“That’s football,” said boss Davies.

E già. Il football, come sanno tutti gli appassionati, attiene alla metafisica.

Quando si dice "la palla non voleva entrare", si esprime non tanto la rappresentazione metaforica di sintesi di una serie di eventi casuali che hanno portato al risultato di un clean sheet, quanto la reale convinzione che il pallone sia dotato di volontà propria, che gli eventi che hanno condizionato un risultato siano ineluttabilmente predeterminati in un imprecisato altrove in cui si decidono con oscure macchinazioni i destini calcistici di club e nazionali.

Tutti lo sanno: quando una partita nasce male, difficile che muoia bene.

Così come per gli antichi aruspici, le prime fasi di una partita possono essere interpretate come indizio piuttosto preciso di come la stessa andrà a finire.

Prima, gli infortuni in fase di pre-riscaldamento di Earnshaw (schiena, non sono stati comunicati i tempi di recupero) e Tyson (caviglia, due settimane), poi un approccio molle contro una squadra più debole, e uno sloppy goal concesso alla stessa, quando tutti sanno che contro le squadre più deboli è indispensabile, anzitutto, non concedere occasioni facili; poi, una reazione sterile e imprecisa, e poi un clamoroso come-back nonostante la collosità degli avversari e della partita… ma poteva finir bene, una storia così?
No.
E allora, l'evento più imprevedibile, proprio allo scadere, l'errore più grave del giocatore più forte. Un cross molliccio dalla destra, l'uscita apparentemente facile di Camp, l'esitazione, la perdita del piede d'appoggio, la scivolata e il colpo di testa altrimenti innocuo di Jones che si deposita nella porta dei Reds, rimasta sguarnita, per il 2-2 definitivo.

La partita con il Preston North End, al pari delle precedenti due giocate questa stagione contro la stessa squadra, è stata una partita segnata dalla "compiacenza", denunciata dallo stesso Davies, con la quale il Forest ha affrontato il primo tempo. Ci sta perdere due punti allo scadere (anche se la cosa che ha dato fastidio è stato il fatto che il PNE abbia beneficiato del gigantesco recupero concesso per i le loro continue e plateali perdite di tempo), così come allo scadere ne abbiamo guadagnati tanti, in questa stagione: quello che non ci sta è concedere agli avversari 45 preziosissimi minuti giocati senza intensità e senza qualità.
Come ha detto il Gaffer, "per come abbiamo giocato i primi 45, non avremmo meritato nemmeno questo punto".

Partita iniziata con un quarto d'ora di ritardo a causa del grande flusso di pubblico (iniziativa promozionale con biglietti a prezzo ridotto), con conseguente tutto esaurito, e il vostro scrivente in modalità schizo, connesso in audio con BBC Nottingham, e in video in palleggio di linea tra OL-Real e Copenhagen-Chelsea (due ròiti di partita, a mio modesto avviso, come quasi tutte quelle di questo ottavo di CL).

Partenza molle dei nostri, come detto, con i quasi increduli ragazzi di Preston che non potevano credere ai loro occhi. Si vede che avevano ancora in testa la partita del Forest di sabato, e si sentivano, probabilmente, come mi sentii io quella volta che non avevo studiato un cacchio di latino e venni a sapere, entrando a scuola con lo stomaco al contrario, che il prof era ammalato.

Un tiraccio alle stelle di McKenna (su occasione davvero ottima) è stata la nostra unica occasione prima del gol del vantaggio dei Biancogigliati, seguito a una partita di tennis di testa durata sei o sette minuti, che al confronto le partite tra Solomon e Dibbs sul rosso di Roma erano frenetici esempi di cristallina classe sportiva: Keith Treacy, invece di gettarsi a terra rantolante per due minuti dopo un contrasto, ha deciso di provare che effetto facesse giocare a calcio, e ha crossato dalla tre quarti una palla più molle di un taleggio al forno, che però ha trovato la nostra difesa completamente imbelle, al contrario di Barry Nicholson, bravo a dar forza al pallone di testa e a metterlo imparabilmente alle spalle di Campo sul palo lungo.

