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@ Millwall.

Intanto, la prognosi definitiva per il Konch, che dovrebbe rimanere fuori per tre partite: @ Millwall, @ Boro e in casa con Hull City. Non la migliore delle notizie, ma nemmeno la peggiore.

Earnshaw, invece, ha recuperato, e è a disposizione del Gaffer anche per la partita di oggi.

L’elenco degli infortunati, dunque, vede la presenza di Dexter Blackstock, Guy Moussi, Kelvin Wilson, Nathan Tyson (il cui infortunio alla caviglia ancora non ha ricevuto una prognosi definitiva), Robbie Findley e Paul Konchesky. Ma, come ha detto giustamente Davies, “ricordiamoci che questa squadra ha vinto una Coppa europea con una rosa di 14 giocatori”. È vero, ma è anche vero che erano altri tempi, e tutti giocavano a armi pari.

Lynch dovrebbe giocare da left back, e Julian Bennett, l’altro nostro laterale difensivo, reduce dal buon prestito al Palace, dovrebbe andare in panchina.

Comunque sia, Davies ha anche affermato che “continua la ricerca di giocatori di qualità da immettere nell’organico”, e che i giovani che verranno immessi in rosa per ovviare alle assenze potranno essere “gli eroi della parte decisiva della nostra stagione”.

Un Davies positivo e propositivo, dunque, prima della difficilissima trasferta di Millwall.

Per i londinesi del Sudovest, rosa quasi al completo: manca solo Jimmy Abdou, infortunatosi nella sconfitta di Reading di martedì, ma, in compenso, i Leoni potranno contare su forze fresche: il centrocampista della Repubbilca Martin Rowlands, in prestito dal QPR, arrivato proprio per ovviare all’assenza di Abdou, che si preannuncia piuttosto lunga.

Come il Forest, il Millwall dà il meglio di sé contro le squadre più forti: sono imbattuti in casa nelle cinque partite giocate contro squadre meglio piazzate: i Leoni ne hanno vinte due e pareggiate tre.

Nei precedenti incontri di lega, in totale 49, il Millwall ne ha vinti 17 e il Forest 16.

Il Forest, nonostante i tentennamenti patiti contro PNE e Scunnies, è in grande striscia, dal momento che, delle ultime 13 partite di campionato disputate, ne ha persa solo una, con nove vittorie e tre pareggi, mentre il Millwall è in leggera difficoltà: ha perso le ultime due partite, e la sua corsa alla promozione ha subito un deciso rallentamento. La nostra solidità è dimostrata da due statistiche: abbiamo preso un totale di 19 punti dalle partite in cui siamo passati in svantaggio, e abbiamo sempre vinto le partite, nove, in cui siamo andati in vantaggio al riposo. Inoltre, abbiamo concesso solo nove reti nella ripresa in tutto il campionato, record della lega. Naturalmente, il nostro problema è quello degli sloppy goal concessi in apertura, ma anche da questo punto di vista la squadra sta facendo via via meglio.

L’andata si risolse con un pareggio casalingo, un 1-1 propiziato dalla rete di Morison al quinto, e dal pareggio di Blackstock all’80’. Il Forest sbagliò anche un rigore, cinque minuti dopo il vantaggio del Millwall, propiziato da un fallo di Dunne su Tyson: Blackstock, incaricatosi del tiro, sparacchiò non so se più alto o più a lato della porta difesa da Loach.

Non sarà una partita facile, in un campo difficilissimo, e il morale non potrà essere altissimo, dopo la grande occasione sciupata contro il PNE, ma si impone una prestazione convincente, e la dimostrazione che, nonostante tutto, si continua a puntare alla promozione diretta e, perché no, al titolo di lega. Noi siamo in striscia, ma il fatto che siamo ancora al quarto posto dimostra il fatto che anche le nostre rivali stanno facendo molto bene.

Stato di forma (ultime cinque partite):

Forest (8 punti su 15)
Preston (H) 2-2
Cardiff (H) 2-1
Scunthorpe (A) 0-1
QPR (A) 1-1
Watford (H) 1-0

Millwall (4 punti su 15)
Reading (A) 1-2
Middlesbrough (H) 2-3
Sheffield United (A) 1-1
Doncaster (H) 1-0
Norwich (A) 1-2

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Del perché the Konch vuole andare su diretto.

Allora, anzitutto diciamo che le notizie sul Konchesky sono migliori del previsto: dovrebbe cavarsela con una settimana di stop, anche se sarà una settimana con due trasferte rognose come quella @Millwall e @Boro. Però, paragonata alle prime voci che lo volevano sulla via del ritorno a Liverpool (dove immaginiamo non sia più molto amato), è davvero una bella notizia.

Questa mattina il Post ha pubblicato un’intervista al nostro left back, che ha parlato un po’ di come ha trovato il Forest e, in particolare, il nostro settore difensivo. E anche del fatto che ha fretta di andare il PL, dal momento che il suo prestito scade proprio alla fine della regular season, e, dunque, non potrebbe essere a disposizione di Billy Davies per il play-off. Devo dire che non potrei essere più d’accordo con un altro essere umano di quanto non lo sia ora con lui.

Guardiamo un po’ di intervista, va’.

Paul Konchesky è focalizzato sul desiderio di aiutare il Nottingham Forest a ottenere la promozione automatica, perché non vuole soffrire l’agonia di guardare le partite decisive dell’anno dagli spalti.

Il prestito del difensore del Liverpool, infatti, scade proprio l’ultima giornata della stagione normale, e le regole della Football League impediscono che il prestito possa essere allungato per l’estensione della stagione, se una squadra si qualifica per i play-off.

E l’ultima cosa che vuole e è star fuori a guardare il Forest combattere nella lotteria degli spareggi senza la possibilità di essere d’aiuto.

“Voglio essere tra coloro che si guadagneranno la promozione”, ha detto Konchesky, che si perderà il viaggio di domani a Millwall per un piccolo infortunio tendineo, ma che dovrebbe essere già pronto la prossima settimana.

“Sarebbe bellissimo per me poter dire di essere venuto qui e di aver aiutato il Forest a ottenere la promozione diretta, ma immagino che sarebbe bellissimo anche per il Forest. Dunque, voglio ottenere la promozione prima che il mio prestito scada. Penso che sia una regola stupida impedire l’estensione del prestito in caso di spareggi.

[Lo penserò anch’io, Konch, che sia una norma del tutto stupida, se non riusciremo a guadagnarci la promozione diretta; ma se ce la faremo e il Cardiff dovrà giocare gli spareggi senza i suoi diciotto giocatori di PL, allora mi sembrerà la norma più saggia e giusta e inappuntabile del mondo, tipo l’undicesimo comandamento, e la stamperò e l’appiccicherò sul calorifero e ogni volta che prenderò un uomo la omaggerò baciando il sigillo della Football League — ndt].

