jazeera.

Dopo l’ammonizione di Lansbury per un brutto fallo su Sako in ripartenza all’altezza della linea di metà campo, ripartiamo con un uno-due tra Cox e Sharp sulla sinistra del nostro schieramento. Sharp punta il vertice dell’area di rigore, vede l’inserimento di Guedioura dall’altra parte e cerca di servirlo con un interno destro morbido. Johnson interviene di testa, ma proprio sui piedi di Lansbury che si impossessa del pallone al limite dell’area e questa volta cerca di imitare Maradona, con uno slalom dentro l’area Old Goldie che lo porta a saltare due avversari e a tirare un possente diagonale deviato con difficoltà da Ikeme sul fondo.

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Lansbury salta il primo avversario con un interno destro, e sta per saltare il secondo con un tocco d’esterno, prima di andare al tiro: “fantastic play”!

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Il secondo tempo è un po’ più lento e meno avvincente della prima parte della partita: Il primo pericolo viene da Cox, che interviene sulla loro trequarti a impossessarsi di un fraseggio impreciso in disimpegno dei Wolves. Cox serve Cohen in inserimento centrale, Chris arriva sul limite centrale dell’area di rigore e la porge sulla destra all’accorrente Sharp. Sharp cerca uno spazio per il tiro ma non lo trova, allora decide di ripassare a Cox lungo l’asse del limite dell’area. Coxie controlla in mezzo al traffico, con un po’ di difficoltà, e tira un po’ sporco, per un facile controllo di Ikeme.

Guedioura riconquista un altro pallone sulla nostra trequarti con fare gladiatorio, la offre sulla sinistra a Cohen che trova l’uno-due con l’Algerino lanciandolo in profondità. Guedioura avanza fino alle venticinque iarde, poi esplode un tiro di collo interno destro che si infila imparabilmente a mezza altezza a fil di palo sulla destra di Ikeme. Tiro fantastico e vantaggio nostro, per la prima volta da tipo 35 anni al Molineux!

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Fantastico tiro di Adlene, che dopo aver segnato sceglie di non esultare, per rispetto ai vecchi tifosi. Ma che cagata.

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Il Wolverhampton, come tutte le squadre in crisi, non si rialza più dalla mazzata, e ci consegna la partita quasi senza più combattere.

Dopo un’azione molto confusa seguita a un corner di Pennant, però, siamo noi a ripartire, con una bella palla sradicata dall’immenso Lansbury dai piedi di Sako, che aveva a sua volta sottratto il pallone a Cox con un contrasto apparentemente irregolare, e rilanciata immediatamente a Cox con una grande apertura di una quarantina di metri; Sharp viene anticipato, questa volta, da una buona uscita fuori area di Ikeme.

Purtroppo, il contasto subito da Cox, apparso dal repley quasi da rosso, provoca gravi danni alla sua caviglia, che verranno in seguito diagnosticati guaribili in un paio di mesi. Coxie esce in barella e viene sostituito da Blackstock.

Dopo una nostra buona azione di alleggerimento, Sharp trova un gran tiro dalle venti iarde, purtroppo troppo centrale, e controllato in due tempi da Ikeme..

Discussioni nel finale: Doyle, già ammonito, calcia via la palla dopo che gli è stato fischiato un fallo sul recupero di Harding. L’arbitro lo richiama e gli fa un pistolotto di cinque minuti, che, certamente, ha contribuito alla crescita morale della punta del Wolverhampton, ma non alla credibilità di un arbitro che si è chiaramente cacato addosso astenendosi dal tirar fuori un sacrosanto secondo cartellino giallo.

Dopo sei minuti di recupero, l’arbitro finalmente fischia per il nostro primo successo a Wolverhampton

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Momento migliore: il passaggio di Lansbury per Sharp, straordinario per forza, precisione, visione di gioco, immediatezza di decisione e prontezza.

Momento peggiore: l’infortunio di Cox. Con il senno di poi, il lavoro della nostra punta davanti e sulla tre quarti è risultata una perdita gigantesca per il nostro gioco..

Hero: Lansbury e Guedioura hanno disputato una partita gigantesca. Dovendo scegliere tra i due, scelgo il londinese. Se avesse segnato dopo il doppio dribbling di interno-esterno sarebbe stato il gol dell’anno, ma anche così è stato il giocatore chiave dell’impresa.

Zero: Nessuno; un pochino deludente la prova dell’esordiente Hutton: da un giocatore con diverse presenze in Champions, anche all’esordio, ci si sarebbe dovuti aspettare un po’ più di personalità.

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Forest: Camp, Harding, Collins (c), Ward, Hutton, Gillett, Guedioura, Lansbury (Moussi 88′), Cohen, Cox (Blackstock 65′), Sharp (Moloney 90′).

NE: Darlow, McGugan, Coppinger, Ayala.

Marcatori: Sharp 16′, Guedioura 57′

Ammonito: Lansbury 42′

Wolves: Ikeme, Edwards, Sako, Ward, Johnson, Sigurdarson, Berra, Pennant (Ebanks-Blake 75′), Doumbia (Davis 75′), Doyle (c), Foley (Forde 89′).

NE: De Vries, Stearman, Nouble, Batth.

Marcatore: Sigurdarson 6′

Ammonito: Doyle 39′

Arbitro: Roger East

Spettatori: 22.527

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Archiviato in stagione 2012-2013

“A much improved side”: Nottingham Forest 0-0 Middlesbrough

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Dopo la tostata presa contro il Millwall, si torna subito in campo contro un altro degli in form teams della Championship, il Boro, secondo in classifica, reduce da sei vittorie di fila, e da sei vittorie in trasferta di fila, una delle quali sul campo del Sunderland in Coppa di Lega. Viene fuori un pareggio senza reti, ma la prova del Forest è — per larghi tratti — confortante. O’ Driscoll (che, a differenza di molti suoi colleghi, valuta sempre molto di più la prestazione del risultato) appare soddisfattissimo, e, in effetti, alla fine, con un po’ più di cinismo sotto porta, avremmo tranquillamente potuto far nostra la partita.

Si affaccia l’inverno, sul City Ground, dopo il dolce pomeriggio autunnale di sabato della partita contro il Millwall, e il pubblico, pure numeroso, è inizialmente un po’ ostile alla squadra, a causa proprio della sconfitta di tre giorni prima: alla fine della partita, però, i Reds sono stati salutati da un applauso convinto per la prestazione.

In effetti, se si tiene in mente che il nostro è e deve essere visto come un piano a lungo termine, vedendo partite come questa contro forse la migliore squadra del Campionato, giocando la partita aperta nel quale il Boro eccelle, con la difesa sempre improvvisata e senza il nostro miglior centrocampista, infortunatosi sabato, si può essere rincuorati. Anche se in Championship, come l’esperienza insegna, i piani a lungo termine valgono spesso molto meno della carta su cui vengono vergati, perché è una lega assurdamente difficile e incoerente, se proprio se ne deve avere uno penso che SOD sia la persona più giusta per portarla avanti.

I maggiori appunti vanno ancora alle incertezze difensive (tutto sommato giustificabili dall’assetto precario) e dall’immensa quantità di risorse sprecate davanti: Cox e Sharp sono straordinari nel creare occasioni e nello scardinare le difese avversarie, ma non sono “clinici” quanto dovrebbero. Ma il vero punto dolente continua a essere — e non è la prima volta che lo segnalo — lo stato di forma di Guedioura, straordinario protagonista della ripresa l’anno scorso, incapace di avere sulle partite l’impatto che dovrebbe avere in questa stagione, sia per motivi tecnici, sia per un nervosismo latente che troppo spesso smette di latitare e trova espressione in scorrettezze che gli arbitri hanno cominciato a curare e a colpire con attenzione particolare.

Con lui in mezzo al centrocampo, nel ruolo che nelle ultime partite era stato preso da Majewski, il gioco diventa improvvisamente più macchinoso. La fortuna è che non mancano le alternative: Jenas, Lansbury e McGugan in panchina ci offrono un parco di opportunità che nessuna squadra della Lega, dalla prima all’ultima, può vantare.

In difesa rientra Halford dalla squalifica: molti tifosi avevano chiesto che andasse a sostituire Ward in mezzo, lasciando il buon Moloney a presidiare la fascia destra, ma SOD ha scelto di giocare la carta dell’esperienza e ha messo Greg sulla destra, lasciando Ward e Collins in mezzo. Come detto, Adléne ha occupato il vertice alto del rombo al posto del lungodegente Majewski. Inamovibili Gillett davanti alla difesa, Reid (la cui forma, però, sta cominciando inevitabilmente a calare, via via, rispetto al suo pazzesco mese di ottobre, anche se oggi ha giocato bene, soprattutto nella prima parte) e Cohen sulle fasce e Sharp e Cox davanti.

