Molti errori e un grande spirito: NFFC 2–2 Birmingham City

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Nella presentazione al match che abbiamo riportato anche su questo blog, Garry Birtles auspicava che il Birmingham City potesse trovare un City Ground meno morbido e remissivo rispetto a quello sul quale aveva passeggiato, soprattutto nell’ultimo quarto d’ora, l’anno scorso; ma per tre terribili minuti sabato scorso è sembrato di rivedere lo spettro di quel Forest spento e rassegnato che avevamo imparato a conoscere tra le gestioni di McClaren e il primo Cotterill.

Due reti prese a difesa schierata e immobile parevano doverci, infatti, condannare alla prima sconfitta stagionale in campionato e a un brusco ridimensionamento delle nostre pur non ancora gigantesche aspettative, di fronte alla squadra di gran lunga migliore che abbiamo incontrato fino a adesso, Wigan Athletic escluso. E, certo, l’anno scorso il secondo gol dei Blues avrebbe significato la nostra resa incondizionata.

Ma un anno può cambiare davvero tante cose: invece, il Gaffer ha sistemato la squadra dando più peso alle fasce e più fantasia in attacco, e il Forest è ripartito con grande spirito, mettendo finalmente in campo quel passing game fatto di ripartenze in velocità e di rapidi capovolgimenti di fronte del quale O’ Driscoll è maestro. La rimonta è passata attraverso uno strepitoso gol di Cox in doppio controllo volante, e il primo gol di Harding in Garibaldi Red; ma, al di là del punto, preziosissimo, il dato più confortante è stato la capacità del Manager di cambiare volto alla squadra per fronteggiare meglio l’avversario, e la voglia della squadra stessa di cambiare il volto alla partita, Imprese compiute, anche se resta da analizzare la sconcertante prestazione difensiva e i motivi di due gol così sloppy concessi ai ragazzi dell’altro capo delle Midlands.

La formazione iniziale del Forest ricalca quella schierata contro il Charlton Athletic due settimane prima, con la sola eccezione di Sharp schierato al posto dell’acciaccato Cox, infortunatosi nella partita amichevole dell’Eire contro l’Oman.

Camp

Hutchinson — Ayala — Collins — Halford

Gillett

Guedioura — McGugan — Reid

Sharp — Blackstock

Il primo tempo scorre via abbastanza incolore, tanto che anche gli extended highlights del Forest Player danno conto solo della seconda frazione di gioco. Per quanto riguarda la prima parte, le immagini danno conto solo di una punizione di McGugan battuta benissimo, dalla zona Charlton, ma abilmente alzata in angolo da Butland. Le cronache della partita riportate dal sito ufficiale e dai blogger parlano anche di una mezza occasione capitata a Reid, sciupata scegliendo di servire Sharp in cattiva posizione, e, dall’altra parte, di una palla filtrante di Lita per King, sciupata dal simpatico maniaco sessuale su un Camp in provvida uscita.

Certo, contro una squadra veloce, compatta, organizzata e con un ottimo gioco sulle fasce come il Birmingham City, nel primo tempo i Reds non hanno potuto mettere in scena lo stesso scintillante mostrato contro il Charlton Athletic, ma alla mediocrità della prima frazione hanno contribuito la scarsa vena del trio addetto alla costruzione del gioco; Reid, McGugan e, soprattutto, Guedioura: secondo il parere unanime dei commentatori, l’Algerino ha disputato la peggior partita della sua carriera in Rosso.

L’inizio della ripresa, per il Forest, è piuttosto incoraggiante: subito una bella iniziativa di Reid sulla sinistra, conclusa con un cross molto pericoloso sul quale, però, Sharp non riesce a intervenire. Dopo un’ora di gioco — presto, secondo le sue abitudini — O’ Driscoll toglie un Blackstock un po’ spento per inserire il miracolato Cox, per il quale, in settimana, si era temuta addirittura una frattura.

Ma la musica cambia presto: Burke raccoglie una palla nel cerchio centrale del campo, si porta sulla tre quarti piuttosto indisturbato e la allarga sulla sinistra per King; Hutchinson contrasta efficacemente la punta dei Blues, ma il pallone rimpallato viene raccolto da Mullins in sovrapposizione, che dal vertice scarica un tiro potente ma centrale, ben controllato da Camp.

Lita batte una punizia dalla fascia laterale, all’altezza del limite dell’area di rigore, Blackstock respinge bene di testa e Sharp, nel tentativo di recuperare, sul limite dell’area, subisce un fallo da Murphy che lo fa franare sull’arbitro Halsey, ben poco amato al City Ground: questo gesto strappa per l’attaccante dei Saints i primi applausi davvero convinti da parte del pubblico di fede rossa.

