E i Gallesi che si incazzano…

E è anche difficile dar loro torto. Se fai le bullate che fanno Barcellona o Real Madrid senza avere il diritto di impunità che hanno il Barcellona e il Real Madrid (vedi il caso Fabregas, con le grottesche indicazioni di dirigenti e giocatori catalani su quando Cesc andrà o non andrà a rinforzare i Blaugrana, senza aver scambiato nemmeno un sms con i dirigenti dell'Arsenal), è giusto pagarne le conseguenze.

Le esternazioni di Arthur a Radio Nottingham, che ieri avevo (troppo benevolmente) definito "insolitamente esplicite", hanno giustamente mandato su tutte le furie i dirigenti dei Cigni e degli Uccelli Blu, facendoli concordare e coalizzare su una cosa, il che è miracoloso quasi come mettere d'accordo Hamas e Likud.

Mark, tra persone e squadre per bene il tap-up non si fa.

Il tap-up è, appunto, il termine tecnico con il quale in Inghilterra si chiama la pratica nella quale sono specializzati Real e Barça: andare direttamente da un giocatore sotto contratto da un'altra squadra senza passare per i canali legittimi, e dirgli: "dai Ciccio, che ti frega, vieni con noi che ti diamo un paio di fantastiliardi in più di quello che prendi ora", al che Ciccio e, soprattutto, l'agente di Ciccio cominciano a rompere fragorosamente i coglioni al vecchio club dicendo cose come "nessuno può essere costretto a giocare in un club contro la sua volontà" o anche, quelli più colti, "sento il bisogno di fare un'altra scelta di vita", finché il vecchio club, preso dallo sfinimento, non acconsente alla cessione, con buona pace dei contratti firmati e controfirmati.

Voglio dire, a chi non piacerebbe, dopo aver firmato un contratto di mutuo, andare dalla propria banca a dire "nessuno può essere costretto a pagare le rate contro la propria volontà, rivendico il mio diritto a fare un'altra scelta di vita". I calciatori professionisti questo possono farlo.

Ma sentite un po' che cosa hanno dichiarato i bravi dirigenti gallesi. Roba forte.

Dave Jones (manager del Cardiff City): Se questo non è un tap-up spudorato, non so che cosa sia. Bisogna che la Lega valuti la vicenda. Arthur non aveva nessun diritto di dire le cose che ha detto. Se è interessato al giocatore, faccia il favore di dire quello che deve dire alle persone giuste, senza fare dichiarazioni mediatiche, cianciando sul fatto che i nostri giocatori non sarebbero contenti. Se sa davvero che Whitts è infelice, si vede che lo conosce meglio di suo fratello, perché a me non ha mai detto nulla di simile.
Noi abbiamo fatto un'offerta di rinnovo a Peter Whittingham, e la sua posizione di attesa è dovuta al fatto che vuole vedere che cosa succede alla squadra. Ora che la situazione si è tranquillizzata, parleremo di nuovo con lui e faremo partire nuovamente la trattativa per il rinnovo.

Huw Jenkins (chairman dello Swansea): Be', sì, bisogna che la Lega valuti la vicenda. Quello che ha detto Arthur non è sportivo, è al di fuori delle regole e dello spirito del gioco. Noi e il Cardiff potremmo unirci in difesa dei nostri club.
Sono dichiarazioni davvero sorprendenti, per una persona nella posizione di Mark. Non hanno ottenuto da noi la risposta che si aspettavano, e hanno cercato di metter su questa pantomima per avere quello che desiderano: è davvero un comportamento deludente.

Gethin Jenkins (chief executive del Cardiff City): Ringraziamo Mr Arthur per la grande attenzione che riserva al nostro club, tuttavia suggeriremmo che si occupi piuttosto dei guai del Forest, piuttosto che fare pubblici e sfacciati tentativi di destabilizzare i nostri giocatori.

Voglio dire, io non saprei dar loro torto. Poi, se è verosimile che un giocatore cominci a fare le bizze per andare al Real, non ce li vedo tipi seri come Pratley o Whittingham rompere i coglioni per andare al Forest, tanto più che, a fine contratto entrambi, da gennaio potranno scegliere di andare con chi più gli aggrada.  Più facile che si mettano lì zitti senza dire una parola a aspettare come si evolvono le cose.
Insomma, a meno che anche quella dei dirigenti delle due squadre gallesi non sia una pantomima a uso dei tifosi, per mostrare che hanno fatto di tutto per tenere in Galles due giocatori così forti, se devo dari i miei due centesimi, per ora mi sembra che la mossa di Arthur abbia fatto peggio che meglio.
Ma, ancora una volta, il primo di settembre sapremo tutta la verità sulle strategie di mercato del Forest, e, soprattutto, sulla loro bontà.

****

Il vostro vi saluta, e parte per dieci giorni verso la madrepatria inglese. Un saluto, e un arrivederci a presto, con il riassunto di quanto successo nel frattempo.

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Archiviato in mercato estivo 2010

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