Camp

Halford — Ward — Collins — Harding

Gillett

Cohen — Guedioura — Reid

Sharp — Cox

JJ ancora a riposo a causa di un problema alla caviglia.

Inizio con il Forest che sciorina un ottimo possesso, anche se la prima occasione (vabbè, diciamo il primo tiro, più che altro) capita sui piedoni di Jutkewitcz, con una specie di volée in mezza girata da fuori su suggerimento di Leadbitter, facilmente controllata da Camp.

Poi, cominciamo a macinare il nostro gioco: Reid dalla trequarti mezzadestra lancia in area Sharp di interno sinistro, la difesa del Boro disimpegna con Bikey che, però, rinvia ancora sui piedi di Reid che smista a destra a Halford, avanzato sino alla trequarti. Buon dialogo con Cohen e Cox sulla fascia destra che smarca la nostra punta, Cox fa un paio di passi verso il lato piccolo dell’area e la mette nel box dove pesca benissimo Reid: Andy controlla leggermente decentrato sulla destra, sdraia Hines e cerca l’angolo alto opposto con un tiro a rientrare, appena alto.

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So close for Andy!

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Ancora Simon Cox, partita di grande quantità la sua, lavora la sfera (Giuseppe Albertini diceva sempre “lavora la sfera”, un’espressione che mi sa sempre di calcio artigianale, sudato e quasi operaio) sulla fascia destra sulla trequarti, palla laterale a Guedioura che cerca di prima con un piatto destro rasoterra a effetto Reid in mezzo all’area, magilla di Andy che trova Sharp alle sue spalle non ho ancora capito come, Billy controlla e in spaccata mette appena fuori, sulla sinistra di Steele.

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Reidy smarca di tacco Sharp: se Billy l’avesse messa dentro, sarebbe stato l’assist dell’anno

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Grande pressione del Forest sul fraseggio difensivo del Boro: con la squadra altissima, Reid recupera una bellissima palla su Bikey al limite dell’area del Boro e la smista dietro a Cohen sulla trequarti centrale. Cohen scatta in avanti, la dà a destra a Guedioura e poi punta l’area chiedendo l’uno-due, ma Adléne ferma la palla e cerca il tiro quasi da fermo, spedendo alle stelle.

Grandissimo lavoro di fisico di Cox sulla trequarti sinistra: contrasta efficacemente Parnaby, gli strappa la palla e si dirige verso l’area di rigore, la dà in mezzo dove Sharp arriva con leggerissimo anticipo sul pallone, sulla linea dell’area di porta, e non riesce a deviarlo; la difesa del Boro allontana affannosamente come può (piuttosto male), e Guedioura irrompe quasi sul dischetto e colpisce fortissimo verso la porta di Steele, impattando, però, il culone santo di Friend, che respinge in corner.

Ma, benedetto ragazzo, potevi fare quello che volevi, controllare e andare a depositare nella porta vuota, o colpire piazzando di piatto, e che cacchio. Pensaci, la prossima volta.

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Adléne: “la tocco piano”.

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Altro tiro dalle venticinque iarde, questa volta con Cohen ben pescato da una torre di Cox in area, e ancora una volta palla nel Trent.

Gillett in posizione di regista pesca Sharp poco fuori dalla lunetta in posizione centrale, buon controllo e palla larga a destra dove si trova Cox; cross in mezzo di interno sinistro, respinta della difesa del Boro di nuovo suoi piedi di Cox, palla poco dietro a Halford che crossa sul palo lungo, Parnaby cicca il rinvio e Reid riesce a controllare nei pressi della bandierina. Andy punta Parnaby, lo salta e crossa di interno destro; la palla attraversa l’area e arriva a Cox sul lato corto opposto: cross rasoterra di prima, potente, di collo pieno, a cercare la deviazione vincente, ma Billy Sharp, contrastato dalla difesa del Boro, riesce solo a toccare appena fuori.

La ripresa comincia con la sostituzione da parte del Boro dell’incerto Parnaby con Hoyte. Hines ferma in corner con un tackle da dietro in area da vecchi tempi uno Sharp lanciatissimo a rete. Il corner viene battuto da Cohen che trova benissimo Sharp sulle otto iarde, ma il colpo di testa di Billy finisce un paio di capelli a lato del palo alla destra di Steele.

Gillett recupera un pallone sulla trequarti dopo una respinta del Boro su un altro corner del Forest, e la lancia in area per Sharp che viene anticipato di testa da Hines. La palla finisce sulla trequarti destra a Halford, corta a Cohen che la crossa in mezzo, nuova, difficoltosa respinta della retroguardia dei Teessiders e palla che finisce sulla sinistra a Elliott Ward, rimasto in avanti dopo il corner. Ward scambia con Reid, si avvicina al lato corto dell’area in posizione di ala sinistra e crossa in mezzo con buona proprietà, ma il calcio è troppo largo e il pallone va fuori dopo aver colpito la parte superiore della traversa. Un cross sbagliato che, visto come ha sorpreso Steele, se ci si fosse aperto il culo (per usare un tecnicismo) avrebbe potuto significare l’uno a zero.

Il Boro prova a uscire dall’assedio, mentre la nostra azione rallenta un pochino, e McDonald trova subito un’occasione clamorosa: un bellissimo lancio filtrante di Leadbitter (centrocampista davvero illuminante) lo mette solo davanti a Camp, ma l’attaccante del Boro si incarta e permette il recupero a Camp, ottimo nell’uno contro uno; arriva poi Collins a pulire in corner.

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Tracciante laser di Leadbitter per McDonald: se il Boro davanti avesse avuto Inzaghi o Gerd Müller sarebbe stato 0-1 fisso. Lo dico così, tanto per dire una cazzata.

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Cross di Leadbitter in area, respinta di Collins un po’ di braccio un po’ di corpo, palla a Bailey in mezzo sulla nostra tre quarti, allargata sulla sinistra a McEachran — non eccezionale la prova del talentuoso esterno del Chelesa — che cerca l’uno-due con Jutkiewicz; il giochino non riesce, la palla finisce dietro a Leadbitter che cerca il tiro da quaranta iarde, appena fuori (con Camp, però, apparso pronto all’intervento, giusto in caso…).

Cox conquista un pallone in contrasto nel cerchio di centrocampo e la lancia avanti benissimo per Sharp, che difende benissimo la sfera con il corpo dal contrasto di Hines, entra in area e tira di collo pieno colpendo il palo esterno della porta di Steele, con il portiere del Boro nettamente battuto.

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Grande difesa del pallone e grande tiro di Billy.

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Corner da sinistra di Reid, palla raccolta e lavorata da Sharp sulla destra dell’area di rigore, pallonetto in mezzo dove Cohen riesce a colpire verso la porta, Ward stoppa di petto e cerca la rovesciata dalle sei iarde, deviata miracolosamente in angolo da Amougou, a Steele ancora una volta battuto.

Nuovo corner di Reid, respinta lunga del Boro mal controllata da Harding, che favorisce il recupero di Haroun, che imposta il contropiede e lancia Jutkiewicz in area, appena anticipato da una grandissima uscita di Camp.

Ultima doppia emozione: un cross di Sharp — sontuosamente lanciato da una rimessona di Halford — dalla linea di fondo destra viene clamorosamente ciccato da Reid appostato sul vertice dell’area di porta (sarà che era il piede sbagliato…), e sulla respinta alla disperata di Hoyte la palla capita a Ledesma che, appena dentro la nostra metà campo, lancia benissimo di interno sinistro Scott McDonald che entra in area palla al piede; Camp, ancora una volta prontissimo, è già su di lui, e costringe l’attaccante del Boro a un pallonetto non proprio nelle sue corde, che finisce un paio di iarde sopra la porta di Camp.

Prestazione, insomma, di cui essere orgogliosi, e da cui trarre buone speranze.

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Momento migliore: la combinazione tra Cox e Sharp che ha portato al palo di Billy. Due gesti straordinari, che danno la cifra dell’enorme talento che abbiamo a disposizione là davanti.

