Archivi del mese: luglio 2010

Hic sunt Lyones.

Non è andata male. La visione della partita, avvenuta per mezzo del solito sito russo, mi ha lasciato una certa soddisfazione, alla luce del fatto che l'OL è una squadra, oggettivamente, di un altro pianeta rispetto a noi, e che la nostra difesa era davvero di assoluta emergenza, alla luce delle assenze di Camp (per lui un virus intestinale), di Morgan, di Wilson e di Lynch, e con il centrocampo menomato dall'assenza dello skipper titolare della squadra, McKenna.
Dopo la partita, Davies ha sottolineato il "fantastico esercizio" per il Forest, consistente nel dover fronteggiare una squadra che esemplifica in modo così perfetto lo stile di gioco continentale, fatto di possesso palla e accerchiamenti rasoterra della difesa avversaria.

L'inizio, soprattutto, ha fatto temere davvero il peggio: dopo soli otto minuti, Gomis ha aperto le marcature con una sabongia davvero di rara sapidità, scagliata dai venti-venticinque metri, che si è infilata alle spalle di un non del tutto incolpevole Smith (prova non proprio brillantissima, la sua…), disperatamente e inutilmente proteso in tuffo.
La reazione dei Reds è stata convinta e immediata, e dopo solo un minuto l'arbitro ha forse sorvolato su un fallo in area di Lloris su un Blackstock che sembrava inesorabilmente lanciato a rete.

Il Forest ha mantenuto l'iniziativa per quasi tutto il primo tempo: al 21°, Lloris si è esibito in un'ottima parata su Earnshaw, lanciato a rete da un'ottima azione sviluppatasi sulla sinistra dello schieramento Rosso, e circa un quarto d'ora più tardi il Forest è arrivato al pareggio, con Adebola, che ha deviato alle spalle di Lloris un tiraccio orrendo di Tyson, destinato al cassonetto del riciclo dei rifiuti organici.
Purtroppo e, come si suol dire, "proprio nel momento migliore dei Reds", il Lione è tornato in vantaggio nel finale del primo tempo, con la classica rete tagliagambe del solito Gomis, in apparente posizione di fuorigioco.

Il secondo tempo si è aperto con un altro forcing dei Rossi, che ha avuto la sua migliore realizzazione in un tiro di Blackstock deviato da Lloris dopo una bellissima combinazione tra Earnshaw e Adebola, e nel susseguente calcio d'angolo, in esecuzione del quale Lloris si è prodotto nella miglior parata della partita, su una sassata di Moussi che sembrava davvero destinata in rete.

Al 56°, un altro episodio dubbio nell'area di rigore lionese, con Adebola — ottimamente lanciato da Cohen — fermato in maniera nuovamente molto sospetta dal portierone francese: se l'intenzione dell'arbitro era quella di dimostrare ai ridicoli sciovinisti mangiarane che gli arbitri inglesi se ne sbattono le palle dei passaporti e che dirigono nel più ampio disprezzo delle considerazioni di casacca, c'è riuscito benissimo.

L'OL ha arrotondato il punteggio sette minuti dopo, con una bellissima azione di Jimmy Briand che, dopo avere evitato bravamente, tagliandolo all'interno, un Bennett sorpreso non proprio nella posizione dettata dal Manuale dei Rudimenti Elementari del Giuoco Difensivo, ha diretto un pallone (a dire il vero molto flaccido) alle spalle di Paul Smith ("Perché devo fermarla io? La rete è lì apposta").

L'ultima occasione è stata di nuovo per il Forest: una bella manovra corale che ha portato a un cross dalla sinistra di Garath McCleary che è stato deviato sciaguratamente a lato, sotto porta, da Nialle Rodney, ma in effetti non è che si può pensare che sia Nialle Rodney a tirar su le partite dalla canna del cesso.

Forest: Smith (Darlow 75°), Chambers, Adebola (Rodney 70°), Earnshaw (C), Tyson (Freeman, 74°), Cohen, Gunter (Moloney 70°), Moussi (Thornhill 65°), Blackstock (McCleary 54°), Majewski (McGugan 65°), Bennett
NE: Gibbons, Mullen
Marcatore: Adebola 34°

O Lyon: Lloris, Briand (Belfodil 65°), Cissokho, Gassama (Abenzoar 72°), Gomis, Gonalons, Ederson (Blanc 65°), Lovren, Pied, Pjanic, Toulalan (Umtiti 82°)
NE: Kallstrom, Reveillere, Seguin, Vercoutre, Novillo, Gorgelin
Marcatori: Gomis 8°, 40°, Briand 63°.

