Archivi del mese: marzo 2012

The saddest are “it might have been”.

“Di tutte le parole di Uomini e Topi le più tristi sono “avrebbe potuto essere”. Dopo gli ultimi risultati, dopo le prestazioni assolutamente dominanti su campi ostici come Elland Road e Selhurst Park, viene fatto di chiedersi come avrebbe potuto essere la stagione del Forest senza il periodo da incubo di McClaren, con acquisti sbagliati, motivazioni sbagliate, formazioni sbagliate e partite sbagliate, come avrebbe potuto essere non dico con Billy Davies, ma con subito la CotterillO’ Driscoll super blend.

È chiaro, infatti, che il gioco degli ultimi mesi deriva dall’idea di flair and fair football del coach di Wolverhampton, mentre la quadratura della squadra viene dalle acquisizioni intelligenti di quello di Cheltenham: giocatori solidi, motivati e complementari rispetto a quelli già in rosa. Cotterill, va detto, che non è un genio dal punto di vista tattico, è uno di quei cuochi in grado di fare meraviglie con le frattaglie di pollo e il pane del giorno prima: il “miracolo Cheltenham”, di cui fu l’artefice, fu realizzato con budget e salary-cap da fame; e, detto tra noi, la conferma della coppia per l’anno prossimo, quando la situazione finanziaria, probabilmente, non sarà brillantissima, non sarebbe una cattiva idea.

Un’altra cosa: chi legge questo blog sa quanto io apprezzi Raddi Majewski, che ho più volte definito come il nostro miglior centrocampista: è sempre stato penalizzato dal fatto che il Forest raramente si è schiodato dal 442, durante il suo periodo a Nottingham, e lui è di gran lunga troppo leggero per sostenere il ruolo di centrale di centrocampo nel classico schema britannico. Ma con due centrocampisti di peso alle spalle, diventa un ragazzo che in Championship può spaccare davvero le partite. Speriamo che tutti se ne siano resi conto, a questo punto. Ora resta da recuperare McGugan, poi, dopo McCleary e Raddi, Cotterill sarà riuscito nella non disprezzabile impresa di ripescare dal sifone del cesso i nostri tre giocatori più forti.

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Fornisco il tabellino della partita e la classifica, in attesa di un commento più articolato del match una volta che usciranno i contributi filmati sull’iPlayer del Forest.

* * *

Nottingham Forest: Camp, Gunter, Chambers (C), Lynch, Cunningham, McCleary (Wootton 81′), Guedioura, Moussi, Reid (Elokobi 89′), Majewski, Blackstock (Tudgay 87′)

Non entrati: Smith(GK), Higginbotham,

Ammoniti: Guedioura 75′, Wootton 85′

Marcatore: Majewski 53′, 72′, 82′

Crystal Palace: Speroni, Clyne, Wright (Martin 62′), Parr, McCarthy (C), Dikgacoi, Garvan, Scannell (Williams 62′), Zaha, Murray (Easter 76′), Moxey

Non entrati: Price, Ambrose,

Ammoniti: Zaha 74′, McCarthy 75′

Arbitro: Oliver Langford, West Midlands

Spettatori: 14.928

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Pos Team Pld Pts GD
1 Southampton 39 78 37
2 Reading 40 76 24
3 West Ham 40 72 21
4 Birmingham 39 63 21
5 Brighton 40 63 8
6 Middlesbrough 40 63 3
7 Cardiff 40 61 7
8 Blackpool 39 60 10
9 Hull 40 58 2
10 Leeds 40 57 0
11 Watford 40 57 -7
12 Leicester 40 56 7
13 Derby 40 56 -8
14 Ipswich 40 55 -5
15 Crystal Palace 40 54 1
16 Burnley 39 53 7
17 Peterborough 40 47 -4
18 Barnsley 40 46 -16
19 Nott’m Forest 40 43 -15
20 Millwall 40 41 -10
21 Coventry 40 38 -15
22 Bristol City 40 37 -29
23 Portsmouth 40 33 -7
24 Doncaster 40 32 -32
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@ Cristal Palace preview – 31 marzo 2012

Dopo il buon punto interno con il Brighton & HA, una partita stradominata contro una delle squadre più in forma della lega, e l’ottimo punto a Leicester City, dove abbiamo in qualche modo cancellato la vergognosa sconfitta di coppa di febbraio, ci dirigiamo verso Selhurst Park con qualche timida — giustificata dal nostro recente miglioramento — fiducia, anche se una fiducia molto condizionata dalla forza dell’avversario: il nostro Doug Freeman (su di lui qualche parola nella solita sezione degli ex di lusso) ha decisamente risollevato le sorti degli Aquilotti fino a far riannusare loro il certo non ancora incombente ma nemmeno insopportabilmente lontano profumo di play-off (profumo, però, reso forse irraggiungibile dal pareggio con il Doncaster nel turno infrasettimanale).

