Archivi del mese: dicembre 2010

East Midlands derby: Crossing the Divide.

Come più volte ripetuto, i giocatori che hanno vestito sia il rosso del Forest sia il bianco dei Rams sono moltissimi. Solo dalla Seconda Guerra mondiale in poi, i giocatori che hanno giocato ad entrambi i lati dell'A52 sono più di trenta.

Il primo, e uno dei più illustri, è Stewart Imlach, più volte citato in questo blog, uno degli eroi della Coppa del 1959. Prima di arrivare al Forest nell'estate del 1955, infatti, Stew giocò nel Derby County una stagione per lui non proprio brillantissima nel 1954-55. In questo caso si trattò proprio di un trasferimento diretto, visto che i Reds pagarono i Rams 5.000 sterline per l'ottima ala sinistra scozzese.

Gran parte dei trasferimenti tra le due sides dell'East Midlands avvennero, però, nell'epoca di Brian Clough: sia verso ovest, quando BC guidava i Bianchi, sia, in maniera molto più massiccia, verso est, quando BC cominciò il suo regno al City Ground e richiamò molti giocatori del suo periodo al Baseball Ground.

Clough, nel 1967, prelevò dal Forest per 30.000 sterline Alan Hinton, giocatore sottovalutatissimo da tutti i manager che il Forest ebbe durante il periodo trascorso dal forte giocatore di Wednesbury al City Ground, il cui addio fu salutato dal board Garibaldi con grande soddisfazione, dal momento che la cifra pagata dal DCFC per il suo acquisto venne giudicata folle; quanto si sbagliassero, Hinton lo dimostrò al Derby County, dove giocò 253 partite di lega segnando 63 reti, e vincendo due titoli inglesi.

Nel grande Derby County del periodo 1969-75 giocavano altri giocatori che avevano vestito la maglia rossa: Terry Hennessey, forte difensore, nazionale gallese, giocò nel Forest dal '65 al '70 diventandone il capitano, e nel Derby County dal '70 al '73; Henry Newton, centrocampista nato proprio a Nottingham, al Forest dal '63 al '70 e, dopo un interludio all'Everton, al Derby dal '73 al '77, proprio in tempo per vincere il secondo titolo assoluto; Frank Wignall, al Forest dal 1963 al '68, e, dopo un interludio ai Wolves, al Derby County dal 1969 al '71.

Il vero e proprio esodo, come anticipavamo, avvenne però con l'avvento di BC al Forest: i fedelissimi John O' Hare e John McGovern, che avevano seguito il Gaffer anche da Derby a Leeds, per i suoi famosi 44 giorni (McGovern, che cominciò a giocare proprio con Cloughie a Hartlepool, è l'unico a aver seguito il Gaffer in tutte le sue squadre, con l'esclusione della parentesi di Brighton), si precipitarono al City Ground al primo cenno di Clough, con il Leeds ben contento di liberarsi dei due incomodi testimonial di quell'esperimento fallimentare. Il primo fu ottima punta di riserva al City Ground, con 101 presenze e 14 reti per i Reds, e il suo contributo ai trionfi del Forest fu molto inferiore a quello dato ai titoli dei Rams, dove giocò 248 partite di Lega segnando 65 reti, anche se vanta una medaglia europea vinta sul campo, dal momento che subentrò a uno stremato Mills nel finale della battaglia del Bernabeu.
Il secondo, invece, fu la vera anima dei successi del Forest di Clough, e ne fu, certamente, il giocatore più rappresentativo, anche se non il più spettacolare: grande capitano, la vera e propria incarnazione in campo dello spirito del suo allenatore.

Archie Gemmill, un altro dei Cloughie boys del Derby County, si fece l'A52 nel 1977, mentre Colin Todd, l'ultimo giocatore del Derby di BC a passare la sponda, si unì al Forest molto più tardi, nel 1982, avendo abbandonato i Bianchi già da cinque anni, passati tra Everton e Birmingham City.

Tra l'altro, Archie Gemmill tornò a Derby nel 1983, dopo un periodo passato tar Birmingham City, Wigan e una breve esperienza americana, diventando l'unico giocatore della storia a attraversare il "confine" per ben due volte.

Poi, dopo il periodo d'oro del Forest, i giocatori ricominciarono a salire. In particolare, tre campioni d'Europa finirono al Derby County: Peter Shilton, l'eroe del Bernabeu, si trasferì al Derby County nel 1987, dopo cinque anni passati al Southampton. Kenny Burns, il grande difensore scozzese, passo agli Arieti nel 1984, per rimanervi solo un anno. E, infine, il trasferimento forse più doloroso di tutti e per tutti: il passaggio di John Robertson, giocatore feticcio di Brian Clough, che fu convinto da Peter Taylor a firmare per i Bianchi nel 1983. Fu la goccia che fece traboccare il vaso, l'evento che segnò la rottura definitiva tra i due amici, dopo che già la decisione di Taylor di firmare per il Derby County dopo aver spacciato l'addio al Forest per un ritiro dal calcio aveva provocato una gravissima crisi tra i due manager. Il Forest agì per vie legali contro il passaggio di Robbo dall'altra parte, accusando Taylor di aver versato sottobanco soldi allo Scozzese per convincerlo a firmare: fatto sta che, dopo quell'episodio, Clough e Taylor non si parleranno mai più, per il resto delle loro vite.

La fine degli anni d'oro del calcio nell'East Midlands segna un certo rallentamento di traffico, e i pendolari sull'A52 tornano a essere più numerosi dei giocatori.