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Sul fronte del mercato, nulla di nuovo se non due dichiarazioni di Billy Davies; la prima relativa a Kelvin Wilson: del giocatore si era detto che fosse molto arrabbiato con la società per la mancata cessione al Celtic, e che fosse "sceso in sciopero", che non si presentasse più agli allenamenti, insomma. Davies ha seccamente smentito la voce, e ha confermato l'infortunio del giocatore, che ha ribadito essere incedibile.
Tra l'altro, la quasi certa uscita del Celtic dalla UCL, dopo la sconfitta per 3-0 maturata a Braga nell'andata del terzo turno preliminare, rende probabilmente meno pressante per gli Hoops l'acquisto di un centrale difensivo, e meno attraente per Kelvin un trasferimento al Celtic Park.

(Tra l'altro, la situazione della difesa del Forest, in vista dell'avvio del campionato, è davvero allarmante: di nessuno dei difensori assenti ieri si può dire con certezza se potrà essere in campo per la durissima prima di campionato a Burnley, e Davies ha denunciato ancora oggi il fatto che la rosa del Forest, soddisfacente dal punto di vista della qualità, non lo è dal punto di vista della profondità della panchina).

La seconda dichiarazione di Davies, invece, riguarda il tormentone Shorey: Billy Davies ha confermato l'interesse del Forest per il laterale del Villa, e ha espresso la speranza che il giocatore, sempre alla ricerca di una sistemazione in PL, che pare tardare a venire, possa alla fine accettare il trasferimento ai Trentsiders, a titolo definitivo o in prestito per un anno con diritto di riscatto. Davies si è detto pronto a gestire quello che ha definito lo "waiting game", con pazienza ma senza trascurare altre piste.

Come chiosa generale alla sua intervista, Davies ha affermato che, per coltivare serie speranze di play-off, occorrono da tre a cinque ingaggi di buoni giocatori (il Gaffer ha parlato, a dire il vero, di "three up to five stellar signings"), che ci sono diverse trattative aperte, la cui discussione pubblica, però, è impedita da un normale desiderio di riservatezza.

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La nuova maglia.

Diciamo che Footballshirtculture ci era andata molto vicino. Oggi è stata presentata la nuova maglia, con Cohen e Camp come indossatori, con un evento tenutosi nell'area del mercato, presso la statua di Brian Clough.

Domani sarà presentata la nuova mascotte, e la maglia sarà disponibile on-line. Per la vendita presso lo store del Forest al City Ground, invece, bisognerà aspettare il 12 agosto, giusto in tempo per l'esordio in casa contro il Leeds United.

Ripeto ora, con il crisma dell'ufficialità, le considerazioni che avevo già fatto: mi piace, in generale, però, secondo me, il colletto (o il girocollo) bianco dovrebbe essere un elemento indispensabile della Garibaldi Red.

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Wilson gone?

 

Questo post del forum dei tifosi del Forest dà come certa la partenza di Wilson destinazione Celtic.

Per il giocatore, in scadenza di contratto tra 12 mesi (un contratto che, comunque sia, non aveva intenzione di rinnovare) pare siano stati offerti due milioni di sterline.

Il discorso è sempre quello: due milioni di sterline per un giocatore in scadenza che non vuole rinnovare non sarebbero male, il problema è vedere se abbiamo o non abbiamo un piano di sostituzione decente, se abbiamo o no una strategia complessiva di mercato.

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Le amichevoli del 24 luglio.

La partita al London Road contro i neo-retrocessi in League One del Peterborough United vede in campo una formazione indubbiamente rimaneggiata, a causa delle assenze di Wilson, Morgan, Tyson e McGoldrick, ma, certamente, una squadra molto più simile alla prima squadra di quella andata in campo nella disfatta di Kidderminster.

La solita partenza gagliarda, con il solito buon numero di occasioni fallite, ma all'ottavo George Boyd, che la stagione scorsa giocò abbastanza bene con noi qualche partita in prestito, da marzo in poi, segnando anche un gol nel 2-2 esterno a Scunthorpe United, ha portato in vantaggio i Posh con una volée ravvicinata.