Inoltre, il Palace è decisamente una squadra casalinga, più efficace tra le mura amiche di quanto non lo sia dopo un viaggio in pullman, e dal 21 gennaio, giorno della sconfitta esterna a Blackpool, a oggi, hanno perso solo una partita, la settimana scorsa a Derby.

Inoltre, come apprendo dal sito della BBC, il Crystal Palace non ha mai perso in casa quest’anno contro una squadra peggio piazzata in classifica.

Insomma, impresa molto difficile ma non impossibile.

Per quanto riguarda gli infortuni, c’è sempre il dubbio McCleary, infortunatosi nella partita contro il Brighton di un infortunio la cui entità appare ancora piuttosto misteriosa: tanto da rendere la sua presenza in campo oggi ancora un mistero, che sarà sciolto solo dopo un’ultima prova in mattinata.

Ma sentiamo che cosa ne dice il nostro Garry Birtles dalla sua colonna odierna sul Nottingham Evening Post, che mi risparmio anche la fatica di continuare a chiacchierare autonomamente in maniera del tutto insensata:

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Continuo a pensare che ci siano tutte le condizioni perché Garath McCleary sarà pronto per giocare per il Forest contro il Palace questo pomeriggio: perché è una partita importante, e perché è stato il nostro giocatore decisivo, ultimamente, finché non si è infortunato all’adduttore.

Di tutti i giocatori del City Ground, McCleary è il solo la cui presenza è indispensabile se vogliamo evitare la retrocessione.

Ha segnato reti importanti per sollevarci a distanza di sicurezza dalla zona retrocessione: non solo l’ormai famosa quaterna contro il Leeds United all’Elland Road, ma ha anche segnato reti vitali contro Watford e Barnsley. Con otto reti in dieci partite, è certamente il giocatore più in forma, e il Forest ha un terribile bisogno di lui in un momento cruciale della sua campagna.

Abbiamo altri giocatori, certamente.

Dexter Blackstock è tornato dopo un anno da un infortunio al ginocchio che ha messo a rischio la sua carriera, e sta recuperando lentamente tutto il suo potenziale offensivo, e c’è Marcus Tudgay, Ishmael Miller e Marlon Harewood, e il boss Cotterill ha molte alternative in attacco.

Ma il nome di McCleary è l’unico, tra tutti, che il gaffer vorrebbe scrivere senza esitazioni sul suo team-sheet di oggi, perché dopo avergli concesso le possibilità che Billy Davies non gli aveva dato, l’ala ha davvero cominciato a brillare.

Sono sicuro che i fisioterapisti del Forest stanno lavorando fino all’ultimo secondo per metterlo in campo.

*

Ci sono un sacco di chiacchiere sul futuro di McCleary, e sul fatto che egli potrebbe cambiare squadra, quest’estate.

Sono sicuro che ci sono club della Premier League che lo stanno osservando, a causa del suo stato di forma, e se qualcuno di loro gli offrirà la possibilità di giocare ai vertici del calcio inglese, sono sicuro che sarà difficile… no, impossibile per lui lasciarsi sfuggire l’occasione.

Ma di questo parleremo alla fine della stagione.

Ora, è un giocatore del Forest, e i Reds hanno sette grandi partite da giocare, a cominciare da Selhurst Park. Penso che con altre due vittorie saremo ragionevolmente al sicuro, ma prima le otterremo, meglio sarà.

Senz’altro, saranno tre delle ultime attuali sei a andare giù: Doncaster, Portsmouth e Coventry City sono il trio di coda, attualmente, e il Forest è ventesimo, a cinque punti dalla zona calda, un posto sopra il Bristol City e un posto sotto il Millwall, davanti a noi solo per differenza reti.

