Il Coventry, e un bilancio della campagna acquisti. Dare I start to belive?

Be' dai è andata bene. Un bel successo in rimonta, anche se avvelenato dal grave infortunio del Moose: il nostro alce starà fuori 6-8 settimane, secondo quanto dichiarato da BD dopo le visite mediche; un infortunio che si aggiunge a quelli di Tyson, di natura ancora misteriosa, verificatosi proprio appena prima della partita, e a quello di Findley, rottosi proprio appena dopo l'arrivo del visto di lavoro; ma è un infortunio molto più grave degli altri due, in quanto ne è vittima un giocatore che non ha uguali nel roster del Forest: proprio la mancanza di un ball holder-winner di qualche valore era la maggiore pecca denunciata quest'estate da Davies, insieme alla cronica mancanza di un terzino sinistro. D'ora in poi, aspettiamoci di vedere un sacco di Paul McKenna, ma l'ex bandiera del Preston non pare più lo stesso giocatore, dopo l'infortunio; e, insomma, le sue 34 primavere, insieme al chilometraggio da TIR polacco, giustificano anche il fatto che non sia più in grado di fornire prestazioni quali quelle cui ci aveva abituato all'inizio del suo periodo al Forest. Ma speriamo che ci smentisca prontamente.

Sbrigate le faccende tristi, veniamo prima alla partita, poi a una sommaria analisi del mercato del Forest, sulla falsariga di un bell'articolo di Paul Taylor uscito sul Nottingham Post.

Quella contro gli Skyblues è stata la quinta vittoria di fila in campionato: e se, tutto sommato, abbiamo affrontato cinque formazioni di secondo piano e non al meglio della forma (Ipswich, Pompey, Sheeps, Bristol City e Coventry CIty), la continuità di risultati raggiunta, la determinazione manifestata nelle rimonte e nelle vittorie maturate alla fine delle arte, il rigore tattico e il picco di rendimento raggiunto da diversi giocatori giustificano quello che Andreotti definiva brillantemente "un cauto ottimismo".

È vero, siamo tornati a concedere il più classico dei gol da pirla del Forest, e concesso proprio allo sciupafemmine King; abbiamo, così, interrotto la nostra buona striscia di clean sheet esterni, ma l'autorevolezza con la quale siamo passati quasi subito in vantaggio, e la bontà del gioco mostrata (a dire il vero, solo fino a che in campo è stato Moussi, poi la partita è stata piuttosto brutta, caratterizzata da uno sterile assedio del Coventry, il peggio del calcio inglese, con una serie di traversoni per lo più insensati buttati a caso nell'area Red) più che compensano, secondo me, l'ennesima distrazione difensiva.

Due cose notevoli, tra le altre di cronaca: il fatto che Moussi si sia davvero immolato, dal momento che si è infortunato nel corso della percussione che ha portato il Forest al gol del 2-1, ma è riuscito a terminare l'azione e a effettuare il passaggio decisivo a Earnshaw nonostante lo stiramento. Ora, è vero, magari l'eroismo di Enrico Toti è un'altra cosa, ma nel mondo tanto criticato del "football moderno" e dei suoi mercenari, questo piccolo gesto di attaccamento fa molto piacere: e, infatti, McGovern nel descrivere l'azione su BBC Nottingham ha talmente urlato e esaltato l'azione di Moussi che ho pensato che avesse segnato lui.

La seconda è l'assetto tattico con il quale il Forest ha finito la partita, con Lynch terzino sinistro e Konch spostato all'ala; una formazione che potrà essere utile per dare più efficacia al filtro di centrocampo anche in futuro, e che dimostra ancora la duttilità tattica della nostra squadra e dei nostri giocatori.

E ecco quello che dice Paul Taylor sul post:

Lunedì, le alte gerarchie del Forest sono state osannate dai tifosi per l'ingaggio, in prestito, di Paul Konchesky, ex nazionale inglese.

