Breaking news 2.

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Il sito ufficiale della Società ha dato l’annuncio della decisione della nuova dirigenza, maturata dopo un lungo incontro con il manager, di esonerare Steve Cotterill dalla guida della squadra. Seguono ringraziamenti di rito e manifestazioni di stima e auguri e palle varie.
Accolgo questa notizia con un misto di soddisfazione, di preoccupazione e di dispiacere.

Da un lato, non posso non pensare che, se davvero abbiamo ambizioni concrete di risalita in tempi brevi, SC fosse, in effetti, un allenatore inadeguato. L’anno scorso l’ho spesso criticato, e sono tuttora convinto che i passi avanti fatti dal Forest alla fine della stagione scorsa fossero, soprattutto, merito di O’ Driscoll.

D’altra parte, sono un po’ spaventato. Il Forest è una tela bianca, ora: niente difesa, niente attacco, qualche buon centrocampista di categoria, niente manager e niente allenatore. Davvero la nuova dirigenza è in grado di gestire questa situazione, in poco tempo, in un ambiente competitivo come la Championship e con un non chiaro ammontare di risorse a disposizione? La nostra rosa ora è incredibilmente più debole di quella che si salvò a fatica l’anno scorso: speriamo in bene, speriamo che sappiano quello che stanno facendo. L’esonero di SC sarà un buon segno solo se sarà presentato in poco tempo un’alternativa di buon livello, se non ottimo; magari un giovane allenatore affamato, capace e arrabbiato. Ma se il sostituito di SC sarà un vecchio trombone sfiatato alla Scolari, l’allontanamento del gaffer della salvezza apparirà essenzialmente una mossa di propaganda fine a se stessa; sono molto curioso di sapere come la nuova proprietà uscirà da questa prima ordalia, perché, secondo me, l’azione degli Al Hasawi in questo caso costituirà un ottimo proxy per valutarne motivazioni, competenze e sensibilità.

Infine, non posso non vedere all’esonero di SC come alla fine senza appello della totale identificazione del Nottingham Forest con i valori del calcio inglese migliore che mi avevano stregato da piccolino: il prevalere dello spirito sulla materia, della competenza sulla ricchezza, dell’agonismo sulla furbizia e del carattere sulle superiori qualità tecniche degli avversari. Anche il Forest, oggi, è entrato nel Mondo Nuovo. Non voglio fare il romantico a tutti i costi, perché non lo sono: se il Forest tornerà in PL sarò giubilante, se mai tornerà in Europa sarò estatico, e gratissimo agli Al Hasawi. Ma la perdita dell’innocenza, l’ammissione che senza di loro non ce la puoi fare, sapere che questa volta sarà la mia squadra a godere di risorse spropositate (almeno spero!) rispetto a quelle della maggioranza degli avversari: be’, sì, un po’ di tristezza addosso tutte queste cose la mettono; e, farewell, Mr Cotterill; la notte dell’Elland Road rimarrà nel cuore di tutti i tifosi Reds un marchio bellissimo e indelebile del cammino percorso insieme.

Un’ultima cosa: l’assistant manager Rob Kelly è subentrato per la gestione degli affari correnti, in attesa della  nomina del nuovo manager.

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2 commenti

Archiviato in stagione 2012-2013

2 risposte a “Breaking news 2.

  1. Federico

    Esattamente il mio stato d’animo, un mix tra delusione umana e soddisfazione ambiziosa…mai come in queste ore gli eventi si succedono frenetici…stiamo a vedere…intanto ho visto la notizia pure nei sottotitoli a Sportitalia24! Che bello vedere scritto Nottingham Forest sulla tv!

    U reds!

    • Si parla molto del Forest. Penso che l’hashtag #nffc sia aumentato a dismisura, nell’ultimo mese, così come anche le visite a questo modesto blog (quasi tutte le visite portate qui da una ricerca basata sulla chiave “Al Hasawi”). Alla lunga, sono un po’ deluso dal fatto che abbiano esonerato SC senza avere la più pallida idea di chi prendere al suo posto, e perdendo di brutto una settimana di preparazione. Penso che si siano fatti prendere dall’entusiasmo; in realtà, secondo me, vista la situazione di ora, la cosa ideale sarebbe stata fare un anno con Cotterill buttando un po’ di schei nella squadra, in modo da far vedere all’ambiente che la nuova proprietà è ambiziosa, e da allettare i migliori manager della categoria. Secondo me, a questo punto, c’è ancora un po’ di diffidenza nei confronti degli Al Hasawi, anche perché l’esperienza di McClaren dell’anno scorso, allettato con promesse di monte ingaggi faraonico e poi disilluso appena dopo la firma, forse, ha scottato un po’ l’ambiente. Trattandosi di Forest e di Arabi, non è escluso che la maggior parte dei manager intervistati abbia detto “vedere denaro avere cammello”.

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