90 minutes of head tennis and aimless hoofing. Il non brillantissimo spettacolo di Watford

"90 minutes of head tennis and aimless hoofing", novanta minuti di tamburello a colpi di testa e di insensato zoccolame (inteso in senso calcistico, non politico): la definizione, piuttosto azzeccata, utilizzata dal brillante giornalista di Nottingham Kevin Sinclair per descrivere la partita tra Watford e Nottingham Forest di sabato, più simile a una di quelle robe che vi porta in casa il gatto la sera che a una seria vera partita di calcio inglese; "with one moment of utter genius to enliven it", con un unico momento di genio assoluto a renderla più interessante: e, in effetti, il gol del solito McGugan è veramente un altro gesto di assoluta bellezza. Ma di McGugie parleremo dopo.

Davies ha scelto di giocare con un 442, abbandonando il triangolo in mezzo al campo, sfruttando il fatto che, passo passo, tutta la squadra è tornata a disposizione, con il solo Kelvin Wilson ancora sul lettino del massaggiatore.

Dopo tre minuti, abbiamo preso il solito gol da pirla che sta diventando la cifra stilistica della nostra campagna di quest'anno. Solito cross che ha trovato il solito attaccante solissimo in mezzo all'area, che ha avuto tutto il tempo di piazzarsi meglio di un fotografo giapponese a Piazza di Spagna, e di battere Camp con una testata dai nove metri. Il pareggio lo vedete qua sopra: una magia di Lewis imbeccato da Blackstock, otto reti in nove partite una più bella dell'altra. Poi, lo zoccolamento a alta velocità cui abbiamo accennato prima, con qualche tentativo da tipo settanta metri di un McGugie in pieno delirio di onnipotenza, con le migliori occasioni per i Reds (con Anderson e il subentrato Tyson), con un comportamento forse troppo prudente del Gaffer (che ha lasciato in panchina Raddy e McGoldrick, che avrebbero potuto dire la loro, o dare un po' più di ordine in campo nel momento terminale del match) e con un finale al cardiopalmo, con occasioni da una parte e dall'altra, non sfruttate da squadre evidentemente non al meglio, alla fine ha prodotto un classico pareggio tra classiche squadre di metà classifica: il Watford, oltre a tutto, in cattiva striscia domestica, e il Forest, oltre a tutto, in cattiva striscia viaggiante.

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Il confronto precedente, quello con il Pompey, era andato peggio dal punto di vista del punteggio ma un po' meglio da quello del gioco, contro una delle squadre davvero più forti del campionato (anche se sono stati fermati tre giorni dopo per 0-2 dal Derby di Niggio, davvero in gran spolvero): Davies aveva riconfermato l'undici che aveva battuto l'Ipswich Town, anche se Bertrand era tornato disponibile, e aveva "ridisegnato" il centrocampo con Anderson e McGugan sulle esterne, Cohen e Majewski al centro e lo Skipper McKenna a protezione della difesa. Le solite imprecisioni in attacco, le solite mollezze in difesa — abbiamo sofferto molto Nugent, davvero un giocatore in gran spolvero, e anche la velocità di Utaka — e una sconfitta che, con un po' più di vigore nelle zone nevralgiche del campo, avrebbe potuto essere anche pareggiata. Positivo il ritorno al gol di Anderson, segnato da una rete su ottimo cross del solito McGugan, e l'atteggiamento del pubblico: 2.300 tifosi in trasferta che alla fine della partita hanno tributato ai True Reds un lungo e caloroso applauso, molto gradito dai giocatori.

✩

Ma veniamo alle cose serie. Il vero pepe sulla settimana appena trascorsa ha cominciato a spargerlo Billy Davies, con una lunga lamentazione in conferenza stampa, dopo la partita con il Watford (l'Watford? lo Watford?) sulla mancanza di rinforzi goduti dalla squadra durante la sessione estiva. Giusto, ma direi che potremmo finire qua, di parlarne. Continuare a ritornare su questo argomento dopo ogni serie negativa mi sembra stucchevole e controproducente.

Non per nulla, è arrivata a stretto giro posta la risposta della dirigenza, che ha criticato fortemente l'allenatore non tanto per le dichiarazioni del dopogara, quanto per la presunta mancanza di dedizione alla causa. Leggiamo l'articolo del Guardian in proposito.

La posizione di Billy Davies al Nottingham Forest appare via via più precaria [bleak], dopo che è venuto fuori il fatto che è stato aspramente criticato, perché lavorerebbe al club solo per tre giorni alla settimana.

