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Championship: la nuova stagione.

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Presentiamo le squadre della stagione appena incominciata, anche se un bilancio definitivo delle forze in gioco si potrà fare solo alla scadenza della finestra di mercato, a fine agosto e, ancor più, alla scadenza della finestra di gennaio, quando si completeranno le rose che disputeranno le partite decisive per la salvezza, la promozione e l’accesso ai play-off: pensiamo solo a quanto sia stata decisivo, per le sorti della nostra squadra, il mercato di riparazione dell’anno scorso, con gli innesti di Guedioura, di Cunningham e di Higginbotham.

Cercherò anche di fare un piccolo pronostico, molto generico, anche se sulla Championship gli unici autorizzati a fare previsioni sensate dovrebbero essere solo coloro i quali avevano predetto il dominio del Southampton nella scorsa stagione e il passaggio per i play-off del West Ham United.

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Barnsley

Jacob Butterfield è partito da Oakwell, così come Andy Gray. Mido, chiamato a sostenere sulle sue non possenti spalle il peso dell’attacco, oltre a non garantire un rendimento degno della categoria, sarà fuori fino a novembre per un grave infortunio patito in pre-season. Gli altri arrivi son quelli di Tomasz Cywka, ex Derby County, definito da Clough “non certo un genio”, e il portiere Ben Alnwick, giramondo di scuola Sunderland che non ha raggranellato nemmeno 30 presente ufficiali in Football League. Unico elemento di speranza, Paul Digby, brillante centrocampista proveniente dall’Accademia che quest’anno troverà moltissimi minuti in camiponato. Insomma, una delle più serie candidate alla retrocessione.

Birmingham City

Un’estate di cambiamenti, come per molte squadre del campionato. Un nuovo manager, Lee Clark, una nuova dirigenza e il blocco del mercato stabilito dalla lega in pendenza del trasferimento fanno di questa squadra un po’ un punto interrogativo. I Blues vengono da una stagione brillante, di ottimo calcio, hanno perso Mutch, ma un paio di prestiti azzeccati potrebbe restituire loro la competitività dello scorso anno. Da osservare il terzo portiere della selezione dei Tre Leoni, Jack Butland, e il talentino americano Will Packwood, un mediano niente male che ha fatto benissimo in pre-season. Da play-off a metà classifica.

Blackburn Rovers

Grande andirivieni dalle parti di Ewood Park. Il club, retrocesso dalla EPL, ha preso Danny Murphy, Leon Best (già però infortunato), e un gruppuscolo di lusofoni: l’inossidabile Nuno Gomes, Fábio Nunes (ala che ha fatto benissimo in pre-season), Edinho Junior e Paulo Jorge, ai quali si è aggiunto anche Dickson Etuhu; ma i Rovers hanno perso il peso di Yakubu e Hoilett. Si tratta di una rosa potenzialmente forte, ma le vicissitudini della proprietà indiana e la non rosea situazione finanziaria potrebbero condizionare le prestazioni della squadra. In altri anni avrei detto play-off sicuri, ma quest’anno la Championship è davvero tosta: lotterà sicuramente per un piazzamento play-off, ma se proprio dovessi scommettere sulla delusione dell’anno, punterei una sterlina proprio sull’unico club che abbia mai vinto la PL a disputare la Championship di quest’anno.

Blackpool

Estate tranquilla per i tangerines, per i quali, certamente, il mercato non è ancora finito, soprattutto per quanto riguarda il settore offensivo. Sono partite due leggende di Bloomfield Road, Ormerod e Southern, per finire le loro carriere a Wrexham e a Huddersfield, e le sorti del Blackpool poggeranno, probabilmente, sul talento manageriale di Holloway e sull’iberica sapienza di Angel Martinez, esploso nel finale della scorsa stagione, e di Tiago Gomes. Avere una struttura già solida e provatamente efficace, con il casino che è successo quest’estate in Championship, è un grande vantaggio iniziale, inoltre la squadra c’è. Play-off quasi sicuri.

Bolton Wanderers

Sulla carta, sono i favoriti di quest’anno, il boss di fine livello del gioco di ruolo chiamato Championship, ma hanno avuto una pre-season davvero tribolata. Hanno mantenuto l’impianto della stagione scorsa, segnata dalla retrocessione dalla PL: sono partiti Klasnic e Jaaskelainen, che il campo ultimamente lo vedevano poco, e gli unici titolari a essere andati via sono Reo-Cocker (grave perdita) e Steinsson. Gli acquisti non sono “iconici”, visto che si tratta di Andy Lonergan, Matt Mills e Keith Andrews; se il primo sembra destinato a prendere il posto di Jussy, gli altri due difficilmente partiranno titolari molto spesso. Da guardare anche Benik Afobe, attaccante in prestito dall’Arsenal di cui si dice molto bene, e Josh Vela, prodotto dell’Accademia che già fece benino in PL l’anno scorso. Le perplessità maggiori sono la copertura a centrocampo, dove manca la grinta di Muamba, e l’attacco, che sembra leggerino, ma sarei sorpreso se non passassero direttamente in PL.

