Archivi del mese: luglio 2012

Il saluto a un grande avversario: Leslie Green.

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Oggi è morto Leslie “Les” Green, il portiere del Derby County dell’anno della promozione dei Rams in Prima Divisione sotto la guida di Brian Clough e Pete Taylor.

Les era nato nel 1941, e, oltre che per i Rams, aveva giocato con Hull City, Burton Albion (dove conobbe Peter Taylor), Hartlepool Utd (dove fu portato sempre da Peter Taylor) e Rochdale.

Un pensiero a un ottimo giocatore, fedele alla nostra coppia di allenatori preferita, e esponente di un’epoca irripetibile del calcio inglese.

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Il punto sui provini e su possibili arrivi.

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Cerchiamo di mettere ordine, visto che nell’ultimo periodo stanno passando per il centro di allenamento del Forest un sacco di giocatori in prova. Li elenchiamo qui sotto, cercando, anche, di dare una percentuale puramente indicativa della probabilità di una loro conferma.

  1. Bader Al Mutawa. Probabilmente, il più talentuoso e famoso dei giocatori in prova a Nottingham, dal momento che vanta un terzo e un secondo posto in carriera nella classifica del Pallone d’Oro asiatico. Nelle amichevoli fin qui disputate, pare che abbia impressionato O’ Driscoll, e la cronaca della partita di Mansfield parla di buoni numeri fatti a centrocampo, oltre che di una conclusione banalmente sbagliata. Notizie non confermate affermano che sia già partita la richiesta di trasferimento destinata al Qadsiya da parte del Forest. Inoltre, forse, per lui, la (leggera?) pressione della proprietà sul Manager potrebbe essere decisiva. Diciamo 90% di probabilità di conferma, salvo problemi per la concessione del permesso di soggiorno.
  2. Khalid Al Rashidi. Portiere kuwaitiano, potrebbe essere il backup per Camp, dopo la partenza di Smith, con Karl Darlow magari ancora in prestito da qualche parte. Non sono sicuro che il Gaffer voglia rischiare così tanto, in un ruolo delicato come quello del “12”, che può valere un bel po’ di punti, in caso di squalifica o di infortunio del titolare. Inoltre, c’è la questione del permesso di soggiorno. Per avere il permesso di soggiorno in Inghilterra, un giocatore deve aver disputato il 75% delle partite della propria Nazionale negli ultimi due anni, e, inoltre, la Nazione rappresentata deve essere tra le prime 70 della classifica FIFA; altrimenti, in mancanza di una di queste sue condizioni, il giocatore deve godere di una speciale dispensa concessa “ad personam” dalla FA sulla base del suo curriculum sportivo. Il Kuwait, attualmente, è 93° in classfica, per cui bisognerebbe appellarsi, sia per Al Mutawa, sia per Al Rashidi, sperando in una deroga. Nel caso del primo questa è probabile, visto il palmares del giocatore, mentre nel caso del portiere una deroga mi sembrerebbe da escludere. Per tutti questi motivi, diciamo 15%.
  3. Frank Moussa. Centrocampista centrale e laterale belga, 22enne, privo di grande curriculum nonostante un’inizio di carriera che avrebbe fatto pensare a altri risultati. Data la moria di centrocampisti laterali, e dato che Moussa è attualmente free-agent, mi pare molto probabile un suo ingaggio a titolo definitivo, anche se non è il tipo di giocatore che fa sognare la curva. Inoltre, il Gaffer ne ha parlato molto bene, dopo la partita con il Mansfield. 80%.
  4. Ismaël Bouzid. Spilungone algerino, il classico difensore centrale un po’ legnoso. Raccomandatissimo da Gouedioura, viene da una stagione travagliata passata in Superleague greca, al termine della quale ha totalizzato 12 presenze con il Giannina. Anche qui non si tratta di un giocatore che fa sognare, ma potrebbe essere preso in considerazione come backup per i centrali titolari. Anche se la presenza di Lascelles, in questo ruolo, rende, a mio avviso, l’ingaggio di Bouzid meno probabile di quello di Moussa. Diciamo 55%.
  5. Simon Gillett. Nonostante il nome  normanno, è inglesissimo, di Oxford. Non pare ancora in prova al Forest, ma è associato sempre più spesso alle notizie di un possibile trasferimento al City Ground. Scuola Southampton, ha giocato in prestito in una miriade di club, tra i quali anche il Doncaster Rovers di O’ Driscoll, che, poi, decise di ingaggiarlo alla fine del suo contratto con i Saints. In carriera ha giocato perfino per un minuto a Wembley, nel vittorioso playoff di League One del Blackpool contro lo Yeovil Town del 2007. Aspetto e carattere da Scholes dei poveri, certo non ha le caratteristiche tecniche del suo sosia. Il Gaffer lo apprezza molto, e anche lui potrebbe essere un backup per un centrocampo certamente, ora come ora, un po’ scarno. Diciamo 75% perché è un pallino del Gaffer.
  6. Tomas Diaz Navarrete. Poderoso difensore centrale, è il nome nuovo di queste ore, e, forse, tra tutti, è il nome più affascinante. Si tratta di un under 21 cileno di belle speranze, che a gennaio ha provato anche con il Manchester City, e si è parlato di lui come di un possibile acquisto per il Siviglia, per cui non dev’essere tanto una pippa. È senza squadra, essendo scaduto il suo contratto con l’Union Saint Gilloise, squadra di terza divisione belga (anche se ha disputato l’ultimo campionato in prestito a Budapest con la Honved) ma non è un free-agent, perché, come molti giocatori sudamericani, è posseduto da una società finanziaria, cosa che potrebbe rendere il suo trasferimento in Inghilterra piuttosto difficile. Il suo sogno è giocare nel Milan, ma, nell’attesa, non vedrei male qualche annetto al City Ground, dove potrebbe diventare qualcosa di più di una riserva. 85%, a meno di altre offerte e di problemi legali che si frapporranno all’acquisto.