Nigel Doughty, il proprietario del Forest, avrebbe telefonato a Davies la scorsa settimana per lamentarsi per lo scarso impegno con cui il manager lavorerebbe con la squadra. Doughty è molto scontento del fatto che Davies voli a Glasgow per vedere la sua famiglia dopo le partite del sabato, e non torni a Nottingham mai prima del giovedì mattina.

Davies ha anche mancato due partite, recentemente, per una malattia, e una fonte autorevole dentro il City Ground avrebbe affermato che la dirigenza ha chiesto conto duramente al manager sulla quantità di tempo passata al club.

Dopo essere finiti al terzo posto nello scorso campionato, l'1-1 contro lo (il – l') Watford di ieri lascia il Forest al quattordicesimo posto in classifica, e Doughty ha chiarito a Davies che non ritiene accettabile il fatto che lavori così poco con la squadra.

Il Forest ha vinto solo due partite esterne nel 2010, e c'è preoccupazione anche sulla frequenza con la quale la squadra concede reti su calci piazzati, indice, secondo la dirigenza, di una scarsa preparazione. Doughty, che di solito preferisce non interferire con il modo in cui la squadra viene condotta, ha fatto presente a Davies che questo difetto potrebbe essere eliminato attraverso un migliore allenamento specifico.

Davies è stato un critico spesso molto esplicito della dirigenza del Forest, specialmente dello scarso supporto che ha ricevuto nel corso delle campagne acquisti, e ha sottolineato la sua frustrazione durante un'intervista radiofonica rilasciata ieri [il giorno della partita con lo Watford], nel quale ha lasciato trapelare più di un moto di irritazione nei confronti della presidenza Doughty.

Il suo rapporto con il club è diventato una delle maggiori preoccupazioni al City Ground, e lo Scozzese era già stato convocato dal Board per un meeting di fine stagione, dopo voci insistite sul fatto che Davies fosse alla ricerca di un altro lavoro e di una via di uscita dal club.

Quell'incontro terminò con una generale stretta di mano, ma Davies manifestò in seguito il suo forte disappunto per il fatto che il club non aveva acquistato nessuno dei rinforzi che egli aveva indicato durante l'estate, e aveva continuato a allenare la squadra in mezzo a uno scenario di sotterranei scontri politici e di sobbollenti tensioni.

Ecco. La situazione nella squadra è tutt'altro che tranquilla. Anche il più attento (e il migliore) tra i blogger Garibaldi, Through the seasons before us, ha tracciato, in un bellissimo post, un elenco dei punti di maggiore preoccupazione riguardo alla situazione della squadra:

Le geremiadi di Billy. Non mi permetto di prendere posizione, cerco piuttosto di guardare ai fatti: sfortunatamente, siamo venuti a conoscenza di quasi tutti i retroscena. Comunque sia, le scenate di Billy con i media locali, spesso contraddittorie e — soprattutto quando è sulla graticola — sbottanti fuori dalla sua ansia di scontro, stanno diventando un po' troppo ripetitive e noiose.

Se si applica un briciolo di senso comune a queste dichiarazioni, delle due l'una: o si fida tantissimo del suo rapporto con la dirigenza, o non vede l'ora di farla finita con il Forest. Un peccato, perché, come molti altri fan, io ho un debole per il wee fella, ma questo non rende le sue sfuriate deliberatamente vaghe e profondamente non professionali altro che un po' noiose.

Naturalmente, ci sono un mucchio di spandimerda, là fuori, che esigono di essere messi al corrente di tutto quello che accade dentro il nostro club, ma molte volte queste voci si rivelano aria calda fatta su da orecchiamenti da uno o due procacciatori professionali di pettegolezzi che dovrebbero imparare a far meglio il loro mestiere. Io — come tutti quelli che non ne fanno parte — non so veramente come funzioni questo benedetto Transfer Acquisition Panel. So solo che, evidentemente, c'è qualcosa che non va nel modo in cui funziona.

Billy stesso afferma di aver raccomandato 60 giocatori diversi nell'ultimo incontro con il Panel, altri affermano che, invece, Billy pone il veto su un sacco di giocatori che non ha richiesto esplicitamente: in un suo sfogo recente, Davies ha affermato che Bertrand non è stato altro che un gesto di disperazione; ora, per prima cosa, Billy, devi ricordarti di essere un buon manager di uomini, e queste non sono cose belle da sentirsi dire, per un giocatore. In secondo luogo, avercene di giocatori di quel calibro: affidiamoci più spesso alla disperazione!

