Archivi categoria: stagione 2012-2013

i post sulla gestione corrente, le partite e l’andamento del Forest

Alex McLeish!

|

Alex McLeish, manager scozzese allievo di Ferguson (fece parte dell’Aberdeen dei miracoli: la sua partnership con Miller e Leighton formò uno dei più formidabili triangoli arretrati della storia del calcio scozzese; inoltre, la leggenda dice che fu proprio sir Alex a convincerlo a intraprendere la carriera manageriale dopo la fine di quella agonistica), è il nuovo manager del Forest.

Le sue precedenti esperienze lo hanno portato sulle panchine di Motherwell (portato dalla seconda alla prima divisione scozzese) e Hibernian (anche questo club portato alla promozione in Prima Divisione), ai suoi esordi; poi, il suo periodo più ricco di successi, quello ai Rangers, dal 2001 al 2006: alla guida dei Gers conquistò due campionati e cinque coppe di Scozia. Alla guida dei Rangers fu, inoltre, il primo allenatore a ottenere la promozione agli ottavi di finale di Champions’ League, nella nuova formula.

Nel 2007 prese le redini della Nazionale scozzese, per guidarla alla conclusione del girone di qualificazione agli Europei, con buoni risultati: dopo aver sconfitto Faroe e Lituania, arrivò per i Blues una clamorosa vittoria in Francia e un’ottima vittoria interna contro l’Ucraina; questi risultati furono in parte vanificati da una sconfitta in Georgia, che lasciò, come unica porta aperta per la qualificazione, quella di una vittoria nell’ultima partita contro l’Italia campione del mondo. Arrivò, invece, una sconfitta, e con questa le dimissioni di McLeish.

Dopo quella internazionale, si aprì la pagina inglese: Birmingham City, dal dicembre 2007, con il quale, nonostante un buon campionato, non riuscì a mantenere il posto in PL; l’anno successivo riuscì, però, a tornare nella massima serie e l’anno dopo ancora, nel campionato 2009-10, stabilì un record per i Blu del St Andrew’s, guidandoli a una serie di dodici partite senza sconfitte e ottenendo, primo allenatore del Birmingham City della storia, il premio di Manager of the Month per il dicembre 2009. Il City si piazzò nono in campionato, il più alto piazzamento per i Blu da cinquant’anni.

Nel febbraio del 2011 vinse, sempre con il City, la Coppa di Lega battendo l’Arsenal nella finale di Wembley per quello che il manager di Glasgow considera il suo trofeo più prestigioso.

I problemi finanziari e di spogliatoio che cominciarono a colpire il Birmingham, però, li portò, nello stesso anno, a una nuova retrocessione in Championship, e, nonostante il rinnovo del contratto che gli era stato garantito l’anno prima e la conferma della fiducia da parte del Board, McLeish decise di lasciare i Blues per approdare ai loro più acerrimi nemici, l’Aston Villa. McLeish varcò il Rea tra infinite polemiche, di tipo legale e di tipo ambientale (i tifosi del Villa protestarono vivacemente dopo il suo ingaggio, e non impararono mai a apprezzarlo, anche perché i risultati della sua gestione furono molto deludenti). Portò in blue-claret Given, N’Zongbia e Robbie Keane, ma la sua stagione fu quasi disastrosa; sia come risultati: 16°, a due punti dalla relegazione, con il peggiore record casalingo della storia dei Villans, segnato da sole quattro vittorie; sia come gioco, a detta di tutti coloro che hanno seguito l’AVFC in quella stagione veramente orrendo. Fu, dunque, esonerato alla fine della stagione 2011-12, e è stato fermo fino all’ingaggio del Forest.

Nonostante il fatto che la sua fama e la sua carriera, per i meno accorti conoscitori del calcio britannico, siano pesantemente segnate dalla stagione passata sulla panchina blue-clarets, il giudizio della carriera manageriale di McLeish, dunque, non può essere giudicato negativo. Ha condotto tutte le squadre che ha allenato, sia la Nazionale scozzese, sia i club, a buoni quando non storici traguardi; ha mostrato una certa capacità nello scegliere giocatori e nel gestire gli spogliatoi, anche in situazioni difficili; ha sempre dato alle sue squadre un gioco solido, anche se certo improntato a un deciso difensivismo e a assoluta mancanza di spettacolarità. Dimentichiamoci, dunque, i tentativi di gioco aperto e palla a terra che SOD ha cercato di dare al Forest sin dal suo arrivo a metà della scorsa stagione, e prepariamoci a vedere un 451 rognoso, con due centrocampisti difensivi. Sarebbe potuto essere, secondo me, un ottimo manager per la nostra eventuale prima stagione in PL, ma ho seri dubbi sul fatto che, con il materiale umano e la situazione della squadra attuali, possa fare meglio di quanto non abbia fatto SOD. Naturalmente, spero tanto di sbagliarmi.

Annunci

1 Commento

Archiviato in stagione 2012-2013

Sean O’Driscoll esonerato!

Intanto, mi scuso se per una serie di influenze, impegni lavorativi e incombenze festive ho trascurato il blog in questo mese, ma mi riprometto di mettere in pari se non altro la cronaca delle partite nel prossimo mese di gennaio, per poi riprendere anche la pubblicazione di articoli di tipo storico e divulgativo. Ora, mi preme intervenire per un’ultima ora clamorosa.

Pare incredibile, ma appena dopo la brillante vittoria dei Reds sul Leeds United, con la squadra a un punto dalla zona play-off, il nuovo presidente della Squadra, Fawaz Al Hasawi, ha deciso di esonerare il tecnico della squadra, Sean O’Driscoll. Questo, dopo aver ripetuto fino alla nausea che l’obiettivo della PL era un obiettivo a lungo termine, e dopo aver ripetutamente confermato la fiducia a O’Driscoll, che fino a ora ha guidato la squadra a un campionato dignitosissimo.

Evidentemente, la nuova proprietà, ancor prima di aver guadagnato qualsiasi tipo di credibilità nei confronti dell’ambiente della Football League, o di affetto nei confronti della tifoseria e dei giocatori, vuole inserirsi di prepotenza nel gruppo di ricchi buffoni che sta rovinando il calcio inglese (per non dire il calcio europeo in generale).

Evidentemente (e sperabilmente) la proprietà ha già in mente un’altra guida per il Forest e per il mercato di gennaio, altrimenti avremmo a che fare non solo con dei pagliacci incompetenti, ma anche con dei completi psicopatici.

Ad ogni modo, se questa decisione è lo specchio di quella che sarà la politica di gestione del Club da parte della famiglia kuwaitiana, possiamo dire già da ora che non è certo di personaggi di questo tipo che il Forest aveva bisogno, miliardi o non miliardi, e difficilmente l’affezione dei tifosi nei confronti della maglia True Red potrà beneficiarne.

4 commenti

Archiviato in stagione 2012-2013

FA Cup Third proper round tie.

Oggi è stato sorteggiato il terzo turno della FA Cup, quello in cui entrano in scena le squadre di prima e di seconda divisione. Il Forest giocherà in casa contro l’Oldham Athletic AFC, e la partita si disputerà nel week-end tra il 5 e il 6 di gennaio del 2013.

