Sulla ricostruzione della squadra – 2: la situazione attuale.

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Ieri, parlando di Keith Burt, abbiamo visto come il Forest sia riuscito a mettere una toppa alla difficilissima situazione che si era presentata a luglio, quando il Forest era, praticamente, senza un proprietario, e tutti i giocatori in scadenza se ne sono andati: ci siamo trovati con nove giocatori senior, come detto ieri, e nemmeno in grado di schierare una squadra per un’amichevole, a meno di non andare a saccheggiare qualche scuola media di Nottingham, o a meno di non schierare qualche season ticket holder.

Ora, apparentemente, l’emergenza è passata: ma, appunto, solo apparentemente. Approfitto di un’acuta analisi pubblicata ieri da Paul Taylor — uno dei maggiori commentatori delle vicende del Forest, giornalista e blogger per la BBC — sulle colonne del Nottingham Evening Post, per fare il punto sulla situazione del nostro parco giocatori; vedremo, alla fin fine, che a giugno potremmo essere punto e accapo: anzi, la situazione potrebbe essere perfino peggiore di quanto non fosse al termine della passata stagione. Unico e non disprezzabile vantaggio della presente sulla passata stagione, la presenza di una proprietà stabile e apparentemente motivata.

Perché, si chiede Taylor, con la nostra situazione in difesa (Hutchinson fuori ancora per un bel po’, Ayala e Harding in precarie condizioni fisiche a causa di ricorrenti problemi con gli adduttori), O’ Driscoll, oltre che Ward, non ramazza, nell’ultima settimana utile, qualche giocatore sul mercato dei prestiti? Quella che segue è la sua non insensata risposta.

Eppure, nonostante il fatto che i quattro difensori schierati a Leicester lo scorso sabato fossero gli unici disponibili, per stato fisico e stato di forma, il Manager non ha in programma altre acquisizioni in prestito.

A prima vista, questo ritegno sembra del tutto folle. Ma, analizzando la situazione un po’ più in profondità, è una scelta molto più che logica.

Perché, se la tentazione di risolvere problemi di corto termine ricorrendo ai prestiti è molto forte, se il Forest prendesse altri giocatori in prestito per superare queste difficoltà non farebbe che aggravare i potenziali problemi di lungo termine che stanno tramando all’orizzonte.

Quando lo si sente parlare, il modo lento e sommesso nel quale O’Driscoll porge le sue opinioni può anche far dimenticare che quasi tutto quello che dice ha un grande senso.

L’importanza, il vero colore e il vero significato delle cose che egli ha detto da quando è al Forest si rivela solo quando le si scrive, e le si rilegge nere sulla pagina bianca. E, di tutte le sensatissime osservazioni che il Manager ha fatto nelle settimane precedenti, forse la più rilevate è questa: “Siamo pieni di giocatori in prestito, e non vogliamo che diventino troppi”, ha detto.

“È già difficile tenere i giocatori motivati quando sono i tuoi, quando sono sotto pieno contratto. Se sono in prestito e non giocano regolarmente, può diventare un problema immenso per l’ambiente nel quale ci si trova a lavorare”.

La preoccupazione di O’Driscoll non è che i giocatori in prestito non si impegnino, o non mostrino dedizione alla squadra; le prestazioni di Billy Sharp e di Danny Ayala, in particolare, dimostrano il contrario.

Ma avere uno spogliatoio pieno di giocatori in prestito, giocatori che potrebbero non essere più al club la prossima estate, o addirittura che potrebbero non essere più al club a febbraio, non è una ricetta salutare per la stabilità della squadra nel lungo termine, o per cementare l’unità di intenti della squadra. Il Forest ha già sei giocatori in prestito di questo tipo: giocatori senza un’opzione di acquisto, la cui permanenza futura in squadra è sommamente incerta.