Collins esce sulla sua tre quarti per anticipare di testa Lita su uno spiovente proveniente dalle retrovie, ma è una pessima scelta, perché non ci riesce e serve, invece, King, appostato dentro la nostra lunetta. King vede accorrere il neo-entrato Wade Elliot sul vertice sinistro della nostra area e lo serve, Elliott controlla e la restituisce dentro a King, tutto troppo facile; King tira a botta sicura ma coglie il corpo disperatamente proteso di Harding, Mullins si scaraventa sul rimpallo e dal limite dell’area tira al volo una saracca imprendibile che si infila proprio sotto la nostra traversa.

L’ingresso di Redmond all’ala destra mette ulteriormente in difficoltà la nostra squadra: è notorio che la sorta di rombo con il quale giochiamo, molto efficace in fase di possesso palla, è vulnerabile nei confronti di squadre che lavorano molto, e in velocità, sulle fasce laterali.

Murphy trova King sul vertice sinistro della nostra area di rigore con un passaggio di una trentina di iarde, King si volta, la passa indietro a Elliot che fa qualche passo verso la nostra area e scaglia un cross di interno destro verso la nostra area piccola, Ayala respinge di testa verso la nostra trequarti, Reid raccoglie ma, messo sotto pressione da Mullins, trattiene la palla invece di darla via finché il bravissimo interno Blue non riesce a togliergliela con la collaborazione di Redmond, che poi si invola sulla fascia destra saltando come birilli paralitici prima lo stesso Reid in tentativo di recupero, poi Halford, poi entra nella nostra area, e, mentre Collins lo guarda con blando interesse, si guarda intorno, ordina la cena, telefona alla morosa dicendole di accendere la tele perché sta per fare un passaggio decisivo al City Ground, twitta “look me while assisting against #NFFC” dal suo smartphone, e, infine, la passa al limite dell’area a King, più solo e abbandonato al disinteresse generale di Giovanardi al Gay Pride; King prende la mira e con un preciso e inevitabile colpo di biliardo la mette rasoterra a fil di palo alla sinistra di Campo.

Almeno cinque tra cattive scelte, contrasti molli e errori di piazzamento portano, dunque, i Blues in vantaggio di due reti, realizzate in meno di tre minuti, e con meno di venti minuti da giocare: il fantasma dell’anno scorso, come detto, sembra rimaterializzarsi.

Ma questo Forest è fatto di un’altra pasta. McGugan vince un contrasto sulla nostra tre quarti, la dà via malamente consentendo al Birmingham un rapido recupero, i Blues si riportano in avanti ma McGugie non ci sta, e va nuovamente al contrasto su Lita, poco fuori la nostra area di rigore; il nostro 10 riconquista il pallone, se lo porta avanti con slancio possente lungo l’out destro, arriva poco dopo la linea di metà campo, sbilancia con una finta un paio di avversari, alza la testa, vede Cox e lo lancia con grande precisione, ma sembra un pallone con il quale è difficile fare qualcosa di buono; Coxie si getta all’inseguimento del lancio che spiove all’altezza del dischetto, controlla meravigliosamente lo spiovente con l’esterno destro, al volo, portandosi in avanti il pallone di un paio di iarde, e lo colpisce, sempre al volo, ancora di esterno destro, battendo imparabilmente Butland più o meno dal limite dell’area piccola. Gol davvero meraviglioso, che riaccende di entusiasmo la Trent End; Cox raccoglie il pallone dal sacco e lo porta di tutta fretta verso il centrocampo, mostrando la voglia dei Reds di lottare ancora per il risultato.

Il gol spinge O’ Driscoll a modificare totalmente la squadra alla ricerca del pareggio: esce uno spento Guedioura per Harding, un cambio apparentemente inspiegabile, visto che entra un terzino per un centrocampista, ma che consente di riorganizzare la squadra schierandosi a tre dietro e alzando di molto l’azione dei laterali: questo riassetto garantisce allo stesso tempo più copertura dietro e più spinta sulle fasce:

Camp

Ayala — Collins — Halford

Hutchinson                         —                                 Harding

Gillett

McGugan          —                  Reid

Sharp — Cox

L’azione si sviluppa sulla nostra linea difensiva, da sinistra a destra, palla a Gillett che la restituisce indietro a Collins, che lancia lungo e preciso per Billy Sharp sul vertice sinistro dell’area di rigore; Sharp controlla, pur pressato da due avversari, ma è costretto a allargarsi verso la bandierina. Riesce in qualche modo a girarsi e a darla dietro a Reid, anche lui sotto pressione, Reidy si gira molto bene, retrocede qualche metro e la mette in mezzo, sulla tre quarti, per l’accorrente McGugan, che di volo tira un paio di metri alla sinistra della porta dei Blues; però ci siamo!

