La trascrizione della conferenza stampa degli Al Hasawi

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Mentre le voci sul Forest continuano a affastellare nomi, anche i più improbabili, come candidati al management (l’unico che mi piace davvero è quello di O’ Driscoll, fatto dal NEP questa mattina: il NEP, sì, lo stesso giornale che, come ricorda Paul Taylor, nel 1996 annunciò come cosa fatta l’acquisto di Baggio da parte dei Reds per sostituire Stan Collymore); mentre le uniche voci di mercato sono quelle in uscita (e da un lato per fortuna che non compriamo: sarebbe una follia cominciare a acquistare giocatori in assenza di manager; e poi, chi li acquisterebbe?), con lo smantellamento della componente senior della difesa completato dal passaggio di Chris Gunter agli Hatters (davvero saremo in grado di trovare un terzino destro di categoria più forte di lui?); mentre, insomma, la pars destruens che ci si deve attendere da ogni takeover che si rispetti, soprattutto da takeover di questa portata, pare andare avanti con molta più decisione e velocità della pars construens, l’unica vera certa e indiscutibile notizia di questi primi dieci giorni della nuova proprietà è la conferenza stampa rilasciata dai tre membri della famiglia Al Hasawi che si occuperanno della squadra (Abdulaziz, Fawad e Omar) il 14 luglio scorso. Ne presentiamo qui, per completezza di cronaca, la trascrizione in italiano.

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Il mio nome è Abdulaziz Al Hasawi, e sono uno dei nuovi proprietari di questo grande club, insieme a mio fratello Fawaz e a mio cugino Omar. Siamo molto felici di avervi qui, e vi offriamo il nostro più caldo benvenuto.

Vorremmo cominciare offrendo la nostra più grande gratitudine alla famiglia Doughty e alla loro squadra legale, che hanno permesso un passaggio di proprietà morbido e senza problemi; e il nostro rappresentante legale, per il ruolo svolto in questa acquisizione. E, infine, alla Football League, per i gentilissimi gesti di benvenuto fatti nei confronti della nostra nuova proprietà.

Noi siamo qui perché pensavamo che questo club, con la sua ricchissima storia e con la sua meravigliosa città, fosse il posto ideale per noi, per mettere a frutto i nostri anni di esperienza nel mondo del calcio e la nostra passione per il gioco inglese.

Questo club è uno dei migliori del mondo, e noi intendiamo lavorare duramente per migliorare la sua reputazione a livello globale. È importante ricordare, però, che il governo di una squadra di calcio è molto più simile a una maratona che a uno sprint.

Nei primi giorni di questa settimana, il club ha diviso la sua strada da quella di Steve Cotterill. È stato un ottimo reggente per il Nottingham Forest, in tempi molto difficili. Ma pensavamo che una nuova proprietà avesse bisogno di una nuova partenza.

Le cose di gran lunga più importante, per noi, sono la sicurezza del club e lo sviluppo dei suoi eccellenti giovani e del suo staff. Una delle nostre maggiori speranze è, dunque, quella di poter innalzare il livello dell’investimento nella neonata Nigel Doughty Academy. Penseremo sempre allo sviluppo di nuovi giocatori di alto livello, che possano portare i Reds a molte future vittorie.

Sappiamo che, per la maggior parte delle squadre di calcio, la strada verso il successo non si completa nell’arco di una notte. È per questo che siamo cui guardando a un orizzonte di lungo termine.

Crediamo in questo club, e siamo sui grandi sostenitori, e è con questa affermazione che vogliamo chiudere questa introduzione. Siamo qui per fare la differenza. Vogliamo una squadra divertente e emozionante, della quale poter essere fieri. E vogliamo assicurarci che nei giorni di partita nessuno dei nostri fan desideri essere in altri posti che qui, al City Ground. A guardare il Nottingham Forest che gioca. Grazie.

Potete dirci qual è la vostra reale ambizione, dove volete portare il Forest, per quanto lungo e faticoso il compito possa rivelarsi?