Il precedente più illustre tra le due squadre è, indubbiamente, la finale di FA Cup del 29 di aprile 1990, vinta dal Forest per 1-0 grazie a un gol di Jemson, un giocatore del 1969 di scuola Preston NE. Nigel Jemson fu una meteora tra i Reds, dal momento che giocò per noi solo un paio di stagioni. A dire il vero, Jemson fu una meteora quasi in ogni squadra in cui ha giocato, dal momento che vanta un singolare record: ha giocato, infatti, in 13 squadre della Football League e in una della Scottish League nella sua carriera; le due stagioni disputate al Forest, dunque, rappresentano quasi, per lui, un primato di fedeltà.

I punti più alti della carriera di Jemson furono due: il primo, naturalmente, il gol solitario che ci valse la Coppa di Lega del 1990, e il secondo la doppietta con la quale, tredici anni più tardi, eliminò l’Everton nel terzo turno della FA Cup del 2003 vestendo la maglia dello Shrewsbury Town.

Jemson, dopo l’avventurosa carriera di cui abbiamo accennato, gioca ancora nei dilettanti del HKDC Mobsters, dopo un’ultimo spezzone di carriera professionistica all’Halifax terminato nel 2008.

Non sono riuscito a trovare gli hi-lits della finale del 1990, per cui metto qui di seguito il servizio relativo a tutta la cavalcata vincente del Forest in quell’edizione della Coppia di Lega, sperando di far cosa gradita ai lettori.

* * *

1 Commento

Archiviato in stagione 2012-2013

“The family guys”: Wolverhampton Wandereres 1-2 Nottingham Forest

|

Ormai lo sanno anche i sassi, ma Sean O’Driscoll, nonostante le ovvie origini irlandesi, è nato nella Black Country, e è cresciuto calcisticamente (“born and bred”, ha detto lui al nostro Player) sugli spalti del Molineux Ground, facendo il tifo per i Wolves, squadra per la quale un sacco di suoi parenti sono tuttora abbonati. La vita porta via, in posti differenti, ha dichiarato, ma le cose con le quali sei cresciuto non cambiano mai: per questo, ha detto SOD, guardo sempre il risultato dei Wolves, per prima cosa, non appena posso. Tutti hanno il loro club preferito, e loro sono il mio. Per questo è particolarmente bello essere arrivato qui, a poter competere con loro.

Beh, questa volta il risultato dei Wolves Sean O’Driscoll non ha avuto bisogno di guardarlo sul televideo o su internet, e, romanticismo su romanticismo, grazie a un altro ragazzo per il quale quello di sabato è stato un giorno speciale, uno che al Molineux ha lasciato un bel po’ di ricordi, direi che è un grande risultato: otteniamo due vittorie di fila, il che, per noi, è sempre un’impresa titanica, e vinciamo a Wolverhampton, campo per noi difficilissimo in ogni stagione e in ogni epoca storica. È stata una partita aperta e combattuta, piena di occasioni da una parte e dall’altra, ma la nostra vittoria, fatto il conto delle occasioni e, soprattutto, degli equilibri del gioco, non è affatto demeritata.

Giorno uggioso da Black Country novembrina, bellissimo sempre il Molineux e il suo pubblico, all’inizio del servizio si vede benissimo O’ Driscoll che si gira verso la tribuna, cerca con lo sguardo qualche parente o qualche amico, e lo saluta con il pollice, felice come una pasqua. La squadra, rispetto alla partita precedente contro lo Sheffield Wed, è rivoluzionata, e questa è un po’ una novità, abituati come siamo a un certo conservatorismo. In difesa rientra Harding, che va a sinistra, esordisce il nostro nuovo acquisto, lo scozzese Hutton, che va a occupare la sua fascia destra, mentre in mezzo sono, loro sì, confermati Ward e Collins. A centrocampo giostrano il solito Gillett basso, Guedioura alto, mentre Cohen e Lansbury occupano i vertici laterali del rombo, essendo piuttosto acciaccato Reid. Davanti, inamovibile, la coppia formata da Cox e Sharp.

Camp

Hutton — Ward — Collins — Harding

Gillett

Cohen — Guedioura — Lansbury

Sharp — Blackstock

Gli Old Goldies partono in avanti: su un rilancio dalla linea di metà campo, Ward, una ventina di iarde fuori dall’area, sulla destra del loro schierament, anticipa in elevazione il capitano dei Lupi, Doyle, ma l’arbitro ravvisa un fallo che probabilmente c’è tutto. Batte Sako di interno sinistro verso la porta di Camp, ma chiude troppo il piede, e invece di un passaggio ne viene fuori un tiro che Camp controlla con grande facilità.

Giro palla dei Wolves sulla nostra trequarti, palla a Pennant in posizione centrale, Pennant cerca l’accelerazione verso la nostra area e viene contrastato piuttosto blandamente da Gillett e da Guedioura, che deviano la palla verso la nostra porta. Il più svelto a impossessarsene è Sigurdarson, un paio di iarde dentro il nostro box: non cerca nemmeno il controllo, ma tira di prima di collo destro trovando un diagonale imprendibile per Camp.

|

wpid-schermata2012-12-02alle11-40-59-2012-11-26-20-21.png

La palla passa attraverso il filtro del nostro centrocampo, nell’occasione organizzato con maglie piuttosto larghe, e arriva a Sigurdarson: facile per l’Islandese, completamente smarcato nella nostra area, battere Camp di prima.

|

La nostra reazione, però, è immediata. Ottima difesa di palla nella tre quarti avversaria da parte di Lansbury, Sharp e Guedioura, alla fine la palla arriva all’Algerino che da una quarantina di iarde prova un tiro che viene deviato in fallo di fondo, involontariamente, da Sharp. Guedioura si irrita un po’ con il compagno perché non è stato lesto a togliersi, ma è un rimprovero mosso un po’ alla cazzo, visto che Sharp era vicinissimo e il tiro era veramente violento. Ad ogni modo, consideriamo l’azione come un’ottima prova generale, e passiamo oltre.

Word stoppa bene un’avanzata di Sako fuori dalla nostra area e rilancia verso la metà campo, Guedioura la dà indietro a Lansbury, spostato sulla destra una trentina di iarde dentro la nostra area: a questo punto, lo spirito di Suarez, di Krol e di Platini messi insieme si impossessano dell’interno ex Arsenal, che, di prima, pennella un passaggio smarcante di sessanta metri per Sharp, prontamente scattato e pescato una ventina di metri fuori dall’area dei Lupi senza nessun avversario davanti: ottimo controllo di esterno destro, arriva fino al limite dell’area, evita il recupero di Johnson e batte in preciso diagonale Ikeme sul lato lungo. Davvero un lancio meraviglioso, di quelli che il calcio moderno, molto più basato sul possesso di palla e sul fraseggio fitto, offre sempre più raramente.

|

wpid-schermata2012-12-02alle11-59-33-2012-11-26-20-21.pngwpid-schermata2012-12-02alle12-00-03-2012-11-26-20-21.png

Lansbury (il giocatore del Forest più vicino alla linea laterale nell’immagine superiore) lancia, e Sharp riceve. A Platini non sarebbe dispiaciuto avere in bacheca un passaggio così.

|

Subito dopo, approfittando del colpo al fegato appena inferto, Cox cerca il KO infilandosi nell’area dei Wolves dalla sinistra e cercando il tiro a giro di interno destro sul palo lungo, fuori di un metro.