Mercoledì mattina, sono tornate le critiche per una campagna acquisti invernale troppo sparagnina, una campagna che è stata nuovamente giudicata quasi fallimentare perché non ha portato a ingaggi ulteriori rispetto al difensore del Liverpool.

Il cambio di atteggiamento verificatosi in una giornata e mezzo ha una causa ben precisa: gli infortuni a Guy Moussi e a Nathan Tyson, e la lotta, per ora impari, sostenuta dal terzo acquisto recente, Robbie Findley, per trovare la forma migliore e recuperare dai suoi cronici malanni. Questi eventi hanno davvero cambiato il quadro generale delle prospettive della squadra.

Nello spazio di 24 ore, una rosa apparentemente compatta e vincente ha ricominciato a apparire ai tifosi tirata fin oltre il limite, soprattutto considerando che Dex Blackstock è fuori per tutta la stagione, e che Kelv Wilson è fuori rosa per il suo accordo con il Celtic e per il suo tentativo di andar via già a gennaio [io mi chiedo, a questo punto, se non era meglio prendere i quattro soldi che ci avrebbe dato il Celtic e farlo andar via – NdT]. È stato dunque facile evoluzione passare dall'esultanza a considerare un nuovo fallimento la finestra di trasferimenti invernale del Forest.

Ma questo esame, a mio parere, è inaccurato. A differenza di quanto avvenuto lo scorso gennaio, e nella stessa campagna acquisti dell'estate 2010, non è stato l'ormai famoso comitato degli acquisti a fallire: non abbiamo seguito due o tre giocatori per mesi, salvo poi non riuscire a prenderli prima della scadenza dei termini; non abbiamo registrato fallimenti e figuracce dilettantesche del tipo di quelle di Darren Pratley o Peter Wittingham.

L'unica vera emergenza dichiarata dal manager prima dell'inizio della finestra, infatti, era quella del terzino sinistro: si è tentato di prendere Bertrand in via definitiva, e, una volta che questo si è rivelato impossibile, si è "ripiegati" su Konchesky, un giocatore che pare ancora più efficace del Blue nel rinforzare il nostro quartetto difensivo. A parte questa operazione, ci sono stati un paio di tentativi per portare a Nottingham giocatori di ruolo diverso, ma privi di reale concretezza, e non giudicati strategici dal manager.
In particolare, c'è stato qualche tentativo in direzione di un centrocampista sinistro, dal momento che la posizione di Tyson, in scadenza di contratto a giugno, è ancora indefinita: e, probabilmente, lo sarà solo quando sarà chiaro il destino del Forest per l'anno prossimo.

C'è stato, per esempio, un approccio con lo Scunthorpe per Martyn Woolford, ben prima dell'apertura del mercato invernale, ma la richiesta degli Iron è stata di gran lunga superiore alla valutazione del giocatore fatta dal comitato di acquisto.

C'è stato anche un approccio con il nazionale sudafricano Siphiwe Tshabalala, che ha anche fatto un provino al City Ground, e per il quale c'è un opzione che potrà essere esercitata in estate.

E, con tutta probabilità, in estate si  concretizzerà anche l'acquisto del difensore norvegese Jonathan Parr, un terzino ventunenne piuttosto bravo, con un sacco di presenze nell'under 21 e due recenti convocazioni nella nazionale maggiore, che ha svolto un provino a Nottingham che ha dato, secondo molte voci, esiti più che soddisfacenti.

Però, nonostante tutto questo, l'obiettivo di breve termine del club è duplice: non solo ottenere la promozione, ma anche conservare un'ottima struttura di squadra.