Beh, abbiamo scelto questo club e siamo davvero orgogliosi di essere qui. La nostra intenzione iniziale è mettere in piedi un piano di investimenti a tre-cinque anni per sviluppare la squadra e riportarla là dove dovrebbe stare. Per ora, stiamo puntando soprattutto a questo.

Cioè, praticamente, un ritorno in Premier League?

È quanto speriamo. Lavoreremo molto duramente per questo. È un’impresa che richiederà un grande impegno e un duro lavoro, possiamo dire anche un sacrificio, ma è esattamente questo il nostro obiettivo e la nostra ambizione.

Quanto ci vorrà, secondo voi, per rimpiazzare Steve Cotterill e trovare un nuovo manager?

Stiamo parlando con quattro o cinque figure manageriali molto note nel mondo del football, che hanno ottima conoscenza di questa lega. E noi speriamo che entro una settimana questi colloqui si finalizzino in una scelta concreta, che sarà immediatamente resa pubblica.

Avete ricevuto anche richieste da parte di manager, da questo punto di vista, o avete scelto personalmente le persone con le quali parlare?

Abbiamo scelto noi, e abbiamo scelto il meglio che c’è sul mercato, perché è questo ciò che stiamo cercando.

Avete qualcuno che vi sta aiutando nella scelta?

Stiamo utilizzando il nostro giudizio, e stiamo utilizzando dei consulenti esterni; abbiamo la nostra gente di fiducia, che ci ha dato indicazioni preziose sui manager disponibili.

Avete già avuto dei colloqui esplorativi con qualcuno?

Cominceremo tra poco a incontrare i candidati. Cercheremo di risolvere la questione nei prossimi tre o quattro giorni, perché dobbiamo cominciare a lavorare.

Diventerete un altro Manchester City?

Ci piacerebbe molto. Ma la nostra è una lega differente [“to be in a different league” ha un significato letterale, ma in Inglese (soprattutto in Inglese americano), ha anche un significato metaforico, che significa essere in una situazione completamente diversa, soprattutto per quel che riguarda la capacità di raggiungere certi obiettivi: ‘Do you like Susan, don’t you?’, ‘Yes, course, but she’s absolutely not in my league’]. Abbiamo ambizioni, abbiamo speranze, ma stiamo solo cominciando. Sì, forse un giorno giocheremo contro il Manchester City e il Manchester United.

Avete abbondanza di cassa da spendere? A questo proposito, i tifosi non sanno ancora bene come giudicare il takeover.

Il denaro non è tutto. È molto più una questione di passione. Il calcio è veramente dentro il nostro sangue, seguiamo il calcio fin da quando eravamo proprio piccoli. Mio fratello Fawaz si occupa professionalmente di calcio da 15 anni, e la sua opinione è spesso decisiva, nelle nostre scelte. Certo, non sarà facile, lo sappiamo benissimo, siamo perfettamente consci di quello che ci aspetta, ma accettiamo la sfida.

Qual è la sua esperienza calcistica, Fawaz?

Fawaz: Sono stato il presidente del Qadsia, in Kuwait, e ho fatto parte del suo CDA per 15 anni; è uno dei club maggiori del Kuwait, e ho anche lavorato per sette anni come manager per la squadra. Siamo andati molto bene nelle competizioni nazionali, e anche in quelle continentali e nelle varie coppe del Golfo. Qui è diverso, ma è una bella sfida per noi, e non vediamo l’ora di affrontarla.

Ci sarà denaro da spendere per il nuovo manager? e, se sì, quanto?

Questo è un argomento sul quale non si può essere espliciti. Stiamo discutendo di questo con ciascuno dei manager con i quali siamo in contatto, abbiamo il massimo rispetto di ciascuno di loro e della loro professionalità.

Qual è il vostro piano per riportare il club nella massima serie?

Stiamo lavorando su un piano a lungo termine, e, ovviamente, quando sarà nominato il nuovo manager ci sederemo con lui a discuterlo nel suo complesso. Sono fiducioso che da qui a qualche anno otterremo risultati positivi.

Pensate di portare qui qualche giocatore arabo?