Al termine della scorsa stagione, Boyd era fortemente indiziato per rimanere al City Ground, ma l'incertezza del Forest e, insieme, la determinazione del Peterborough e la sua voglia di avere a disposizione un giocatore certamente fortissimo per la categoria ha fatto naufragare questa prospettiva.

Nel prosieguo della partita, è stato il PUFC a essere più pericoloso, e solo una grande parata di Camp e una punizione di Charlie Lee al novantesimo fortunosamente deviata in corner hanno impedito al punteggio di assumere un contorno più robusto, mentre il Forest ha avuto l'unica vera occasione di pareggiare solo con Adebola, al 28° del primo tempo, con una doppia conclusione, la prima respinta e la seconda calciata malamente fuori.

Joel Lynch ha lasciato il campo al 15°, per un infortunio.

Forest: Camp(Smith, 60°), Chambers, Gunter, Lynch(Moloney 15°), Adebola(McCleary 65°), Cohen, McKenna (Majewski 45°) Moussi, Anderson, Blackstock, Earnshaw(Thornhill 66°)
NE: Bennett

Peterborough Utd: Lewis, Langmead, Lee, Wesolowski, McLean, Boyd, McCann (Rowe 71°), Mackall-Smith, Bennett, Davies (Mendez-Laing 71°), Ofori-Twumasi
NE: Hibbert, Simpson , Piergianni, Griffiths, Collis

Marcatore: Boyd 8°

Mercoledì arriva il Lyon al City Ground, e speriamo che la squadra ritrovi titolari, grinta e fiducia in sé stessa, altrimenti la punizione potrebbe essere severa.

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La squadra che ha affrontato il Kidderminster Harriers, una squadra di Conference Nationals, all'Aggborough, e che ne è stata sonoramente battuta, era una vera e propria squadra giovanile. Qui potete leggere un lungo commento alla partita.

Forest: Darlow, Kay (Bamford 65°), Freeman, Artymatas, Lascelles, Byrne, Meadows, Gibbons, Rodney, Mullen, Reynor.
NE: Kyprianou, Mytides, Lafis, Andrews, Morgan, Papworth, Osborn

HarriersPrimo tempo: Lewis, Vaughan, Griffiths, Sharpe, Shaw, Albrighton, Byrne, Briggs, Morris, McPhee, Gittings.Harriers – Secondo tempo: Lewis (Stevens 75°), Vaughan (McCone 59°), Griffiths, Sharpe (Hull 75°), Finnigan, Hadley, Briscoe, Blair, Briggs (Kerry 59), McPhee (Thompson-Brown 75°), Gittings (Holsgrove 59°).

Marcatori: Morris 30°, McPhee 34°, 45+4°

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Uhm…

Altre due sconfitte (0-1 contro il Peterborough e 0-3 contro il Kidderminister, con la squadra dei bambini), e altre voci sempre più insistenti di giocatori in uscita: il Celtic preme per Wilson, e il Southampton per Tyson. Domani gli approfondimenti.

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Keep it clean, keep it simple.

footballshirtculture.com ha pubblicato una foto che anticiperebbe la nuova maglietta: io spero vivamente che sia davvero così, anche se mi sa che è un montaggio fatto con la seconda maglia dell'Inghilterra, quella ex portafortuna.

Classy. Quando una maglia è intrinsecamente bella come quella del Forest, non c'è bisogno di fare null'altro che disegnarla la più semplice possibile.

Lo stesso sito anticipa anche il fatto che, il giorno della presentazione delle magliette, sarà presentata una linea di prodotti di merchandising basate su Robin Hood (che era il badge della squadra negli anni '50, contenuto anche nella maglietta di replica della quale sono orgoglioso possessore). So già che cosa appenderò allo specchietto a partire dal 14 agosto.

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I nuovi kit, e la nuova Kitbag.

Intanto, è arrivata la comunicazione ufficiale anche per quel che riguarda la presentazione delle nuove divise da gioco, rispetto alle quali il nostro Fred aveva chiesto lumi in commento: verranno presentate con un evento giovedì prossimo, 27 di luglio. Mouse pronti a cliccare sul sito della società, su quello della Kitbag, o anche, più modestamente, su quello del vostro, che passerà la giornata a guardare gli avvisi di Twitter per postare la foto della nuova divisa non appena verrà resa disponibile.