Brighton &HA

I primi tre ingaggi dell’estate sono stati dal Manchester Utd, dal Manchester City e dal Valencia: Tomasz Kuszczak, Wayne Bridge e Bruno Saltor (59 presenze con la maglia dei Bianchi del Mestalla in tre anni), mentre il nazionale gallese Croft torna ai Gabbiani dopo due anni in prestito a Norwich City. Inoltre, proseguirà il suo sviluppo Lewis Dunk, centrale difensivo molto forte dell’Accademia, con una presenza nell’U21 dei Tre Leoni. Le ambizioni ci sono, i nomi “iconici” anche, il miglioramento della 10a posizione dell’anno scorso dipenderà dall’attacco, cronicamente sterile. Lotterà per un posto play-off.

Bristol City

I nostri avversari odierni hanno attraversato un processo di ringiovanimento (hanno preso due ex Forest: Paul Anderson e il nostro loanee dell’anno scorso Cunningham), e rappresentano, al pari di noi, un vero e proprio work-in-progress. Il punto di forza della squadra sarà il veterano Cole Skuse, e l’esperienza e la capacità di infondere spirito combattivo alle sue squadre di McInnes, ma una delle poche squadre che hanno fatto peggio di noi l’anno scorso potrebbero essere un altro ottimo candidato per la retrocessione.

Burnley

L’arrivo di Jason Shackell da Derby ha, indubbiamente, rivitalizzato l’ambiente e consolidato la difesa, così come i quattrini presi dai Saints per Rodriguez (oggettivamente intenibile in Championship). Jay è stato l’unica cessione di peso, d’altra parte oltre a Shack sono arrivati Vokes, la giovane ala George Porter (anche se partirà dalla panchina, è un esterno con il passo in grado di cambiare le partite) e il terzino sinistro Joseph Mills, che magari non avranno impatto immediato, ma che garantiranno quella profondità di rosa che in Seconda Divisione è uno dei due segreti per il successo (il secondo è ancora più profondità di rosa). Campionato tranquillo, lontano dai due estremi caldi.

Cardiff City

La storia dell’estate, con l’acquisizione da parte del Tycoon malaysiano Datuk Chan Tien Ghee (TG per gli amici, che sono pochi e molto fortunati). Tutti sanno, ormai, delle manie cromatiche del nuovo proprietario, passato dal blu al rosso, ma l’impatto tecnico e economico sulla squadra c’è stato eccome. Bastano i nomi di Jordon Mutch, Kim Bo-kyung (straordinario alle Olimpiadi con la Corea del Sud medaglia di bronzo) e Craig Bellamy per fare dei Redbirds (o dei Dragoni) uno dei candidati alla promozione, anche se l’ultimo passaggio di Bellamy in Galles non era stato proprio fortunatissimo. Poi, c’è da seguire lo sviluppo del talento Kadeem Harris, una sorta di vestito cucito a metà e pieno di imbastiture, ma di stoffa raffinatissima. Questa volta voglio sbilanciarmi: promozione ai play-off (a tutto c’è un limite…).

Charlton Athletic

La prima delle neopromosse che incontriamo in questo excursus alfabetico, reduce da un grandissimo campionato di League One (101 punti!). Negli ultimi anni, il salto tra la terza e la seconda divisione non sembra traumatico come un tempo, e i londinesi hanno mostrato l’anno scorso di essere capaci di un ottimo calcio, adattissimo anche alla serie superiore. Gli acquisti sono stati pochi e mirati (Lawrie Wilson da Stevenage Boro e Jordan Cook da Sunderland gli acquisti più di peso), ma la squadra non è stata smantellata, anche se ci sono voci secondo le quali il giocatore dell’anno per il 2011-12, Chris Solly, sia nel mirino di qualche squadra di PL. Anche gli Addicks, insomma, sono un cantiere aperto, ma se si conta che lasciarono la Championship per la LO nel 2009 insieme a Norwich e a Southampton, pronosticare per loro un buon campionato non è follia. Anche per loro, come per Blackpool, il vantaggio di un impianto collaudato e vincente. Mid-table, senza problemi, con un flirt (senza seguito) con i play-off verso febbraio, soprattutto se arriveranno un paio di prestiti di peso.