I Reds affronteranno il Bristol City al City Ground il prossimo sabato, e non è possibile sottolineare a sufficienza l’importanza di quell’appuntamento. Ma la partita contro il Palace sarà molto più dura di quella contro i Robins, perché le Aquile, allenate dall’ex Forest Dougie Freeman, prima della sconfitta contro Derby County di sabato scorso venivano da un incredibile record di dieci partite di fila senza sconfitte.

Eppure, il Forest può batterli. Scendono a Londra in un ottimo stato di forma.

Imbattuti da tre partite, sono entrati nella condizione giusta proprio al momento ideale della stagione, quando era importante più di ogni altra cosa farlo, e non sto parlando solo del botto di Leeds.

Dopo di quello, il Forest ha ottenuto due ottimi pareggi, contro Brighton e Leicester City: il Brighton & HA sta lottando per la promozione, eppure li abbiamo surclassati al City Ground, e avremmo tranquillamente potuto vincere quella partita.

Quella prestazione ha confermato che i giocatori non hanno perso il loro focus, non sono diventati compiacenti e soddisfatti dopo aver distrutto il Leeds United, e quella prestazione è stata confermata dal pareggio a reti bianche contro il Leicester City di martedì.

Un sacco di persone saranno rimaste deluse dal nulla di fatto di Leicester, ma io, invece, sono stato molto contento del clean sheet, soprattutto perché il Leicester City ha uno dei migliori attacchi della Championship, dopo aver speso parecchie milionate per far atterrare al King Power Jermaine Beckford e David Nugent.

Aver lasciato all’asciutto una coppia simile avrà dato grande consapevolezza dei propri mezzi ai difensori del Forest, prima della partita con il Palace.

I nostri difensori sanno che, se sapranno ripetersi oggi, i Reds potranno rubare una vittoria vitale, e fare un passo grandissimo, se non decisivo, verso la salvezza.

E io spero che lo faranno.

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Detto della nostra preoccupazione principale, dal punto di vista degli infortuni, passiamo alle preoccupazioni del Palace: Freedman ha annunciato che Anthony Gardner (caviglia fatta su nella partita con il Doncaster) e Mile Jedinak (inguine strappato a Derby) staranno fuori per tutta la stagione.

* * *

Tra gli incroci tra le due squadre, citiamo soprattutto, appunto, come detto prima, il fatto che l’attuale manager del Derby, Dougie Freedman, sia stato un ottimo giocatore del Forest, dal 1998 (l’anno del nostro ultimo viaggio, sfortunato, in PL) al 2000, con 70 presenze e 18 reti messe a segno in campionato, e 83 partite con 23 reti totali. Alla fine del 2000 fu venduto proprio al Crystal Palace, per il suo secondo periodo tra le Aquile, dopo quello tra il 1995 e il 1997. Nella partita conclusiva del campionato 2000-01, segnò il gol forse più importante della sua carriera, marcando, a tre minuti dalla fine, la rete che salvò il Palace dalla retrocessione in Terza serie. L’anno successivo fu, però, il suo migliore, con 21 reti messe a segno e una convocazione per la Nazionale scozzese. Il Palace è stata, tutto sommato, la squadra della sua vita, e proprio con le Aquile ha cominciato la sua carriera manageriale, allenando le riserve nel 2007, mentre era ancora un giocatore effettivo del club. Diventò assistant manager al Palace nel 2010, con Paul Hart, e rimase assistente anche con George Burley. Quando Burley è stato esonerato, nel capodanno del 2011, assunse il ruolo di “traghettatore”, come direbbe Moratti: un ruolo che sta, però, svolgendo — in maniera egregia — tutt’ora.

Due curiosità: Freedman è il genero di Ray Clemence, del quale ha sposato la figlia; pur avendo giocato solo una stagione al Barnet, all’inizio della sua carriera professionistica, Freedman è stato il più votato dai tifosi come membro della squadra preferita All Time.

* * *

Precedenti

Vittorie del Forest: 26 (22 league, 1 FA Cup, 3 League Cup)

Vittorie del Palace: 18 (13 league, 2 FA Cup, 3 League Cup)

Pareggi: 15 (12 league, 3 FA Cup)

*

Stato di forma:

Forest (8 punti nelle ultime 5 partite)

Leicester 0-0 Forest

Forest 1-1 Brighton

Leeds Utd 3-7 Forest

Derby 1-0 Forest

Forest 3-1 Millwall

*

Crystal Palace (6 punti nelle ultime 5 partite)

Palace 1-1 Doncaster

Derby 3-2 Palace

Palace 1-0 Barnsley

Palace 0-0 Hull City

Burnley 1-1 Palace

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Potrebbe andare peggio?

