Archivi del mese: febbraio 2012

“Clough’s views devastated Fashanu”

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Justin Fashanu

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Nel 51° anniversario della sua nascita, pubblichiamo un breve ricordo di Justin Fashanu scritto da Roger Haywood, il suo manager, per il Mail. Abbiamo già raccontato da diversi punti di vista la storia di Justin, e abbiamo già avuto occasione di esprimere, nei commenti e nel testo di quei post, la nostra posizione su questa vicenda molto triste. Brian Clough era un tipico esponente della working class inglese che si era formato in politica negli anni ’50, era sinceramente socialista, ma era, indubbiamente, come la stragrande maggioranza dei suoi compagni, quello che in psicologia politica si chiama un “bicognitivo”: molto progressista per quanto riguarda le idee economiche e sociali, molto conservatore per quanto riguarda le idee sulla famiglia e la sessualità.

Era completamente impreparato, come tutti gli Inglesi della sua generazione, a affrontare l’omosessualità, e, soprattutto, l’omosessualità di uno dei suoi ragazzi con altri mezzi che con la sua rudezza di minatore.

Questo non toglie che Justin fosse un essere umano dalla personalità delicatissima, e che anche lui fosse completamente impreparato a affrontare il mondo ostile con altri mezzi che non fosse la sua fragilissima sensibilità. Brian Clough, un uomo nato, cresciuto e vissuto per quasi tutta la sua vita in un mondo nel quale l’omosessualità in Inghilterra non solo era socialmente biasimata, ma era un vero e proprio reato, era solo una parte di quell’ambiente ostile che lo rifiutò e che lo espulse da sé, e Jus, semplicemente, non era in grado di reggere un confronto così impari.

Da questo punto di vista, dunque, le osservazioni di Haywood possono apparire ingiuste, o, meglio, inique nei confronti del nostro manager preferito. Ma, indubbiamente, potrete farvi un’idea migliore della vicenda leggendo i post che abbiamo già dedicato a questo argomento, qui, qui e qui.

Sono ormai 14 anni da che Justin si è tolto la vita, ma continuo a ritenermi, in qualche modo, responsabile della sua fine.

Mi parlò della sua sessualità quando era ancora al Norwich City, e lo fece con quel suo caratteristico modo di fare, discreto e confidenziale.

Non era apertamente gay, ma, come molti teenager, era piuttosto incerto sui suoi orientamenti sessuali. Io non sapevo abbastanza per aiutarlo a attraversare queste difficoltà.

Brian Clough
 Fashanu fu distrutto dai commenti di Brian Clough 

Jus era un ragazzo notevole. Era famoso, bello, si vedeva con un sacco di ragazze durante l’ascesa della sua fama. Ma era confuso perché non era sicuro di sé, era incerto su tantissime cose, ma era una persona amabile.

Dopo che Brian Cl0ugh l’ebbe criticato, al Nottingham Forest, dopo aver saputo che frequentava un gay club, Justin fu devastato, la sua autostima andò davvero in pezzi. Non si preoccupò mai del razzismo, lo accettava e rispondeva mostrando alla gente e ai tifosi che ottimo giocatore di calcio fosse. Ma i commenti di Clough su un altro aspetto della sua esistenza lo privarono completamente di voglia di vivere.

Quando Justin fece outing, nessuno, nel mondo del football, gli fece sentire il suo sostegno, nessuno si alzò per schierarsi con lui spalla contro spalla. Gli spettatori, allora, erano per la stragrande maggioranza maschi bianchi adulti, mentre ora le platee del football sono multiculturali, pieni di uomini, donne e bambini.

Se un giocatore avesse il coraggio di parlare della sua omosessualità, al giorno d’oggi, sono sicuro che creerebbe lo stesso un moderato scandalo, ma sono anche sicuro che, alla lunga, la sua condizione sarebbe accettata socialmente. È triste dirlo senza che Justin sia qui, ma egli non avrebbe mai potuto immaginare come la sua differenza sessuale potesse preoccupare così tanto le altre persone.