Tra i passaggi più notevoli, quelli di Darren Wassall, difensore che giocò una trentina di partite negli ultimi Forest di Clough e che passò al Derby nel 1992, di Gary Charles, terzino destro che passò al Derby dopo la retrocessione del 1993, del grande Steve Hodge, che giocò un periodo in prestito al Derby durante il suo ultimo anno al Leeds United, nel 1994; viceversa, ricordiamo Glyn Hodges, nazionale gallese, più noto per essere stato uno dei protagonisti del "grande Wimbledon", che giocò per il Derby County nel 1996 e per il Forest nel 1998; Darryl Powell, uno dei Reggae Boyz di Francia '98, pur essendo nato a Londra: giocò 11 partite per il Forest nel 2005, dopo aver giocato per il Derby County dal 1995 al 2002. Poi, Lars Bohinen, al Forest dal 1993 al 1995 e al Derby dal 1998 al 2001, e Dean Saunders, famoso soprattutto per un anno passato al Liverpool e per il ruolo di commentatore del Galles per la BBC, al Derby dal 1988 al 1991 e al Forest nel 1996-97.

Per arrivare ai giorni nostri, con Lee Camp e Dex Blackstock, il primo nato a Derby e cresciuto nei Rams, il secondo al Derby per un breve periodo in prestito dal Southampton, e anche il neoacquisto Marcus Tudgay ha cominciato la sua carriera da pro nel Derby County, nel 2002: 92 presenze in campionato con un bottino di 17 reti.

Ma i due casi recenti più famosi sono quelli di Robbie Earnshaw e di Kris Commons, che percorsero in direzioni opposte la A52 proprio nello stesso periodo: il primo, ceduto dal Derby al Forest dopo il campionato 2007-08 (la disastrosa stagione dei Rams in PL), nel quale il gallese segnò la miseria di una rete in 22 apparizioni, dopo essere arrivato, voluto fortemente da Billy Davies, con gran squilli di tromba e un bel po' di soldi: tre milioni di sterline, allora record assoluto per i Rams; il secondo passato nella stessa estate al Derby, dopo la scadenza del contratto con il Forest, contratto che Commons non volle rinnovare, nonostante la promozione dei Reds dalla League One alla Championship: un gesto letto dalla tifoseria Rosso Garibaldi come un grave tradimento, il motivo per il quale, in assenza di Savage, le attenzioni dei tifosi, con cori come "Whats that on the A52? Its Fatty Commons, its Fatty Commons!" saranno tutti per lui.

***

Tra i manager, i passaggi sono più radi, naturalmente, ma di grandissima importanza: Peter Taylor è l'unico a aver percorso il tragitto due volte: fu assistant manager al Derby e al Forest con Clough, e manager di nuovo al Derby, questa volta da solo, a partire dal 1982.
Ma a avere diretto sia Forest che Derby come manager sono solo tre allenatori: Dave Mackay, come saprà benissimo chiunque abbia letto Damned United, prese in mano il Derby dopo l'addio di Clough, nel 1973, provenendo proprio dalla sua prima esperienza manageriale al Forest. Poi lui: Brian Clough, manager del Derby County dal 1967 al 1973, e del Nottingham Forest dal 1975 al 1993. E, infine, l'attuale manager del Forest, Billy Davies, nominato manager dei Reds nel 2008 e manager del Derby County della promozione nella stagione 2006-2007.

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La mossa decisiva per l’American Soccer: in pratica, nel Forest gioca il nuovo Messia del calcio a Stellestrisce.

L’acquisto di Robbie Findley, stellina del calcio USA strappata — pare — ai Wolverhampton Wanderers presso i quali stava svolgendo un camp, non è che abbia proprio acceso la fantasia dei tifosi del Forest.

Sarà lo snobismo britannico nei confronti delle ex colonie (non so voi, ma a me, grande cultore della storia dello sport, ha sempre fatto impressione leggere, per quasi ogni sport inventato dagli Inglesi, il fatto che a un certo punto i Bianchi d’Albione abbiano messo in campo una coppa per prendere per il culo i neofiti anglofoni un po’ dappertutto in giro per il mondo, e le abbiano quasi sempre regolarmente buscate: avevano messo in palio la prima coppa Davis per dileggiare i tennisti americani, e hanno perso. Hanno messo in palio la coppa America per svillaneggiare e bullarsi con i velisti americani, e hanno perso. Hanno messo in palio le Ashes per ridicolizzare la squadra di cricket australiana, e hanno perso).

Sarà lo snobismo che un po’ tutto il calcio europeo ha nei confronti dei calciatori a stelle e strisce; sarà che il curriculum di Findley non è proprio di quelli strabilianti: dopo l’esperienza giovanile con Oregon State, ha totalizzato 18 presenze con 16 reti nelle riserve dei Boulder Rapids, una squadra dell’USL, una lega minore, 9 con 2 nei Galaxy e 91 con 29 nel Real.

Real Salt Lake, però.

Le sue presenze nella nazionale USA sono 11, tuttora in virgola, come si dice in gergo cestistico di un giocatore che non ha segnato in una partita.

Sarà che non è nemmeno precisamente un prospect, visto che è dell’85. Insomma, quel che sia, ma non è che sui blog e sui forum si siano spesi fiumi di parole, per questo ingaggio.

Invece, su un blog sportivo americano, bleacherreport.com, Michael Thomas saluta il passaggio del ragazzo al Forest con grande entusiasmo e con grande ottimismo, e lo considera, potenzialmente, un momento molto importante nella crescita del giocatore in particolare e di tutto il movimento calcistico americano in generale:

Il passaggio di Robbie Findley al Nottingham Forest può essere un grande colpo per l’American Soccer

Durante il periodo natalizio, i media che si occupano di football sembrano interessati, più che altro, sul tendone del Monday Night Football di oggi. No, non sto parlando della partita tra i Saints e i Falcons, ma dell’altrettanto interessante sfida al vertice dell’English Premier League tra Arsenal e Chelsea.

