Barnsley to Boro. Per dimostrare di essere davvero un “good mid-table team”.

Lo so, lo so, quando perdiamo non ho mai voglia di mettermi lì a scrivere. Abbiate pazienza

Purtroppo, una delle caratteristiche costanti di questo inizio di stagione del Forest, la difesa lasca, è stato il tratto decisivo della sfida contro i Tykes. Mettiamoci pure un rigorillo un pochino dubbio ai danni del Forest per il decisivo 2-0 (un caso che il raddoppio sia venuto solo allora, per cui non recriminerei su questo episodio, anche se l'arbitraggio è stato cattivo, e mediamente casalingo), e il frittatone di Oakwell, con Forest di contorno, è stato bell'e pronto da essere servito.

Ci abbiamo messo del bel nostro, in effetti, non solo per la scarsa efficacia nella fase difensiva, ma anche per la discutibile formazione messa in campo e, soprattutto, per l'assoluta incapacità di essere davvero incisivi in attacco.

Andiamo in ordine. La fase difensiva. Un solo clean sheet in dodici partite, quest'anno, a me sembra un bilancio inaccettabile. Silverware comes from clean sheets, diceva il Gaffer, ma senza essere Brian Clough, anche un bambino di due anni che facesse i conti con il pallottoliere dell'asilo capirebbe che, segnando poco come segniamo noi, senza una difesa di ferro si fa poca strada.

Dopo quattro minuti, dopo una discesa incontrastata sulla fascia, Trippler ha pescato Hammill in area libero come un anarchico russo, e sul suo tiro, rimpallato, è arrivato Doyle a mettere dentro, in mezzo alla plastica gipsoteca della difesa del Forest. Un simpatico bigino che consentirà agli istruttori di fasi difensive delle scuole di calcio di non impazzire con il montaggio di esempi di come non si faccia a difendere tratti da diverse situazioni di gioco, visto che in pochi secondi offre quasi tutte le situazioni di poor defending che possono verificarsi nel gioco del football.

All'inizio del secondo tempo, grande partenza del Barnsley e povera difesa del Forest, con un tiro di Trippler dopo azione quasi incontrastata di McEveley. Poi il rigore, per un contrasto forse non falloso ma indubbiamente goffo di Blackstock su Lovre, realizzato dall'ex Andy Gray (il nipotino di Eddie Gray, la leggenda del Leeds; Andy è un attaccante, 66 partite di lega e 1 gol, recita il suo score relativo al periodo passato al City Ground: non proprio un tabellino alla Gerd Müller), al suo centesimo gol in carriera.

L'ultimo gol nel più classico dei contropiedi dell'ultimo minuto subiti da una squadra sotto di uno, con bella conclusione del neoentrato Butterfield su suggerimento dell'ottimo Hammill.

Poi, i problemi in attacco. Penso di non essere fazioso se dico che il Forest, per ampi tratti, ha davvero dominato, sabato, visto che i numeri ufficiali della BBC parlano di 13 tiri contro 8 e di 6 corner a 3 per i True Reds. Il problema è che non la buttiamo dentro nemmeno per caso.

Bertrand ha buttato nel cesso due occasioni clamorose, dice: "non è un attaccante", ma a mio modo di vedere la capacità di centrare un rettangolo di sette e mezzo per due e mezzo da dieci metri con un calcio dovrebbe essere patrimonio acquisito di un giocatore di calcio professionista. Blackstock ha colpito di testa una traversa, ma il cross meritava impatto migliore, probabilmente. Adebola ha avuto anche lui qualche occasione, una in particolare, così come Cohen, ma nulla.

La rete è venuta su bel tiro del solito McGugan, imbeccato da McGoldrick, che ha battuto due avversari e l'ha messa nel suo angolino basso preferito.

Insomma, Earnshaw viene criticato spesso quando gioca, ma quando non gioca la povertà di capacità realizzativa del Forest si manifesta in tutta la sua cruda e spietata realtà. Non so, forse avanzare McGugan sulla linea degli attaccanti avrebbe qualche effetto, visto che lui, se non altro, la mette allegramente: il problema è che non riesce a prendere molti tiri, nel corso di una partita, soprattutto se viene messo a giocare in esterno.