Articolo gentilmente segnalato da Muttley74

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Coventry Home – 18 febbraio 2012

The six point game.

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In situazione molto precaria, visto il black-out della linea adsl, posto una breve presentazione della partita di oggi, digitandola dal telefonino: questo post, dunque, va in onda senza immagini e contributi video, come i Tg quando scioperano.

La prima notizia è che la diretta della partita sarà messa in onda da Sportitalia dalle ore 16; quindi, chiunque voglia soffrire insieme a noi, per una volta tanto potrà farlo con grande agilità.

La seconda notazione, naturalmente, è che, come già detto ad abundantiam, questa è la partita più importante della stagione. Il Coventry divide con noi il terzultimo posto, ma è davanti a noi per differenza reti. Qualsiasi altro risultato rispetto alla vittoria, secondo me, condannerebbe i Reds a una quasi certa retrocessione. Più che altro perché, dopo aver vinto solo una partita delle ultime tredici, se non si vince oggi non vedo proprio quali altre partite si potrebbero vincere, e il baratro tra noi e la zona salvezza è già di sei punti.

Ishmael Miller non sarà dei nostri, a causa dell’infortunio patito nella partita contro il Boro; sarà sostituito dal rientrante Tudgay, che è il più “prolifico” degli attaccanti del Forest, quest’anno.

Si fa per dire, naturalmente. Ah, ah, ah.

In realtà, siamo chiari, sia l’infortunio di Miller, sia il recupero di Tudgay sono due notizie delle quali non importa un caspero scaduto da due mesi nemmeno al più acceso sostenitore dei Reds, perché si tratterà di sostituire un palo della luce che non segna mai con un altro palo della luce che non segna mai, e scusate questa ventata di sereno ottimismo, ma vengo dalla non già divertentissima serata calcistica di ieri sera, e il pomeriggio rischia di esserne non piacevole estensione.

Oltre all’ottimo Miller (call him Ishmael), mancheranno i lungodegenti Cunningham, Moloney e Cohen, quest’ultimo sì che avrebbe potuto essere una risorsa in più, ma mi sa che lo rivedremo l’anno prossimo nell’esordio di Yeovil, se tutto va bene.

I nostri avversari, che quest’anno non hanno mai vinto fuori casa (sono l’unica squadra dell’intera Football League a non aver ancora sbloccato la casella delle away wins, scrat scrat…), avranno assenze altrettanto di peso. No, siamo sinceri, molto più di peso. Sammy Clingan, centrocampista ex Forest, ma, soprattutto, la coppia di difensori centrali titolari, Richard WoodHermann Hreidarsson, per infortuni rispettivamente al ginocchio e alla spalla.

Sono nettamente più in forma di noi, con ben due vittorie nelle ultime cinque partite, contro Leeds United e Middlesbrough, e, soprattutto, la mettono dentro con molta maggiore allegria di quanto non facciamo noi: 8 reti nelle ultime 5 partite contro le nostre 3.

Tra gli “incroci” più significativi tra le due squadre, segnaliamo, insieme al sito del nostro club, quello di Eoin Jess, 18 volte nazionale scozzese, attuale coach della nostra U18, nel passato forte centrocampista di scuola Aberdeen, che ha giocato sia nel Coventry City, dal 1996, per un anno, in PL, prima di tornare tra i Dons, e di tornare in Inghilterra nel 2000, al Bradford, allora in PL e poi al Forest, dal 2002 al 2005, totalizzando per i Reds 96 presenze costellate da sette reti. Jess, durante il suo primo periodo all’Aberdeen, fu accostato per un certo periodo anche al Parma, allora una delle squadre di punta della Serie A, che si mostrò interessata all’acquisto del centrocampista.

Anche Stuart Pearce, il nostro grande capitano e l’attuale Manager pro tempore della Nazionale inglese, giocò al Coventry dal 1983 al 1985, prima di essere acquistato da Brian Clough.