Abbiamo alzato la nostra pressione, e i Lupi si rendono pericolosi soprattutto in contropiede. impossessatosi di una nostra rimessa laterale vicino alla loro bandierina, il loro Ward, il terzino destro dei Goldies, riparte sulla fascia destra arrivando sulla nostra trequarti, e cerca con un passaggio diagonale l’inserimento di Sako, completamente smarcato dall’altra parte del campo. Sako arriva sul limite della nostra area, Gillett e Hutton cercano di chiudere su di lui; l’ala franco-maliana cerca il controllo di sinistro e tira di destro, un po’ affrettatamente, spedendo la palla alta sulla porta di Camp. Ancora un grave rischio corso dopo aver gettato via una rimessa laterale offensiva, una fase di gioco sulla quale si dovrà lavorare.

Uno-due molto bello tra Cox e Cohen, che lancia la nostra punta verso il vertice destro della loro area di rigore; Cox viene chiuso verso la linea di fondo dalla difesa dei Wolves ma riesce a girarsi benissimo e a girare dietro verso l’accorrente Sharp, che dalle dodici iarde, relativamente libero, arriva troppo sotto al pallone e tira clamorosamente alto.

|

wpid-schermata2012-12-02alle12-14-47-2012-11-26-20-21.png

Ottima occasione, ma, probabilmente, Sharp non ha avuto lo spazio per coordinare meglio il tiro.

|

Guedioura recupera in ottimo palleggio una bella palla sulla nostra trequarti, dopo una respinta di testa del nostro Ward su un cross del loro Ward: palla sulla sinistra per Cohen che cerca a sua volta il lancio da urlo di cinquanta metri per Sharp, lanciatosi verso la porta avversaria. Sharp riesce a controllare, controlla la situazione e da una iarda fuori dalla linea corta dell’area di rigore crossa in mezzo per Cox che trova l’impatto più o meno dal rigore ma spedisce alto anche lui. Come al solito, le nostre punte sono molto più efficaci in costruzione che in conclusione.

Altra azione in contropiede dei Wolves con un altro giro palla sulla trequarti che trova Sako smarcato sulla sinistra. Sako entra in area, salta Hutton sull’esterno e da un paio di iarde dalla linea di fondo crossa in mezzo, Camp smanaccia via in maniera un po’ goffa, proprio sui piedi di Doyle che colpisce a botta sicura da dentro l’area di porta, ma trova un miracoloso tackle di Collins a respingere.

!

wpid-schermata2012-12-02alle12-22-07-2012-11-26-20-21.png

Il grande tackle di Collins su Doyle.

!

È il momento migliore dei Wolves: azione insistita di Pennant sulla destra, cross dal fondo e respinta affannosa in corner di Lansbury in ripiegamento difensivo. Sul corner successivo, batti e ribatti in area, palla a Doyle sul lato corto dell’area opposto a quello di battuta dell’angolo, cross in mezzo, deviazione al volo di Siguradarson e miracoloso intervento di Camp a salvare la nostra porta. L’Islandese tenta di inviare in rete di testa la respinta, ma è scoordinato, la palla è alta, e riesce solo a passarla al nostro estremo. Camp rimane lucido e lancia sulla sinistra Cox, che riceve sulla nostra trequarti e si lancia in contropiede. Dialogo con Cohen sulla sinistra, cross della nostra ala sul limite della loro area e tentativo di Sharp contrastato in tackle efficace da Johnson. Partita davvero bella, un grande spot per il nostro campionato, visto che è trasmessa in diretta da al Jazeera.

Dopo l’ammonizione di Lansbury per un brutto fallo su Sako in ripartenza all’altezza della linea di metà campo, ripartiamo con un uno-due tra Cox e Sharp sulla sinistra del nostro schieramento. Sharp punta il vertice dell’area di rigore, vede l’inserimento di Guedioura dall’altra parte e cerca di servirlo con un interno destro morbido. Johnson interviene di testa, ma proprio sui piedi di Lansbury che si impossessa del pallone al limite dell’area e questa volta cerca di imitare Maradona, con uno slalom dentro l’area Old Goldie che lo porta a saltare due avversari e a tirare un possente diagonale deviato con difficoltà da Ikeme sul fondo.

|

wpid-schermata2012-12-02alle12-43-06-2012-11-26-20-21.png

Lansbury salta il primo avversario con un interno destro, e sta per saltare il secondo con un tocco d’esterno, prima di andare al tiro: “fantastic play”!

|

Il secondo tempo è un po’ più lento e meno avvincente della prima parte della partita: Il primo pericolo viene da Cox, che interviene sulla loro trequarti a impossessarsi di un fraseggio impreciso in disimpegno dei Wolves. Cox serve Cohen in inserimento centrale, Chris arriva sul limite centrale dell’area di rigore e la porge sulla destra all’accorrente Sharp. Sharp cerca uno spazio per il tiro ma non lo trova, allora decide di ripassare a Cox lungo l’asse del limite dell’area. Coxie controlla in mezzo al traffico, con un po’ di difficoltà, e tira un po’ sporco, per un facile controllo di Ikeme.

Guedioura riconquista un altro pallone sulla nostra trequarti con fare gladiatorio, la offre sulla sinistra a Cohen che trova l’uno-due con l’Algerino lanciandolo in profondità. Guedioura avanza fino alle venticinque iarde, poi esplode un tiro di collo interno destro che si infila imparabilmente a mezza altezza a fil di palo sulla destra di Ikeme. Tiro fantastico e vantaggio nostro, per la prima volta da tipo 35 anni al Molineux!

|

wpid-schermata2012-12-02alle13-01-02-2012-11-26-20-21.png

Fantastico tiro di Adlene, che dopo aver segnato sceglie di non esultare, per rispetto ai vecchi tifosi. Ma che cagata.

|

Il Wolverhampton, come tutte le squadre in crisi, non si rialza più dalla mazzata, e ci consegna la partita quasi senza più combattere.

Dopo un’azione molto confusa seguita a un corner di Pennant, però, siamo noi a ripartire, con una bella palla sradicata dall’immenso Lansbury dai piedi di Sako, che aveva a sua volta sottratto il pallone a Cox con un contrasto apparentemente irregolare, e rilanciata immediatamente a Cox con una grande apertura di una quarantina di metri; Sharp viene anticipato, questa volta, da una buona uscita fuori area di Ikeme.

Purtroppo, il contasto subito da Cox, apparso dal repley quasi da rosso, provoca gravi danni alla sua caviglia, che verranno in seguito diagnosticati guaribili in un paio di mesi. Coxie esce in barella e viene sostituito da Blackstock.