Bizzarramente, le due partite più importanti e sentite della stagione delle mie due squadre del cuore, disputate nelle stesse ore, si sono concluse entrambe con reti dei nostri avversari nel recupero che hanno azzerato il pur magro bottino raccolto fino a quel momento: un punto salvezza e la possibilità di giocarsi i supplementari.

Direi che è stata una delle serate più deludenti della mia storia recente di tifoso.

Tanto che, alla fine, mi è venuto in mente che, almeno, non potrebbe andare peggio di così.

Poi, a freddo, invece, ho pensato che potrebbe benissimo.

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@ Derby County preview – 13 marzo 2012

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Il su e giù per la A52 è sempre un grande momento della stagione.

Ci arriviamo, certamente, in uno stato di forma e con un organico molto migliore di quello che avremmo potuto avere e schierare il giorno del rinvio. Ci arriviamo anche, pare, con un sistema di gioco e un modulo piuttosto solidi: il 442 con piedi sinistri sulla sinistra e piedi destri sulla destra di cui abbiamo già parlato, e con due ali, Reid e McCleary, davvero in stato di grazia.

Il morale dovrebbe essere, anche quello, molto migliore: con la vittoria sul Millwall di sabato i punti di margine sulla zona retrocessione sono cinque; viceversa, il Derby County non sta certo attraversando il suo miglior momento: sabato sono stati sconfitti in casa dal Watford in una partita non certo memorabile, e i Rams hanno vinto solo una delle ultime nove partite disputate.

Aggiungiamo il fatto che noi siamo alle soglie di un ciclo terribile: Leeds United fuori, Brighton in casa, Leicester City e Crystal Palace fuori: tutto sommato, toccandosi il toccabile, questa è la partita più abbordabile, forse, visto lo stato di forma di tutte le squadre con le quali dovremo giocare prossimamente, fino al decisivo confronto interno con il Bristol City, al quale potremmo arrivare davvero con la canna del gas infilata ben oltre il velopendulo.

Insomma, se il 4 febbraio il viaggio al Pride Park sembrava dover essere catalogato sotto la voce “missione impossibile”, ora un filo di speranza, tutto sommato, io la nutro. Vedo un match molto tirato, che, probabilmente, vista la difficoltà con la quale le due formazioni, di recente, hanno mostrato di riuscire a tornare in partita una volta che finiscono sotto, premierà (se pure premierà qualcuno) chi riuscirà a rompere per primo l’equilibrio.

Noi affrontiamo la trasferta con i dubbi di Elokobi e Anderson, mentre il Derby C dovrebbe essere al completo con il più che probabile recupero di Gareth Roberts: il solo Jamie Ward è fortemente in dubbio.

Gli incroci tra le due squadre sono infiniti: l’ultimo della serie è quello costituito da Nathan Tyson: il trasferimento della punta veloce al Pride Park non ha avuto gli esiti probabilmente sperati; Tyson è ancora a secco, ma vista la sua passione per le partite di Brian Clough Cup io un occhio di riguardo, se fossi nei nostri difensori, glielo darei.

Altri ragazzi in campo che hanno vestito entrambe le maglie saranno Camp, Higginbotham, e Marcus Tudgay.

Un’ultima curiosità: in caso di vittoria, il Forest otterrebbe il 5.000° punto in campionato della sua storia.

* * *

Precedenti

Vittorie del Forest: 36 (33 league, 2 FA Cup, 1 League Cup)

Vittorie del Derby County: 31 (27 league, 4 FA Cup, 0 League Cup)

Pareggi: 21 (19 league, 2 FA Cup)

* * *

Stato di forma:

Forest (10 punti nelle ultime 5 partite)

Forest 3-1 Millwall

Forest 1-2 Doncaster Rovers

Barnsley 1-1 Forest

Birmingham 1-2 Forest

Forest 2-0 Coventry

*

Derby County (4 punti nelle ultime 5 partite)

Derby 1-2 Watford

Derby 2-1 Blackpool

Birmingham 2-2 Derby

Derby 0-1 Leicester

Southampton 4-0 Derby

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Millwall home – 10 marzo 2012 h16

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Dopo la disastrosa prova interna contro il Doncaster, un’altra di quelle dimostrazioni di “no passion, no desire” che hanno costellato questa drammatica campagna del Forest, sale al City Ground un’altra diretta rivale per la salvezza, anche se non proprio “diretta” come i Rovers.