Un’ultima notizia: il Portsmouth FC è stato penalizzato di 10 punti per essere finito in amministrazione controllata, dopo che gli stipendi di gennaio non sono stati pagati, e, quindi, l’ex squadra di Prince Boateng dovrebbe portarsi allo stesso livello di Forest e Coventry, a 25 punti. Una notizia che sarà buona solo se cominceremo finalmente a fare punti; in caso contrario, si tratterà solo dell’ennesima occasione perduta della stagione.

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Precedenti

Vittorie del Forest: 44 (42 di lega, 2 di Coppa di Lega)

Vittorie del Coventry: 19 (16 di lega, 2 di Coppa di Lega, 1 di FA Cup)

Pareggi: 28 (27 di lega, 1 di Coppa di Lega)

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Stato di forma

Forest (1 punto nelle ultime 5 partite)

Boro 2-1 Forest

Forest 1-1 Watford

Forest 0-2 Burnley

West Ham 2-1 Forest

Leicester 4-0 Forest (FA Cup Replay)

Forest 0-3 Southampton

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Coventry (6 punti nelle ultime 5 partite)

Coventry 2-1 Leeds Utd

Reading 2-0 Coventry

Coventry 2-3 Ipswich Town

Blackpool 2-1 Coventry

Coventry 3-1 Boro

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Youth FA Cup: mercoledì prossimo NFFC-Chelsea FC al City Ground

Chalobah scores

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Sarà il Chelsea a sfidare il Forest al City Ground nei quarti di finale della Coppa d’Inghilterra giovanile. I Blues, infatti, hanno battuto il West Ham United FC per 5-4 dopo i calci di rigore, dopo il 3-3 alla fine dei tempi supplementari.

Calcio d’inizio alle 7pm ora inglese, otto di sera per noi, ingressi £3 per gli adulti e £1 per gli under 14.

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St Valentine Day — Middlesbrough 2-1 NFFC

La piatta cronaca. Guardo insieme a voi gli extended highlights, e li commento all’impronta, come si faceva con l’Iliade al liceo, anche se il livello non è proprio lo stesso; la formazione ricalca esattamente quella messa in campo nel non pessimo — dal punto di vista del gioco — pareggio interno contro il Watford:

Camp

Wootton – Chambers – Higginbotham – Elokobi

Gunter – Guedioura – Moussi – McCleary

Harewood – Miller

Nemmeno in panca McGugan e Majewski, tanto per dire quanto il nostro manager apprezzi e voglia valorizzare i giocatori di talento. La partenza del Boro è veemente, Emmes e Jutkiewicz appaiono in palla, veloci e pungenti, la manovra a centrocampo si sviluppa veloce e piuttosto armonica, soprattutto di prima, ma i pericoli, piuttosto modesti, a dire il vero, vengono per Camp solo da tiri da lontano.

Poi, lentamente, il Forest riesce a prendere il sopravvento, sia per quanto riguarda il possesso di palla, sia per quanto riguarda l’occupazione della tre-quarti avversaria. Porta anche pericoli veri verso la porta difesa da Steele: il primo costituito da un’azione in velocità piuttosto invitante, un uno-due tra McCleary e Harewood, con il nostro centravanti che smarca benissimo di prima l’ala nell’area dei Teessiders, e anche con un bel po’ di spazio davanti che avrebbe potuto essere usato con maggiore freddezza, ma Macca opta per una conclusione al volo di esterno sinistro che sembra più il rinvio di un terzino cardiopatico che quella di un attaccante professionista, e finisce nella classica row Z  della curva del Middlesbrough. Il Boro sembra un po’ imbambolato e fragilino in mezzo al campo, forse insicuro per i risultati recenti, incapace di reagire al buon momento del Forest: dopo una percussione centrale iniziata appena dentro la nostra metà campo, Miller cerca un altro scambio di prima con l’ispiratissimo Harewood, che lo smarca al limite dell’area con un suggerimento di tacco al volo solo appena appena lungo: Miller viene anticipato da una prontissima e attenta uscita di Steele. Grande, comunque sia, l’inizio di Marlon, davvero un giocatore di classe superiore.