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Le dichiarazioni di O’ Driscoll dopo Mansfield Town-Nottingham Forest

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Aggiungiamo, per completezza di cronaca, le dichiarazioni del Gaffer a fine gara:

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Hanno cercato di impedirci il gioco, e ci sono riusciti benissimo. Non siamo riusciti a trovare una contromisura. Abbiamo fatto molta fatica per contrastarli, e, per di più, abbiamo utilizzato tutti gli uomini a disposizione.

Sono stato qui una settimana, e non abbiamo ancora giocato una partita vera, prima di questa, abbiamo fatto solo un paio di sgambate. Ma questa è stata una sfida simile a quelle che ci troveremo via via a affrontare in Championship, nel senso che ogni volta che gli avversari ne hanno la possibilità la pressione si trasferisce subito sui quattro dietro, e sono loro che si trovano a dover gestire la palla. Alle volte abbiamo fatto bene, alle volte abbiamo fatto male. Ma questo è naturale, quando si hanno cambi di giocatori e cambiamenti di posizione.

Ho avuto più indicazioni qui che dalle altre partite, questo è chiaro. Questa è stata una partita vera. Anche se allo stadio non c’era nessuno, non è stato un allenamento. Bisogna dar credito al Mansfield, e ammettere che è stato davvero un buon test.

Sono scesi in campo per impedirci il nostro gioco, e ci sono riusciti per gran parte della partita. Dobbiamo trovare una soluzione per queste situazioni, una situazione che siano in grado di capire tutti i giocatori.

Per quanto riguarda la fase difensiva, Greg [Halford] è ancora un po’ fuori forma, a causa, soprattutto, della situazione di Portsmouth. Danny [Collins] ha giocato un’ora a Mansfield, utile per migliorarne la condizione. Abbiamo aggiunto Dan Harding, un terzino sinistro naturale, e questo è molto importante.

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Prima amichevole stagionale

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Anche se non si tratta di un’amichevole ufficiale (si è disputata, infatti, a porte chiuse) ieri pomeriggio il Forest ha giocato la sua prima amichevole di un certo spessore contro il Mansfield Town, che ha aggiunto — in un pre-campionato finora sfolgorante — lo scalpo dei Reds a quello dei Rams, già conquistato nella precedente amichevole.

La sconfitta per 2-1 non preoccupa, alla luce del fatto che il Forest ha una scritta LAVORI IN CORSO gigantesca piazzata davanti al campo i allenamento, e alla luce del fatto che, molto probabilmente, la rosa subirà ancora un bel po’ di innesti (e di potature) prima dell’inizio della stagione. Hanno disputato la partita anche quattro giocatori in prov: i due Kuwaitiani, Al Mutawa e il portiere Al Rashidi, il centrocampista belga ma di scuola West Ham United Moussa, rilasciato a giugno dal Leicester City, che si sta allenando con i Reds, e l’algerino Bouzid, difensore centrale molto possente, di scuola Metz, con esperienze britanniche nell’Heart of Midlothian e con un provino alle spalle nel Crawley Town, che, però, ha deciso di non ingaggiarlo.

Al Mutawa, in particolare, ha mostrato ottimi tocchi dopo il suo ingresso in campo, ma ha mostrato piede un po’ tremante quando più contava, dopo essere stato messo da Miller a dieci yarde dalla porta in buona posizione.