Ma speriamo che non sia un problema: con un po’ di fortuna, potremo raccogliere abbastanza vittorie da qui alla fine per rendere la questione non rilevante.

Questo è il mio obiettivo. Perché sarebbe davvero orribile dover sedere a bordo campo a guardare; perdere l’occasione di aiutare il Forest negli spareggi sarebbe davvero la morte. Ma noi puntiamo alla promozione diretta, e stiamo lottando per questo”.

Luke Chambers ha parlato dell’influenza positiva dell’ex terzino della nazionale inglese sul quartetto difensivo del Forest: scherzando, ha detto che esce dal campo con il mal d’orecchie, per il numero di urlacci che emette Konchesky durante la partita. E Konchesky spera di poter continuare a essere d’aiuto, dall’alto della sua esperienza.

“Spero di poter aiutarli anche parlando un po’, perché è un quartetto difensivo che, in effetti, manca un po’ nella comunicazione reciproca. Per essere onesti, Chambo è abbastanza un chiacchierone, ma Wes Morgan è davvero un tipo taciturno. E se posso di essere d’aiuto parlando, oltre che giocando, ben venga. Più il quartetto difensivo parla e comunica, più la vita diventa facile. Ma, a parte questo, sono rimasto molto impressionato dalla difesa del Forest. Chris Gunter è un giocatore come me, nel senso che entrambi amiamo avanzare, e, modestamente, lo facciamo bene. Si vede che si è formato negli Spurs, ai terzini insegnano a giocare in quel modo.
Anche i due centrali sono giocatori molto buoni. Wes è fortissimo, ma anche Chambo, devo dire. È un piacere giocare al loro fianco”.

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“That’s football,” said boss Davies.

E già. Il football, come sanno tutti gli appassionati, attiene alla metafisica.

Quando si dice "la palla non voleva entrare", si esprime non tanto la rappresentazione metaforica di sintesi di una serie di eventi casuali che hanno portato al risultato di un clean sheet, quanto la reale convinzione che il pallone sia dotato di volontà propria, che gli eventi che hanno condizionato un risultato siano ineluttabilmente predeterminati in un imprecisato altrove in cui si decidono con oscure macchinazioni i destini calcistici di club e nazionali.

Tutti lo sanno: quando una partita nasce male, difficile che muoia bene.

Così come per gli antichi aruspici, le prime fasi di una partita possono essere interpretate come indizio piuttosto preciso di come la stessa andrà a finire.

Prima, gli infortuni in fase di pre-riscaldamento di Earnshaw (schiena, non sono stati comunicati i tempi di recupero) e Tyson (caviglia, due settimane), poi un approccio molle contro una squadra più debole, e uno sloppy goal concesso alla stessa, quando tutti sanno che contro le squadre più deboli è indispensabile, anzitutto, non concedere occasioni facili; poi, una reazione sterile e imprecisa, e poi un clamoroso come-back nonostante la collosità degli avversari e della partita… ma poteva finir bene, una storia così?
No.
E allora, l'evento più imprevedibile, proprio allo scadere, l'errore più grave del giocatore più forte. Un cross molliccio dalla destra, l'uscita apparentemente facile di Camp, l'esitazione, la perdita del piede d'appoggio, la scivolata e il colpo di testa altrimenti innocuo di Jones che si deposita nella porta dei Reds, rimasta sguarnita, per il 2-2 definitivo.

La partita con il Preston North End, al pari delle precedenti due giocate questa stagione contro la stessa squadra, è stata una partita segnata dalla "compiacenza", denunciata dallo stesso Davies, con la quale il Forest ha affrontato il primo tempo. Ci sta perdere due punti allo scadere (anche se la cosa che ha dato fastidio è stato il fatto che il PNE abbia beneficiato del gigantesco recupero concesso per i le loro continue e plateali perdite di tempo), così come allo scadere ne abbiamo guadagnati tanti, in questa stagione: quello che non ci sta è concedere agli avversari 45 preziosissimi minuti giocati senza intensità e senza qualità.
Come ha detto il Gaffer, "per come abbiamo giocato i primi 45, non avremmo meritato nemmeno questo punto".

Partita iniziata con un quarto d'ora di ritardo a causa del grande flusso di pubblico (iniziativa promozionale con biglietti a prezzo ridotto), con conseguente tutto esaurito, e il vostro scrivente in modalità schizo, connesso in audio con BBC Nottingham, e in video in palleggio di linea tra OL-Real e Copenhagen-Chelsea (due ròiti di partita, a mio modesto avviso, come quasi tutte quelle di questo ottavo di CL).

Partenza molle dei nostri, come detto, con i quasi increduli ragazzi di Preston che non potevano credere ai loro occhi. Si vede che avevano ancora in testa la partita del Forest di sabato, e si sentivano, probabilmente, come mi sentii io quella volta che non avevo studiato un cacchio di latino e venni a sapere, entrando a scuola con lo stomaco al contrario, che il prof era ammalato.

Un tiraccio alle stelle di McKenna (su occasione davvero ottima) è stata la nostra unica occasione prima del gol del vantaggio dei Biancogigliati, seguito a una partita di tennis di testa durata sei o sette minuti, che al confronto le partite tra Solomon e Dibbs sul rosso di Roma erano frenetici esempi di cristallina classe sportiva: Keith Treacy, invece di gettarsi a terra rantolante per due minuti dopo un contrasto, ha deciso di provare che effetto facesse giocare a calcio, e ha crossato dalla tre quarti una palla più molle di un taleggio al forno, che però ha trovato la nostra difesa completamente imbelle, al contrario di Barry Nicholson, bravo a dar forza al pallone di testa e a metterlo imparabilmente alle spalle di Campo sul palo lungo.

Dopo il vantaggio del PNE, il nostro gioco è passato, se non altro, dallo scandaloso all'indecente, e si sono viste un paio di manovre. Un bel cross del conchiglione Konch, con susseguente spaccata di Anderson per il controcross, e un Tudgay ("impalpabile la sua prova", avrebbe scritto Brera) poco pronto a trovare la deviazione da due passi. Poi un colpo di testa dello stesso Tudgay, bello per esecuzione ma indirizzato proprio nell'unico spot nel quale il portiere biancogigliato sarebbe potuto arrivare, su ottimo cross di Cohen.