Il tempo per Wootton di stoppare con un bellissimo tackle un’iniziativa pericolosa di Haroun nella nostra area, e sul contropiede successivo, innescato da una buona difesa di palla di Miller sulla linea di centrocampo, seguita da un lancio molto preciso per McCleary, la nostra ala mette in mezzo una palla sulla quale il rinvenuto Wootton, molto brillante anche lui nell’inizio gara, arriva solo con un attimo di ritardo. Sull’azione appena successiva, Guedioura pesca molto bene Elokobi smarcato sulla fascia, il cross del colosso è molto preciso, ma il colpo di testa di Miller non è degno dell’impostazione: fiacco e centrale. Come al solito, si fa troppa fatica a metterla dentro.

Per noi, i pericoli continuano a venire soprattutto dai tiri di Emmes dalla distanza. Uno, in particolare, dopo una bella iniziativa sul centrosinistra, più o meno area IDV, come dice la Gialappa’s, sembra destinato a infilarsi là dove la mamma nasconde la Nutella, fuori portata dal proteso Camp, ma per momentanea fortuna la curva non si chiude abbastanza e il tiro va fuori. La partita è piacevole, ben giocata, e ricca di occasioni.

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Poi, allo scadere del tempo, come al solito, l’interruttore passa all’improvviso da ON a OFF, apparentemente senza altra ragione che l’incapacità di mantenere la concentrazione per più di venti minuti, nemmeno fossimo un branco di babbuini adolescenti nella stagione degli amori. Sugli sviluppi di un corner apparentemente innocuo, Emmes vince un contrasto portato troppo mollemente da Wootton sulla tre quarti, si infila nel lato sinistro corto della nostra area con la stessa facilità con la quale nei film porno l’attore convince la sua vicina a giacere con lui, e scocca un tiretto moscio rasoterra degno di una partitella sul prato dopo il picnic di ferragosto che però si infila incredibilmente alle spalle di un Camp attento come un ragazzino delle medie cui la compagna di banco stia toccando il pacco.

1-0 regalato proprio prima del fischio del tè: visto il nostro morale attuale e la facilità con cui la sbattiamo dentro, immagino che lo stato d’animo nello spogliatoio sarà stato più o meno lo stesso di Gwineth Paltrow che scopre il suo fidanzato a letto con un’altra tornando a casa dopo essere stata licenziata, il tutto aggravato dal mood fatalista e depressivo del nostro Gaffer.

L’atteggiamento al rientro in campo lo confermerebbe: Cotterill, con ipercinetismo insensato e disperato, cambia la coppia di attaccanti, Miller per infortunio e Harewood per scelta tecnica (?), dentro Lynch e Findley, pronti, via, due incerti fraseggi del Forest, palla persa, il Boro riparte una prima volta, recuperiamo, altro fraseggio incerto nostro, palla ripersa, lancio lungo per Jutkiewicz sulla tre quarti, Jutki si gira e si beve Higginbotham come se fosse un tè freddo in pieno luglio, il nostro centrale lascia al polacco il tempo di aggiustarsi comodamente la palla e di segnarsi sull’agenda il numero della sorella, tiro angolato, Camp, questa volta piuttosto incolpevole, si distende inutilmente, 2-0 e game over.

Il resto della partita non è altro che un lungo paralipomeno alla nostra incapacità di creare e di finalizzare gioco. Non che non ci si metta impegno, ma ce lo mettiamo con lo stesso effetto e lo stesso senso di impotenza dei cinesini che cercano di picchiare Bud Spencer nei film di Piedone, quelli che danno quaranta pugnetti a Bud che li guarda tra il perplesso e l’arrabbiato con le mani sui fianchi, e poi, quando ne ha abbastanza, tira loro un lordone tremendo sull’orecchio e i cinesini stramazzano per terra moribondi.

