Huddersfield 1–1 NFFC: “We’ll take away the positives”.

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È chiaro che non si può essere felici quando gli avversari fanno un unico tiro in porta a tempo abbondantemente scaduto su un rigore stupidamente concesso per un fallo inutile commesso su un giocatore che non avrebbe mai potuto fare nulla di pericoloso nemmeno dandogli bombe a mano e granate al gas nervino.

D’altronde, come ha detto Cox, la prestazione contro una squadra che solo pochi giorni prima aveva fatto patire le pene dell’inferno al Cardiff City in casa sua è stata nettamente positiva. Il Forest ha giocato benissimo, martedì, e, tutto sommato, questo è il segnale più importante che deve dare una squadra in rinascita come la nostra. Non si è mai vista una squadra che gioca bene andare male, né una squadra che gioca male andare bene

“Giocare bene”, nel mio mondo ideale, vuol dire non solo avere fluidità di gioco e capacità di creare occasioni da rete, ma anche, e direi soprattutto, avere equilibrio tra i reparti della squadra, difendere partendo dal centrocampo — e, se possibile, da quando la linea offensiva perde la palla — e avere una copertura degli spazi tale da rendere ostico il compito per gli avversari: queste cose il Forest sta cominciando a farle vedere, anche se le prossime due partite, contro Bolton e Wigan, ci diranno molto di più, secondo me, sul punto al quale è arrivata la squadra.

Per trenta secondi, come dicevo nel post precedente, siamo stati da soli in testa alla classifica a punteggio pieno, e twitter e Facebook si sono riempite di foto (malauguranti) della classifica in tempo reale di quei trenta secondi, tratte dal televideo inglese, o dal programma sulla Championship di Sky. Ma ripeto il mio pensiero: questa dovrà essere una stagione all’insegna della pazienza e della crescita, e non so nemmeno, a dire il vero, se per un vero progetto a lungo termine una promozione immediata sia la cosa migliore che possa capitarci (certo, non è che sarò triste, in quel caso…): rischieremmo di ritrovarci tra due anni di nuovo in Championship con una delusione sulle spalle, mentre tra due anni potremmo essere promossi con una struttura di gioco e un impianto di giocatori ben più solidi, e con ben maggiori probabilità di salvezza.

Ma veniamo alla partita contro Huddersfield Town, una delle tre sole squadre capaci di vincere per tre volte di fila il Campionato inglese, impresa compiuta negli anni ’20 sotto la guida dell’immenso Herbert Chapman: il Forest pare abbandonare definitivamente il principio “in trasferta primo non prenderle” che aveva governato lo scorso campionato sotto la guida di Cotterill, dal momento che il nostro impianto appare decisamente votato all’attacco, con due punte e due centrocampisti con spiccate qualità offensive:

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Camp

Moloney — Collins (Cap) — Halford — Harding

Gillett

Guedioura — McGugan — Reid

Blackstock — Cox

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Come prevedibile, il sacrificato sull’altare dell’imprescindibile Cox è stato Raddi Majewski, il quale, come ho spesso ricordato, appare troppo fragile per essere schierato in un centrocampo a quattro, soprattutto in un campionato fisico come il nostro.

Tra i biancoblù, oltre che la presenza del nostro Lynch, va segnalata la presenza dal primo minuto di Jordan Rhodes, dato per assente dalle indiscrezioni della vigilia per i postumi dell’infortunio subito nella partita disputata la settimana precedente difendendo i colori della Nazionale scozzese: una minaccia che avrebbe dovuto essere preoccupante per la nostra difesa, visti i numeri dello Scozzese di Manchester con i Terriers, ma che è stata abbondantemente contenuta, visto che l’unico tiro in porta il buon Jordan l’ha scoccato sul rigore a tempo scaduto.

Partenza a razzo dei Reds, che già al terzo colpiscono un palo interno della porta difesa da Smithies grazie a un gran tiro dalla lunga distanza di Lewis McGugan, apparso più in palla rispetto a sabato.

Un timido tentativo di testa su cross dall’out sinistro di un Blackstock in precario equilibrio, più o meno dal dischetto, viene facilmente neutralizzato da Smithies.

Norwood, ottimamente pressato da Blackstock (proprio quello che intendevo prima quando dicevo che la difesa dovrebbe cominciare dalla linea degli avanti) sul nostro out destro all’altezza del limite dell’area di rigore Terriers cerca di alleggerire sciaguratamente il pallone distribuendolo malamente in mezzo all’area (penso che anche le maestre dell’asilo, ormai, dicano ai poppanti che tirano due calci a una palla che un difensore non deve mai passare il pallone in mezzo quando è sotto pressione), Blackstock continua il pressing avventandosi sul pallone, lo raggiunge al limite dell’area e cerca di aggirare Smithies con un pallone aggirante di interno sinistro che il portiere biancoblù, ottimamente uscito e piazzatosi, neutralizza questa volta — in due tempi — con una qualche difficoltà.

