Championship: la nuova stagione.

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Presentiamo le squadre della stagione appena incominciata, anche se un bilancio definitivo delle forze in gioco si potrà fare solo alla scadenza della finestra di mercato, a fine agosto e, ancor più, alla scadenza della finestra di gennaio, quando si completeranno le rose che disputeranno le partite decisive per la salvezza, la promozione e l’accesso ai play-off: pensiamo solo a quanto sia stata decisivo, per le sorti della nostra squadra, il mercato di riparazione dell’anno scorso, con gli innesti di Guedioura, di Cunningham e di Higginbotham.

Cercherò anche di fare un piccolo pronostico, molto generico, anche se sulla Championship gli unici autorizzati a fare previsioni sensate dovrebbero essere solo coloro i quali avevano predetto il dominio del Southampton nella scorsa stagione e il passaggio per i play-off del West Ham United.

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Barnsley

Jacob Butterfield è partito da Oakwell, così come Andy Gray. Mido, chiamato a sostenere sulle sue non possenti spalle il peso dell’attacco, oltre a non garantire un rendimento degno della categoria, sarà fuori fino a novembre per un grave infortunio patito in pre-season. Gli altri arrivi son quelli di Tomasz Cywka, ex Derby County, definito da Clough “non certo un genio”, e il portiere Ben Alnwick, giramondo di scuola Sunderland che non ha raggranellato nemmeno 30 presente ufficiali in Football League. Unico elemento di speranza, Paul Digby, brillante centrocampista proveniente dall’Accademia che quest’anno troverà moltissimi minuti in camiponato. Insomma, una delle più serie candidate alla retrocessione.

Birmingham City

Un’estate di cambiamenti, come per molte squadre del campionato. Un nuovo manager, Lee Clark, una nuova dirigenza e il blocco del mercato stabilito dalla lega in pendenza del trasferimento fanno di questa squadra un po’ un punto interrogativo. I Blues vengono da una stagione brillante, di ottimo calcio, hanno perso Mutch, ma un paio di prestiti azzeccati potrebbe restituire loro la competitività dello scorso anno. Da osservare il terzo portiere della selezione dei Tre Leoni, Jack Butland, e il talentino americano Will Packwood, un mediano niente male che ha fatto benissimo in pre-season. Da play-off a metà classifica.

Blackburn Rovers

Grande andirivieni dalle parti di Ewood Park. Il club, retrocesso dalla EPL, ha preso Danny Murphy, Leon Best (già però infortunato), e un gruppuscolo di lusofoni: l’inossidabile Nuno Gomes, Fábio Nunes (ala che ha fatto benissimo in pre-season), Edinho Junior e Paulo Jorge, ai quali si è aggiunto anche Dickson Etuhu; ma i Rovers hanno perso il peso di Yakubu e Hoilett. Si tratta di una rosa potenzialmente forte, ma le vicissitudini della proprietà indiana e la non rosea situazione finanziaria potrebbero condizionare le prestazioni della squadra. In altri anni avrei detto play-off sicuri, ma quest’anno la Championship è davvero tosta: lotterà sicuramente per un piazzamento play-off, ma se proprio dovessi scommettere sulla delusione dell’anno, punterei una sterlina proprio sull’unico club che abbia mai vinto la PL a disputare la Championship di quest’anno.

Blackpool

Estate tranquilla per i tangerines, per i quali, certamente, il mercato non è ancora finito, soprattutto per quanto riguarda il settore offensivo. Sono partite due leggende di Bloomfield Road, Ormerod e Southern, per finire le loro carriere a Wrexham e a Huddersfield, e le sorti del Blackpool poggeranno, probabilmente, sul talento manageriale di Holloway e sull’iberica sapienza di Angel Martinez, esploso nel finale della scorsa stagione, e di Tiago Gomes. Avere una struttura già solida e provatamente efficace, con il casino che è successo quest’estate in Championship, è un grande vantaggio iniziale, inoltre la squadra c’è. Play-off quasi sicuri.