I prestiti di Jermaine Jenas, di James Coppinger e di Elliot Ward scadono tutti in gennaio, o prima, e Hutchinson, se non si chiarirà in breve la natura dei suoi problemi di salute, tornerà al Chelsea.

In più, abbiamo altri sette giocatori i cui destini sono sommamente incerti: quelli di nostra proprietà, i cui contratti, però, scadono alla fine della stagione. Il Forest è riuscito recentemente a convincere Chris Cohen a firmare un nuovo contratto, ma rimane una grande incertezza sui destini di Lee Camp, Andy Reid, Radi Majewski, Dex Blackstock, Lewis McGugan e Brendan Moloney [hai detto nulla…].

Camp e Blackstock stanno entrambi negoziando il rinnovo, ma sembrano tutt’altro che vicini a raggiungere una conclusione positiva alle trattative.

Inoltre, il futuro di Marcus Tudgay porta certamente via dal City Ground: si è unito al Barnsley in prestito proprio ieri, in vista di un passaggio permanente ai Tykes.

Matt Derbyshire e Ishmael Miller sono già partiti in prestito, e anche per loro è difficilissimo pensare a un futuro in maglia rossa, anche se, oltre a questo, hanno un altro anno di contratto con il Forest: facendo due calcoli, tolti tutti loro, si vede che i giocatori che, ora come ora, vestiranno certamente la maglia rossa la prossima stagione sono undici. Ben tredici giocatori della squadra, infatti, non si sa se giocheranno nel Forest la prossima stagione.

Per alcuni di essi (soprattutto Sharp, Ayala e Ward) è probabile che il club cerchi di rendere il loro trasferimento permanente, ma gli esiti di questo tentativo sono tutt’altro che scontati.

E sarebbe la riproduzione di una situazione molto grave se alcuni dei giocatori in scadenza se ne andassero via a parametro zero, come già hanno fatto Lynch, Chambers e McCleary quest’estate, e nessuno dei migliori giocatori che abbiamo preso in prestito decidesse di fermarsi al Forest.

Certo, la prospettiva di dividere il proprio destino con il Forest degli Al-Hasawi è più attraente di quanto non fosse quella di rimanere in una squadra destinata a un più che probabile fallimento, ma avere già più della metà dei giocatori senior in cammino su un sentiero pieno di incertezza è un motivo più che sufficiente per giustificare la ritrosia di O’Driscoll nei confronti di ulteriori acquisti a breve termine. Le sue priorità, probabilmente, sono molto differenti.

Date le circostanze; dato il pochissimo tempo che sia la nuova proprietà, sia il nuovo manager hanno avuto per preparare la stagione dopo il loro insediamento, entrambi hanno adempiuto più che bene al compito di metter su una squadra decente, quale che fosse. Con sole quattro settimane a disposizione prima dell’inizio della stagione, il Forest non aveva nemmeno quattro difensori da mettere dietro. Le acquisizioni in prestito quest’estate non sono state una scelta, ma una necessità assoluta.

Ma ora è arrivato il momento di smettere di agire sotto l’impulso della necessità, e gennaio darà l’occasione per cominciare a pensare a soluzioni permanenti. Quest’estate, O’Driscoll trovò un modo per tappare alla bell’e meglio il buco nel secchio ; in gennaio, sarà bene che il Forest cominci a pensare a investire in un secchio nuovo.

Ecco, quando si parla della qualità del lavoro di O’Driscoll, a me sembra che si dimentichi quello che ha fatto in così poco tempo, e il compito immane che aeva davanti: non si trattava di dare un gioco alla squadra, si è trattato di costruirla da zero, assemblando giocatori la maggior parte dei quali, forse, non vede nemmeno nel Forest una prospettiva attraente di vita futura. Dovrebbero pensarci bene, a queste cose, gli imbecillotti che, ogni volta che prendiamo uno sloppy goal, dalla tribuna Brian Clough cominciano a urlare “we want Billy back”.

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Archiviato in stagione 2012-2013, trasferimenti giocatori

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