Proprio perché non mi permetto di sposare la causa di nessuna delle due parti, così come invece fanno molti fan, mi riesce molto difficile razionalizzare l'evidente malumore che si respira dietro le quinte del club. Sono per natura un carattere che tende a evitare i conflitti, e assisto con dolore a questi sfoghi, e tutto quello che non si sa della vera natura dei rapporti tra Davies e la dirigenza viene riempito dal nulla prodotto da gente che cerca disperatamente di apparire "in the know", o, peggio, da tifosi giocherelloni del Derby… davvero noioso.


Naturalmente, la finestra dei trasferimenti di gennaio si avvicina minacciosa, e sarà il punto in cui, penso, questa situazione arriverà a una soluzione definitiva, quale che sia. Badate bene: pensavo lo stesso a proposito del mercato estivo, via via che diventava sempre più evidente che si sarebbe dimostrato un periodo di delusione, nel quale non abbiamo ingaggiato i giocatori che ci sarebbero in effetti davvero serviti. C'è qualcun altro che fa fatica soprattutto a accettare queste cose, o sono tutti impegnati a prender parte nella contesa Billy vs the Board?

Più di tutto, io sono spaventato dal fatto che davvero non so se c'è davvero qualcosa di cui essere spaventati. Anzi, dopo aver riletto la frase precedente, più che altro sono spaventato dal fatto che potrei essere lì lì per perdere le mie facoltà mentali.

Alla fin fine, ora come ora c'è bisogno che Billy la pianti di produrre scuse su scuse. Sono solidale con lui per le difficoltà con le quali gli tocca convivere, ma non riesco a capire quante di queste difficoltà e di questi vincoli siano prodotti proprio dal suo modo di fare e di agire. Come che sia, Davies ha una squadra, e non sono proprio convintissimo che egli riesca a trarne fuori il meglio possibile. Ci sono un sacco di manager, nella nostra divisione, cui piacerebbe allenare una squadra forte come la nostra, e alcuni di loro ci stanno guardando dall'alto in basso…

I giocatori a fine contratto. Il fatto che Chris Gunter abbia firmato un allungamento di contratto, anche se solo per un anno, è una grande notizia, ma, dopo un "oh, bene!" di prammatica, va considerato il fatto che questo allungamento rappresenta semplicemente l'applicazione di una clausola che già era presente nel suo contratto. È bellissimo che egli abbia accettato di applicarla, ma quella di Gunter non era esattamente la preoccupazione più pressante, per quanto riguarda i contratti.

Robbie Earnshaw ha fatto finalmente cenno a un possibile rinnovo, in un'intervista, e si spera che la discussione sia avviata, e che possa portare a un accordo che possa prolungare il soggiorno dell'attaccante al Forest. Anche se questa sua si sta rivelando una stagione faticosa, per i suoi problemi fisici, egli rimane pur sempre un giocatore chiave per la nostra squadra, e un talento assoluto, per questi livelli.

Bene, se le notizie per questi due giocatori sono rassicuranti, che dire per gli altri in scadenza di contratto a giugno? Kelvin WIlson, apertamente corteggiato dal Celtic quest'estate, non ha mai parlato di rinnovo contrattuale. Ha 25 anni, e da gennaio sarà libero di trattare con gli altri club, e noi non vedremo un penny, nel caso in cui decidesse di accasarsi altrove.

Anche il contratto di Lewis McGugan, l'uomo del momento, l'uomo senza il cui straordinario ritorno in prima squadra saremmo in piena zona retrocessione più o meno nella stessa situazione in cui versa il Palace, scade quest'estate. È stato comprensibilmente infelice per la sua situazione al Forest, prima della recente rinascita, e non mi sorprenderebbe se tenesse un occhio puntato su una possibile partenza a gennaio.

Lewis è ancora abbastanza giovane da poter permettere al Forest di ottenere un bonus, nel caso in cui decidesse di andar via alla scadenza del contratto, ma sappiamo bene come i bonus garantiti per il passaggio dei giovani giocatori, in questi casi, siano ridicoli rispetto al loro reale valore. Comunque sia, mi sorprenderebbe molto che i suoi gol non avessero attratto l'attenzione di qualche club di Championship, o persino di Premier League: è triste dirlo, ma sarei ancora più sorpreso se McGugan fosse ancora con noi a febbraio.