Bolton Wanderers

Sulla carta, sono i favoriti di quest’anno, il boss di fine livello del gioco di ruolo chiamato Championship, ma hanno avuto una pre-season davvero tribolata. Hanno mantenuto l’impianto della stagione scorsa, segnata dalla retrocessione dalla PL: sono partiti Klasnic e Jaaskelainen, che il campo ultimamente lo vedevano poco, e gli unici titolari a essere andati via sono Reo-Cocker (grave perdita) e Steinsson. Gli acquisti non sono “iconici”, visto che si tratta di Andy Lonergan, Matt Mills e Keith Andrews; se il primo sembra destinato a prendere il posto di Jussy, gli altri due difficilmente partiranno titolari molto spesso. Da guardare anche Benik Afobe, attaccante in prestito dall’Arsenal di cui si dice molto bene, e Josh Vela, prodotto dell’Accademia che già fece benino in PL l’anno scorso. Le perplessità maggiori sono la copertura a centrocampo, dove manca la grinta di Muamba, e l’attacco, che sembra leggerino, ma sarei sorpreso se non passassero direttamente in PL.

Brighton &HA

I primi tre ingaggi dell’estate sono stati dal Manchester Utd, dal Manchester City e dal Valencia: Tomasz Kuszczak, Wayne Bridge e Bruno Saltor (59 presenze con la maglia dei Bianchi del Mestalla in tre anni), mentre il nazionale gallese Croft torna ai Gabbiani dopo due anni in prestito a Norwich City. Inoltre, proseguirà il suo sviluppo Lewis Dunk, centrale difensivo molto forte dell’Accademia, con una presenza nell’U21 dei Tre Leoni. Le ambizioni ci sono, i nomi “iconici” anche, il miglioramento della 10a posizione dell’anno scorso dipenderà dall’attacco, cronicamente sterile. Lotterà per un posto play-off.

Bristol City

I nostri avversari odierni hanno attraversato un processo di ringiovanimento (hanno preso due ex Forest: Paul Anderson e il nostro loanee dell’anno scorso Cunningham), e rappresentano, al pari di noi, un vero e proprio work-in-progress. Il punto di forza della squadra sarà il veterano Cole Skuse, e l’esperienza e la capacità di infondere spirito combattivo alle sue squadre di McInnes, ma una delle poche squadre che hanno fatto peggio di noi l’anno scorso potrebbero essere un altro ottimo candidato per la retrocessione.

Burnley

L’arrivo di Jason Shackell da Derby ha, indubbiamente, rivitalizzato l’ambiente e consolidato la difesa, così come i quattrini presi dai Saints per Rodriguez (oggettivamente intenibile in Championship). Jay è stato l’unica cessione di peso, d’altra parte oltre a Shack sono arrivati Vokes, la giovane ala George Porter (anche se partirà dalla panchina, è un esterno con il passo in grado di cambiare le partite) e il terzino sinistro Joseph Mills, che magari non avranno impatto immediato, ma che garantiranno quella profondità di rosa che in Seconda Divisione è uno dei due segreti per il successo (il secondo è ancora più profondità di rosa). Campionato tranquillo, lontano dai due estremi caldi.

Cardiff City

La storia dell’estate, con l’acquisizione da parte del Tycoon malaysiano Datuk Chan Tien Ghee (TG per gli amici, che sono pochi e molto fortunati). Tutti sanno, ormai, delle manie cromatiche del nuovo proprietario, passato dal blu al rosso, ma l’impatto tecnico e economico sulla squadra c’è stato eccome. Bastano i nomi di Jordon Mutch, Kim Bo-kyung (straordinario alle Olimpiadi con la Corea del Sud medaglia di bronzo) e Craig Bellamy per fare dei Redbirds (o dei Dragoni) uno dei candidati alla promozione, anche se l’ultimo passaggio di Bellamy in Galles non era stato proprio fortunatissimo. Poi, c’è da seguire lo sviluppo del talento Kadeem Harris, una sorta di vestito cucito a metà e pieno di imbastiture, ma di stoffa raffinatissima. Questa volta voglio sbilanciarmi: promozione ai play-off (a tutto c’è un limite…).