La nostra azione è sempre confusa, i nostri contrasti incerti e insicuri, i contropiede del Boro sempre pericolosi, Ananke aleggia sullo stadio e sui nostri destini. Entra Reid per Wootton e l’elettroencefalogramma ha un timido sussulto.

Riduciamo le distanze grazie a una spizzata di Lynch su punizione dalla destra ben battuta da Reid, il Boro rimane pure in dieci per l’espulsione di Kevin Thompson dopo due brutti falli in cinque minuti, ma il senso di impotenza trasmesso dai nostri sforzi offensivi è quasi concreto, condensato sulle parole di McGovern e Fray che escono dalla radio come ghiaccio su un vetro in una notte di gennaio.

La nostra migliore opportunità di tirar su almeno un punto è un terribile tiro dalla tre quarti di Guedioura che sbatte con ineluttabilità da tragedia greca sulla traversa biancorossa.

Poi, più nulla.

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Le notizie dagli altri campi sono altrettanto deprimenti: vittoria a sorpresa del Coventry City sul Leeds United, e skyblues che ci sorpassano in classifica lasciandoci penultimi; il Bristol City e il Millwall pareggiano 2-2 in rimonta con Palace e Brighton, ampliando il nostro gap dalla zona salvezza a 6 punti, e solo il derelitto Doncaster, tra le ultime, perde, evitandoci l’ignominia dell’ultima posizione; l’unica buona notizia, si fa per dire, è la sempre più probabile penalizzazione del Pompey (squadra che aveva ritrovato lena e morale proprio dopo la partenza di Cotterill), un evento che potrebbe portare i Blu a tiro di una squadra che riuscisse a fare qualcosa di meglio di una vittoria in tredici partite, ma non certo a tiro nostro.

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Sabato, dunque, la prima delle sfide decisive contro le nostre dirette concorrenti. Arriva proprio il Coventry City, come già anticipato su queste pagine.

Se non si vince, la retrocessione è praticamente sicura.

Io spero solo due cose: la prima è che l’assurdo contratto di Cotterill (quattro anni) sia condizionato alla salvezza, e che in caso di retrocessione il contratto venga rescisso. La seconda è che qualcuno rinsavisca e lo mandi via molto prima, il prima possibile.

Le sue dichiarazioni nel dopo partita fanno cascare le braccia. La prima è “se non avessimo subito gol, questa volta avremmo vinto”. La seconda è “potevamo essere 3-0 dopo venti minuti, e allora la partita sarebbe stata diversa”. Ora, questa mistura di banalità, rassegnazione e incapacità di vedere la vera radice dei problemi di una squadra senza gioco e senza forza morale, secondo me, è agghiacciante.

Per non parlare delle sostituzioni a casaccio e della totale incapacità di cambiare tattica e piani strategici nel corso di una partita. Sembra che tutto accada a sua insaputa o suo malgrado.

Io sono decisamente contrario all’esonero degli allenatori, ma in questo caso il nostro Gaffer, che pure è una persona carina e gentile, si sta dimostrando un così cattivo tattico, un così cattivo gestore di partite e un così cattivo motivatore che sono assolutamente convinto che l’unica possibile strada per una pur difficilissima salvezza passi attraverso l’esonero dell’allenatore.

Inoltre, i nostri due giocatori migliori, McGugan e Majewski, sono praticamente fuori rosa, e non aspettano altro che un’offerta per andarsene da Nottingham.

I sostituti possibili li stiamo già pagando: Billy Davies e Sean O’Driscoll. Oltre a tutto, come dice il solito Nffcblog, se è vero che il suo era il migliore tra i quaranta CV mandati al Forest dopo l’esonero di Steve McClaren, o Cotterill ha mandato il suo score a FM 2012, o il suo contratto potrebbe tranquillamente essere rescisso senza penali per false dichiarazioni e millantato credito.