Momento peggiore: difficile dirlo, dal momento che si è trattato di una partita tutto sommato molto buona. Forse, la triplice sostituzione all’88° minuto decisa da O’ Driscoll, quando un’immissione più tempestiva di forze fresche (sopratutto, direi, avevamo bisogno di un po’ più di fantasia in mezzo, al posto di Adléne) avrebbe forse permesso un finale più sicuro. Inoltre, la squadra nel finale è apparsa un po’ alla corda, e forze fresche avrebbero aiutato. Infine, sono usciti Cox, Halford e Reid, non certo i giocatori più in difficoltà. Nonostante le sue immense qualità, SOD non sembra proprio un mago dei cambi.

Hero: nonostante tutto, direi Camp. Grandissima prova del nostro portierino, che ferma con tre immense uscite tre contropiede pericolosissimi del Boro. Dimostra ancora una volta la sua classe, e dimostra una capacità nell’uno contro uno davvero rara nei portieri moderni. Hero ad honorem anche a Cohen, nominato proprio appena dopo la partita Player of the Month per il mese di ottobre. Meritatissimo riconoscimento per uno dei protagonisti del nostro ottimo mese.

Zero: zero forse è esagerato, però un tre a Guedioura lo darei. Impalpabile nel corso di tutta la partita, e al limite nella fucilazione per l’errore dal dischetto (inteso come posizione di tiro, non come calcio di rigore) del primo tempo.

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Forest: Camp, Halford, Ward, Collins (c), Harding (Moloney 88′), Gillett, Cohen, Guedioura, Reid (Lansbury 89′), Cox (Blackstock 88′), Sharp.

NE: Darlow, McGugan, Tudgay, Coppinger.

Ammonito: Guedioura 71′

Middlesbrough: Steele, McEachran, Friend, Hines, Jutkiewicz (Ledesma 80′), Parnaby (Hoyte 46′), Bailey, McDonald (Zemmama 85′), Haroun, Bikey, Leadbitter (c).

NE: Leutwiler, Williams, Smallwood, Reach.

Ammonito: Leadbitter 68′

Arbitro: S Hooper

Spettatori: 20,150 (ospiti: 1,167)

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Archiviato in stagione 2012-2013

“A game in two halves” – Nottingham Forest 3-1 Cardiff City

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La migliore partita dell’anno, con il Cardiff City — proveniente da una striscia di tre vittorie consecutive e capolista, piuttosto rinunciatario fin dalla formazione iniziale, con un’unica punta e un centrocampo molto folto, con Whittingham davanti alla difesa — annichilito fino al 3-0, e il tardivo risveglio dei Bluebirds dopo il gol di Helguson, propiziato da una grave ingenuità di Collins (l’unica, per la verità, di una partita impeccabile per la nostra difesa, davvero eccellente in ogni reparto, da Camp a Gillett), un risveglio propiziato anche da una sciagurata espulsione di Guedioura, un giocatore che sta cominciando a essere pericolosamente preso di mira dagli arbitri, non sempre del tutto a torto.

Per una giornata il Forest, dunque, ha lasciato negli spogliatoi la sua ormai proverbiale difficoltà a marcare, e, ancora di più, è riuscito a superare i momenti di fragilità difensiva che, spesso, colgono la nostra squadra subito dopo che è passata in vantaggio: anzi, in questo caso il vantaggio propiziato dalla straordinaria punizione di Reid (un’altra rete alla Platini: sta diventando davvero una buona abitudine) è stato immediatamente ribadito da un imperioso stacco di Ayala su perfetto cross di Halford.

Qualcuno (anche il Gaffer ha puntualizzato questo aspetto) potrebbe storcere il naso di fronte al finale arrembante del Cardiff City, che dopo il primo gol ha anche colto la base di un palo, ma, voglio dire, non è che puoi giocare con la capolista del campionato senza nemmeno fargli fare un tiro in porta; è inevitabile che anche se noi giochiamo la miglior partita dell’anno una delle squadre più forti della lega abbia il suo quarto d’ora di gloria; le cose importanti sono averlo attraversato tutto sommato rimanendo illesi, e esserci arrivati con un più che meritato vantaggio di tre reti.

Formazione relativamente a sorpresa: Guedioura — al rientro dalla squalifica rimediata per l’espulsione contro il Crystal Palace — viene inserito nello schieramento della vittoria contro il Peterboro al posto di McGugan, apparso ultimamente, in effetti, un po’ troppo autoreferenziale e impreciso nelle conclusioni. Nemmeno in panchina Jenas: il Gaffer ha denunciato la carenza di preparazione, JJ, in un twitter, ha affermato di essere in forma perfetta. Un piccolo giallo che, sarei pronto a scommettere, si risolverà quando Jermaine, dopo la partita contro il Barnsley, a conclusione del mese di prestito, tornerà Viottolo del Cervo Bianco accompagnato — credo — da non molti reciproci rimpianti.

Camp

Halford — Ayala — Collins — Harding

Cohen — Guedioura — Gillett — Reid

Sharp — Cox

Tempo solo inizialmente autunnale e poi via via più sereno al City Groung, onorato dalla presenza di ben quattro atleti olimpici britannici; tre olimpionici: il 200ista paralimpico Richard Whitehead, i canoisti Etienne Stott e Tim Bailey, e una medaglia d’argento, Richard Hownslow, sempre un canoista. Anche se non sono tutti di Nottingham, abitano tutti in città, e i canoisti si allenano regolarmente sul Trent. Numerosa e rumorosa la presenza degli ospiti, circa 1.500, infatti, i tifosi gallesi, quasi tutti con sciarpe o maglie blu, a dimostrazione che la traumatica transizione verso il rosso indocinese non è stata ancora digerita dai tifosi del Cardiff.

Prima occasione per gli ospiti, con un bel cross di interno destro di Conway dalla trequarti sinistra dello schieramento del Cardiff: Cowie sale a impattare di testa nel traffico al limite della nostra area di porta, ma colpisce sporco e il pallone finisce abbondantemente fuori alla sinistra di Camp.

La partita continua con il nostro predominio territoriale, al solito piuttosto sterile, e con il Cardiff in versione Derby County: centrocampo foltissimo e grande rudezza nei contrasti sulla linea centrale, tattica aiutata dall’arbitraggio di Drysdale, decisamente all’inglese.

Venticinquesimo: un campanile da centrocampo pesca Cox al limite dell’area blu, i difensori del Cardiff chiamano il fuorigioco, l’arbitro fa proseguire, Cox alza la palla per Reid; l’Irlandese viene seppellito da McNaughton che gli si arrampica addosso per rinviare di testa, e lo seppellisce nella ricaduta. Punizione ineccepibile dal limite, con palla proprio sulla linea della lunetta, appena sulla sinistra. Posizione più da pittori che da cannonieri: Reid si avvicina alla palla, apparentemente per toccarla per Adlene che prende la rincorsa, invece, da fermo, dipinge una traiettoria meravigliosa che si infila dopo aver sbattuto sotto la traversa della porta difesa da Marshall. Una punizione a foglia morta tipica veramente di quelle che nessuno è più in grado di battere: anche i migliori specialisti, ormai, hanno bisogno almeno di venti metri per far scendere la palla dopo averla calciata. Davvero un’esecuzione superba.

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Punizione davvero alla Mario Corso.

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Rimessa dalla destra di Halford che pesca bene in area Reid, l’Irlandese cerca di destreggiarsi tra i difensori avversari, ma viene chiuso e portato fuori area, Reid la dà indietro a Halford sulla fascia destra; il terzino pennella un cross perfetto sul quale irrompe di testa Ayala che la mette imparabilmente a fil di palo. 2-0 in meno di un minuto.

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Lo stacco “imperioso” di Danny Ayala.

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Siamo allo scadere: rilancio di testa dalla linea centrale del campo di Halford, la palla arriva a Sharp spostato sulla destra all’altezza dell’area di rigore del Cardiff, duro intervento di Connoly e punizione per noi: ammonizione per il ruvido terzino del Cardiff. La punizione viene battuta da Cohen che crossa di interno sinistro sul limite dell’area di porta, Sharp colpisce di testa ma il tiro viene deviato dal muro umano di fronte alla porta di Marshall. Corner di Reid, respinta di testa della difesa, Cohen rimette dentro sempre di testa, Guedioura controlla spalle alla porta poco fuori la six yards box e tenta di dirigere la palla verso la porta di Marshall con un colpo di tacco, la difesa blu libera ancora in corner. Cardiff un po’ allo sbando in questo periodo, e noi cerchiamo il definitivo ko.

Questa volta va alla battuta dall’angolo Cohen, interno sinistro dentro l’area di porta, nuova mischia e Smith libera di testa in out. L’efficacia della pressione del Forest si deduce anche dal fatto che l’ala del Cardiff ormai staziona stabilmente in area per far valere la sua perizia aerea.