Intervallo, presumibile phonata di Billy Davies e squadra migliore al rientro in campo. Non tanto come qualità, quanto come intensità di gioco. Mischia in area, tiro di Anderson su bel filtrante di McGoldrick, respinta della difesa e conclusione in controbalzo d'incontro di Koncheski per il pareggio, proprio sotto la Trent End! Alzi la mano chi non ha pensato, in quel momento, a un'inevitabile terza rimonta del Forest ai danni del PNE. Il pubblico, senz'altro, l'ha fatto, perché anche le famigliole in gita e gli occasionali spettatori attratti dal biglietto in offerta hanno cominciato a fare il loro mestiere, rendendo l'atmosfera un po' più calda rispetto allo spettrale primo tempo.

Fuori Tudgay per Adebola, fuori per infortunio Konch per Lynch (si sapesse che cos'ha e per quanto sarà fuori il terzino del Liverpool… c'è più mistero sul tendine di Koncheski che sul raffreddore di Breznev), e un Forest che, nelle rare pause di gioco tra un lamentante rotolio dei giocatori bianchi a terra e un altro, si faceva davvero via via sempre più pericoloso, anche se esposto più del lecito al contropiede avversario. 

Fuori McGoldrick, non un granché (ma chi è stato un granché?) e dentro il giovane Rodney, talentino dell'accademia, non male, una traversa per lui su un bel colpo di testa su cross "inverso" (di sinistro dalla destra) del solito Cohen. "Peccato per lui, sarebbe stato fantastico se avesse segnato!", ha commentato il Gaffer nel post-partita. "Il ragazzo aveva 65 familiari in tribuna".
Urca. Io per raggruppare 65 familiari dovrei spingermi a andare anche a scavare numerose tombe del '700.

In pieno recupero, il vantaggio rosso! Calcio piazzato dalla trequarti destra, cross di Cohen in area, Chambo si tuffa, tocca o non tocca?, non si sa, fatto sta che la palla entra nella porta difesa da Turner. Il gol e i successivi festeggiamenti hanno convinto, probabilmente, l'arbitro a aggiungere un paio di minuti ai cinque già concessi, e proprio allo scadere la beffa del pareggio bianco.  Come sia andata, lo facciamo raccontare allo stesso Billy Davies:

"We don't tackle in the middle of the park, we don't stop the cross and we don't win the header at the back post and lose a goal right in the sixth minute of added time".

Ora ci rimane da vedere come è messo il Konch, e plaudire al ritorno del mio nuovo amico di Facebook Majewski, la cui assenza, secondo me, contro il PNE si è avvertita oltre ogni dire (anche se ormai avrete capito che io ho un debole per il centrocampista polacco).

Le reazioni del dopo gara di Davies sono state, tutto sommato, positive: e "abbiamo perso due punti allo scadere ma allo scadere ne abbiamo guadagnati moltissimi anche noi", e "bisogna accettare le difficoltà, è un campionato lungo e difficile", e così via.
Poi, le dichiarazioni su infortuni e eventuali rinforzi.
Bizzarramente, il sito della BBC sintetizza nel titolo che "Davies vuole prestiti di qualità", mentre il titolo dell'articolo sul sito della squadra afferma che il Gaffer, anche se vorrebbe rinforzare la rosa, preferisce far fare esperienza a qualche giovane dell'accademia piuttosto che utilizzare prestiti scarsi o poco motivati.
In realtà, anche se i titoli sembrano affatto contraddittori, l'intervista è la stessa: Davies ha semplicemente detto che non vuole allungare la rosa solo per allungarla, ma cerca "qualità". In assenza di arrivi di qualità, piuttosto che prendere prestiti insensati, allora tanto vale far fare esperienza a giovani promettenti. Ineccepibile. Però, insomma, io un centrocampista e una buona punta li prenderei. Trovarli, dite voi. E infatti.

Vabbè, dai, testone basso e ricominciamo, siamo sempre potenzialmente secondi (questa storia dei match da recuperare è davvero uno stress, tipo come sapere di aver vinto un premio alla lotteria ma non quale: potrebbero essere i cinque milioni del primo o i venti euro dell'ultimo, ma intanto in testa si ragiona su cosa fare dei cinque milioni).
Questi punti buttati nel cesso rendono più difficile e decisive partite molto più rognose come quelle contro Millwall (sabato, al Den) e Boro (martedì, al Riverside).
Urgono quattro punti, e saremmo sempre below-par, porca zozza.

Nottingham Forest: Camp, Gunter, Morgan, Chambers, Konchesky (Lynch, 67'), Anderson, Cohen, McKenna (C), McGugan, McGoldrick (Rodney 76'), Tudgay (Adebola 61')

Non entrati: Smith(por), Moloney, McCleary , 

Ammoniti: McGugan 41', McGoldrick 57', McKenna 83'

Marcatori: Konchesky 54' Cohen 90+3'



Preston: Turner, St Ledger (C), Coutts (Barton 59'), Nicholson, Treacy, Gray, Ellington (Hayes 87'), Jones, Ashbee, Johnson (Clarke 59'), Cort.

Non entrati: Lonergan (por), Morgan,  Parry, Carter

Ammoniti: Nicholson 64', Ashbee 75' Jones 90+6'

Marcatori:  Nicholson 16', Jones 90+6'



Arbitro: D. Deadman (nomen omen, zozzone)

Spettatori: 28.310 di cui ospiti: 677

Pos-Squadra-Giocate-DR-Punti — Fonte BBC

1 QPR 33 33 64
2 Swansea 33 15 59
3 Cardiff 33 15 58
4 Nott'm Forest 32 16 57
5 Norwich 33 10 56
6 Leeds 33 10 54
7 Leicester 33 0 51
8 Hull 33 5 49
9 Reading 33 12 47
10 Burnley 31 9 47
11 Millwall 33 7 46
12 Watford 32 8 45
13 Ipswich 32 2 42
14 Barnsley 33 -9 42
15 Portsmouth 32 -3 41
16 Coventry 32 -4 39
17 Bristol City 33 -10 38
18 Doncaster 32 -16 38
19 Derby 32 -4 36
20 Middlesbrough 31 -4 36
21 Crystal Palace 33 -21 34
22 Scunthorpe 31 -23 31
23 Sheff Utd 33 -23 29
24 Preston 32 -25 24

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Sold out.

Con circa 300 tifosi provenienti da Preston, anche la Lower Bridgford Stand sarà aperta ai tifosi di casa, che potranno, così, essere 30.000 (anche grazie all’iniziativa Cheap Ticket attivata per questo turno infrasettimanale). Ci si avvia, infatti, verso il tutto esaurito, e il sito del Forest sta già avvertendo i tifosi di recarsi allo stadio con largo anticipo per evitare l’ingolfamento nell’immediato pre-partita.

Quattro cose ha chiesto il Gaffer prima della partita: gol agli attaccanti, clean sheets ai difensori, supporto al pubblico e “dimenticare la posizione di classifica degli avversari” a tutti. Il pubblico del Forest sta rispondendo, e speriamo che la squadra faccia altrettanto.