I talenti sono dappertutto, nel mondo. Noi vogliamo portare qui dei talenti, i migliori che potremo trovare, per il nostro caro club. L’ultima parola spetterà al manager. Noi cercheremo dovunque, e il manager ci assisterà, valuterà a deciderà per il meglio.

Ci sono voci a proposito di una coppia di giocatori del Qadsia che stanno facendo un provino per il club. Potete confermarlo?

Fawaz: Porteremo dei giocatori a Londra tra un paio di giorni, e faranno un provino di un mese. Non saremo noi a sceglierli, spetterà, eventualmente, al manager. Sarà lui a decidere se ingaggiarli o meno. È per questo che si fanno i provini.

Seguirete la tradizione britannica del manager che prende le decisioni su tutti gli aspetti della squadra, o seguirete piuttosto il modello del football director?

Vogliamo seguire la tradizione. Non cambieremo questo aspetto. D’altronde, in Kuwait abbiamo lo stesso modello di gestione, nessuno interferisce con le decisioni del manager. Se si vuole avere successo, nel calcio, è necessario lasciare al manager pieni poteri nello svolgimento del suo lavoro.

Avete parlato con Glen Hoddle?

No.

Avete parlato con Harry Redknapp o con i suoi rappresentanti legali?

Non posso dirlo. Posso solo dire che abbiamo parlato con un sacco di gente.

Perché avete scelto proprio il Nottingham Forest?

Siamo stati avvicinati da diversi club, nel passato, con proposte di acquisto. Ma noi siamo molto schizzinosi, quando si tratta di scegliere. Pensiamo che il Nottingham Forest sia un club importantissimo. Anche se ora si trova in Seconda Divisione, rimane una grande squadra. I risultati che ha ottenuto li potete vedere qui, la sua storia la potete vedere qui. Abbiamo pensato e sperato che fosse il club giusto da acquistare e da riportare dove merita.

Abbiamo già visto altri club, proprio in questa zona, investire grandi somme di denaro e non avere indietro quello che speravano, in particolare il Leicester City. Se accadrà lo stesso qui, rimarrete lo stesso leali al club?

Naturalmente. Di nuovo, noi stiamo mettendo in campo la nostra passione, non i nostri interessi economici in un’azienda. Noi siamo qui per rimanere, e per essere sicuri che questo club possa tornare dove gli compete essere. Per cui, fate tutti attenzione a noi.

Potete già intravedere un potenziale — al di là dal calcio, fuori dal campo — per sviluppare anche il resto del club, oltre che la squadra di calcio?

Certamente sì. Siamo venuti al Forest, abbiamo il grande onore di essere qui ora. Il nostro obiettivo principale è sviluppare la spina dorsale dell’intera struttura, la squadra di calcio. Questo è nostro reale e pressante obiettivo, e questa è la nostra maggiore preoccupazione. Ma, certamente, stiamo guardando anche altre direttrici di sviluppo.

A cause del Financial Fair Play che sarà introdotto anche in Gran Bretagna, quanto è importante, per voi, aumentare gli introiti che vengono dalle voci “off the field”?

Ogni entrata è buona, tutti vorrebbero generare più entrate, con la propria squadra di calcio. Ma, ora come ora, la nostra preoccupazione principale è rinforzare la squadra di calcio, questo è quello su cui ci stiamo realmente concentrando, ora come ora. Vogliamo riportare in alto il morale della squadra, vogliamo riportare il gusto della vittoria in questo team, vogliamo che i nostri tifosi tornino a noi.

E, parlando proprio di tifosi, siete soddisfatti della loro reazione, fino a ora?

Moltissimo. È una bellissima esperienza stringere così tante mani; siamo realmente felici.

Chi farà che cosa? Sarà lei il prossimo presidente?

Per il modo in cui lavoriamo noi, non c’è bisogno di un presidente. Lavoriamo in squadra, è così che facciamo business, dovunque andiamo. Lavoriamo come una squadra, e faremo parte di questa struttura in ogni momento, non la lasceremo sola.

Qual è la fama di Brian Clough in Kuwait?