In seguito al corner si accende un po’ un parapiglia in area, l’arbitro richiama Cox e lo ammonisce, evidentemente per una scorrettezza.

Nel secondo tempo entra Radi Majewksi per Cox, apparso un po’ nervoso. Ancora una volta, il Polacco conferma la sua grandissima pericolosità, quando può giocare con le spalle coperte da quattro compagni di squadra: azione insistita di Sharp sulla fascia destra, dopo il recupero di un ottimo pallone; Billy si accentra e, poco fuori dall’area, dà la palla a Raddi chiedendo l’uno due proseguendo la sua corsa verso la porta di Marshall. Raddi accende il misuratore laser di fabbricazione tedesca che ha in testa e restituisce a Cox un pallone degno di Xavi: Sharp lo insegue e, da posizione leggermene defilata, trafigge Marshall in uscita anticipandolo con un colpo sotto identico a quello utilizzato quattro anni fa da Torres nella finale degli Europei contro la Germania. insomma, per dieci secondi il Forest è sembrato giocare come la grande Spagna. Straordinario modo di interrompere il digiuno, per il bomber del Southampton, in una delle partite più importanti della stagione.

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Il bellissimo uno-due tra Sharp (sull’esterno, nella foto) e Majewski (sull’interno), e il tiro di Sharp.

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Game over? Sì, ma non senza ulteriore sofferenza. Il terzo gol riscuote il Cardiff e sterilizza la nostra fino a allora efficacissima aggressività.

Rimessa dalla destra della nostra tre quarti di Gunnarsson, mischia in area, Guedioura respinge di testa, Majewski prolunga, Whittingham intercetta e rispedisce verso la nostra aera, Cowie allarga sempre di testa sul lato sinistro della nostra area dove è appostato Conway, che si gira e la dà indietro a Whittingham sui venti metri, cross morbido verso il limite della nostra area di porta, respinta di Halford, Ayala respinge un po’ sporco fuori dall’area, Gunnarsson recupera e crossa di nuovo in mezzo, respinta ancora sporca di Guedioura, Cowie dal limite dell’area spara una botta che si perde una decina di centimetri alla sinistra della porta di Camp.

Rimessa laterale dalla sinistra, all’altezza del limite della nostra area, battuta lunga e Ayala in angolo. Batte Conway, Hudson arriva in relativa libertà a colpire dalle sette iarde, ma per fortuna la sua schiacciata di testa è imprecisa e si perde alla sinistra di Camp.

Guedioura imposta dalla linea centrale per Reid in posizione di regista avanzato, Adlene prosegue la corsa suggerendo a Reid un uno due che l’Irlandese esegue prontamente, Guedioura avanza verso l’area dei Blues e viene contrastato di spalla e cade al limite dell’area. Nel replay si vede che Gunnarsson smanaccia un po’, ma, come diceva Boskov, se la sua fidanzata gli avesse fatto una cosa simile certo Adlene non sarebbe caduto per terra. Un cartellino ingenuo, che si rivelerà pesantissimo.

Avanzata di Witthingham dalla linea centrale del campo, e bellissimo passaggio verso l’esterna sinistra a liberare Conway all’altezza del limite dell’area, cross immediato in mezzo e colpo di testa appena alto del neo-entrato Noone.

Ottimo lavoro di Conway appena fuori dalla nostra area, sulla sinistra del lato corto, cross che attraversa tutto lo specchio della porta e raccolto dall’altra parte da Smith che la dà dietro a McNaughton, avanzato fino al vertice destro della nostra area, il terzino si accentra e la offre a Taylor appostato sul centrosinistra del limite dell’area, tiro di prima intenzione deviato in out da un ottimo intervento di Ayala, davvero determinante oggi. Rimessa battuta da Connolly per Rudi Gestede, entrato al posto di Gunnarsson pochi minuti prima, appostato sulla linea di fondo al limite della nostra aera, Rudi, pure contrastato da Halford, riesce a indirizzare un campanile verso la nostra aera sul quale prende posizione di forza Helguson, pure contrastato da Collins da dietro: l’Islandese colpisce un po’ sporco, ma la distanza è troppo breve per lasciare a Camp il minimo scampo: 3-1 a poco più di un quarto d’ora dal termine.

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Helguson prende posizione e batte Camp dalla corta distanza.

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Il Cardiff riceve dal gol nuovo coraggio: Smith allarga su McNaughton sulla destra della nostra trequarti, il terzino si accentra evitando Harding e la offre a Wittingham, che lancia lungo per Connolly largo a sinistra, Halford lo chiude, Connolly si allarga all’esterno e recupera di forza il pallone, punta di nuovo Halford, stavolta lo salta netto, arriva sul fondo, la mette in mezzo, Ayala respinge ottimamente sulla linea della nostra area di porta, McNaughton rimette dentro di testa, Smith anticipa Gillett e riconquista la sfera poco fuori l’area, fa due passi verso la nostra porta e tira un preciso rasoterra sul palo, Cowie recupera e tira quasi a botta sicura da dentro l’area di porta, Ayala respinge in disperata spaccata, Cowie riconquista nuovamente il pallone, tira di nuovo, ma Camp si è già rialzato dal tuffo appena precedente, e respinge ottimamente in angolo.

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Il tiro di Smith finito sul palo.

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Finalmente riusciamo a ripartire: Gillett dalla linea centrale a Majewski sulla trequarti, immediata apertura per Guedioura sul vertice destro della loro area, Adlene fa un paio di passi in avanti e crossa rasoterra sul limite dell’area di porta; Hudson respinge alla bell’e meglio, sulla respinta arriva Cohen che cerca il tiro a rientrare di esterno destro: il tentativo è destinato al fondo del sacco, con Marshall impotente, ma arriva ancora Hudson a respingere in spaccata. Gillett recupera fuori area e spara senza pensarci due volte dalle trentacinque iarde, il pallone non è angolato ma rimbalza davanti a Marhall, probabilmente incoccia anche in qualche gamba, il portiere blu respinge ma non trattiene, Sharp recupera sulle sei iarde ma è spalle alla porta e non riesce a girarsi, allora la dà a Cohen appostato sul lato corto sinistro dell’area blu, cross immediato ma la palla attraversa tutta l’area e finisce fuori dall’altra parte.

Halford recupera un pallone sulla destra della nostra trequarti, cerca il lancio lungo ma viene contrato dal centrocampo avversario che riporta la palla verso Taylor sulla nostra trequarti, Taylor si gira contrastato da Guedioura, scarica verso Cowie, ma Adlene entra su di lui in netto ritardo: inevitabile il secondo giallo e la conseguente espulsione, l’ultima cosa al mondo di cui hai bisogno se stai vincendo contro la capolista. Guedioura appare sconsolato, e abbandona mestamente il campo per la seconda doccia anticipata di fila.

Mancano sette minuti, entra Moloney per Raddy, e la nostra porta, grazie all’attenta gestione difensiva e all’ottima gestione di palla, corre ancora solo pericolo: un colpo di testa di Noone su corner di Witthingham bravamente parato da Camp, soprattutto, ma non c’è più tempo nemmeno per soffrire.

* * *

Miglior momento: il gol di Sharp e l’ottima prova di Harding, dopo un inizio faticoso al Forest.

Peggior momento: il gol di Helguson, con la difesa davvero molle, e la disciplina in campo: Cox sostituito per nervosismo e Guedioura espulso sono un pessimo segnale, soprattutto alla luce della nostra fedina penale di quest’anno.

Hero: Ayala. Strabiliante in difesa e decisivo nel colpo di testa del 2-0.

Zero: Guedioura. La simulazione non sarà stata nettissima, ma il suo modo di fare e il suo nervosismo in campo stanno cominciando a essere presi di mira dagli arbitri con inquietante frequenza. Datti una calmata.

* * *

Forest: Camp, Halford, Ayala, Collins, Harding, Gillett, Cohen, Guedioura, Reid (Moussi 74′), Sharp, Cox (Majewski 46′ (Moloney 89′)).

NE: Evtimov, McGugan, Tudgay, Coppinger.

Marcatori: Reid 25′, Ayala 27′, Sharp 47′

Ammoniti: Cox 45′, Guedioura 58′, Halford 78′

Espulso: Guedioura 84′ (2nd yellow card)

Cardiff: Marshall, McNaughton (Mason 81′), Taylor, Hudson, Whittingham, Cowie, Conway (Noone 57′), Connelly, Smith, Gunnarsson (Gestede 65′), Helguson.

NE: Lewis, Turner, Kim, Rails.

