La traduzione della conferenza stampa di Sean O’ Driscoll

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Oggi, a partire dalle dieci ora britannica, per la prima volta il nuovo allenatore del Nottingham Forest Sean O’Driscoll ha incontrato in una sede ufficiale i giornalisti che si occupano della nostra squadra.

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Che sorpresa rivederla qui così in fretta!

Davvero. E molto piacevole. E del tutto inaspettata. L’ho detto a tutti quelli che conosco, due club in 27 anni di carriera, e altri due nel giro di due mesi. Da una parte, una bella scossa al mio curriculum, d’altronde l’esperienza che ho vissuto alla fine della scorsa stagione è stata davvero piacevole, e sono felicissimo di essere tornato.

Che cosa ha imparato degli Al Hasawi? Quanto pensa che si impegneranno per la squadra?

Penso che questo sia l’aspetto fondamentale del dibattito intorno a ogni club calcistico, bisogna conoscere bene da un lato qual è la situazione attuale, dall’altro quali sono le risorse che si avranno a disposizione. Gli Al Hasawi sono stati quanto possibile chiari e onesti. Non si può comprare un club di questo livello se non si hanno ambizioni di primo piano, e conoscono benissimo la tradizione di questo club e il posto in cui dovrebbe essere. Sanno bene anche quali sono stati gli errori che hanno fatto altri ricchi proprietari arrivati al calcio inglese, e staranno ben attenti a non ripeterli.

La squadra sembra un po’ scoperta in certi reparti. Avete solo tre giovani difensori, il più vecchio di essi ha 22 anni, avete intenzione di rimpolpare il reparto?

Non c’è bisogno di essere un football manager per vederlo. Certo, non vogliamo nemmeno precipitarci a riempire i vuoti per renderci conto dopo tre mesi di aver compiuto degli errori. Penso che sia cruciale cercare di migliorare la squadra, è un processo importante e è un processo in corso: stiamo parlando con una quantità assurda di persone.

Quanto ha reso più difficile la preparazione della nuova stagione essere stato nominato a estate così inoltrata?

L’aspetto positivo è che conosco già molto bene lo scenario e i giocatori, perché ho passato qui l’ultima parte della scorsa stagione, e questo ha reso tutto un po’ meno difficile. Ma non dobbiamo nasconderci che stiamo combattendo contro il tempo. La stagione comincerà un po’ dopo, e questo ci darà una mano, ma quando si sta cercando di mettere insieme i quattro giocatori del pacchetto difensivo non si tratta solo di trovare dei nomi da mettere sul tabellino, ma di farli funzionare insieme. Siamo perfettamente a conoscenza dal gran numero di aspetti pratici implicati dal metter su una difesa, una volta che si sono presi dei giocatori, e saremmo degli imbecilli se pensassimo di poterlo fare da un giorno all’altro. Mi piace pensare che i giocatori che prenderemo formeranno un gruppo equilibrato, ma non si può mai sapere: certi giocatori giocano meglio con certi altri, fa parte degli aspetti ineliminabili della natura umana. Il primo criterio, quello fondamentale, è di cercare di prendere giocatori fatti di pasta buona. Mentre stiamo guardandoci attorno per cercare giocatori, la prima cosa che dobbiamo chiederci è se sono adatti al nostro tipo di gioco.

Con tutti i discorsi fatti sul cosiddetto “iconic manager”, è stato sorpreso di essere stato scelto?

Sono stato molto più sorpreso quando Steve è stato allontanato. Non sono uno molto attento ai media, e non sapevo questa storia dell’iconic manager. Secondo me, non ha senso correr dietro alle icone. Per quanto mi riguarda, tutte le mie icone sono morte. A ben vedere, questo sì che sarebbe stato un colpo di scena, no? Nominare un manager morto. Quello che posso dire è che è una faccenda che non mi preoccupa, e anche che non mi riguarda.

Abbiamo sentito dire che state per avere un colloquio con Danny Collins.

È vero.

A che punto siete?

Stiamo parlando.

Ha già avuto la possibilità di incontrarlo?

No. Stiamo parlando con un sacco di giocatori. È un club attraente, questo, per i giocatori, per venirci a giocare, e Danny Collins ha una fama di buon giocatore. Penso che stia parlando con uno o due altri club, abbiamo solo buttato il nostro cappello dentro il ring [to throw the hat into the ring, espressione che deriva dalle fiere di paese, quando il modo per sfidare il lottatore o il pugile che si esibiva in questi contesti era proprio, appunto, quello di buttare dentro il ring il proprio cappello], vedremo che cosa vien fuori.

Jermaine Jenas: siete interessati a lui?

Ancora, ci interessano tutti i buoni giocatori disponibili. Lo so che è il luogo comune trito e ritrito che sentirete sempre dai manager in questi casi. Non abbiamo avuto contatti con Jermaine: tutto il resto è pura speculazione.

Siete in grado, lei e la famiglia Hasawi, di offrire a questo club stabilità di gestione nel lungo termine?

La durata media di un manager di Championship è 12 mesi. La stabilità, in un club calcistico è molto più un sogno che una realtà praticabile. Quello che posso dire è che cercherò di mettere su dei processi e una struttura che metta il club in una situazione ottimale per il futuro. Chiunque verrà a prendere il mio posto, troverà le cose messe nel posto in cui devono stare in una squadra di calcio. Si viene giudicati per i risultati, questa è una cosa che non si può cambiare. Quando si cerca di ottenere buoni risultati, conta sempre e soprattutto l’attenzione ai minimi dettagli: si gioca bene se ci si allena bene, se si fanno le cose giuste giorno dopo giorno. Se si possono fare queste cose, si può sperare di ottenere sia i risultati, sia la stabilità.

Si sente di condividere l’entusiasmo dei tifosi?

Penso che ci sia stata una tremenda quantità di incertezza intorno alle sorti del club, e che, in una certa misura, ci sia ancora. Siamo un club in transizione, abbiamo perso un sacco di giocatori, senza che nessuno abbia in questo una colpa specifica: il take-over ha richiesto un sacco di tempo, più di quanto non ci si aspettasse, e questa incertezza ha voluto dire che i giocatori in scadenza hanno lasciato, e che i giocatori in prestito che ci sarebbe piaciuto confermare sono andati da qualche altra parte. Così, penso al fatto che la famiglia Al Hasawi sia entrata in scena, abbia raggiunto un accordo e abbia anche fatto il suo primo ingaggio, un ingaggio che Steve avrebbe voluto fare a tutti i costi — Addy [Guedioura] ha fatto benissimo con noi, alla fine della scorsa stagione. Penso che stiano cercando di mettere insieme cose che entusiasmeranno il pubblico, e potete star certi che il Nottingham Forest sarà una squadra competitiva, nella sua divisione.

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Certo, non si tratta di una intervista vasta e informale come quella che abbiamo pubblicato qualche giorno fa, ma, certamente, conferma lo strano e gradevole mix tra ironia pungente, disincanto, crudo realismo e rigore che caratterizza il modo di fare del nostro nuovo manager.

La registrazione della conferenza stampa è disponibile sul sito della squadra, nella sezione FreePlayer.

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Archiviato in stagione 2012-2013, trasferimenti giocatori

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