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Busy days.

Sia per il Forest, sia per il vostro scribacchino.

Non era ancora passata la soddisfazione per la piccola impresa di Loftus Road che è venuta la doccia gelata di Scunthorpe, la più classica delle bucce di banana sulle quali sono use scivolare le squadrette "vorrei ma non posso", quelle che se non danno sempre il 120% di concentrazione e intensità rischiano di prenderle contro le squadre peggiori della lega, vanificando tutto il lavoro immane fatto per mantenersi al livello delle migliori.
Non è detto che noi siamo una squadra di questo tipo, ma il segnale non è stato incoraggiante.

Non era ancora passata la delusione per la buccia di banana di Scunthorpe, che è venuta la grande gioia per la partita contro il Cardiff City, la seconda squadra più odiata dai tifosi Reds secondo il più recente sondaggio di LTLF. Una partita meravigliosa, ilclassico confronto all'inglese end-to-end, un ottimo spot per la Championship, visto che si è trattato di un match di livello più alto di moltissimi che si possono vedere giocati nelle migliori leghe europee, Serie A e PL comprese.

(PL, Promise Land).

Non è ancora passato l'hangover per la sbornia di Cardiff, che abbiamo un altro appuntamento decisivo contro il derelitto Preston North End, squadra alla canna del gas ma che ha mostrato, al pari di quanto avevano fatto gli Irons prima di batterci martedì scorso, qualche timido (vabbè, qualcosa di più che timido) segno di risveglio con la presa in carico di Phil Brown come manager, prima perdendo 1-0 @ Hull City, poi pareggiando martedì sul non facilissimo campo di Watford, poi, sabato scorso, riuscendo a bloccare i Rangers in casa con un nuovo pareggio.

* * *
 

Ma andiamo con ordine.

La striscia di imbattibilità lunga dieci partite si è interrotta il 15 febbraio nel modo più inopinato, dopo essere sopravvissuta all'ora di gioco disputata in dieci contro il capolista QPR a Loftus Road: i ragazzi dello Scunthorpe, che non vincevano nel patataio di Glanford Park (campo veramente orrendo, un turf degno del peggior Bentegodi) da agosto, hanno approfittato dell'occasione avuta in un primo tempo dominato in maniera del tutto sterile dal Forest, e si è difeso bravamente dagli assalti portati dai Reds alla loro porta nel secondo.

Rispetto alla partita contro il QPR, Tyson ha sostituito lo squalificato Majewski (e sono sempre più convinto che il polacco sia determinante nel dare ordine e senso alla nostra manovra di gioco, anche se ho dubbi sulla sua compatibilità con McKenna: sono una coppia di centricampisti centrali un po' troppo leggerini per un 442, per quanto atipico come il nostro, e per un campionato in cui i centrocampi avversari sono spesso infoltiti da bestioni ipermuscolati), e Earnshaw ha sostituito McGoldrick.

Dopo qualche tentativo iniziale del Forest, soprattutto su calcio piazzato, sempre bravamente sventato dall'estremo difensore Ferreo Lillis, lo Scunthorpe è passato in vantaggio grazie a un goffo intervento di Gunter su un cross di Miller: nel tentativo di anticipare Chris Dagnall, il full-back gallese ha tirato una sassata a fil di palo sulla quale Camp, fresco di eleggibilità per la casacca smeraldocrociata dell'Irlanda del Nord, nulla ha potuto.

Nonostante si fosse solo all'inizio, è apparso subito chiaro che non era serata. Il primo tempo si è chiuso senza pericoli per gli Scunnies, anzi, sono stati loro a farsi ancora pericolosi e a andare più vicini al raddoppio di quanto noi siamo andati vicini al pareggio.
Nel secondo tempo siamo stati più attivi, ma le conclusioni veramente pericolose si contano su una mano: un'incursione in area di Earnshaw bloccata con ottimo takle da Nelson, un tiro di Tudgay parato in due tempi da Lillis, un cross di Gunter messo da Adebola — subentrato nel frattempo a un Tyson piuttosto spento — sulla traversa con un colpo di testa che forse avrebbe potuto essere meglio indirizzato.

Alla fine, la corsa al secondo posto la stiamo vincendo lo stesso, ma non dubito che, prima della fine del campionato, i tre punti persi al Glanford Park li rimpiangeremo spesso.

Una nota di colore: dei 5.500 spettatori presenti, 2.000 venivano da Nottingham. Un segno del fatto che la tifoseria comincia a crederci, e un motivo ulteriore per provare una grande delusione per la peggiore partita giocata dal Forest dalla trasferta a Leicester.

 

Nottingham Forest: Camp, Gunter, Morgan, Chambers, Konchesky, Cohen, McKenna(C), McGugan (McGoldrick 66'), Tyson (Adebola 66'), Earnshaw (McCleary 79'), Tudgay
NE: Smith, Moloney, Lynch, Anderson
Ammoniti: McKenna 50'

Scunthorpe:  Lillis, Nolan (A. Wright 72'), Nelson, Reid, Gordon, J. Wright, Togwell (C), Hughes, Duffy (Raynes, 68'), Dagnall (Grant 79'), Miller
Subs not used: Slocombe, Collins, Ibrahim, Godden
Scorer: Gunter OG 19'
Ammoniti: Reid 65', Hughes 79'

Arbitro: M Russell
Spettatori: 5.578 (di cui 1.925 ospiti)
 

* * *

 Poi però c'è anche la parte bella, il modo migliore per riprendersi dalla delusione infrasettimanale: la vittoria in uno scontro diretto per la promozione, e proprio contro gli zozzoni del Cardiff. È stata, come detto, una partita bellissima, molto aperta, decisa da una rete di Earnshaw, la sua rete più classica, con un metro preso al diretto avversario sullo scatto breve e una conclusione di piatto non forte ma precisa sul palo stretto, proprio appena cinque centimetri oltre la possibilità di intervento del portiere, dopo che un rigore ridicolo concesso al Cardiff e trasformato da Wittingham aveva pareggiato il provvisorio vantaggio Rosso derivato da una grande conclusione di testa di Morgan, all'esordio stagionale sullo scoresheet red, su corner di McGugan.

È stata la classica partita tra una squadra con giocatori fuori categoria ma senza un vero "gel" tattico e spirituale che li tenga insieme, e una squadra oggettivamente più modesta tecnicamente, ma con quel surplus dato da una vera dimensione collettiva costituita da un grande gioco d'insieme e da un'unità di intenti, due elementi che, fatalmente, non possono essere presenti in un gruppo di giocatori pur ottimi ma di passaggio.