Marcatore: Helguson 74′

Ammoniti: Connelly 45′, Hudson 90′

Arbitro: Darren Drysdale

Spettatori: 21.491 (ospiti: 1.856)

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Pausa (non) internazionale.

Pausa internazionale anche per Nottingham Forest Italia. Il vostro cronista ha avuto un altro periodo piuttosto accanito, e non ha potuto nemmeno postare il commento alla vittoriosa e preziosissima trasferta di Petersboro, che spero di postare domani, prima del succosissimo clash contro i Redbirds capolista al City Ground.

Andamento altalenante per i nostri ragazzi impegnati a difendere i colori dei loro Paesi: dolceamara (molto più amara che dolce, a dire il vero) la settimana in verdesmeraldo di Simon Cox, protagonista sia della clamorosa disfatta di Dublino (1-6 contro la Germania, con il Nostro impiegato da esterno destro: una delle “follie” rimproverate a Trapattoni dalla stampa irlandese), sia del successo per 4-1 nelle Faroe, con Cox impiegato ancora da esterno nel secondo tempo al posto dell’ottimo prospect del Man U Robbie Brady, a sprazzi identificato come un possibile obiettivo di O’Driscoll per un prestito a gennaio.

Tutta amara la trasferta di Dexter Blackstock a Antigua: dopo una sconfitta per 1-2 in casa con gli USA, nella quale, però, Dex ha segnato la rete del provvisorio pareggio, la nazionale caraibica ha subito un pesante 4-1 a Kingston nel derby anglofono contro i Reggae Boyz. Approfittando della sospensione, che ne avrebbe comunque sia impedito l’utilizzo sabato prossimo, Dex ha ritardato il rientro nell’East Midlands per concedersi un po’ di aviti Caraibi, e come dargli torto.

Dolce, invece, il viaggio di Aldéne Guedioura in Algeria: al Moustapha Tchaker le volpi del deserto hanno ribadito la loro superiorità sulla nazionale libica vincendo 2-0, dopo la vittoria per 1-0 ottenuta sul neutro di Rabat, e si sono così qualificati per la fase finale della Coppa d’Africa, torneo a causa del quale, dunque, perderemo Guedé per circa un mese.

Non convocato, invece, Camp, che non ha potuto, dunque, partecipare all’impresona degli Irlandesi del Nord, protagonisti di uno storico 1-1 sul terreno del Da Luz di Lisbona.

* * *

Tra parentesi, oggi ho visto una delle più bizzarre chiavi di ricerca attraverso le quali qualcuno sia mai arrivato qui sopra: “operato ai tendini di achille può fare karate?”. Non so perché google abbia indirizzato qui il gentile lettore, e temo proprio che non abbia trovato qui sopra la risposta che cercava, ma posso dirgli che mia sorella è stata operata al tendine d’Achille e continua a fare attività sportiva, anche piuttosto pesante, tranquillamente.

Spero che magari qualche volta tornerà a trovarci lo stesso, e che, magari, si faccia prendere dalla passione per la nostra meravigliosa squadra.

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18 ottobre 2012 · 7:25 pm

Molti errori e un grande spirito: NFFC 2–2 Birmingham City

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Nella presentazione al match che abbiamo riportato anche su questo blog, Garry Birtles auspicava che il Birmingham City potesse trovare un City Ground meno morbido e remissivo rispetto a quello sul quale aveva passeggiato, soprattutto nell’ultimo quarto d’ora, l’anno scorso; ma per tre terribili minuti sabato scorso è sembrato di rivedere lo spettro di quel Forest spento e rassegnato che avevamo imparato a conoscere tra le gestioni di McClaren e il primo Cotterill.

Due reti prese a difesa schierata e immobile parevano doverci, infatti, condannare alla prima sconfitta stagionale in campionato e a un brusco ridimensionamento delle nostre pur non ancora gigantesche aspettative, di fronte alla squadra di gran lunga migliore che abbiamo incontrato fino a adesso, Wigan Athletic escluso. E, certo, l’anno scorso il secondo gol dei Blues avrebbe significato la nostra resa incondizionata.

Ma un anno può cambiare davvero tante cose: invece, il Gaffer ha sistemato la squadra dando più peso alle fasce e più fantasia in attacco, e il Forest è ripartito con grande spirito, mettendo finalmente in campo quel passing game fatto di ripartenze in velocità e di rapidi capovolgimenti di fronte del quale O’ Driscoll è maestro. La rimonta è passata attraverso uno strepitoso gol di Cox in doppio controllo volante, e il primo gol di Harding in Garibaldi Red; ma, al di là del punto, preziosissimo, il dato più confortante è stato la capacità del Manager di cambiare volto alla squadra per fronteggiare meglio l’avversario, e la voglia della squadra stessa di cambiare il volto alla partita, Imprese compiute, anche se resta da analizzare la sconcertante prestazione difensiva e i motivi di due gol così sloppy concessi ai ragazzi dell’altro capo delle Midlands.

La formazione iniziale del Forest ricalca quella schierata contro il Charlton Athletic due settimane prima, con la sola eccezione di Sharp schierato al posto dell’acciaccato Cox, infortunatosi nella partita amichevole dell’Eire contro l’Oman.

Camp

Hutchinson — Ayala — Collins — Halford

Gillett

Guedioura — McGugan — Reid

Sharp — Blackstock

Il primo tempo scorre via abbastanza incolore, tanto che anche gli extended highlights del Forest Player danno conto solo della seconda frazione di gioco. Per quanto riguarda la prima parte, le immagini danno conto solo di una punizione di McGugan battuta benissimo, dalla zona Charlton, ma abilmente alzata in angolo da Butland. Le cronache della partita riportate dal sito ufficiale e dai blogger parlano anche di una mezza occasione capitata a Reid, sciupata scegliendo di servire Sharp in cattiva posizione, e, dall’altra parte, di una palla filtrante di Lita per King, sciupata dal simpatico maniaco sessuale su un Camp in provvida uscita.

Certo, contro una squadra veloce, compatta, organizzata e con un ottimo gioco sulle fasce come il Birmingham City, nel primo tempo i Reds non hanno potuto mettere in scena lo stesso scintillante mostrato contro il Charlton Athletic, ma alla mediocrità della prima frazione hanno contribuito la scarsa vena del trio addetto alla costruzione del gioco; Reid, McGugan e, soprattutto, Guedioura: secondo il parere unanime dei commentatori, l’Algerino ha disputato la peggior partita della sua carriera in Rosso.

L’inizio della ripresa, per il Forest, è piuttosto incoraggiante: subito una bella iniziativa di Reid sulla sinistra, conclusa con un cross molto pericoloso sul quale, però, Sharp non riesce a intervenire. Dopo un’ora di gioco — presto, secondo le sue abitudini — O’ Driscoll toglie un Blackstock un po’ spento per inserire il miracolato Cox, per il quale, in settimana, si era temuta addirittura una frattura.

Ma la musica cambia presto: Burke raccoglie una palla nel cerchio centrale del campo, si porta sulla tre quarti piuttosto indisturbato e la allarga sulla sinistra per King; Hutchinson contrasta efficacemente la punta dei Blues, ma il pallone rimpallato viene raccolto da Mullins in sovrapposizione, che dal vertice scarica un tiro potente ma centrale, ben controllato da Camp.

Lita batte una punizia dalla fascia laterale, all’altezza del limite dell’area di rigore, Blackstock respinge bene di testa e Sharp, nel tentativo di recuperare, sul limite dell’area, subisce un fallo da Murphy che lo fa franare sull’arbitro Halsey, ben poco amato al City Ground: questo gesto strappa per l’attaccante dei Saints i primi applausi davvero convinti da parte del pubblico di fede rossa.

Collins esce sulla sua tre quarti per anticipare di testa Lita su uno spiovente proveniente dalle retrovie, ma è una pessima scelta, perché non ci riesce e serve, invece, King, appostato dentro la nostra lunetta. King vede accorrere il neo-entrato Wade Elliot sul vertice sinistro della nostra area e lo serve, Elliott controlla e la restituisce dentro a King, tutto troppo facile; King tira a botta sicura ma coglie il corpo disperatamente proteso di Harding, Mullins si scaraventa sul rimpallo e dal limite dell’area tira al volo una saracca imprendibile che si infila proprio sotto la nostra traversa.

L’ingresso di Redmond all’ala destra mette ulteriormente in difficoltà la nostra squadra: è notorio che la sorta di rombo con il quale giochiamo, molto efficace in fase di possesso palla, è vulnerabile nei confronti di squadre che lavorano molto, e in velocità, sulle fasce laterali.