Le divise saranno in vendita  sul sito della società a partire dal 28, e saranno disponibili a partire dal 12 agosto (giusto in tempo per l'inizio del campionato) nel nuovissimo store che verrà inaugurato per l'occasione al City Ground dai colossi del merchandising sportivo di Kitbag, con i quali il Forest ha stretto un accordo decennale il 19 di luglio: una notizia che, colpevolmente, non abbiamo dato, ma che potrà influire non poco sul flusso di denaro in entrata.

La Kitbag (la prima società di distribuzione on line di materiale sportivo d'Europa) è una multinazionale attivissima e abile nel portare visibilità ai marchi di cui cura l'interesse, e l'albero bistellato del Forest ha sempre estimatori in tutto il mondo, che potranno accedere molto più facilmente a tutto il merchandising Red, grazie alla possente macchina di vendita telematica dei nuovi partner del Forest.

Sempre la Kitbag curerà sia il rifacimento dello Store del City Ground, che sarà ingrandito e portato al livello di quello degli altri grandi club europei, sia la produzione di nuovo materiale con l'albero rosso.

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Non bene in campo, non bene fuori.

Diciamo pure che le Foreste ieri sera non sono state brillantissime, nel duplice impegno serale di ieri. La partita più "seria", quella contro la squadra del Tranmere Rovers, una squadra di Division One, ha visto i Reds sconfitti per 2-0, mentre il Mansield Town (Conference National) è stato battuto per 2-1.

Il Forest ha fatto i salti mortali per rispettare questo (piuttosto cervellotico, a mio avviso) duplice impegno: i sedici membri "abili" della prima squadra  (Luke Chambers, Kelvin Wilson, Wes Morgan e David McGoldrick sono fuori per infortuni più o meno gravi, in pratica l'intera prima linea difensiva: la società, però, ha rassicurato sui tempi del loro recupero) sono stati divisi tra i due campi, e alla compagnia sono stati aggregati alcuni giovani dell'accademia.

Nella partita contro il Tranmere, la compagine più titolata, i cento tifosi al seguito del Forest hanno assistito a una prova di calcio offensivo (almeno come tentativo di approccio al gioco), caratterizzato, però, dal duplice vizio della sterilità dell'attacco e della fragilità della difesa. I Reds, condotti in panchina dal coach Julian Darby, hanno sprecato diverse occasioni, per essere puniti dal Tranmere in occasione delle sue rade ma molto efficaci sortite offensive. Earnshaw ha giocato come terminale offensivo di un 4231, dimostrando, tutto sommato, la sua inadeguatezza a tale ruolo, mentre i veri pericoli per la porta del Tranmere (difesa da Nielsen, ex terzo portiere del City che l'anno scorso assaggiò la Premiership dopo gli infortuni dei titolari) sono venuti dai tentativi dalla distanza di Majewski.

Gli altri attaccanti, McCleary e Blackstock, si sono impegnati, senza mai però essere pericolosi.

Il primo gol è venuto su angolo, con una parabola di testa di Nick Wood su corner di McLaren, respinta apparentemente sulla linea dal giovanissimo difensore Neil Byrne, ma data dentro dall'arbitro.

Lo stato emergenziale della difesa ha assunto proporzioni da ritirata di Russia con l'uscita per crampi dello stesso Byrne nella ripresa: nessuno dei quattro della linea difensiva, dopo questo evento, giocava nel suo ruolo: da destra a sinistra la linea era composta da McGoldrick, un centrocampista laterale offensivo, Gunter, un terzino, Bennett, un centrocampista, e Cohen, un altro centrocampista d'attacco. In queste condizioni, il raddoppio è stato quasi inevitabile: si è verificato al 63', con un irridente pallonetto del liberissimo Ian Thomas-Moore (ex stagionato, visto che ha vestito la maglietta Garibaldi Red nella stagione 97-98, che l'aveva acquistato proprio dai Rovers per un milione di sterline) a scavalcare un incolpevole Camp.

Tranmere: Nielson, Strickland, Cresswell (Bakayogo 45), McLaren, Goodison (Creswell 83), Wood, Gornell, Labadie, Thomas-Moore (Jennings 76 (Mackreth 85)), Welsh, Bojang (Wilhelmson 45). NE: Collister, Fraughan, Mackreth, Power, Benson.

Forest (4-2-3-1): Camp, Gunter, Byrne (Meadows 56), Bennett (Andrews 87), Cohen, Thornhill (Mullen 87), McKenna, McCleary, Majewski, Blackstock, Earnshaw. NE: Darlow.