L'ambizione del Forest, infatti, non è solo quella di fare un altro passo avanti, guadagnando un posto in PL per il prossimo anno: la dirigenza vuole anche farlo senza arrivare a pezzi al mercato estivo: senza, insomma, dover ricostruire completamente la squadra. Ora come ora, il Forest ha una rosa compatta e armoniosa, senza cricche di spogliatoio, senza primedonne e, con l'eccezione di WIlson, senza giocatori insoddisfatti o desiderosi di andare altrove. E, nel lavoro di Davies e nella sua concezione di turn-over, tutti i giocatori sono importanti, e stanno giocando o sempre o con buona regolarità.

Con l'eccezione dei giovani dell'accademia aggregati occasionalmente alla prima squadra, e del portiere di riserva Smith, tutti i giocatori sono sicuri che potranno giocare molto, da qui alla fine della campagna.

E, a essere sinceri, con sole 19 partite da giocare da qui alla fine della stagione, il Forest appare ragionevolmente coperto nella maggior parte dei ruoli. Perfino per i difensori centrali — con il destino di WIlson ancora in dubbio, per la volontà del giocatore che non vuole compromettere il suo passaggio al Celtic con un infortunio, dal momento che ha firmato un pre-contratto di quattro anni con gli Hoops ma non ha ancora sostenuto le visite mediche — il Forest ha diverse opzioni.

Kelvin teme che subire un infortunio ora comprometta le sue possibilità di andare a Parkhead, dove guadagnerà più del doppio di quello che prende ora a Nottingham.

Ma il Forest ha giocatori che possono coprire quel ruolo: Joel Lynch ha dimostrato di essere un difensore piuttosto solido nelle partite che ha giocato da terzino sinistro, e pare perfettamente in grado di coprire eventuali assenze della coppia titolare di centrali, Chambers e Morgan.

Julian Bennett è un altro difensore completo, che può coprire ogni ruolo del quartetto, in caso di necessità.

I nostri centrocampisti sono molto duttili e abili tecnicamente: Paul Anderson, Chris Cohen, Garath McCleary e Lewis McGugan sono tutti capaci di giocare al largo, per coprire l'assenza di Tyson finché non recupererà dall'infortunio.

Il capitano, Paul McKenna, è il naturale sostituto di Guy Moussi, il cui infortunio potrebbe, però, tenerlo fuori solo un mese.

Anche in attacco non siamo messi male: infortunatosi Findley, davanti il Gaffer può scegliere tra Marcus Tudgay, Robert Earnshaw, Dele Adebola e David McGoldrick.

Commentando il mercato, la settimana scorsa Billy Davies ha detto che la maggior parte dei giocatori della squadra potrebbe essere in grado di fare il decisivo salto di qualità verso la PL, e persino diventare ottimi giocatori di PL, nel futuro, a patto che non vengano buttati tutti insieme allo sbaraglio, ma vengano aiutati e accompagnati passo a passo nella massima serie da giocatori di maggiore esperienza.

Sì, ammettiamolo, se il Forest dovesse essere promosso, per sopravvivere alla tagliola della PL con buona speranza dovrebbe aggiungere cinque, sei o anche sette giocatori di grande qualità alla rosa, e, allo stesso tempo, conservare tutti gli ottimi giocatori che abbiamo adesso.

Certo, se al Forest capitasse la serie di infortuni che ha recentemente decimato il Derby County, sarebbe un casino, ma, stranamente, la squadra sembra riuscire a patire pochi infortuni, recentemente, come avviene a tutte le squadre che giocano bene e con buoni risultati.

E, se davvero fossimo colpiti da vere e improvvise emergenze, la finestra del prestito a breve termine riaprirà la prossima settimana.

Per cui, se i tifosi del Forest potrebbero guardare con un po' di invidia alle campagne invernali di QPR e Cardiff City, con cinque e quattro arrivi rispettivamente, forse dovrebbe pensare a questa differenza di numeri non come a un fallimento, ma come una strategia calcolata e attentamente pianificata, volta a far crescere i nostri giocatori e a conservare la struttura tecnica e morale della squadra, che pare buona come non mai.

