“A big piece of luck for us”. Leicester City 2-2 Nottingham Forest

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“Per la prima volta da quando siedo sulla panchina del Forest, esco dal campo con la precisa sensazione che non avremmo meritato nulla”. Piuttosto indicativo il commento a caldo di SOD alla partita, decisa da un rigore controverso (anche se, a mio avviso, non scandaloso) assegnatoci a 25 dal termine per un fallo di Zak Whitebread su Billy Sharp. È il primo rigore in 14 mesi, d’altronde, e eravamo rimasta l’unica squadra ancora senza rigore a favore delle 92 della vecchia Football League: un fischio un po’ soft, come dicono gli Inglesi, non è certo il malvenuto. Ma lo vedremo poi meglio nel commento delle azioni.

Viaggio nella vicina Leicester contro Volpi non proprio in splendida forma, ma pieni di talento in ogni reparto, e grandi favoriti della vigilia per un posto nei play-off di maggio; inoltre, la nostra difesa già martoriata subisce l’ulteriore infortunio di Harding, il che vuol dire Halford spostato a sinistra, con un ulteriore sbilanciamento, e Moloney dentro a destra. In mezzo, Collins e Ward. In mezzo e davanti la squadra di martedì, con Guedioura confermato al vertice alto del rombo. Siamo in anticipo televisivo, su Sky, e, con un po’ di accorgimenti, la partita è ottimamente visibile anche qui da noi; meglio così, anche se le dirette televisive non ci portano benissimo.

Mi manca però troppo la radiocronaca di Fray-McGovern, per cui accrocchio il Player in modo che si sincronizzi, più o meno, con il video; starò ciucciando tutta la banda della via, così a occhio, ma almeno mi vedo una partita come dio comanda.

Le sensazioni della vigilia non sono positive. Abbiamo giocato bene contro il Boro, ma non abbiamo vinto; abbiamo giocato male contro il Millwall, e siamo stati piallati. A parte il Cardiff City, abbiamo vinto solo contro squadre al di sotto della quindicesima posizione, e mi sembra che stiamo facendo, in questa fase, un po’ più di fatica del previsto; inoltre, appunto, la difesa così improvvisata mette paura: loro sulle ali sono forti, e noi difendiamo sulle fasce con una riserva e un piede sbagliato.

Vabbè, per farla breve, partiamo così:

Camp

Moloney — Ward — Collins — Halford

Gillett

Cohen — Guedioura — Reid

Sharp — Cox

Solita panchina di stralusso: insieme a Coppinger e a Darlow siedono, infatti, Blackstock, Lansbury, McGugan, Tudgay e il rientrante JJ, al rientro dall’infortunio alla caviglia dopo un solo giorno di allenamento. Qualche problemino anche per le volpi in difesa: accanto al nostro Wes Morgan, capitano, al forte belga De Laet e all’americano di scuola Liverpool Whitbread, a sinistra gioca il talentino germano-gahanese Schlupp, diciannovenne, che però è una punta esterna di ruolo.

Pronti, via: remissione di Schmeichel che spiove nella nostra trequarti, mezza controllata da King, Nugent anticipa Gillett e la dà a Dyer ai venti metri, poco spostato a sinistra. Dyer punta Moloney, accelera saltandolo come una merda di cane e, giunto ai sei metri dalla linea di fondo, sette o otto metri spostato sulla sinistra della porta di Camp, tira una saracca allucinante in mezzo sul quale Ward si esibisce nella più classica delle autoreti alla Niccolai, in plastica spaccata.
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Cross di Dyer e deviazione “vincente” di Ward.

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La sensazione che ci avrebbero fatto molto male sulle fasce diventa in qualche modo ancora più forte, chissà come mai.

Comunque sia, non perdiamo ancora il bandolo. Punizione di Cohen dalla fascia destra, battuta di interno sinistro a uscire, e deviazione di pugno di Schmeichel in angolo. Sul corner, ancora di Cohen, testata scoordinata di Guedioura che manda la palla altissima sulla porta dei Blu.