Crystal Palace

Un’altra estate non proprio eccitante per gli aquilotti di Selhurst Park: la novità più succosa è la nuova divisa, che contiene inserti gialli che la fa somigliare a quella del Barcelona. Il Palace ha perso, tra gli altri, Nathaniel Clyne, Darren Ambrose e Sean Scannell, e ha acquistato Joel Ward e l’ottimo anche se stagionato trequartista di categoria Aaron Wilbraham, più Aaron Martin in prestito da Southampton. In più, un’accademia sempre succosa, il cui miglior talento sembra essere Kyle de Silva, un’ala sinistra vecchio stampo, che troverà parecchio spazio quest’anno, vista la penuria di laterali di valore tra i Rossoblù. Qualsiasi posizione dalla 15a in giù, con una pistola puntata alla tempia direi “salvezza molto sofferta”.

Derby County

La depressione in casa dei ragazzi dall’altra parte dell’A52 è aumentata con il diradarsi della nebbia che avvolgeva il City Ground alla fine della scorsa stagione, e con il perfezionamento del passaggio già citato di Shackell a Burnley, in seguito alla quale una trentina di abbonati ha chiesto il rimborso alla società (il suo rimpiazzo, Richard Keogh, non è giudicato all’altezza). Inoltre, il reparto offensivo appare ancora deficitario di uno striker da 15 pere a stagione, essenziale in Championship per trasformare in punti le partite tirate e appiccicose, che sono la maggioranza. Da tenere sott’occhio il giovane Will Hughes, e il ragazzi nuovi, Jacobs (esterno sinistro di grande qualità dd Northampton Town) e Coutts (mediano scozzese nazionale U21 da Preston North End, un altro ottimo prospetto). Niggio cercherà di dare ai Rams il solito calcio palla-a-terra, di attacco e high-tempo, ma se con i fichi secchi ci puoi fare un pranzo di nozze, difficilmente riuscirai a gestirci una mensa aziendale per dieci anni; inoltre, il calo che nelle ultime due stagioni ha colpito gli Arieti a primavera è davvero preoccupante: da 10° a 14°, ma se fossi Standard & Poor’s metterei un “sell” accanto alle azioni bianche.

Huddersfield Town

Mercato solido per i neopromossi Terriers (da 11 anni assenti da questo livello della piramide inglese), con buoni innesti di categoria — come il nostro Joel Lynch e i giovani centrocampisti Oliver Norwood (scuola Man U, con ottimi spell a Coventry City e a Scunthorpe) e Adam Clayton (scuola Man City, con due ottime stagioni a Leeds United sul groppone), dinamici e con buona visione di gioco — e senza partenze di peso: insomma, la ricetta ideale per chi passa da League One a Championship. La stagione dello Huddersfield, come quasi sempre avviene per le neopromosse, dipenderà anche dall’impatto iniziale: se i Terriers riusciranno a reagire al cambio di categoria, mi aspetto un buon campionato, diciamo dal 14° in giù ma senza grandi preoccupazioni di salvezza; altrimenti, saranno dolori.

Hull City

L’estate è stata caratterizzata dalla ferita dell’esonero di Nick Barmby per un’intervista sgradita al Board, esonero che i tifosi non hanno proprio mandato giù: Nick è una specie di leggenda, dalle parti del KC, e gli Allam, i proprietari della squadra, non sono proprio i beniamini della curva, ora come ora. Anche perché il suo sostituto, Steve Bruce, non è che sia proprio uno di quei manager che i bambini chiedono a Gesù Bambino per la loro squadra quando si avvicina Natale. Nonostante questo, il mercato è stato ottimo: Ben Amos, Eldin Jakupovic, Nick Proschwitz, Abdoulaye Faye, Alex Bruce e Sone Aluko sono acquisti che farebbero felici qualsiasi tifoseria di Championship, e che dovrebbero aggiungere gol e esperienza alla squadra un po’ sterile dell’anno scorso. Inoltre, i Tigers hanno trattenuto i loro pezzi pregiati, James Chester e Robert Koren, oltre al giovane promettentissimo difensore James Chester, nel mirino di molti club di PL. Stagione ai margini dei play-off, con buone speranze di entrarvi se Steve Bruce non farà disastri.

Ipswich Town

L’addio di Leadbitter, capitano dei Blues, ha lasciato un po’ di amaro in bocca, tanto per andare di giochi di parole, soprattutto perché ha fatto seguito a quelli di Lee Bowyer e di Ibrahima Sonko. In arrivo, oltre al nostro ex capitano, Luke Chambers, il terzino destro ex Macclesfield Elliott Hewitt, il portiere Scott Loach, da Watford, e il prestito da Tottenham Hotspur Massimo Luongo, italo-indonesiano d’Australia. Si tratta, anche in questo caso, di una squadra che si sta rifondando, per la quale bisognerebbe vedere l’assetto definitivo prima di dare giudizi; ma, certo, non pare attrezzatissima, ora come ora. Da 16° in giù, ma non mi sorprenderebbero periodi anche lunghi di sofferenza.

