Arrivi sul filo di lana.

Proprio all'ultimo momento, poco prima della chiusura della finestra per i trasferimenti dei prestiti, il Forest ha messo a segno due "colpi", pur se a brevissimo termine.

Dallo Sheffield Wednesdey arriva Marcus Tudgay, come prestito di emergenza dopo il grave infortunio di Blackstock. Centravanti molto mobile e non certo possente, può giocare anche da esterno avanzato in un 4231. È stato fissato anche un prezzo di riscatto da esercitare nella finestra di gennaio, per una somma, pare di mezzo milione di sterline.

Tudgay ha esordito nel Derby County nel 2001 (un altro incrocio, l'ennesimo, tra le due squadre delle East Midlands), e ha giocato con le Sheeps fino al 2006, quando si è trasferito, prima in prestito e poi a titolo definitivo, ai Mercoledì della Città dell'acciaio. Non è un giocatore continuo, né un grandissimo realizzatore, ma ha momenti di buona efficacia e è un discreto all around, la classica seconda punta che funziona al meglio con una prima punta di peso (la sua migliore partnership, in questo senso, è stata quella con Deon Burton, proprio allo Sheffield Wednesday). Quest'estate era stato avvicinato al Blackpool, e un'offerta officiale per la punta proveniente dal Burnley, sempre quest'estate,  era stata rifiutata ma, evidentemente, qualcosa si è rotto nel rapporto tra Marcus e Alan Irvine, oppure il suo rendimento di quest'anno (17 presenze con due reti) è stato ritenuto inferiore alle attese. La cosa migliore, per il Forest, è che, di solito, Tudgay dà il meglio di sé nei periodi di prova, come ha fatto con lo Sheffield Wednesdey: nel periodo di prova, fu decisivo nel garantire al club la permanenza in Championship, segnando anche una rete contro lo stesso Derby County nella partita decisiva per la sopravvivenza degli Owls, all'ultima giornata. La carriera di Tudgay parla di 280 presenze in partite di lega, con 65 reti.
Insomma, non un acquisto crack, non l'uomo che cambierà il Forest, ma un ottimo professionista il cui rendimento, tra l'altro, potrà essere valutato con calma in questi mesi.

Il secondo acquisto è molto più affascinante: si tratta di Aaron Ramsey, a detta di molti il miglior giovane centrocampista britannico. Verrà a Nottingham fino al 3 gennaio, per recuperare forma e ritmo partita. Ramsey, come Earnshaw e Chris Gunter, viene dal vivaio del Cardiff City, dove ha esordito in partite di Lega nell'ottobre del 2007, entrando al posto di Jimmy Floyd Hasselbaink, prima ancora di firmare un contratto da professionista, cosa che fece solo nel dicembre del 2007. I tifosi gallesi lo chiamavano Rambo, per la sua potenza fisica e per la gagliardia con la quale lotta su ogni pallone.
Suscitò l'interesse delle maggiori squadre inglesi soprattutto con le sue prestazioni di coppa, in particolare con quella, fantastica, nel quarto di finale di FA Cup contro il Middlesbrough vinto 2-0 dai Bluebirds, che avrebbero in seguito raggiunto la finale contro il Portsmouth: proprio in quella occasione, Aaron divenne il secondo giocatore più giovane di tutti i tempi a disputare una finale di FA Cup, dopo Curtis Weston (con il Millwall nel 2004).
Dopo quella stagione, Manchester United, Everton e Arsenal tentarono di ingaggiare il ragazzo; nonostante le preferenze del giovane gallese, tifoso dei Red Devils e di Giggs, il presidente del Cardiff scelse l'offerta più sostanziosa (e anche quella, disse, che poteva essere più utile per lo sviluppo del giovane e per il suo stile di gioco), che risultò essere proprio quella dell'Arsenal; Ramsey fece, come si suol dire, buon viso a cattiva sorte. Se giocare nell'Arsenal, per un ragazzino di diciassette anni, può essere considerata una cattiva sorte.

L'inizio della stagione 2009-10 fu strepitoso, con l'esordio in Champions' League, con i primi gol in Premier League, e con la vittoria dei primi premi per il Man of the Match (la partita di FA Cup contro il West Ham del 3 gennaio 2010, dopo la quale Wenger lo definì "un Roy Keane offensivo"). Il 27 febbraio il terribile infortunio contro lo Stoke City, dopo il quale non fu nemmeno ipotizzata una possibile data di rientro.
Il 23 di novembre, due giorni fa, il suo ritorno al calcio agonistico tra le Riserve, con una vittoria per 2-1 contro le riserve dei Wolves, segnata anche da una sua rete.
Ramsey porterà la maglia rossa numero 22: dopo aver provato la copia inviata per beneficenza a Londra dal Forest nel 1886 per salutare la fondazione del club Londinese, Ramsey potrà, finalmente, provare l'ebbrezza di vestire l'originale.
I suoi numeri parlano di 44 presenze in partite di lega, con 3 reti, e di 11 presenze con la maglia rossa del Galles, con due reti.

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5 commenti

Archiviato in stagione 2010-2011

5 risposte a “Arrivi sul filo di lana.

  1. Beh, Ramsey potrebbe essere veramente un valore aggiunto!

  2. anonimo

    Ottimi acquisti, niente da dire…oltre ogni più rosea aspettativa..solo, Tudgay possiamo riscattarlo, Ramsey chiaramente no. Ecco, è proprio questo il punto: un centrocampista centrale, fulcro del gioco (e ci mancherebbe altro, questo le qualità le ha, semmai bisogna vedere se riesce a passare dalla Champions League alla Champions…hip senza accusare il colpo) secondo me rischia di abituare la squadra troppo bene! E visto quello che è successo con l'arrivo e soprattutto la partenza di Shorey l'anno scorso…

    Vabbè non voglio essere quello che non è mai contento. Lunedì giù per la M1 è molto molto importante…

    Federico

  3. @Federico: il problema è proprio quello, cominciare a adottare uno stile di gioco che poi, tra un mese e mezzo, non saremo più in grado di sostenere. D'altronde, mi sembra davvero impossibile che a gennaio il prestito venga rinnovato per il resto della stagione, con i chiari di luna cui sta andando incontro l'Arsenal, e la sua fragilità complessiva, uno come Ramsey, anche se non al meglio, è davvero oro puro.
    Su Tudgay, francamente, sono un po' più scettico, ma se dovesse dimostrarsi inadeguato la perdita in termini economici sarà veramente minima, per cui considero anche lui un affare.

  4. anonimo

    Ho visto solo adesso questo tuo blog, davvero complimenti, molto bello  ed esauriente. Ho letto anche i post precedenti  (eh già,momento cazzeggio pre studio) e mi è piaciuto molto soprattutto quello in cui riporti il racconto di Don Watson sul Leeds, tratto da un libro che è piaciuto anche a me (ammetto di averlo comprato sull'onda dell'entusiasmo per Hornby).
    Compimenti ancora, ciao

    Andrea

  5. Grazie, Andrea! Passa a trovarmi ancora, ogni tanto. Un saluto!

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