Una partita che coinvolge due pesi massimi mondiali, grazie alla quale stavo per perdermi una delle notizie più interessanti per i fan dell’American Soccer in questa stagione: il passaggio di Robbie Findley al Nottingham Forest.

A prima vista, Findley sembra essere solo un altro Americano a cercare il successo in un club europeo dopo qualche buona annata nell’MSL. Tuttavia, al contrario dei suoi immediati predecessori, Stuart Holden e Landon Donovan, che si sono guadagnati posti da titolari in alcune squadre di metà classifica della Premier League inglese, Findley dovrà lottare per un posto in squadra in una squadra di Football Championship, la seconda divisione.

Apparentemente destinato a spendere il resto della sua carriera lottando per avere una remota possibilità di giocare contro gente come Holden, Donovan, Clint Dempsey e Tim Howard nell’EPL, ho cominciato a chiedermi se, invece, questo trasferimento apparentemente insignificante non potrebbe, invece, beneficiare grandemente l’USMNT [United States Men’s National Team].

Io, grande tifoso Yank, ho spesso paragonato Landon Donovan al personaggio biblico Giovanni Battista, che preparò il mondo all’arrivo di Gesù Cristo. Anche se non era il messia del calcio americano, Donovan ha dato statuto di rispettabilità sia all’USMNT, sia alla MSL. Come risultato, grandi manager hanno cominciato a cercare talenti attraverso l’America, e hanno cominciato a ingaggiarli, sia a livello amatoriale, sia a livello professionistico.

Dopo una campagna di Coppa del Mondo tutto sommato soddisfacente, mi aspettavo che uno dei ragazzi della squadra emergesse come il Messia a lungo atteso. Il figlio del Coach, l’erede designato della fascia di capitano dell’USMNT, il ventitreenne Michael Bradley, sembrava il candidato più serio.

Dopo aver dimostrato una capacità di controllare la palla di livello mondiale, grande velocità e ottimo istinto offensivo, sembrava destinato a catturare l’interesse di un Arsene Wenger, o di un Alex Ferguson. Tuttavia, Bradley continua a rimanere confinato, sorprendentemente, in una squadra di bassa classifica tedesca, il Borussia Moenchengladbach, mentre Findley ottiene una chance nel grande calcio inglese.

Anche se Bradley conserva l’opportunità di giocare per un grande club, in futuro, Findley ha la possibilità davvero unica di aiutare una squadra un tempo grandissima a recuperare immediatamente la sua passata gloria. Con il leggendario manager Brian Clough, il Nottingham Forest vinse due Coppe dei Campioni consecutive, nel 1979 e nel 1980.

Il Forest si comportò benissimo anche durante tutti gli anni ’80, poi, negli anni ’90, cominciò a andare e venire dalla PL, e ora manca da 11 anni dalla massima serie.

Se il Forest riesce a recuperare tre posti in classifica, fino alla sesta piazza, da qui alla fine della stagione, si qualificherà per il play-off con le squadre piazzate al terzo, al quarto e al quinto posto in classifica. Il vincitore di questo mini-torneo si unirà alla prima e alla seconda nella promozione alla PL. Proprio cercando di aumentare la pericolosità del suo potenziale offensivo, il manager del Forest Billy Davies ha individuato in Findley il giocatore con il passo e le caratteristiche giuste per mettere in difficoltà gli avversari.

“È una grande sfida per lui, e una grande sfida per noi, ma non c’è dubbio che lui possa segnare gol e, cosa ancora più importante, essere di grande aiuto a tutto l’attacco con la sua straordinaria velocità”.

Proviamo a immaginare che Findley sfrutti l’opportunità, e che segni tipo 10 reti, portando il Forest al sesto posto in classifica [wow, Michael, speriamo anche di più!]. Ribaltando il destino beffardo che nella stagione 2009-10 li ha visti arrivare terzi ma perdere i play-off, proviamo a immaginare che Findley usi la sua velocità incontrastabile [minchia, a questo punto sono proprio curioso di vederlo] per segnare gol decisivi in tutte le partite dei play-off, e garantire al Forest una promozione in PL.

Dopo essersi guadagnato fama immortale tra i fan del Forest, e aver catturato l’attenzione dei media inglesi, Findley comincerà finalmente a avere fiducia in sé stesso, cosa che gli è sempre mancata quando ha giocato con la maglia dell’USMNT: combinando la fiducia di sé e il suo straordinario atletismo, Findley esploderà nella stagione 2011-12, segnando dalle 15 alle 20 reti in PL [ma quanto bevono questi a natale?].

Potreste tacciare la mia previsione di ottimismo sensazionalistico [ma no Michael, che dici mai. Vorrei solo avere in cantina la metà di quello che tu hai utilizzato per mandare giù il tacchino], e magari avrete ragione. Comunque sia, non dobbiamo dimenticare che durante l’inizio di questa stagione di PL, i media inglesi avevano predestinato il piccolo Blackpool come la candidata sicura per un immediato ritorno in seconda divisione [eh, vabbè, ho capito, ma non è che allora tutte le stronzate che passano per la testa a chiunque sono buone previsioni].

Tuttavia, con un roster sostanzialmente identico a quello che aveva la squadra arrivata sesta in seconda divisione, i Tangerines hanno segnato incredibilmente 24 reti in 16 partite, e galleggiano in un confortevole 11° posto, proprio a metà classifica. Se attaccanti modesti come Luke Varney e Maron Harewood possono metter su 10 reti in meno di metà stagione, allora uno con le doti atletiche di Findley potrebbe sicuramente segnarne altrettante da solo.

Solo il tempo potrà dirci se Findley potrà diventare l’attaccante di classe mondiale di cui l’USMNT ha disperatamente bisogno, ma, se il mio istinto è corretto, questo trasferimento è un regalo di Natale che i tifosi della squadra americana di calcio si coccoleranno per bene, in futuro.