Murphy trova King sul vertice sinistro della nostra area di rigore con un passaggio di una trentina di iarde, King si volta, la passa indietro a Elliot che fa qualche passo verso la nostra area e scaglia un cross di interno destro verso la nostra area piccola, Ayala respinge di testa verso la nostra trequarti, Reid raccoglie ma, messo sotto pressione da Mullins, trattiene la palla invece di darla via finché il bravissimo interno Blue non riesce a togliergliela con la collaborazione di Redmond, che poi si invola sulla fascia destra saltando come birilli paralitici prima lo stesso Reid in tentativo di recupero, poi Halford, poi entra nella nostra area, e, mentre Collins lo guarda con blando interesse, si guarda intorno, ordina la cena, telefona alla morosa dicendole di accendere la tele perché sta per fare un passaggio decisivo al City Ground, twitta “look me while assisting against #NFFC” dal suo smartphone, e, infine, la passa al limite dell’area a King, più solo e abbandonato al disinteresse generale di Giovanardi al Gay Pride; King prende la mira e con un preciso e inevitabile colpo di biliardo la mette rasoterra a fil di palo alla sinistra di Campo.

Almeno cinque tra cattive scelte, contrasti molli e errori di piazzamento portano, dunque, i Blues in vantaggio di due reti, realizzate in meno di tre minuti, e con meno di venti minuti da giocare: il fantasma dell’anno scorso, come detto, sembra rimaterializzarsi.

Ma questo Forest è fatto di un’altra pasta. McGugan vince un contrasto sulla nostra tre quarti, la dà via malamente consentendo al Birmingham un rapido recupero, i Blues si riportano in avanti ma McGugie non ci sta, e va nuovamente al contrasto su Lita, poco fuori la nostra area di rigore; il nostro 10 riconquista il pallone, se lo porta avanti con slancio possente lungo l’out destro, arriva poco dopo la linea di metà campo, sbilancia con una finta un paio di avversari, alza la testa, vede Cox e lo lancia con grande precisione, ma sembra un pallone con il quale è difficile fare qualcosa di buono; Coxie si getta all’inseguimento del lancio che spiove all’altezza del dischetto, controlla meravigliosamente lo spiovente con l’esterno destro, al volo, portandosi in avanti il pallone di un paio di iarde, e lo colpisce, sempre al volo, ancora di esterno destro, battendo imparabilmente Butland più o meno dal limite dell’area piccola. Gol davvero meraviglioso, che riaccende di entusiasmo la Trent End; Cox raccoglie il pallone dal sacco e lo porta di tutta fretta verso il centrocampo, mostrando la voglia dei Reds di lottare ancora per il risultato.

Il gol spinge O’ Driscoll a modificare totalmente la squadra alla ricerca del pareggio: esce uno spento Guedioura per Harding, un cambio apparentemente inspiegabile, visto che entra un terzino per un centrocampista, ma che consente di riorganizzare la squadra schierandosi a tre dietro e alzando di molto l’azione dei laterali: questo riassetto garantisce allo stesso tempo più copertura dietro e più spinta sulle fasce:

Camp

Ayala — Collins — Halford

Hutchinson                         —                                 Harding

Gillett

McGugan          —                  Reid

Sharp — Cox

L’azione si sviluppa sulla nostra linea difensiva, da sinistra a destra, palla a Gillett che la restituisce indietro a Collins, che lancia lungo e preciso per Billy Sharp sul vertice sinistro dell’area di rigore; Sharp controlla, pur pressato da due avversari, ma è costretto a allargarsi verso la bandierina. Riesce in qualche modo a girarsi e a darla dietro a Reid, anche lui sotto pressione, Reidy si gira molto bene, retrocede qualche metro e la mette in mezzo, sulla tre quarti, per l’accorrente McGugan, che di volo tira un paio di metri alla sinistra della porta dei Blues; però ci siamo!

Ripartiamo di nuovo dalla nostra metà campo, Halford riceve sulla linea mediana e scende di corsa verso la loro tre quarti, arriva quasi al vertice destro dell’area e crossa morbido in area, Ibañez spizza appena il pallone che, però, arriva sul piede di Harding che con un possente sinistro, appena deviato

dallo stesso difensore spagnolo, si insacca imprendibile alla destra di Butland.

Ci sarebbero anche tempo e occasioni per completare il clamoroso come-back, entra Majewski per Gillett e si piazza dietro le punte, dando ancora più peso offensivo alla squadra. Majewski tocca il suo primo pallone lanciato sulla linea di fondo da un bel passaggio di Hutchinson, ma Radi scivola al momento del tocco decisivo in mezzo e consegna una palla innocua a Butland, peccato perché Cox, Sharp e Harding stazionavano, piuttosto liberi, in mezzo all’area di rigore.

Majewski controlla sul vertice sinistro della loro area un bello spiovente dalla destra, si gira, la dà dietro a Reid che crossa di prima un pallone preciso sul quale sale a incornare dalle sei iarde Billy Sharp in mezzo a due avversari, ma non può colpire come desidera e la prende un po’ sotto, alzando la sfera non di molto sopra la traversa Blue. Vedendola al rallentatore, però, in effetti, forse Sharpie avrebbe potuto fare qualcosa di più con quel pallone. Fine, e Forest che riesce a proteggere il record di imbattibilità dall’assalto dei ragazzi delle West Midlands, prima del doppio, difficile trip a Crystal Palace e a Leeds Utd, due campi sui quali l’anno scorso segnammo dieci reti in tutto, ma che, anche per questo, ci aspetteranno sul piede di guerra.

* * *

Due notazioni tattiche:

  • La prima, è l’efficacia con la quale abbiamo giocato da quando siamo passati a tre dietro e abbiamo alzato i due terzini. Potrebbe essere una scelta da praticare più spesso, soprattutto contro squadre abili a giocare sulle fasce come lo è stata il Birmingham City.
  • La seconda è la difficoltà, sempre più evidente, con la quale Guedioura gioca nel centrocampo a tre, spostato sulla centrodestra. Tanto l’algerino era stato efficace l’anno scorso, perno di centrocampo nel 4231 con il quale il Forest aveva chiuso la stagione, e tanto era a suo agio negli spazi aperti da Reid e McCleary, tanto appare meno decisivo come interno destro nel rombo di quest’anno (quello di interno di centrocampo nel rombo è un ruolo difficilissimo, e Reid, più abile a sfruttare gli spazi e a accentrarsi o allargarsi alla bisogna, pare molto più a suo agio di Adlene in questo nuovo compito tattico). Bisogna ricordarsi che dietro a Guedioura ci sono Coppinger e Lansbury che scalpitano, e che potrebbero dimostrarsi più adatti di lui al ruolo di interno; difficilmente, infatti, O’ Driscoll rinuncerà alla doppia punta per tornare al 4231, avendo a disposizione tre attaccanti di ottimo valore. Vedremo come il nostro Gaffer riuscirà a risolvere questo problema tattico, restituendo a Guedioura la sua efficacia e permettendogli di coesistere con l’ormai apparentemente indispensabile Gillett.

* * *

Forest: Camp, Hutchinson, Ayala, Collins(c), Halford, Guedioura (Harding 74′), Gillett (Majewski 81′), McGugan, Reid, Sharp, Blackstock (Cox 60′).

Non entrati: Darlow, Moussi, Moloney, Coppinger.

Ammoniti: Ayala 22′, Hutchinson 54′, Collins 75′, Cox 88′

Marcatori: Cox 73′, Harding 86′

Birmingham: Butland, Murphy, Caldwell(c), Ibanez, Burke (Redmond 70′), Mullins, King, Lovenkrands (Elliott 50′), Spector, Caddis, Lita (Fahey 79′).

Non entrati: Doyle (GK), Davies, Morrison, Zigic.

Marcatori: Mullins 69′, King 71′

Arbitro: Mark Halsey

Spettatori: 22.738 (di cui ospiti: 2.021)

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Buona la prima: NFFC 1 – 0 Bristol City

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Una partenza alla Ben Johnson per il Forest quest’anno, almeno rispetto alle ultime inveterate abitudini: infatti, erano sei anni che i Reds non riuscivano a segnare (e, di conseguenza, a vincere) nel turno inaugurale.