Sharp controlla una palla sulla loro trequarti e la allarga a destra per Cohen proiettato sulla fascia; arrivato ai dieci metri, la tocca benissimo di esterno sinistro in area per Cox, lasciato inspiegabilmente libero dalla difesa delle Volpi. Bel controllo di Cox, cross molto intelligente all’indietro che taglia fuori tutta la difesa del Leicester e trova Guedioura, il quale, esattamente nella stessa situazione del tiro clamorosamente sbagliato martedì contro il Boro, trova questa volta la freddezza per piazzare di piatto alle spalle del portiere danese.
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Più che il tiro di Guedioura, preferisco farvi apprezzare la bellezza del passaggio di Cohen (sulla fascia sinistra) per Cox: un esterno sinistro che taglia completamente fuori Schlupp da ogni possibilità di intervento: Cox prosegue dentro l’area e la offrirà indietro per l’accorrente Guedioura, ancora sul bordo sinistro dell’immagine.

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Passaggio indietro sbagliato di Drinkwater del quale si impossessa Sharp attardatosi sulla trequarti avversaria: Sharp si invola verso l’area di rigore, si ferma sulla lunetta, evita il rinvenuto centrocampista dei Blues e lancia Cox sul limite dell’area piccola con un bel pallonetto. Cox cerca l’intervento in spaccata, la palla finisce fuori, ma il guardalinee aveva già segnalato il fuori gioco di Simon, molto dubbio.

Non è un cattivo Forest, per ora, nel complesso. Ma il peggio, che fino a adesso ha frugato la partita solo con dita discrete, deve ancora arrivare.

Rilancio della difesa del Leicester dalla propria area: palla da Schmeichel a Schlupp (se avete la “s” vendoliana non potete dire agevolmente la formazione dei Foxes), che dalla propria trequarti appoggia di piatto a Knockaert, appostato sulla linea centrale. L’esterno blu cerca il filtrante per Waghorn, Guedioura rimpalla ma non va al recupero del pallone né al pressing, Knockaert si reimpossessa della sfera, completamente indisturbato, si guarda intorno, chiama i parenti dicendo “oh sono su Sky sto per fare un passaggio in area a Nugent, accendete la televisione!”, poi si ricorda di non aver chiamato la sorella, la chiama, fa cenno ai difensori del Forest di aspettare un attimo, loro non se lo fanno dire due volte, poi prende bene la mira, lancia Nugent con un bello spiovente, Nugent dice “dai ragazzi siamo in tele, fatemi fare bella figura!”, l’invito viene raccolto e David va a colpire d’esterno in perfetta solitudine, producendo un pallonetto bellissimo che si infila a fil di palo immobilizzando l’incolpevole Camp.
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Knockaert, completamente solo, prende la mira per servire Nugent, che sta partendo sul filo del fuori gioco, ma in posizione regolare: anche lui è completamente solo. Dall’immagine larga si vede come l’unico che cerchi di andare su Knockaert sia Cox, che corre verso di lui dalla linea di centrocampo per andare a pressarlo. In pratica, siamo in otto dietro la palla, ma nessuno fa nulla. Davvero una pessima difesa dello spazio, in questa occasione.

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Buttiamo una pallazza verso la loro area, Morgan pulisce agevolmente e la rimette verso il centrocampo, King controlla e dal cerchio centrale lancia nello spazio Dyer che sulla corsa si beve ancora Moloney con imbarazzante facilità, si presenta solo davanti a Camp, uscito fino al limite dell’area, e cerca di aggirarlo toccando la palla da una parte e passando dall’altra. Il giochino riesce, ma, fortunatamente, il tocco aggirante di Dyer non è stato portato con la dovuta leggerezza e la pur fulminea ala delle Volpi non riesce a recuperarla prima che questa termini sul fondo. Ancora una volta la prontezza e l’abilità di Camp nell’uscita e nell’uno contro uno ha salvato un gol pressoché sicuro.