La cronaca la potete leggere sul sito della squadra, qui basti dire che ha segnato prima Anthony Howell per il MTFC, poi ha pareggiato Miller con un gol dal vertice dell’area che chi l’ha viesto definisce molto bello, e poi ancora il MTFC ha marcato il definitivo vantaggio con Nick Wright.

Le formazioni del Forest per il primo e il secondo tempo sono state le seguenti:

Primo tempo

Camp

Freeman — Collins — Halford — Moloney

Moussa — Moussi — Greening

Reid

Tudgay — Blackstock

Secondo tempo

Darlow (Al Rashidi 75′)

Freeman — Bouzid — Lascelles — Collins

McGoldrick — Guedioura — Al Mutawa — McGugan

Miller — Derbyshire

Nel corso della partita, si è infortunato Derbyshire.

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Arrivano Harding e Halford

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L’opera di ricostruzione della difesa continua oggi con l’arrivo di altri due giocatori che hanno tutte le caratteristiche richieste da O’ Driscoll: “uomini che conoscano la categoria, e che abbiamo dimostrato le qualità per vincerla”.

Il primo, ampiamente previsto, è l’arrivo dal Pompey di Greg Halford, uno dei migliori della scorsa, sfortunata stagione dei Southcoaster, dismesso dal club in amministrazione controllata che, per avere speranze di sopravvivenza, dovrà vendere non meno di 8 titolari prima del prossimo 10 agosto. Vabbè, Pompey loss, Forest gain, come si dice.

Greg gioca con pari efficacia a destra e in mezzo allo schieramento difensivo, e può giocare molto bene anche come centrocampista centrale o laterale di interdizione: uno di quei tuttofare che, in un campionato duro come il nostro, sono puro oro che cola per un allenatore, che può riversarlo con fiducia in tutti i buchi che, nel corso della stagione, si vengono a creare nelle varie zone del campo.

Halford è del dicembre ’84, è, dunque, ventisettenne, nel pieno della sua maturità fisica e tecnica, e l’unica perplessità che viene, leggendo il suo curriculum, è la grande irrequietezza che ha contraddistinto il periodo successivo all’abbandono della sua squadra di esordio.

La sua carriera è cominciata al Colchester United, squadra nella quale ha giocato dal 2002 a 2007, periodo durante il quale ha vinto anche il premio di Young Player of the Year per la League One nel 2004-05, anno nel quale fu selezionato anche come membro della squadra ideale della Lega, e ha ottenuto la promozione in Championship, proprio nella sua ultima stagione di permanenza. Per gli U’s giocò più che altro terzino destro, ma era il vero utility man della squadra, proprio per la duttilità della quale abbiamo parlato prima, e non disdegnò puntate a centrocampo e perfino in attacco.

Dopo la promozione diversi club di PL si interessarono a lui, e Greg chiese ufficialmente alla società di essere ceduto. Il Colchester oppose iniziale resistenza, ma nel gennaio del 2007 Harding finì al Reading, per una cifra non resa pubblica ma certo superiore ai due milioni di sterline. Debuttò dalla panchina all’ala sinistra contro il Pompey, e, allo stesso modo di Collins, marcò il suo pieno debutto con un fallo di mano in area che costò ai Royals una sconfitta interna contro gli Hotspurs per 1-0.

Al termine di una stagione insoddisfacente, e segnata, secondo alcune voci, dalla mancanza di integrazione con gli altri membri della squadra, si spostò a Sunderland, ardentemente voluto da Roy Keane (che, evidentemente, in fatto di giocatori ha gli stessi gusti di SOD). Anche allo Stadio delle Luci fa fatica a trovare spazio, però, e nel gennaio del 2008 finisce al Charlton Athletic in prestito, dove ha un ottimo impatto sulla squadra.

A fine stagione, torna in Championship, a Sheffield lato Blades, per un prestito stagionale, e segnò una rete anche nella semifinale dei play-off contro il Preston NE, decisivo per il passaggio dello Sheffield United nella finale persa contro il Burnley: una finale che Greg giocò, ancora una volta, da ala sinistra.

All’inizio della stagione 2009-10 passo di nuovo in PL, ai Wolves, dove, ancora una volta, non lascia un gran segno nelle sue 17 presenze, mostrando di essere, probabilmente, un tipico giocatore di categoria.

Nella stagione successiva passa al Pompey, prima in prestito per un mese, poi per metà stagione, poi a titolo definitivo. Nella stagione della retrocessione, l’ultima, giocando da centrale difensivo è stato il secondo marcatore della squadra, dietro David Norris.

Infatti, Greg ha due caratteristiche non indifferenti: un ottimo tiro da fuori e un grande tempismo nel gioco aereo (nella scorsa stagione, appunto, ha ottenuto il più che discreto bottino di sette reti) e una rimessa laterale straordinaria, che può arrivare fino a una cinquantina di yarde.