Leeds United

La perdita di Snodgrass — uno dei pochi giocatori in Championship a poter fare la differenza, in una partita, tra uno e tre punti — ha segnato il mercato dei bianchi di Elland Road, e la barcollante difesa dell’anno scorso (che pure a noi è piaciuta!) non è stata puntellata secondo me a dovere, nonostante gli arrivi di Adam Drury (leggenda di Norwich City), Jason Pearce (da Portsmouth) e Paddy Kenny (espertissimo portiere da QPR). Di contro, Becchio è sempre una garanzia, promette bene il talento dell’Academy Sam Byram, che ha fatto sfracelli in pre-season, e Neil Warnock è uno straordinario conoscitore della categoria: ha una città, una dirigenza e una squadra alle spalle che vogliono la promozione come, forse, nessuna altra squadra del Campionato. Ma se la voglia e la storia facessero punti, noi saremmo sempre almeno in Europa League. Se non arriveranno rinforzi in attacco e a centrocampo, vedo per il Leeds un campionato buono ma non eccellente: dal dodicesimo in su, ma fuori dai play-off.

Leicester City

Come noi, una difesa rifondata, con gli addii a Sol Bamba, al quasi inguardabile Matt Mills e a Lee Peltier, e con gli arrivi “iconici” (è l’aggettivo dell’estate, per noi tifosi del Forest…) di De Laet, promessa mancata a Old Trafford ma che in Championship potrebbe spaccare, e e del centreback stellestrisce Zak Whitbread. Davanti è arrivato Jamie Vardy, che nelle serie inferiori maramaldeggiava come nessun altro: è stato il protagonista della promozione del Fleetwood con 31 reti in 36 partite; un ottimo rincalzo per Nugent e Beckford, e, forse, qualcosa di più. Interessante anche l’arrivo da Ligue2 della promettente ala U20 transalpina — di scuola Guingamp — Anthony Knockaert, strappata, pare, nientemeno che alla concorrenza del Newcastle Utd. Come a Leeds, il manager delle Volpi Nigel Pearson sente la pressione di una piazza che non è mai rimasta così a lungo fuori dal calcio che conta dagli anni ’20: personalmente, vedo molto meglio il Leicester City del Leeds United, se i Blu riusciranno a ovviare alla mancanza di continuità delle ultime stagioni. Non su diretti, ma play-off quasi sicuri.

Middlesbrough

Un altro dei giganti dormienti della Championship che quest’anno pare si sia risvegliato: gli arrivi di Grant Leadbitter, Mustapha Carayol, George Friend, Emanuel Jorge Ledesma e dell’old Boy Stuart Parnaby (prodotto del vivaio rosso e uscito per cinque anni per un non esaltantissimo periodo a Birmingham City) hanno galvanizzato l’ambiente Teesider (piuttosto freddino, ultimamente: è un po’ che non si vedono medie superiori alle 20.000 presenze al Riverside) come non accadeva da diverso tempo; di contro, l’arrivo di Jonathan Woodgate, uno degli acquisti dell’estate della Championship, grande nome in difesa ma con giganteschi problemi fisici, ha destato qualche perplessità nei thread dedicati al mercato estivo del Boro proprio per le perplessità sulla tenuta del giocatore. In direzione contraria, le uscite dei giovani prodotti del vivaio Jonathan Franks, Jonathan Grounds e Tony McMahon non sono di quelle che fanno strappare i capelli, e mostrano che Mowbray, come gran parte dei Gaffer di Championship, nostro incluso, pensi che per far bene in Seconda Divisione un po’ di annetti di esperienza non facciano male. Anche se, voglio dire, Adam Reach, terzino sinistro prodotto dell’accademia, U19 inglese, ha disputato un pre-season ottimo e promettente, e è stato inserito in rosa definitivamente. Se Woodgate riuscirà a disputare un’intera stagione, saranno la mina vagante della Serie, con ottime possibilità di play-off, se non di più.

Millwall

Il mercato estivo ha cercato di por rimedio a alcune delle falle più evidenti nell’organico dei Leoni, soprattutto sulle esterne: Scott Malone da Bournemouth e Chris Taylor, icona di Oldham Athletic, sono buoni giocatori di categoria. Si è fatto qualcosa anche per la difesa, con gli arrivi di Karleigh Osborne da Brentford e del portierone Maik Taylor, prelevato dal Leeds United a titolo definitivo dopo il prestito dell’anno scorso. Viceversa, sono partiti Hamer Bouazza in direzione Omonia, Tony Craig in direzione Brentford e Josh McQuoid per Bournemouth, nell’ambito dell’affare Malone. Praticamente un nuovo acquisto è anche Shaun Batt, fermo per due anni per un brutto infortunio. Così come noi, il Millwall ha chiuso in crescendo la stagione scorsa, mostrando che, forse, si è buttata una stagione che avrebbe potuto dare risultati migliori, ma, rispetto a noi, mi sembra che non abbiano lavorato a sufficienza nel mercato estivo. da 16° in giù, e mi sa che si rischia anche quest’anno.

