Verso Elland Road.

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Elland Road
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Diciamo subito che ieri sera il Boro ha sbancato Blackburn, stoppando la fuga dei Rovers e rendendo, potenzialmente, ancora più corta la classifica. I Teessiders sono passati al sesto posto provvisorio in classifica, facendoci scivolare, dunque, al nono posto.

Torniamo sul luogo del misfatto dopo qualche mese, e quel 3-7 del 20 marzo, la più grave sconfitta interna mai patita dai Bianchi dello Yorkshire nella loro storia, incomberà su entrambi: per noi come una pietra di paragone difficilmente replicabile (anche perché i due maggiori fautori di quella impresa, McCleary e Guedioura, non saranno in campo), per loro come un’offesa da lavare il più sanguinosamente possibile.

Le squadre arrivano alla partita con problemi di gioco in parte analoghi (la fragilità della difesa), ma con stati d’animo differenti: noi imbattuti dopo sei gare, con le ultime due tirate su dalla canna del cesso con la forza della disperazione (e, nel secondo caso, con molto culo), loro reduci da due sconfitte, una esterna a Cardiff, e ci può stare, e una interna contro Hull City, molto più dura da digerire per una squadra che a inizio stagione vantava sia pur blandi propositi di play-off.

Guedioura sarà fuori per la prima delle sue tre giornate di squalifica: questo permetterà a O’Driscoll di schierare o Lansbury, nella molto improbabile eventualità che sia giudicato “fit” per la partita, o Coppinger, ala destra pura che, però, potrebbe trovarsi a suo agio sulla destra del rombo con il quale, probabilmente, scenderà in campo il Forest.

Anche Hutchinson, dopo il lieve infortunio di martedì, pare in dubbio.

Il Leeds sarà senza McCormack (buon per noi…) mentre Drury e Becchio sono in dubbio, ma più sì che no: insomma, problemi in attacco per una squadra che già non brilla per efficacia offensiva.

Si scontrano due squadre con cammini molto diversi: il Leeds ha pareggiato solo una volta, mentre noi siamo gli specialisti del pareggio della Lega (4 su 6 partite); inoltre, mentre noi abbiamo recuperato molti punti partendo da uno svantaggio (3 dei nostri 4 pareggi sono stati ottenuti in rimonta, con la ferale eccezione di Huddersfield), il Leeds ha buttato via otto punti nei recuperi subiti quando era in vantaggio.

Noi abbiamo marcato, finora, 2998 reti in seconda divisione. Se ne segnassimo altri due, faremmo cifra tonda, e penso proprio che faremmo anche punti.

Veniamo a dar conto di alcune dichiarazioni del Gaffer, riportate dal sito della squadra, sia sulla ricchezza di organico di cui gode il nostro reparto offensivo, sia sulla necessità di non fare inopportuni voli pindarici:

Ho tre attaccanti molto forti, e mi piacerebbe molto schierarli tutti insieme sul campo; tutti e tre hanno avuto grande impatto sulle partite, quando sono subentrati, e sarebbe bello vederli giocare insieme. Certo, sulla carta è difficile farli convivere, ma se si giocasse sulla carta il calcio sarebbe uno sport molto diverso.

Schierarli occasionalmente insieme potrebbe darci un’ulteriore opportunità tattica, soprattutto giocando in casa, contro la quale gli avversari potrebbero non avere una risposta pronta.

Tutto dipende dall’atteggiamento con cui gli attaccanti scendono in campo: una cosa così potrebbe funzionare se loro fossero pronti a lavorare molto quando la palla la hanno gli altri. Tipo andare a chiudere l’avanzata di un terzino avversario.

Tutti i giocatori hanno mostrato un’ottima disponibilità, e non penso che sarebbe un problema. Ripeto, potrebbe essere magari un’opzione per gli ultimi 20 minuti; inoltre, spesso la migliore forma di difesa è attaccare tenendo il possesso palla.

Inoltre, parlando della partita di marzo, O’Driscoll ha invitato a non guardare a quel risultato come a una misura efficiente delle forze in campo:

È chiaro che non c’è alcuna speranza di ripetere la prestazione dell’anno scorso. Non sono uno scommettitore, ma se lo fossi non scommetterei su un 7-3 per noi.