Secondo tempo: Guedioura si gingilla con la palla sulla nostra trequarti non sapendo bene che cosa fare, poi tra tutte le opportunità possibili sceglie la più farneticante, dandola indietro a Nugent, tre o quattro metri fuori dal vertice dell’area di rigore. Nugent si accentra, calamita su di sé l’intera difesa del Forest, penetra in area e scarica al liberissimo Waghorn, che batte a colpo sicuro: supera lo spiazzatissimo Camp, ma, fortunatamente, trova a respingere sulla linea un disperato e preziosissimo intervento di Elliott Ward, che si fa, in parte, perdonare l’erroraccio sull’uno a zero.
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Waghorn, con il 14, sta già esultando, ma Ward trova, questa volta, la coordinazione per respingere, tenendoci a galla.

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Il Gaffer decide di averne abbastanza della sloppitudine di Guedioura, e lo sostituisce, appena dopo l’errore che ha provocato l’azione che ci ha quasi affondato. Magari non un capolavoro di psicologia, ma, come diceva giustamente Brian Clough, “io non credo nella psicologia, credo nei tiri all’incrocio”. Quando uno è in stato confusionale, psicologia o no, vale la pena toglierlo.

Lancio lungo di Collins, appena dentro la nostra metà campo, verso Cox, al limite dell’area avversaria: Coxie tocca di prima, appoggiandola al volo dietro verso l’accorrente Sharp
che dalle 25 iarde bolla il culo dell’omino dei gelati che si sta arrampicando verso la row Z. Cattiva scelta di Billy, questa volta: forse cercare lo scambio nuovamente con Cox avrebbe portato un pericolo maggiore alla porta Blu.

Grande discesa di De Laet sulla destra, arrivato a una decina di metri dalla linea di fondo crossa benissimo in mezzo, dove Waghorn colpisce altrettanto bene di testa, dal vertice destro dell’area piccola, mirando il secondo palo. Straordinario riflesso di Camp, che vola a respingere; Moloney spazza via definitivamente il pericolo.

Mettiamo ancora una volta la testa fuori dalla nostra metà campo con un’azione in velocità MoloneySharp, che porta al tiro Cox da limite: l’omino dei gelati si era rifugiato nella row W, ma la pallonata lo colpisce in piena faccia.

Dyer si beve ancora Moloney, crossa in area, Collins respinge alla bell’e meglio, quasi di tacco, palla recuperata da Dyer poco fuori il vertice sinistro della nostra area, controllo e tiro rasoterra di interno sinistro molto insidioso ben bloccato in due tempi da Camp.

Questa volta è il Leicester che perde banalmente una palla, grazie a un passaggio sbagliato di Schlupp recuperato da Jenas sulla nostra trequarti e rilanciato immediatamente in avanti per Cox, che la dà indietro a Reid — in ombra oggi — sulla linea centrale: qualche passo in avanti con piglio registico, e palla messa nella lunetta per Sharp: la nostra punta si volta, punta Zak Whitbread, entra nell’area, l’Americano lo contrasta, la palla si ferma e Sharp cade a terra; l’arbitro fischia il rigore senza alcuna esitazione. Rivedendo l’azione, si può ammirare la delirante scompostezza dell’intervento di Whitbread, che sulla percussione di Sharp si siede e cerca di colpire la palla sforbiciando le gambe del nostro attaccante.

Ora, io ho un’idea ben precisa: se il difensore compie in area un intervento assurdo dal punto di vista tecnico, pericoloso, scomposto e scoordinato, anche se insieme a tutto il resto tocca il pallone l’arbitro fischia, nove volte su dieci, il rigore. Se avete visto il fallo di Silvestre che ha originato il fallo per l’Atalanta, la situazione era molto simile. Follia calcistica pura, a rischio 1000. Un arbitro, a velocità normale, su questi interventi calcisticamente insensati di solito fischia, e, secondo me, fa bene. D’altronde, sono interventi che se vengono fatti a centrocampo vengono sanzionati regolarmente, senza che nessuno protesti granché. Poi, ripeto, dopo 14 mesi senza rigori, uno non proprio nettissimo ci può anche stare.
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Se entri così, anche se sfiori il pallone, non ti puoi lamentare se l’arbitro fischia.

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Grandi proteste dei giocatori Blu e del loro manager, Nigel Pearson, ma l’arbitro, naturalmente, è irremovibile.

Cox va sulla palla, aspetta il tuffo di Schmeichel e la mette un paio di metri dall’altra parte, assolutamente imparabile.