Il reparto più convincente è stato il centrocampo: McGugie, migliore in campo, è stato riportato in mezzo insieme a McKenna, ottimo mediano: i due hanno lottato e picchiato come fabbri, lì in mezzo, e hanno, insieme, messo insieme capacità di costruzione di gioco di ottimo livello; mentre più larghi hanno evoluito un ottimo Anderson, nella sua migliore partita stagionale, sublime nel passaggio filtrante al folletto zambiogallese in occasione del secondo gol, ma sempre illuminante nelle sue scorribande e un grandissimo Cohen, sempre nel vivo dell'azione.


(Abbiamo criticato l'arbitro per il rigore, che ha veramente preso di sorpresa tutti, giocatori compresi, perché assegnato dopo un normalissimo contrasto in area tra McKenna e Olofinjana, ma la terna è stata ottima sulla segnalazione dei fuorigioco, anche difficili, come quelli sul gol buono e su quello annullato di Earnie, e quello sull'occasione di Bothroyd smarcato davanti a Camp da un ottimo passaggio filtrante, e ottima anche sul vantaggio lasciato a Anderson sull'azione del 2-1, che l'arbitro ha fatto proseguire nonostante un bruttissimo fallo su McGugan immediatamente precedente, avendone giustamente intuito la pericolosità).

L'altro grande protagonista della giornata è stato, indubbiamente, Lee Camp: parate sontuose su Bothroyd, lanciato a rete da solo (anche se l'errore del nazionale inglese è stato netto: un colpo sotto avrebbe sdraiato Camp e Forest), e su Olofinjana, la più difficile, una parata d'istinto su tiro ravvicinato del nigeriano smarcato in mezzo all'area da un bel passaggio indietro di Bothroyd in azione percussiva sulla linea di fondo.

Vabbè, queste sono le azioni principali, ma la partita è stata ricchissima di gioco e di occasioni: tiri da lontano di McGugan, Wittingham e di Bellamy, occasioni ravvicinate di Earnshaw e di Bothroyd, una respinta sulla linea di Gunter a Camp ampiamente battuto, un'ottimo lavoro del Konch, la solita rocciosa partitona di Chambo e Morgan.

Ah, sì, e poi la vera incazzatura della giornata, che non è venuta tanto dal rigore, che mi ha lasciato invece solo basito, ma dall'incredibile occasione buttata nel cesso per colpa di un intollerabile gesto di egoismo di Tyson, che, in un'azione di contropiede tre contro uno ha tenuto testardamente il pallone per prendere un tiro impossibile, con un'angolo strettissimo, dal lato corto dell'area di rigore, ben respinto da Heaton, invece di metterla in mezzo per il comodo tap-in degli accorrenti McGugan e McGoldrick. Dieci al termine sul 2-1: per fortuna è andata bene, ma se il Cardiff avesse pareggiato, Tys sarebbe stato veramente da fucilazione sul posto.
Ma non dubito, vista la faccia di Davies dopo l'azione, che il buon Nathan abbia passato cinque minuti non proprio piacevoli, al rientro negli spogliatoi.

Nottingham Forest: Camp, Gunter, Morgan, Chambers, Konchesky, Anderson (Adebola 89'), Cohen, McKenna (C), McGugan, Earnshaw (Tyson 81'), Tudgay (McGoldrick 71').
NE: Smith, Moloney, Lynch, McCleary.
Ammonito: Gunter
Marcatori: Morgan 32', Earnshaw 68'

Cardiff City: Heaton, McNaughton, Hudson, Keinan, Quinn, Olofinjana, Bellamy (C), Bothroyd, Parkin (Emmanuel-Thomas 56'), Whittingham, Burke.
Subs not used: Marshall, Gyepes, Blake, Naylor, McPhail, Koumas.
Ammoniti: Olofinjana 57', Hudson 61', Bothroyd 75'
Marcatore: Whittingham pen 65'

Arbitro: J Moss
Spettatori:26.019, di cui ospiti: 2.665

 

* * *

Stasera, invece, partita contro il PNE, ultima a undici punti dalla zona salvezza, ma che viene da un'ottimo pareggio casalingo contro il QPR, come dicevamo, ottenuto in rimonta (Nicholson a venti dal termine ha impattato il parziale vantagio di Helguson a cinque dall'intervallo). Un risultato che ha fatto esultare quelli di noi che puntano al titolo assoluto, ma che deve, allo stesso tempo, metterci un paio di migliaia di pulci nell'orecchio: un'altra occasione buttata nel cesso, dopo quella di Scunthorpe, non sarebbe tollerabile, se vogliamo mantenere speranze di promozione diretta.

Majewski sconta l'ultima giornata di squalifica, e sarà l'unico assente per il Forest, a parte gli infortunati di lungo corso (the Moose, Blackstock e Findley, per gil smemorati) e il missing-in-action Kelv Wilson, scomparso dall'orizzonte forestesco dopo il pasticcio con il Celtic; mentre il Preston dovrà verificare la condizione di Iain Hume, Paul Coutts e Chris Brown, alle prese con recuperi faticosi.

Solito discorso: 35 partite utili in striscia nella stagione regolare al City Ground, e quattro vittorie di fila: prima o poi dovrà finire, e non è escluso che possa finire stasera: il PNE non ha ancora ottenuto un clean sheet nel 2011, e non ha ancora vinto nel nuovo anno, non vincono fuori da settembre, con la doppiola Coventry-Leeds Utd che fece pensare a ben altre aspirazioni: toccatevi pure i family jewels, o anche legno, se c'è qualche lettrice, ma se gli Scunnies ci hanno insegnato qualcosa, è che le bucce di banana si nascondono nei passaggi apparentemente più agevoli del nostro cammino.

Ad ogni modo, la vittoria contro il Cardiff non deve distogliere dal fatto che siamo sotto il tabellino di marcia BC63-Federico, compilato prima di questo infernale ciclo di febbraio, che prevedeva vittorie contro le scarsone e pareggi contro le squadre galle, per un totale di 10 punti a febbraio: abbiamo, finora, ottenuto quattro punti da questo mese, invece dei cinque previsti.
Anche perché le altre hanno tutte turni abbastanza facili: QPR casa con Ipswich Town, Cardiff City casa con Leicester (rognosetta), Swansea @ Coventry City, Norwich casa con Doncaster, Leeds Utd casa con Barnsley; per cui, assolutamente non bisognerebbe perdere altri punti.