Il Forest, oltre al morale non certo alle stelle, e oltre all’imbarazzo provato da molti giocatori nel giocare in un City Ground sempre più freddo e ostile, denunciato da Blackstock in settimana in un’intervista pubblicata dal Forest Player (dedicheremo a questo argomento un post, a breve, dando conto anche della risposta di Garry Birtles al suo “successore”: ricordiamo, infatti, come il nostro rendimento esterno sia il peggiore dell’intera Football League, e solo quattro delle 92 maggiori squadre inglesi hanno perso 10 o più partite in casa), si aggiunge una situazione infermieristica non proprio ideale: Elokobi (pure certo non brillante in fase difensiva nelle ultime uscite: denuncia i gravi limiti nell’uno contro uno che, probabilmente, gli hanno impedito di diventare un terzino di prima fascia in PL), Tudgay (anche lui non brillante, ma è l’unica “spalla” seria per Blackstock) e Anderson probabilmente non potranno giocare, mentre Higginbotham è ancora in dubbio.

A questi si aggiungono i lungodegenti (e brevepartenti, secondo me), Majewski, McGoldrick e Derbyshire, oltre, naturalmente, a Chris Cohen.

Dal canto loro, le assenze del Millwall non saranno di poco momento, visto che mancheranno Henderson e Trotter: due assenze, però, che non hanno impedito ai Leoni di ottenere discreti risultati nelle loro ultime partite esterne: sono, infatti, a caccia della loro terza vittoria esterna consecutiva, e hanno marcato otto reti nelle ultime tre trasferte.

I londinesi, infatti, nelle ultime gare hanno mostrato una preoccupante tendenza forestesca: brillantissime partite in trasferta hanno accompagnato cattive prestazioni interne.

Se il “complesso del City Ground” colpirà anche oggi pomeriggio, e se il Millwall riuscirà a ripetere l’atteggiamento in campo che ha mostrato nella trasferta vittoriosa di martedì a Peterborough, ho paura che non ci sarà storia; se, invece, riusciremo a mostrare il carattere che abbiamo mostrato a Birmingham, e la voglia di cancellare il disastro di martedì scorso, naturalmente ce la potremo giocare, come ce la possiamo giocare con chiunque in Championship.

Come già ricordato in un altro post, i giocatori più famosi che hanno vestito entrambe le casacche sono stati Teddy Sheringham e Neil Harris, giocatori-icona dei Leoni, visto che si tratta dei due più prolifici marcatori in campionato della storia del club di Londra.

Le nostre dirette avversarie hanno partite difficili: i Doncaster Rovers viaggiano a West Ham, mentre il Coventry City ospita il Birmingham. Relativamente piiù agevole il compito del Pompey, che viaggia a Brighton.

* * *

Precedenti

Vittorie del Forest: 20 (17 league; 1 FA Cup; 2 League Cup)

Vittorie del Millwall: 18 (17 league; 1 FA Cup)

Pareggi: 18 (17 league; 1 League Cup)

* * *

Stato di forma:

Forest (7 punti nelle ultime 5 partite)

Forest 1-2 Doncaster Rovers

Barnsley 1-1 Forest

Birmingham 1-2 Forest

Forest 2-0 Coventry

Boro 2-1 Forest

*

Millwall (7 punti nelle ultime 5 partite)

Peterborough 0-3 Millwall

Millwall 1-2 Reading

Burnley 1-3 Millwall

Millwall 1-3 Boro

Millwall 0-2 Bolton (FA Cup)

Millwall 0-0 Derby

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Ultim’ora dal club sulla questione dell’asse ereditario.

Il Board del Nottingham Forest ha emesso un comunicato ufficiale relativo alla questione dell’eredità di Nigel Doughty:

Il Board del NFFC ha annunciato oggi che sono stati confermati gli accordi con i rappresentanti dell’eredità di Nigel Doughty per il finanziamento della società per i finanziamenti futuri alla squadra.

I nuovi accordi copriranno il periodo che partirà dall’inizio della stagione 2012-13, durante le trattative per la cessione della squadra con potenziali acquirenti.

Il Chief Executive della squadra, Mark Arthur, ha commentato: “Siamo molto lieti di annunciare che il Club avrà il supporto finanziario degli eredi di Nigel Doughty per la prossima stagione, durante la ricerca di un nuovo proprietario.

