La mossa decisiva per l’American Soccer: in pratica, nel Forest gioca il nuovo Messia del calcio a Stellestrisce.

L’acquisto di Robbie Findley, stellina del calcio USA strappata — pare — ai Wolverhampton Wanderers presso i quali stava svolgendo un camp, non è che abbia proprio acceso la fantasia dei tifosi del Forest.

Sarà lo snobismo britannico nei confronti delle ex colonie (non so voi, ma a me, grande cultore della storia dello sport, ha sempre fatto impressione leggere, per quasi ogni sport inventato dagli Inglesi, il fatto che a un certo punto i Bianchi d’Albione abbiano messo in campo una coppa per prendere per il culo i neofiti anglofoni un po’ dappertutto in giro per il mondo, e le abbiano quasi sempre regolarmente buscate: avevano messo in palio la prima coppa Davis per dileggiare i tennisti americani, e hanno perso. Hanno messo in palio la coppa America per svillaneggiare e bullarsi con i velisti americani, e hanno perso. Hanno messo in palio le Ashes per ridicolizzare la squadra di cricket australiana, e hanno perso).

Sarà lo snobismo che un po’ tutto il calcio europeo ha nei confronti dei calciatori a stelle e strisce; sarà che il curriculum di Findley non è proprio di quelli strabilianti: dopo l’esperienza giovanile con Oregon State, ha totalizzato 18 presenze con 16 reti nelle riserve dei Boulder Rapids, una squadra dell’USL, una lega minore, 9 con 2 nei Galaxy e 91 con 29 nel Real.

Real Salt Lake, però.

Le sue presenze nella nazionale USA sono 11, tuttora in virgola, come si dice in gergo cestistico di un giocatore che non ha segnato in una partita.

Sarà che non è nemmeno precisamente un prospect, visto che è dell’85. Insomma, quel che sia, ma non è che sui blog e sui forum si siano spesi fiumi di parole, per questo ingaggio.

Invece, su un blog sportivo americano, bleacherreport.com, Michael Thomas saluta il passaggio del ragazzo al Forest con grande entusiasmo e con grande ottimismo, e lo considera, potenzialmente, un momento molto importante nella crescita del giocatore in particolare e di tutto il movimento calcistico americano in generale:

Il passaggio di Robbie Findley al Nottingham Forest può essere un grande colpo per l’American Soccer

Durante il periodo natalizio, i media che si occupano di football sembrano interessati, più che altro, sul tendone del Monday Night Football di oggi. No, non sto parlando della partita tra i Saints e i Falcons, ma dell’altrettanto interessante sfida al vertice dell’English Premier League tra Arsenal e Chelsea.

Una partita che coinvolge due pesi massimi mondiali, grazie alla quale stavo per perdermi una delle notizie più interessanti per i fan dell’American Soccer in questa stagione: il passaggio di Robbie Findley al Nottingham Forest.

A prima vista, Findley sembra essere solo un altro Americano a cercare il successo in un club europeo dopo qualche buona annata nell’MSL. Tuttavia, al contrario dei suoi immediati predecessori, Stuart Holden e Landon Donovan, che si sono guadagnati posti da titolari in alcune squadre di metà classifica della Premier League inglese, Findley dovrà lottare per un posto in squadra in una squadra di Football Championship, la seconda divisione.

Apparentemente destinato a spendere il resto della sua carriera lottando per avere una remota possibilità di giocare contro gente come Holden, Donovan, Clint Dempsey e Tim Howard nell’EPL, ho cominciato a chiedermi se, invece, questo trasferimento apparentemente insignificante non potrebbe, invece, beneficiare grandemente l’USMNT [United States Men’s National Team].

Io, grande tifoso Yank, ho spesso paragonato Landon Donovan al personaggio biblico Giovanni Battista, che preparò il mondo all’arrivo di Gesù Cristo. Anche se non era il messia del calcio americano, Donovan ha dato statuto di rispettabilità sia all’USMNT, sia alla MSL. Come risultato, grandi manager hanno cominciato a cercare talenti attraverso l’America, e hanno cominciato a ingaggiarli, sia a livello amatoriale, sia a livello professionistico.