Billy Davies, come tutti saprete, è un ex di lusso, dato che ha portato per due volte ai play-off di Championship la squadra, durante i suoi due anni ai biancogigliati, dal 2004 al 2006, con un'eliminazione in semifinale e una in finale.
Anche McKenna è un ex, e di quelli tosti, visto che è cresciuto nel club e ci ha giocato 12 anni da senior, con 425 presenze in campionato.
Gioca da noi perché è stato fortemente voluto dal Gaffer, e proprio contro i Bianchi del Lancashire occidentale il nostro skipper ha segnato il suo primo gol per il Forest, nella partita del City Ground dell'anno scorso, vinta per 3-0 dai Reds. Anche Kelv Wilson è un ex PNE, ma la sua condizione di desaparecido rende difficile il suo impiego in campo stasera.

Dei precedenti 85 scontri di lega, il Forest ne ha vinti 27, e il PNE 37; una vittoria del Forest darebbe ai Reds il primo double (che sarebbe addirittura un treble, se contiamo anche la vittoria nel terzo turno di FA Cup) sui biancogigliati dal 1961: allora entrambe le squadre giocavano in prima divisione.

I due precedenti in stagione sono state vittorie faticose, entrambe per 2-1 in rimonta.
(A proposito, il Forest ha raccolto 18 punti dalle 15 partite in cui è passata in svantaggio, quest'anno: è il record assoluto per la Football league, e la dimostrazione che la nostra è davvero una squadra tosta).

L'uomo più pericoloso per il PNE dovrebbe essere Nathan Ellington, in prestito dal Watford, anche se nelle sei gare disputate tra i Bianchi non ha ancora segnato: ma non dimentichiamo che Ellington ha avuto eccellenti momenti di forma, che spinsero Wigan e WBA a aprire il portafoglio, e non poco, per accaparrarselo.

Stato di forma (ultime cinque partite)

Forest (10 punti)
Cardiff (H)  2-1
Scunthorpe (A)  0-1
QPR (A)  1-1
Watford (H)  1-0
Coventry (A)  2-1
West Ham (A – FAC) L 2-3

Preston (2 punti)
QPR (H)  1-1
Watford (A)  2-2
Hull (A)  0-1
Bristol City (H)  0-4
Barnsley (A)  0-2

E concludiamo con la classifica: cià, lucidatevi gli occhi.

Posizione-Squadra-Giocate-DR-Punti

1 QPR 32 31 61
2 Nott'm Forest 31 16 56
3 Swansea 32 14 56
4 Cardiff 32 13 55
5 Norwich 32 10 55
6 Leeds 32 10 53
7 Leicester 32 2 51
8 Burnley 31 9 47
9 Millwall 32 8 46
10 Hull 32 4 46
11 Watford 31 10 45
12 Reading 32 11 44
13 Ipswich 31 4 42
14 Barnsley 32 -9 41
15 Coventry 31 -3 39
16 Portsmouth 31 -4 38
17 Doncaster 31 -16 37
18 Derby 31 -3 36
19 Middlesbrough 31 -4 36
20 Bristol City 32 -12 35
21 Crystal Palace 32 -20 34
22 Sheff Utd 32 -22 29
23 Scunthorpe 30 -24 28
24 Preston 31 -25 23

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There and come back: come tornare dalla tana del lupo con qualche posizione in meno e qualche certezza in più.

Peccato peccato peccato. Il week end era cominciato nel peggiore dei modi: senza le reti nel finale di Cardiff City, Norwich e Swansea saremmo andati a Londra con cuore più leggero e classifica migliore, invece, nel breve volgere di 9 minuti (dall’85° in cui ha segnato Olofinjana per il Cardiff, fino al 4° di recupero al quale hanno segnato Beattie per lo Swansea e Holt per il Norwich) tre vittorie in extremis dei nostri avversari diretti ci hanno fatto scendere dal secondo al quinto posto senza battere ciglio, e il pareggio di Londra ci ha solo parzialmente risarcito, lasciandoci alla fine del calendario della giornata al quarto posto. È vero che ora abbiamo ancora due partite in meno di Swansea e Norwich, e ancora una in meno del Cardiff al secondo posto, ma, insomma, anche l’occhio che guarda la classifica vuole la sua parte.

Vediamo come Garry Birtles aveva presentato la sfida con la capolista sul Nottingham Evening Post, riempiendo di ottimismo i nostri cuori:

Penso che la partita sia un ostacolo più per il QPR che per noi: la squadra di Neil Warnock è prima in classifica, e la responsabilità e le aspettative sono tutte per loro. E, visto che guardano tutti dall’alto del loro primato, i loro tifosi si aspettano che vincano ancora.

Ma il QPR non è invulnerabile, soprattutto a Loftus Road. Mentre hanno ottenuto tre facili e confortanti vittorie nelle loro ultime tre trasferte, nelle ultime due in casa hanno pareggiato con il Bristol City e perso con il Watford. Sono piccoli scricchiolii che avranno ben seminato il dubbio nelle loro menti, alla luce della grandezza dell’obiettivo che si sono posti.

Se perdessero altri punti oggi, potrebbero cominciare a pensare di non essere imbattibili. Viceversa, se il Forest non vincerà la partita, avrà altre due partite da recuperare grazie alle quali poter proseguire la rincorsa alla promozione automatica. È come giocare a carte avendo due assi nella manica.

Il Forest farà anche il suo viaggio verso sud in una condizione di grande fiducia nei propri mezzi, dal momento che vengono da sei vittorie consecutive in campionato: oltre a ciò, la squadra di Billy Davies ha perso solo due punti nelle ultime nove partite. Sono entrati in forma esattamente al momento giusto: proprio in questa fase, invece, l’anno scorso il Forest aveva cominciato a scivolare.

Ma ora sembra di vedere la convinzione nei propri mezzi, tanta che, anche se domani i ragazzi dovessero perdere, la sconfitta non potrà intaccarla in modo decisivo, né cambiare le prospettive della squadra.

Io, allo stesso modo del manager, sono molto preoccupato di quello che potrebbe succedere se avessimo ancora qualche infortunio. Però questa è anche la mia unica preoccupazione riguardo alla squadra, ora come ora: in difesa, hanno concesso solo un gol nelle ultime quattro partite, e la ragione di ciò è il perfetto bilanciamento dei quattro difensori. La cosa che mi piace di Wes Morgan e di Luke Chambers è che difendono in maniera diretta e priva di fronzoli. Non si distraggono quando hanno il possesso di palla, non tentano di giocare passaggi improvvisi che cambino il fronte di gioco, potenzialmente pericolosi ma anche molto rischiosi. Tutti fanno il loro lavoro con forza e sicurezza dominante.

Sanno calciare, sanno colpire di testa, e, quando è strettamente necessario, sanno portare la palla con efficacia ai centrocampisti. In più, Chambers ha portato una possibilità ulteriore in attacco, con la sua abilità aerea sui calci piazzati. Una minaccia che Kelvin Wilson non era in grado di portare.