E questo è il terzo punto dolente: anche se siamo l'unica squadra professionistica inglese a non avere ali, Davies (o Kelly, chissà) ha abbandonato il 451-4231 che aveva tutto sommato ben fatto nelle ultime partite a favore di uno wingless 442, con Cohen e McGugan sulle esterne (con piedi invertiti, come suggeriscono i dettami del calcio moderno, il sinistro Cohen sulla destra e il destro McGugan sulla sinistra) e il convincente Adebola della partita riserve di mercoledì al posto di Anderson, apparso ancora indietro di condizione; purtroppo, le nostre due "ali", sabato, non hanno né il passo né il senso della posizione che deve avere un'ala vera, e questa duplice inadeguatezza si è avvertita sia in fase di attacco, sia in fase di ripiegamento.

Tutti e due sono stati efficaci solo in fase di accentramento, ma questo significava solo scoprire le esterne ai contrattacchi dei Tykes, abili a sfruttare gli spazi sulle fasce.

Molto meglio la squadra con Anderson e McGoldrick (protagonista dell'azione del gol appena entrato, come detto) al posto di Adebola e Moussi, ma ormai si stava sullo 0-2: latte versato, buoi scappati, cose così.

Vabbè, fine del nostro flebile periodo di imbattibilità (13 punti in 9 partite), e squadra al 15° posto. Il pronostico del Gaffer ("a good mid-table team") è ancora tutto da raggiungere, e, con difesa e attacco che non funzionano (o meglio, che compiono errori davvero clamorosi, a questo livello: si parla del quinto campionato professionistico d'Europa, come soldi, spettatori e livello tecnico), non ci resta che sperare davvero in bene.

Nottingham Forest: Camp, Gunter, Chambers, Morgan, Bertrand, Cohen, Moussi (Anderson 64°), McKenna(C) (Majewski 84°), McGugan, Adebola (McGoldrick 64°), Blackstock
NE: Darlow (GK), Wilson, McCleary, Thornhill 
Ammoniti: Moussi 54°
Marcatore: McGugan 68°

Barnsley: Steele, McEveley, Shackell(C), Foster, Trippier (Hassell 64°), Doyle, O'Brien(Wood 80°), Lovre (Butterfield 80°), Hammill, Colace, Gray
NE: Preece, Potter, Arismendi, Dickinson
Ammoniti: Doyle 67min, Hassell 67min
Marcatori: Doyle 5°, Gray 55° (R), Butterfield 87°

Arbitro: P Crossley
Spettatori: 12.844, di cui ospiti: 2.443

***

 

La partita di stasera sarebbe dovuta essere lo scontro al vertice tra le due favorite assolute della Championship, secondo gli accorti bookmaker agostani. 

Invece, Strachan ha abbandonato il Boro dopo la sconfitta interna con il Leeds, e noi stiamo qui a ricordare i bei tempi non dico di trent'anni fa, ma dell'anno scorso.

Sulla carta, la partita dovrebbe essere facile. Il Middlesbrough ha raccolto un punto in trasferta, a Leicester, a agosto, e i suoi giocatori si trovano in uno stato di forma e morale probabilmente peggiore del nostro: giochiamo una partita in casa, con pochissimo pubblico ospite, contro una squadra senza fiducia nei propri mezzi e con lo spogliatoio sfasciato, noi non perdiamo in casa da un anno. Voglio dire, se uno deve scegliere proprio una partita per il rilancio (o per cominciare davvero la stagione, si potrebbe dire: a questo punto, anche i paragoni rassicuranti fatti nel corso delle prime partite con l'anno scorso stanno cominciando a dimagrire a vista d'occhio), dovrebbe scegliere questa.

Sul campo, la tradizione insegna a diffidare delle squadre che hanno subito un trauma forte come quello dell'abbandono dell'allenatore, perché possono avere reazioni imprevedibili.

Poi, in realtà, non si ha l'impressione che il Forest possa maramaldeggiare su alcunché, ora come ora.