Charlton Athletic

La prima delle neopromosse che incontriamo in questo excursus alfabetico, reduce da un grandissimo campionato di League One (101 punti!). Negli ultimi anni, il salto tra la terza e la seconda divisione non sembra traumatico come un tempo, e i londinesi hanno mostrato l’anno scorso di essere capaci di un ottimo calcio, adattissimo anche alla serie superiore. Gli acquisti sono stati pochi e mirati (Lawrie Wilson da Stevenage Boro e Jordan Cook da Sunderland gli acquisti più di peso), ma la squadra non è stata smantellata, anche se ci sono voci secondo le quali il giocatore dell’anno per il 2011-12, Chris Solly, sia nel mirino di qualche squadra di PL. Anche gli Addicks, insomma, sono un cantiere aperto, ma se si conta che lasciarono la Championship per la LO nel 2009 insieme a Norwich e a Southampton, pronosticare per loro un buon campionato non è follia. Anche per loro, come per Blackpool, il vantaggio di un impianto collaudato e vincente. Mid-table, senza problemi, con un flirt (senza seguito) con i play-off verso febbraio, soprattutto se arriveranno un paio di prestiti di peso.

Crystal Palace

Un’altra estate non proprio eccitante per gli aquilotti di Selhurst Park: la novità più succosa è la nuova divisa, che contiene inserti gialli che la fa somigliare a quella del Barcelona. Il Palace ha perso, tra gli altri, Nathaniel Clyne, Darren Ambrose e Sean Scannell, e ha acquistato Joel Ward e l’ottimo anche se stagionato trequartista di categoria Aaron Wilbraham, più Aaron Martin in prestito da Southampton. In più, un’accademia sempre succosa, il cui miglior talento sembra essere Kyle de Silva, un’ala sinistra vecchio stampo, che troverà parecchio spazio quest’anno, vista la penuria di laterali di valore tra i Rossoblù. Qualsiasi posizione dalla 15a in giù, con una pistola puntata alla tempia direi “salvezza molto sofferta”.

Derby County

La depressione in casa dei ragazzi dall’altra parte dell’A52 è aumentata con il diradarsi della nebbia che avvolgeva il City Ground alla fine della scorsa stagione, e con il perfezionamento del passaggio già citato di Shackell a Burnley, in seguito alla quale una trentina di abbonati ha chiesto il rimborso alla società (il suo rimpiazzo, Richard Keogh, non è giudicato all’altezza). Inoltre, il reparto offensivo appare ancora deficitario di uno striker da 15 pere a stagione, essenziale in Championship per trasformare in punti le partite tirate e appiccicose, che sono la maggioranza. Da tenere sott’occhio il giovane Will Hughes, e il ragazzi nuovi, Jacobs (esterno sinistro di grande qualità dd Northampton Town) e Coutts (mediano scozzese nazionale U21 da Preston North End, un altro ottimo prospetto). Niggio cercherà di dare ai Rams il solito calcio palla-a-terra, di attacco e high-tempo, ma se con i fichi secchi ci puoi fare un pranzo di nozze, difficilmente riuscirai a gestirci una mensa aziendale per dieci anni; inoltre, il calo che nelle ultime due stagioni ha colpito gli Arieti a primavera è davvero preoccupante: da 10° a 14°, ma se fossi Standard & Poor’s metterei un “sell” accanto alle azioni bianche.

Huddersfield Town

Mercato solido per i neopromossi Terriers (da 11 anni assenti da questo livello della piramide inglese), con buoni innesti di categoria — come il nostro Joel Lynch e i giovani centrocampisti Oliver Norwood (scuola Man U, con ottimi spell a Coventry City e a Scunthorpe) e Adam Clayton (scuola Man City, con due ottime stagioni a Leeds United sul groppone), dinamici e con buona visione di gioco — e senza partenze di peso: insomma, la ricetta ideale per chi passa da League One a Championship. La stagione dello Huddersfield, come quasi sempre avviene per le neopromosse, dipenderà anche dall’impatto iniziale: se i Terriers riusciranno a reagire al cambio di categoria, mi aspetto un buon campionato, diciamo dal 14° in giù ma senza grandi preoccupazioni di salvezza; altrimenti, saranno dolori.