Questa è una divisione in cui la cosa più importante è non subire reti. È una follia scendere in campo pensando di poter segnare un gol più dell’avversario. Non puoi dire ‘se ne fanno due, noi ne faremo tre’: in Championship, questa è la ricetta per il disastro. La domanda principale che dobbiamo farci, prima di scendere in campo, è ‘quanto bene siamo in grado di difendere?’.

Sono molto soddisfatto del lavoro che stiamo facendo sui corner avversari: abbiamo subito 37 corner, e solo una rete. In queste circostanze, solo in nove occasioni gli avversari sono riusciti a concludere in qualche modo a rete. Anche martedì abbiamo difeso bene, anche se il Palace aveva un solo giocatore meno alto di sei piedi [1,83 m].

L’anno scorso è stata una partita assurda. Mi ricordo benissimo che quando eravamo sopra 4-1 avevo ancora paura di perdere, perché era una partita così.

Infine, vediamo qualche parola di Garry Birtles, soprattutto sulla partita di martedì:

Non è quando guardo all’inizio della stagione del Forest, alla striscia di imbattibilità di sei partite, che provo il più grande senso di speranza: quello che mi incoraggia di più è vedere che i giocatori del Forest, semplicemente, rifiutano di accettare di essere battuti. Non si danno mai per vinti. Questo è un atteggiamento incredibile.

La scorsa stagione, se il Forest si fosse trovato un gol sotto e con un uomo in meno a Crystal Palace, avrebbe perso senz’altro, e anche pesantemente. Se avessero preso due reti di fila in casa contro il Birmingham City, avrebbero perso senz’altro. Dopo aver subito una mezz’ora come quella subita a Bolton, l’anno scorso avrebbero perso senz’altro.

Ora le cose sono cambiate. Sean O’Driscoll ha messo nuova fiducia e forza di carattere nello spogliatoio.

Non fraintendetemi: prima o poi perderemo. Ma è la reazione la cosa importante. Dopo la partita interna con Wigan in Coppa di Lega, avevo paura che la squadra perdesse fiducia: questo non è successo. Sono ripartiti con un calcio ancora più fluido e propositivo in Championship. La questione non è tanto mantenere la striscia di imbattibilità, è mantenere lo stesso livello di fiducia nelle nostre capacità. Certo, non dobbiamo nasconderci il fatto che il Forest, ora, è una squadra migliore. Abbiamo più qualità, e segniamo più facilmente. La fiducia deriva anche dal sapere che, se le cose vanno male, c’è qualcuno là davanti che potrà mettere le cose a posto.

A Palace, abbiamo giocato la peggiore partita della stagione. Semplicemente, non funzionavamo. In parte, perché giocavamo contro una squadra che ha un’ottimo record casalingo, soprattutto nelle sere infrasettimanali, ma la cosa importante è che, lo stesso, abbiamo cercato di grattar via qualcosa dalla partita.

Magari non abbiamo giocato come possiamo, ma abbiamo fatto lo stesso il possibile per portare nel difficile viaggio verso casa un pezzo di bottino. Questa è la chiave per avere una squadra di successo.

Le scorse stagioni, quando avevamo qualcuno che ci tirasse fuori dal buco, quando avevamo bisogno di un’iniezione di creatività, di solito ci pensava Lewis McGugan. Ora il peso di questa responsabilità non grava più sopra le sue spalle.

Simon Cox, un Dex Blackstock di nuovo in forma, Billy Sharp, un apparentemente scattante Reid e Adlene Guedioura, sono tutti uomini che possono provvedere ispirazione, che possono trovare un guizzo vincente tirandolo fuori da nulla.

Se fossi nei loro panni, comincerei ogni partita convinto di poterla vincere, grazie proprio a questi giocatori, grazie alla quantità di talento che possiede la squadra; oggi, però, sto con in piedi per terra. Non andiamo a Leeds per dar loro un’altra martellata. Non lo dico perché penso che il Forest non possa vincere, perché possono. Fatto sta che mi accontenterei di un punto, fedele al vecchio principio della media inglese, la chiave per il successo in ogni campagna vittoriosa.|

Detto che Robbie Findley si è unito a Gillingham in prestito mensile, ricordiamo che il bilancio tra Nottingham Forest e Leeds United è perfettamente in equilibrio (28-29-28), e che la partita comincerà, come al solito, alle 16, con diretta sul Forest Player.

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Archiviato in garry birtles column, stagione 2012-2013

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