La prima risposta da parte di HTFC è un tiro appena alto di Scannell dalla nostra lunetta dopo un’azione avvolgente piuttosto buona dei Terriers sulla nostra tre quarti, ma appare chiaro che Huddersfield fa molta fatica a superare la nostra linea del vantaggio.

Huddersfield continua a operare soprattutto in contropiede, rendendosi anche abbastanza pericoloso: intorno al 20′ Norwood scarica dalla sua tre quarti a Clayton in posizione di ala destra, Clayton fa qualche passo in avanti, alza la testa e serve con una incantevole parabola filtrante Lee Novak, che controlla, entra in area e dal dischetto del rigore calcia sciaguratamente alto. Indubbiamente, dopo il palo di McGugie, l’occasione più ghiotta di tutta la partita.

Pochi minuti dopo, un’occasione ancora più ghiotta per il Forest: Norwood interrompe di testa una manovra del Forest sulla sua trequarti sinistra, e offre la palla a Scannell, il quale, in preda a un improvviso e incomprensibile deliquio neuropatico, calcia un fortissimo campanile verso la sua area di rigore: Blackstock, dal limite, riesce a spizzare la palla in avanti per l’accorrente Cox, il quale dal limite dell’area piccola, in scivolata, quasi a botta sicura, calcia sull’altrimenti impotente Smithies il pallone del ben più che possibile vantaggio.

Bellissimo pallone recuperato da Harding sulla nostra fascia centrale e offerto in avanti a Guedioura, il quale fa viaggiare Reid sulla sinistra, il suo tentativo di cross viene respinto dalla difesa, ma recuperiamo la palla sulla loro tre quarti: Reid la dà ancora indietro a Harding che passa a Guedioura ai trenta metri, Adléne controlla di petto spalle alla porta, se la porta davanti al volo, si gira e sempre al volo scocca di destro un tiro a scendere che finisce qualche centimetro sotto la traversa, e solo la traiettoria troppo centrale della conclusione permette a Smithies la deviazione in angolo: un metro più in qua o in là e sarebbe stato gol del mese assicurato. È, comunque sia, una grande fase di possesso e di controllo per il Forest. Il corner successivo, calciato da Reid, produce una mischia in area nel corso della quale Blackstock, da terra, manca di centimetri l’impatto con il pallone ballonzolante all’interno dell’area di porta, e permette a Smithies un affannoso recupero.

Moloney si propone sulla destra nella trequarti avversaria per un uno-due con Guedioura, che gli restituisce la palla all’altezza dell’area avversaria, Brendan controlla, si porta sulla linea di fondo e, invece di crossare, offre intelligentemente un passaggio morbido all’indietro per l’accorrente Blackstock, praticamente l’azione fotocopia del gol del vantaggio di sabato scorso: Blackstock è, però, meno lucido di Guedioura e cerca una conclusione aggirante di sinistro che viene respinta di testa sulla sua linea di porta da Paul Dixon, a Smithies abbondantemente battuto: lo stesso Blackstock si fiocina sulla respinta e scaglia un tiro poderoso ancora di sinistro che, però, colpisce la parte superiore della traversa. Il miglioramento della mira di Dex potrebbe essere uno, e non il meno importante, dei fattori che aumenterebbero il nostro coefficiente di realizzazione sulle occasioni che abbiamo.

Secondo tempo

Su corner calciato da Norwood alla destra della porta di Camp una serie di lisci mette Keith Southern in condizione di tirare di sinistro dalle otto iarde, ma il loro 24, in precario equilibrio e pressato da McGugan, mette alto.