Dopo una campagna di Coppa del Mondo tutto sommato soddisfacente, mi aspettavo che uno dei ragazzi della squadra emergesse come il Messia a lungo atteso. Il figlio del Coach, l’erede designato della fascia di capitano dell’USMNT, il ventitreenne Michael Bradley, sembrava il candidato più serio.

Dopo aver dimostrato una capacità di controllare la palla di livello mondiale, grande velocità e ottimo istinto offensivo, sembrava destinato a catturare l’interesse di un Arsene Wenger, o di un Alex Ferguson. Tuttavia, Bradley continua a rimanere confinato, sorprendentemente, in una squadra di bassa classifica tedesca, il Borussia Moenchengladbach, mentre Findley ottiene una chance nel grande calcio inglese.

Anche se Bradley conserva l’opportunità di giocare per un grande club, in futuro, Findley ha la possibilità davvero unica di aiutare una squadra un tempo grandissima a recuperare immediatamente la sua passata gloria. Con il leggendario manager Brian Clough, il Nottingham Forest vinse due Coppe dei Campioni consecutive, nel 1979 e nel 1980.

Il Forest si comportò benissimo anche durante tutti gli anni ’80, poi, negli anni ’90, cominciò a andare e venire dalla PL, e ora manca da 11 anni dalla massima serie.

Se il Forest riesce a recuperare tre posti in classifica, fino alla sesta piazza, da qui alla fine della stagione, si qualificherà per il play-off con le squadre piazzate al terzo, al quarto e al quinto posto in classifica. Il vincitore di questo mini-torneo si unirà alla prima e alla seconda nella promozione alla PL. Proprio cercando di aumentare la pericolosità del suo potenziale offensivo, il manager del Forest Billy Davies ha individuato in Findley il giocatore con il passo e le caratteristiche giuste per mettere in difficoltà gli avversari.

“È una grande sfida per lui, e una grande sfida per noi, ma non c’è dubbio che lui possa segnare gol e, cosa ancora più importante, essere di grande aiuto a tutto l’attacco con la sua straordinaria velocità”.

Proviamo a immaginare che Findley sfrutti l’opportunità, e che segni tipo 10 reti, portando il Forest al sesto posto in classifica [wow, Michael, speriamo anche di più!]. Ribaltando il destino beffardo che nella stagione 2009-10 li ha visti arrivare terzi ma perdere i play-off, proviamo a immaginare che Findley usi la sua velocità incontrastabile [minchia, a questo punto sono proprio curioso di vederlo] per segnare gol decisivi in tutte le partite dei play-off, e garantire al Forest una promozione in PL.

Dopo essersi guadagnato fama immortale tra i fan del Forest, e aver catturato l’attenzione dei media inglesi, Findley comincerà finalmente a avere fiducia in sé stesso, cosa che gli è sempre mancata quando ha giocato con la maglia dell’USMNT: combinando la fiducia di sé e il suo straordinario atletismo, Findley esploderà nella stagione 2011-12, segnando dalle 15 alle 20 reti in PL [ma quanto bevono questi a natale?].

Potreste tacciare la mia previsione di ottimismo sensazionalistico [ma no Michael, che dici mai. Vorrei solo avere in cantina la metà di quello che tu hai utilizzato per mandare giù il tacchino], e magari avrete ragione. Comunque sia, non dobbiamo dimenticare che durante l’inizio di questa stagione di PL, i media inglesi avevano predestinato il piccolo Blackpool come la candidata sicura per un immediato ritorno in seconda divisione [eh, vabbè, ho capito, ma non è che allora tutte le stronzate che passano per la testa a chiunque sono buone previsioni].