Se mettiamo insieme una campagna di trasferimenti già poverissima in termini di incassi con la perdita a parametro zero di due talenti di questa fatta, guardiamo a qualcosa di molto simile a un disastro. Dovesse accadere davvero, potrebbe focalizzare la mia mente sulla necessità di cominciare seriamente a prendere a calci qualcosa o qualcuno di specifico, invece di essere il tizio che se ne sta sempre alla finestra a guardare che mi sembra di essere sempre stato.

I compagni tifosi. È difficile giudicare i tifosi dall'istantanea di qualche mugugno allo stadio, o attraverso la navigazione causale nei forum di internet o nelle pagine di Facebook, ma — non saprei come descrivere meglio questi atteggiamenti — ho l'impressione che ci si trovi di fronte a un branco di ultra-reazionari che agiscono unicamente sulla base di qualche credenza para-religiosa, o sulla base di qualche fumoso pettegolezzo.

Come qualsiasi altro gruppo di esseri umani di questa dimensione, tra i tifosi del Forest ci sono le posizioni più diverse, oltre a tutte le sfumature di grigio che ci sono in mezzo, ma la ferocia di alcune delle opinioni che mi capita di leggere (anche se, certo, tutti hanno diritto a un'opinione), espresse basandosi su nulla più che il più sottile dei rumori e dei sentito dire, è davvero stupefacente. Questo è il mio favorito tra gli esempi recenti, tratto dalla pagina dei fan di Billy Davies su Facebook: una serie di veri e propri sbocchi di bile, sfoghi partoriti da menti malate.

David Pleat è il bersaglio preferito per il lancio del vetriolo: la gente penserà sempre in maniera pavloviana che è pagato troppo, che si impiccia troppo, e, fondamentalmente, che ogni cosa che va male sia colpa sua. L'unico piccolo problema è che i critici non hanno la minima idea di quanto prenda Pleat di stipendio, di come lavori né, soprattutto, di quale sia il suo ruolo attuale nella società. Mi sembra giusto criticare il fatto che colà dove si puote ciò che si vuole non si chiariscano tutti questi aspetti della struttura societaria (con l'eccezione, forse, dello stipendio).

È una cosa incredibile, e io mi demoralizzo a far parte dello stesso gruppo di persone che rimane costantemente esposto a questo tipo di manifestazioni, online e, sempre più spesso, sugli spalti. Grazie a dio, è un fenomeno per ora limitato, tra coloro che commentano i miei post, il che aiuta la mia sanità mentale. Ma può darsi che si tratti di un problema mio… non lo so.

Per concludere. Non sono sicuro su come concludere, a dire il vero, ma più di quello che succede sul campo sono le cose come queste che distruggono la mia gioia e il mio divertimento nel seguire il Forest, e sempre di più mi fanno chiedere perché spendere tanto tempo e tanto denaro per continuare a farlo, e per scrivere su di loro! Davvero, non è tanto il livello di gioco: ho passato il nostro tempo in League One di buona grazia, e in verità mi sono anche divertito un sacco.

Sono l'incertezza e la mancanza di professionalità che mi irritano, è la clamorosa mancanza di chiarezza, e, dato questo vuoto di informazione, a irritarmi ancora di più sono la prontezza con la quale i miei compagni tifosi riempiono il vuoto con vane sciocchezze, o con la quale credono così prontamente alle vane sciocchezze prodotte da altri…

Naturalmente, non mi sento ancora pronto a riconsegnare il mio abbonamento, ma sempre di più sento sempre di più la tentazione di saltare le partite in trasferta, elemento maggiormente "opzionale" delle sfide al City Ground, il che è un peccato. E così termina la mia sega mentale: mi piacerebbe moltissimo sentire la posizione dei lettori su questi punti, perché, come avviene sempre con i tifosi su internet io non sono sicuro che arrivino all'attenzione generale le voci maggioritarie, ma solo quelle più rumorose.

 

Ecco qua. Mi sembra una disamina molto lucida di quanto di cattivo sta capitando intorno al Forest e, se la questione dei tifosi psicopatici non tocca i fan italiani dei Garibaldi reds, le altre questioni, invece, soprattutto quella relativa alla scadenza dei contratti, mi paiono davvero centrali. Ma, intanto, abbiamo battuto il Coventry, nettamente favorito alla vigilia, e ci siamo portati, pur con tutto 'sto popò di bordello, a un solo punto dagli stessi Sky Blues che occupano il sesto posto, l'ultimo utile per l'accesso ai play off. Ma la classifica è talmente corta e fluida che un altro paio di pareggi di fila ci riporterebbero immediatamente nella parte bassa del tabellone.