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Middlesbrough: Steele, Williams, Thomson, Hoyte, Arca, Bates (C), Hines, Emnes (McMahon, 77′), Jutkiewicz (Main 80′), Haroun (Smallwood 54′), Bennett.

Non entrati: Ogbeche, Halliday,

Ammoniti: Bennett 65′, Thomson 67′, 74′ (esp)

Maarcatori: Emnes 45′, Jutkiewicz 46′

Nottingham Forest: Camp, Chambers (C), Wootton (Reid 60′), Higginbotham, Elokobi, Gunter, McCleary, Moussi, Guedioura, Harewood (Lynch 45′), Miller (Findley 45′)

Non entrati: Smith, Blackstock,

Ammoniti: Gunter 87min, Chambers 88min

Marcatore: Lynch 66min

Arbitro: Paul Tierney

Spettatori: 14.799 ospiti: 462

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Il primo incontro con i legali degli eredi di Doughty

Più tardi pubblicherò un breve commento alla mesta partita di martedì, dopo aver guardato gli extended highlights, anche se, più o meno, so già quello che dirò, soprattutto sul nostro allenatore; intanto, un breve aggiornamento sulla vicenda dell’eredità di Nigel Doughty: sul sito ufficiale della squadra, il NFFC ha pubblicato un comunicato stampa con il quale dà conto del primo incontro tra i rappresentanti del Club e gli eredi dello scomparso proprietario.

Il comunicato dice, testualmente:

Dirigenti di alto livello del Nottingham Forest Football Club hanno avuto il loro primo incontro con i rappresentanti dell’asse ereditario del proprietario del Club, Nigel Doughty, spirato recentemente.

Le discussioni sono a uno stadio preliminare, e il NFFC darà conto in modo più dettagliato delle trattative solo dopo ulteriori incontri, già pianificati nei prossimi quindici giorni.

La pazienza che vorranno mostrare tutti coloro che sono coinvolti nel Club, o che ne hanno a cuore le sorti, sarà molto apprezzata nel corso di questo difficile periodo.

Quindi, abbiamo pazienza. Certo, ne andasse bene una, voglio dire, uno pazienterebbe anche più volentieri.

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Archiviato in NFFC: la cronaca

@Middlesborough preview, 14 febbraio 2012, h 20:45

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Dopo i miglioramenti di sabato, saliamo sul Tees in cerca di qualche conferma con un pochino di fiducia in più, forse, rispetto a quanta ne avevamo pensando a questa partita venerdì scorso.

Intanto, prima della partita piccoli sommovimenti stanno minacciando di modificare ulteriormente la nostra rosa: l’allontanamento di Mick McCarthy dal WWFC mette, forse, a rischio la permanenza di Elekobi da noi. Il giocatore è al Forest in emergency loan, una forma di prestito breve che prevede, tra le altre cose, anche la possibilità di richiamare il giocatore in prestito con un preavviso di sole 24 ore. Se il nuovo allenatore pensasse di voler rinfoltire la rosa, certamente il primo sulla lista sarebbe George. Guedioura, invece, essendo venuto al Forest in temporary transfer, non dovrebbe poter essere richiamato dagli Old Goldies, nemmeno volendolo.

Io, comunque sia, ho l’impressione che i Wolves soffrano più di problemi di motivazione che di organico, e che, quindi, rinfoltire la rosa sarà per il nuovo manager del Wolverhampton, chiunque sarà, l’ultimo dei problemi.

La seconda notizia che serpeggia per la rete oggi è la richiesta di Majewski di essere ceduto. Secondo un’indiscrezione pubblicata dal Mirror, infatti, il nostro centrocampistino polacco sarebbe stanco del fatto che Cotterill, come si dice in gergo, “non lo veda”, e, in seguito a una richiesta del Reading, avrebbe chiesto di andare con i biancoblù fino al termine della stagione. Se seguite questo blog, sapete che penso che Raddi sia forse il nostro miglior centrocampista, ma non è un peso massimo, per usare un eufemismo, e il calcio possente e muscolare prediletto dal nostro manager ha poco spazio in campo per i giocatori come lui, e pare che, invece, Majewski voglia giocarsi le speranze di poter partecipare all’europeo casalingo giocando il più possibile. Majewski at Madejski potrebbe essere, in brevissimo tempo, più una realtà che un gioco di parole.