Hull City

L’estate è stata caratterizzata dalla ferita dell’esonero di Nick Barmby per un’intervista sgradita al Board, esonero che i tifosi non hanno proprio mandato giù: Nick è una specie di leggenda, dalle parti del KC, e gli Allam, i proprietari della squadra, non sono proprio i beniamini della curva, ora come ora. Anche perché il suo sostituto, Steve Bruce, non è che sia proprio uno di quei manager che i bambini chiedono a Gesù Bambino per la loro squadra quando si avvicina Natale. Nonostante questo, il mercato è stato ottimo: Ben Amos, Eldin Jakupovic, Nick Proschwitz, Abdoulaye Faye, Alex Bruce e Sone Aluko sono acquisti che farebbero felici qualsiasi tifoseria di Championship, e che dovrebbero aggiungere gol e esperienza alla squadra un po’ sterile dell’anno scorso. Inoltre, i Tigers hanno trattenuto i loro pezzi pregiati, James Chester e Robert Koren, oltre al giovane promettentissimo difensore James Chester, nel mirino di molti club di PL. Stagione ai margini dei play-off, con buone speranze di entrarvi se Steve Bruce non farà disastri.

Ipswich Town

L’addio di Leadbitter, capitano dei Blues, ha lasciato un po’ di amaro in bocca, tanto per andare di giochi di parole, soprattutto perché ha fatto seguito a quelli di Lee Bowyer e di Ibrahima Sonko. In arrivo, oltre al nostro ex capitano, Luke Chambers, il terzino destro ex Macclesfield Elliott Hewitt, il portiere Scott Loach, da Watford, e il prestito da Tottenham Hotspur Massimo Luongo, italo-indonesiano d’Australia. Si tratta, anche in questo caso, di una squadra che si sta rifondando, per la quale bisognerebbe vedere l’assetto definitivo prima di dare giudizi; ma, certo, non pare attrezzatissima, ora come ora. Da 16° in giù, ma non mi sorprenderebbero periodi anche lunghi di sofferenza.

Leeds United

La perdita di Snodgrass — uno dei pochi giocatori in Championship a poter fare la differenza, in una partita, tra uno e tre punti — ha segnato il mercato dei bianchi di Elland Road, e la barcollante difesa dell’anno scorso (che pure a noi è piaciuta!) non è stata puntellata secondo me a dovere, nonostante gli arrivi di Adam Drury (leggenda di Norwich City), Jason Pearce (da Portsmouth) e Paddy Kenny (espertissimo portiere da QPR). Di contro, Becchio è sempre una garanzia, promette bene il talento dell’Academy Sam Byram, che ha fatto sfracelli in pre-season, e Neil Warnock è uno straordinario conoscitore della categoria: ha una città, una dirigenza e una squadra alle spalle che vogliono la promozione come, forse, nessuna altra squadra del Campionato. Ma se la voglia e la storia facessero punti, noi saremmo sempre almeno in Europa League. Se non arriveranno rinforzi in attacco e a centrocampo, vedo per il Leeds un campionato buono ma non eccellente: dal dodicesimo in su, ma fuori dai play-off.

Leicester City

Come noi, una difesa rifondata, con gli addii a Sol Bamba, al quasi inguardabile Matt Mills e a Lee Peltier, e con gli arrivi “iconici” (è l’aggettivo dell’estate, per noi tifosi del Forest…) di De Laet, promessa mancata a Old Trafford ma che in Championship potrebbe spaccare, e e del centreback stellestrisce Zak Whitbread. Davanti è arrivato Jamie Vardy, che nelle serie inferiori maramaldeggiava come nessun altro: è stato il protagonista della promozione del Fleetwood con 31 reti in 36 partite; un ottimo rincalzo per Nugent e Beckford, e, forse, qualcosa di più. Interessante anche l’arrivo da Ligue2 della promettente ala U20 transalpina — di scuola Guingamp — Anthony Knockaert, strappata, pare, nientemeno che alla concorrenza del Newcastle Utd. Come a Leeds, il manager delle Volpi Nigel Pearson sente la pressione di una piazza che non è mai rimasta così a lungo fuori dal calcio che conta dagli anni ’20: personalmente, vedo molto meglio il Leicester City del Leeds United, se i Blu riusciranno a ovviare alla mancanza di continuità delle ultime stagioni. Non su diretti, ma play-off quasi sicuri.