Vabbè. Non che non lo speri, ma mi sembra che il buon blogger americano pecchi un pochino di ottimismo, anche se Robbie2 è davvero un giocatore con dei numerilli.

Ad ogni modo, per concludere questo post sul nostro nuovo acquisto, metto la sintesi della finale del campionato MSL 2009, 22 novembre, tra i Galaxy di Beckham e il RSL di Findley. Con una delle partite più sorprendenti della storia del calcio USA, i Mormoni hanno battuto i californiani per 5-4 ai rigori, dopo una partita memorabile finita 1-1, nella quale Findley fu il vero e proprio eroe, avendo segnato il gol del pareggio, e avendo realizzato con buona freddezza e ottima precisione uno dei rigori.
Dalle immagini si intuisce un giocatore fisicamente straripante, con un buon tiro e con una tecnica non proprio sopraffina, uno di quelli che rischiano di andare più veloci del pallone, ma, certamente, un giocatore che, se correttamente instradato, può essere utilissimo alla causa Rossa.

Speriamo che sia di buon auspicio.

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Bring on the Sheeps. (For shearing).

Dunque, ci siamo

La Partita.

La prima bellissima notizia è che quel genio di Savage non parteciperà alla festa: si era fatto ammonire apposta per annullare i quattro cartellini gialli in vista dell'innocua trasferta di Doncaster: purtroppo per lo Zozzone, l'innocua trasferta di Doncaster è saltata a causa dei danni provocati all'impianto elettrico del Deep Throat dal freddo e dalla neve, e quindi il buon biondone si dovrà vedere i True Reds dalla tribuna. Buon divertimento, Capitan Cervello!

Dunque, entrambe le squadre hanno saltato il tradizionale appuntamento del Boxing Day Football, visto che anche noi abbiamo evitato la trasferta di Middlesbrough a causa dello scoppio dei tubi dell'impianto sul Tees. Ampio e crudele il bottino raccolto da questo inverno inglese, dunque, anche tra le fixtures dei massimi campionati calcistici.

A presentare Nottingham Forest-Derby County, non si sa davvero da dove cominciare. È una storia che risale al 1898, il derby più importante della storia di queste due società si consuma pochi anni dopo la loro fondazione: è una finale di FA Cup, e, come già raccontato su queste pagine, il Forest sovvertì il pronostico che li voleva facilmente sconfitti e batté i bianchi per 3-1.

Gli intrecci fra queste due squadre sono stati e sono tuttora innumerevoli. I giocatori che hanno vestito entrambe le casacche più importanti dell'East Midlands non si contano, e la leggenda di Brian Clough, stratega e mentore delle più importanti vittorie di entrambi i club, non ha fatto che rinsaldare legami e rivalità tra la parte bianca e la parte rossa dell'A52.

Partiamo, dunque, dalla più stretta attualità, come se fosse una partita normale.

Detto che il Derby County sarà privo di Robbie Savage, aggiungiamo che, accanto agli infortunati di lungo corso, Blackstock e McGoldrick, il Forest sarà privo anche di Adebola. Per il resto, squadra al completo, e solito problema di abbondanza e di formule tattiche disponibili a centrocampo, con la scelta, presumibilmente, tra uno schieramento più controllato e tattico che preveda il nostro skipper, e uno più agile e spregiudicato che, invece, ne faccia a meno e utilizzi, piuttosto, Raddi Majewski come playmaker, come nella brillantissima partita interna contro il Crystal Palace.

Nel Derby, invece, oltre all'assenza di Savage si registra un dubbio per Stephen Pearson, anche lui per problemi al ginocchio.

Per quanto riguarda lo stato di forma, situazione diametralmente opposta per il due club: Forest che viene da una buona striscia, a parte il non pervenuto di Leicester, con vittorie di peso contro Coventry, Cardiff e Palace, e un buon pareggio contro il QPR finora dominatore della stagione di Championship. Il Derby, invece, dopo uno straordinario filotto contro PNE, Doncaster, Watford, Pompey e Ipswich ha infilato il ciclo peggiore dell'anno con quattro sconfitte di fila contro Burnley, Norwich, Bristol City e Reading. "And counting", si potrebbe dire con meno spirito scaramantico, e se il football espresso dalle Sheeps fosse meno buono di quello effettivamente espresso anche in queste circostanze negative. Anche se il gioco difensivo dei Rams rimane molto discutibile, quello offensivo è di ottimo livello, e la recente striscia negativa, certamente, non rappresenta bene l'effettivo valore dei Bianchi.

Come detto, sulle connessioni tra Forest e Derby County ci si potrebbe scrivere un paio di volumi dell'enciclopedia del calcio inglese: in questa sede, basti dire che i due manager hanno avuto esperienze nella squadra rivale: Billy Wee Davies ha allenato i Rams nella stagione 2006-2007, mentre Nigel Clough ha giocato con la maglia Rosso Garibaldi dal 1984 al 1993, da centravanti, segnando 101 gol in campionato. Fu venduto al Liverpool l'anno della retrocessione, l'ultimo che suo padre passò alla guida del Forest.

Tra i giocatori, invece, ben tre Reds hanno avuto esperienze tra i bianchi: Camp, Earnshaw e Tudgay; mentre tra i Rams, Kris Commons — giocatore chiave di questa brillante stagione pecoresca — ha un passato piuttosto lungo nel centrocampo del Forest (e, in assenza di Savage, proprio su di lui saranno verosimilmente focalizzate le attenzioni particolari della Trent End): dal 2004 al 2008 ha totalizzato 138 presenze in campionato, con un bottino di 38 reti realizzate.