Ecco qui. Tutto sommato, sono d'accordo con Taylor. Risolto il non rimandabile problema del terzino sinistro, rovinare con l'innesto di quattro o cinque mercenari scazzati e di passaggio un grande gruppo di giocatori per lo più giovani, molto coinvolti nel gioco e nei destini del club, e molto motivati da un allenatore che sembra aver trovato davvero le chiavi dello spogliatoio, giocatori nessuno dei quali, nonostante il brillante campionato, sta dando fuori da matto per rispondere alle vaghe sirene della PL (si era parlato, per esempio, di un buon interesse dei Wolves per Chambers), potrebbe essere, per il futuro del Forest, più un suicidio che una brillante strategia per raggiungere la promozione.

***

Forest: Camp (C), Gunter, Morgan, Chambers, Konchesky, Moussi (McKenna 37'), Anderson, Cohen, McGugan (Adebola 66'),Tudgay, Earnshaw (Lynch 76')
Non entrati: Smith (por),  Majewski, McCleary, McGoldrick, 
Marcatori: McGugan 31', Earnshaw 36'

Coventry City: Westwood (C), Keogh, O'Halloran, Cameron (Clarke 45'), King, Eastwood (Platt 68'), Cranie, Gunnarson, Baker, McSheffrey (Jutkiewicz 67'), Wood
Non entrati: Ireland(por), Bell, O'Donovan, Ruffles
Marcatore: King 26'

Arbitro: A D'Urso
Spettatori: 14.631 di cui ospiti: 2.132

Posizione-Squadra-Giocate-DR-Punti

1 QPR 29 30 56
2 Norwich 29 10 51
3 Swansea 29 11 50
4 Nott'm Forest 27 15 49
5 Cardiff 28 12 48
6 Leeds 29 7 46
7 Watford 27 13 43
8 Reading 28 13 42
9 Millwall 29 8 42
10 Leicester 29 -4 42
11 Burnley 28 6 40
12 Barnsley 29 -5 40
13 Hull 29 -1 39
14 Doncaster 27 -4 37
15 Coventry 29 -3 36
16 Derby 28 -1 34
17 Ipswich 27 -5 34
18 Middlesbrough 28 -3 33
19 Bristol City 29 -13 32
20 Portsmouth 28 -7 31
21 Crystal Palace 29 -21 28
22 Sheff Utd 28 -18 27
23 Scunthorpe 26 -20 24
24 Preston 27 -20 21
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5 commenti

Archiviato in stagione 2010-2011, trasferimenti giocatori

5 risposte a “Il Coventry, e un bilancio della campagna acquisti. Dare I start to belive?

  1. anonimo

    Ma McGovern è proprio lui? L'uomo di Clough? O è un omonimo?

    Andrea

  2. Naturalmente è lui! Fa il commento tecnico su Radio BBC Nottingham alle partite del Forest.

  3. Federiconffc

    E ti dirò che quando parla lui qualcosa capisco…molto più di quando parla quell'altro: troppo veloce e si mangia le parole 😦

  4. Federiconffc

    Entrando nel merito dell'articolo, una domanda mi sorge repentina: ma Bennett? Da quando è tornato non l'ho mai visto neanche in panca…

    Per il resto sono d'accordo, anche perché ho una fiducia cieca in BD, allenatore esperto e capace, uno dei migliori della categoria.

    Poi devo dire che mi piace molto come giochiamo da centrocampo in su: passaggi rapidi e semplici, spesso di prima, massimo a due tocchi, con continue verticalizzazioni, sostegno e poi di nuovo giù dritti o larghi, con Gunter che quando spinge è un attaccante aggiunto!

    Peccato per mouusee, però per un mese McKenna può anche tornare a fare lo skipper sontuoso della prima parte della scorsa campagna. Almeno spero. Intanto se trovo il volo quasi quasi vado su per il match col Cardiff!

  5. Bene! Una volta magari organizziamo una trasferta insieme!

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