Dopo il vantaggio del PNE, il nostro gioco è passato, se non altro, dallo scandaloso all'indecente, e si sono viste un paio di manovre. Un bel cross del conchiglione Konch, con susseguente spaccata di Anderson per il controcross, e un Tudgay ("impalpabile la sua prova", avrebbe scritto Brera) poco pronto a trovare la deviazione da due passi. Poi un colpo di testa dello stesso Tudgay, bello per esecuzione ma indirizzato proprio nell'unico spot nel quale il portiere biancogigliato sarebbe potuto arrivare, su ottimo cross di Cohen.

Intervallo, presumibile phonata di Billy Davies e squadra migliore al rientro in campo. Non tanto come qualità, quanto come intensità di gioco. Mischia in area, tiro di Anderson su bel filtrante di McGoldrick, respinta della difesa e conclusione in controbalzo d'incontro di Koncheski per il pareggio, proprio sotto la Trent End! Alzi la mano chi non ha pensato, in quel momento, a un'inevitabile terza rimonta del Forest ai danni del PNE. Il pubblico, senz'altro, l'ha fatto, perché anche le famigliole in gita e gli occasionali spettatori attratti dal biglietto in offerta hanno cominciato a fare il loro mestiere, rendendo l'atmosfera un po' più calda rispetto allo spettrale primo tempo.

Fuori Tudgay per Adebola, fuori per infortunio Konch per Lynch (si sapesse che cos'ha e per quanto sarà fuori il terzino del Liverpool… c'è più mistero sul tendine di Koncheski che sul raffreddore di Breznev), e un Forest che, nelle rare pause di gioco tra un lamentante rotolio dei giocatori bianchi a terra e un altro, si faceva davvero via via sempre più pericoloso, anche se esposto più del lecito al contropiede avversario. 

Fuori McGoldrick, non un granché (ma chi è stato un granché?) e dentro il giovane Rodney, talentino dell'accademia, non male, una traversa per lui su un bel colpo di testa su cross "inverso" (di sinistro dalla destra) del solito Cohen. "Peccato per lui, sarebbe stato fantastico se avesse segnato!", ha commentato il Gaffer nel post-partita. "Il ragazzo aveva 65 familiari in tribuna".
Urca. Io per raggruppare 65 familiari dovrei spingermi a andare anche a scavare numerose tombe del '700.

In pieno recupero, il vantaggio rosso! Calcio piazzato dalla trequarti destra, cross di Cohen in area, Chambo si tuffa, tocca o non tocca?, non si sa, fatto sta che la palla entra nella porta difesa da Turner. Il gol e i successivi festeggiamenti hanno convinto, probabilmente, l'arbitro a aggiungere un paio di minuti ai cinque già concessi, e proprio allo scadere la beffa del pareggio bianco.  Come sia andata, lo facciamo raccontare allo stesso Billy Davies:

"We don't tackle in the middle of the park, we don't stop the cross and we don't win the header at the back post and lose a goal right in the sixth minute of added time".

Ora ci rimane da vedere come è messo il Konch, e plaudire al ritorno del mio nuovo amico di Facebook Majewski, la cui assenza, secondo me, contro il PNE si è avvertita oltre ogni dire (anche se ormai avrete capito che io ho un debole per il centrocampista polacco).

Le reazioni del dopo gara di Davies sono state, tutto sommato, positive: e "abbiamo perso due punti allo scadere ma allo scadere ne abbiamo guadagnati moltissimi anche noi", e "bisogna accettare le difficoltà, è un campionato lungo e difficile", e così via.
Poi, le dichiarazioni su infortuni e eventuali rinforzi.
Bizzarramente, il sito della BBC sintetizza nel titolo che "Davies vuole prestiti di qualità", mentre il titolo dell'articolo sul sito della squadra afferma che il Gaffer, anche se vorrebbe rinforzare la rosa, preferisce far fare esperienza a qualche giovane dell'accademia piuttosto che utilizzare prestiti scarsi o poco motivati.
In realtà, anche se i titoli sembrano affatto contraddittori, l'intervista è la stessa: Davies ha semplicemente detto che non vuole allungare la rosa solo per allungarla, ma cerca "qualità". In assenza di arrivi di qualità, piuttosto che prendere prestiti insensati, allora tanto vale far fare esperienza a giovani promettenti. Ineccepibile. Però, insomma, io un centrocampista e una buona punta li prenderei. Trovarli, dite voi. E infatti.

