@Derby County 4 febbraio 2012 – La voce del “nemico”

Anzitutto, la notizia del giorno, tremenda e sconvolgente, è che Nigel Doughty, l’ex presidente del Forest e l’attuale proprietario, è stato trovato senza vita nella sua abitazione. Ci sarà tempo, anche su queste pagine, per un più degno commiato e per una più serena valutazione del periodo che l’ha visto protagonista della vita della nostra squadra, e per altre valutazioni sul futuro della squadra, che potrebbe essere ancora più cupo di quanto non sembrasse; per ora, basti l’espressione del nostro grande dispiacere.

* * *

E così, domani ci sarà la partita, il vero derby delle East Midlands, con tanti saluti al Leicester City, una delle rivalità più sentite di tutta l’Inghilterra. Come sanno tutti coloro che conoscono un po’ la storia del Nottingham Forest, infatti, anche se il Nottingham Forest ha una squadra concittadina, il Notts County, la più vecchia squadra professionistica del mondo, il cui stadio è diviso dal City Ground solo dalla larghezza del fiume Trent, la vera rivalità, per tutti i tifosi Reds, è quella con i Bianchi di Derby. Le Gazze sono un po’ visti come i parenti poveri, e non è raro che chi fa il tifo per il Forest abbia una certa simpatia anche per il Notts County (mentre non è vero il contrario).

In questo blog, si possono trovare diversi articoli su questa rivalità, e anche facilmente, dal momento che proprio al derby è dedicata una categoria di post. Quindi, presenterei la partita ascoltando “la voce del nemico”, che poi nemico proprio non è, dal momento che Nigel Clough, il figlio di Brian, per chi non lo sapesse, l’allenatore del Derby County, per chi non lo sapesse, è stato una bandiera del Forest, con il quale ha giocato 311 partite di lega segnando 101 reti, prima di passare al Liverpool, e altre 13 presenze, con una rete, in prestito dal Manchester City, nella fase calante della sua carriera.

L’intervista è di David Broome, e è apparsa sul Burton Mail.

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Clough sostiene il Forest nella lotta per non retrocedere

Nigel Clough crede che il Forest riuscirà a salvarsi questa stagione, e che ai tifosi del Derby County mancherebbe troppo il derby, se dovesse retrocedere

Gli arieti accoglieranno i loro rivali dell’East Midlands al Pride Park, domani, calcio d’inizio alle 12:15, e cercheranno di completare un League double contro i Reds che manca dal 1972.

Dopo una buona partenza con il nuovo manager Cotterill, con quattro vittorie su sei partite, il Forest ha disputato sette partite senza segnare un gol, hanno vinto una sola volta in 13 partite, e hanno raccolto 4 punti sui 39 a disposizione, da metà novembre, un ruolino di marcia che li hanno affondati al penultimo posto della Championship, a cinque punti dalla salvezza.

Comunque sia, Clough dice: “Sono ancora una squadra forte, se si guarda alla loro rosa, specialmente per la grande scelta in attacco. Ma, e lo sappiamo bene anche noi, quando si entra in un ciclo perdente, è molto difficile uscirne”.

“Quando è arrivato Steve Cotterill, la prima cosa che si poteva pensare è che fossero lì lì per ricominciare la corsa, e invece si sono impigliati nella lotta per non retrocedere. Ma penso ancora che siano abbastanza forti per salvarsi”.

“Questa, però, è l’incertezza della Championship, hai la stessa squadra, magari anche più forte dell’anno scorso, ma se vanno male un paio di cose ti ritrovi nel baratro”.

Clough ha legami con entrambi i club, dal momento che ha giocato al City Ground per nove anni, sotto il padre Brian, che allenò i Reds per 18 anni.

Dice ancora: “Quando tuo padre è stato manager lì per 18 anni, è difficile giocarci contro, ma non penso che nessuno si possa aspettare altro da me che la massima lealtà verso coloro per cui lavoro. Io sono consapevole che, data la rivalità tra le due squadre, i nostri tifosi si aspettino il peggio possibile, per i “nemici”, ma questa non è la mia opinione”.

“La persona nei confronti della quale mi sento più spiacente è Nigel Doughty, che ha pompato nelle casse del club una quantità incredibile di denaro, negli ultimi 10 anni. Provo per lui la massima simpatia”.

“È anche bello essere insieme in Championship, anche se, naturalmente, sarebbe meglio essere tutti e due là di sopra; sarebbe l’ideale, per la nostra regione, e sono sicuro che tutti e tre i club dell’East Midlands, anche il Leicester City, siano in grado di salire, prima o poi. Se non fossimo nella stessa Lega, non ci sarebbe questa partita, non ci sarebbe questa aspettativa, non ci sarebbe la data che tutti all’inizio della stagione segnano con un circolino rosso sul calendario”.

I tifosi hanno visto partite mozzafiato, negli ultimi anni, compresa l’andata disputata in settembre, con il Forest andato in vantaggio e il Derby ridotto in dieci dopo appena cinque minuti, e con la rimonta e la vittoria dei bianchi.

E anche se Clough afferma che domani si aspetta la solita battaglia, ammette che gli piacerebbe, però, una partita più tranquilla rispetto all’andata.

Dice: “Sarebbe bello giocare una partita senza scomodare il Giurì della FA per qualche altra rissa. La rivalità aggiunge pepe alle partite, ma non vorrei che questo portasse all’uscita anticipata dal campo di qualcuno”.