Peterborough United

Ottimo anche se rischioso mercato per Posh, nel solco della tradizione del club, che ama prelevare giovani talenti dalle divisioni inferiori: Bobby Olejnik (Torquay), Nathaniel Knight-Percieval (Wrexham), Danny Swanson (Dundee United), Michael Bostwick (Stevenage), Nathaniel Mendez-Laing (Wolves) e Johnson Clarke-Harris (Coventry) gli arrivi più importanti. A leggere i forum dedicati ai Posh, sono Swanson e Bostwick i giocatori che più hanno acceso gli entusiasmi dei fan. Sono due centrocampisti piuttosto forti: Swanson è uno scozzese ottimo palla al piede, anche se di gamba fragile, mentre Bostwick è un vero e proprio livewire, uno che corre a perdifiato box-to-box finché tutte le mucche non sono rientrate nella stalla: il classico giocatore per avere il nome del quale sul game-sheet ogni allenatore di Championship venderebbe la nonna (oltre che la squadra, naturalmente) ai beduini. In uscita, invece, non si sono dovute fare rinunce particolari: caso strano, sono andati via i due portieri, Joe Lewis e Paul Jones, per Cardiff e per Crawley, mentre gli altri esuberi dichiarati (tipo George Boyd) non hanno sollevato interesse negli altri club pari alle aspettative, e sono rimasti in rosa. Per il resto, MacAnthony, il manager dei Posh, ha dichiarato grande fiducia nel giovane attaccante Joe Newell, già a segno l’anno scorso nientepopodimenoche contro Leeds United. Nonostante tutta la simpatia che ho per questa squadra, la più piccola della divisione dopo l’addio di Doncaster, ritengo difficile che superino la quota di 50 punti raggiunta l’anno scorso, soprattutto se non sarà migliorata la fase difensiva.

Sheffield Wednesday

L’ultima delle neopromosse, il cui mercato si è focalizzato, ancora una volta, su giocatori di categoria. In particolare, quello di Chris Kirkland ha portato ulteriore sicurezza in mezzo ai pali, e quelli di Anthony Gardener e di Joe Mattock hanno fatto lo stesso in mezzo alla difesa. La fase offensiva è stata puntellata con l’arrivo di Nejc Pecnik, nazionale sloveno. I tifosi degli Owls hanno, invece, qualche rimpianto per non essere riusciti a assicurarsi il giovane Danny Batth, difensore in prestito l’anno scorso a Sheffield da Wolverhampton, uno dei protagonisti della promozione dei biancazzurri. Dopo le stagioni del Norwich e del Southampton, nei pub di ogni squadra neopromossa in Championship all’inizio del campionato si fantastica, ma penso sia difficile che gli Owls pareggino — o si avvicinino a pareggiare — le imprese dei loro predecessori. Da 18° in giù.

Watford

Al centro delle cronache italiane per l’acquisizione da parte dei Pozzo, l’ex squadra di Elton John appare una delle mine vaganti della serie: una squadra indecifrabile di cui solo il campo potrà dare misura del valore, dal momento che sia i giocatori, sia il tecnico (Gianfranco Zola, per chi non lo sapesse) rappresentano una grande incognita in un campionato strano e difficile come la Championship inglese. I tifosi non hanno particolarmente apprezzato il trattamento riservato al tecnico Sean Dyche, protagonista del miglior campionato delle vespe da anni e anni, che è stato licenziato dai Pozzo praticamente dalle scale mobili dell’aeroporto di Heathrow. La strana estate degli Hornets è stata completata dal carceramento di Troy Deeney per rissa aggravata: se la prigione dove risiederà durante il prossimo campionato avrà la TV a pagamento, potrà seguire con comodo la squadra, altrimenti si dovrà accontentare di Football League Show, proprio come me. L’arrivo di Almunia in porta promette emozioni altrettanto forti dell’andare a farsi una birra al pub con Troy, mentre altri arrivi dalle squadre dei Pozzo (Pudil da Granada e Beleck da Udine) sembrano più promettenti. Championship is a harsh mistress, come avrebbe scritto Heinlein, e i Pozzo e Zola potrebbero scoprirlo a loro spese, nonostante le loro indubbie e molteplici capacità. Il rischio più paventato dai tifosi Hornets è che si scoccino, e facciano ripiombare il club nell’instabilità degli ultimi anni. L’anno scorso undicesimi, difficilmente faranno peggio, ma molto difficilmente meglio.