Ripartiamo di nuovo dalla nostra metà campo, Halford riceve sulla linea mediana e scende di corsa verso la loro tre quarti, arriva quasi al vertice destro dell’area e crossa morbido in area, Ibañez spizza appena il pallone che, però, arriva sul piede di Harding che con un possente sinistro, appena deviato

dallo stesso difensore spagnolo, si insacca imprendibile alla destra di Butland.

Ci sarebbero anche tempo e occasioni per completare il clamoroso come-back, entra Majewski per Gillett e si piazza dietro le punte, dando ancora più peso offensivo alla squadra. Majewski tocca il suo primo pallone lanciato sulla linea di fondo da un bel passaggio di Hutchinson, ma Radi scivola al momento del tocco decisivo in mezzo e consegna una palla innocua a Butland, peccato perché Cox, Sharp e Harding stazionavano, piuttosto liberi, in mezzo all’area di rigore.

Majewski controlla sul vertice sinistro della loro area un bello spiovente dalla destra, si gira, la dà dietro a Reid che crossa di prima un pallone preciso sul quale sale a incornare dalle sei iarde Billy Sharp in mezzo a due avversari, ma non può colpire come desidera e la prende un po’ sotto, alzando la sfera non di molto sopra la traversa Blue. Vedendola al rallentatore, però, in effetti, forse Sharpie avrebbe potuto fare qualcosa di più con quel pallone. Fine, e Forest che riesce a proteggere il record di imbattibilità dall’assalto dei ragazzi delle West Midlands, prima del doppio, difficile trip a Crystal Palace e a Leeds Utd, due campi sui quali l’anno scorso segnammo dieci reti in tutto, ma che, anche per questo, ci aspetteranno sul piede di guerra.

* * *

Due notazioni tattiche:

  • La prima, è l’efficacia con la quale abbiamo giocato da quando siamo passati a tre dietro e abbiamo alzato i due terzini. Potrebbe essere una scelta da praticare più spesso, soprattutto contro squadre abili a giocare sulle fasce come lo è stata il Birmingham City.
  • La seconda è la difficoltà, sempre più evidente, con la quale Guedioura gioca nel centrocampo a tre, spostato sulla centrodestra. Tanto l’algerino era stato efficace l’anno scorso, perno di centrocampo nel 4231 con il quale il Forest aveva chiuso la stagione, e tanto era a suo agio negli spazi aperti da Reid e McCleary, tanto appare meno decisivo come interno destro nel rombo di quest’anno (quello di interno di centrocampo nel rombo è un ruolo difficilissimo, e Reid, più abile a sfruttare gli spazi e a accentrarsi o allargarsi alla bisogna, pare molto più a suo agio di Adlene in questo nuovo compito tattico). Bisogna ricordarsi che dietro a Guedioura ci sono Coppinger e Lansbury che scalpitano, e che potrebbero dimostrarsi più adatti di lui al ruolo di interno; difficilmente, infatti, O’ Driscoll rinuncerà alla doppia punta per tornare al 4231, avendo a disposizione tre attaccanti di ottimo valore. Vedremo come il nostro Gaffer riuscirà a risolvere questo problema tattico, restituendo a Guedioura la sua efficacia e permettendogli di coesistere con l’ormai apparentemente indispensabile Gillett.

* * *

Forest: Camp, Hutchinson, Ayala, Collins(c), Halford, Guedioura (Harding 74′), Gillett (Majewski 81′), McGugan, Reid, Sharp, Blackstock (Cox 60′).

Non entrati: Darlow, Moussi, Moloney, Coppinger.

Ammoniti: Ayala 22′, Hutchinson 54′, Collins 75′, Cox 88′

Marcatori: Cox 73′, Harding 86′

Birmingham: Butland, Murphy, Caldwell(c), Ibanez, Burke (Redmond 70′), Mullins, King, Lovenkrands (Elliott 50′), Spector, Caddis, Lita (Fahey 79′).

Non entrati: Doyle (GK), Davies, Morrison, Zigic.

Marcatori: Mullins 69′, King 71′

Arbitro: Mark Halsey

Spettatori: 22.738 (di cui ospiti: 2.021)

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