Lo scorso anno si registrò una vittoria per parte: al City Ground il Forest mise in scena il miglior primo tempo della stagione (insieme al peggiore di Commons), con un tre a zero all'intervallo frutto delle reti di Raddi, Blackstock e Tyson, e rimonta parziale nella ripresa grazie a un'autorete di Morgan e a un tiro di Livermore deviato dallo skipper McKenna.
La parte finale della partita fu perturbata da una genialata di Blackstock, che, dopo il fischio finale, prese una bandierina del corner e fece un conato di sfilata sotto la curva bianca, innescando una rissa tra i giocatori del Derby che volevano pestarlo e quelli del Forest che cercavano di impedire a quelli del Derby di pestarlo.

La partita di ritorno a Pride Park vide il Derby interrompere la striscia di imbattibilità esterna del Forest grazie a una rete solitaria di Hulse a 12 dal termine. Il Derby, dunque, è l'attuale detentore del Brian Clough Trophy, la coppa messa in palio ogni volta che si incontrano le due squadre dell'East Midlands, in ogni tipo di partita, di coppa, di lega o amichevole che sia; in caso di pareggio, la squadra detentrice mantiene il possesso del trofeo.

Delle sette partite disputate dalla messa in palio del trofeo, il Derby ne ha vinte quattro, il Forest una (quella casalinga dell'anno scorso) e due sono stati i pareggi: in totale, dunque, il Forest ha potuto detenere il trofeo solo dalla dal 29 agosto del 2009 al 30 gennaio del 2010, ovvero tra le due partite dello scorso campionato. Direi che è ora di riportarlo al City Ground, di piazzarlo tra le due Coppe dei Campioni e di non farlo più muovere di lì per un bel po' di anni.

Stato di forma (ultime cinque partite)

Forest (10 punti su 15)
Crystal Palace (H)  3-0
Leicester (A)  0-1
Cardiff (A)  2-0
QPR (H)  0-0
Coventry (H)  2-1

Derby (3 punti su 15)
Reading (H)  1-2
Bristol City (A)  0-2
Norwich (H)  1-2
Burnley (A)  1-2
Scunthorpe (H)  3-2

Classifica della Npower Championship (partite giocate, differenza reti e punti)

1 QPR 22 26 44
2 Cardiff 22 15 40
3 Leeds 23 4 39
4 Swansea 23 5 37
5 Norwich 22 5 36
6 Coventry 23 2 34
7 Reading 22 10 33
8 Burnley 21 7 32
9 Nott'm Forest 20 7 30
10 Derby 22 6 30
11 Watford 21 5 30
12 Doncaster 21 -2 30
13 Millwall 22 3 29
14 Portsmouth 21 1 29
15 Hull 22 -3 29
16 Barnsley 21 -5 29
17 Leicester 23 -7 29
18 Ipswich 22 -5 27
19 Bristol City 22 -9 26
20 Sheff Utd 22 -12 25
21 Middlesbrough 22 -11 21
22 Crystal Palace 22 -16 21
23 Scunthorpe 20 -12 20
24 Preston 21 -14 19

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Una cosa tipo: “dove volano le Aquile”?

E così, forse questa volta ci siamo. Non è sicurissimo, ma le previsioni meteo danno per molto improbabile un rinvio di Nottingham Forest-Crystal Palace.

Anzitutto, vorrei rendere un ultimo omaggio a Dale Roberts, così come faranno i ragazzi del Forest domani al City Ground. Ho finalmente trovato una foto di Dale con la maglia del Forest, e, mettendola qui sotto, vorrei che sostituisse agli occhi di chi legge tutti i pensieri e i bei ricordi che ho letto di lui sui forum e sui siti dedicati al Forest. De mortuis nil nisi bonum, si dice, ma Dale Roberts, a giudicare dalla commozione che ha suscitato la sua fine in chi l'ha conosciuto, dev'essere stato davvero un ragazzo d'oro.

Per quanto riguarda la partita di domani, Gaffer abbottonatissimo sulla formazione. Per la prima volta da anni, direi, abbiamo la possibilità di scegliere tra diversi schieramenti e tra diversi giocatori, anche se sarei sorpreso se Aaron Ramsey e Marcus Tudgay non fossero nell'undici iniziale (soprattutto il primo, direi). Non mi dispiacerebbe vedere una specie di albero di natale, con Ramsey e McGugie dietro la punta, e Moose McKenna (tra i convocati per domani, ma le sue condizioni potrebbero non consentire un impiego dal primo minuto) e Majewski a centrocampo (anche se penso più che Davies sceglierà un centrocampo a 5 con Moose o McKenna, Anderson, Cohen e i nostri due fenomeni dietro Earnshaw o Tudgay).

Io devo dire la verità, Majewski di squadra non lo toglierei mai. È veramente l'unico giocatore del Forest che abbia quello che gli inglesi definiscono il "tick", la capacità di dare ritmo e geometria a centrocampo. Certo, non è stato baciato dalla sorte per quanto riguarda il fisico, ma come capacità di gioco della palla, come tecnica e come visione è uno dei migliori centrocampisti che io abbia mai visto con la maglia rosso Garibaldi, e ho visto McGovern e Keano.

Il Palace è una squadra piuttosto indecifrabile. Ultimamente ha mostrato un rendimento altalenante di vittorie e sconfitte (queste ultime, per dir la verità, sette nelle ultime dodici partite), che, in qualche modo, ha cominciato a tenere un buon ritmo in casa (vittorie recenti con Dons, Coventry e Watford), ma con un rendimento esterno modestissimo (le ultime quattro trasferte sono state altrettante sconfitte, a Leeds Utd, Sheffield Utd, Boro FC e Preston NE), e i loro ultimi punti in trasferta risalgono alla trasferta a Norwich in ottobre. Discreti in attacco (Vaughan 5, però l'attaccante è tornato all'Everton proprio in questi giorni, Ambrose e Danns 4: soprattutto Ambrose, con 4 reti in 7 presenze, va considerato l'uomo più pericoloso dei rossoblù, anche se le sue condizioni non sono proprio ideali, tanto che ha saltato l'ultima partita contro l'Hull City), le Aquile devono la loro posizione in classifica essenzialmente alla difesa disastrosa, la peggiore della lega dopo il povero Preston NE, con 37 reti subite.