Middlesbrough

Un altro dei giganti dormienti della Championship che quest’anno pare si sia risvegliato: gli arrivi di Grant Leadbitter, Mustapha Carayol, George Friend, Emanuel Jorge Ledesma e dell’old Boy Stuart Parnaby (prodotto del vivaio rosso e uscito per cinque anni per un non esaltantissimo periodo a Birmingham City) hanno galvanizzato l’ambiente Teesider (piuttosto freddino, ultimamente: è un po’ che non si vedono medie superiori alle 20.000 presenze al Riverside) come non accadeva da diverso tempo; di contro, l’arrivo di Jonathan Woodgate, uno degli acquisti dell’estate della Championship, grande nome in difesa ma con giganteschi problemi fisici, ha destato qualche perplessità nei thread dedicati al mercato estivo del Boro proprio per le perplessità sulla tenuta del giocatore. In direzione contraria, le uscite dei giovani prodotti del vivaio Jonathan Franks, Jonathan Grounds e Tony McMahon non sono di quelle che fanno strappare i capelli, e mostrano che Mowbray, come gran parte dei Gaffer di Championship, nostro incluso, pensi che per far bene in Seconda Divisione un po’ di annetti di esperienza non facciano male. Anche se, voglio dire, Adam Reach, terzino sinistro prodotto dell’accademia, U19 inglese, ha disputato un pre-season ottimo e promettente, e è stato inserito in rosa definitivamente. Se Woodgate riuscirà a disputare un’intera stagione, saranno la mina vagante della Serie, con ottime possibilità di play-off, se non di più.

Millwall

Il mercato estivo ha cercato di por rimedio a alcune delle falle più evidenti nell’organico dei Leoni, soprattutto sulle esterne: Scott Malone da Bournemouth e Chris Taylor, icona di Oldham Athletic, sono buoni giocatori di categoria. Si è fatto qualcosa anche per la difesa, con gli arrivi di Karleigh Osborne da Brentford e del portierone Maik Taylor, prelevato dal Leeds United a titolo definitivo dopo il prestito dell’anno scorso. Viceversa, sono partiti Hamer Bouazza in direzione Omonia, Tony Craig in direzione Brentford e Josh McQuoid per Bournemouth, nell’ambito dell’affare Malone. Praticamente un nuovo acquisto è anche Shaun Batt, fermo per due anni per un brutto infortunio. Così come noi, il Millwall ha chiuso in crescendo la stagione scorsa, mostrando che, forse, si è buttata una stagione che avrebbe potuto dare risultati migliori, ma, rispetto a noi, mi sembra che non abbiano lavorato a sufficienza nel mercato estivo. da 16° in giù, e mi sa che si rischia anche quest’anno.

Peterborough United

Ottimo anche se rischioso mercato per Posh, nel solco della tradizione del club, che ama prelevare giovani talenti dalle divisioni inferiori: Bobby Olejnik (Torquay), Nathaniel Knight-Percieval (Wrexham), Danny Swanson (Dundee United), Michael Bostwick (Stevenage), Nathaniel Mendez-Laing (Wolves) e Johnson Clarke-Harris (Coventry) gli arrivi più importanti. A leggere i forum dedicati ai Posh, sono Swanson e Bostwick i giocatori che più hanno acceso gli entusiasmi dei fan. Sono due centrocampisti piuttosto forti: Swanson è uno scozzese ottimo palla al piede, anche se di gamba fragile, mentre Bostwick è un vero e proprio livewire, uno che corre a perdifiato box-to-box finché tutte le mucche non sono rientrate nella stalla: il classico giocatore per avere il nome del quale sul game-sheet ogni allenatore di Championship venderebbe la nonna (oltre che la squadra, naturalmente) ai beduini. In uscita, invece, non si sono dovute fare rinunce particolari: caso strano, sono andati via i due portieri, Joe Lewis e Paul Jones, per Cardiff e per Crawley, mentre gli altri esuberi dichiarati (tipo George Boyd) non hanno sollevato interesse negli altri club pari alle aspettative, e sono rimasti in rosa. Per il resto, MacAnthony, il manager dei Posh, ha dichiarato grande fiducia nel giovane attaccante Joe Newell, già a segno l’anno scorso nientepopodimenoche contro Leeds United. Nonostante tutta la simpatia che ho per questa squadra, la più piccola della divisione dopo l’addio di Doncaster, ritengo difficile che superino la quota di 50 punti raggiunta l’anno scorso, soprattutto se non sarà migliorata la fase difensiva.