Per quanto riguarda la partita di stasera, si preannuncia piuttosto indecifrabile. Con quattro innesti di buona qualità quali quelli di cui abbiamo recentemente beneficiato, e dopo la buona partita che hanno giocato sabato, praticamente appena scesi dal treno, probabilmente le potenzialità della squadra non sono state ancora del tutto esplorate.

Ma, come sempre quando una squadra è in grave sofferenza, dal momento che il calcio, come sanno tutti, è uno sport per l’85% definito da fattori mentali che possono essere cambiati radicalmente anche da piccolissimi eventi, i classici interruttorini messi dentro la testa dei giocatori che possono scattare da ON a OFF a ON a OFF per un gol preso male o per una parola giusta da parte dell’allenatore, ogni partita del Forest sarà, d’ora in poi, una specie di gatto di Schrödinger, che non si sa se è morto o vivo finché non si apre la scatola dentro cui è chiuso.

Il che, se ci pensiamo bene, non è neanche male, visto che fino a sabato scorso il puzzo di gatto morto si sentiva anche a centocinquanta metri dalla scatola, e solo i più coraggiosi o i più masochisti, oppure quelli che avevano già pagato per lo spettacolo a luglio, avevano il coraggio di andare a assistere al settimanale scoperchiamento del cadavere.

Che altro dire.

La partita dell’andata è stata una delle migliori dell’anno, se non la migliore, e la vittoria per 2-0 al City Ground, nell’esordio di Cotterill, aveva fatto sperare i più nella possibilità che il manager di Cheltenham potesse ancora raddrizzare la stagione, e reindirizzarla verso quei play-off che a luglio sarebbero sembrati quasi deludenti. In quell’occasione, la differenza tra le due squadre apparve notevole, e i gol di Tudgay e McGugan furono premio fin striminzito per la nostra prestazione.

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Le due squadre non sono certo in forma. Se noi abbiamo fatto pena, ultimamente, i Teessiders nelle ultime sei partite hanno raccolto solo tre punti, frutto di altrettanti pareggi, e sono ancora senza vittoria nel 2012; una serie che ha un po’ ridimensionato le loro ambizioni di qualificazione ai play-off, anche se in Championship non è mai detto nulla. In pratica, sono una delle poche squadre del mondo, penso, alla quale nelle ultime sei gare siamo riusciti a rosicare un punto, visto che noi, nello stesso periodo, ne abbiamo fatti ben quattro; sarà la classica occasione, dunque, nella quale due squadre in apnea cercheranno di rubarsi a vicenda la cannula dell’ossigeno, per darsi un po’ di coraggio e di fiducia.

A questo punto, me ne rendo conto, alla prossima metafora o similitudine siete autorizzati a segnalare il blog ai ragazzi di WP per indegnità letteraria.

Le notizie dalle squadre dicono che nel Forest potrebbe ritornare Tudgay, il che, vista l’allegria con la quale i nostri avanti o chi per essi sventagliano palloni anche invitanti un po’ per tutta la curva, non sarebbe nemmeno una cattiva notizia. Dovrebbero rimanere fuori sempre Moloney e Cunningham, mentre è ancora sine die il possibile rientro di Chris Cohen.

Per quanto riguarda gli incroci, sia Greening sia Boateng hanno giocato per il Boro, nelle loro carriere. Tra i giocatori del passato, hanno vestito le due casacche sia Viv Anderson sia Mark Proctor, un vero Teessider inside, che però Brian Clough portò a Nottingham nel 1981: non uno degli acquisti più azzeccati della sua carriera.