Vabbè, dai, testone basso e ricominciamo, siamo sempre potenzialmente secondi (questa storia dei match da recuperare è davvero uno stress, tipo come sapere di aver vinto un premio alla lotteria ma non quale: potrebbero essere i cinque milioni del primo o i venti euro dell'ultimo, ma intanto in testa si ragiona su cosa fare dei cinque milioni).
Questi punti buttati nel cesso rendono più difficile e decisive partite molto più rognose come quelle contro Millwall (sabato, al Den) e Boro (martedì, al Riverside).
Urgono quattro punti, e saremmo sempre below-par, porca zozza.

Nottingham Forest: Camp, Gunter, Morgan, Chambers, Konchesky (Lynch, 67'), Anderson, Cohen, McKenna (C), McGugan, McGoldrick (Rodney 76'), Tudgay (Adebola 61')

Non entrati: Smith(por), Moloney, McCleary , 

Ammoniti: McGugan 41', McGoldrick 57', McKenna 83'

Marcatori: Konchesky 54' Cohen 90+3'



Preston: Turner, St Ledger (C), Coutts (Barton 59'), Nicholson, Treacy, Gray, Ellington (Hayes 87'), Jones, Ashbee, Johnson (Clarke 59'), Cort.

Non entrati: Lonergan (por), Morgan,  Parry, Carter

Ammoniti: Nicholson 64', Ashbee 75' Jones 90+6'

Marcatori:  Nicholson 16', Jones 90+6'



Arbitro: D. Deadman (nomen omen, zozzone)

Spettatori: 28.310 di cui ospiti: 677

Pos-Squadra-Giocate-DR-Punti — Fonte BBC

1 QPR 33 33 64
2 Swansea 33 15 59
3 Cardiff 33 15 58
4 Nott'm Forest 32 16 57
5 Norwich 33 10 56
6 Leeds 33 10 54
7 Leicester 33 0 51
8 Hull 33 5 49
9 Reading 33 12 47
10 Burnley 31 9 47
11 Millwall 33 7 46
12 Watford 32 8 45
13 Ipswich 32 2 42
14 Barnsley 33 -9 42
15 Portsmouth 32 -3 41
16 Coventry 32 -4 39
17 Bristol City 33 -10 38
18 Doncaster 32 -16 38
19 Derby 32 -4 36
20 Middlesbrough 31 -4 36
21 Crystal Palace 33 -21 34
22 Scunthorpe 31 -23 31
23 Sheff Utd 33 -23 29
24 Preston 32 -25 24
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2 commenti

Archiviato in stagione 2010-2011

2 risposte a ““That’s football,” said boss Davies.

  1. Federiconffc

    Uno dei commenti più esilaranti dell'ultimo periodo. Mi sono quasi ribaltato in un paio di occasioni, bravo!

    Hai tralasciato solo una giusta frase dell'equilibrato Gaffer: "We can't get too high when we are second and too low when we are fourth".

    Ecco, è questo il punto: il CG e l'ambiente di Nottingham rischiano di essere controproducente, dopo il Cardiff il pubblico deve capire che non siamo in già in Premier perché secondi. Come deve però anche capire che non abbiamo già perso i play-off perché siamo quarti dopo il pareggio col PNE. E la gente non può "booare" alla prima difficoltà. Nè fare i caroselli in Market Place perché si è vinto un importante scontro diretto.

    Equilibrio. In 46[(+2)+1] partite ci vuole. Sempre.

    PS: certo che la trasferta di domani è proprio nefanda 😦

  2. Aggiunta ineccepibile, la tua citazione di BD. Del resto, Nottingham è una piazza un po' del ciufolo, per quanto riguarda il calcio, percorsa da ingiustificati superiority complex da una parte, e da una quantità di pessimismo storico difficilmente riscontrabile altrove.

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