Dopo una nostra buona azione di alleggerimento, Sharp trova un gran tiro dalle venti iarde, purtroppo troppo centrale, e controllato in due tempi da Ikeme..

Discussioni nel finale: Doyle, già ammonito, calcia via la palla dopo che gli è stato fischiato un fallo sul recupero di Harding. L’arbitro lo richiama e gli fa un pistolotto di cinque minuti, che, certamente, ha contribuito alla crescita morale della punta del Wolverhampton, ma non alla credibilità di un arbitro che si è chiaramente cacato addosso astenendosi dal tirar fuori un sacrosanto secondo cartellino giallo.

Dopo sei minuti di recupero, l’arbitro finalmente fischia per il nostro primo successo a Wolverhampton

* * *

Momento migliore: il passaggio di Lansbury per Sharp, straordinario per forza, precisione, visione di gioco, immediatezza di decisione e prontezza.

Momento peggiore: l’infortunio di Cox. Con il senno di poi, il lavoro della nostra punta davanti e sulla tre quarti è risultata una perdita gigantesca per il nostro gioco..

Hero: Lansbury e Guedioura hanno disputato una partita gigantesca. Dovendo scegliere tra i due, scelgo il londinese. Se avesse segnato dopo il doppio dribbling di interno-esterno sarebbe stato il gol dell’anno, ma anche così è stato il giocatore chiave dell’impresa.

Zero: Nessuno; un pochino deludente la prova dell’esordiente Hutton: da un giocatore con diverse presenze in Champions, anche all’esordio, ci si sarebbe dovuti aspettare un po’ più di personalità.

* * *

Forest: Camp, Harding, Collins (c), Ward, Hutton, Gillett, Guedioura, Lansbury (Moussi 88′), Cohen, Cox (Blackstock 65′), Sharp (Moloney 90′).

NE: Darlow, McGugan, Coppinger, Ayala.

Marcatori: Sharp 16′, Guedioura 57′

Ammonito: Lansbury 42′

Wolves: Ikeme, Edwards, Sako, Ward, Johnson, Sigurdarson, Berra, Pennant (Ebanks-Blake 75′), Doumbia (Davis 75′), Doyle (c), Foley (Forde 89′).

NE: De Vries, Stearman, Nouble, Batth.

Marcatore: Sigurdarson 6′

Ammonito: Doyle 39′

Arbitro: Roger East

Spettatori: 22.527

Lascia un commento

Archiviato in stagione 2012-2013

Sulla ricostruzione della squadra – 3: Mark Arthur al Footballers’ Football Show

|

Questa notte, Mark Arthur è intervenuto al Footballers’ Football Show, ospite di David Kelly insieme a George Boateng (acquisto di McClaren, ora gioca nella Super-League malaysiana) e Sam Allardyce. Speriamo di fare cosa gradita riportando di seguito le sue dichiarazioni.

David Kelly: Ora, con i nuovi proprietari del Nottingham Forest in carica, chi è l’interlocutore principale di Sean O’Driscoll?

Mark Arthur: Sean lavora con Keith Burt, il nostro direttore dello scouting, entrambi parlano con me. Nessuno di noi parla con il nostro principale azionista su basi regolari. Fawaz Al Hasawi vive in Kuwait, e cerca di venire in Inghilterra ogni volta che può. Il nostro presidente, Omar Al Hasawi, vive a Londra, e viene a vedere al City Ground tutte le partite. Il dialogo con lui è molto buono.

Abbiamo cominciato a lavorare insieme solo quattro mesi fa, abbiamo cominciato a preparare la nuova stagione molto tardi — il takeover ha avuto luogo quando già era iniziata la preparazione pre-campionato — e la nuova proprietà ha fatto un ottimo lavoro nel permettere a Keith e a Sean di prendere i giocatori di cui pensavano di aver bisogno. Alan Hutton, arrivato oggi, è il 15° giocatore arrivato al Nottingham Forest da quando O’Driscoll è in carica. Ci vuole un po’ di tempo, per stabilizzare la situazione.

Abbiamo avuto un incontro con i proprietari all’inizio di questa settimana per discutere a quale punto sia il lavoro di ricostruzione della squadra, e di che cosa c’è bisogno a gennaio. La comunicazione è un fattore vitale, anche se le notizie da trasmettere non sono molte: è importantissimo parlare l’un l’altro, io non sono mai stato per il “divide et impera”, non mi è mai sembrata la via giusta per andare avanti.

DK: Qual è la cosa più difficile da fare? Licenziare un manager o trovarne uno nuovo?

MA: Senz’altro trovare la persona giusta per un lavoro. Non basta parlare con un potenziale nuovo manager, parlare di tutti i differenti aspetti del lavoro, e certamente abbiamo parlato moltissimo con Steve McClaren l’anno scorso prima che accettasse l’incarico — a essere sinceri, avevo sempre pensato che avrebbe rifiutato, per andare a allenare in Premier League — e non ci siamo resi conto che non era l’uomo adatto per la sfida che ci stava di fronte. Noi guardavamo a questa da un certo punto di vista, e lui la stava osservando sotto un punto di vista totalmente differente. Probabilmente non ci siamo mai capiti l’un l’altro, è questo il motivo principale per cui Steve ha deciso di mollare dopo 111 giorni.

Sono stati fatti errori da parte di entrambe le parti, in questa faccenda. Penso che quello che abbiamo fatto quest’anno, quando abbiamo deciso di portare Sean O’Driscoll al Forest sia stata una cosa che i giocatori volevano, e che i tifosi volevano. Qualcuno che sia un costruttore, e che faccia con calma il suo lavoro. Questo è esattamente quanto i nuovi proprietari desiderano fare, dal momento che hanno dichiarato che il progetto è quello di conquistare la Premier League in quattro anni. Vogliono costruire un club adatto alla massima serie, con fondamenta solide, e questa è una cosa straordinaria, sia dal punto di vista di Sean, sia dal mio.

George Boateng: Durante il mio periodo di permanenza al Forest non ho quasi mai parlato a Mark, perché era molto occupato nell’opera di acquisizione dei giocatori. Quando è arrivata la nuova proprietà, tutti erano convinti che stessero cercando un top manager, di alto profilo, ma alla fine hanno scelto Sean. Qual è la verità? Sean era una prima scelta, o un ripiego dopo che i tentativi di portare al Forest un top manager sono falliti?

MA: La nuova proprietà ha organizzato in maniera eccellente un sistema di approcci e di colloqui. Molte persone con le quali hanno parlato o non erano convinte che questo fosse il lavoro giusto per loro, o non hanno convinto i proprietari di essere le persone giuste per il Nottingham Forest. Invece di gettarsi di volata dentro una scelta poco convinta, hanno scelto di fare una riflessione generale su tutto quello che avevano raccolto e di parlare con me e con Keith: ci chiesero proprio “che cosa dobbiamo fare?”. Noi siamo stati in grado di intervenire, con la nostra esperienza di lavoro al Nottingham Forest, e di aiutarli a prendere una decisione. Sono molto contento della scelta, e confido che sia stata la scelta migliore: penso che nelle vene del club scorra una vera armonia per la prima volta da tantissimo tempo.

