La risposta di Billy Davies.

Non si fa attendere la risposta di Billy Davies all'intervista rilasciata da Mark Arthur alla fanzine del Forest. Secondo il suo solito stile, il Gaffer scozzese alterna affermazioni di cauto ottimismo a dichiarazioni di profondo pessimismo, senza un filo logico apparente, assecondando la sua tendenza all'outspeaking che aveva provocato una rottura con il Board alla fine della precedente stagione, difficilmente sanata nel corso dell'estate.

A parziale difesa del tecnico del Forest va detto che l'intervista a Arthur ha rivelato una pecca strategica fondamentale del mercato estivo dei Reds: l'apparente mancanza di un "piano B", l'investimento di tutte le risorse societarie e di tutte le capacità manageriali (magari non elevatissime) nella rincorsa a soli due giocatori, il fallimento del cui ingaggio ha portato, in sostanza, al fallimento dell'intero mercato estivo. I temi principali dell'intervista sono stati la manifestazione del timore di essere il primo, se non il solo, a pagare per l'eventuale fallimento della campagna di lega di quest'anno, e — dopo che gli è stato chiesto se non stesse solo mettendo le mani avanti — l'affermazione che queste dichiarazioni vengono semplicemente dal suo desiderio di "essere onesto" nei confronti di chi crede nel club.

«Conoscete la situazione. Sapete che, nel football, il manager è il capro espiatorio [Davies usa l'espressione "managers carry the can", un modo per dire che sopporta l'onore e, soprattutto, l'onere maggiore per i successi e i fallimenti della squadra]. Non sono diverso dagli altri manager del passato, o di quelli che verranno nel futuro. Sappiamo che il nostro ruolo è questo, e sappiamo benissimo come funzionano le cose. Sappiamo che l'esonero è sempre dietro l'angolo, quando le cose vanno male. Io avevo la speranza di poter lavorare con la promozione come obiettivo, in questa o nella prossima stagione, ma abbiamo fatto il nostro ultimo ingaggio a titolo definitivo 14 mesi fa, e questa politica non è sufficiente per ottenere i risultati che tutti speriamo.
Noi la scorsa stagione abbiamo ottenuto molto di più di quanto non sperassimo, e di quanto non ci si aspettasse da noi, e il nostro inizio di stagione dimostra che gli "ingaggi stellari" di cui io avevo parlato sarebbero stati necessari. Non abbiamo risorse sufficienti per finire il nostro lavoro. Questo club non è pronto per competere contro le squadre che vengono dalla Premier League, contro i "big spenders" della Championship, e contro diverse altre squadre della nostra divisione.

Ora, queste dichiarazioni prima di una partita non dico decisiva ma certamente importantissima, come quella contro il Millwall, con un clima che già la scorsa partita giocata al City Ground contro il Norwich aveva mostrato non essere proprio sereno, la prima partita dopo la conclusione di un mercato così criticato dai tifosi, a me non paiono proprio opportune. Domani allo stadio, in caso di un altro risultato negativo contro la terza neopromossa di fila che si presenta al City Gound, la contestazione potrebbe assumere dimensioni preoccupanti, portando il club a prendere decisioni affrettate, improvvise e non meditate.

Qui i commenti dei tifosi alle dichiarazioni di Davies.

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Archiviato in mercato estivo 2010, stagione 2010-2011

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