Infine, proprio Brian Clough, come abbiamo visto qualche giorno fa nelle pagine di Wendy Dickinson, è nato a Middlesborough, e ha esordito nella squadra della sua città, una delle tre, insieme a Derby e a Nottingham, a avergli dedicato un monumento pubblico.

Nel Boro, assenti il portiere Coyne, per infortunio al polpaccio, e in forte dubbio Zemmama e McDonald per lievi infortuni. L’uomo da tenere d’occhio sarà Lucas Jutkiewicz, un altro polacco unitosi alla squadra nel mercato di gennaio, proveniente dal Coventry, con i quali, nonostante la pena abissale degli skyblues, è riuscito a mettere insieme nove reti, una cifra che ai nostri occhi ormai disabituati a tali prestazioni appare abissale: una di queste, tra l’altro, è la rete con la quale il Coventry ha battuto il Forest in ottobre alla Ricoh Arena.

E, a proposito di Coventry, naturalmente LA PARTITA è quella di sabato, quando i ragazzi in azzurro cielo verranno al City Ground. Lì sì, che se non si vince è game over.

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Scontri diretti:

Vittorie del Forest: 24 (21 League; 2 League Cup; 1 FA Cup)

Vittorie del Boro: 19 (17 League; 2 FA Cup)

Pareggi: 29 (27 League; 2 FA Cup)

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Stato di forma:

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Forest (1 punto nelle ultime 5 partite)

Forest 1-1 Watford

Forest 0-2 Burnley

West Ham 2-1 Forest

Leicester 4-0 Forest (FA Cup Replay)

Forest 0-3 Southampton

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Middlesborough (2 punti nelle ultime 5 partite)

Ipswich P-P Boro

Boro 1-2 Sunderland aet (FA Cup)

Boro 1-1 Crystal Palace

Leicester 2-2 Boro

Sunderland 1-1 Boro (FA Cup)

Coventry City 3-1 Boro

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Archiviato in stagione 2011-2012

Le ultime volontà.

stock photo : Envelope with Last Will and Testament and Reading Glasses

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Ora, io mai mi sarei aspettato in vita mia di poter essere in ansia per l’apertura del testamento di un ricco finanziere, e, nel caso in cui, avrei sperato, magari, di poterlo essere per quello del proverbiale zio d’America di cui i miei non mi avevano mai detto niente perché si vergognavano del modo ambiguo in cui era venuto in possesso della sua straboccante ricchezza.

Invece no.

Mercoledì non si giocherà, ma sarà un giorno importantissimo per il futuro del Forest. Come ho già avuto modo di dire, Nigel Doughty ha versato nelle casse del Forest oltre 100 milioni di sterline, di cui circa 75 sotto la forma di prestito. Quindi, il Forest deve ai suoi eredi 75 milioni di sterline. Ora, è chiaro che il Forest non solo non ha 75 milioni di sterline in cassa, ma penso che quando la squadra va in trasferta il tesoriere del club passi ai bagni del City Ground, svuoti le macchinette dei distributori di preservativi e dia a Cotterill 60 o 70 sterline in monetine per il fish and chips; penso che gli chieda anche di riportare lo scontrino e il resto, e credo anche che gli dica che se i giocatori vogliono pure il purè di piselli se lo devono comprare da soli.

Mercoledì, dunque, si aprirà il testamento di Nigel Doughty, il nostro fu presidente e proprietario. La speranza di tutti, compreso Cotterill, è che Doughty nelle sue ultime volontà abbia vincolato quei soldi al Forest, a causa della sua passione e della sua dedizione, in una specie di fondo di destinazione con possibilità di rientro molto dilazionata; ma se così non fosse, e gli eredi chiedessero il rientro, anche non immediato, di quella cifra, per i Reds sarebbe davvero game over.

Il Forest sarà presente all’apertura della busta con due avvocati di grido; io sono assolutamente convinto che tutto andrà bene, e che l’ultimo gesto di Doughty per il Forest sarà un altro gesto di amore e di generosità, ma giovedì mattina, dopo averlo saputo davvero, mi sentirò un po’ meglio.

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