GB: La classifica della lega lo dimostra…

MA: Abbiamo 26 punti. Lo scorso anno impiegammo 31 partite per raggiungere 26 punti. Quando si portano in squadra 14, ora 15 nuovi giocatori così velocemente, ci vuole tempo per dare una forma al gioco. Sean ha fatto un lavoro rimarchevole in un periodo di tempo molto corto, e abbiamo anche avuto un po’ di infortuni in difesa, a complicare le cose. Da qui l’ingaggio di Alan Hutton, proprio di oggi. Quindi, io penso che il meglio debba ancora venire, e che non possa venire fino alla prossima stagione. Ma chissà, se riuscissimo a arrivare in buona posizione dopo Natale, e arrivassimo in buona forma a marzo, potremmo anche lanciare la nostra sfida.

DK: Le ambizioni del club sono cambiate con gli Al Hasawi? La promozione ora è una precisa ambizione della proprietà, invece che una speranza?

MA: Certamente, non per quest’anno, e nemmeno per l’anno prossimo. Ma alla fine l’attesa della proprietà è la promozione in Premier League. Io penso che quest’anno la qualità della squadra e la qualità dei giocatori sia già ottima, e il campionato è così imprevedibile! Ciascuna squadra può battere qualsiasi altra squadra. Chiunque verrà promosso quest’anno, vorrà dire che avrà lavorato incredibilmente bene. Naturalmente, essere promossi significa poter godere dei proventi che la Barclays Premier League garantisce, e anche nel caso di un ritorno immediato in Seconda Divisione si hanno la possibilità di tornare immediatamente in PL certo superiori a quelle che club come il Nottingham Forest possono vantare. Sarebbe bellissimo farcela, e noi siamo sempre pieni di speranza, ma forse questo gruppo di giocatori potrà cominciare a essere davvero competitivo solo all’inizio della prossima stagione.

Anche l’intervista riporta la notizia dell’ingaggio, in prestito di emergenza fino al 2 dicembre, di Alan Hutton, nazionale scozzese. Alan è un terzino destro di scuola Glasgow Rangers, con diverse presenze anche in Champions League; è passato dai Blues al Tottenham nel gennaio 2008 per una cifra vicina ai 9 milioni di sterline, dopo aver rifiutato il trasferimento nell’estate precedente. Dopo aver giocato 50 partite per gli Spurs, alternandosi con Corluka e accumulando altre presenze in Champions League, tra le quali il 3-1 interno contro i campioni in carica dell’Inter, l’arrivo di Kyle Walker gli ha chiuso un po’ la strada, e è passato al Villa nell’agosto del 2011.

Ha totalizzato 31 presenze per i Villans, ma quest’anno è rimasto ai margini della squadra, dopo l’arrivo di Matthew Lowton.

Ha la fama di giocatore ruvido: un suo tackle su Shane Long use fuori gioco il giocatore del WBA per sei mesi, e, benché non sanzionato sul campo, sollevò un dibattito sull’eccessiva rudezza del contrasto: da quel momento, Alan é un po’ preso di mira dagli arbitri, e ha collezionato un paio di espulsioni.

La sua carriera internazionale è fatta di 28 presenze con la nazionale scozzese, tra le quali la più memorabile è quella che nel 2007 vide la Tartan Army vincere al Parco dei Principi contro i vicecampioni del Mondo.|

3 commenti

Archiviato in stagione 2012-2013, trasferimenti giocatori

Sulla ricostruzione della squadra – 2: la situazione attuale.

|

Ieri, parlando di Keith Burt, abbiamo visto come il Forest sia riuscito a mettere una toppa alla difficilissima situazione che si era presentata a luglio, quando il Forest era, praticamente, senza un proprietario, e tutti i giocatori in scadenza se ne sono andati: ci siamo trovati con nove giocatori senior, come detto ieri, e nemmeno in grado di schierare una squadra per un’amichevole, a meno di non andare a saccheggiare qualche scuola media di Nottingham, o a meno di non schierare qualche season ticket holder.

Ora, apparentemente, l’emergenza è passata: ma, appunto, solo apparentemente. Approfitto di un’acuta analisi pubblicata ieri da Paul Taylor — uno dei maggiori commentatori delle vicende del Forest, giornalista e blogger per la BBC — sulle colonne del Nottingham Evening Post, per fare il punto sulla situazione del nostro parco giocatori; vedremo, alla fin fine, che a giugno potremmo essere punto e accapo: anzi, la situazione potrebbe essere perfino peggiore di quanto non fosse al termine della passata stagione. Unico e non disprezzabile vantaggio della presente sulla passata stagione, la presenza di una proprietà stabile e apparentemente motivata.

Perché, si chiede Taylor, con la nostra situazione in difesa (Hutchinson fuori ancora per un bel po’, Ayala e Harding in precarie condizioni fisiche a causa di ricorrenti problemi con gli adduttori), O’ Driscoll, oltre che Ward, non ramazza, nell’ultima settimana utile, qualche giocatore sul mercato dei prestiti? Quella che segue è la sua non insensata risposta.

Eppure, nonostante il fatto che i quattro difensori schierati a Leicester lo scorso sabato fossero gli unici disponibili, per stato fisico e stato di forma, il Manager non ha in programma altre acquisizioni in prestito.

A prima vista, questo ritegno sembra del tutto folle. Ma, analizzando la situazione un po’ più in profondità, è una scelta molto più che logica.

Perché, se la tentazione di risolvere problemi di corto termine ricorrendo ai prestiti è molto forte, se il Forest prendesse altri giocatori in prestito per superare queste difficoltà non farebbe che aggravare i potenziali problemi di lungo termine che stanno tramando all’orizzonte.

Quando lo si sente parlare, il modo lento e sommesso nel quale O’Driscoll porge le sue opinioni può anche far dimenticare che quasi tutto quello che dice ha un grande senso.

L’importanza, il vero colore e il vero significato delle cose che egli ha detto da quando è al Forest si rivela solo quando le si scrive, e le si rilegge nere sulla pagina bianca. E, di tutte le sensatissime osservazioni che il Manager ha fatto nelle settimane precedenti, forse la più rilevate è questa: “Siamo pieni di giocatori in prestito, e non vogliamo che diventino troppi”, ha detto.

“È già difficile tenere i giocatori motivati quando sono i tuoi, quando sono sotto pieno contratto. Se sono in prestito e non giocano regolarmente, può diventare un problema immenso per l’ambiente nel quale ci si trova a lavorare”.

La preoccupazione di O’Driscoll non è che i giocatori in prestito non si impegnino, o non mostrino dedizione alla squadra; le prestazioni di Billy Sharp e di Danny Ayala, in particolare, dimostrano il contrario.

