Novità sul fronte dell’asse ereditario.

Il Daily Mail pubblica un breve articolo con alcune novità sul destino del Forest, dopo la morte del proprietario Nigel Doughty.

I due volte campioni d’Europa del Nottingham Forest sono stati messi in vendita, in seguito alla morte improvvisa del loro proprietario Nigel Doughty.

Il club, che ora milita in Championship, ha incaricato la banca d’affari Seymour Pierce di trovare un nuovo proprietario, dopo aver perso Nigel Doughty, il principale benefattore della squadra, che ha impiegato circa £75 milioni della sua fortuna personale per salvare il club.

Seymour Pierce è specializzato nel mettere in contatto i club di calcio con i take-over, e è la banca che ha appoggiato l’acquisto del Chelsea da parte di Abramovich. Hanno lavorato anche per Aston Villa, Everton, Newcastle e West Ham.

Il Forest, che langue al 20° posto della Championship, sta preparando un prospetto che sottolinea la sua buona situazione finanziaria e la sua storia straordinaria [linkate questo blog, bastardi! NdT], che ha visto, tra le altre cose, Brian Clough condurlo ai trionfi europei nel 1979 e nel 1980.

Naturalmente, le possibilità di vendita dipendono anche molto da se gli eredi di Doughty si aspettano di essere ripagati per tutti gli investimenti che il de cuius ha fatto nel club, e da un’eventuale possibilità di transazione in questo senso.

Mi permetto due annotazioni: in realtà, non è che questo articolo contenga poi chissà quali novità: Seymour Pierce era già stato contattato dallo stesso Doughty, per preparare un’ipotesi di dismissione del club, e è chiaro che non tanto il Nottingham Forest, che non credo ne avrebbe le possibilità, ma gli eredi di Doughty, che sono gli attuali proprietari della squadra, avranno confermato e, anzi, accelerato l’impegno.

In secondo luogo, mi sono un po’ rotto le palle di questa storia della squadra bi-campione d’Europa. Se veramente questo sarà il principale punto di attrazione del prospetto preparato da SP, vuol dire che si cerca di abbindolare il solito pollo russo, arabo o indiano che non sa un ciufolo di calcio e che vuole esibire la sua squadra inglese ai clientes di turno ospitandoli in tribuna d’onore. I 75 milioni di sterline versati da Doughty nel Forest sono solo serviti a evitarci la retrocessione in quarta serie, e non hanno mai portato il Forest nemmeno nei pressi di un ritorno in Premier League: l’arrivo di un incompetente buffone completamente slegato dalla realtà di Nottingham e del calcio inglese minore non ci porterà molto più lontano.

Come tutti sanno, la costruzione di una buona squadra non compete tanto alla ricchezza dei proprietari (che non guasta) quanto alla competenza del management. Quello che non ha saputo fare Doughty e trovare un buon manager e, un volta trovatolo, appoggiarlo incondizionatamente. Sperare nell’arrivo taumaturgico del tycoon abbagliato dall’argenteria del club che, come per miracolo, ci riporti a un passato impossibile da replicare è veramente un atteggiamento da pirloni illusi; sperare nell’arrivo di un proprietario competente che scelga un buon manager e lo sostenga per riportarci a essere un buon club, uno di quelli che oscillano tra prima e seconda divisione, come lo eravamo nel periodo immediamente successivo all’addio di Clough, secondo me, invece, dovrebbe essere un dovere.

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2 commenti

Archiviato in economia e football

2 risposte a “Novità sul fronte dell’asse ereditario.

  1. In effetti le 75 milioni di sterline versate nelle casse del club in tredici anni di onorata presidenza sono servite a ripianare le spese di gestione, sterlina più, sterlina meno. Onore a Doughty che le ha versate di tasca propria, naturalmente, ma per competere ad alti livelli si necessita di somme ben maggiori, purtroppo.
    Più che al “pollo” starei attento al falco. Sai, le banche d’investimento guardano ai loro interessi e il livello di sorveglianza della FA non è propriamente altissimo.
    Cmq se fossi un milionario lo acquisterei il Forest. Ha un nome spendibile per il mondo e il costo dell’operazione, vista l’attuale situazione del club, è assolutamente abbordabile.

    • Concordo con i tuoi timori. Il rischio che la squadra venga prelevata da uno zozzone che la usi come cespite passivo per imputare perdite fiscali al suo patrimonio discutibilmente accumulato è forte. Il vantaggio, da questo punto di vista, è che il Forest è davvero una ciotolina di latte, nel senso che le cifre che ci girano dentro, probabilmente, da questo punto di vista non stuzzicherebbero l’appetito nemmeno del più esoso e imbroglione dei commercialisti della mafia russa. Anche se, certo, non si sa mai…

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