Azione insistita sulla fascia destra della tre quarti biancoblù, Reid, in posizione centrale, passa a Guedioura in posizione di ala destra, Adléne arriva all’altezza del corner, affrontato da Norwood, che gli mette il pallone in corner; Gillett recupera la respinta della difesa dell’Huddersfield, offre il pallone a Reid, Reid la passa a Guedioura al limite dell’area di rigore, il quale la passa indietro a Halford, Halford ancora a Reid che apre ancora sulla destra a McGugan, cross potente raccolto da Cox sul limite sinistro dell’area di porta biancoblù, Simon controlla bene ma scivola al momento di una conclusione che sarebbe stata certamente pericolosa. La respinta della difesa del West Yorkshire viene raccolta da Blackstock, che smista in mezzo a Gillett che apre sontuosamente ancora sulla destra per McGugan ancora all’ala, McGugie si gira, si accentra e la dà a Blackstock sulla lunetta, Cox viene anticipato ma Gillett raccoglie ancora la respinta e la offre sulla sinistra a Harding, Harding in mezzo a McGugan che riapre ancora sulla destra a Blackstock che avanza fino al limite dell’area e viene fermato da Dixon. Si tratta di un’azione non pericolossima, ma indicativa del controllo assoluto del campo messo in pratica dal Forest, e della filosofia di O’ Driscoll basata sul passaggio e sui cambi di fronte veloci per prendere l’avversario fuori equilibrio, che sta cominciando a dare i suoi frutti.

L’Huddersfield non manca di rendersi pericoloso, mostrando essere una squadra concreta e molto solida: Hunt manovra sul vertice destro della nostra area di rigore, e la passa in mezzo, con la nostra difesa un po’ troppo statica e un po’ troppo poco reattiva, la palla arriva sul piedone solido ma non raffinatissimo di Norwood che scarica verso la porta di Camp (più o meno) una saracca possente ma mal diretta che starà ancora ballonzolando da qualche parte nel parcheggio del John Smith’s. Com’è come non è, Lee Camp quest’oggi non ha fatto nemmeno una parata.

Gol!

Collins mette ordine in un po’ di batti e ribatti a centrocampo intervenendo in anticipo e passando di testa a McGugan, che trova un corridoio nella trequarti destra avversaria e vi si infila, poi vede l’incursione centrale di Cox e lo serve al limite dell’area con un tracciante laser calibrato dagli ingegneri della NASA, due tocchi della punta della Repubblica, classico controllo di destro e tiro di interno sinistro, e palla alle spalle di Smithies in uscita, appena sotto la traversa, del tutto imprendibile per il pur bravo estremo biancoblù.

Vantaggio meritato, forse anche striminzito, ma l’impressione è questa squadra sia fatta per giocare negli spazi, mentre trova, per ora, grande difficoltà nel concretizzare la superiorità nel gioco chiuso (anche per l’inefficacia, per ora, dei nostri calci da fermo): in due partite dominate, le due reti sono venute da due azioni di contropiede, il che appare abbastanza indicativo, e anche incoraggiante, in un campionato nel quale certo non partiamo favoriti; non sempre, infatti, troveremo squadre chiuse e passive come Bristol City e Huddersfield Town, e sarà interessante vedere come quest’attitudine del Forest per il gioco aperto potrà trovare sbocchi in partite più equilibrate.

Il Forest non diminuisce la pressione: Harding in pressing alto sulla trequarti avversaria recupera un ottimo pallone e lo offre in avanti a Blackstock in posizione di esterna sinistra: Dex avanza fin quasi alla linea di fondo, cinque iarde fuori dall’area avversaria, guarda al centro, si ferma e opta per un passaggio corto appena indietro a Reid, che avanza fino al limite dell’area e effettua un cross che viene però agevolmente controllato da Smithies: l’impressione è che si sarebbe potuto fare di più.

Rhodes tocca uno dei suoi primi palloni con un colpo di testa su rimessa laterale dell’Huddersfield: ben controllato da Collins, la punta biancoblù dirige un pallone mollissimo un paio di metri fuori dallo specchio della porta di Camp, che, comunque sia, esce e abbranca agevolmente il pallone, tanto per vedere l’effetto che fa.

Gillett (ottimo il rendimento di questo mediano, finora, e sorprendente il fatto che Doncaster se lo sia fatto sfuggire gratis: sembra difficile immaginare che i Rovers abbiano centrocampisti di maggiore qualità e, soprattutto, di maggiore qualità) recupera l’ennesimo pallone sulla trequarti avversaria e lo offre con precisione sulla destra a McGugan, che di testa la offre indietro al neo-entrato Tudgay (subentrato a Blackstock a un quarto d’ora dal termine), il quale crossa in maniera piuttosto approssimativa nell’area avversaria, appena mezzo metro dietro a Cox, che, sbilanciato, non può intervenire sul pallone.

Huddersfield Town cerca di accelerare, ma fa sempre molta fatica a rompere la barriera posta dalle nostre due linee sulla nostra tre quarti: dopo un confuso batti e ribatti sui 40 metri della nostra area, il nuovo entrato Daniel Ward tira più o meno dai trenta metri un bolide molto più pericoloso per gli stormi di migratori che stanno lasciando l’Inghilterra che per la nostra porta.