Questo permetterà al management e alla squadra di focalizzarsi completamente sul compito di mantenere il nostro posto in Championship per la stagione 2012-13.

Nel frattempo, sono in atto trattative con diverse parti che hanno espresso interesse all’acquisto del Club”.

La banca di affari Seymour Pierce è stata confermata come advisor per il processo di vendita.

MI sembra un’ottima notizia. Il pericolo di una immediata dismissione da parte dell’eredità di Doughty di ogni interessamento nei confronti del Club, per quanto mi sembrasse remoto, era, comunque sia, una presenza nera sulla nostra già non incoraggiante situazione sportiva. Ora, davvero, tutti insieme per la salvezza, a partire da domani!

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A game of two halves.

Prima della cocentissima delusione di ieri sera, avevamo ottenuto un ottimo punto a Barnsley, un campo che, come detto in sede di presentazione, non ci aveva mai detto buono.

È stata una partita che lo stesso Wootton ha definito “nettamente spaccata in due”: a un primo tempo di marca Forest ha corrisposto un secondo tempo di netto predominio territoriale Barnsley: il pareggio, però, non appare del tutto meritato, soprattutto alla luce del clamoroso errore arbitrale che ha macchiato la fine del primo tempo.

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Tra l’altro, ieri sera ho vissuto la solita esperienza schizofrenica guardando Arsenal-Milan con l’audio abbassato, e ascoltando la telecronaca di McGovern-Fray sul Forest Player: mentre sotto i miei occhi si stava dipanando una delle partite più appassionanti degli ultimi anni, sotto le mie orecchie si stava dipanando una delle partite più brutte e mefitiche della pur non brillantissima storia recente del City Ground. Una mia amica di Nottingham, appassionata e di solito molto generosa nei suoi giudizi per i ragazzi in rosso, mi ha scritto “what a pile of shit”, commentando la partita, e il Governatore e Fray avevano proprio l’aria di chi stia commentando, di malavoglia e una da distanza troppo ravvicinata, il lento smottamento di una gigantesca montagna di merda che probabilmente li sommergerà durante la radiocronaca.

Visto che questa settimana dovrò commentare due partite, mi dedicherò non all’illustrazione degli extended highlights, come faccio di solito, ma a quella della sintesi più breve.

Eravamo saliti nello Yorkshire, dunque, animati da belle speranze e da spirito positivo, anche se acciaccati e privi di un giocatore chiave, nelle recenti buone prestazioni, come Higginbotham.

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Camp

Gunter – Wootton – Lynch – Elokobi

McCleary – Greening – Guerdioura – Reid

Blackstock – Tudgay

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L’altro cambio rispetto alla squadra di Birmingham è l’ingresso di Greening al posto del Moose, anche lui alle prese con un problemino fisico; un ritorno da titolare di un giocatore che nella gara interna contro il Coventry City aveva mostrato grinta leonina, quasi sopra le righe.

La coppia centrale è WoottonLynch (molto buona la prestazione del ragazzino del Manchester United nella sua posizione naturale di centrale difensivo), mentre lo zozzone di turno che non la metterà mai in tutta la sua vita scelto per fare coppia offensiva con Blackstock è di nuovo Tudgay, come nella vittoriosa trasferta di Birmingham; e, devo dire, tutto sommato è una cosa che ha senso. Non solo era l’unico arruolabile: se non altro, poi, il buon Marcus sembra vivo, a differenza degli altri suoi compagni di reparto.

L’inizio è di studio, il primo pericolo serio viene dal Forest, per l’occasione in neroverde: una punizia di Reid battuta sul limite di centrodestra della porta del Doncaster viene abilmente bloccata da Steele, a mezza altezza sul suo palo sinistro.

Una cattiva respinta della difesa del Barnsley su un corner viene raccolta da Guedioura al limite dell’area e imbucata con un destro di inaudita potenza direttamente nei cessi della row Z del bellissimo studiolo di Oakwell.

Il gol arriva poco dopo la mezz’ora: Garath McCleary si accentra dalla destra con la sua classica corsa dondolante, e al limite dell’area scocca un fendente a rientrare di sinistro che assume la più classica delle parabole imprendibili dopo aver incocciato sulla caviglia di Jay McEveley, infilandosi a fil di palo, ben oltre la portata del guanto disperatamente proteso di Steele. Festeggiamenti in campo, meritato vantaggio, e non ci sorprenderebbe affatto se dal settore dello stadio destinato ai tifosi ospiti si levasse il caratteristico coro “El segna semper lü”.