Ma avere uno spogliatoio pieno di giocatori in prestito, giocatori che potrebbero non essere più al club la prossima estate, o addirittura che potrebbero non essere più al club a febbraio, non è una ricetta salutare per la stabilità della squadra nel lungo termine, o per cementare l’unità di intenti della squadra. Il Forest ha già sei giocatori in prestito di questo tipo: giocatori senza un’opzione di acquisto, la cui permanenza futura in squadra è sommamente incerta.

I prestiti di Jermaine Jenas, di James Coppinger e di Elliot Ward scadono tutti in gennaio, o prima, e Hutchinson, se non si chiarirà in breve la natura dei suoi problemi di salute, tornerà al Chelsea.

In più, abbiamo altri sette giocatori i cui destini sono sommamente incerti: quelli di nostra proprietà, i cui contratti, però, scadono alla fine della stagione. Il Forest è riuscito recentemente a convincere Chris Cohen a firmare un nuovo contratto, ma rimane una grande incertezza sui destini di Lee Camp, Andy Reid, Radi Majewski, Dex Blackstock, Lewis McGugan e Brendan Moloney [hai detto nulla…].

Camp e Blackstock stanno entrambi negoziando il rinnovo, ma sembrano tutt’altro che vicini a raggiungere una conclusione positiva alle trattative.

Inoltre, il futuro di Marcus Tudgay porta certamente via dal City Ground: si è unito al Barnsley in prestito proprio ieri, in vista di un passaggio permanente ai Tykes.

Matt Derbyshire e Ishmael Miller sono già partiti in prestito, e anche per loro è difficilissimo pensare a un futuro in maglia rossa, anche se, oltre a questo, hanno un altro anno di contratto con il Forest: facendo due calcoli, tolti tutti loro, si vede che i giocatori che, ora come ora, vestiranno certamente la maglia rossa la prossima stagione sono undici. Ben tredici giocatori della squadra, infatti, non si sa se giocheranno nel Forest la prossima stagione.

Per alcuni di essi (soprattutto Sharp, Ayala e Ward) è probabile che il club cerchi di rendere il loro trasferimento permanente, ma gli esiti di questo tentativo sono tutt’altro che scontati.

E sarebbe la riproduzione di una situazione molto grave se alcuni dei giocatori in scadenza se ne andassero via a parametro zero, come già hanno fatto Lynch, Chambers e McCleary quest’estate, e nessuno dei migliori giocatori che abbiamo preso in prestito decidesse di fermarsi al Forest.

Certo, la prospettiva di dividere il proprio destino con il Forest degli Al-Hasawi è più attraente di quanto non fosse quella di rimanere in una squadra destinata a un più che probabile fallimento, ma avere già più della metà dei giocatori senior in cammino su un sentiero pieno di incertezza è un motivo più che sufficiente per giustificare la ritrosia di O’Driscoll nei confronti di ulteriori acquisti a breve termine. Le sue priorità, probabilmente, sono molto differenti.

Date le circostanze; dato il pochissimo tempo che sia la nuova proprietà, sia il nuovo manager hanno avuto per preparare la stagione dopo il loro insediamento, entrambi hanno adempiuto più che bene al compito di metter su una squadra decente, quale che fosse. Con sole quattro settimane a disposizione prima dell’inizio della stagione, il Forest non aveva nemmeno quattro difensori da mettere dietro. Le acquisizioni in prestito quest’estate non sono state una scelta, ma una necessità assoluta.

Ma ora è arrivato il momento di smettere di agire sotto l’impulso della necessità, e gennaio darà l’occasione per cominciare a pensare a soluzioni permanenti. Quest’estate, O’Driscoll trovò un modo per tappare alla bell’e meglio il buco nel secchio ; in gennaio, sarà bene che il Forest cominci a pensare a investire in un secchio nuovo.

Ecco, quando si parla della qualità del lavoro di O’Driscoll, a me sembra che si dimentichi quello che ha fatto in così poco tempo, e il compito immane che aeva davanti: non si trattava di dare un gioco alla squadra, si è trattato di costruirla da zero, assemblando giocatori la maggior parte dei quali, forse, non vede nemmeno nel Forest una prospettiva attraente di vita futura. Dovrebbero pensarci bene, a queste cose, gli imbecillotti che, ogni volta che prendiamo uno sloppy goal, dalla tribuna Brian Clough cominciano a urlare “we want Billy back”.

|

Lascia un commento

Archiviato in stagione 2012-2013, trasferimenti giocatori

“A big piece of luck for us”. Leicester City 2-2 Nottingham Forest

|
“Per la prima volta da quando siedo sulla panchina del Forest, esco dal campo con la precisa sensazione che non avremmo meritato nulla”. Piuttosto indicativo il commento a caldo di SOD alla partita, decisa da un rigore controverso (anche se, a mio avviso, non scandaloso) assegnatoci a 25 dal termine per un fallo di Zak Whitebread su Billy Sharp. È il primo rigore in 14 mesi, d’altronde, e eravamo rimasta l’unica squadra ancora senza rigore a favore delle 92 della vecchia Football League: un fischio un po’ soft, come dicono gli Inglesi, non è certo il malvenuto. Ma lo vedremo poi meglio nel commento delle azioni.

Viaggio nella vicina Leicester contro Volpi non proprio in splendida forma, ma pieni di talento in ogni reparto, e grandi favoriti della vigilia per un posto nei play-off di maggio; inoltre, la nostra difesa già martoriata subisce l’ulteriore infortunio di Harding, il che vuol dire Halford spostato a sinistra, con un ulteriore sbilanciamento, e Moloney dentro a destra. In mezzo, Collins e Ward. In mezzo e davanti la squadra di martedì, con Guedioura confermato al vertice alto del rombo. Siamo in anticipo televisivo, su Sky, e, con un po’ di accorgimenti, la partita è ottimamente visibile anche qui da noi; meglio così, anche se le dirette televisive non ci portano benissimo.

Mi manca però troppo la radiocronaca di Fray-McGovern, per cui accrocchio il Player in modo che si sincronizzi, più o meno, con il video; starò ciucciando tutta la banda della via, così a occhio, ma almeno mi vedo una partita come dio comanda.

Le sensazioni della vigilia non sono positive. Abbiamo giocato bene contro il Boro, ma non abbiamo vinto; abbiamo giocato male contro il Millwall, e siamo stati piallati. A parte il Cardiff City, abbiamo vinto solo contro squadre al di sotto della quindicesima posizione, e mi sembra che stiamo facendo, in questa fase, un po’ più di fatica del previsto; inoltre, appunto, la difesa così improvvisata mette paura: loro sulle ali sono forti, e noi difendiamo sulle fasce con una riserva e un piede sbagliato.

Vabbè, per farla breve, partiamo così:

Camp

Moloney — Ward — Collins — Halford

Gillett

Cohen — Guedioura — Reid

Sharp — Cox

Solita panchina di stralusso: insieme a Coppinger e a Darlow siedono, infatti, Blackstock, Lansbury, McGugan, Tudgay e il rientrante JJ, al rientro dall’infortunio alla caviglia dopo un solo giorno di allenamento. Qualche problemino anche per le volpi in difesa: accanto al nostro Wes Morgan, capitano, al forte belga De Laet e all’americano di scuola Liverpool Whitbread, a sinistra gioca il talentino germano-gahanese Schlupp, diciannovenne, che però è una punta esterna di ruolo.