Tuttavia, con un roster sostanzialmente identico a quello che aveva la squadra arrivata sesta in seconda divisione, i Tangerines hanno segnato incredibilmente 24 reti in 16 partite, e galleggiano in un confortevole 11° posto, proprio a metà classifica. Se attaccanti modesti come Luke Varney e Maron Harewood possono metter su 10 reti in meno di metà stagione, allora uno con le doti atletiche di Findley potrebbe sicuramente segnarne altrettante da solo.

Solo il tempo potrà dirci se Findley potrà diventare l’attaccante di classe mondiale di cui l’USMNT ha disperatamente bisogno, ma, se il mio istinto è corretto, questo trasferimento è un regalo di Natale che i tifosi della squadra americana di calcio si coccoleranno per bene, in futuro.

Vabbè. Non che non lo speri, ma mi sembra che il buon blogger americano pecchi un pochino di ottimismo, anche se Robbie2 è davvero un giocatore con dei numerilli.

Ad ogni modo, per concludere questo post sul nostro nuovo acquisto, metto la sintesi della finale del campionato MSL 2009, 22 novembre, tra i Galaxy di Beckham e il RSL di Findley. Con una delle partite più sorprendenti della storia del calcio USA, i Mormoni hanno battuto i californiani per 5-4 ai rigori, dopo una partita memorabile finita 1-1, nella quale Findley fu il vero e proprio eroe, avendo segnato il gol del pareggio, e avendo realizzato con buona freddezza e ottima precisione uno dei rigori.
Dalle immagini si intuisce un giocatore fisicamente straripante, con un buon tiro e con una tecnica non proprio sopraffina, uno di quelli che rischiano di andare più veloci del pallone, ma, certamente, un giocatore che, se correttamente instradato, può essere utilissimo alla causa Rossa.

Speriamo che sia di buon auspicio.

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5 commenti

Archiviato in stagione 2010-2011, trasferimenti giocatori

5 risposte a “La mossa decisiva per l’American Soccer: in pratica, nel Forest gioca il nuovo Messia del calcio a Stellestrisce.

  1. Ma dopo tutti i minuti che gli avete fatto giocare,  vi lasciano ancora Ramsey, o se lo riprendono perchè lo spremete troppo?

    ..Hai visto che nel mio blog il tuo nome era scritto "Garibaldi Red" (o qualcosa di simile….)

  2. Speriamo che allunghino il prestito a tutto gennaio. Intanto, penso che domani partirà titolare.

  3. anonimo

    Se il gallese parte titolare, Raddy sta fuori o-peggio-giochiamo con una punta. Non vorrei che BD "dovesse" farlo giocare: vero che il gaffer sorprende sempre con formazioni diverse, però…

    Tornando IT, qualche osservazione sul filmato peraltro molto carino che hai postato, solo per sottolineare la distanza del calcio americano dal resto del mondo, Europa in particolare:
    1) Beckam è alla frutta, come acconciature e come gioco, poi è pure diventato cattivo…ma smettere no, eh?
    2) il primo portiere dei LA è quasi uguale ai compagni con le stesse braghette, le stesse calze e la maglia azzurrina invece che bianca…
    3) 7' di recupero nel primo tempo?! Metà supplementare…
    4) il capitano del RSL, rasta, pare più un cantante giamaicano che un giocatore…mah…

    Findley mi lascia piuttosto scettico: veloce è veloce, ma mi pare tecnicamente inguardabile, spero di sbagliare ma non so mi aspettavo qualcosa di diverso per sostituire Dex, vero che c'è anche Tudgay comunque…

  4. Federiconffc

    Bòn adesso mi sono registrato almeno posso continuare a dimenticarmi di firmare…

  5. Sì, dal filmato ricorda un po' il genotipo Suazo, come giocatore. Fisicamente straripante ma in qualche imbarazzo di fronte alla porta. Non è certo da lui che potrà dipendere il rimedio a uno degli attacchi più sterili dell'intera Football League. Però è uno tosto, e quelli tosti nei Reds fanno sempre piacere.

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