Altro pallone buttato nel cesso per colpa di un rinvio corto di Collins: King si impossessa della palla una decina di metri dentro la nostra area, e lancia di prima Lingard, da Lingard a Knockaert nella lunetta, Knockaert riesce a girarsi e a darla all’accorrente Waghorn sulla sinistra, sul lato corto dell’area. Waghorn fa un paio di passi dentro l’area e cerca il cross in mezzo, ma Jenas riesce a respingere. Purtroppo, lo fa proprio sui piedi di IraDiDDyer, che tira al volo, Gillett sporca il tiro prendendolo tra corpo e braccio, spiazzando completamente Camp, ma il più improbabile degli estremi difensori improvvisati, Andy Reid, si guadagna anche lui la pagnotta respingendo di testa di fronte alla porta totalmente indifesa.

Riguardando l’azione, il tocco di Gillett era più braccio che corpo, e, diciamocelo, un rigore non sarebbe stato scandaloso.

Dyer, nettamente migliore in campo, tira giù l’ennesimo pallone sulla sinistra della nostra trequarti, serve avanti King che vince un contrasto con Cohen e lancia nuovamente Dyer sul lato corto sinistro della nostra area. Jenas respinge, Schlupp raccoglie al limite dell’area e dimostra di essere un’ala coi fiocchi evita Gillett riuscendo a arrivare sul fondo, ma Moloney in spasmodica ispirata la tocca sul fondo.

Il corner vine battuto dal neo-entrato Marshall, trova Waghorn sul primo vertice dell’area di porta, ma il colpo di testa in solitudine, da ottima posizione, finisce abbondantemente fuori. Un po’ scoraggiato, probabilmente, dagli errori precedenti, Waghorn non è andato con tranquillità su questo pallone non impossibile.

È l’ultima azione pericolosa del Leicester: da segnalare solo un altro capitolo della lotta personale tra Sharp e l’omino dei gelati in Row Z, con un tiro altissimo della nostra punta sugli sviluppi della solita rimessona di Halford in area, e poi tutti negli spogliatoi a goderci la refurt… ehm, volevo dire, l’ottimo punto esterno su un campo e in una giornata davvero difficili.

Nel complesso, dunque, un passo indietro rispetto a martedì: forse, dare un po’ di respiro a Cohen e a Reid non sarebbe neanche male, a questo punto.

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Hero: dividerei la palma tra Camp, ottimo in almeno due occasioni, e Cox, un assist e un rigore tirato benissimo nel suo carniere odierno.

Zero: senza il salvataggio sulla linea, avrei detto Ward fisso. Con il salvataggio, fermo restando che tutta la linea mediana è stata insufficiente, assegnerei nuovamente il poco ambito premio a Guedioura, la cui anticipata sostituzione è stata conseguenza diretta della sua prestazione.

Miglior momento: l’azione del primo gol è stata un gioiello. Vedere e rivedere, come tagliare il campo con geometrie armoniche come le linee di Mondrian.

Peggior momento: di tutte le volte che ci siamo fatti trovare con le mutande a mezz’asta, la peggiore è stata quella che ha originato il loro secondo gol. Due giocatori completamente liberi con la squadra a assistere inerte, a parte il povero Cox che si precipitava dietro a tentare un disperato pressing sul portatore di palla.

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Forest: Camp, Moloney, Ward, Collins (c), Halford, Cohen, Guedioura (Jenas 54′), Gillett (Blackstock 87′), Reid (Lansbury 80′), Sharp, Cox.
NE: Darlow, McGugan, Tudgay, Coppinger.
Marcatori: Guedioura 22′, Cox (pen) 67′

Leicester: Schmeichel, De Laet, Drinkwater, Morgan (c), Whitbread, King, Dyer, Waghorn, Schlupp, Knockaert (Marshall 77′), Nugent (Lingard 59′).
NE: Logan, Danns, James, Moore, Futacs.
Marcatori: Ward (og) 6′, Nugent 32′

Arbitro: Anthony Taylor
Spettatori: 24.793 (ospiti: 1.895)
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Archiviato in stagione 2012-2013

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