“Vogliamo mantenere il sangue freddo, tenere la testa sulle spalle e giocare il nostro football, quello che riusciamo a giocare quando siamo al massimo”.

“Vogliamo lottare, ma non vogliamo rendere la partita una schifezza senza dentro nemmeno un po’ di gioco dentro”.

“Il nostro primo obiettivo è attraversare i primi cinque minuti senza subire reti, e sarebbe una novità interessante, rispetto alle ultime partite, non prenderne una direttamente dall’azione del calcio d’inizio”.

Theo Robinson (polpaccio) non dovrebbe giocare, ma Paul Green torna dopo aver saltato la partita di martedì persa dal Derby County contro il Barnsley per 3-2 per le trattative che avrebbero potuto portarlo via dal club.

Invece, il Forest potrà contare sui tre nuovi arrivi: Scott Wootton, Danny Higginbotham e Adiene Guedioura, tutti arrivati in prestito al termine della finestra di mercato.

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Ecco. Per il resto, che dire. Il mio pronostico è, quasi inevitabilmente, una sconfitta piuttosto netta. Se dovessi scommettere razionalmente, scommetterei per un 3-1 per i bianchi, e, tutto sommato, anche se la maggior parte dei tifosi, naturalmente, vedono questa come la partita del “last pride”, dell’ultimo scatto di orgoglio prima di una retrocessione che vedono come inevitabile (e, probabilmente, lo è), io penso che, nonostante il fatto che questo sia un derby, non è nemmeno lontanamente una partita importante.

Come diceva Lee Camp l’anno scorso, in circostanze completamente diverse, “biogna battere le squadre intorno a noi in classifica”; ecco, il Derby County non è, quest’anno, per usare un’espressione inglese, la nostra coppa di tè. Io guardo con molta più paura e molta più ansia alle vere e proprie cinque finali di Coppa dei Campioni che abbiamo davanti, tutte da disputarsi al City Ground, e mi aspetto che sarà in quelle partite che Cotterill (se sarà ancora lui a guidare la squadra dopo domani, il che non è neanche detto) e i ragazzi in rosso dovranno veramente sputare e sudare sangue per vincere: le partite contro Watford, Coventry City, Doncaster Rovers, Millwall e Bristol City saranno il vero crocevia per la salvezza, e ci vorranno 15 punti.

Certo, vincere domani sarebbe bellissimo, ma non se sarà davvero l’ultimo scatto di orgoglio.

Ce ne vorranno altri cinque, e tutti molto più importanti, se si ha una visione minimamente lucida e a lungo termine del futuro della squadra.

I dati della vendita dei biglietti per la trasferta, in qualche modo, confermano questa mia idea: ne sono stati venduti molti meno dell’anno scorso, quando avevamo vinto sei gare di fila, eravamo secondi a sette punti dal QPR ma con due partite in meno, e vantavamo una striscia di imbattibilità interna di 34 partite.

Un po’ perché c’è, in effetti, un po’ di disamore; un po’ perché c’è la diretta TV; ma un po’, penso, perché c’è la sensazione, tra il popolo del Trent End, che questo non sia l’appuntamento decisivo e salva-stagione che il derby dell’East Midlands ha rappresentato per anni, quando le due squadre giocavano questa partita senza obiettivi e senza timori.

Inoltre, una sconfitta domani potrebbe portare alla fine del rapporto con Cotterill, cosa che io, anche se sono decisamente contrario, in genere, al cambio di allenatore in corsa, vedo come unica seria possibilità di lontanamente cominciare a provare speranze di salvezza.

La sua inadeguatezza tattica, la sua sfiducia e la sua insicurezza nella guida della squadra sono troppo palesi per non pensare che un cambio non sarebbe salutare.

Più che aver perso lo spogliatoio, sembra che non riesca nemmeno più a trovarlo; inoltre, sembra che abbia perso completamente il rapporto con i due giocatori più tecnici del nostro centrocampo, McGugan e Majewski.

Per cui, domani tutti davanti al televisiore, naturalmente, ma essendo ben consci che il destino della stagione del Forest non passa di certo per il Pride Park.

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4 commenti

Archiviato in east midlands derby

4 risposte a “@Derby County 4 febbraio 2012 – La voce del “nemico”

  1. Bravissimo Brian, sei tornato finalmente in grande stile!

  2. MAN U fan

    Ho letto che Doughty ha investito circa 100 MILIONI di sterline nel suo periodo al club,una bella cifra direi.
    Perchè,secondo te,la conclusione dell’era Doughty che ha visto simili investimenti lascia il club nella pessima situazione attuale?
    (Immagino si tratti di soldi spesi non sempre nel modo più opportuno…)

    • Sì, ManUfan, Doughty ha messo molti soldi nel club, ma sotto forma di prestito, non di conferimento in conto capitale. Con il risultato che ora dobbiamo 70 milioni di sterline agli eredi di Doughty, che saranno probabilmente molto meno pazienti di quanto non lo sia stato l’ex proprietario. È chiaro che se retrocediamo un debito di quel genere diventa insostenibile, e che il club fallirà. Alla fin fine, anche se ci ha salvato dall’amministrazione controllata quando ci ha rilevato, non si può dire che ci lasci in buone acque; anzi, in pratica ci lascia quasi peggio di come ci ha trovati.
      Per una valutazione della sua presidenza, ti rimando a un prossimo articolo qui su Walking on Trent!

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