Le radici di Dexter.

Un altro international si è aggiunta alla non foltissima schiera di nazionali del Forest (Gunter è nazionale gallese, Camp nazionale nordirlandese un po’ de sfroos, Guedioura è nel giro della nazionale algerina e Elokobi in quella della nazionale camerunese).

Dexter Blackstock, infatti, l’eroe di Birmingham, ha ottenuto la licenza per poter giocare con la nazionale del Paese di cui era originario suo nonno, Antigua & Barbuda.

Dex aveva giocato, a livello giovanile, per la nazionale inglese, totalizzando sette presenze tra U19, U20 e U21.

Ha ricevuto la sua prima convocazione proprio ieri, nella partita amichevole tra A&B e Trinidad & Tobago, nella quale gli antiguani sono stati sconfitti per 4-0 in casa. Purtroppo, non sono riuscito a trovare nessun tabellino della partita, e non sono in grado di dire se Blackstock abbia o meno esordito con la sua nuova maglia. Certo, non credo che A&B abbia molte punte più forti di Blackstock, perché, da quello che vedo girellando per la rete, la nazionale è composta da ragazzi che giocano nei campionati locali, o in quello di Portorico, o, il più forte, Tamorley Thomas, in una lega minore americana.

CARIBBEAN ADVENTURE ... Dexter Blackstock

Il Paese caraibico non ha alcuna tradizione calcistica, dal momento che lo sport nazionale delle Isole, come quello di tutti i Caraibi anglofoni, è il cricket. Lo stadio della nazionale, infatti, è un perfetto ovale da cricket, è intitolato a un grande giocatore delle West Indies cricket team, sir Vivian Richards, e viene frettolosamente riadattato al calcio in occasione delle partite della Nazionale.

Nonostante la netta sconfitta di ieri, che farebbe pensare a un movimento non proprio di punta, A&B si è qualificata per la seconda fase delle qualificazioni CONCACAF per i mondiali brasiliani, e affronterà, in un impossibile girone a quattro che porterà le prime due alle finali, USA, Giamaica e Guatemala. Forse, proprio per questo la federazione si è preoccupata di chiedere e ottenere l’eleggibilità di Dex, e il suo consenso a partecipare alle gare. L’ottimo girone di qualificazione ha proiettato i giallo-neri antiguani a un ragguardevole 90° posto delle classifiche FIFA (per dire, appena sotto Irlanda del Nord, Bulgaria, Arabia Saudita e Uganda), poco dentro la “parte sinistra” del tabellone, composto da 205 nazionali.
Ora, penso che sia molto bello che Blackstock giochi per il Paese dei suoi padri: certo, nessuno lo potrebbe tacciare di opportunismo per aver risposto con entusiasmo alla convocazione. Poi, indubbiamente, un viaggio ai Caraibi tutto pagato ogni tanto, anche con i non proprio miserabili stipendi della Championship, non fa certo schifo; però non è che io sia tranquillissimo a sapere che il nostro attaccante più forte una volta al mese si dovrà sorbire un trasferimento simile, per giocare partite impegnative in cui sarà il principale punto di riferimento per le non certo raffinatissime difese avversarie.
Ma tant’è: al cuore e alle radici non si comanda.
E, allora, buona fortuna, Dex!
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