Wolves

L’ultima squadra retrocessa dalla PL del nostro catalogo, e l’ultima in generale. Mercato in pieno svolgimento, soprattutto in uscita: dopo Michael Knightly, avvoltoi targati PL circondano minacciosi le appetitose teste di Steve Fletcher e di Matt Jarvis (anche oggi manifestazioni di interesse da parte del West Ham per l’ala oldgoldy). In entrata, da segnalare gli arrivi di due punte di peso: Frank Nouble, freebie da West Ham, e Bjorn Sigurdarson, da Lillestrøm (la ex squadra del manager). Altri arrivi in prestito, piuttosto appetitosi, sono quelli di Slawomir Pesko da Köln FC, e di Tongo Doumbia da Rennes, talentuosissmo centrocampista. Anche in questo caso il manager è una scommessa: si tratta di Ståle Solbakken, centrocampista che ha giocato qualche partita anche in Inghilterra, con lo Wimbledon, ma che ha fatto meglio come tecnico che come giocatore, con stagioni di buon successo a Copenhagen, condotto più volte alla fase a gironi di CL, e a Colonia. Nel caso dei Lupi, direi che un piazzamento nella top six sia il minimo sindacale.

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Archiviato in championship, stagione 2012-2013

Blackpool!

Il pareggio del Forest a Scunthorpe (la squadra dalla quale il Liverpool prelevò il grande King Kevie) e la contemporanea sconfitta del Cardiff a Derby sanciscono il terzo posto del Forest in Championship.

La partita è finita 2-2, con il Forest in doppio vantaggio (Garner 17 e Boyd 43), e rimonta nella ripresa dello Scunthorpe (Canavan 49 e Thompson 87, con un bellissimo tiro da venti metri sotto la traversa).

L'avversario della semifinale del play-off sarà, dunque, come ampiamente previsto, il Blackpool, che ha già battuto due volte i Reds nella stagione regolare: 1-0 al City Ground il 17 settembre, e 3-1 al Bloomfield Road, il 17 aprile. La partita di andata si giocherà a Blackpool l'8 maggio.

Anche se Forest e Blackpool hanno raccolto, nella loro storia, tra tutte e due, solo un campionato e tre FA Cup, non si può dire che non si confrontino due delle squadre più gloriose del panorama calcistico inglese: i Tangerines sono la squadra in cui giocarono Stanley Matthews, Alan Ball e Stan Mortensen, mentre il Forest, naturalmente, è la squadra dal curriculum più eccentrico e assurdo di tutto il calcio mondiale, grazie ai favolosi primi quattro anni della gestione di Brian Clough.

Quindi, comunque sia, lo spareggio di Wembley sarà contraddistinto da pregiati quarti di nobiltà.

L'altra semifinale, se ci consentite meno prestigiosa, vedrà opposti i Bluebirds alle volpi del Leicester City. Il Cardiff è unica squadra non inglese a aver mai vinto la FA Cup, manca dalla massima serie addirittura dal 1962, Mentre il Leicester è la terza squadra delle East Midlands, dopo il Forest e il Derby County: se tutto andrà bene, dunque, lo spareggio di Wembley potrebbe ospitare un derby sentito e acceso come quello tra i Reds e le volpi.

Il finale di stagione è stato drammatico: con il Blackpool e lo Swansea divisi da un solo punto, e con una differenza reti nettamente favorevole ai primi, i Tangerines hanno strappato un faticosissimo pareggio interno per 1-1 contro il Bristol City, dopo essere andati in svantaggio, ma lo Swansea non è riuscito a approfittare dello stop casalingo dei rivali, non andando oltre a uno 0-0 casalingo contro un orgoglioso Doncaster. Una grande delusione per i bianchi cigni gallesi, segnata dalle lacrime di molti giocatori dopo la partita: la fine del sogno di riportare lo Swansea nella massima divisione a quasi trent'anni di distanza dalla mitica squadra di Toshack.

Indubbiamente, Bristol City e Doncaster hanno mostrato quell'orgoglio e quella dedizione alla causa dello sport che rende il calcio inglese, soprattutto a questi livelli così appassionante (le squadre di PL, invece, quest'anno hanno mostrato qualche sbragata di troppo contro gli avversari più motivati… le partite del Villa, dello Stoke e del Liverpool contro il Chelsea sono non modesta testimonianza dell'assunto).
Diamo, di seguito, la classifica finale della Lega:

Position Squadra P GD PT
1 Newcastle 46 55 102
2 West Brom 46 41 91
3 Nott'm Forest 46 25 79
4 Cardiff 46 19 76
5 Leicester 46 16 76
6 Blackpool 46 16 70
7 Swansea 46 3 69
8 Sheff Utd 46 7 65
9 Reading 46 5 63
10 Bristol City 46 -9 63
11 Middlesbrough 46 8 62
12 Doncaster 46 1 60
13 QPR 46 -7 57
14 Derby 46 -10 56
15 Ipswich 46 -11 56
16 Watford 46 -7 54
17 Preston 46 -15 54
18 Barnsley 46 -16 54
19 Coventry 46 -17 54
20 Scunthorpe 46 -22 52
21 Crystal Palace 46 -3 49
22 Sheff Wed 46 -20 47
23 Plymouth 46 -25 41
24 Peterborough 46 -34 34

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Last minute about Scunthorpe Utd v Nottingham Forest

Ampio turn-over deciso da Billy Davies per la formazione del Forest di quest'oggi.