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7 commenti

Archiviato in stagione 2010-2011

7 risposte a “90 minutes of head tennis and aimless hoofing. Il non brillantissimo spettacolo di Watford

  1. lopo_

    Non mi sembra un buon scenario per raggiungere risultati.
    Se fosse vero, mi sembra allucinante che un head coach lavori solo 3 giorni alla settimana.
    Credo di avere sbagliato lavoro…

    Mi torna in mente l'altra volta in cui  una società che ha accusato l'allenatore di non dedicare sufficiente tempo alla squadra, il Parma e Malesani. il "miracolo Parma" fu avvolto dalla polemiche, il tutto incominciò la fase calante, Malesani ebbe l'incidente tornando a casa (a Verona)  e lì finiì la sua carriera ad alti livelli. Peccato. ai tempi della Fiorentina a mio avviso poteva diventare uno dei migliori tecnici in Italia.

    Mi (e ti) auguro che la situazione sia diversa ( e che non degeneri)

  2. Ironia della sorte, quando Brian Clough lasciò il Derby e fu assunto dal Brighton & Hove Albion, passava la maggior parte del tempo a Derby, e andava nella cittadina costiera solo il giovedì, per preparare la partita. È vero che, invece, Peter Taylor aveva preso a cuore l'incarico e dedicava alla squadra tutto il tempo, ma è vero anche che i boss del B&HA avevano assunto Clough, per fare il lavoro.

    L'altra cosa vera è che, se Clough aveva vinto un campionato e aveva accettato di allenare in terza divisione quasi per ripicca, Davies deve ancora dimostrare di essere un allenatore vincente (di più: deve dimostrare di non essere un allenatore perdente), e non mi sembra il caso che tenga questi atteggiamenti da star della panchina.

  3. anonimo

    Mmmmhh avevo capito che c'era maretta, non immaginavo quasi tempesta. Grazie per la traduzione del blog: quando va giù di slang dello shire il mio inglese prettamente scolastico traballa e passa oltre…

    Comunque, ben venga la vittoria in rimonta sugli Sky Blues, senza due pezzi da 90 quali il capitano e il centravanti che non segna ma fa gioco (?)…vincere fa sempre bene e rimanda eventuali malumori…

    Che dire, di BD ho una stima (quasi) totale, da quando ci ha salvato miracolosamente due anni fa. Certo, se davvero lavora tre giorni a settimana, insomma: mi dedico più io alla mia squadra di giovanissimi…

    Ma sinceramente non credo dai, cavolo deve essere un po' più complesso gestire una squadra di b inglese…

    Per quanto riguarda le sue uscite, mi hanno  stufato tanto quanto le cavolate di mercato del board: si mettessero d'accordo, se no cambino mr o vendano il club. Cerco per quanto mi riguarda di concentrarmi più sul campo e i suoi verdetti perentori.

    Speriamo che la finestra di gennaio sia foriera di buone nuove e non di tragiche partenze…preghiamo più che speriamo….e sabato ci sono i Rangers…e ad adesso non c'è possibilità di vederla… 😦

  4. anonimo

    Vigliacco se mi ricordo una volta di firmare…eh ma prima o poi mi faccio l'account ecco…

    Federico

  5. Anche a me sembra molto strano che vada a lavorare il giovedì, Federico. Soprattutto che gli sia permesso un comportamento di questo genere. Se davvero gli hai permesso di fare così per due anni, non sei un dirigente, sei un passacarte da burocrazia DDR.

    Comunque sia, come dice il succo di NFFCBlog, il problema è che ognuno dice un po' quello che gli pare, perché dalla società di notizie ufficiali non ne escono. È il festival del delirio a ruota libera, qualsiasi cazzata assurge subito a livello di fatto certo. Intanto Nigel, con una squadra certamente più debole della nostra, sta facendo i miracoli…

  6. anonimo

    Già…con Commons che segna più di McGugan…

    Vabbè dai, meglio pensare alla partitissima di sabato…ciao!

    Federico

  7. Comunque sia, con tutte le polemiche e tutte le cose che sono andate storte, siamo lì. Abbiamo due punti in meno dell'anno scorso, e se vincessimo sabato avremmo esattamente gli stessi punti. Con un campionato così equilibrato, basterebbe migliorare un pochino la media viaggiante per essere competitivi.

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