Il gioco biancoblù, però, acquista intensità, se non qualità: corner battuto sulla destra di Camp da Norwood, Tudgay spazza di testa, recupera Hunt che sventaglia in area un pallone molto molle sul quale però interviene Peter Clarke di testa: il pallone attraversa innocuo tutta la nostra area di porta e esce alla sinistra della porta difesa dal vigile Camp. Siamo al 90′.

Azione NorwoodGerrardNorwood sulla linea centrale del campo, Norwood avanza un po’ troppo indisturbato fino alla nostra trequarti, siamo rintanati in area a aspettare il fischio finale, Norwood sciabola (no, dai, “sciabola” no) verso la fascia destra, dove raccoglie Jack Hunt che decide di dedicare dieci secondi della sua vita a imitare Garrincha, si dirige verso il vertice della nostra area, evita il non certo imperiale tentativo di contrasto di Reid, tocca di esterno destro verso il fondo per evitare Harding, la tocca ancora all’altezza della nostra area di porta, sempre verso il fondo, ma Harding, invece di chiuderlo e accompagnare in out un’azione totalmente innocua, decide sciaguratamente che è il caso di provare a togliere il pallone al centrocampista biancoblù e interviene con il suo sinistro in scivolata; ma invece del pallone colpisce la caviglia di Hunt per il rigore più sacrosanto, pirla e inutile degli ultimi anni.

Rhodes lo piazza imparabilmente rasoterra, toccando il palo alla destra di Camp, per il primo punto della stagione di Championship dell’Huddersfield.

Note positive: la prova di Gillett e di Moloney, che confermano quanto di buono fatto vedere all’esordio, la prova di McGugan, che sta tornando lentamente ai livelli di due anni fa, gli ottimi meccanismi difensivi, che hanno limitato l’azione dell’Huddersfield, praticamente, a qualche tentativo da fuori (a parte l’incursione di Lee Novak nel primo tempo, e quella di Hunt decisiva per il pareggio).

Note negative: a parte la stupidaggine del rigore, la conferma della scarsa vena di Blackstock, pure ottimo nei movimenti della coppia di attacco, e una certa tendenza a chiudersi nei minuti finali della partita, a difendere un risultato striminzito. Forse la sostituzione di Cox con Hutchinson allo scadere del tempo regolamentare ha dato un segnale non proprio positivo alla squadra. Ma sono dettagli, rispetto a quanto di buono fatto vedere dalla squadra, e il bilancio è ampiamente positivo.

* * *

Forest: Camp, Moloney, Halford, Collins (c), Harding, Gillett, Guedioura, McGugan (Moussi 82′), Reid, Blackstock (Tudgay 75′), Cox (Hutchinson 89′).

NE: Evtimov (GK), McGoldrick, Miller, Majewski.

Marcatore: Cox 68′

Ammoniti: Halford 51′, Gillett 52′, Hutchinson 90′

Huddersfield: Smithies, Dixon (Arfield 81′), Norwood, Clarke (c), Scannell, Clayton, Novak (Ward 81′), Rhodes, Southern (Gerrard 85′), Hunt, Lynch.

NE: Bennett (GK), Woods, Lee, Spencer.

Marcatore: Rhodes (pen) 94′

Ammonito: Ward 87′

Spettatori: 15.434 (di cui ospiti: 2.274)

Arbitro: Neil Swarbrick

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Huddersfield Town vs Nottingham Forest Highlights di SuperAlanLee

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7 commenti

Archiviato in stagione 2012-2013

7 risposte a “Huddersfield 1–1 NFFC: “We’ll take away the positives”.

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  2. Komsomol_86

    nell’azione che poi ha portato al fallo da rigore di Harding infatti molte colpe ce le ha proprio Reid,che lascia passare liberamente il giocatore dell’Huddersfield senza fermarlo,volendo poteva fargli un fallo non cattivo da fuori area così si perdeva tempo,poi comunque la cazzata più grossa ovviamente l’ha fatta harding ed è davvero allucinante.
    Speriamo che McGugan continui così,non mi fido tanto di lui,vedremo se con il tempo tornerà ad essere il nostro faro come due anni fa.

    • Reid ha questo difetto assurdo, ce l’ha sempre avuto, è del tutto nullo in copertura, e questo lo rende un elemento debole del 442.
      È per questo che O’ Driscoll non fa giocare insieme lui e Majewski (un altro che non mette la gamba manco a morire) nel 442, il nostro centrocampo sarebbe massacrato.

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