È molto conosciuto, è un nome iconico, molto noto. Siamo tristissimi di non averlo qui con noi oggi, sarebbe stato un immenso onore lavorare con qualcuno come Brian Clough.

Al momento, Frank Clark è ancora il presidente della squadra, e ci sono altre persone nel CDA, come Mark Arthur, John Pelling. Come riorganizzerete la struttura del Club?

Mark Arthur è una persona molto attiva, rimarrà con noi. È una figura molto importante, nel nostro club. Mr Clark rimarrà con noi, e sarà l’ambasciatore del Nottingham Forest FC, lavorerà a stretto contatto con noi tutto il tempo. Noi ammiriamo l’uomo, e ne rispettiamo altamente le qualità.

Quali sono stati i risultati del Qadsia, in Kuwait?

Fawaz: Quando sono stato membro del board, dal 1997 al 2012, abbiamo vinto 27 competizioni, tra Lega, Emir Cup, Prime Minister Cup, due Gulf Cup, e abbiamo raggiunto una semifinale della Coppa dei Campioni d’Asia.

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11 commenti

Archiviato in stagione 2012-2013

11 risposte a “La trascrizione della conferenza stampa degli Al Hasawi

  1. leoforest

    Bene queste sono le sue parole, adesso però servono i fatti.

    • E quanto prima. Se devo commentare, da un lato la conferenza mi è piaciuta molto (tutti i riferimenti, molto realistici, sull’etica del lavoro e sulla necessità di lavorare sul lungo periodo), dall’altro mi preoccupa il grande “interventismo” che si legge dietro le righe, nonostante tutte le rassicurazioni sul fatto che la nuova dirigenza seguirà lo stile inglese di management della squadra (il fatto che abbiano portato giocatori kuwaitiani per farli provare, il fatto che non vogliano un Chairman, il fatto che abbiano assicurato che “non lasceranno mai sola la squadra”…). L’interventismo è positivo se si è dei geni del calcio, ma, altrimenti, un buon manger e un Chairman che conosca bene il calcio inglese sono, indubbiamente, la scelta migliore. Nessuno dei nuovi magnati si è mai interfacciato in maniera così diretta con la squadra come pare abbiano intenzione di fare loro.

  2. Ibbon

    SPERIAMO IN BENE!!!!!!

    • Io sono speranzoso. Avevo letto su Twitter indiscrezioni su una possibile comunicazione della società alle 7 di sera. Qualche novità?

      • Giuseppe

        e che bella novità =) ottima scelta quella di O’Driscoll,non so se l’abbiano scelto davvero in quanto puntano realmente su dii lui,oppure come semplice ripiego dopo i no di MM,Ferguson e Hoddle,comunque sia bravi gli al hasawi,O’Driscoll è l’uomo giusto per noi,anche per puntare in alto perchè no,ha l’esperienza giusta e le competenze giuste per farci fare il salto di qualità.E ora sotto con il calcio mercato,abbiamo pochissimo tempo.

      • Sono abbastanza convinto che l’abbiamo scelto davvero. Penso che, se davvero avessero voluto, un trombone l’avrebbero trovato con facilità.

      • Giuseppe

        Ho letto anche che gli Al Hasawi hanno interpellato i giocatori sulla scelta di O’Driscoll,se fosse davvero così mi farebbe enormemente piacere perchè vuol dire che questi nuovi proprietari davvero ci tengono al bene della squadra stessa e dela società e non vogliono andare contro tutti e tutto prendendo decisioni impopolari,bene così.

      • Sì, la cosa migliore è che hanno fatto una scelta in controtendenza rispetto a quelle tradizionali dei ricchi che arrivano in Inghilterra: non il grande nome di impatto, ma un allenatore poco conosciuto ma capacissimo e amato dai giocatori. Se il buongiorno si vede dal mattino, nei prossimi anni ci divertiremo.

      • Giuseppe

        senz’altro!!con il bel gioco di O’Driscoll e le sue ottime qualità possiamo solo che sperare in bene per il nostro futuro,i tempi bui davvero sembrano finiti definitivamente.

      • Giuseppe

        il condizionale è sempre d’obbligo,hai ragione

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