Pronti, via: remissione di Schmeichel che spiove nella nostra trequarti, mezza controllata da King, Nugent anticipa Gillett e la dà a Dyer ai venti metri, poco spostato a sinistra. Dyer punta Moloney, accelera saltandolo come una merda di cane e, giunto ai sei metri dalla linea di fondo, sette o otto metri spostato sulla sinistra della porta di Camp, tira una saracca allucinante in mezzo sul quale Ward si esibisce nella più classica delle autoreti alla Niccolai, in plastica spaccata.
|
wpid-schermata2012-11-13alle22-21-41-2012-11-13-20-02.png

Cross di Dyer e deviazione “vincente” di Ward.

|
La sensazione che ci avrebbero fatto molto male sulle fasce diventa in qualche modo ancora più forte, chissà come mai.

Comunque sia, non perdiamo ancora il bandolo. Punizione di Cohen dalla fascia destra, battuta di interno sinistro a uscire, e deviazione di pugno di Schmeichel in angolo. Sul corner, ancora di Cohen, testata scoordinata di Guedioura che manda la palla altissima sulla porta dei Blu.

Sharp controlla una palla sulla loro trequarti e la allarga a destra per Cohen proiettato sulla fascia; arrivato ai dieci metri, la tocca benissimo di esterno sinistro in area per Cox, lasciato inspiegabilmente libero dalla difesa delle Volpi. Bel controllo di Cox, cross molto intelligente all’indietro che taglia fuori tutta la difesa del Leicester e trova Guedioura, il quale, esattamente nella stessa situazione del tiro clamorosamente sbagliato martedì contro il Boro, trova questa volta la freddezza per piazzare di piatto alle spalle del portiere danese.
|
wpid-schermata2012-11-13alle22-31-18-2012-11-13-20-02.png

Più che il tiro di Guedioura, preferisco farvi apprezzare la bellezza del passaggio di Cohen (sulla fascia sinistra) per Cox: un esterno sinistro che taglia completamente fuori Schlupp da ogni possibilità di intervento: Cox prosegue dentro l’area e la offrirà indietro per l’accorrente Guedioura, ancora sul bordo sinistro dell’immagine.

|
Passaggio indietro sbagliato di Drinkwater del quale si impossessa Sharp attardatosi sulla trequarti avversaria: Sharp si invola verso l’area di rigore, si ferma sulla lunetta, evita il rinvenuto centrocampista dei Blues e lancia Cox sul limite dell’area piccola con un bel pallonetto. Cox cerca l’intervento in spaccata, la palla finisce fuori, ma il guardalinee aveva già segnalato il fuori gioco di Simon, molto dubbio.

Non è un cattivo Forest, per ora, nel complesso. Ma il peggio, che fino a adesso ha frugato la partita solo con dita discrete, deve ancora arrivare.

Rilancio della difesa del Leicester dalla propria area: palla da Schmeichel a Schlupp (se avete la “s” vendoliana non potete dire agevolmente la formazione dei Foxes), che dalla propria trequarti appoggia di piatto a Knockaert, appostato sulla linea centrale. L’esterno blu cerca il filtrante per Waghorn, Guedioura rimpalla ma non va al recupero del pallone né al pressing, Knockaert si reimpossessa della sfera, completamente indisturbato, si guarda intorno, chiama i parenti dicendo “oh sono su Sky sto per fare un passaggio in area a Nugent, accendete la televisione!”, poi si ricorda di non aver chiamato la sorella, la chiama, fa cenno ai difensori del Forest di aspettare un attimo, loro non se lo fanno dire due volte, poi prende bene la mira, lancia Nugent con un bello spiovente, Nugent dice “dai ragazzi siamo in tele, fatemi fare bella figura!”, l’invito viene raccolto e David va a colpire d’esterno in perfetta solitudine, producendo un pallonetto bellissimo che si infila a fil di palo immobilizzando l’incolpevole Camp.
|
wpid-schermata2012-11-14alle20-58-15-2012-11-13-20-02.png

Knockaert, completamente solo, prende la mira per servire Nugent, che sta partendo sul filo del fuori gioco, ma in posizione regolare: anche lui è completamente solo. Dall’immagine larga si vede come l’unico che cerchi di andare su Knockaert sia Cox, che corre verso di lui dalla linea di centrocampo per andare a pressarlo. In pratica, siamo in otto dietro la palla, ma nessuno fa nulla. Davvero una pessima difesa dello spazio, in questa occasione.

|
Buttiamo una pallazza verso la loro area, Morgan pulisce agevolmente e la rimette verso il centrocampo, King controlla e dal cerchio centrale lancia nello spazio Dyer che sulla corsa si beve ancora Moloney con imbarazzante facilità, si presenta solo davanti a Camp, uscito fino al limite dell’area, e cerca di aggirarlo toccando la palla da una parte e passando dall’altra. Il giochino riesce, ma, fortunatamente, il tocco aggirante di Dyer non è stato portato con la dovuta leggerezza e la pur fulminea ala delle Volpi non riesce a recuperarla prima che questa termini sul fondo. Ancora una volta la prontezza e l’abilità di Camp nell’uscita e nell’uno contro uno ha salvato un gol pressoché sicuro.

Secondo tempo: Guedioura si gingilla con la palla sulla nostra trequarti non sapendo bene che cosa fare, poi tra tutte le opportunità possibili sceglie la più farneticante, dandola indietro a Nugent, tre o quattro metri fuori dal vertice dell’area di rigore. Nugent si accentra, calamita su di sé l’intera difesa del Forest, penetra in area e scarica al liberissimo Waghorn, che batte a colpo sicuro: supera lo spiazzatissimo Camp, ma, fortunatamente, trova a respingere sulla linea un disperato e preziosissimo intervento di Elliott Ward, che si fa, in parte, perdonare l’erroraccio sull’uno a zero.
|
wpid-schermata2012-11-14alle21-12-47-2012-11-13-20-02.png

Waghorn, con il 14, sta già esultando, ma Ward trova, questa volta, la coordinazione per respingere, tenendoci a galla.

|
Il Gaffer decide di averne abbastanza della sloppitudine di Guedioura, e lo sostituisce, appena dopo l’errore che ha provocato l’azione che ci ha quasi affondato. Magari non un capolavoro di psicologia, ma, come diceva giustamente Brian Clough, “io non credo nella psicologia, credo nei tiri all’incrocio”. Quando uno è in stato confusionale, psicologia o no, vale la pena toglierlo.

Lancio lungo di Collins, appena dentro la nostra metà campo, verso Cox, al limite dell’area avversaria: Coxie tocca di prima, appoggiandola al volo dietro verso l’accorrente Sharp
che dalle 25 iarde bolla il culo dell’omino dei gelati che si sta arrampicando verso la row Z. Cattiva scelta di Billy, questa volta: forse cercare lo scambio nuovamente con Cox avrebbe portato un pericolo maggiore alla porta Blu.