Noi siamo sempre senza Earnshaw e Tyson, e la prima è sempre di più una cattiva notizia. Notizia migliore, visto che siamo in clima di grande sportività, è il fatto che l'infermeria del Boro sembra la via del centro il sabato pomeriggio, con Willo Flood, Kevin Thomson, Rhys Williams, Matt Kilgallon e Jonathan Franks sempre sul lettino a spalmarsi canfora sulle gambe. Barry Robson è fuori per squalifica, e ci sono seri dubbi anche sull'impiego di Tavares, uscito contro il Leeds per un malore improvviso.

Il loro uomo più pericoloso dovrebbe essere Kris Boyd, attaccante scozzese fortemente voluto da Strachan che al Riverside non ha raggiunto i livelli stratosferici su cui si librava a nord del confine, ma che pare costituire, nondimeno, la minaccia maggiore per Campo; visto poi che, quando si tratta di dare una mano agli attaccanti in crisi, la nostra difesa non si tira mai indietro.

L'ultima partita al City Ground fu una nostra vittoria, gol di Cohen, ma quella fu la partita di Camp, mostruoso nel negare al Boro pareggio e successivo dilagheggio. Il bilancio delle partite di lega è 22-19 per noi, su un totale di 59 partite, con i Teessiders a secco di vittorie contro di noi da 11 anni: in Premier League passarono 2-1 al City Ground; anzi, dirò di più: quella è stata l'unica vittoria dei Teessiders contro di noi nelle ultime 27 partite di lega, e negli ultimi 36 anni. Già cago già addosso, a scrivere queste cose. Gli Dei del football sono come il mostro nel lago davanti alla porta di Moria, non dovrebbero essere stuzzicati prima delle imprese importanti.

***

Due tizi, soprattutto, sono passati dal Boro per arrivare al Forest: il primo, naturalmente, è il nostro Brian Clough, nato proprio sull'estuario del Tees, e giocatore del Boro nei primi anni di attività.

L'altro è il grande Colin Cooper, proprio uno dei componenti del Middlesbrough che vinse al City Ground nel 1999. Il ragazzo di Durham cominciò con il Boro, la squadra del suo cuore, poi passò al Millwall e poi da noi. Formò con Chettle una delle migliori coppie difensive centrali della storia recente del club, senz'altro la più forte dell'era dC. Conquistò con la maglia rossa del Forest la promozione nel 1992, il terzo posto nel 1993, il quarto di finale di Coppa UEFA del 1994, due cap con i tre leoni nel 1995, e un'altra promozione nel 1998, dopo la retrocessione dell'anno precedente.

Dopo aver riconquistato la PL nel 1997-98, Supercoops sentì il richiamo di casa e tornò al Riverside Stadium, dove giocò a alto livello per altri anni; ebbe una grave crisi nel 2002, dopo la vittoriosa finale di FA Cup contro il Man Utd, paradossalmente il giorno più triste della sua vita: qualche ora dopo la vittoria, il suo figlioletto morì in un assurdo incidente domestico, strozzato da un giocattolo.

Ancora in forza nominalmente al club sul Tees, giocò in realtà molto poco, e abbandonò definitivamente, ormai 39enne, nel 2006, l'anno della finale di Coppa Uefa, durante il quale, però, scese in campo solo per pochi minuti, in una partita contro il Fulham.

Ha avuto anche una breve carriera manageriale, come assistente al Middlesbrough, di cui fu anche caretaker tra la partenza di Southgate e l'arrivo di Strachan, che lo allontanò da ogni incarico.

Position Squadra Giocate DR Punti
1 QPR 11 21 27
2 Cardiff 11 9 23
3 Norwich 11 4 20
4 Swansea 11 3 19
5 Watford 11 8 18
6 Ipswich 11 3 18
7 Coventry 11 2 18
8 Burnley 11 7 17
9 Leeds 11 -1 17
10 Reading 11 4 16
11 Millwall 11 2 16
12 Doncaster 11 0 16
13 Derby 11 6 15
14 Barnsley 11 -1 15
15 Nottingham Forest 11 0 13
16 Hull 11 -6 13
17 Portsmouth 11 -1 12
18 Sheff Utd 11 -7 12
19 Scunthorpe 11 -3 11
20 Middlesbrough 11 -8 11
21 Preston 11 -9 10
22 Leicester 11 -10 9
23 Crystal Palace 11 -11 8
24 Bristol City 11 -12 6
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6 commenti

Archiviato in stagione 2010-2011

6 risposte a “Barnsley to Boro. Per dimostrare di essere davvero un “good mid-table team”.