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L'altra partita, meno prestigiosa, contro i cugini del Nottinghamshire del Mansfield Town, una squadra recentemente relegata in Conference National (in pratica, la quinta divisione della piramide inglese) dopo più di settant'anni di Football League (ma con fieri propositi di pronta riscossa avallati dal nuovo chairman Andy Perry e da una sontuosa campagna acquisti), si è chiusa, invece, con la vittoria dei Reds — condotti in panchina da Ned Kelly, l'assistente di Davies — per 2-1, di fronte a 3200 spettatori, almeno 1500 dei quali provenienti dalla vicinissima Nottingham.

Anche i Cervi giocavano in formazione rimaneggiata, data l'assenza di tre giocatori di prestigio, nuovi arrivati, e il compito per il Forest, inizialmente, è apparso facilissimo: al 27' il Forest conduceva già 2-0, con gol di Tyson e Adebola. Il secondo tempo, però, ha visto una bella reazione del Mansfield, che ha tenuto botta e ha accorciato al 17', con una rete di Ryan Williams su rigore.
 

Mansfield: Marriott, Silk, Preece (Naylor 82), Foster (C. Smith 58), Sandwith (Williams 58), A. Smith (Caines 58), Somner (Munn 82), Istead (Mills 46), Stonehouse, Briscoe (Gregory 69), O'Rafferty. NE: Collett, Higginson.

Forest: Smith, Lesseles, Gibbons, Anderson, McGugan (Kay 83), Adebola, Tyson (Reynor 81), Artymatas, Moussi, Maloney, Lynch (Rodney 64). NE: Mytides.

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Questo, per quel che riguarda il campo. Fuori, la situazione, spiace ammetterlo, non pare brillantissima. Il clima attorno alla squadra (e, secondo alcuni, anche al suo interno) non è certo di ottimismo. A tre settimane dall'inizio del campionato non è ancora arrivato alcun rinforzo, e i numerosi infortuni di questo inizio stagione dimostrano quanto la squadra sia sottile. L'anno scorso fu una stagione fortunatissima, dal punto di vista infermieristico, eppure l'infortunio di McKenna negli ultimi due mesi, probabilmente, ci è costato una fettina di promozione. Quest'anno, per ora, la squadra si è addirittura ulteriormente assottigliata: è di ieri la notizia che, dopo l'addio di Perch, anche Joe Gardner, una buona speranza dell'attacco rosso, andrà in prestito semestrale all'Huddersfield, in League One, a metter su minuti che, probabilmente, al City Ground non potrebbe mai giocare.
La mossa è stata criticata, perché gli attaccanti del Forest non sembrano affidabilissimi, sul piano fisico, e ai tifosi (così come a chi scrive) Gardner pare un prospect player migliore di McGoldrick, la cui esplosione è stata esplicitamente preconizzata, invece, da Davies.

L'insofferenza di Davies verso le gerarchie del club (e, in particolare, verso il comitato per la valutazione dei movimenti di mercato, l'Acquisition Committee diretto dal non proprio amatissimo David Pleat, contro il quale è stata aperta anche una petizione su Facebook) pare essere tornata sui livelli di gennaio, alla luce delle dichiarazioni del Gaffer scozzese sulla cessione di Perch, che sarebbe stata decisa a sua insaputa; vicendevolmente, l'insofferenza del Board verso le libertà che si prende Davies nelle sue dichiarazioni pubbliche pare tornata altrettanto alta.

In questo periodo dell'anno scorso, proprio il 22 di luglio, il Forest faceva il suo ottavo acquisto estivo, prevelando Blackstock dal QPR: quest'anno, per ora, si sono registrate solo due partenze, di giocatori non decisivi ma bravi e utilissimi per approfondire la rosa.

Fatto sta che gli uomini, ora, sono davvero contati. L'esempio del Liverpool, squadra che sembrava allo sbando ma che ha ritrovato morale dopo l'acquisto di Cole, un ottimo giocatore ma certo non un Chris Waddle, potrebbe essere l'esempio per il Forest: basterebbe un acquisto per rompere il clima di sfiducia e di malumore molto ben percepibile leggendo i forum e i commenti agli articoli sulle pagine web dei giornali locali.

In questo senso, è notizia di oggi che il Forest abbia fatto un'offerta ufficiale di un milione e mezzo di sterline per l'ala del Cardiff Whittingham, la migliore ala dello scorso campionato: un giocatore in scadenza di contratto l'anno prossimo che i Bluebirds devono assolutamente monetizzare quest'anno per far fronte alla loro crisi finanziaria. Si era vociferato anche di un interesse del Burnley, ma pare che, per ora, i Clarets del Lancashire non si siano fatti avanti ufficialmente.