Le qualità di Chris Gunter sono sempre più evidenti ogni giorno che passa, mentre, nella fascia opposta, Paul Konchesky è in grado di avere un impatto forse anche superiore in termini di passo, equilibrio e minaccia offensiva.

Ma la cosa più incoraggiante è il numero di occasioni da rete che il Forest è in grado di creare.

Qualcuno potrebbe essere preoccupato del fatto che Lewis McGugan, un centrocampista, sia di gran lunga il nostro miglior marcatore, con undici reti. Ma ci sono un po’ di buone ragioni per questo, non ultima il fatto che il suo talento sia davvero esploso, ora che ha molto migliorato continuità e atteggiamento in campo. Di contro, gli attaccanti del club non è che facciano proprio consumare i referti. Ma questo deriva anche dal fatto che Davies spesso fa ruotare gli uomini di prima linea: anzi, a dire il vero li cambia quasi a ogni partita.

Dunque, il fatto che Robert Earnshaw  e Dexter Blackstock abbiamo segnato solo cinque reti a testa è parzialmente dovuto al fatto che sono partiti molto spesso dalla panchina. E se la stagione di Blackstock è finita in anticipo per colpa dell’infortunio, il suo sostituto ha certamente avuto un impatto molto positivo sulla squadra, dal momento che Marcus Tudgay ha già segnato cinque reti, con sole nove presenze.

E continuerà a marcare, dal momento che, nel Forest, ogni attaccante decente lo farebbe.

Uno dei momenti più belli e appassionanti della mia vita fu giocare in una delle edizioni del Forest più creative di tutti i tempi. Ovviamente John Robertson, era una legenda quando si trattava di mettere in area palloni da spingere in rete: se non eri in grado di mettere i suoi cross alle spalle del portiere, non eri degno di essere chiamato un attaccante. Ma avevamo anche Martin O’ Neill, Viv Anderson, Frank Clark e Bryan Gunn, più che capaci di consegnare tonnellate di palloni nei punti più caldi dell’area di rigore.

E questi erano solo i giocatori di fascia: c’era un sacco di creatività che correva anche lungo la spina dorsale della squadra. Per un attaccante, era una situazione fantastica.

E mi piacerebbe moltissimo giocare anche in questa edizione del Forest, per motivi simili. Oltre che Konchesky e Gunter, il Forest ha McGugan, Radi Majewski, Paul McKenna, Paul Anderson e Nathan Tyson, tutti giocatori che possono scolpire un’occasione da rete in un batter d’occhio.

E, in questa lista di nomi, McKenna è colui che merita una menzione speciale, per diverse ragioni: la scorsa stagione, al Forest è mancato in maniera atroce il suo capitano, tanto che, a mio modo di vedere, l’assenza dello Skipper fu la causa principale della loro mancata promozione. Questa volta, dovrebbero averlo a disposizione fino alla fine, fortuna permettendo.

Per me, tutti questi fattori convergono e contribuiscono a formare una squadra che, a prescindere dal risultato di oggi, può aspirare a vincere la Championship, a fine stagione.

E ho il vago sospetto che il QPR lo scoprirà a sue spese.

Be’, qualcosa il QPR deve aver capito, anche se non sapremo mai come sarebbero andate le cose senza l’espulsione di Raddi, eccessiva, forse, rivedendo il fallo al rallentatore, ma certamente giustificata dall’impressione che la sua entrata aveva fatto a velocità normale, e dalla sceneggiata napoletana (più nel senso di Alemão che in quello di Mario Merola) messa su all’impronta da Taarabt.

Ma vediamo un commento neutrale al match, quello della rubrica Cream of the Crop, dell’ottimo sito calcistico “The seventy two”.

Le due migliori squadre della Championship si sono incontrate domenica nella Capitale. Il QPR di Neil Warnock hanno provato le loro qualità durante tutta la stagione, ma questo è stato, finora, il loro test più probante. Billy Davies aveva condotto il Forest a sei successi consecutivi in campionato prima della loro visita a Loftus Road.

Il Norwich City ha avuto buona continuità di risultati nel corso di tutta la campagna, mentre il Leeds United si è trovato in alte posizioni di classifica dopo una partenza piuttosto inconsistente. Vale la pena notare la qualità delle due squadre gallesi, naturalmente, e anche Leicester City e Burnley sono a caccia di un posto nei play-off, con due terzi della stagione ormai passati. Però, tutto considerato, QPR e Nottingham Forest sembrano le squadre con le qualità più adatte per quei due anelati posti che garantiscono la promozione automatica dopo 46 partite.

Il primo tempo della seconda sfida tra le due squadre è stato un racconto scritto da due piedi destri e da due piedi sinistri: il sinistro di Tommy Smith, che ha scagliato un tiro a girare dietro Lee Camp per dare alla squadra di casa il vantaggio; il destro di David McGoldrick, che ha deviato una punizione dalla lunga distanza di McGugan per dare alla squadra ospite il pareggio; e, in mezzo a queste due prodezze, i due piedi di Radoslaw Majewski, lanciati contro le caviglie di Adel Taarabt, che hanno causato l’espulsione del giocatore polacco da parte dell’arbitro, Mark Clattenburg.

Il Forest ha iniziato la partita brillantemente, ma, con l’infortunio di Guy Moussi sempre pesante da sopperire, ha cominciato a cedere spazio a centrocampo alla dotatissima mediana di Neil Warnock: e l’espulsione di Majewski non ha fatto che esacerbare questo problema. Poi, l’espulsione del polacco ha galvanizzato il Forest, che ha avuto il suo momento migliore da lì all’intervallo, meritando ampiamente il pareggio.

Entrambe le squadre hanno fatto cambi all’intervallo: Ishmael Miller ha sostituito Smith per i Rangers, e Marcus Tudgay è uscito per Joel Lynch, terzino sinistro, che ha sostituito nello spot mancino difensivo del Forest Paul Konchesky, avanzato all’ala sinistra. Una manovra tattica interessante da parte di entrambi i manager, ma con Davies certo più contento del collega per il punto ottenuto. Nei primi dieci minuti del secondo tempo, i Cerchi hanno avuto il 66% di possesso palla, anche se non hanno messo su uno straccio di opportunità da rete. Solo un forte tiro di Alejandro Faurlin dal limite, saettato appena largo sul palo lontano, ha minacciato di portare guai a Camp.

Le due fonti di gioco più attese e temute dei Rangers sono rimaste tutto sommato silenti: Taarabt, ben controllato dalla sempre impressionante retroguardia del Forest, mentre Wayne Routledge ha sempre fatto fatica a trovare un po’ di spazio, nonostante l’inferiorità numerica degli avversari.
È stato, in effetti, uno dei classici esempi di forza irresistibile contrapposta a un peso inamovibile, come aveva già anticipato lo scontro di andata, il pareggio senza reti andato in scena al City Ground.