  1. anonimo

    Oh finalmente! Vittoria col Boro della quale però so poco, non avendo visto né letto niente ma avendola solo sentita via radio: se solo il radiocronista potesse parlare more slowly…però il rocket di Lewis dopo 5' del II tempo l'ho capito subito!!!

    Comunque, una piccola nota tattica su Barnsley: ma come diavolo si fa a schierare DEX e DELE, 190 kg in due e quasi 4 metri d'altezza, e non mettere neanche un'aletta (Ando? Tys era rotto se non sbaglio…ma a sto punto anche McGol andava bene!) in grado di fare uno straccio di cross?!

    E poi, cosa diamine ci faceva Blackstock in area nostra sul rigore?! Dubbio si, però difficile onestamente da non dare…con tutto che se non sbaglio dietro arrivava un altro giocatore solo soletto…

    Vabbè, mi documento su ieri e poi sotto con l'Ipswich sabato!

  2. anonimo

    …Federico (mi dimentico sempre di firmare)…

  3. lopo_

    Come diceva un mio amico allenatore:
    " quando davanti hai uno che la mette dentro, mezza squadra è fatta!"

    mi sembra che calzi a pennello con la descrizione che hai fatto tu del Forest di questa stagione. 
    mi puoi dire che cos'è cambiato dall'anno scorso da una squadra che ha sfiorato con merito la PL e la squadra che viene definita un good-midtable-team?

    (sto studiando per recuperare…)

  4. anonimo

    Non è cambiato niente. Nel vero e proprio senso letterale: il mercato ha visto la partenza di Perch e l'arrivo di Bertrand e basta. Questo vuol dire che siamo gli stessi identici dell'anno scorso, con la rosa più scarna che mai.

    Poi, vediamo, forse c'è un po' meno entusiasmo, dovuto al pessimo play-off, gli avversari ci conoscono meglio e è sicuramente mancata un po' di fortuna all'inizio…

    Questi secondo me gli ingredienti. E sabato arriva Roy…

  5.  È arrivato e gli abbiamo dato la paga. Mi dispiace non essere stato in grado di aggiornare, in questa settimana frenetica, ma a breve posterò un resoconto delle due partite vittoriose, e, se le trovo, le immagini del meraviglioso gol di McGugan.

    Ha ragione il #4 (Federico?). Non è cambiato nulla, solo i difensori meno puntuali (l'anno scorso abbiamo costruito il terzo posto sulla difesa) e le punte meno prolifiche (i problemi di Wilson e di Earnshaw hanno condizionato la squadra, in pratica).
    In più, forse McKenna sta cominciando a sentire l'effetto degli anni, e non sta giocando sui livelli dello scorso campionato.

    Però l'ultima striscia di partite (se escludiamo la sciagurata trasferta di Barnsley) è stata ottima. Se McGugie continua con questo ritmo, se McGoldrake diventa veramente, come diceva il Gaffer quest'estate, l'uomo in più del Forest di quest'anno, e se a gennaio arrivasse un centrocampista centrale (e, magari, in subordine, un esterno offensivo sinistro, anche se Cohen sabato non ha demeritato), potremo dire la nostra anche quest'anno, secondo me.

  6. lopo_

    Ma che punizione ha tirato McGugan?!?

    E l'anno scorso faceva a volte panca?

    Comunque complimenti per le 2 vittorie 2 .
    E l'Ipswich del mio mito Keano? era partito alla grande ma ora si sta sgonfiando; ho l'impressione che sia dura che da manager abbia la brillante carriera avuta da calciatore.
    Il suo carattere tagliato con l'accetta se da giocatore gli dava qualcosa in più da manager è un limite in quanto la gestione del gruppo richiede bastone e carota, duttilità e sensibilità. 
    credo che invece Keane sia un buon trascinatore (strepitoso il primo anno al Sunderland) ma appena il meccanismo si inceppa non sappia prendere le contromisure (se non pensare di attaccare la muro degli spogliatoi qualcuno…)

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