Tra i titolari dell'ultima partita contro il Plymouth, rimangono in squadra solo Perch, Wilson e Moussi, mentre Morgan, Cohen e Tyson non vanno nemmeno in panchina. Da segnalare, soprattutto, l'esordio stagionale in una partita di Lega di Paul Smith; Lee Camp, dunque, festeggerà con la sua prima panchina in campionato la vittoria del premio per il miglior portiere della Championship.

Nottingham Forest: Smith, Perch, Chambers, Wilson(C), Lynch, Anderson, Moussi, McGugan, Boyd, McGoldrick, Garner.
Panchina: Camp, McCleary, Gunter, Majewski, Adebola, Blackstock, Earnshaw

Scunthorpe United: Lillis, Byrne, Mirfin, Canavan, McNulty, Thompson, Togwell, McCann, Woolford, Hayes, Hooper.
Panchina: Slocombe, A. Wright, Sparrow, Forte, O'Connor, J. Wright, McDermott.

Arbitro: Fred Graham.

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Semi-final update

In seguito ai risultati di sabato e di domenica, il Nottingham Forest può ancora arrivare 3° o 4° nella classifica di Lega.

In entrambi i casi, i Reds avranno il diritto di giocare in casa la seconda partita.

Ricordo che nei Play-off della Championship, così come in quelli di tutte le altre divisioni della Football League, non vige la regola dei gol in trasferta, né il privilegio del passaggio del turno per chi è piazzato meglio in caso di pareggio. Si contano solo i gol complessivi delle due sfide, in caso di parità si fanno i supplementari e gli eventuali calci di rigore.

Se il Forest arriverà terzo, giocherà  fuori la prima partita sabato 8 maggio alle 13:45 ora italiana, e il ritorno al City Ground martedì 11 maggio alle 20:45, sempre ora italiana.

Se il Forest arriverà quarto, giocherà fuori la prima domenica 9 maggio alle 14:15, e il ritorno al City Ground mercoledì 12 maggio alle 20:45.

Il tutto dovrebbe essere trasmesso in diretta su Sportitalia, come al solito.

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Championship Team of the Year 2010 -€” 1

Nella tradizione del Forest, tra i grandi giocatori che hanno vestito la original red shirt, portieri e terzini straordinari non sono mai mancati. Nella squadra dell’anno della Championship per la stagione 09-10, dominata, prevedibilmente, dai giocatori del Newcastle, sono proprio un portiere e un terzino a rappresentare i Reds.

Lee Camp (Nottingham Forest); Chris Gunter (Nottingham Forest), Fabricio Coloccini (Newcastle), Ashley Williams (Swansea City), Josè Enrique (Newcastle); Peter Whittingham (Cardiff City), Graham Dorrans (West Bromwich), Kevin Nolan (Newcastle), Charlie Adam (Blackpool); Andy Carroll (Newcastle), Michael Chopra (Cardiff City).

Lee Camp

Lee Camp è una sorta di predestinato al contrario. Nel senso che è nato a Derby nel 1984, da piccolo era un Ram Boy, e ha cominciato la sua carriera nel Derby County.

Per i pochi che non lo sapessero, i Rams (il nick del Derby County, anche se noi preferiamo chiamarli Sheeps) sono gli avversari del Forest nel derby dell’East Midlands, la rivalità più importante e sentita dai tifosi dei Reds; oltre a questa non trascurabile evenienza, il Derby County pare legato al Forest da articolati e bizzarri intrecci del destino, come avremo occasione di dire, ampiamente, in queste pagine.

Molti dei familiari di Lee Camp — come vedremo — erano e sono tuttora abbonati del Derby.

Lee esordì tra le Pecorelle nel 2002-2003, e, al suo primo anno da professionista, vinse il premio per il miglior giovane della squadra, sfiorò quello di miglior giocatore assoluto, e, last but not least, vinse il Brian Clough Player of the Year. Quando si dice il destino.

Nonostante le sue capacità, che lo portarono a diverse convocazioni per l’Under 21 inglese — tra le quali la “leggendaria” partita contro l’Italia per l’inaugurazione del nuovo Wembley —, Lee non riuscì a imporsi come titolare fisso nei cinque anni passati tra i Bianchi. Diverse cessioni in prestito (al Burton Albion in Conference, al QPR, dove ottenne una promozione dalla terza alla seconda divisione, e al Norwich City), con due sole stagioni — su cinque — passate a difendere la porta degli Arieti con continuità.
Nel 2007 passò a titolo definitivo proprio al QPR; dopo una sola stagione al Loftus Road, passò, nuovamente in prestito e finalmente, al Forest appena tornato in Championship, per tre mesi. Una frequenza di trasferimenti che ha contribuito alla leggenda del suo carattere non proprio facilissimo.
Al City Ground divenne subito un beniamino, contribuendo a ottenere punti preziosi per la salvezza: proprio durante il suo trimestre di prestito, il Forest uscì dalla zona torrida delle ultime tre posizioni.