Il problema è che a questo colabrodo noi opponiamo uno degli attacchi più deboli dell'intera Football League: dietro al nostro capocannoniere, McGugan, e con Blackstock in officina per almeno un anno, il nostro miglior marcatore è Raddy Majewski con due reti, segue una pattuglia di zozzoni con una rete. Certo, il contributo di Earnshaw quest'anno manca come l'acqua nel deserto.

Probabilmente, gli Eagles non sono una squadra da retrocessione, e sono convinto che prima della fine dell'anno lo dimostrerà, ma certamente nemmeno una squadra pericolosamente corsara: a guardare i record recenti di Forest home e Palace away, i bookmaker inglesi definirebbero questa partita una home banker, ma la schifezza della nostra ultima partita contro il Leicester e il mistero sul nostro stato di forma dopo la lunga inopinata sosta dovrebbero portarci a un po' di cautela nel pronostico.

I nostri convocati sono Camp, Gunter, Morgan, Chambers, Bertrand, McKenna, Cohen, Anderson, Ramsey, McGugan, Earnshaw, Smith, Wilson, Moussi, Tudgay, McCleary, Tyson, Adebola, Majewski, Lynch, Moloney.

L'ultimo incontro, coinciso con la ventiquattresima vittoria del Forest contro il Palace, risale al marzo di quest'anno, con un 2-0 per noi, reti di Wes Morgan e Tyson. Il Palace ha battuto il Forest 15 volte, l'ultima volta nell'ottobre del 2008, sempre al City Ground, con i Reds in piena crisi: uno 0-2 firmato da Kuqi e Ifill.

Crystal Palace e Forest non hanno mai avuto particolari incroci. Julian Bennett, come saprete, sta facendo un buon periodo di prestito tra le Aquile per tornare in forma, ma, a causa degli accordi intercorsi tra le squadre, domani non potrà essere in campo.
A parte Julian, un giocatore che ha vestito entrambe le casacche è Neil Shipperly, eroe tra le Aquile per aver capitanato il Palace al ritorno in Premier League nel 1996-97; retrocesso con il Palace, si fermò in PL proprio con il neopromosso Forest, alla sua ultima presenza nel massimo campionato inglese, ma non potè evitare la sua seconda personale retrocessione di fila.
La stagione 1998-99, quella di Shipperly, fu davvero, per il Forest, l'inizio del disastro, il passaggio dall'essere una squadra di vertice del campionato con due sfortunate retrocessioni in seconda divisione alle spalle, brillantemente superate con facili promozioni, all'essere una squadra di derelitti con una pietra al collo gettata nelle acque profonde dei campionati minori, e, certamente, la prestazione di Shipperly (una rete all'attivo in tutto il campionato…) non aiutò a evitare il disastro. Ma di questo avremo occasione di parlare.

Stato di forma (ultime cinque partite):

Forest
Leicester (A)  0-1
Cardiff (A)  2-0
QPR (H)  0-0
Coventry (H)  2-1
Watford (A)  1-1

Palace
Hull (H)  0-0
Leeds (A)  1-2
Doncaster (H)  1-0
Sheffield United (A)  2-3
Coventry (H)  2-0

Classifica della Npower Championship (partite giocate, differenza reti e punti)

1 QPR 20 24 41
2 Cardiff 21 13 37
3 Swansea 21 10 37
4 Leeds 21 2 35
5 Coventry 21 5 34
6 Norwich 21 4 33
7 Derby 21 7 30
8 Watford 21 5 30
9 Burnley 20 6 29
10 Barnsley 20 -4 29
11 Millwall 21 3 28
12 Portsmouth 20 1 28
13 Leicester 21 -4 28
14 Reading 20 6 27
15 Nott'm Forest 19 4 27
16 Doncaster 20 -3 27
17 Bristol City 20 -4 26
18 Ipswich 21 -8 24
19 Hull 20 -6 23
20 Sheff Utd 20 -12 22
21 Middlesbrough 21 -10 21
22 Crystal Palace 21 -13 21
23 Scunthorpe 20 -12 20
24 Preston 21 -14 19

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Il punto della situazione.

Eastwood TownIn questo periodo di sosta forzata, mi sto dedicando a diversi progetti (in realtà, si tratta essenzialmente di traduzioni), che spero verranno alla luce quanto prima:

  • Innanzi tutto, una selezione antologica di scritti relativi al rapporto tra Brian Clough e Pete Taylor, cominciando proprio dalla bella biografia del secondo scritta dalla figlia, che sto leggendo in questo periodo.
  • Poi, una storia del Forest anno per anno dalla stagione 1974-75 a oggi, sulla falsariga di un altro libro che sto leggendo in questo periodo, Nottingham Forest, Brian Clough and his Legacy; una vera e propria bibbia rosso garibaldi sulla quale rileggere l'avventura dei True Reds dall'avvento di BC ai giorni nostri, e sulla quale ritrovare un apparato informativo assurdamente dettagliato, con tutti i risultati e tutte le formazioni che hanno giocato tutte le partite in questi ultimi 35 anni.
  • Infine, la traduzione di un bellissimo sito che fa una sorta di classifica dei venti migliori e più influenti manager di tutti i tempi. Naturalmente, il nostro Brian Clough è incluso nella classifica, e questo rende la faccenda in qualche modo inerente all'argomento del nostro blog; gli articoli sui venti genii del calcio prescelti sono molto belli, e, soprattutto, lo è quello relativo alla molto sorprendente prima posizione; un allenatore sconosciuto ai più, ma che ha davvero rivoluzionato il modo di giocare, e ha posto le radici di una delle stagioni calcistiche più leggendarie di tutti i tempi.