Sheffield Wednesday

L’ultima delle neopromosse, il cui mercato si è focalizzato, ancora una volta, su giocatori di categoria. In particolare, quello di Chris Kirkland ha portato ulteriore sicurezza in mezzo ai pali, e quelli di Anthony Gardener e di Joe Mattock hanno fatto lo stesso in mezzo alla difesa. La fase offensiva è stata puntellata con l’arrivo di Nejc Pecnik, nazionale sloveno. I tifosi degli Owls hanno, invece, qualche rimpianto per non essere riusciti a assicurarsi il giovane Danny Batth, difensore in prestito l’anno scorso a Sheffield da Wolverhampton, uno dei protagonisti della promozione dei biancazzurri. Dopo le stagioni del Norwich e del Southampton, nei pub di ogni squadra neopromossa in Championship all’inizio del campionato si fantastica, ma penso sia difficile che gli Owls pareggino — o si avvicinino a pareggiare — le imprese dei loro predecessori. Da 18° in giù.

Watford

Al centro delle cronache italiane per l’acquisizione da parte dei Pozzo, l’ex squadra di Elton John appare una delle mine vaganti della serie: una squadra indecifrabile di cui solo il campo potrà dare misura del valore, dal momento che sia i giocatori, sia il tecnico (Gianfranco Zola, per chi non lo sapesse) rappresentano una grande incognita in un campionato strano e difficile come la Championship inglese. I tifosi non hanno particolarmente apprezzato il trattamento riservato al tecnico Sean Dyche, protagonista del miglior campionato delle vespe da anni e anni, che è stato licenziato dai Pozzo praticamente dalle scale mobili dell’aeroporto di Heathrow. La strana estate degli Hornets è stata completata dal carceramento di Troy Deeney per rissa aggravata: se la prigione dove risiederà durante il prossimo campionato avrà la TV a pagamento, potrà seguire con comodo la squadra, altrimenti si dovrà accontentare di Football League Show, proprio come me. L’arrivo di Almunia in porta promette emozioni altrettanto forti dell’andare a farsi una birra al pub con Troy, mentre altri arrivi dalle squadre dei Pozzo (Pudil da Granada e Beleck da Udine) sembrano più promettenti. Championship is a harsh mistress, come avrebbe scritto Heinlein, e i Pozzo e Zola potrebbero scoprirlo a loro spese, nonostante le loro indubbie e molteplici capacità. Il rischio più paventato dai tifosi Hornets è che si scoccino, e facciano ripiombare il club nell’instabilità degli ultimi anni. L’anno scorso undicesimi, difficilmente faranno peggio, ma molto difficilmente meglio.

Wolves

L’ultima squadra retrocessa dalla PL del nostro catalogo, e l’ultima in generale. Mercato in pieno svolgimento, soprattutto in uscita: dopo Michael Knightly, avvoltoi targati PL circondano minacciosi le appetitose teste di Steve Fletcher e di Matt Jarvis (anche oggi manifestazioni di interesse da parte del West Ham per l’ala oldgoldy). In entrata, da segnalare gli arrivi di due punte di peso: Frank Nouble, freebie da West Ham, e Bjorn Sigurdarson, da Lillestrøm (la ex squadra del manager). Altri arrivi in prestito, piuttosto appetitosi, sono quelli di Slawomir Pesko da Köln FC, e di Tongo Doumbia da Rennes, talentuosissmo centrocampista. Anche in questo caso il manager è una scommessa: si tratta di Ståle Solbakken, centrocampista che ha giocato qualche partita anche in Inghilterra, con lo Wimbledon, ma che ha fatto meglio come tecnico che come giocatore, con stagioni di buon successo a Copenhagen, condotto più volte alla fase a gironi di CL, e a Colonia. Nel caso dei Lupi, direi che un piazzamento nella top six sia il minimo sindacale.

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Archiviato in championship, stagione 2012-2013

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