Soprattutto, Campo entrò nel folklore del Forest quando parò due rigori decisivi, tutti e due al quarto minuto di recupero del secondo tempo, in due partite consecutive;  a dire il vero, divenne un feticcio della Trent End soprattutto a causa del primo dei due.

Il primo dei due rigori, infatti, lo parò in casa, proprio sotto la Trent End, contro il Derby County, nell’East Midlands classic, con il risultato sull’1-1 e il Forest ridotto in dieci dopo l’espulsione di Lewis McGougan avvenuta un quarto d’ora prima per una sciagurata entrata a piedi uniti; come se non bastasse, Lee si ripeté qualche secondo dopo, con una parata ancora più difficile, sul corner seguito alla sua respinta del penalty kick.

“Ho dodici parenti abbonati al Pride Park”, disse dopo la partita, “e quando sono rientrato negli spogliatoi ho trovato il cellulare pieno di insulti”.
Come non capirli. Che cosa sono un po’ di geni in comune, in confronto al derby dell’East Midlands.

La partita successiva Campo si ripeté, in trasferta contro il Bristol City, salvando ancora un’1-1.

Due pareggi invece di due sconfitte, due punti essenziali per le speranze di salvezza dei Reds.

Calderwood, l’allenatore della “ricostruzione” dopo la retrocessione in League One, fu esonerato pochi giorni prima dell’apertura del mercato di gennaio, e, con l’arrivo di Billy Davies, che aveva già avuto Camp al Derby, sembrava proprio che il passaggio di Lee al City Ground in pianta stabile fosse cosa fatta. Invece, sorprendentemente, Davies decise di non rinnovare nemmeno il prestito, e Camp se ne tornò al QPR.
Il rumor mill della Trent End macinò tonnellate di ipotesi su questa vicenda: si parlò di pesantissimi scazzi avvenuti tra i due durante il periodo del Derby (come vedete, sono due squadre i cui ingranaggi nel meccanismo della storia del football sembrano davvero contigui), di un giuramento di Camp di non giocare più per Davies, o di un giuramento di Davies di non allenare più Camp, cose così: voci la cui qualità giornalistica fu messa in luce l’estate successiva, quando Davies chiese e ottenne il trasferimento di Campo al City Ground, a titolo definitivo.

Una scelta davvero felice, visto che Camp, quest’anno, ha ottenuto 20 clean sheets su 49 partite; tra dicembre e gennaio ha mantenuto inviolata la rete dei Reds per dieci ore e mezzo; concedendo, nello stesso periodo, una sola rete in sei partite, ha portato il Forest all’illusorio secondo posto in classifica, ottenuto il 16 gennaio 2010 con la vittoria sul Reading.

Le sue prestazioni lo hanno portato alla nomination per il PFA Player of the Year 2010 per la Championship, e all’inserimento, come portiere, nella squadra ideale.

In più, visti i chiari di luna e la scarsa qualità complessiva degli estremi difensori inglesi, è nato su Facebook un gruppo Lee Camp for South Africa 2010, che sponsorizza la convocazione di Lee da parte di Fab per la spedizione africana, e che vede tra i fan, oltre che il sottoscritto, anche il mitico Kenny Burns.

La forza di Lee, più che nella sua abilità, pur non disprezzabile, di shot-stopper, risiede nella tranquillità e nell’autorevolezza che trasmette alla sua difesa e, lasciatemelo dire, ai tifosi del Forest: abituate entrambe, con Smudge, il suo predecessore, forse anche più forte di Camp tra i pali, a subire pesanti crisi cardiovascolari a ogni cross che si dirigesse seppur sommariamente e lentamente verso l’area rossa.
Il limite di Camp è un fisico non eccezionale per un portiere moderno: non tanto come altezza (è 1,85), quanto per la complessione e la struttura.

Campo ha davvero trasformato un reparto che non pareva eccezionale, e che invece, grazie soprattutto a lui, ma anche a Chris Gunter, a Wes Morgan e a Kevin Wilson, è diventato il punto di forza della squadra. Proprio come avrebbe voluto Brian Clough, che, in uno dei suoi aforismi, afferma che “silverware comes thru clean sheets”.

Lee Camp è, di gran lunga, il miglior portiere che abbiamo avuto da anni a questa parte, e le speranze di promozione dipendono, in gran parte, dalla solidità che saprà dare alla nostra difesa.

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