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Ai fan e alle fan del Nottingham Forest che immagino popoleranno numerosi questo sito, e, soprattutto, ai loro congiunti e relativi, segnalo una strenna davvero imperdibile da mettere sotto il loro albero di natale (che immagino rosso e decorato solo da due enormi stelle d'argento): il DVD con la cronaca integrale della mitica finale di FA Cup del 1959, con il bellissimo commento originale del grande Kenneth Wolstenhome, la voce del calcio BBC negli anni '50 e '60, e della mitica finale di Wembley del '66.
Wolstenhome commentò tutte le finali di coppa dal 1949 al 1971, le partite di Match of the Day dello stesso periodo, e tutti i più grandi appuntamenti calcistici internazionali, compresi i mondiali inglesi e le prime due vittorie britanniche della Coppa dei Campioni, quella del Celtic nel 1967 e quella dello United nel 1968. Proprio la partita tra Ajax e Panathinaikos del 1971 rappresentò la sua ultima fatica lavorativa alla BBC, dopo la quale passò a commentare il football per varie emittenti private.

Quella finale, l'unico successo del Forest nel '900 prima dell'avvento dell'era Clough, fu storica per diversi motivi, e per alcuni primati assoluti (tutti sanno che il Forest è un po' il campione mondiale dei "first of", delle squadre che hanno fatto una cosa per la prima volta, ivi incluso l'uso di una maglia rossa, e anche questa partita non fece eccezione): il Forest fu la prima squadra a vincere il trofeo in inferiorità numerica, in quanto, nel corso della partita, Roy Dwight, autore della prima rete, si ruppe una gamba, e allora, come tutti saprete, non erano consentite sostituzioni. Inoltre, fu la prima squadra a fare il giro di campo d'onore con il trofeo in mano; infine, in occasione della finale, i tifosi del Forest furono i primi a mettere in atto un'operazione di link tra due delle forme di espressione più importanti della cultura popolare dei nostri giorni,  football e televisione: infatti, la curva del Forest festeggiò la vittoria cantando in coro la sigla di Robin Hood, uno sceneggiato televisivo che allora era molto in voga in Inghilterra, e nel DVD si può intrasentire questo coro.

Jack Burkitt, il capitano del Forest, alza al cielo la coppa d'argento

Una cosa importante: i tifosi del Forest hanno diritto di acquistare il DVD con un forte sconto: basta inserire nello spazio relativo al codice promozionale la parola FOREST20DEC per ottenere il 20% di decurtazione del prezzo.

Se il tifoso o la tifosa del Forest è la persona della vostra vita, io se fossi in voi sul DVD ci picchierei sopra anche un libro meraviglioso su quell'avventura, il cui titolo prende spunto dal nome dell'arbitro di quella finale: Jack Clough. Nessuna parentela con il Nostro; Clough fu un grande arbitro, l'unico nella storia, penso, a avere arbitrato due finali di coppa di due Paesi diversi: infatti, arbitrò anche la finale di Coppa di Francia del 1957, la prima disputata secondo la formula della FA Cup, formula alla quale la FFF intese rendere omaggio invitando, appunto, un arbitro inglese per la finale del Parco dei Principi.
Si tratta di un libro molto bello, che ripercorre la storia della nostra ultima FA Cup, dal faticosissimo esordio contro il Tooting and Mitchum, del quale abbiamo parlato nella scheda dedicata a Stewart Imlach, uno degli eroi di quella coppa, fino alla foto di cui sopra, nella migliore e più bella tradizione di ogni Road to Wembley che si rispetti.

Insomma, se metterete in un unico pacchetto il DVD e il libro And the ref was called Clough, dotato di un apparato iconografico straordinario, renderete il Natale di ogni Forest fan del mondo davvero speciale.
Di seguito, metto alcuni filmati relativi a quell'impresa: anzitutto, il promo del DVD, piuttosto emozionante (in particolare, mi piacciono moltissimo le immagini nelle quali Burkitt, in primo piano, riorganizza e rincuora la squadra, mentre Roy viene soccorso sullo sfondo: grandissimo capitano, soprattutto pensando al morale del Forest in quel momento; nei sette anni precedenti, infatti, ben quattro volte lo Wembley Hoodoo aveva colpito, come già detto in un'altra occasione, con una delle due squadre ridotta in dieci da un grave infortunio, e sconfitta alla fine; e mi piacciono anche le immagini finali, con i giocatori del Luton che si congratualano immediatamente con i True Reds. Immagini di fair play davvero d'altri tempi, quando il calcio era il beautiful game e i giocatori erano duri, schietti e leali membri della working class).

Poi, le immagini dei festeggiamenti in cui si gettò Nottingham all'arrivo della squadra, in Market Place, dove ora sorge la statua dedicata a Brian Clough; nel filmato si può anche leggere sul volto del già ingessato Dwight la grande emozione che doveva, deve e sempre dovrà suscitare in un giocatore di calcio un evento del genere:

 

Bei tempi.

(Tra l'altro, il ritmo e la velocità del gioco che si possono vedere nel DVD della partita appaiono incredibilmente più veloci rispetto a quelli espressi nella finale del 1953, la mitica finale di Stanley Matthews, che pure ho visto. Evidentemente, lo shock per le disastrose partite con l'Ungheria del '53 e del '54, e le amarezze dei mondiali disputati dall'Inghilterra dal dopoguerra in poi, avevano provocato un fecondo movimento di rinnovamento nel fin lì immobile panorama del calcio inglese post-Chapman; una rivoluzione dei metodi di gioco e di allenamento che già nel 1959 mostravano frutti assolutamente apprezzabili).