Schieramento iniziale un po’ sorprendente, almeno per me: mi aspettavo Ayala e Cox titolari, invece lo spagnolo, come si saprà dall’intervista rilasciata dopo la partita da O’ Driscoll, è fuori per un lieve infortunio, mentre l’Irlandese di Reading è in panchina per scelta tattica (“si è allenato con noi solo da venerdì, e è molto stanco, ha solo 20 minuti nelle gambe”, ha dichiarato nel dopopartita il nostro Manager), dal momento che il Gaffer, per il suo esordio, sceglie una formazione prudente, con una punta unica e con cinque centrocampisti, anche se molti di questi con “spiccate caratteristiche offensive”, come direbbe Bruno Pizzul.

La formazione è, dunque, il 451, anche se nella manovra offensiva i movimenti dei centrocampisti appaiono molto fluidi, difficili da inscatolare in uno schema numerico preciso: Guedioura avanza spesso, McGugan e Majewski (ottima la prova del polacco) svariano su tutta la tre quarti offensiva, e anche lo stesso Reid, che pure opera di preferenza a sinistra, non disdegna accentramenti e cambi di corsia piuttosto frequenti.

In linea di massima, possiamo identificare la nostra formazione con una sorta di 433, come ha fatto McGovern in telecronaca e come mostrato dalla sovrimpressione degli highlights pubblicati sul sito della Squadra:

Camp

Moloney — Halford — Collins — Harding

Gillett

Guedioura — McGugan

Majewski                  —                         Reid

Blackstock

Detto solo che il prato del City Ground appare sempre come uno dei più belli d’Inghilterra (anche quest’anno mi sa che il nostro Giardiniere porterà a casa il premio per il più bel manto della Lega), e che la sintesi passata dal Forest Player non riporta un possibile fallo di mano di Collins in area Forest all’inizio della ripresa, rivendicato da McInnes nella sua (scomposta) conferenza stampa come una delle ingiustizie patite dai Robins al City Ground, passiamo alla descrizione delle fasi della partita: l’inizio del Forest appare buono e veemente, anche se, nel primo tempo, si contano solo un paio di vere occasioni da rete; la prima azione di qualche rilievo parte da un bello scambio di prima sulla tre quarti centrale del Bristol City tra McGugan, Reid e Blackstock, il quale scarica ancora fuori a Reid che controlla sull’out sinistro, la mette al limite dell’area per Raddi, il polacchino accelera benissimo sul lato corto del box, la mette in mezzo ancora per Blackstock che interviene in spaccata sul secondo palo e mette sull’esterno della rete un pallone a dire il vero difficilissimo. Tornando a centrocampo, Dexter addita ripetutamente Raddi segnalando la sua ottima azione.

Guedioura manovra un pallone sul nostro asse centrale, la dà a destra a Moloney (davvero ottima la prova dell’Under Irlandese) che la smista a sua volta di piatto destro in avanti a McGugan con un passaggio di 40 iarde rasoterra preciso e illuminante, Gugie riceve spalle alla porta, veronica con il sinistro bevendosi un difensore in maglia bianca come un tredicenne che fa il bullo con i bambini dell’asilo, penetra in area e appena dentro scarica il destro colpendo, però, troppo di esterno, e invece di portare pericolo alla porta difesa da Heaton, beneficia qualche fortunato pescatore sulla riva del Trent di un pallone nuovo di zecca: il nostro moicano comincia a mostrarsi volenteroso, ma non proprio in giornata. Bella però l’azione, e, soprattutto, l’accelerazione di Moloney.

Una delle due migliori occasioni del Forest del primo tempo: corner sulla nostra destra, Raddi e Reid sono sulla bandierina, decidono chi batte, batte l’Irlandese, e Majewski comincia a trotterellare verso il centro; Reid calcia un angolo molle sul quale interviene goffamente un centrale del Bristol City rimandando il pallone ancora più mollemente sul vertice destro dell’area, dove nel frattempo era giunto Majewski, che controlla, si accentra di qualche passo e scocca un tiro insidiosissimo di sinistro che toglie la polvere dal sette della porta alla destra di Heaton.

McGugan vince un buon pallone sulla metà campo e lo scarica velocemente su Reid sull’out sinistro, Reid avanza per una ventina di iarde e la restituisce a McGugan sul vertice sinistro dell’area di rigore, il nostro 10 entra in area, si incarta un po’, viene confinato sulla linea di fondo, all’altezza del lato del box, dall’attenta difesa del Bristol City, ma riesce a darla in mezzo: Gillett manca di qualche centimetro l’impatto, in mezzo all’area, che sarebbe stato pericolosissimo, e il Bristol City riesce a liberare.

Fontaine sventaglia un pallone insensato dalla sua alla nostra tre quarti, Guedioura recupera agevolmente passando di testa a Harding sulla sinistra, Harding a Majewski nel cerchio di centrocampo, Raddi si libera del pressing di due avversari e passa di interno sinistro a Blackstock un bellissimo pallone filtrante che libera la nostra punta alle spalle dei difensori avversari, appena decentrato sulla nostra destra a una ventina di iarde dal limite del box; Blackstock cincischia il controllo, perde un po’ il tempo dell’inserimento, e si limita a passarla al centro all’accorrente McGugan, che si incunea in area e tenta il cross, ribattuto però sul fondo.

Quest’azione, secondo me, è piuttosto indicativa di come Dex sia inadatto a giocare da unica punta, data la sua poca efficacia nei movimenti al di fuori dell’area, e la sua macchinosità di manovra: è una tipica prima punta d’area, mentre questa versione “barcellonesca” del Forest (si parvus magno comparare licet), piena di centrocampisti offensivi dai piedi buoni, avrebbe bisogno (giocando con una punta unica) di un terminale magari meno possente ma anche meno statico. Ma vedremo come evolverà il nostro modulo, con l’andare avanti della stagione.

Dalla nostra trequarti Harding lancia lungo sull’out sinistro per Majewski, che controlla ottimamente sulla tre quarti avversaria; dopo aver studiato per qualche secondo la situazione, allarga alla sua sinistra per Reid, che rientra sul destro e crossa in mezzo, dove Blackstock, coperto nell’inquadratura da un paio di avversari, sembra mangiarsi un’occasione clamorosa, mandando fuori di testa un pallone invitante dal limite dell’area di porta. L’immagine è poco chiara, ma sembra davvero la migliore occasione del primo tempo. La faccia desolata di Dex nell’inquadratura successiva conferma l’impressione: probabilmente, almeno secondo la cronaca di NFFCBlog, è scivolato al momento dell’impatto.

Poi, un episodio che ha suscitato commenti polemici da entrambe le parti: le immagini non danno conto delle premesse, per cui non posso giudicare di prima mano la bontà delle ragioni delle due squadre, la cronaca dice che l’arbitro aveva fischiato la sospensione del gioco per permettere di soccorrere Guedioura dopo una sospetta gomitata, ma non dice chi fosse in possesso di palla al momento della sospensione. Fatto sta che l’arbitro scodella sulla linea centrale tra Cunningham e Gillett, il nostro mediano rimane immobile pensando che il nostro ex terzino ci restituisse la palla, invece Cunningham raccoglie il pallone e parte come un ossesso verso la nostra area, con la difesa totalmente impreparata: Collins lo ferma con una piccola ancata. Fischio dell’arbitro, e proteste di tutti i giocatori del Forest, Reid arriva invasato di corsa e spintona il suo compagno di nazionale al petto. Si accende un principio di rissa subito sedato dai giocatori più calmi delle due squadre, e l’arbitro, all’inglese, ammonisce i due giocatori irlandesi, Reid per la reazione e Cunningham per il comportamento antisportivo. Decisione secondo me ineccepibile, ma molto criticata da McInnes alla fine del match, che avrebbe preteso l’espulsione della nostra ala. Il fatto che McInnes, nella sua ricostruzione, abbia completamente sorvolato le cause dell’incidente rende, però, ogni sua pretesa piuttosto pelosa.

Dopo l’episodio, però, il Forest si disunisce un po’. Dopo una manovra un po’ macchinosa del Bristol City sulla nostra tre quarti, Stead raccoglie un pallone sulle trentacinque iarde e tira bravamente di sinistro, impegnando Camp in una parata non semplicissima sulla sua destra. Meno male che il primo tempo è praticamente finito.

Secondo tempo.

Il Forest riprende a attaccare di buona lena, anche se sempre in maniera piuttosto inconcludente: cross di Harding dalla tre quarti sinistra (vedere un terzino sinistro biondo con la maglia rossa fa sempre venire un tuffo al cuore) per Blackstock al limite dell’area, Dex ferma di petto e insacca ma il gol viene annullato per un fuori gioco che appare piuttosto netto.