Nondimanco, i Rangers sono stati comprensibilmente più propositivi per la maggior parte del secondo tempo, ma solo per trovare gli spaziali Wes Morgan e Luke Chambers [Man of the Match, NDT] a difendere il cuore della difesa rossa. Quando alla fine, con quindici minuti da giocare, Luke Chambers ha sbagliato la sua prima intercettazione, Rob Hulse non è riuscito a concretizzare l’opportunità, e il minuto successivo Chris Gunter ha respinto di testa sulla linea il colpo di testa di Bradley Orr a Camp abbondantemente battuto, per la migliore opportunità di passare avuta dal QPR nel secondo tempo.

Il Forest, nella ripresa, ha messo in campo la velocità di Tyson e Anderson per tentare di rendere più fresco il suo approccio alla gara, e di portare più pericoli in contropiede, ottenendo soprattutto un tiro di Tyson poco fuori il palo vicino (l’angolo di tiro invero piuttosto stretto) dopo essersi scardinato su una palla passante veloce a due minuti dalla fine.

Warnock, d’altra parte, si è affidato soprattutto alla velocità di Miller sulla destra del suo schieramento per forzare la partita, ma Lynch, raddoppiato implacabilmente da Konchesky, sempre attento a coprire il giovane compagno, ha agevolmente contenuto la minaccia rappresentata dal prestito di West Bromwich Albion.

L’altro sostituto tra i Rangers, l’arrivo di gennaio Petter Vaagen Moen, ha avuto la migliore occasione durante il recupero, quando ha colpito di testa un invitante cross, spedendolo a lato nonostante il fatto che fosse stato lasciato completamente solo. Il fischio finale ha dato il via alla tipica celebrazione di Davis, eccessiva e autoassertiva, con corsa verso la tribuna degli ospiti, completamente esaurita, e indicazione dei suoi pupilli in chiaro segno di approvazione; anche Camp ha celebrato il punto come se fosse una vittoria.

Il Forest è migliorato moltissimo. A questo punto della scorsa stagione, il loro rendimento esterno si era disintegrato, e la bruciante sconfitta al Pride Park fu la marca più evidente delle loro difficoltà a viaggiare. Quest’anno, hanno trionfato a Derby e sono andati a prendere un ottimo punto a casa dei capoclassifica.

Insieme al QPR, rimangono la squadra migliore, la vera squadra da battere. Giocatori come Taarabt e Routledge, per tutta la campagna, non si troveranno più di fronte difese come quella costituita da Camp e dai suoi compagni, e possono guardare con fiducia alla possibilità di essere le lepri della divisione fino alla fine.

Alla fin fine, la migliore Championship degli ultimi anni promette di avere una conclusione davvero affascinante.

Ecco, c’è poco da dire. La prova di Chambers è stata mostruosa, a parte l’errore di cui si parla nell’articolo. Un muro costruito da genieri dell’Armata Rossa non avrebbe potuto opporre all’attacco del QPR una resistenza maggiore, e il premio di Man of the Match è stato il fin trppo giusto riconoscimento alla sua partita. A questo punto, forse, si può dire che la scelta di tenere a forza Kelvin Wilson a Nottingham, a dispetto della volontà dichiarata del giocatore di partire subito per la sponda cattolica di Glasgow, sia stata forse sbagliata: oltre a aver perso un giocatore tutto sommato non indispensabile alla corsa promozione, e certo non motivato, abbiamo perso anche la buonuscita che ci avrebbe garantito il Celtic, visto che Wilson andrà via a parametro zero a fine stagione.

E ora, appuntamento a prestissimo per la presentazione del prossimo match del Forest, domani sera @ Scunthorpe United, una trasferta molto più agevole di quella a Loftus Road ma non priva di insidie, come ha dimostrato la gagliarda prova degli Irons a Cardiff City sabato pomeriggio.

Nottingham Forest: Camp, Gunter, Morgan, Chambers, Konchesky, Cohen, Majewski, McKenna (C), McGugan (Anderson 68′) , McGoldrick (Tyson 74′), Tudgay (Lynch 45′)

Non entrati: Smith, Moloney, Adebola, Earnshaw

Ammonizioni: Tyson 88′; espulsioni: Majewski 23′

Marcatore: McGoldrick 26′



QPR: Kenny, Orr, Hill, Derry, Taarabt, Faurlin (Vaagan Moen 79′), Gorkss (Chimbonda 74′), Routledge, Connolly, Hulse, Smith (Miller 45′)

Non entrati: Cerny, Hall, Helguson, Shittu

Ammonizioni: Taarabt 48′, Gorkss 56′, Derry 61′

Marcatore: Smith 16′



Arbitro: M Clattenburg

Spettatori: 17,227

Posizione – Squadra – Giocate – DR – Punti

1 QPR 31 31 60
2 Cardiff 30 14 54
3 Norwich 31 10 54
4 Nott’m Forest 29 16 53
5 Swansea 31 11 53
6 Leeds 31 10 52
7 Leicester 31 1 48
8 Burnley 30 9 46
9 Millwall 31 9 46
10 Hull 31 4 45
11 Watford 29 10 43
12 Reading 30 11 42
13 Barnsley 31 -8 41
14 Coventry 31 -3 39
15 Ipswich 29 -2 38
16 Doncaster 29 -7 37
17 Derby 30 -3 35
18 Portsmouth 30 -5 35
19 Bristol City 31 -11 35
20 Middlesbrough 30 -5 33
21 Crystal Palace 31 -21 31
22 Sheff Utd 30 -21 28
23 Scunthorpe 28 -25 24
24 Preston 29 -25 21

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E ora, qualcosa di completamente diverso (le cattive notizie).

Riceviamo e malvolentieri pubblichiamo:

Il boss del Forest Billy Davies teme che Guy Moussi perderà il resto della stagione per un infortunio alla coscia.

Il centrocampista francese, 26 anni, ha subito un infortunio nel corso della vittoria per 2-1 contro il Coventry City all’inizio di Febbraio, e si pensava che sarebbe rimasto fuori per sei settimane.

Ma Davies ha appena rilasciato una dichiarazione a Radio Nottingham: “È un infortunio molto più grave del previsto, e il tempo di sosta deve essere portato almeno a 12 settimane, il che è un vero e proprio disastro”.

“È una pessima notizia per il giocatore e una pessima notizia per il club”.

“Abbiamo perso un fantastico giocatore con Moussi,  ma abbiamo per sostituirlo un giocatore espertissimo, un giocatore meraviglioso da avere in qualsiasi squadra”.

Sì, però un centrocampista di quantità in prestito io lo prenderei, porca vacca.

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