Hic sunt Lyones.

Non è andata male. La visione della partita, avvenuta per mezzo del solito sito russo, mi ha lasciato una certa soddisfazione, alla luce del fatto che l'OL è una squadra, oggettivamente, di un altro pianeta rispetto a noi, e che la nostra difesa era davvero di assoluta emergenza, alla luce delle assenze di Camp (per lui un virus intestinale), di Morgan, di Wilson e di Lynch, e con il centrocampo menomato dall'assenza dello skipper titolare della squadra, McKenna.
Dopo la partita, Davies ha sottolineato il "fantastico esercizio" per il Forest, consistente nel dover fronteggiare una squadra che esemplifica in modo così perfetto lo stile di gioco continentale, fatto di possesso palla e accerchiamenti rasoterra della difesa avversaria.

L'inizio, soprattutto, ha fatto temere davvero il peggio: dopo soli otto minuti, Gomis ha aperto le marcature con una sabongia davvero di rara sapidità, scagliata dai venti-venticinque metri, che si è infilata alle spalle di un non del tutto incolpevole Smith (prova non proprio brillantissima, la sua…), disperatamente e inutilmente proteso in tuffo.
La reazione dei Reds è stata convinta e immediata, e dopo solo un minuto l'arbitro ha forse sorvolato su un fallo in area di Lloris su un Blackstock che sembrava inesorabilmente lanciato a rete.

Il Forest ha mantenuto l'iniziativa per quasi tutto il primo tempo: al 21°, Lloris si è esibito in un'ottima parata su Earnshaw, lanciato a rete da un'ottima azione sviluppatasi sulla sinistra dello schieramento Rosso, e circa un quarto d'ora più tardi il Forest è arrivato al pareggio, con Adebola, che ha deviato alle spalle di Lloris un tiraccio orrendo di Tyson, destinato al cassonetto del riciclo dei rifiuti organici.
Purtroppo e, come si suol dire, "proprio nel momento migliore dei Reds", il Lione è tornato in vantaggio nel finale del primo tempo, con la classica rete tagliagambe del solito Gomis, in apparente posizione di fuorigioco.

Il secondo tempo si è aperto con un altro forcing dei Rossi, che ha avuto la sua migliore realizzazione in un tiro di Blackstock deviato da Lloris dopo una bellissima combinazione tra Earnshaw e Adebola, e nel susseguente calcio d'angolo, in esecuzione del quale Lloris si è prodotto nella miglior parata della partita, su una sassata di Moussi che sembrava davvero destinata in rete.

Al 56°, un altro episodio dubbio nell'area di rigore lionese, con Adebola — ottimamente lanciato da Cohen — fermato in maniera nuovamente molto sospetta dal portierone francese: se l'intenzione dell'arbitro era quella di dimostrare ai ridicoli sciovinisti mangiarane che gli arbitri inglesi se ne sbattono le palle dei passaporti e che dirigono nel più ampio disprezzo delle considerazioni di casacca, c'è riuscito benissimo.

L'OL ha arrotondato il punteggio sette minuti dopo, con una bellissima azione di Jimmy Briand che, dopo avere evitato bravamente, tagliandolo all'interno, un Bennett sorpreso non proprio nella posizione dettata dal Manuale dei Rudimenti Elementari del Giuoco Difensivo, ha diretto un pallone (a dire il vero molto flaccido) alle spalle di Paul Smith ("Perché devo fermarla io? La rete è lì apposta").

L'ultima occasione è stata di nuovo per il Forest: una bella manovra corale che ha portato a un cross dalla sinistra di Garath McCleary che è stato deviato sciaguratamente a lato, sotto porta, da Nialle Rodney, ma in effetti non è che si può pensare che sia Nialle Rodney a tirar su le partite dalla canna del cesso.

Forest: Smith (Darlow 75°), Chambers, Adebola (Rodney 70°), Earnshaw (C), Tyson (Freeman, 74°), Cohen, Gunter (Moloney 70°), Moussi (Thornhill 65°), Blackstock (McCleary 54°), Majewski (McGugan 65°), Bennett
NE: Gibbons, Mullen
Marcatore: Adebola 34°

O Lyon: Lloris, Briand (Belfodil 65°), Cissokho, Gassama (Abenzoar 72°), Gomis, Gonalons, Ederson (Blanc 65°), Lovren, Pied, Pjanic, Toulalan (Umtiti 82°)
NE: Kallstrom, Reveillere, Seguin, Vercoutre, Novillo, Gorgelin
Marcatori: Gomis 8°, 40°, Briand 63°.

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Sul fronte del mercato, nulla di nuovo se non due dichiarazioni di Billy Davies; la prima relativa a Kelvin Wilson: del giocatore si era detto che fosse molto arrabbiato con la società per la mancata cessione al Celtic, e che fosse "sceso in sciopero", che non si presentasse più agli allenamenti, insomma. Davies ha seccamente smentito la voce, e ha confermato l'infortunio del giocatore, che ha ribadito essere incedibile.
Tra l'altro, la quasi certa uscita del Celtic dalla UCL, dopo la sconfitta per 3-0 maturata a Braga nell'andata del terzo turno preliminare, rende probabilmente meno pressante per gli Hoops l'acquisto di un centrale difensivo, e meno attraente per Kelvin un trasferimento al Celtic Park.

(Tra l'altro, la situazione della difesa del Forest, in vista dell'avvio del campionato, è davvero allarmante: di nessuno dei difensori assenti ieri si può dire con certezza se potrà essere in campo per la durissima prima di campionato a Burnley, e Davies ha denunciato ancora oggi il fatto che la rosa del Forest, soddisfacente dal punto di vista della qualità, non lo è dal punto di vista della profondità della panchina).

La seconda dichiarazione di Davies, invece, riguarda il tormentone Shorey: Billy Davies ha confermato l'interesse del Forest per il laterale del Villa, e ha espresso la speranza che il giocatore, sempre alla ricerca di una sistemazione in PL, che pare tardare a venire, possa alla fine accettare il trasferimento ai Trentsiders, a titolo definitivo o in prestito per un anno con diritto di riscatto. Davies si è detto pronto a gestire quello che ha definito lo "waiting game", con pazienza ma senza trascurare altre piste.

Come chiosa generale alla sua intervista, Davies ha affermato che, per coltivare serie speranze di play-off, occorrono da tre a cinque ingaggi di buoni giocatori (il Gaffer ha parlato, a dire il vero, di "three up to five stellar signings"), che ci sono diverse trattative aperte, la cui discussione pubblica, però, è impedita da un normale desiderio di riservatezza.

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Archiviato in mercato estivo 2010

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