Majewski lavora un pallone sulla fascia destra, si volta e lo scarica dietro a Moloney (ho già detto che la sua è stata un’ottima prova?), Mol si accentra e — rapito da un attimo di follia o di ispirazione — tira di sinistro dalle quaranta iarde un razzo di katiusha che muore davvero di un niente alla sinistra di Heaton, apparso un po’ in ritardo e sorpreso. Peccato, avrebbe già potuto chiudere dopo un’oretta il discorso per il gol dell’anno della Lega. Applausi a scena aperta di compagni e pubblico al nostro giovane terzino irlandese.

Majewski per McGugan sull’asse centrale della trequarti avversaria, McGugan a sinistra per l’accorrente Reid che tira anche lui, con un po’ troppa fretta, da distanza siderale, un pallone che ci ha su stampato anche il prefisso di teleselezione internazionale, e che il portiere del Bristol City controlla senza nessun patema. È chiaro, però, che in questa fase i ragazzi in rosso sentono un po’ di mancare di incisività in attacco, e cominciano a provare i grossi calibri da lontano.

Un lungo rilancio di Gillett da appena dentro la nostra metà viene mal controllato dai due centrali del BCFC al limite della loro area: si fanno anticipare da Blackstock, che la passa indietro a Majewski sulla trequarti centrale, Raddi pesca di prima l’accorrente Reid che si inserisce benissimo in area e crossa una volta arrivato all’altezza dell’area piccola, Blackstock rimette al centro di testa dall’altra parte dell’area di porta, ma la difesa chiude sull’accorrente Raddi che stava per concludere a rete, e rinvia in affanno, Guedioura recupera sulla loro tre quarti, dietro a Gillett, Gillett apre a Moloney sulla destra (il terzino, in assenza di una vera ala destra, si è masticato davvero tutta la fascia per tutta la partita: guardando a quanto avrà sudato, per i prossimi vent’anni Brendan potrà essere accusato di ogni delitto perpetrato nei pressi della nostra fascia destra, a causa dell’enorme quantità di suo DNA ivi disseminata), Moloney a Guedioura che tenta un tiro dai trenta metri, il tiro rimpalla in area tante volte che se il box del Bristol City fosse un flipper andrebbe in tilt, alla fine loro liberano ma noi sembriamo l’URSS che gioca in power play contro l’Ambrì Piotta: Collins recupera a centrocampo e la ridà in avanti a McGugan, che la scambia in velocità sulla fascia destra con Majewski, penetra in area e cade sul vertice dell’area di porta, permettendo a Heaton il recupero del pallone; il pubblico del Trent End invoca il rigo, ma, oggettivamente, non sembrano esserci gli estremi.

Sulla ripartenza del Bristol City, una delle migliori occasioni per i Robins, con un bel cross di Adomah respinto benissimo di testa da Moloney accentratosi in diagonale per chiudere l’inserimento di Sead.

Urgono cambi per dare più alternative in attacco, che arrivano subito dopo con l’ingresso di Cox per McGugie, autore di una prova piena di volontà e di dinamismo, ma povera di precisione. Il nostro gol viene da un’azione di contropiede, generato da un bellissimo recupero di palla di Guedioura sulla nostra tre quarti, perfezionato da Cox (sempre in ripiegamento quando la palla ce l’hanno gli altri), che la dà a Reid nel cerchio centrale, Reid comincia a scavallare verso il box avversario, il Forest è in superiorità numerica perché tutti i centrocampisti sono ripartiti insieme — con un bellissimo movimento — dopo la riconquista del pallone, Reid arriva sul limite dell’area, vede Cox in rimorchio sulla destra e lo serve con un bel pallone di interno sinistro, Cox, dall’altezza dell’area piccola, a metà strada tra il vertice della stessa e i limite dell’area di rigore, serve un intelligentissimo palloncillo lento indietro, a un metro dalla linea dell’area di porta, sul quale Guedioura interviene con freddezza e precisione per mettere a filo del palo sinistro della porta di Heaton il gol del vantaggio. Il fatto che Guedi sia intervenuto a mettere dentro il pallone che aveva recuperato in tackle sulla nostra tre quarti e che aveva originato il contropiede dimostra la mostruosa utilità di questo giocatore nell’economia del nostro gioco.

Rimane da raccontare solo una bella punizione di Reid dalle 25 iarde, in posizione piuttosto centrale: un interno sinistro precisissimo ma solo appena un po’ lento che Heaton toglie dallo scaffale dove la mamma nasconde la Nutella con un bellissimo colpo di reni, e un finale un po’ in apprensione del Forest, più attento a controllare gli invero timidi tentativi di recupero del Bristol City che a consolidare il vantaggio: in questo periodo, da segnalare solo una bella incursione in area di Cox lanciato sulla sinistra da una ripartenza di Harding, con una doppia conclusione della punta irlandese rimpallata dai difensori del Bristol City, e una conclusione sbilenca di Blackstock che raccoglie dal limite la seconda respinta della difesa bianca.

La pressione del Bristol vede un unico momento di grave pericolo, con Anderson che raccoglie dalla linea di fondo — all’altezza del limite dell’area piccola — un lancio alla disperata di Carey con attaccato un festone lungo tre metri con su scritto a lettere cubitali VIVA IL PARROCO: la nostra ex ala riesce a rimettere in mezzo un pallone al quale, fortunatamente, nessuno degli attaccanti del Bristol City aveva creduto, e che Collins controlla con calma e mette fuori per il fischio finale dell’arbitro Miller.

Tutto sommato, anche alla riprova degli highlights, viene confermata l’impressione avuta dalla radiocronaca di Fray-McGovern: una buona prova, ottima dal punto di vista difensivo, meno brillante da quello offensivo, sbloccata anche grazie alla maggiore concretezza data al reparto di attacco dall’ingresso di Cox, che difficilmente potrà rimanere in panca quando avrà recuperato la migliore condizione.

Per quanto riguarda il dopo-partita, la notizia principale è la dichiarazione di Fawaz Al-Hasawi sul fatto che il mercato del Forest non è ancora finito, e che, in particolare, la squadra sta cercando l’ala destra richiesta dal Manager al Board. Anche con uno o due altri innesti, non credo che il Forest potrà fare molto di più che un buon campionato di metà classifica (in fondo, abbiamo battuto con una certa fatica una delle poche squadre che l’anno scorso aveva fatto peggio di noi, e che lo scorso fine settimana era stata battuta in casa in Coppa di Lega dal Gillingham), magari con un paio di annusatine alla zona play-off, ma, certo, potrà togliersi soddisfazioni, e rodare un gruppo che l’anno prossimo potrà senz’altro dire la sua in chiave promozione.

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Forest: Camp, Moloney, Halford, Collins (c), Harding, Gillett, McGugan (Cox 68′), Guedioura, Majewski (Lascelles 90′), Reid (Greening 90′), Blackstock.

Non entrati: Evtimov (GK), Hutchinson, McGoldrick, Tudgay.

Ammoniti: Reid 38′

Marcatore: Guedioura 71′

Bristol City: Heaton, Woolford (Anderson 78′), Adomah, Cunningham, Foster (Elliott 70′), Pearson (Pitman 89′), Mark Wilson, Stead, Fontaine (c), Carey, Skuse.

Non entrati: Gerken (GK), James Wilson, Kilkenny, Morris.

Ammoniti: Cunningham 38′

Spettatori: 21.575 (di cui ospiti: 1,201)

Arbitro: N. Miller

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Stasera, prima in trasferta contro l’Huddersfield, visto ottimamente a Cardiff nell’anticipo, per fortuna ancora muniti di un John Rhodes a mezzo servizio dopo l’infortunio e, probabilmente, ancora fuori.

Per noi, il dubbio è soprattutto Ayala: se lo spagnolo rientrasse al centro della difesa, l’ottimo Halford visto sabato slitterebbe a destra, al posto di Moloney, o a protezione della difesa, al posto di Gillett.

Il pronostico all’inizio di un campionato per una partita tra due squadre che hanno cambiato abbastanza appare difficilissimo, ma la bontà della nostra fase difensiva appare un buon letto di roccia per affrontare questa coppia di trasferte, la seconda delle quali, venerdì in anticipo a Bolton, di quelle davvero da far tremare i polsi.

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NFFC 1 – 0 Bristol City

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Per la prima volta dal 2006, il Forest vince la partita inaugurale della propria Lega. Decisivo l’ingresso di Cox per McGugan: Simon ha offerto a Guedioura l’assist decisivo. Ottime anche le partite di Majewski e di Moloney, mentre Blackstock è stato piuttosto impreciso davanti.

Seguirà un commento più articolato dopo la pubblicazione degli highlights sul Forest Player.

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