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Per venire a più stretta attualità, tutto tace sul fronte dei trasferimenti, naturalmente. Le voci su Steven Morrison (un prospect che mi piacerebbe moltissimo) continuano a rimanere tali, e, anzi, voci ulteriori darebbero per già rifiutata una prima offerta di due milioni di sterline (i soliti due milioni di sterline che offriamo sempre per qualsiasi giocatore interessante e che vengono puntualmente schifati da ogni controparte).
Sono sempre più insistenti altre voci, quelle riguardanti un possibile allungamento del prestito di Aaron Ramsey; in effetti, se il ragazzo gallese ha davvero bisogno di metter su minuti, tanto vale che rimanga con noi un altro paio di mesi: ricordiamo, infatti, che il prestito originario dovrebbe scadere il 3 gennaio — giusto in tempo per perdersi un altro paio di partite — e che Aaron, fin'ora, ha giocato solo una mezz'oretta marcia nel derby contro le Volpi.

Poi: Billy Davies ha concesso una lunga intervista a Radio 5live, nel quale ha detto un sacco di cose più o meno note ai più: la necessità di allungare la squadra, il fatto che la sua permanenza al Nottingham non dipende, però, dal mercato di gennaio, la smentita del fatto che non si impegna come dovrebbe per la preparazione della squadra, e che, anzi, si impegna moltissimo, anche la sera a casa, dove, ha detto, usa moltissimo il computer per montare filmati da far vedere nelle sedute tattiche, e prepara un sacco di file in Power Point per le stesse occasioni. Mi piacerebbe vederne qualcuno, in realtà.

Tra le cose meno universalmente conosciute che ha detto, Wee Bill ha parlato di un "rapporto privilegiato" tra lui e Arséne Wenger, grazie al quale avrebbe strappato il prestito di Ramsey, e grazie al quale si sta trattando, pare, anche il prestito di Jay Emmanuel-Thomas, un attaccante molto promettente di 19 anni che ha già vissuto periodi in prestito a Blackpool e a Doncaster.
Una mossa che dimostra ulteriormente la preoccupazione di Davies per la fase offensiva: con 21 reti all'attivo, quello del Forest è, infatti, il quartultimo attacco più debole delle prime tre serie professionistiche inglesi: difficile ambire alla promozione, se si rimane su questi livelli.

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Infine, una notizia molto brutta. Per motivi non resi noti dalla famiglia, Dale Roberts, portiere del Rushden & Diamonds di 24 anni, arrivato nella squadra del Northamptonshire dal Forest nel gennaio del 2009, è morto nella serata di ieri.

Dopo una carriera giovanile nelle accademie del Sunderland e del Boro, arrivò da noi nel 2004, e rimase al Nottingham fino al 2009, passando, però, la maggior parte del tempo in prestito (Eastwood Town, Alfreton Town e R&D).

Non ha mai giocato in prima squadra, da noi, ma era un portiere molto considerato, tecnicamente e umanamente, e era stato anche convocato diverse volte per l'Inghilterra C.

La terra ti sia lieve peso, caro Dale, e possa tu essere convocato da Brian Clough quanto prima nel Forest Celeste.

(a proposito, chissà se il vecchio Brian si sarà convertito al gioco aereo, ora).
   

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Per forza maggiore…

Anche il match di domani contro lo Scunthorpe United è stato rinviato per le avverse condizioni atmosferiche.

Speriamo di vedere almeno una volta Ramsey con la maglia Garibaldi, prima che se ne torni a Londra…

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Prime voci di mercato invernale.

La prima più che una voce è una certezza: Kelvin Wilson, in scadenza di contratto a giugno, ha firmato un pre-contratto con il Celtic Glasgow. Ora tutto sta a vedere se andrà via gratis a luglio, o se andrà via per una somma che non potrà che essere molto modesta a gennaio.

In entrata, invece, ci sono solo voci, tutte riguardanti punte. Questo ci dice due cose: la prima è che la sterilità offensiva del Forest preoccupa molto il Gaffer (senza le reti di McGugan saremmo ben dentro la lotta per non retrocedere), la seconda è che, probabilmente, Tudgay non è che stia piacendo moltissimo allo stesso Davies.

La prima voce riguarda Steve Morison, la forte punta gallese del Millwall classe 1983, autore di dieci reti fin qui, di cui otto in campionato, e selezionato anche per la nazionale maggiore proprio nel corso di quest'anno. È, probabilmente, una delle più forti punte britanniche a non aver mai giocato in PL; la speranza, ovviamente, è che rimedi con noi a questa lacuna.
Si parla di un'offerta di due milioni di euro.

La seconda voce riguarda la punta del Leeds United Luciano Becchio, dieci reti in Championship fino a ora.

Ma la cosa più importante è l'atteggiamento di Bill Davies proprio prima dell'inizio della finestra di trasferimento invernale, che appare molto più positivo rispetto a quello che il manager scozzese aveva mostrato nelle ultime due fasi di mercato. Il Gaffer, infatti, ha dichiarato che la sua preoccupazione principale, ora come ora, è proprio la finestra di trasferimento di gennaio, e ha detto di aver già discusso tutte le opzioni e tutti gli obiettivi con il famoso organismo di controllo interno al Forest incaricato di fissare i budget e di autorizzare i movimenti dei giocatori.

Inoltre, Davies ha affermato di avere grande fiducia nel mercato invernale, e nel fatto che, in quella fase, il Forest dimostrerà la qualità delle sue ambizioni proprio attraverso la qualità dei giocatori che si trasferiranno al City Ground. Inoltre, Davies ha dichiarato di essere altrettanto fiducioso nel fatto che il lavoro che sta facendo insieme ai dirigenti della squadra "porterà il Forest fuori dalla Championship quanto prima", e tutti noi speriamo dalla parte giusta.

Rimane ancora totalmente incerta la situazione riguardante Lewis McGugan, anche lui in scadenza a luglio.

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