Fonti del non sempre affidabile NEP parlano anche di contatti in fase avanzata per Pratley, il bravissimo skipper dello Swansea, anche lui nella rosa del Best Team della Championship per la stagione passata.

Come si suol dire, speriamo: ci vorrebbe davvero una piccola iniezione di fiducia, ora come ora. Un'iniezione che le due amichevoli di ieri non hanno certo aiutato a preparare.

 

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Prima uscita stagionale: 2-1 all’Olhanense.

Il Forest esordisce con una bella vittoria in Portogallo, contro l’Olhanense, nella nuova stagione. Inizio a tambur battente dei Reds, in una serata torrida, subito in doppio vantaggio con Earnshaw e Matt Thornhill, un centrocampista centrale del 1988 che l’anno scorso giocò quasi tutta la stagione in prestito al Brighton e al Cheltenham.

Nel secondo tempo, i Portoghesi sono riusciti a dimezzare lo svantaggio, ma il Forest ha controllato agevolmente il ritorno dell’Olhanense, riuscendo a condurre in porto una buona vittoria contro una squadra che vale la metà classifica della Serie A portoghese. Ned Kelly, il secondo di Davies, ha sottolineato la bontà della prestazione e la buona condizione fisica mostrata dal gruppo.

Chris Gunter e Garath McCleary hanno giocato tutti i 90 minuti, mentre Joel Lynch, affetto da un piccolo infortunio alla schiena, e il giovane portiere di riserva Karl Darlow non hanno giocato.

La prossima sfida sarà addirittura doppia: mercoledì due rappresentative del Forest affronteranno il Mansfield e il Tranmere al Field Mill e al Prenton Park (tutte e due le partite cominceranno alle 19:30 ora inglese).

Primo tempo: Camp, Chambers, Wilson, Anderson, Earnshaw, McCleary, Garner, Cohen, Gunter, McKenna, Thornhill.

Secondo tempo: Smith, Morgan, McGugan, Moussi, Blackstock, Moloney, Majewski, Bennett, Tyson, Gunter, McCleary.

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For Pete’s sake.

Per alcuni il genio misconosciuto cui si devono gran parte dei successi del Forest, per altri il più grande traditore della storia dei Reds, con la sua decisione di abbandonare la squadra per tornare all’odiato Derby County. Per tutti, una figura centrale del calcio inglese degli anni 60-80.

Dopo una sterminata produzione di letteratura (e filmografia) su Brian Clough, l’attenzione della storiografia comincia a soffermarsi anche su Peter Taylor: Wendy Dickinson, giornalista sportiva e, soprattutto, figlia del grande manager di Nottingham, dopo un lunghissimo lavoro di documentazione, ha scritto una monumentale biografia in due volumi dell’altra metà della coppia più vincente del calcio mondiale, Clough e Taylor, che per Wendy sono sempre stati Dad e Brian. Il primo volume sarà in uscita a agosto, ma è già in prevendita: coprirà il periodo che va dall’infanzia di Peter (non tutti sanno, per esempio, che giocò per il Forest negli anni di guerra, quando lui era un ragazzino — Taylor nacque nel 1928 — proprio per il fatto che tutti gli uomini erano impegnati nelle operazioni belliche) agli anni delle imprese con il Derby County, quando nacque la leggenda della coppia.

Nel sito dedicato al libro, ci sono alcune succulente anticipazioni: per esempio, il racconto di quel leggendario giorno in cui Liverpool e Leeds avevano una partita da recuperare, mentre il Derby aveva già finito la sua campagna, e era provvisoriamente in testa alla classifica, con due punti di vantaggio sulle due squadre, ma con una differenza reti nettamente peggiore: mentre i due manager decisero di andare a Majorca con la squadra a aspettare da lontano il verdetto del campo, Wendy, con la madre, andò a vedere la partita del Leeds, in quello che descrive come “il pomeriggio più ansioso della mia vita”.

Non so voi, ma io me lo leggerò di certo, per darvi conto delle parti più succulente, soprattutto per noi tifosi Reds (anche se, bisogna preavvertire, Wendy, cresciuta e appassionatasi di football mentre il padre era al Derby, è un’accesa tifosa dei Rams. Nobody’s perfect…).

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