Grande discesa di De Laet sulla destra, arrivato a una decina di metri dalla linea di fondo crossa benissimo in mezzo, dove Waghorn colpisce altrettanto bene di testa, dal vertice destro dell’area piccola, mirando il secondo palo. Straordinario riflesso di Camp, che vola a respingere; Moloney spazza via definitivamente il pericolo.

Mettiamo ancora una volta la testa fuori dalla nostra metà campo con un’azione in velocità MoloneySharp, che porta al tiro Cox da limite: l’omino dei gelati si era rifugiato nella row W, ma la pallonata lo colpisce in piena faccia.

Dyer si beve ancora Moloney, crossa in area, Collins respinge alla bell’e meglio, quasi di tacco, palla recuperata da Dyer poco fuori il vertice sinistro della nostra area, controllo e tiro rasoterra di interno sinistro molto insidioso ben bloccato in due tempi da Camp.

Questa volta è il Leicester che perde banalmente una palla, grazie a un passaggio sbagliato di Schlupp recuperato da Jenas sulla nostra trequarti e rilanciato immediatamente in avanti per Cox, che la dà indietro a Reid — in ombra oggi — sulla linea centrale: qualche passo in avanti con piglio registico, e palla messa nella lunetta per Sharp: la nostra punta si volta, punta Zak Whitbread, entra nell’area, l’Americano lo contrasta, la palla si ferma e Sharp cade a terra; l’arbitro fischia il rigore senza alcuna esitazione. Rivedendo l’azione, si può ammirare la delirante scompostezza dell’intervento di Whitbread, che sulla percussione di Sharp si siede e cerca di colpire la palla sforbiciando le gambe del nostro attaccante.

Ora, io ho un’idea ben precisa: se il difensore compie in area un intervento assurdo dal punto di vista tecnico, pericoloso, scomposto e scoordinato, anche se insieme a tutto il resto tocca il pallone l’arbitro fischia, nove volte su dieci, il rigore. Se avete visto il fallo di Silvestre che ha originato il fallo per l’Atalanta, la situazione era molto simile. Follia calcistica pura, a rischio 1000. Un arbitro, a velocità normale, su questi interventi calcisticamente insensati di solito fischia, e, secondo me, fa bene. D’altronde, sono interventi che se vengono fatti a centrocampo vengono sanzionati regolarmente, senza che nessuno protesti granché. Poi, ripeto, dopo 14 mesi senza rigori, uno non proprio nettissimo ci può anche stare.
|
wpid-schermata2012-11-14alle21-35-02-2012-11-13-20-02.png

Se entri così, anche se sfiori il pallone, non ti puoi lamentare se l’arbitro fischia.

|
Grandi proteste dei giocatori Blu e del loro manager, Nigel Pearson, ma l’arbitro, naturalmente, è irremovibile.

Cox va sulla palla, aspetta il tuffo di Schmeichel e la mette un paio di metri dall’altra parte, assolutamente imparabile.

Altro pallone buttato nel cesso per colpa di un rinvio corto di Collins: King si impossessa della palla una decina di metri dentro la nostra area, e lancia di prima Lingard, da Lingard a Knockaert nella lunetta, Knockaert riesce a girarsi e a darla all’accorrente Waghorn sulla sinistra, sul lato corto dell’area. Waghorn fa un paio di passi dentro l’area e cerca il cross in mezzo, ma Jenas riesce a respingere. Purtroppo, lo fa proprio sui piedi di IraDiDDyer, che tira al volo, Gillett sporca il tiro prendendolo tra corpo e braccio, spiazzando completamente Camp, ma il più improbabile degli estremi difensori improvvisati, Andy Reid, si guadagna anche lui la pagnotta respingendo di testa di fronte alla porta totalmente indifesa.

Riguardando l’azione, il tocco di Gillett era più braccio che corpo, e, diciamocelo, un rigore non sarebbe stato scandaloso.

Dyer, nettamente migliore in campo, tira giù l’ennesimo pallone sulla sinistra della nostra trequarti, serve avanti King che vince un contrasto con Cohen e lancia nuovamente Dyer sul lato corto sinistro della nostra area. Jenas respinge, Schlupp raccoglie al limite dell’area e dimostra di essere un’ala coi fiocchi evita Gillett riuscendo a arrivare sul fondo, ma Moloney in spasmodica ispirata la tocca sul fondo.

Il corner vine battuto dal neo-entrato Marshall, trova Waghorn sul primo vertice dell’area di porta, ma il colpo di testa in solitudine, da ottima posizione, finisce abbondantemente fuori. Un po’ scoraggiato, probabilmente, dagli errori precedenti, Waghorn non è andato con tranquillità su questo pallone non impossibile.

È l’ultima azione pericolosa del Leicester: da segnalare solo un altro capitolo della lotta personale tra Sharp e l’omino dei gelati in Row Z, con un tiro altissimo della nostra punta sugli sviluppi della solita rimessona di Halford in area, e poi tutti negli spogliatoi a goderci la refurt… ehm, volevo dire, l’ottimo punto esterno su un campo e in una giornata davvero difficili.

Nel complesso, dunque, un passo indietro rispetto a martedì: forse, dare un po’ di respiro a Cohen e a Reid non sarebbe neanche male, a questo punto.

* * *

Hero: dividerei la palma tra Camp, ottimo in almeno due occasioni, e Cox, un assist e un rigore tirato benissimo nel suo carniere odierno.

Zero: senza il salvataggio sulla linea, avrei detto Ward fisso. Con il salvataggio, fermo restando che tutta la linea mediana è stata insufficiente, assegnerei nuovamente il poco ambito premio a Guedioura, la cui anticipata sostituzione è stata conseguenza diretta della sua prestazione.

Miglior momento: l’azione del primo gol è stata un gioiello. Vedere e rivedere, come tagliare il campo con geometrie armoniche come le linee di Mondrian.

Peggior momento: di tutte le volte che ci siamo fatti trovare con le mutande a mezz’asta, la peggiore è stata quella che ha originato il loro secondo gol. Due giocatori completamente liberi con la squadra a assistere inerte, a parte il povero Cox che si precipitava dietro a tentare un disperato pressing sul portatore di palla.

* * *

Forest: Camp, Moloney, Ward, Collins (c), Halford, Cohen, Guedioura (Jenas 54′), Gillett (Blackstock 87′), Reid (Lansbury 80′), Sharp, Cox.
NE: Darlow, McGugan, Tudgay, Coppinger.
Marcatori: Guedioura 22′, Cox (pen) 67′

Leicester: Schmeichel, De Laet, Drinkwater, Morgan (c), Whitbread, King, Dyer, Waghorn, Schlupp, Knockaert (Marshall 77′), Nugent (Lingard 59′).
NE: Logan, Danns, James, Moore, Futacs.
Marcatori: Ward (og) 6′, Nugent 32′

Arbitro: Anthony Taylor
Spettatori: 24.793 (ospiti: 1.895)
|

Lascia un commento

Archiviato in stagione 2012-2013