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Arriva anche direttamente dagli ultimi campioni del Southampton— e, se devo dire, è un acquisto che mi rende ancora più felice — il difensore che farà, probabilmente, coppia con Danny Collins in mezzo all’area Rossa la prossima stagione: si tratta di Daniel Andrew “Dan” Harding, scuola Brighton, uno dei protagonisti assoluti dell’ascensore preso dai Saints negli ultimi due anni, tanto da essere stato nominato difensore dell’anno in League One, due stagioni fa, l’anno della promozione dei biancorossi in Championship, e da essersi guadagnato, quest’anno, una riconferma triennale al St Mary.

Dopo il Brighton e prima del Southampton, Harding ha giocato anche nel Leeds United e nell’Ipswich Town, con periodi di prestito a Southend Utd e a Reading.

Un triennale il contratto offerto dal Forest, che ha acquistato Harding per un’unidisclosed fee, come si dice in Inghilterra quando la cifra di una transazione non viene resa nota, ma che non deve essere stata bassissima, secondo me: una conferma del fatto che la politica degli Al Hasawi consiste nel sostenere O’ Driscoll nella sua politica di acquisti, molto sensata, fondata molto più su ragazzi esperti, di categoria, con una storia vittoriosa e con un carattere adatto alla mentalità del Gaffer, che su grandi nomi un po’ bolliti, probabilmente inadatti alla durezza e agli equilibri di un campionato come la Championship.

Sono uscite alcune dichiarazioni, che, a dire il vero, non vanno al di là di una corretta ritualità. Da parte del giocatore:

Sono felice. È davvero fantastico. Ho parlato con il Gaffer, e mi è piaciuto molto quello che mi ha detto. Sono davvero entusiasta.

Vabbè, speriamo che anche in campo abbia la stessa semplice stringatezza, e lo stesso buon senso.

È uscita anche una dichiarazione di Omar Al Hasawi sul sito della società:

Siamo entusiasti di come sta prendendo corpo la squadra, e di come stanno andando le cose.

Come Adlene, Danny e Greg, anche Dan ha grande esperienza, e sa che cosa ci vuole per emergere a questi livelli.

Devo dire che, per ora, i primi tre acquisti stanno sollevando i miei entusiasmi. Per trastullarci un po’, a ogni nuovo acquisto proviamo a pensare come potrà schierarsi il Forest l’anno prossimo. Per ora, secondo me, siamo più o meno così:

Camp

Halford — Harding — Collins — Moloney

McGugan — Moussi — Guedioura — Reid

Blackstock  — Tudgay (Miller)

O anche, visto che tendo sempre a dimenticarmi del fatto che rientrerà Cohen, un affascinante

Camp

Halford — Harding — Collins — Moloney

Moussi — Guedioura

Cohen — McGugan — Reid

Blackstock

 

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Bader Al Mutawa

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Sono sempre più insistenti le voci che vorrebbero questo giocatore, in prova presso il Nottingham Forest e proveniente dalla ex squadra di Fawaz Al Hasawi, il Qadsiya, vicino a un’offerta contrattuale da parte del nostro nuovo manager.

Pare che le sue prestazioni nelle amichevoli a porte chiuse fin qui disputate, contro Alfreton e Nike Academy abbia ben impressionato O’ Driscoll.|

Ha un curriculum di tutto rispetto, e è molto considerato a livello internazionale, visto che nella classifica del Pallone d’Oro asiatico, negli ultimi tre anni, ha sempre avuto più voti di Kagawa, e vanta un secondo e un terzo posto in questo premio.

Certo, la debolezza della sua lega di provenienza è un fattore di incertezza molto forte, come sempre, del resto, quando un giocatore compie salti ambientali di questa dimensione.

Inoltre, si è fatto fotografare con Bobby Charlton, e ha postato la foto su Twitter: si potranno discutere le sue qualità tecniche, forse, ma i suoi gusti calcistici sono ottimi.

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Brian Clough e l’alcol

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Ieri sono arrivate a questo blog numerose ricerche basate sul rapporto tra Brian Clough e l’alcol, tipo “l’alcolismo brian clough e peter taylor”, “brian clough era alcolizzato” (sì) e “l’alcolismo brian clough”.

È un tema, naturalmente, molto delicato, ma è anche decisivo per la carriera del Gaffer. Visto che è, anche, un tema di interesse generale, mi impegno a scriverci un paio di post, prendendo spunto dal bellissimo capitolo dedicato proprio al problema dell’alcolismo contenuto nella biografia di Duncan Hamilton, e a quanto lo stesso Brian Clough “confessa” nelle sue autobiografie: nella prima in modo molto soffuso e sottotraccia, nella seconda, dopo l’operazione al fegato, in modo molto più franco e drammatico.

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