Il Barnsley non pare in grado di reagire, in questo primo tempo: si affaccia nei pressi di Camp solo una volta, con un’azione piuttosto confusa nata sulla nostra tre quarti da scambi veloci ma piuttosto casuali del Barnsley, dalla quale riesce a uscire un po’ per caso un po’ per non morire Done, il quale si incunea in percussione nella nostra area fino a arrivare in quella zona dalla quale non si sa mai se crossare o tirare, e, nel dubbio il buon Matt ciabatta di sinistro una ciofeca inguardabile che si perde per la vergogna in touche, per non farsi più rivedere.

Una brutta palla persa da Blackstock al limite dell’area del Barnsley viene sfruttata dai Rossi dello Yorkshire per un buon contropiede, al termine del quale Done, nel tentativo di infilarsi nella nostra area, sbatte contro Elokobi tre o quattro yarde fuori il nostro lato corto sinistro.

Done rimbalza indietro e il nostro terzino si merita un giallo — comminato con faccia irridente dall’insopportabile Deadman — provocato più dall’effetto speciale conferito al fallo dalla sua conformazione cementizia che dall’effettiva cattiveria dell’intervento.

La punizione viene battuta con piedi altrettanto cementizi da uno zozzone a caso del Barnsley, e si perde sul fondo senza spaventare nessuno.

Uno scambio tra McCleary e Guedioura sulla tre quarti del Barnsley lancia la nostra ala sul fondo, e il suo cross molto teso viene controllato in due tempi da Steele.

Verso lo scadere, l’episodio decisivo: un tiro di Greening su ribattuta corta della difesa del Barnsley di un corner di Reid viene respinto in bagher da Davies, l’unica persona al mondo che pensa che non sia rigore, purtroppo, è il solito Deadman, e quindi si va avanti.

La ripresa si apre con un tiro a parabola dalle quaranta iarde di Reid che finisce sulla parte superiore della rete di Steele, ma l’inerzia della partita comincia a mutare.

La pressione del Barnsley, però, è abbastanza innocua, e è ancora McCleary, a venti dalla fine, ben lanciato da Greening un paio di iarde fuori dalla lunetta del Barnsley, dopo un paio di dondolii scocca un tiro di destro che Greene riesce a deviare in angolo.

Il pareggio, che aleggiava da un po’ su Oakwell, arriva da una percussione di Done sulla sinistra, che la accentra su Davies, in posizione centrale sulla nostra tre quarti. Davies punta Reid, lo salta con la facilità con la quale si scarta un boero, e, prima di passare a ritirare gli altri due che ha vinto, approfitta della voragine che il Forest lascia colpevolmente davanti a lui per scoccare un sinistro imprendibile che si infila nello stesso angolino nel quale, nel primo tempo, si era infilato il tiro di McCleary.

La sostituzione di Reid con Anderson dà più vigore alla squadra, ma senza esiti decisivi: qualche azione da una parte e dall’altra (delle quali la più pericolosa è una fucilata di Cunningham — entrato il per Blackstock, per consolidare la squadra dal vertice dell’area piccola, lanciato da una bella intuizione di Guedioura, miracolosamente deviata da Steele) porta al fischio finale, e a un pareggio che, se non pare insensato per lo sviluppo del gioco, è senz’altro iniquo per l’evidentissimo rigore cancellato dal tabellino della partita dall’ineffabile Deadman.

* * *

Nottingham Forest: Camp (C), Gunter, Wootton, Lynch, Elokobi, Greening, Guedioura, McCleary (McGugan 90′), Reid (Anderson 82′), Tudgay, Blackstock (Cunningham 87′)

Non entrati: Smith, Lascelles,

Ammoniti: Elokobi 41′, McCleary 69′,

Marcatore: McCleary 33′

Barnsley: Steele, McEveley (Gray 56′), Foster, Wiseman, McNulty, Golbourne, Digby, Done, Smith (Dawson 75′), Tonge (Dagnall 65′), Davies

Non entrati: Preece, Cotterill,

Ammoniti: McEveley 19′, Dawson 85′

Marcatore: Davies 79′

Arbitro: Darren Deadman

Spettatori: 10,550 di cui ospiti: 1,780

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